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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

Riflessioni sul referendum e il voto popolare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 dicembre 2016

referendum“Ciò che ha sorpreso tutti, ma proprio tutti, in questo Referendum è stata da un lato la partecipazione convinta degli italiani, come non si vedeva più da molte elezioni, e dall’altro la forbice decisa che separa i No dai Si, senza possibilità di equivoci. Senza che si possano invocare brogli, manipolazioni, voti all’estero, matite che scrivono più o meno: tutto contribuisce a rendere il dato indiscutibile. Gli italiani hanno vinto l’inerzia delle ultime tornate elettorali per andare a dire un no chiaro e secco alla riforma costituzionale, ad un certo modo di governare di tipo più semipresidenziale che parlamentare, a tante promesse che non trovavano riscontro nei fatti sperimentati nella vita di ogni giorno. Nell’ovvio spaesamento di cui tutti portano traccia nel loro vissuto di queste prime ore, è chiaro che il risultato del referendum impone una pausa di riflessione a tutti prima di prendere decisioni che impegnino in modo sostanziale il futuro del paese. A questo dovrà servire l’anno che manca alla fine della legislatura e che mi auguro davvero che non venga ridotto, da chi spera di lucrare in fretta risultati brillanti per se e per il proprio partito. La vittoria del NO ha davvero tanti padri, che non hanno nessuna possibilità di trovare un punto di convergenza in vista di una possibile elezione. E’ assolutamente improbabile che Berlusconi possa trovare un accordo con i comunisti della sinistra italiana, avendo lui costruito il suo profilo politico proprio in antitesi a loro. Altrettanto difficile è immaginare che Grillo e Salvini possano trovare un accordo concreto su di un possibile governo da condividere. Ma se è vero che la Meloni e Salvini possono invocare le primarie del centrodestra, ipotizzando ognuno di loro di poter mettere mano al pacchetto di voti berlusconiani, è altrettanto improbabile che il vecchio leader lasci giocare la partita a loro due, senza intervenire nel suo classico modo divisivo”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare.
“Tutti nel centro destra sanno quanto Berlusconi sia abile a difendere la sua, e solo la sua, leadership, rimandando alle calende greche la scelta del suo successore. La lista dei potenziali delfini travolti dal suo attaccamento strutturale alla carica di Capo unico ed indiscusso del centrodestra è sempre più lunga e soprattutto non se ne vede la fine. Anche questa volta sembrava finito, ed è riemerso alla grande, ma è difficile immaginare che possa riuscire nella disperata impresa di coagulare ancora una volta il popolo dei moderati del centrodestra. Ma al No, occorre ricordarlo, ha contribuito anche in modo tutt’altro che irrilevante il famoso popolo del Family day che ha con Renzi un contenzioso ancora aperto. Quindi, se per votare No è stato facile coagulare le forze del dissenso, dire Si ad un progetto comune sembra radicalmente impossibile. Ed è questa la pausa di riflessione che serve a tutti: occorre rifare la legge elettorale, riorganizzare la vita interna dei vari partiti e movimenti, immaginare possibili coalizioni, in vista di un premio di maggioranza alla coalizione e non al partito, come prevede ora l’Italicum. Serve tempo per pensare – prosegue Binetti -, per tornare a dialogare con un popolo che si è risvegliato dal lungo sonno dell’assenteismo, per progettare il futuro, ma anche per concludere alcune cose buone avviate in Parlamento e rimaste per ora in sospeso. E per questo tutti ci affidiamo a Mattarella perché sia davvero il garante del futuro del paese in questa delicata fase di transizione, in cui la crisi, checché se ne dica, tocca ancora molto sul vivo famiglie e imprese e tutti hanno bisogno di tornare a crescere”, conclude.

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