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Archive for 8 dicembre 2016

Festival Europeo 2016: la finale

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2016

evento-finale1evento-finale2evento-finale4Roma Una fantastica Jane Alexander ed il simpaticissimo Fabrizio Imas hanno condotto dallo studio uno di Cinecittà in Roma, la super finale della prima edizione del Festival Europeo, fotografia, fashion designer e fotomodelli.Il lavoro più difficile è stato quello della giuria, che ha dovuto decretare il vincitore per ogni categoria.Presidente della giuria Maurizio Valdarnini – direttore dell’istituto superiore di fotografia e comunicazione integrata di Roma, Riccardo Gubiani – presidente della Rome Fashion Week, Luca Di Fonso – modello e fashion blogger che lavora a Londra, Max Moor fotografo di fama internazionale, Piergiorgio Antonelli direttore artistico per la categoria fotografi ed Erika Bucci, modella e direttrice artistica per i fotomodelli. Premio “Fotomodello dell’anno” – Nicolae Guglea,19 anni, di Avezzano, provincia dell’Aquila, studia informatica presso il liceo industriale ed ha una grande passione per lo sport e la Moda.
evento-finale5evento-finale6evento-finale3Premio “Fotomodella dell’anno” – Michela Roselli,18 anni di Crecchio, provincia di Chieti in Abruzzo, studentessa al liceo turistico ed innamorata della danza e della moda fin da bambina.Premio “Miglior fashion designer dell’anno” – Veronica Rivalta, 23 anni, di Milano, alle spalle un grande percorso di studi nel campo della moda con diploma di “operatrice della moda”, partecipazione “all’accademia della moda” di Rai Due a Detto Fatto. Nel 2013 apre suo Atelier/laboratorio.Premio “Miglior fotografo dell’anno” – Daniele Belli, romano, 39 anni, nella vita reale è un finanziere e coltiva con grande passione la fotografia. E’ presidente dell’associazione culturale fotografica “In Automatico” a Roma.Jacopo Paone, è stato l’ospite che a metà spettacolo si esibito in un medley di breakdance, sua specialità con cui si è esibito in programmi come “Amici” di Maria De Filippi e “Tu si que vales”.
A concludere la serata è stato Mahmood, che ha cantato tre brani tra cui “Dimentica” (Sanremo2016) ed una cover dei Fugees, il quale ringraziando l’organizzatrice Alexandra Titova ha dato un arrivederci alla prossima edizione di Milano. (Fabrizio Imas – Christian Flammia) (foto: evento finale di Claudio Martone, Max Moor e altri fotografi)

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Terremoto in Indonesia

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2016

terremoto-sumatraUna violenta scossa di terremoto di magnitudine 6.4 ha colpito la costa nord dell’isola di Sumatra, in Indonesia, nello stretto di Malacca, seminando di nuovo morte e distruzione. Frederikus ‘Suko’ Sundoko del team di Emergenza di Karina (Caritas Indonesia) ha confermato che gli operatori della Caritas Medan sono allertati e sono già in viaggio per recarsi sul luogo. Si tratta di un’area in cui la necessità di interventi di emergenza si ripete purtroppo frequentemente per fenomeni di origine vulcanica ed anche per le inondazioni che spesso seguono le piogge; per questa ragione la Caritas diocesana di Medan dispone di un team di rapida attivazione che è stato immediatamente allertato. “Si è trattato di un terremoto abbastanza circoscritto – aggiunge Suko – ma la gente ha avuto paura dello tsunami è si è rifugiata sulle colline. L’allarme tsunami per fortuna non è stato confermato, ma si tratta ora di fornire una risposta alle vittime, concentrate nel distretto di Pidie Jaya, della provincia di Nangroe Aceh Darussalam.”
Già il 28 marzo 2005 un terremoto con magnitudine 8.7 della scala Ritcher aveva messo in ginocchio le isole di Nias e Simelue, rinnovando le ferite dello tsunami del 26 dicembre 2004. Caritas Italiana ha espresso subito vicinanza nella preghiera ed è pronta a sostenere, se necessario, la Caritas locale per i primi aiuti alla popolazione colpita. Oltre a contribuire alla realizzazione degli interventi d’urgenza, in questi anni Caritas Italiana si è impegnata specificamente in Indonesia con circa 5,5 milioni di euro ed è stata riferimento per la rete internazionale delle attività di riabilitazione nell’isola di Nias, Diocesi di Sibolga, con programmi di ricostruzione e sviluppo sociale ed economico. (terremoto sumatra, foto Wikipedia)

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Teatro Tirso: “Come eravamo”

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2016

come-eravamoRoma Teatro Tirso, via Tirso 89 fino al al 18 dicembre (Orari: Dal mercoledi al sabato ore 21 – sabato anche 17.30 – domenica 17.30 Biglietti: dal mercoledì al giovedì 25 euro – ridotto 22 euro venerdì sabato e domenica 27 euro – ridotto 24 euro) Amori che fermano il tempo, e magari non si consumano, ma conquistano l’anima per sempre. Il regista Francesco Bellomo, anche autore del testo con Mauro Graiani e Riccardo Irrera, dedica il suo nuovo spettacolo, “Come eravamo” in scena al Teatro Tirso ai sentimenti… quelli che restano nonostante lo scorrere del tempo, quelli che quando esplodono lasciano un segno indelebile e niente sarà mai più lo stesso. Passeranno i giorni, gli anni ma quegli amori non li dimenticheremo. Mai. Il protagonista Giulio Corso, sul palco con Alessandra Ferrara, la partecipazione dello stesso Bellomo e con Marco Paolo Tucci, Federica Pinto, Ilenia Tocco, Eleonora Bruno, vive la storia di uno di questi amori, un viaggio nel tempo, sul fiume dei ricordi e delle passioni. Dagli sfavillanti anni ottanta fino ai nostri giorni, si consuma la storia d’amore tormentata di due persone agli antipodi. Sonia è un’operaia e promessa sposa di Augusto, titolare del cotonificio dove lei lavora. E’ una ragazza semplice, razionale, che aspira ad una famiglia e ad una vita borghese, sicura e senza stenti; quella che proprio Augusto le può dare.
Eppure l’incontro con Andrés, un famoso ballerino argentino dal carattere passionale e travolgente, sconquassa tutte le sue certezze e le fa scoprire una passione che non sapeva di avere.
Lei e Andrés sono razionalmente inconciliabili, ma le loro anime sono affini, fatte l’una per l’altra. Questo Andrés lo capisce subito, dal primo sguardo e la purezza di Sonia lo cattura e lo travolge.
Le loro prospettive di vita sono distanti anni luce, ma Sonia non riesce ad ignorare ciò che Andrés le suscita nel profondo e mette in discussione tutte le sue certezze, tutti i suoi progetti che, fino a quell’incontro, sembravano solidi e inattaccabili… come il matrimonio con Augusto. Sullo sfondo di questa travolgente storia d’amore c’è uno spettacolo di musical da montare, regalo di Augusto alla sua amata Sonia che ha sempre sognato di fare la protagonista di un musical e per il quale Augusto ha scritto il copione e ingaggiato il noto coreografo Fred e come corpo di ballo Lara, Sara e Chiara, anche loro come Sonia sue dipendenti al cotonificio. Un mondo fatto di sensibilità e storie di vita che si intrecciano per una commedia di grande umanità e spessore. (foto: come eravamo)

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Sfida alla democrazia

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2016

costituzione-de-nicola-de-gasperi_650x447Il recente voto referendario ha riflesso due aspetti significativi. Il primo è numerico: I no hanno raggiunto circa il 60% e i Si si sono fermati al 40%. Il secondo fa, invece, riflettere. In pratica questa tornata elettorale è stata dai più intesa sia per rigettare la riforma costituzionale riconosciuta pasticciata” anche per gli elettori del si, sia nei confronti del premier che è andato in giro per l’Italia vantandosi di aver impresso una svolta qualitativa mentre è aumentata la povertà, la disoccupazione, in specie giovanile, e ridotto il potere d’acquisto di molti italiani che pure lavorano. E’ stato un atto di arroganza e di presunzione che avrebbe dovuto, a mio avviso, raccogliere un dissenso ancora maggiore e se non è accaduto lo dobbiamo al buonismo degli italiani che ancora credono alla politica come valore e non come il frutto bacato di una società che esalta l’avere e mortifica l’essere.
Se invece osserviamo la situazione dalla parte del “perdente” ci accorgiamo che il costruttore del suo fallimento è stato proprio lui. Possibile, ci chiediamo, che si sia fatto invischiare in una iniziativa elettorale tanto rischiosa da sottovalutare l’eventualità di un insuccesso? Io credo di no ed anzi azzardo un’ipotesi che qualcuno potrebbe considerare fantapolitica ma che a mio avviso si attaglia bene al clima dei nostri tempi fatto di furberie e spregiudicatezze senza limiti.
Da qui parte il piano B di Renzi che confida in una sua rimonta elettorale sull’onda delle emotività che ha provocato e nella convinzione che il 40% dei consensi racimolati possono essere utilizzati per sbaragliare avversari profondamente divisi e incapaci di generare una forza unitaria maggiore della sua e per dimostrare agli italiani che è il solo “animale politico” capace di governare. Da qui il discredito strisciante ma molto insidioso nei confronti dei suoi avversari a partire proprio dal movimento di Grillo. Ne consegue che Cinque stelle dovrà attendersi un attacco frontale violento e senza esclusioni di colpi mentre la destra da Salvini a Berlusconi e la sinistra di Bersani e Bertinotti vanno tenuti a bada e utilizzati, per lo più, in chiave antigrillina.
Come fare per contrastare quest’onda di ritorno? Credo che si possa concentrare in due parole passando dal “No al Noi”. L’opinione pubblica vuole sentirsi protagonista, vuole essere rappresentata da chi l’ascolta, vuole partecipare e l’unico modo possibile, a mio avviso, è di coinvolgerla concretamente a partire dalle amministrazioni locali. Se qualcuno afferma, ad esempio, che vi sono molte buche nella via antistante la propria abitazione ci deve essere subito un interlocutore che sappia recepire il messaggio e farsene carico con un tempestivo intervento. Solo in questo modo non ci si sente esclusi, si ha la consapevolezza che le istituzioni non sono sorde e cieche e che sanno entrare in sintonia con l’uomo della strada e comprendere le sue necessità e sanno farsene carico. (Riccardo Alfonso direttore Centro Studi politici della Fidest)

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Catella: London is a winner in European logistics location ranking

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2016

catella-arenaThe new Catella Market Tracker of winning European logistics regions was launched today. The conclusion is that Catella expects Greater London in the UK, Oslo og Akershus in Norway, Île-de-France in France, Catalonia in Spain, and Hovedstaden in Denmark to offer real estate investors the greatest potential in the coming years.The Market Tracker includes a European-based scoring model with 107 logistics regions compiled by Catella for the first time.
“The European logistics map illustrates once again that it is regions and agglomerations that make up the dynamic competition in this sector, not countries,” says Dr Thomas Beyerle, Head of Group Research at Catella.
Catella concludes that the following regions will have the greatest potential in terms of socioeconomic, property-related and infrastructural factors, which were all evaluated in the analysis. A high-scoring value clearly correlates with the prime yield in the highest-scoring regions. The lowest yields can be found in London (4.25%), with Oslo og Akershus in second place (5.75%), and Île-de-France in third. Catalonia (6.00%) and Hovedstaden (7.00%) also demonstrate an attractive risk profile. The German logistics regions of Hamburg, Duisburg/ Niederrhein, Rhein-Main and Berlin/Brandenburg (Positions 6–9) are all at 5.00%, and reflect the currently high demand from investors.“The current discussions surrounding Brexit are causing a lot of insecurity in this industrial sector. With Noord-Holland (Amsterdam), Zuid-Holland (Rotterdam), Haute-Normandie/Île-de-France and Hamburg, potential competition from continental Europe stands at the ready,” says Dr Thomas Beyerle.The “Logistics regions in Europe – combining dynamism, competitiveness and high-quality locations” Market Tracker is available at catella.com/research.

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Colors: Una mostra di Paolo Gotti a Corte Isolani

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2016

maroccoCorte Isolani – Bologna 16 dicembre 2016 – 31 gennaio 2017 opening Venerdì 16 dicembre ore 19,00 si inaugura la mostra Colors del fotografo bolognese Paolo Gotti, che occuperà diversi spazi lungo il passaggio coperto di Corte Isolani a Bologna fino al 31 gennaio 2017.
Il fenomeno della percezione del colore è stato molto studiato sia dalla scienza che dall’arte, la quale in particolare ha spesso attribuito significati trascendentali, quasi metafisici, alle sue infinite tonalità.Nel corso dei secoli, per prima la pittura e in seguito la fotografia hanno scandagliato tutte le potenzialità della luce riflessa per descrivere sensazioni e stati d’animo.Paolo Gotti raccoglie l’eredità di questa ricerca scegliendo di mettere in mostra le fotografie che compongono la mostra Colors, dove il colore svolge il ruolo del protagonista. E lo fa rendendo omaggio all’arte del passato, tendendo un filo sottile ma significativo tra fotografia e pittura. È così che, attraverso le parole stesse degli artisti, le tante sfumature dell’oceano rimandano alla connessione tra luce e pittura secondo Hans Hoffmann, e la fotografia della facciata di una casa si riallaccia al desiderio di Edward Hopper di dipingerne l’effetto luminoso; e ancora un albero tra realtà e finzione riflette l’ispirazione che Vincent Van Gogh traeva dalle cromie della natura, o un campo di fiori è associato alla ricerca della gioia nei quadri di Pierre-cubaAuguste Renoir. Molti altri sono gli artisti presi in esame da Paolo Gotti, di ognuno dei quali il fotografo bolognese ritrova una traccia “a posteriori” nelle proprie opere fotografiche, anche se l’intero progetto si può riassumere nell’opinione di Pablo Picasso, per il quale “tutto ciò che puoi immaginare è reale”.In occasione dell’inaugurazione della mostra, venerdì 16 novembre alle ore 19.00presso l’Enoteca Giacchero di Corte Isolani si potrà assistere alla presentazione del calendario Colors, che racchiude 13 tra le immagini più significative della mostra. A ogni immagine è associata una citazione di un pittore, la cui arte – a diversi livelli di profondità – si ricollega anche visivamente alla fotografia di Paolo Gotti. Parteciperanno all’incontro il critico d’arte Paola Barbara Sega e il giornalista dell’Espresso Roberto Di Caro. Seguirà un brindisi.
Paolo Gotti nasce a Bologna e si laurea in architettura a Firenze, dove frequenta il Centro di studi tecnico cinematografici. Nel 1974 sceglie l’Africa come meta del suo primo grande viaggio. In seguito a questa avventura che lo segna profondamente, si dedica sempre più al reportage, visitando oltre 70 paesi nei cinque continenti. Ancora oggi gira il mondo per immortalare persone, paesaggi e situazioni che archivia accuratamente in un gigantesco atlante visivo che conta oggi oltre 10.000 immagini, da cui nascono i calendari tematici che realizza da circa vent’anni. (foto: marocco, cuba)

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La Sapienza laurea il premio Oscar Dante Ferretti

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2016

universita-la-sapienza-romaRoma. martedì 13 dicembre, Dante Ferretti, considerato uno dei maggiori scenografi internazionali, riceverà nell’Aula magna della Facoltà di Architettura la laurea ad honorem in Architettura. Nel conferire questo prestigioso riconoscimento, l’accademia ha voluto sottolineare come la scenografia sia una delle espressioni più nobili nate nell’ambito dell’architettura e che scenografia ed architettura hanno radici comuni. La cerimonia sarà aperta dalla prolusione del Magnifico rettore Eugenio Gaudio, a seguire l’allocuzione della preside della Facoltà Anna Maria Giovenale. L’elogio sarà affidato a Franco Purini. La Lectio magistralis di Dante Ferretti chiuderà la cerimonia.
All’interno della Facoltà sarà allestita una mostra di alcuni bozzetti e illustrazioni realizzate dal maestro.
Dante Ferretti -Nato a Macerata il 26 febbraio 1943, Dante Ferretti è lo scenografo che ha reso grande l’arte della scenografia in Italia, portandola agli onori della ribalta grazie alla collaborazione con grandi registi italiani e stranieri.
Ferretti ha lavorato prima in Italia, al fianco di registi come Pier Paolo Pasolini e Federico Fellini e successivamente fuori dai confini nazionali. Sua è l’intuizione geniale del labirinto verticale ricostruito nel film il nome della rosa (1986) di J.-J. Annaud, sua la forza visionaria espressa nel kolossal fantasy Le avventure del barone di Munchausen (1989) di Terry Gilliam. Le trasfigurazioni di città e quartieri nelle ricostruzioni realizzate per i film di Martin Scorsese, hanno fatto di lui uno dei più brillanti e importanti scenografi del cinema mondiale. Tre i premi Oscar vinti nel 2005 con The aviator di Scorsese insieme con la moglie Francesca Lo Schiavo, nel 2008 per Sweeney Todd di T. Burton e 2012 con Hugo Cabret ancora una volta insieme a Francesca Lo Schiavo .
Nel 2013, in concomitanza con il settantesimo anniversario della sua nascita, il MoMA di New York gli ha dedicato la personale Dante Ferretti. Design and construction for cinema”.
Il 23 dicembre 2016 uscirà negli Stati Uniti “Silence” di Martin Scorsese, di cui Ferretti ha curato sia la scenografia, che i costumi e collaborerà anche al prossimo film del regista italo-americano dal titolo“The Irishman”.
Ma l’attività dello scenografo marchigiano non termina qui: in questi giorni Ferretti sta lavorando agli studios di Cinecittà a Roma alla creazione delle scenografie per “Diabolik”, un ambizioso progetto televisivo firmato Cattleya, mentre in campo teatrale è l’autore dell’allestimento dell’Otello Rossiniano di Amos Gitai, in cartellone al San Carlo di Napoli dal 30 novembre al 6 dicembre. Infine ha curato l’imponente musical “Divo Nerone” in programma a Roma, nell’arena della Domus aurea, per il mese di giugno 2017.
A febbraio la Facoltà di Architettura della Sapienza, Dipartimento di Architettura e progetto, istituirà il master in Scenografia teatrale e televisiva. Il Master di II livello, diretto da Massimo Zammerini, formerà una figura di scenografo con una preparazione in campo tecnico e artistico allineata con il panorama contemporaneo a livello nazionale e internazionale. La dimensione complessa della disciplina della Scenografia sintetizza nell’idea progettuale scenica una pluralità di apporti disciplinari, e compenetra al suo interno le ricerche espressive sviluppate nel campo della visualità. Si profila dunque una realtà professionale che vede integrarsi la componente artigianale di altissimo livello tipica del teatro classico, punta di eccellenza italiana assieme alla moda, all’arredamento e al design, con gli strumenti offerti dalle nuove tecnologie. Il corpo docente prevede specialisti in scenografia e regia teatrale, scenografia e regia televisiva, videoinstallazioni e ambienti sensibili, Illuminotecnica teatrale e televisiva, rappresentazione progettuale multimediale, composizione architettonica, disegno e rappresentazione, storia del teatro, della letteratura, dell’arte, dell’architettura, della musica, del cinema, estetica, e sicurezza nei luoghi di lavoro.

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Andrea Fluttero alla guida del settore del riciclo rifiuti in FISE

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2016

flutteroAndrea Fluttero, esperto di Economia Circolare e già segretario della Commissione Ambiente del Senato nella XVI Legislatura è il nuovo Presidente di UNIRE, l’Unione Imprese del Recupero che aderisce a FISE, Federazione Imprese dei Servizi.Ad eleggerlo, all’unanimità, è stata l’Assemblea dell’Associazione. Fluttero succede ad Anselmo Calò cui l’Assemblea e il neo Presidente hanno tributato un ringraziamento per l’operato svolto negli ultimi anni trascorsi alla guida dell’Associazione.UNIRE rappresenta a livello nazionale e comunitario le imprese che gestiscono attività di raccolta, trasporto, selezione, trattamento, stoccaggio, recupero e riciclaggio dei rifiuti. In una parola le vere “Fabbriche dell’Economia Circolare”.
“Nei prossimi mesi l’attività dell’Associazione”, ha evidenziato il Presidente Fluttero, il cui nuovo mandato durerà due anni, “avrà come principali obiettivi: favorire i processi di aggregazione nell’ambito delle diverse filiere del recupero al fine di rafforzarne la rappresentatività e ampliare la base associativa attraendo imprese di qualità”. Altrettanto importante ha concluso il Presidente Fluttero sarà “stringere accordi con il mondo della ricerca per supportare le PMI dei diversi comparti nel processo di innovazione dei loro processi di recupero e riciclo”.
Andrea Fluttero nato a Chivasso (To) il 17/02/1958, diplomato Perito industriale grafico è stato fino al 1998 Imprenditore nel settore graficoDal 1985 al 1995 ha ricoperto diversi ruoli amministrativi locali. Dal 1997 al 2005 è stato Sindaco di Chivasso (To), mentre dal 2006 al 2013 è stato Senatore della Repubblica con il ruolo di Segretario della Commissione Ambiente nella XVI Legislatura, con una importante attività legislativa e convegnistica nei settori Green Economy, Energia, gestione rifiuti, chimica bio based, riciclo e recupero di materia.Dal 2013 è Consulente libero professionista e si occupa di Relazioni istituzionali e comunicazione nel settore Green Economy.Dal febbraio 2015 è anche Presidente di UNIRIGOM, l’Unione Recuperatori Italiani della Gomma. (foto: fluttero)

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Legge elettorale e poi al voto

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2016

quirinale«Noi siamo pronti: in poche settimane possiamo avere legge elettorale, candidato premier e pure vincere. Non ci faremo prendere in contropiede da Renzi. Dimettersi subito e fare le valigie era il minimo che il segretario Pd potesse fare. Il popolo italiano si è ripreso la sua sovranità non appena lui gliel’ha consentito. Altre dimissioni non sono arrivate, ovvero quelle del regista di questa fallimentare operazione: Giorgio Napolitano. Se si è dimesso il Papa… può certamente farlo anche un senatore a vita». Lo ha detto il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, in un’intervista al quotidiano “Libero”. «Al Presidente Mattarella – ha aggiunto Meloni – Fratelli d’Italia dirà che non c’è più spazio per inciuci e voltagabbana, quindi si deve votare al più presto. Per fare la legge elettorale bastano due settimane, al massimo tre, se c’è la volontà politica. A me va bene tutto, a patto che ci siano le preferenze e gli elettori possano scegliere i parlamentari, che si sappia chi è maggioranza e chi opposizione».
«Con Matteo Salvini ci sentiamo spesso e lavoriamo ad una federazione sovranista, che rimetta al centro dell’azione politica l’interesse nazionale, chiuda con le lobby, i poteri forti e gli interessi delle banche. Con Berlusconi ci vedremo certamente, anche se non abbiamo fissato date. Faremo le primarie per individuare il portabandiera più credibile del nostro campo, cioè del centrodestra, e si tratta solo di capire se Berlusconi vorrà condividerle con noi o no. Non vedo però perché lui e Forza Italia non debbano partecipare a una rifondazione così necessaria», ha concluso il presidente di FdI.

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Musica Elettronica: da UK e Germania, Raime e Digitalism

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2016

digitalismRoma 9 e 10 dicembre ore 22.00 Quirinetta, Via Marco Minghetti 5 Due giorni esplosivi per conoscere da vicino la scena internazionale.
Raime è musica strumentale, nella tradizione delle produzioni della metà degli anni ’90, ma con un suono contemporaneo e con un’attenzione puntualissima (quasi ossessiva) al dettaglio. Suoni industriali a volte, ma anche morbidi e con vaghi groove, per un disco calmo e nervoso, un flusso continuo di suono, quasi una traccia unica che dal vivo il duo inglese manipola e che porterà una ventata di techno contemporanea a Roma, in una serata che ha fatto della ricerca contemporanea il suo scopo: LSWHR.Psichedelia, elettronica, sperimentazione: sono questi invece i tratti di Digitalism, direttamente dalla Germania, che al Quirinetta il 10 dicembre portano il terzo album Mirage, nato dalla lunga esperienza live nei club di tutto il mondo.
Le influenze di Daft Punk e Cassius rimangono (quando iniziarono a farsi notare i Digitalism erano quasi considerati appartenenti alla scena francese del french touch), ma in Mirage c’è anche psichedelia, voglia di sperimentare e voglia di ricercare. Digitalism, dopo essere stati fomentatori di party con singoli potenti e pensati espressamente per la pista da ballo, si avvicinano al pop pur mantenendo il loro sound tipico che sa di Francia.Digitalism, infatti, suonano dal vivo da oltre dieci anni, “Jence” Moelle e Ismail “Isi” Tüfekci fanno “ballare il mondo” e ora, dopo il Mirage Live Tour che li ha portati in tutta Europa, in America, Australia e Giappone, hanno deciso di dedicarsi ai club più intimi, in cui il contatto con il pubblico è più stretto e il party più elettrico. Costo del biglietto Raime 10 euro, Digitalism 15 euro. (foto: digitalism)

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Formalizzato il nuovo status di osservatore dell’OIM della Comunità di Sant’Egidio

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2016

ginevraSi è aperto a Ginevra il 107° Consiglio dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, durante il quale è stato formalizzato il nuovo status di osservatore dell’OIM della Comunità di Sant’Egidio.Il Consiglio, il primo da quando l’OIM è entrata a far parte del sistema Nazioni Unite, è stato organizzato in occasione del 65mo anno della fondazione dell’Organizzazione e ha sancito un ulteriore aumento degli stati membri – ora diventati 166 – e dei membri osservatori.Il nuovo status della Comunità di Sant’Egidio in seno al consiglio OIM è stato accompagnato dalla redazione di un Memorandum di intesa, che sarà firmato oggi a Ginevra dal Direttore Generale dell’OIM, William Lacy Swing, e dal Segretario Generale della Comunità di Sant’Egidio, Cesare Giacomo Zucconi. “Dopo anni di collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio, siamo lieti che la collaborazione tra l’OIM e la Comunità possa entrare in una nuova fase”, ha commentato Federico Soda, Direttore dell’Ufficio di Coordinamento dell’OIM per il Mediterraneo.“Il Memorandum di intesa definisce alcune importanti aree di cooperazione tra le due organizzazioni, con una particolare attenzione alla promozione di canali legali di entrata per migranti e rifugiati – tra cui un rafforzamento dello strumento del ricongiungimento familiare – e sottolinea la necessità dell’apertura di corridoi umanitari per migranti che si trovano in situazioni di emergenza. Il documento mette anche in rilievo l’importanza di avviare collaborazioni e sinergie nei paesi di origine di migranti e rifugiati” “Essere riconosciuti come osservatori permanenti presso il Consiglio dell’OIM ci onora e ci spinge a un maggior impegno”, afferma Mauro Garofalo, responsabile delle relazioni internazionali della Comunità di Sant’Egidio. “Di fronte alla sfida globale posta da migranti e rifugiati c’è bisogno di collaborazione tra organismi internazionali, Stati e società civile. È quanto dimostra il progetto pilota dei corridoi umanitari, nato da una positiva sinergia tra la società civile e le istituzioni italiane e ora allo studio di altri Paesi europei”.
A partire da dicembre 2015, la Comunità di Sant’Egidio ha avviato grazie ad un accordo con lo Stato italiano un progetto pilota sull’apertura di corridoi umanitari rivolto a persone in condizioni di vulnerabilità, come donne sole con bambini, anziani, soggetti affetti da disabilità o serie patologie, per il trasferimento in modo sicuro in Italia, dove presentano richiesta di asilo. I corridoi umanitari prevedono l’arrivo, nell’arco di due anni, di mille profughi per lo più dal Libano, in gran parte siriani fuggiti dalla guerra. Finora ne sono già arrivati 500 e altrettanti giungeranno entro il 2017.
L’OIM – tre le numerose attività svolte in Italia – è attualmente impegnata nel programma di Reinsediamento (Resettlement) di migranti siriani in Italia e in quello di Ricollocazione (Relocation) verso gli stati membri dell’Unione Europa e svolge da oltre 10 anni attività di assistenza per migranti presso i principali punti di sbarco in Sicilia, Puglia e Calabria. Gli uffici OIM del mondo sono costantemente impegnati in programmi di supporto ai migranti vittime di crisi umanitarie. Tra questi, particolare rilevanza rivestono le attività di sostegno ai migranti che passano presso i centri di transito di Agadez e Niamey, direttamente gestiti dalla missione dell’OIM in Niger.
“La firma del Memorandum d’Intesa con la Comunità di Sant’Egidio”, conclude Federico Soda, “si inserisce nel quadro di una politica di collaborazioni umanitarie già consolidata in seno alla nostra organizzazione e ci auguriamo che possa avviare nuove iniziative in grado di offrire sostegno e assistenza a sempre più migranti e rifugiati”.

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Cooperazione internazionale: la scuola come grande riscatto esistenziale e sociale

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2016

parma universitàParma Il Centro Universitario per la Cooperazione Internazionale dell’Ateneo di Parma (CUCI) si è fatto promotore assieme all’associazione Mani (Parma) e in collaborazione con l’ONG senegalese FEEDA (Femme, Éducation, Eau et Développement en Afrique) del gemellaggio tra scuole cittadine e scuole senegalesi. Il Liceo Marconi e la Scuola per l’Europa si sono rispettivamente gemellate con le Lycée de Pire (Dép. Tivaouane) et con la scuola elementare di Diol Kadd (Dép. De Thiès) in Senegal.
Per quanto la rete scolastica senegalese sia molto diffusa e raggiunga anche i villaggi più remoti, in molti casi il buon esito della scolarizzazione è compromesso da un’alimentazione insufficiente. Il sostegno alla scolarizzazione non può pertanto che passare attraverso l’accesso al cibo. Il gemellaggio garantisce un pasto quotidiano agli studenti più bisognosi del liceo di Pire e un pasto a tutti gli alunni della scuola elementare di Diol Kadd i giorni del rientro pomeridiano.
L’impegno degli insegnanti di tutte le istituzioni scolastiche coinvolte è quello di promuove una vera e propria educazione interculturale attraverso il lavoro congiunto su alcune tematiche e sui diversi modelli didattici. Non solo quindi l’occasione di conoscenze interpersonali, ma uno scambio e un confronto effettivo di riferimenti culturali e esperienziali.Il progetto potrebbe sembrare tanto semplice quanto banale. Il rafforzamento della scolarizzazione è un indicatore sicuro di sviluppo umano, sociale e economico per tutti i paesi del mondo e in particolare per i paesi più poveri. Eppure il potenziale conflittuale veicolato dagli interventi sulla scuola e l’istruzione in generale è altissimo. Questo conflitto si esprime nel merito delle conoscenze e dei valori trasmessi, nella tensione tra universalismo e particolarismo, nell’accesso differenziato alla scolarizzazione in funzione dei diversi gruppi sociali. Disparità di accesso alla formazione, polarizzazione della conoscenza e frattura scientifica tra i paesi sviluppati, emergenti e poveri sono altrettante sfide che impegnano anche la riflessione e la ricerca universitarie sempre più orientata verso progetti di internazionalizzazione. Attraverso questi progetti, il CUCI con i suoi partner, promuove le relazioni tra l’Ateneo e le scuole italiane e senegalesi in un’ottica di complementarietà delle competenze e di sinergie delle professionalità al fine di rafforzare le iniziative di internazionalizzazione dell’Ateneo e dei partner del progetto. Entro tale contesto, un grosso contributo è stato dato dal Sig. Diop Ousmane della società di trasporto OWEST AFRICA & YOBALE che si è assunto l’onere della metà dei costi di spedizione.

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Nuove prospettive dell’immuno-oncologia

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2016

tumore metastaticoVienna. Ogni giorno in Italia si registrano più di 110 diagnosi di tumore del polmone, complessivamente nel 2016 sono stimati 41.300 nuovi casi nel nostro Paese. Il 60-70% è individuato in fase avanzata, oggi per questi pazienti si stanno aprendo importanti prospettive nel trattamento in prima linea grazie alla combinazione delle molecole immuno-oncologiche innovative. Lo dimostrano i risultati presentati alla 17° Conferenza mondiale sul tumore del polmone dell’International Association for the Study of Lung Cancer in corso a Vienna. “L’immuno-oncologia – sottolinea il prof. Federico Cappuzzo, direttore Oncologia all’Ospedale di Ravenna – ha già evidenziato risultati decisivi in seconda linea nella fase avanzata della malattia. La sfida ora è individuare i pazienti che possono maggiormente beneficiare di questa nuova arma in prima linea, cioè al momento della diagnosi. Sono incoraggianti i risultati aggiornati dello studio CheckMate -012, dopo un follow-up di circa 16 mesi, sulla combinazione di nivolumab e ipilimumab nella forma non a piccole cellule, la più frequente. I tassi di risposta obiettiva confermata in tutti i pazienti trattati sono pari al 43%, quasi il doppio rispetto alla percentuale registrata con nivolumab in monoterapia (23%). Inoltre, la sopravvivenza a un anno copre il 100% dei pazienti quando l’espressione tumorale di PD-L1 è superiore al 50%. Positivi anche i dati sulla sopravvivenza libera da progressione. Per questi pazienti si sta sempre più concretizzando la possibilità di evitare la chemioterapia e aver accesso a farmaci innovativi caratterizzati da una tollerabilità migliore. Nel frattempo aspettiamo i risultati di CheckMate -227, questo studio di fase III in cui l’Italia ha svolto un ruolo determinante sta valutando le combinazioni con nivolumab in prima linea: riteniamo che il futuro sia rappresentato dall’associazione delle molecole immuno-oncologiche”. Il principale fattore di rischio di questa neoplasia è rappresentato dal fumo, un vizio sempre più diffuso fra le donne: infatti il 23% delle italiane è tabagista. Con gravi conseguenze: tra il 1999 e il 2011 l’incidenza del carcinoma del polmone è diminuita del 20,4% tra gli uomini, mentre è aumentata del 34% nelle donne. La percentuale di sopravvivenza a 5 anni delle persone colpite da carcinoma del polmone in Italia è pari al 14,3%, più elevata rispetto alla media europea (13%). Le possibilità di guarigione cambiano drasticamente in relazione allo stadio in cui avviene la diagnosi. Complessivamente, la sopravvivenza a 5 anni nella forma non a piccole cellule in stadio I è compresa tra il 47% e il 50%, mentre per lo stadio IV scende al 2%. I tassi tendono a essere più bassi nel tumore del polmone a piccole cellule perché questa forma cresce più rapidamente (in stadio I sono compresi tra il 20 e il 40%, in stadio IV scendono all’1%). “Lo studio CheckMate -032 presentato a Vienna – spiega il prof. Francesco Grossi, Responsabile UOS Tumori Polmonari all’IRCCS AOU San Martino IST, Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro di Genova – ha valutato nivolumab in monoterapia e in combinazione con ipilimumab in pazienti precedentemente trattati, quindi in seconda linea, colpiti proprio da tumore del polmone a piccole cellule. Il tasso stimato di sopravvivenza a due anni è stato del 30% con nivolumab più ipilimumab e del 17% con nivolumab in monoterapia. Non solo. Il tasso di risposta obiettiva con la combinazione era pari al 25%, il doppio di quello riportato con la monoterapia (11%). È la conferma che la combinazione rappresenta la strada da seguire”.

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Lombardia: Più fondi alle famiglie per assistenza studenti con disabilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2016

regione lombardiaSì a un maggior coordinamento dei finanziamenti per gli alunni con disabilità. E’ questo il risultato ottenuto dal Movimento 5 Stelle Lombardia grazie a una mozione approvata dal consiglio regionale.Paola Macchi, consigliere regionale M5S Lombardia e prima firmataria della mozione, dichiara: “La Regione, grazie alla nostra mozione, si impegna ad riprendere le competenze attualmente delle Province sull’assistenza e i trasporti per gli alunni con disabilità.
E’ un tema centrale, non è tollerabile che alle famiglie con figli disabili arrivino fondi, insufficienti e sempre in ritardo rispetto all’inizio delle scuole. Dalle ricerche dell’associazionismo sono stanziate per ora solo il 60% delle necessità di risorse per il trasporto e per l’assistenza degli alunni con disabilità.Avevamo richiesto che venissero stanziati da Regione Lombardia 10 milioni di fondi straordinari per questi servizi, e che si chiedesse al Governo di integrare i 70 milioni attualmente previsti ma insufficienti, ci hanno detto che in entrambi i casi non ci sono soldi, purtroppo pare che per i disabili la coperta sia sempre corta.”. Confidiamo che Regione Lombardia avocando a se le prerogative delle province possa intervenire integrando con risorse proprie i fondi che mancano riconoscendo a tanti ragazzi disabili il diritto di frequentare la scuola serenamente.”

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Continua con ottimi risultati il trend positivo di iscrizioni avviato lo scorso anno dall’Università di Parma

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2016

biblio università parmaParma dopo l’exploit e l’inversione di tendenza del 2015-2016 si consolida la crescita anche per il 2016-2017. I numeri parlano chiaro: 5.725 iscritti complessivi al primo anno (dati al 28 novembre 2016) contro i 5.082 dell’anno accademico 2015-2016, con una crescita assoluta di 643 matricole che corrispondono a un incremento percentuale del +12,7%.
I dati sono stati presentati questa mattina nella sede dell’Ateneo dal Rettore Loris Borghi
«Raccogliamo i frutti di un lavoro intenso e corale, mirato a costruire un’Università nuova, attrattiva, aperta all’esterno e con al centro lo studente: i dati delle iscrizioni mostrano che i nostri sforzi sono stati capiti e apprezzati. Dopo l’inversione di tendenza dello scorso anno occorreva quest’anno consolidare la crescita, e ci siamo riusciti: in due anni l’Ateneo ha recuperato i due terzi degli studenti perduti a causa del trend negativo avviato nel 2011-2012, e i dati di quest’anno permettono di essere ottimisti per il futuro. È ovvio che siamo soddisfatti, ma non bisogna certo fermarsi qui», ha commentato il Rettore Loris Borghi, che ha sottolineato il valore dell’offerta formativa proposta dall’Ateneo: «Un’offerta di qualità, ulteriormente rafforzata dai due nuovi corsi partiti quest’anno: “Sistema Alimentare: Sostenibilità, Management e Tecnologie” e “Comunicazione e Media Contemporanei per le Industrie Creative”. I due corsi hanno avuto un riscontro straordinario, cogliendo evidentemente un’esigenza formativa reale nei due settori del food e della comunicazione». Gli ambiti che crescono di più in valore percentuale per numero di iscritti sono proprio quelli cui afferiscono i due nuovi corsi: l’Ambito Economico fa registrare un significativo +44% rispetto al 2015/2016, e l’Ambito Umanistico un ottimo +29%. Crescita a due cifre anche per l’Ambito Ingegneria e Architettura, che rispetto all’anno scorso è a +17%.
La “sofferenza” dell’Ambito Giuridico-Politologico, che rispetto allo scorso anno registra al momento un saldo negativo del 12%, va interpretata con molta attenzione: per il corso di laurea in Giurisprudenza il calo dell’ultimo anno del 6% è solo apparente, perché ci sono 21 iscritti di cui si sta verificando la carriera universitaria e che dovrebbero portare il numero degli studenti a 157, con un conseguente incremento dell’8% nell’ultimo anno, mentre per Scienze politiche e delle relazioni internazionali le iscrizioni si chiudono a fine anno ed è ancora presto per tirare le somme.
Anche altri segni “meno” vanno interpretati. Il calo del corso in Scienze della natura e dell’ambiente, ad esempio, dipende unicamente dal fatto che il corso non è più a libero accesso ma ad accesso programmato locale, e per il corso in Matematica vale quanto detto anche per Giurisprudenza:4 studenti sono in attesa di verifica della loro carriera universitaria e quindi il numero degli iscritti potrebbe aumentare da 42 a 46, registrando un incremento rispetto allo scorso anno.
“Food management” e “Comunicazione per le industrie creative”: ottimo esordio per i due nuovi corsi tiennali
I due corsi triennali avviati quest’anno sono stati la grande novità dell’offerta formativa 2016-2017. Guardando i dati ora si può certamente dire che si tratta di una scommessa vinta da parte dell’Ateneo, che ha saputo mettere in campo due progetti culturali innovativi in due settori strategici come il food e la comunicazione.
Il corso di laurea in “Sistema Alimentare: Sostenibilità, Management e Tecnologie” (Food System: Management, Sustainability and Technologies), incardinato nel Dipartimento di Economia in collaborazione con i Dipartimenti di Bioscienze e Scienze degli Alimenti e presieduto da Guido Cristini, ha ad oggi 256 iscritti. Il corso di laurea in “Comunicazione e Media Contemporanei per le Industrie Creative”, coordinato dal Dipartimento Lettere, Arti, Storia e Società e presieduto da Michele Guerra, parte invece con 203 iscritti.
Un Ateneo ancora più attrattivo: crescono i fuorisede dal Sud Italia
La provenienza geografica degli iscritti al primo anno dimostra che l’Università di Parma ha saputo rendersi ancora più attrattiva. A fronte di un minore peso relativo della provincia di Parma (31,3% nel 2016/2017 contro il 37,7% di due anni prima) e dell’Emilia Romagna (dal 59,6% del 2014/2015 al 52,2% di quest’anno), si registra infatti una decisa crescita del Nord Italia (15,6% quest’anno contro il 12,8% del 2014/2015) e soprattutto di Centro-Sud e Isole, che tornano ad essere bacini di utenza forti dell’Ateneo con i livelli percentuali di alcuni anni fa. Gli iscritti al primo anno del Centro-Sud passano dal 12,7% del 2014/2015 al 14,6% del 2016/2017 (con ottimo exploit della Puglia), mentre quelli delle isole dal 5,1% all’8,2%. Da segnalare in particolare il balzo in avanti della Sicilia, che in due anni è aumentata di tre punti percentuali passando dal 4,5% al 7,5%
Un Ateneo inclusivo: punto di riferimento per gli studenti con disabilità e Disturbi specifici dell’apprendimento (DSA)
L’Università di Parma si conferma punto di riferimento importante per gli studenti con disabilità e con disturbi specifici dell’apprendimento (DSA), per i quali è attivo da anni un servizio che è fiore all’occhiello dell’Ateneo con specifiche strutture di affiancamento e accoglienza. Al 31 ottobre 2016 sono nel complesso 130 gli iscritti al primo anno con disabilità e DSA.
A primavera i dati dei corsi di laurea magistraliÈ importante sottolineare che i dati diffusi oggi sono ancora parziali, poiché le iscrizioni ai corsi di laurea magistrale (+2) si chiudono a primavera: lo scorso anno gli iscritti sono stati circa 1.800. I dati complessivi degli iscritti al primo anno (compresi quelli delle lauree magistrali) saranno dunque disponibili nella prossima primavera.

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Nella Scuola di specializzazione IdO il terapeuta ha un ruolo attivo

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2016

La scuola di specializzazione in psicoterapia dell’età evolutiva dell’Istituto di Ortofonologia (IdO) di Roma è di tipo psicodinamico. “Questo significa che le teorie di riferimento sono quelle psicoanalitiche per ciò che attiene allo sviluppo, ma si rifanno alla psicologia analitica per quanto riguarda la dimensione simbolica e il rapporto psiche-soma”. Lo spiega Magda Di Renzo, psicoterapeuta dell’età evolutiva e direttrice della Scuola di specializzazione dell’IdO, aggiungendo che c’è una caratteristica particolare in questo approccio: “Il terapeuta ha un ruolo particolarmente attivo nell’interazione con il bambino. Interviene, si muove e gioca con il bambino, e ciò viene letto in una dimensione simbolica”.
Questo accomodamento del modello psicodinamico “ci ha permesso di lavorare con bambini molto piccoli e anche con patologie importanti- chiarisce la direttrice- dove sono presenti aree molto arcaiche dello sviluppo e dove non è possibile intervenire attraverso la verbalizzazione”. Per questo motivo, nei quattro anni di specializzazione, l’IdO dedica “uno spazio peculiare alla formazione corporea e, quindi, alla possibilità di essere consapevoli della propria espressività corporea per poterla utilizzare come uno strumento di pensiero all’interno del setting terapeutico. Soprattutto negli scenari attuali- aggiunge Di Renzo- questo modello ci consente di lavorare sia in una terapia diadica, riadattata con l’intervento attivo dell’operatore, che in terapie di gruppo che coinvolgano o solo i bambini oppure i bambini e i genitori insieme. Il padre e la madre- conclude la direttrice della Scuola-rappresentano una parte integrante della terapia e ricevono un’attenzione particolare nella formazione”.
Le iscrizioni per l’anno accademico 2017 sono aperte e le lezioni partiranno a gennaio. La scuola di specializzazione prevede una formazione di 2.000 ore di insegnamenti teorici, lezioni frontali e seminari con esperti nazionali e internazionali, 400 ore di formazione personale, laboratoriale, clinica e di supervisione, e 400 ore di tirocinio. Tutte le informazioni sul sito http://www.ortofonologia.it

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Studium e l’editoria cattolica

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2016

lumsa-universitaRoma Giovedì 15 dicembre 2016 – ore 9.30 LUMSA – Sala Giubileo Via di Porta Castello, 44 Per l’intera giornata del 15 dicembre prossimo, la LUMSA di Roma ospiterà il convegno “Studium e l’editoria cattolica”. Si tratta del primo convegno interamente dedicato al ricco e poliedrico mondo dell’editoria cattolica, in occasione dei 110 anni della rivista Studium (1906-2016) e dei 90 anni della casa editrice Studium (1927-2017). Edizioni Studium e LUMSA si propongono di approfondire i temi legati all’editoria cattolica nella sua composita realtà, muovendosi tra storia, tradizione e attualità, e interrogandosi, con alcuni dei suoi protagonisti, sulle sfide che l’attendono e sul suo destino.L’occasione di incontro si presenta ricca e proficua per docenti, studenti, operatori delle varie case editrici cattoliche e quanti sono impegnati nel campo dell’editoria e del giornalismo.
Nella prima sessione (dedicata a Storia e tradizione e presieduta dal prof. Giuseppe Dalla Torre, presidente delle Edizioni Studium) verrà evidenziato il ruolo della rivista Studium nella cultura del ‘900 e sarà offerta una ricostruzione storiografica del catalogo storico dell’omonima casa editrice.Nella sessione pomeridiana (dedicata a L’editoria cattolica e le sfide di oggi) Emilio Carelli (giornalista Sky TG24) modererà la tavola rotonda sull’editoria cattolica nell’attuale stagione culturale e storica che vedrà come relatori alcuni rappresentanti delle più prestigiose case editrici cattoliche.
Il convegno si muove dunque tra il passato e il presente dell’editoria cattolica, interrogandosi altresì sul futuro che interessa le varie case editrici cattoliche. Si tratta di un importante settore dell’intero panorama editoriale, soggetto alle medesime crisi che interessano l’editoria in generale ma sempre più aperto alle sfide lanciate dalle nuove tecnologie e dalle sinergie tra i vari protagonisti del settore.
Il 15 gennaio 1906 venne pubblicato il primo numero della rivista «Studium». L’intento fu fin da subito chiaro: proseguire il lavoro avviato dalla murriana «La Vita Nova» per interloquire con il mondo universitario. Una preoccupazione che, nel 1927, venne raccolta, non a caso, dalla omonima casa editrice, nata dall’intuizione di Giovanni Battista Montini, poi divenuto papa Paolo VI e da Igino Righetti, presidente della Fuci e, all’epoca, poco più che ventenne. La rivista e la casa editrice dovevano essere il segno di un rinnovato impegno dei cattolici in ambito culturale. Una cultura pensata soprattutto per la formazione delle coscienze, per valorizzare ed accompagnare le intelligenze migliori nel momento dell’università e per dare loro gli strumenti indispensabili per una riconoscibilità nazionale. Così facendo Studium editrice e rivista divennero veicolo di formazione di una nuova classe dirigente cattolica, aperta alla cultura tutta e animata dall’ ambizioso tentativo di riconciliare fede e ragione, Chiesa e mondo moderno. Un fil rouge, che, a mano a mano rinnovato, ha attraversato tutta la produzione di Studium editrice e rivista, che celebrano rispettivamente i novanta e i centodieci anni di attività cogliendo l’occasione per rileggere la propria storia in quella del nostro Paese.

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La terra dove è nato Buddha: una proposta culturale e turistica

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2016

nepalNepal, la terra dove è nato il Buddha. Situato nel cuore dell’ Asia e protetto dalle alte vette himalayane, racchiude al suo interno quattro differenti realtà protette da Unesco come patrimonio dell’umanità. La misteriosa terra nepalese è uno scrigno di tesori naturali e architettonici. La fitta jungla del Sud, le vette aguzze del Nord e le grandi vallate dell’Est fanno da sfondo ai quattro gioielli del Nepal. Quattro realtà protette da Unesco, collegate da un’asse immaginario che attraversa il Paese. Si parte dal Sud, con l’area di Lumbini, divenuta sito Unesco nel 1997 per la sua fondamentale importanza nella storia umana. Infatti qui , nel V secolo a.C., nacque Siddhartha Gautama, figlio della regina Maya. Siddhartha prese il nome di Buddha ed oggi è considerato il fondatore del buddhismo. Ogni anno sono moltissimi i fedeli che si recano in visita nella zona, considerata una delle quattro tappe fondamentali in cui pellegrinare dai buddhisti.Spostandosi a Est nei pressi del confine meridionale si incontra un altro sito protetto da Unesco: il parco nazionale di Chitwan, un polmone verde in zona subtropicale ricco di flora e fauna: 68 specie di mammiferi, 644 tipi di uccelli, 125 di pesci e 56 piante endemiche. La direzione del parco è particolarmente attenta a proteggere animali a rischio quali il rinoceronte unicorno, tigri, gaviali tanto da debellare completamente i tentativi di incursioni dei bracconieri. Facilmente raggiungibile dai turisti, il parco è organizzato per offrire svariate possibilità di attività: safari a dorso di elefante, giri in canoa, bird watching e escursioni a piedi.A Nord Est del parco è situato l’insieme dei sette siti Unesco della valle di Kathmandu, che si sviluppa in maniera circolare intorno alla grande capitale del Nepal. Quest’area è un punto di incontro fra buddhismo e induismo ma anche tra le tradizioni del passato e le ambizioni del futuro. Secondo la leggenda questa zona un tempo era un grande lago, trasformato in una vallata dal colpo di spada di Manjushri, bodhisattva della conoscenza, cha avrebbe aperto una gola nei pressi della collina di Chobar nella quale le acque del lago sarebbero defluite permettendo alla valle di svilupparsi. Grazie alle grandi ricchezze della valle l’area si è naturalmente sviluppata attraverso i secoli come il centro politico del Nepal. Kathmandu fino al 2006 è stata la sede del Re e quindi presenta tutte quelle caratteristiche tipiche di una citta regale: templi l ussuosi e palazzi imponenti che si alternano a strette vie che brulicano di vita, mercati e tuc tuc, i tipici taxi locali. I 7 siti protetti da Unesco nella valle rappresentano la raffinata cultura artistica che le famiglie imperanti hanno incoraggiato e promosso con opere di vera bellezza estetica ma che rappresentano in straordinaria armonia una integrazione sincretica di antiche pratiche autoctone con significati simbolici.Con una solenne cerimonia si purificazione celebrata dai monaci buddhisti con una spettacolare puja, il celebre stupa di Boudhanath è stato riportato a tutto il suo splendore e completamente risanato dopo i danni del terremoto del 2015. Uno dei più grandi al mondo con una altezza di 36 metri, lo stupa di Boudhanath è stato riconosciuto patrimonio dell’umanità nel 1979 e tornerà nuovamente un sentito luogo di culto per i numerosi fedeli buddhisti del Paese e una attrattiva imperdibile per i visitatori internazionali. Gli altri 6 siti della valle sono la Durbar square di Kathmandu, la cittadina di Patan, la cittadina di Bakhtapur, il tempio buddhista di Swayambhunath e quelli induisti di Pashu Patinath e Changu Narayan.A ricordare la presenza in territorio nepalese di 8 dei 14 ‘ottomila’ del mondo, Unesco ha incluso nella lista dei patrimoni il parco del Sagarmatha – nome nepalese del Monte Everest – che sovrasta il territorio al confine settentrionale con il Tibet e che comprende decine di altre vette oltre i seimila metri disegnando uno skyline all’orizzonte di cime aguzze talvolta di facile accesso altre volte con una esposizione elegantemente imponente, snella e impervia, disegnate da una abile mano superiore. Popolato dalla forte etnia sherpa dedita ad accompagnare escursioni e ascensioni, il parco si estende dai 2900 metri del portale di entrata di Lukla agli 8848 metri della vetta dell’Everest con una natura che rapisce l ‘anima. Ogni villaggio ha il suo tempio buddhista più o meno grande e alcune sedi di cerimonie religiose che lasciano al visitatore un’emozione a cui non si resiste. Vi trovano rifugio alcune specie a rischio come i leopardi delle nevi e i panda rossi. (foto: nepal)

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Renzi: Giano bifronte

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2016

boccia“Le dimissioni di Renzi da premier? Io, un po’ di tempo fa, avevo capito che se fosse andato male il referendum, lui avrebbe lasciato la politica, e mi pare fosse anche in compagnia”. Così Francesco Boccia, deputato PD, oggi al programma di Rai Radio1 Un Giorno da Pecora, condotto da Geppi Cucciari e Giorgio Lauro. Lei come prese quella decisione? “Io gli dissi che non era necessario, gli dissi: se ammetti di aver fatto un errore puoi tornare indietro, fai il semplice iscritto, porti l’acqua…” Domenica però si è dimesso. “Da premier si. Ma le uniche dimissioni, che ha il dovere di dare sul piano politico, sono quelle di segretario politico del PD. Era premier in quanto segretario del PD – ha detto Boccia a Rai Radio1 -, altrimenti non avrebbe fatto il Presidente del Consiglio”. Ma lei è l’unico del PD a fare questa richiesta. “Penso che sarà inevitabile che nelle prossime ore aumenterà. Domani c’è la direzione PD e se ne parlerà”. E se domani Renzi non si dimetterà? “Vorrà dire che è rimasto attaccato alla poltrona”. Insieme a Renzi, chi dovrebbe dimettersi nel PD? “Credo che lui e tutto il gruppo dirigente che ci ha portato sugli scogli debbano liberare il partito per consentire al PD di confrontarsi. Se Renzi vorrà ricandidarsi, come ogni iscritto, si fa il prossimo congresso”. Quindi, se non vorrà ricandidarsi, Renzi potrebbe anche non dimettersi? “In questo caso potrebbe gestire il passaggio verso il congresso, che si dovrà tenere presto, a gennaio o febbraio”, ha concluso a Un Giorno da Pecora il deputato PD. (foto: boccia)

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Ap, Binetti: “Su nuova posizione Udc qualche chiarimento è d’obbligo”

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2016

Paola-Binetti“E’ stato rapidamente raccolto da tutte le agenzie di stampa il comunicato dell’Udc con cui si faceva presente che l’avventura di Area popolare aveva concluso, almeno per ora, il suo iter. Dopo l’appello di ieri sera con cui Angelino Alfano si diceva pronto ad andare velocemente al voto insieme a Matteo Renzi, qualcosa è scattato nella nostra sensibilità politica, a cominciare dal senso di responsabilità. Il No al quesito referendario significava sostanzialmente tre cose: il rifiuto di una riforma confusa e pasticciata; il bisogno di onestà intellettuale, per cui diciamo no al marketing politico che promette senza mantenere; e infine la strana sensazione di essere su di un treno in corsa in cui solo il macchinista sa qual è la direzione, mentre agli altri si chiede solo di votare la fiducia a processi compositi, ma ridotti a pura digitalizzazione: si o no, per contenuti spesso scarsamente definiti nelle loro implicazioni. Quando Ap è nata, qualche anno fa, avremmo voluto dar vita ad un soggetto politico nuovo, inclusivo, aperto ad un dialogo efficace con le forze politiche più sensibili ai valori del lavoro e del merito; della vita, della famiglia; ai giovani, alle piccole e medie imprese, che caratterizzano il tessuto economico nazionale. Deciso a lottare contro le disuguaglianze e contro la povertà, a difendere il risparmio delle famiglie e la libertà di scelta dei genitori in merito all’educazione dei figli. Niente di speciale, solo la difesa delle piccole cose che costituiscono l’intelaiatura della nostra vita e scandiscono il ritmo delle nostre giornate”. Lo afferma “con convinzione e con rammarico” l’onorevole Paola Binetti dell’Udc.
“Moltissime le battaglie fatte insieme a Ncd. Alcune con ottimi risultati, qualche altra meno, per oggettive divergenze di idee su punti in cui Ncd si rivelava più affine al Pd con le sue posizioni storicamente diverse dalle nostre. Anche in merito all’attuale referendum la posizione di Lorenzo Cesa, segretario del Partito, si è rivelata nettamente diversa da quella del governo e alla fin fine vincente, nella capacità di percepire lo stato d’animo del Paese. Ma è sul punto delle elezioni anticipate che il dissenso attuale dell’Udc è chiaro e determinato. Il popolo Udc ha bisogno di tempo per capire cosa stia accadendo sullo scenario politico, a prescindere dalle rappresentazioni narrative così ottimistiche che tanto piacciono a Renzi, e di cui la gente a volte non trova il riscontro nella pratica. Come Udc – prosegue Binetti – fedeli al principio dei valori al centro e della chiamata alla responsabilità personale, vogliamo stimolare una partecipazione politica efficace, confermata dallo stesso spirito di iniziativa che ha caratterizzato questa campagna referendaria. Davanti ai potenti mezzi messi in pista dal Governo: Rai, Tv, giornali, onnipresenza televisiva, bulimia da dichiarazioni quotidiane, noi Udc del No eravamo davvero schiacciati non solo dal SI, ma anche dai pentastellati, non meno bulimici del premier nell’occupare tutti gli spazi disponibili, il revival di Berlusconi e un Matteo Salvini in gran forma, con il suo ‘trumpismo’ all’italiana. Eppure sui territori, nel rapporto personale, nei salotti familiari, al bar con gli amici, gli iscritti Udc hanno saputo dare la loro testimonianza, spiegando, raccontando, confrontandosi umilmente. E il risultato ha premiato questo stile low profile, che però richiede tempo, pazienza, rispetto per l’altro perché non si senta schiacciato dall’avversario più veloce, più brillante, più ironico, più accattivante, ma non per questo più vero e più credibile. Ora per l’Udc – conclude Binetti – comincia una nuova fase della sua vita! Con Ncd abbiamo lavorato bene, salvo queste ultime battute… speriamo…”.

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