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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 87

Ipotiroidismo, nuove linee guida sulla gestione firmate Ame & Aace

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 dicembre 2016

Human Thyroid Gland Illustration. 3D renderSono state pubblicate su “Endocrine Practice” le nuove linee di consenso per il trattamento dell’ipotiroidismo, stilate dall’Associazione Medici Endocrinologi (Ame) congiuntamente all’American Association of Clinical Endocrinologists Aace. L’ipotiroidismo interessa in prevalenza il genere femminile e colpisce circa 5 milioni di italiani. Non è una patologia grave ma influisce sulla qualità di vita, dato che il paziente per tutta la vita deve assumere ormone tiroideo. Se la tiroide è disfunzionante o è stata rimossa chirurgicamente si hanno ripercussioni su tutto l’organismo, ricorda Enrico Papini, Direttore Uoc Endocrinologia e Malattie Metaboliche, Ospedale Regina Apostolorum, Albano Laziale. «Le linee guida e i documenti di consenso hanno un compito arduo: stabilire cosa è corretto per tutti considerando le tante variabili ed eccezioni che la pratica clinica presenta per arrivare alla medicina personalizzata per ogni paziente. Quando però lo strumento farmacologico è rappresentato da una sola molecola, la levotiroxina, il più importante ormone della tiroide prodotto per sintesi, occorre prestare la massima attenzione a tutte le condizioni che possono interferire con la terapia» sottolinea Rinaldo Guglielmi, Past President Ame. «Queste linee di indirizzo personalizzano il trattamento non solo secondo parametri fisici, come peso ed età, ma ribadiscono che nella scelta della terapia non deve essere considerato solo il raggiungimento dell’equilibrio ormonale ma anche il benessere del paziente e i fattori che possono influenzare l’aderenza alla terapia» Tale benessere, rileva, può corrispondere con la semplicità della forma farmaceutica: meno eccipienti, minori possibilità di effetti collaterali. «Nei casi in cui la terapia sostitutiva presenti difficoltà nel raggiungere obiettivi ottimali o quando si ha particolare instabilità dei valori ormonali» spiega Franco Grimaldi, Presidente dell’Aace Italian Chapter «la raccomandazione è di non procedere solo alla modifica ripetuta del dosaggio giornaliero ma di considerare anche il trattamento con una differente formulazione, come quella liquida o in capsule molli, che sono in grado di accrescere la non facile aderenza alla terapia. Queste formulazioni vanno considerate anche nei soggetti a rischio di alterato assorbimento della compressa per condizioni di malassorbimento gastrointestinale, quali la celiachia, l’assunzione di farmaci interferenti di uso comune e nelle non poche persone che non riescono a rispettare i tempi di attesa prima della colazione. La formulazione liquida, per esempio, ha dimostrato di poter essere assunta in prossimità del primo pasto della giornata, contrariamente alle compresse che devono essere assunte da 30 a 60 minuti prima». «Nella pratica clinica, ci troviamo a trattare pazienti che, pur avendo raggiunto valori ormonali normali di Tsh, continuano a presentare sintomi di ipotiroidismo. In questi casi, soprattutto per le persone che hanno subito l’asportazione della ghiandola, viene preso in considerazione l’uso di una terapia sostitutiva con la combinazione dei due ormoni tiroidei, per supplire alla mancanza endogena di T3» aggiunge Papini. «Questa opzione riguarda una minoranza dei pazienti e non dovrebbe essere intrapresa come modalità iniziale di trattamento, tuttavia l’associazione T3-T4 può migliorare lo stato di benessere in un numero non trascurabile di persone ipotiroidee. Va sottolineata la necessità di evitare l’utilizzo indiscriminato della T3, escludendo in particolare i pazienti fragili o con problemi cardiovascolari e, tassativamente, le donne in gravidanza o che si preparino al concepimento». Le linee guida indicano, dopo ogni modifica terapeutica, di eseguire il controllo del Tsh ematico dopo 4 settimane (se non vi sono motivi specifici per ripeterlo più frequentemente). Utile, il giorno degli esami del sangue, assumere la levotiroxina dopo il prelievo e non prima. (fonte: doctor33) (foto: ipotiroidismo)

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