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Personale Elvino Echeoni: “A cuore aperto”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 dicembre 2016

elvino-echeon2elvino-echeon1Roma Da sabato 10 dicembre, “A cuore aperto” (vernissage è fissato per sabato 10 dicembre 2016 dalle 18.00 alle 24.00) lo Zodiaco ospita, nella sua splendida cornice di Viale del Parco Mellini, 88/92, la personale tutta da vedere dal titolo “A cuore aperto” con la quale il poliedrico Elvino Echeoni, pittore e scultore, festeggia i suoi 50 anni di vita artistica, presentando la summa di mezzo secolo di lavoro e riflessioni sull’arte. L’esposizione, a ingresso libero e in programma per un intero mese fino al 10 gennaio prossimo (tutti i giorni dalle 18.00 alle 24.00), rappresenta un excursus puntuale nella produzione di quello che critica e pubblico considerano “uno tra i più rappresentativi artisti italiani in campo internazionale” e punta a narrare – attraverso una ventina di tele caratterizzate da stili e tecniche pittoriche tra loro differenti – momenti diversi della sua storia personale e della sua produzione.In mostra un’ampia raccolta di opere nate dall’estro artistico del Maestro che ha scelto di celebrare le sempre verdi emozioni che la pittura e la vita continuano a donargli, come commenta lui stesso, “con coloro i quali hanno condiviso questo mio percorso artistico” e “dedicandolo a quanti non sono più tra noi”.Così, accanto a tele che raccontano le “segrete analogie” tra Freud e Pirandello piuttosto che tra Fellini e Chaplin, sono esposti quadri che proiettano lo spettatore, attraverso le vibrazioni e l’armonia del colore, verso la sintesi pittorica declamata dall’ “Energia vitale”. E nell’antologica non potevano mancare – oltre alle maschere, alle composizioni floreali e alle figure femminili – la serie di astratti ispirati ai “Momenti musicali” e quelli intitolati alla “Realtà virtuale”, in cui il pittore estremizza la tridimensionalità di figure geometriche ad alto contenuto simbolico.“Ero fermamente intenzionato a festeggiare, con un percorso fra le mie tele più rappresentative, i miei 50 anni di vita artistica con amici e colleghi che, fin dagli esordi, mi sono stati accanto nel viaggio della vita, reso ancora più entusiasmante da quando, in seguito all’intervento a cuore aperto subito nel 2009, ho iniziato, oltre che a guardare avanti, a soffermarmi sui ricordi e sulle tante cose che ancora avevo da raccontare e alle quali oggi possono, per fortuna, aggiungersene altrettante”, ha precisato il pittore.Artista istrionico e completo, dotato allo stesso tempo di una spiccata perizia tecnica e di un’instancabile vena creativa, Echeoni è capace di spaziare dalla elvino-echeontavolozza agli spartiti musicali, passando per il restauro, la scenografia, l’incisione, la scultura, e ancora per la composizione di testi e canzoni. Un abile trasformista che a proposito di sé stesso dice “faccio cose diverse e apparentemente non collegate, anche se, a ben vedere, c’è un sottile fil rouge che unisce tutto: canzoni, pittura, tele astratte e ancora quadri di tramonti, notturni, composizioni floreali o volti e corpi femminili”.Ed è proprio quest’impercettibile filo rosso che fa di quest’uomo – da sempre innamorato allo stesso tempo della lucidità e del coraggio sperimentale di Leonardo Da Vinci così come della folle corposità della pennellata di Van Gogh – un funambolo del nostro mondo artistico con una naturale propensione a tentare sempre strade diverse e il coraggio di chi ama rimettersi continuamente in discussione.
Romano, classe 1950, da ragazzo, indeciso fra liceo artistico e conservatorio, Echeoni sceglie di iscriversi a ragioneria e poi di laurearsi in economia e commercio. Intanto, però, si specializza in restauro e tecnica del colore, studia i trattati di Cennino Cennini e si cimenta, a più riprese, nella figurazione classica e nell’astrazione pura.
Outsider generoso e talentuoso, si dimostra un personaggio fuori dagli schemi fin da giovanissimo. Negli anni ’70, insieme all’amico Remo Panacchia, la prima scelta coraggiosa: affiancare, a quello storico di Via Margutta, uno spazio espositivo nel popoloso quartiere di Centocelle, spinto dall’idea di cercare, là dove si respirava il vero decentramento culturale, un’autenticità resa ancora più unica dal difficile clima degli anni di piombo.
In occasione del vernissage, partendo dalle tele dedicate ai “Momenti musicali” e accantonata per un attimo la tavolozza, il Maestro si metterà al pianoforte per celebrare, con i pezzi firmati dagli amici e quelli composti da lui, i trascorsi da musicista e ricordare la professione esercitata fino agli anni della Dolce Vita romana, quelli in cui iniziò con Novella Parigini un indissolubile sodalizio artistico che non si concluse neanche con la scomparsa della pittrice.Nel corso della serata sarà anche proiettato un video in cui si alterneranno le immagini più salienti dell’operazione chirurgica che gli ha salvato la vita e i momenti più intensi del suo percorso artistico e professionale. (foto:Elvino ECHEON)

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