Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 175

Sfida alla democrazia

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2016

costituzione-de-nicola-de-gasperi_650x447Il recente voto referendario ha riflesso due aspetti significativi. Il primo è numerico: I no hanno raggiunto circa il 60% e i Si si sono fermati al 40%. Il secondo fa, invece, riflettere. In pratica questa tornata elettorale è stata dai più intesa sia per rigettare la riforma costituzionale riconosciuta pasticciata” anche per gli elettori del si, sia nei confronti del premier che è andato in giro per l’Italia vantandosi di aver impresso una svolta qualitativa mentre è aumentata la povertà, la disoccupazione, in specie giovanile, e ridotto il potere d’acquisto di molti italiani che pure lavorano. E’ stato un atto di arroganza e di presunzione che avrebbe dovuto, a mio avviso, raccogliere un dissenso ancora maggiore e se non è accaduto lo dobbiamo al buonismo degli italiani che ancora credono alla politica come valore e non come il frutto bacato di una società che esalta l’avere e mortifica l’essere.
Se invece osserviamo la situazione dalla parte del “perdente” ci accorgiamo che il costruttore del suo fallimento è stato proprio lui. Possibile, ci chiediamo, che si sia fatto invischiare in una iniziativa elettorale tanto rischiosa da sottovalutare l’eventualità di un insuccesso? Io credo di no ed anzi azzardo un’ipotesi che qualcuno potrebbe considerare fantapolitica ma che a mio avviso si attaglia bene al clima dei nostri tempi fatto di furberie e spregiudicatezze senza limiti.
Da qui parte il piano B di Renzi che confida in una sua rimonta elettorale sull’onda delle emotività che ha provocato e nella convinzione che il 40% dei consensi racimolati possono essere utilizzati per sbaragliare avversari profondamente divisi e incapaci di generare una forza unitaria maggiore della sua e per dimostrare agli italiani che è il solo “animale politico” capace di governare. Da qui il discredito strisciante ma molto insidioso nei confronti dei suoi avversari a partire proprio dal movimento di Grillo. Ne consegue che Cinque stelle dovrà attendersi un attacco frontale violento e senza esclusioni di colpi mentre la destra da Salvini a Berlusconi e la sinistra di Bersani e Bertinotti vanno tenuti a bada e utilizzati, per lo più, in chiave antigrillina.
Come fare per contrastare quest’onda di ritorno? Credo che si possa concentrare in due parole passando dal “No al Noi”. L’opinione pubblica vuole sentirsi protagonista, vuole essere rappresentata da chi l’ascolta, vuole partecipare e l’unico modo possibile, a mio avviso, è di coinvolgerla concretamente a partire dalle amministrazioni locali. Se qualcuno afferma, ad esempio, che vi sono molte buche nella via antistante la propria abitazione ci deve essere subito un interlocutore che sappia recepire il messaggio e farsene carico con un tempestivo intervento. Solo in questo modo non ci si sente esclusi, si ha la consapevolezza che le istituzioni non sono sorde e cieche e che sanno entrare in sintonia con l’uomo della strada e comprendere le sue necessità e sanno farsene carico. (Riccardo Alfonso direttore Centro Studi politici della Fidest)

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