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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

Referendum: Fu vera gloria?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 dicembre 2016

palazzo chigiIl risultato delle votazioni per la riforma costituzionale, non lascia adito a interpretazioni di parte, a meno che non si riesca a entrare nel cuore delle elezioni e guardare, con una certa obiettività, i risultati, analizzandone il vero significato.
I numeri sono impietosi 60% i NO e 40% i SI, ben 20 punti di distacco.
Ma per ottenere il 60% per il NO, si son dovuti riunire i voti delle Destra estrema di Salvini, quindi quelli della Destra inutile della Meloni, nonché quelli della Destra di Berlusconi.
Non basta, si è aggregata anche la sinistra del PD, la sinistra estrema dei nostalgici del comunismo reale, che hanno scelto di andare a braccetto con i neo-fascisti delle destre.
Il 40% raccolto dagli elettori per il SI, fa apparire Renzi come un gigante sconfitto dalle forze soverchianti, con l’aggravante del sostegno della ministra Maria Elena Boschi che faceva ricordare, anche ai più distratti, l’immane errore politico di Renzi, quando, per salvare le terga ai dirigenti della Banca Etruria, tra i quali il paparino della Boschi, sottrasse ai piccoli risparmiatori ingannati e truffati dalla Banca in questione, i proventi di una vita di risparmio e sacrifici.
A condannare Renzi alla sconfitta è stato anche il tradimento a coloro che lo votarono per le primarie, convinti dalla sua solenne affermazione “Mai più larghe intese”, affermazione che si impantano nei trucchi del Nazareno con Berlusconi.
Malgrado tutto ciò, ho votato SI, ma non per fiducia a Renzi, verso il quale tale fiducia naviga intorno allo 0, ma per non dare a Berlusconi l’alea di farsi “padre nobile” del governo Renzi, garantendo il suo appoggio, in cambio di una politica liberista in grado di riprendere i temi tanto cari al pregiudicato, come il falso in bilancio e il conflitto di interessi.
Ora il cerino acceso è nelle mani del Presidente della Repubblica Mattarella, cosa deciderà di fare ?
L’Italia è nel caos, gli avventurieri si scagliano verso le poltrone rimaste libere, per raccogliere i resti del pasto interrotto. Verdini ha esaurito il compito affidatogli da Berlusconi e non trova una nuova e credibile collocazione; Alfano sa bene di non valere più del 3% dei consensi, tant’è che gli aspiranti rieletti transumano presso altri lidi, non ultimo rivolgendosi alla Lega ottenendo garanzie di candidatura. Avrei accettato le dichiarazioni esaltate di vittoria, ove i NO avessero raggiunto, almeno, l’80% dei consensi, ma con il 60% possono solo esibire una “vittoria di Pirro”. (Rosario Amico Roxas)

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