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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 97

Teatro India Progetto domino di Irene Di Lelio e Manuel Capraro

Posted by fidest press agency su sabato, 10 dicembre 2016

fabrizioRoma Teatro India Lungotevere Vittorio Gassman, 1 il 12 e il 13 dicembre 2016, (Orari: lunedì 12 dicembre ore 21.00; martedì 13 dicembre ore 18.00) debutta il progetto Domino, ideato e realizzato dai giovani registi Irene Di Lelio e Manuel Capraro. Dalle ore 21.00 il 12 dicembre e dalle ore 18.00 il 13 dicembre, grazie alla collaborazione con il Dipartimento di Storia dell’Arte e dello spettacolo, si alterneranno sul palcoscenico di Lungotevere Vittorio Gassman, due produzioni indipendenti, due spettacoli complementari, due testi diversissimi, oggetto del seminario “Analisi della drammaturgia del testo, dell’attore e della messa in scena – Processo creativo e compositivo di uno spettacolo”: Fabrizio scritto e diretto da Manuel Capraro, in scena Antonello Azzarone, accanto a un grande classico Il rinoceronte di Eugene Ionesco, per la traduzione di Giorgio Buridan e la regia Irene Di Lelio, con Gabriele Abis, Antonello Azzarone, Giulia Carpaneto, Luca Mazzamurro, Lorenzo Tolusso. Due dense serate teatrali dedicate al tema della dominazione, dell’ io domino da cui il progetto prende il nome. Cinque attori che cambiano continuamente corpo, abito, pensieri, atteggiamenti e pelle. Diciotto vite avviluppate nel loro stesso istinto che non li abbandona e li costringe a essere prede di un meccanismo relazionale sottile ma atroce.
Dalle note di regia: I due testi mettono a fuoco l’Io domino in un mondo e una società, apparentemente lontani da noi. Questo “imperialismo istintivo e profondo, biologico, che pervade le piante, le creature, gli uomini, le nazioni” (E. Ionesco), uccide la coscienza dell’uomo e la sua libertà. È il meccanismo che sta alla base dei due lavori, che fa incontrare e specchiare i due protagonisti, così simili tra loro ma con due coscienze e modi di reagire completamente diversi. Il lavoro vuole raccontare al pubblico quello che ci succede intorno, nelle relazioni con le persone che ci circondano e cercare di capire come stare nella partita del DOMINO, del nostro presente e riuscire a rimanere in piedi.
rinoceronterinoceronte1Gli spettacoli: FABRIZIO scritto e diretto da Manuel Capraro. Questo spettacolo è l’ultimo ballo, l’ultimo delirio, l’ultimo urlo di un giovane uomo che ha perso tutto, che è rimasto solo ed è stato rinnegato da un mondo che lo schiaccia, lo DOMINA e lo vomita, perché soddisfatto della propria ignoranza e del proprio egoismo. Lo stesso mondo in cui l’unica cosa che conta è il denaro, in cui i sentimenti, le emozioni, la musica, il movimento non sono concessi. FABRIZIO è la necessità di aggrapparsi a qualcosa di profondo ed eterno nel marasma di delusioni e sconfitte che oggi ci circonda. La scena è coperta di bidoni della spazzatura colorati. La sua immaginazione e le sue allucinazioni ci traghettano all’interno dei ricordi e ci fanno entrare nel Burlesque Club del suo grande amore, la star: Mirandolina. FABRIZIO è il grido di una generazione che non si arrende e che lotterà fino all’autodistruzione. Atto unico che si ispira e reinterpreta alcuni personaggi e tematiche de La Locandiera di C. Goldoni.
IL RINOCERONTE di Eugène Ionesco, diretto da Irene Di Lelio.Un’epidemia prende corpo. Lentamente si disegna dentro gli organi delle persone, modifica il loro Essere, la loro forma mostruosa di uomini. Esplodono le rivendicazioni di ansie e angosce che reprimono, che li schiacciano. Il rinoceronte, a discapito dell’uomo, è la novità, la bellezza, la soluzione ai problemi. Un Universo al contrario, dove vince l’istinto, la rivalsa, la superficialità di giudizio. Le relazioni diventano primordiali, senza coinvolgimento mentale, emotivo. L’inquietudine, la malinconia e la paura del senso del nostro esistere, è messa all’angolo, è annullata. La forza, l’arroganza, la voglia di schiacciare e DOMINARE gli altri, primeggia. Bèrenger è circondato dalle sue paure che lo ingoiano e lo risucchiano. Una realtà inventata, assurda è la metafora della mancanza di giudizio che pervade il nostro secolo. Come in un incubo, Bèrenger sceglie le maschere che i personaggi indosseranno per umiliarlo e poi schiacciarlo. Una grande allucinazione che lo ingloba dentro le sue paure esistenziali che prendono corpo e pulsano davanti ai suoi occhi. Biglietti: intero 12 euro; ridotto 8 euro. (foto: fabrizio, rinoceronte)

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