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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Archive for 12 dicembre 2016

Sanremo: grande partecipazione all’incontro pubblico in ricordo di Libereso Guglielmi

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 dicembre 2016

libereso3libereso1Sanremo Teatro del Casinò. Sono arrivati in tanti, alcuni anche da molto lontano, per ricordare Libereso nel teatro del Casinò di Sanremo, dove il giardiniere di Calvino è stato protagonista d’incontri memorabili e dove aveva festeggiato i suoi 90 anni con una grande festa con i ragazzi delle scuole della città. L’incontro ha alternato momenti di divertimento a momenti di vera commozione, con il susseguirsi ad un ritmo serrato, quasi televisivo, di testimonianze, frammenti video, immagini, letture e musica. Sul palco erano presenti un grande amico di Libereso, Antonio Ricci, Tania Guglielmi, la figlia del grande botanico, l’Assessore alla Cultura e Manifestazioni del Comune di Sanremo, Daniela Cassini , che insieme al giornalista Claudio Porchia, collaboratore e amico di Libereso ha condotto l’incontro, aperto dalla splendida esecuzione di Eugenio Ripepi e Claudia Murachelli del brano “Scarborough Fair” . Questa ballata irlandese era molto amata da Libereso per il testo, il riferimento alle erbe e lo ha accompagnato in diversi incontri e presentazioni dei suoi libri. Il sindaco Alberto Biancheri ha portato il saluto dell’amministrazione comunale (presenti in sala anche l’Assessore Barbara Biale e il dirigente responsabile dei giardini, Claudio Littardi) ed ha annunciato che proprio al giardiniere di Calvino sarà intitolata un’aiuola all’interno del parco di Villa Ormond, laddove si sta realizzando il Museo del Fiore ed ha mostrato la targa che presenta una bellissima foto del giovane Libereso. Il Direttore Generale del Casinò, che ha ospitato la manifestazione, ha ricordato le numerose iniziative che si sono svolte nel teatro con la presenza di Libereso, una mostra, diversi convegni e le presentazioni dei suoi libri ai “Martedì letterari” ed in ultimo anche la grande festa per i suoi 90 anni.Per oltre due ore gli amici vicini e lontani lo hanno ricordato partendo dalla prima puntata di “Striscia la notizia”, dedicata a Libereso. “Mi era venuto in mente di affiancare Cristina Gabetti a Libereso – ha detto Antonio Ricci, riguardo al primo incontro tra il giardiniere di Calvino e la giornalista– si erano creati degli episodi molto divertenti fra loro due. Ricordo che durante le puntate di ‘Striscia la Notizia’, la Gabetti, dopo i servizi con Libereso, era affascinata dai suoi racconti e dai suoi modi disponibili e gentili e con Enzo Iacchetti , che fingeva di essere innamorato di lei, si creavano delle esilaranti scenate di gelosia nei suoi confronti.”Si è ricordato il rapporto con Serena Dandini, un vero e proprio amore a prima vista, con la preziosa lettura fatta dall’attrice Valentina di Donna della parte dedicata a Libereso contenuta nel libro “Dai diamanti non nasce niente” e con un frammento dell’incontro che si era tenuto all’auditorium di Ospedaletti nell’estate del 2011. Pur essendo assenti per impegni sopraggiunti l’architetto Paolo Pejrone e la scrittrice Francesca Caotorta Marzotto sono stati ricordati in relazione alla collaborazione di Libereso con Gardenia iniziata nel 1984, dal secondo numero della rivista, con un meraviglioso articolo sulle Clematis e che lo ha visto anche protagonista in televisione con Pippo Baudo a parlare dei fiori e delle piante, affascinando il pubblico come solo lui sapeva fare.La giornalista Laura Guglielmi ha ricordato le mostre e iniziative dedicate alla sua esperienza calviniana, l’architetto Elio Marchese, nel suo emozionante intervento, ha riproposto le sue lezioni agli architetti e gli interventi propositivi di liberesosistemazione dei giardini; il poeta e scrittore Giuseppe Conte ha rievocato il rapporto con Nico Orengo; il vivaista Pier Luigi Priola ha richiamato i viaggi e gli incontri di Libereso nel Veneto e a Treviso, Paola Forneris, Direttore Unitre Sanremo, ha richiamato alla memoria il lavoro fatto con le scuole mostrando i disegni del progetto dedicato ai ragazzi e finalizzato alla scoperta delle erbe spontanee; Gino Rapa, a nome dei Fieui dei Carrugi di Albenga con i quali Libereso ha condiviso in diverse occasioni lo spirito giovanile e goliardico, ha consegnato alla figlia Tania il caratteristico foulard con la fionda. Un breve filmato inviato dagli “Amici del verde” di Monza ha ricordato la sua esperienza in Brianza a Villa Germetto, il recupero del parco e del giardino. Nino Marchese, noto ibridatore della città dei fiori, ha illustrato lo splendido bouquet di rose, sistemato sul palco in onore di Libereso e composto da diverse varietà uniche e coltivate in piena aria. Il filmato dedicato a Villa Pergola ed al suo splendido parco, a cui Libereso era molto affezionato, ha dimostrato che la Liguria non è solo speculazione, ma può vantare anche eccellenze da valorizzare. Roberto Ferretti, presidente “Ambiente Agritur-Aso” a capo di una nutrita delegazione di amici delle Marche, ha rammentato le tante iniziative fatte sul tema delle erbe, che hanno portato alla dedica a Libereso di una sala conferenze e di una gustosa misticanza. E’ stata presentata anche l’ultima intervista realizzata dal nipote di Libereso e dalla classe terza B dell’Iistituto Aicardi di Sanremo nel mese di marzo. Il sindaco di Perinaldo, Francesco Guglielmi, ha citato il contributo dato alla riscoperta del carciofo, diventato presidio di Slow Food. Ursula Piacenza ha fatto rivivere il rapporto di Libereso con l’affascinante giardino selvatico di Boccanegra. Impossibile condensare in un pomeriggio tutti i ricordi legati alla figura del giardiniere di Calvino che ha seminato conoscenze e stretto amicizie in ogni parte del paese attraverso i suoi continui viaggi, le conferenze e gli incontri. Il tempo a disposizione non ha consentito di dare il giusto spazio a tutte le esperienze presenti, alcune sono state richiamate in estrema sintesi dal conduttore, come le collaborazioni editoriali, con disegni e le tante copertine, due in uscita proprio in questi giorni, il libro di Giacomo Revelli “Nel tempo dei lupi” e “La storia della libereso2Cipolla egiziana” di Marco Damele, agricoltore e responsabile dell’associazione R&B che ha ospitato Libereso in moltissime iniziative dedicate al recupero della biodiversità. Un piccolo spazio è stato dedicato anche alla parte gastronomica e alle ricette vegetariane con diversi chef presenti in sala, come Michele Ottonello del ristorante della “Farina del mio sacco” e Terry Prada del “Busciun” di Castelvittorio che ha portato alcuni Turtun che sono stati offerti in omaggio agli amici venuti da più lontano e che, in questo modo, si sono portati a casa anche il sapore e il gusto delle erbe selvatiche invernali del ponente ligure. Presenti in sala anche Valerio Verda l’ex sindaco di Carpasio, sede del Museo della Lavanda, di cui Libereso è stato il padrino e grande sostenitore, e Monica Zioni, assessore alla cultura di Alassio, il cui famoso muretto vanta anche una mattonella con la firma di Libereso. Moltissime le presenze venute da lontano, oltre che dalle Marche, dal Veneto, dalla Lombardia, dalla Toscana, dal Piemonte e da Roma. Lungo tutta la penisola fino alla Sicilia sono tante le iniziative che sono annunciate in programma il prossimo anno per ricordare la sua intensa attività. E sicuramente altre iniziative si terranno anche nella città di Sanremo come annunciato dall’assessore Cassini e dalla figlia Tania nelle conclusioni della giornata, che sono state precedute dall’esecuzione di una bella e commovente canzone dedicata a Libereso dal cantautore Christian Gullone. Perché Libereso lascia tracce della sua presenza anche nella musica: alcuni anni fa anche il famoso gruppo musicale dei Barmangrande aveva inserito nel loro ultimo cd la canzone “Libero”, dedicata a questo straordinario personaggio. (Christian Flammia)

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Premiazione della XIX Edizione del Concorso Internazionale Artistico Letterario Antonio de Curtis: (Totò), Principe, Maschera, Poeta

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 dicembre 2016

totoLa manifestazione si svolge a Roma il 12 dicembre 2016 dalle ore 16.00 alle ore 20.00, presso la Nuova Aula del Palazzo dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati in Via di Campo Marzio, 74, con i più importanti Patrocini e Premi istituzionali. E’ organizzata dall’Associazione Amici di Totò … a prescindere! – Onlus, con le Associazioni IMAGO e AISL_O (Associazione Italiana di studio del lavoro e dello sviluppo organizzativo). Presentazione del libro: “Eugenio Pacelli, Pio XII, il Pontefice più amato e vituperato nella storia della Chiesa” di Alberto De Marco e di Duilio Paoluzzi, Casa Editrice Movimento Salvemini. Il ricavato del libro sarà integralmente devoluto all’Ordine Religioso in India delle “Missionarie della Carità” di S. Madre Teresa di Calcutta, in particolare per aiutare i bambini abbandonati e per sostenere le famiglie delle donne lasciate dai mariti nella desolazione, costrette a prostituirsi per sopperire alle esigenze alimentari dei propri figli. Presenta: l’attore Angelo Blasetti. Relazioneranno: il Senatore Francesco Aracri, il Dott. Ernesto Lupo, Primo Presidente Emerito della Suprema Corte di Cassazione; il Dott. Loris Facchinetti, Vice Presidente Vicario del Tribunale Dreyfus e Presidente del Comitato Scientifico della Federazione di volontari MODANI ONLUS (Movimento delle Associazioni di volontariato Italiane); il Dott. Piero Schiavazzi, Docente di “Geopolitica Vaticana” all’Università di “Tor Vergata”, Direttore eventi culturali presso Elea, giornalista della rivista “Limes” e dell’Huffington Post; il regista Vincenzo De Sio, Special Guest Director del film “Omaggio a Totò: Maschera, Principe, Poeta”, che ha ricevuto dalla Direzione Generale del Cinema – Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – il nulla osta per la distribuzione cinematografica; la Dott.ssa Maria Grazia, De Angelis, Presidente dell’AISL_O (Associazione Italiana di studio del lavoro e dello sviluppo organizzativo); il Dott. Raffaele Cavaliere, psicologo e scrittore; il Prof. Cosmo Sallustio Salvemini, Presidente del Movimento Salvemini” e dell’UN.I.A.C. (UNIONE ITALIANA ASSOCIAZIONI CULTURALI), Direttore del giornale “L’Attualità”; l’autore del libro, il poeta, scrittore e giornalista, Alberto De Marco.
Al termine della presentazione del libro ci sarà la Premiazione della XIX Edizione del Concorso Internazionale Artistico Letterario Antonio de Curtis: (Totò), Principe, Maschera, Poeta.
Saranno premiati per la Sezione “Premio alla Carriera”: Daniele Nannuzzi, Presidente dell’Associazione Italiana Autori della Fotografia Cinematografica (AIC); Massimo Giletti, Presentatore di importanti programmi televisivi di RAI 1; per la “Sezione Giornalismo” : il Prof. Piero Schiavazzi; per la “Sezione Premio Bontà”: al tecnico Sig. Michele Melillo per l’intensa attività sociale a tutela dell’ambiente ed in particolare diretta contrastare le problematiche relative all’amianto; per la “Sezione Narrativa” : l’Ing. Vittorio Di Ruocco, Direttore del Servizio Territoriale Provinciale di Salerno dell’ARPAC (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania) con il libro “L’AMANTE DI DIONISO”, Edizione Homo Scrivens ed il Dott. Diego Maria D’Ambrosio con una Menzione Speciale per il libro “Il Custode delle Cronache Perdute”; per la “Sezione Poesia”: il poeta Mario Sisto; per la “Sezione Cinematografia” : per il cortometraggio dal titolo “Il Monaco in Riva al Mare”, al Sig. Pietro Acone; al Sig. Gian Maria Labanchi; al Sig. Simone Concilio; al Sig. Federico Ferrara; al Sig. Fabrizio Ferrara; per il cortometraggio dal titolo “HIDE – AND – SEEK, alla Sig.na Giorgia Baviera; alla camera-deputatiSig.na Virginia De Rosa; alla Sig.na Antoniana Santoro; al Sig. Michele D’Elia; al Sig. Vincenzo Limardi; per la “Sezione Musica” con la canzone dedicata a Totò: alla cantante Grazia Guerra, una sua idea, che l’ha interpretata magistralmente; al Maestro Mario Sincoli, che l’ha musicata ed arrangiata e al paroliere Saverio Carpine. Per la “Sezione Narrativa”, presieduta dal Prof. Giuseppe Anziano, il vincitore l’Ing. Vittorio Di Ruocco, Direttore del Servizio Territoriale Provinciale di Salerno dell’ARPAC (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania) con il libro “L’AMANTE DI DIONISO”, Edizione Homo Scrivens, riceverà la medaglia del Senato della Repubblica italiana con la seguente motivazione. In questo romanzo dal titolo emblematico molto significativo “L’Amante di Dioniso”, il dio greco del piacere e della lussuria, il nostro autore, spirito perspicace ed attento alle problematiche esistenziali, in possesso di un’ampia cultura che gli consente di spaziare sui vari aspetti dell’arte e della società, affronta con perizia un tema scottante, di grande attualità: quello dell’omosessualità. L’opera, che si segnala per la serrata impostazione ed articolazione del fenomeno predetto, nonché per la descrizione puntuale della sua diffusione nella società, ci introduce in un mondo presentato armoniosamente sotto il profilo della cronaca e della riflessione, dotato di una coinvolgente intensità emozionale e ricco di significati. La materia è delicatissima da padroneggiare senza cadere nell’ovvio, trasuda sentimento senza indulgere al sentimentalismo, contiene una profonda valenza morale, evitando però ogni moralismo. La narrazione, dalla quale si evidenzia il rigore dell’analisi critica della vicenda umana e sociale, procede agile e scorrevole in un linguaggio sobrio e misurato, ma sempre incisivo, che lascia il lettore col fiato sospeso, fino all’ultima riga dell’ultima pagina, in attesa della mossa finale, che sarà di alto potenziale drammatico. (Alberto De Marco)

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Solidarietà alla Chiesa Copta per il gravissimo attentato

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 dicembre 2016

cairoLa Comunità Sant’Egidio esprime il suo dolore e manifesta la sua solidarietà fraterna al patriarca Tawadros II e a tutta la Chiesa copta d’Egitto, colpita questa mattina da un gravissimo attentato che ha provocato nuove vittime innocenti. Si tratta di un atto terroristico che non ha precedenti perché effettuato di domenica, nel cuore della presenza copta al Cairo, proprio accanto alla cattedrale di San Marco, nel quartiere di Abbasseya. La condanna nei confronti di chi non risparmia neanche la vita dei bambini in un giorno di festa non può che essere totale e ferma. Si è voluto colpire e intimorire una realtà religiosa radicata in quella terra dagli inizi del cristianesimo e inserita pienamente nel tessuto sociale e civile dell’Egitto. Conoscendo la forza della sua fede antica esprimiamo in questo momento tutta la nostra vicinanza alla Chiesa copta, già tante volte provata dal terrorismo.
Al tempo stesso sentiamo l’esigenza di prendere le distanze in modo netto da chiunque intenda minare le basi di una convivenza tra le religioni in tutta la regione. Crediamo che non sia solo un dovere ma una necessità se si vuole uscire dalla spirale di violenza che colpisce in modo particolare le minoranze e ricostruire un futuro di pace nel Mediterraneo.

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L’Assemblea Parlamentare della NATO condanna fermamente gli attacchi terroristici avvenuti a Istanbul

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 dicembre 2016

istanbul“Non ci può essere alcuna giustificazione per simili atti indiscriminati di terrorismo che dimostrano un cinico disprezzo per la vita umana. Tali atti servono solo a rafforzare la determinazione internazionale per sostenere i nostri valori democratici e sconfiggere la piaga del terrorismo internazionale” lo ha affermato Paolo Alli, Presidente dell’Assemblea parlamentare della NATO. “Solo poche settimane fa, – aggiunge – la Turchia ha ospitato la Sessione annuale dell’Assemblea a Istanbul e sono sicuro che tutti i membri dell’Assemblea si uniscono a me nell’esprimere solidarietà con il popolo turco. Alle famiglie delle vittime colpite da questo tremendo attacco va la nostra più profonda solidarietà”

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The fall of Aleppo to Bashar al-Assad’s soldiers seems imminent

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 dicembre 2016

aleppoWHEN rebel forces surged into the city of Aleppo, then Syria’s largest, in the summer of 2012, they hoped to establish an alternative seat of power that could rival the government’s in the capital, Damascus. But those hopes quickly faded as the operation to seize the city stalled. The rebels could only capture half of Aleppo, splitting the city in two. A lethal stalemate ensued.The rebel’s hopes of ever breaking the deadlock are now dead. In July, forces loyal to the Syrian government cut the last remaining road into the east, imposing a siege that has slowly strangled life there. Russian and Syrian warplanes have relentlessly bombed hospitals, schools and marketplaces, crippling civilian infrastructure. With the east on its knees, the regime launched a devastating ground offensive on November 15th to drive rebel forces out of the city.Since then, the rebels have lost about three-quarters of their enclave, their last big urban stronghold anywhere in the country. Their defence of the city has crumbled faster than many expected. The Old City, whose winding alleyways were supposed to be well defended, fell quickly this week as pro-Syrian forces, including Shia militias from Iran, Iraq and Lebanon, crashed through rebel lines on December 7th. Cornered by pro-government forces, defeat is inevitable.After four years of grinding urban combat that has killed thousands of civilians and destroyed large parts of the ancient city, the rebels face a stark choice: die fighting or surrender the enclave and hope to fight elsewhere. In public, rebel fighters and opposition politicians remain belligerent, vowing to fight to the last man rather than surrender to a government they despise. They have called for a five-day ceasefire to evacuate civilians and hundreds of wounded before discussing the future of the city, but fighting continues.In private rebel officials have been meeting Russian diplomats in Turkey to discuss a full withdrawal from Aleppo. With Ankara mediating, the rebels have been offered two choices: they can either head south to the rebel-controlled city of Idlib, taking only light weapons with them, or they can head north with heavier weapons to join other rebel units fighting alongside Turkish troops against Islamic State and Kurdish forces.Similar deals in recent months have seen rebel fighters evacuate other besieged areas. Russia’s foreign minister, Sergei Lavrov, says diplomats and military experts from America and Russia will meet in Geneva over the weekend to flesh out the details of the rebel’s exit from Aleppo. Without a deal, civilian deaths will rapidly mount, as people are squeezed into an ever smaller space. Russia and the Syrian government have repeatedly said they will continue to bomb Aleppo until rebel forces withdraw.The rebels remain deeply suspicious of a regime that has routinely detained, tortured and executed those it accuses of helping “terrorists”, including doctors and teachers. The UN says that hundreds of men have already gone missing, having fled into government-held territory with tens of thousands of others desperate to escape the fighting. “Given the terrible record of arbitrary detention, torture and enforced disappearances, we are of course deeply concerned about the fate of these individuals,” a UN spokesman on human rights said on December 9th.Hundreds of activists, aid workers, councillors, rescue workers and doctors who have received support from the West remain trapped among the 100,000 or so civilians left in the east. The White Helmets, an organisation that pulls the dead and wounded from the rubble after air strikes, has given up and requested the immediate evacuation of its workers. “If we are not evacuated, our volunteers face torture and execution in the regime’s detention centres,” the group said in a statement. “We have good reason to fear for our lives.” In a sign of how close the rebel enclave is to collapse, the White Helmets have begun to destroy their rescue equipment to prevent it falling into the regime’s hands.While talks over the fate of the city continue, conditions inside the shrinking rebel enclave have rapidly deteriorated. Doctors there say they can only carry out basic first aid. Aid workers from the Red Cross operating in areas recently captured by the regime have found dead bodies trapped under the rubble and orphans who haven’t eaten for two days. Bread is in short supply.As the rebel enclave crumbles, hopes that President Bashar al-Assad will seek to negotiate an end to the broader conflict appear dimmer than ever. Mr Assad has repeatedly vowed to recapture the entire country. While large chunks of Syria remain outside his authority, the fall of Aleppo would give the president control over all the country’s major population centres and move him one step closer to achieving his aim. “Even if we finish in Aleppo, we will carry on with the war against them,” he said this week.The West and the Sunni Muslim world remain paralysed, unable or unwilling to help the civilian population or the rebel factions they support. Russia and China this week again vetoed a UN Security Council demand for a ceasefire. With Barack Obama, soon to leave office, showing no inclination to intervene, the loss of Aleppo is imminent. (font: The Economist) (photo: aleppo)

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“Invito alla conoscenza dei Sanniti” di Claudio Niro

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 dicembre 2016

moliseRoma Giovedì 15 dicembre 2016, ore 16,30, Sala Biblioteca del Senato. Claudio Niro, 91 anni, responsabile della biblioteca di Baranello dove lavora e studia tutta la sua giornata, ha scritto questo testo per trasmettere, soprattutto ai più giovani, la sua curiosità per la storia, per le origini, per coloro che possiamo considerare i nostri progenitori, i Sanniti. Un testo che, come sottolinea lo stesso autore, “non ha pretese di rigore scientifico, ma vuole offrire spunti e annotazioni utili ad ulteriori approfondimenti”.
Il popolo molisano, secondo l’autore, può e deve recuperare il senso di un’identità perduta, spesso sconosciuta, nella quale risiede una grande ricchezza, quella dei valori più genuini che oggi più che mai possono fare da traino per il futuro.
Il libro è stato presentato in anteprima presso la biblioteca di Baranello dalla giornalista Maria Stella Rossi ed ora approda a Roma con la collaborazione di “Forche Caudine”. Il volume è stato pubblicato dall’A.G.R. di Ripalimosani (Campobasso).

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I musicisti dei Berliner Philharmoniker e Peppe Servillo ne Il borghese gentiluomo

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 dicembre 2016

berliner-philharmonikerTeatro Regio Parma giovedì 15 dicembre 2016 alle ore 20.30, con Il borghese gentiluomo i musicisti dei Berliner Philharmoniker e Peppe Servillo inaugurano Parole e Musica, la rassegna del Teatro Regio di Parma che intreccia opera, prosa e arte. La sferzante commedia di Molière andrà in scena in un’originale versione curata e interpretata da Peppe Servillo e con le musiche di scena composte nel 1912 da Richard Strauss Der Bürger als Edelmann op. 60, eseguite dal vivo dall’Ensemble Berlin, che riunisce i musicisti dei Berliner Philharmoniker. Ad aprire la serata, il Divertimento n.1 in re maggiore K 136 di Wolfgang Amadeus Mozart e Till Eulenspiegel einmal anders! Op. 28 di Richard Strauss, nella versione di Frank Hasenöhrl.Andato in scena per la prima volta nel 1670, Il borghese gentiluomo sbeffeggia i nuovi ricchi e il loro ambizioso tentativo di superare l’invalicabile confine che divide il popolo dalla nobiltà. Così il protagonista, Monsieur Jourdain, si circonda di maestri che tentano di insegnargli, spillandogli denaro, i modi per entrare nella bella società, attraverso la musica, la danza, la poesia, la filosofia: tutti tentativi vani che finiscono col ridicolizzarlo e che, offrendo continue occasioni di divertimento, hanno fatto di questa commedia una delle più celebri di Molière. (foto: Berliner Philharmoniker)

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In uscita: La principessa, l’aquila e Life Animated e Zero Days

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 dicembre 2016

mongoliaLa principessa e l’aquila del regista premio Oscar® Otto Bell, uscirà il prossimo 23 marzo. Sulle montagne della Mongolia, l’addestramento dell’aquila è una tradizione millenaria esclusivamente maschile che si tramanda di padre in figlio. Ma Aisholpan non ci sta: ha solo tredici anni, eppure ha già deciso di diventare la prima addestratrice di aquile del Paese. Sotto la guida esperta di suo padre, la ragazza supererà ogni ostacolo che le si porrà di fronte, imparerà ad accudire la sua aquila e a farla volare, fino a dimostrare tutto il suo talento partecipando al Festival annuale che mette in competizione i più grandi addestratori della Mongolia. Di grande potenza visiva e ricco di sequenze di forte impatto, girato con tecniche innovative che ci portano a contatto con la magica natura delle montagne e dei cieli della Mongolia, La principessa e l’aquila racconta un’incredibile storia vera, un’emozionante avventura per tutta la famiglia sull’amicizia, la ribellione e il coraggio che ci vuole per spiccare il volo.
Life Animated tratto dal best seller del premio Pulitzer® Ron Suskind, sarà in sala dall’8 febbraio in co-distribuzione con Fil Rouge Media. La Sirenetta, Il Re Leone, Aladdin… i classici Disney hanno scandito l’infanzia di noi tutti, ma per qualcuno hanno avuto un significato particolarmente importante. È il caso di Owen, che all’età di tre anni ha iniziato a manifestare i sintomi di una grave forma di autismo. Chiuso in se stesso, incapace di elaborare le proprie emozioni, Owen trova proprio nei film Disney un tramite per fare breccia nella barriera che lo separa dal mondo, sviluppando un modo del tutto alternativo ed eccezionale di esprimersi attraverso la voce dei suoi eroi. Dal regista premio Oscar® Roger Ross Williams, una storia universale che testimonia come le opere di fantasia non servano solo a fuggire dalla realtà, ma abbiano un potere segreto ben più importante: quello di aiutarci ad affrontarla.
Anche ZERO DAYS, diretto dal premio Oscar® Alex Gibney, sarà nelle sale italiane a febbraio 2017. Stuxnet è un aggressivo virus informatico autoreplicante scoperto nel 2010. Commissionato anni prima dai governi degli Stati Uniti e di Israele per sabotare il programma nucleare iraniano, questo complesso malware si è però diffuso in maniera incontrollabile, ben al di là del suo iniziale target designato. Zero Days racconta a passo di thriller un passaggio storico cruciale: la prima volta che uno Stato sovrano ha creato un virus informatico con lo scopo esplicito di usarlo come arma contro una nazione ostile. È l’ora zero di un nuovo modo di fare guerra, lo spostamento dal confltto del campo di battaglia all’anarchia virtuale di Internet. È l’inizio delle cyberwar.

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Roma Cityfest: due appuntamenti speciali

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 dicembre 2016

fabio-cavalliROMA 20 dicembre 2016, ore 16,00 Auditorium di Rebibbia N.C. “R. Cinotti”. L’Auditorium del Carcere di Rebibbia si apre ancora al Cinema di qualità con due appuntamenti speciali. Claudio Giovannesi, sarà in sala per presentare la proiezione aperta ai detenuti e al pubblico esterno del suo ultimo bellissimo film, “Fiore”. Un film sulla realtà, che racconta il mondo dei ragazzi in modo tutto particolare: l’adolescenza, l’amore, la difficoltà di vivere in equilibrio, ambientata nel contesto più difficile, quello di un carcere minorile. Josh e Daphne sono due ragazzini che le complicazioni della vita emarginata portano a delinquere e a scontare una condanna. L’incontro fra detenuti e detenute in carcere è proibito dai regolamenti penitenziari, e nessuna relazione personale è consentita. Nonostante gli ostacoli i due ragazzi si innamorano attraverso il gioco degli sguardi da lontano, brevi conversazioni rubate, bigliettini fatti filtrare fra le celle. Nel carcere – nonostante il carcere – Daphne e Josh riusciranno a scoprire la libertà di amare. Un film che vivrà tanto più dell’emozione della platea di Rebibbia.
La proiezione sarà preceduta dal cortometraggio di Fabio Cavalli “Naufragio con spettatore”, Menzione Speciale della Giuria del Premio Migrarti alla 73° Mostra del Cinema di Venezia. Il corto di quindici minuti è stato girato fra il carcere di Rebibbia e quello di Cassino; i protagonisti sono ancora una volta i detenuti-attori della Compagnia che diede vita a Cesare deve morire. Ora sono impegnati nel difficile compito di descrivere cosa significhi il reclutamento in carcere dei fondamentalisti islamici e come, attraverso la libertà dell’arte, possa essere abbandonato e sconfitto ogni estremismo. Ovviamente il cast dei detenuti sarà presente in sala al completo.
Presentano l’evento Mario Sesti per Fondazione Cinema per Roma e Laura Andreini Salerno per il Centro Studi Enrico Maria Salerno, ancora una volta sotto l’egida della Direzione della C.C. Rebibbia N.C., col sostegno del Mibact e della Regione Lazio – Assessorato alla Cultura e Politiche giovanili, e col patrocinio di Roma Capitale e del Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell’Università Roma Tre, per dare futuro al progetto di rendere l’Auditorium di Rebibbia un vero centro di cultura e arte aperto alla città.
Se il carcere può avere il senso di un cammino a ritroso dalla “malavita” alla “buona vita”, diventare un’occasione di riscatto per chi ha sbagliato, il tempo vuoto della pena va riempito di opportunità: istruzione, formazione, lavoro. C’è anche spazio per l’arte. Il Cinema, che in 24 fotogrammi al secondo fa muovere la realtà e la vita, illumina l’oscurità. Nell’Auditorium di Rebibbia ogni anno, a migliaia, dai 15 anni in su, entrano per assistere agli spettacoli dei detenuti. Poi, da quando le macchine da presa si sono affacciate sempre più spesso oltre le sbarre, i detenuti si sono appassionati al “dietro le quinte” dell’arte cinematografica che di solito si conosce solo a cose fatte. Da qui il desiderio di vedere buone pellicole, incontrare i protagonisti, confrontarsi. Il Cinema sa unire i destini più diversi. Almeno per qualche ora, liberi o reclusi, sogneremo lo stesso sogno. L’evento è ad ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti. Per info e prenotazioni contattare il sito: http://www.enricomariasalerno.it. (foto: fabio cavalli)

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Istruzione: Un altro flop della “Buona Scuola”

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 dicembre 2016

ministero pubblica istruzioneUn altro flop della “Buona Scuola”: reti di scuole in ritardo e personale di segreteria non formato, ma le pratiche delle pensioni di 20mila prof incombono. La riforma degli ambiti, prevista dalla Legge 107/2015, prevedeva l’attribuzione di ulteriori incarichi al personale amministrativo, tra cui l’istruttoria dei documenti che portano al pensionamento degli insegnanti. A Mantova, sei mesi dopo la scadenza ministeriale per l’allestimento delle reti, non sono state ancora individuate le due scuole capofila; inoltre, all’apice del tragicomico, gli assistenti amministrativi che dovranno produrre e lavorare ai documenti relativi al pensionamento non hanno svolto nessun corso, risultando digiuni di formazione. Altre scadenze però incombono: quella per la presentazione delle domande di pensionamento è fissata al 20 gennaio 2017 e, per i presidi, una settimana dopo. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): ci troviamo di fronte all’ennesima riprova di come la riforma sia stata impostata in modo improvvisato; di come non si possano realizzare la delocalizzazione delle funzioni senza un progetto metodico e preventivo; di come le scuole necessitino di personale Ata aggiuntivo (30-40mila tra amministrativi, tecnici e ausiliari), perché l’autonomia, maggiorata con la riforma Renzi-Giannini, ha portato nuove responsabilità così come il potenziamento, con ulteriori compiti e incombenze. Dimenticando, tuttavia, di introdurre risorse umane fresche e di formarle adeguatamente. È l’ennesima riprova che la Legge 107 va cancellata, per dare spazio ad una riforma che parta dal basso: dalle esigenze della scuola, che il Governo appena caduto non ha voluto ascoltare, trincerandosi dietro le proprie convinzioni sbagliate.

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Scuola in azienda: alternanza o alleanza formativa?

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 dicembre 2016

alleanza-scuola-aziendaTorino 13 dicembre presso l’Istituto Edoardo Agnelli in corso Unione Sovietica 312, dalle ore 18.00 alle ore 20.00 studenti, aziende, enti raccontano le loro esperienze formative attraverso stand espositivi. Centralità dunque agli studenti, protagonisti della loro formazione non solo sui banche di scuola, ma anche nel mondo del lavoro. Avranno 2 ore per trasmettere il loro entusiasmo e presentare buone prassi.
Gli studenti saranno accompagnati dai loro tutor aziendali e scolastici anche in questa fase di esposizione, come in quelle precedenti di progettazione, realizzazione e valutazione dell’esperienza.
Nutrita la partecipazione: il Direttore Generale dell’Ufficio scolastico Regionale per il Piemonte, il Rettore del Politecnico di Torino, dell’Unione Industriale e rappresentanti del Mesap e dell’Api. Si confida anche nella partecipazione della Camera di Commercio di Torino, sempre molto sensibile alla formazione dei giovani.
La scuola Salesiana Edoardo Agnelli vede nell’alleanza formativa con enti ed aziende un’esperienza significativa per avvicinare gli studenti al mondo del lavoro. Il contesto reale in cui si svolgono i percorsi di alternanza favoriscono l’apprendimento: attraverso il fare, accompagnato da tutor scolastico e aziendale, gli studenti sviluppano le loro competenze disciplinari e trasversali.
L’obiettivo della scuola è di ripensare l’intera didattica in dialogo con esperti dei vari settori per ridurre il divario tra ciò che si insegna in aula e ciò che viene richiesto sul lavoro. A motivo di questa sinergia sempre più stretta tra scuola e lavoro ci piace chiamare questa rinnovata modalità di apprendimento alleanza formativa piuttosto che alternanza, perché le varie parti collaborano per una proficua ristrutturazione dei percorsi formativi degli studenti (foto: alleanza scuola azienda)

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Mostra: Ugo Attardi

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 dicembre 2016

attardiRoma Mercoledì 14 dicembre 2016 alle ore 18.00, (Orari: dal lunedì al venerdì, ore 11.00- 19.00 Ingresso: libero) presso la Ulisse Gallery Contemporary Art, Via Capo le Case 32, sede dell’Archivio Storico Ugo Attardi, verrà inaugurata la mostra UGO ATTARDI – Mito & Poesia (a cura di Carlo Ciccarelli e Silvia Pegoraro), che resterà allestita fino al sino al 25 febbraio 2017. In occasione del Decennale della scomparsa dell’artista, saranno esposte una cinquantina di opere tra dipinti, sculture e disegni, tutte facenti parte dell’Archivio Storico Ugo Attardi di Roma (di cui è presidente Carlo Ciccarelli e vicepresidente Andrea Attardi, figlio dell’artista). Nucleo della mostra, una trentina di tavole dedicate da Attardi alla Divina Commedia di Dante, sino ad oggi completamente inedite. La mostra è promossa dalla Fondazione Ulisse e dall’Archivio Storico Ugo Attardi, con il contributo del celebre couturier pour homme Gaetano Aloisio, dell’Azienda Vinicola Falesco e di MCP Industrie Cornici.
L’evento ha ottenuto il Patrocinio della Camera dei Deputati, della Regione Lazio, del Consiglio Regionale del Lazio, dell’Assemblea Regionale Siciliana e del Comune di Roma (Assessorato alla crescita culturale)
Nato presso Genova da genitori siciliani, all’età di un anno si trasferisce con loro a Palermo, dove il regime fascista li costringe a tornare, a causa dell’attività sindacale del padre. Fondamentale nel suo percorso d’artista l’approdo a Roma, nel 1945, dove frequenta lo studio di Guttuso, e già nel 1947 entra nel vivo del dibattito artistico partecipando (insieme ad Accardi, Consagra, Dorazio, Guerrini, Perilli, Sanfilippo e Turcato) alla fondazione di “Forma 1”, il primo gruppo astrattista italiano del secondo dopoguerra. Poco dopo avverte però un rinnovato impulso verso la figurazione, sia pure visionaria e problematica, e si allontana definitivamente dall’esperienza astratta, senza tuttavia dimenticarne alcune conquiste formali: dà vita a una personale poetica “classico-espressionista”, fondata su una drammatica compresenza degli opposti: bellezza “classica” e deformità, tenerezza e violenza, fisicità e onirismo.
A partire dagli anni Cinquanta partecipa più volte alla Biennale di Venezia e alla Quadriennale di Roma, e tiene grandi mostre personali nei più importanti spazi espositivi italiani. Nel 1961 aderisce al gruppo “Il Pro e il Contro”, accanto a Calabria, Farulli, Gianquinto, Guccione e Vespignani. Scrive il romanzo L’erede selvaggio, pubblicato nel 1970, e per il quale ottiene nel 1971 il Premio Viareggio per la narrativa. (foto: attardi)

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L’UNICEF celebra 70 anni

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 dicembre 2016

unicef11 dicembre 2016 – Nel suo 70esimo anniversario, l’UNICEF celebra gli enormi progressi compiuti in favore di tutti i bambini del mondo e ricorda nuovamente che ci sono altri milioni di bambini che devono essere raggiunti e che rischiano quotidianamente le proprie vite e il proprio futuro a causa di conflitti, crisi, povertà, disuguaglianze e discriminazioni.Negli anni ’40, l’UNICEF ha cominciato a fornire aiuti nutrizionali di emergenza, principalmente attraverso fornitura di latte, ai bambini in Europa dopo la Seconda Guerra Mondiale. Nel 2015, l’UNICEF e i suoi partner nel mondo hanno curato 2,9 milioni di bambini da malnutrizione acuta grave.
Negli anni ’50, L’UNICEF ha realizzato la prima campagna di vaccinazione contro malattie quali la tubercolosi e la framboesia. Nel 2015, l’UNICEF ha fornito 2,8 miliardi di dosi di vaccini, aiutando, con i suoi operatori, a proteggere da malattie mortali, a livello globale, il 45% dei bambini sotto i 5 anni.Nel 1953, l’UNICEF ha lanciato i suoi primi programmi per i programmi legati all’acqua e ai servizi igienico sanitari. Fra il 1990 e il 2015, 2,6 miliardi di bambini hanno ottenuto accesso a fonti migliorate di acqua potabile e 2,1 miliardi a strutture igienico sanitarie migliorate. Nel 1961, l’UNICEF ha ampliato il suo impegno programmatico per includervi anche l’istruzione dei bambini. Nel 2015, l’UNICEF e i suoi partner hanno garantito un’istruzione di base formale o informale a 7,5 milioni di bambini fra i 3 e i 18 anni. Nel 1989, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, che sottolinea che tutti i bambini dovrebbero essere registrati alla nascita per far valere la loro esistenza ai sensi della legge e salvaguardare così i loro diritti. Nel 2015, l’UNICEF ha sostenuto la registrazione di oltre 9,7 milioni di nascite di bambini in 54 paesi. Nel 1998, l’UNICEF è diventato membro fondatore della Roll Back Malaria Partnership, per supportare la cura e la ricerca sulla malaria, e diffondere misure preventive, come zanzariere da letto trattate con insetticida. Nel 2015, l’UNICEF ha fornito 22,3 milioni di zanzariere per proteggere i bambini e le famiglie in 30 diversi paesi.
Dalla sua fondazione, l’UNICEF ha risposto a migliaia di emergenze umanitarie che hanno colpito i bambini. Nel 2015, l’UNICEF e i suoi partner: hanno vaccinato 11,3 milioni di bambini contro il morbillo in paesi colpiti da crisi; hanno fornito accesso a istruzione di base formale o informale a 4 milioni di bambini che vivevano in situazioni di emergenza; ha fornito sostegno psicologico a 2 milioni di bambini coinvolti in conflitti e disastri naturali.“L’UNICEF è stata fondato dopo la Seconda Guerra Mondiale per portare aiuti e speranze a tutti quei bambini che si trovavano in situazioni di rischio o in difficoltà, a prescindere dal paese in cui vivevano o dal ruolo di quel paese nel conflitto. Oggi, la nostra missione non è meno urgente o universale,” ha dichiarato il Direttore generale dell’UNICEF Anthony Lake. “Con così tanti bambini in grande difficoltà nel mondo, rinnoviamo il nostro impegno a garantire aiuti concreti per ogni bambino.”L’organizzazione è stata fondata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con lo scopo di aiutare, in seguito al conflitto, i bambini in Europa, in Cina e in Medio Oriente. Interamente finanziata tramite contributi volontari da parte di governi, società civile, settore privato e cittadini interessati, ha rapidamente allargato la sua presenza: nel 1955 già garantiva assistenza ai bambini in più di 90 paesi.Ad oggi, l’UNICEF è la più grande organizzazione per l’infanzia al mondo. unicef1Opera con i suoi collaboratori in 190 paesi e territori e si avvale dell’impegno di 13.000 operatori nazionali e internazionali, per raggiungere ogni bambino.L’impegno dell’UNICEF, anche nei territori più difficili al mondo, è inarrestabile, e negli ultimi decenni ha contribuito a ottenere progressi notevoli per i bambini. Negli ultimi 25 anni, il numero di bambini morti prima di compiere 5 anni è stato più che dimezzato; centinaia di milioni di bambini sono stati fatti uscire dalla povertà; il tasso di bambini in età da scuola primaria non inseriti in un percorso formativo è stato ridotto di oltre il 40% dal 1990. Nonostante questi impressionanti progressi, milioni di bambini rimangono ancora indietro in quanto vivono in povertà o in comunità difficili da raggiungere, o a causa del loro genere, razza, religione, gruppo etnico o condizione di disabilità. Circa 250 milioni di bambini stanno crescendo in paesi colpiti da conflitti e circa 50 milioni sono stati costretti a lasciare le proprie case.“La visione dell’UNICEF per i prossimi 70 anni è di un mondo in cui il nostro lavoro non sarà più necessario – un mondo in cui ogni bambino viva in salute, sicuro, istruito, curato e protetto… e in cui tutti i bambini possano sfruttare al massimo le loro potenzialità,” ha concluso Lake. “È la cosa giusta da fare, e anche la via più sicura per un futuro migliore per tutti noi.” (foto: unicef)

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Blue Moka featuring Fabrizio Bosso, due appuntamenti alla IUC martedì 13 dicembre

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 dicembre 2016

blue-moka-featblue-moka-feat1Roma Doppio appuntamento alla IUC con il jazz di Blue Moka e Fabrizio Bosso martedì 13 dicembre nell’Aula Magna della Sapienza, alle 11.00 e alle 20.30. La mattina, per la fortunatissima serie di incontri “Musica Pourparler” pensata su misura per gli studenti ma aperta a tutti gli appassionati, si parla di jazz e si suona il jazz: il titolo onnicomprensivo “Viaggio nel mondo del jazz” è a misura degli interessi e delle esperienze a tutto campo di questo quartetto e di questa tromba.La sera il concerto si trasforma in uno show in prima romana dal titolo “Blue Moka feat. Fabrizio Bosso”. Brani originali e arrangiamenti per hammond. sax, chitarra, batteria e tromba, ripercorrendo il repertorio hard bop di Wayne Shorter e Miles Davis con richiami alle moderne sonorità del Nu-jazz e al sound della new generation newyorkese di Peter Bernstein e molti altri musicisti che hanno saputo riesplorare il jazz accattivante degli anni Sessanta attraverso un linguaggio personale focalizzato sul continuo ed incalzante interplay. Il risultato è di grande impatto sonoro, bluesy, elettrico, con rimandi al rhythm and blues e alla contemporaneità.
Blue Moka è formato da Alberto Gurrisi all’organo Hammond, Emiliano Vernizzi al sax, Michele Bianchi alla chitarra e Michele Morari alla batteria: ognuno ha esperienze internazionali e in particolare negli USA e ha suonato con partner come Enrico Rava, Mina, Dee Dee Bridgewater, Hengel Gualdi e molti altri. Questa band “Made in Italy” è capace di trasportare l’ascoltatore nei meandri del sound newyorkese fin dalle prime note. Questa volta hanno chiamato con loro sul palco la tromba di Fabrizio Bosso, star internazionale del jazz.
Il concerto fa parte della rassegna “Sapienza in musica” con il sostegno della Regione Lazio. (foto: Blue Moka feat)

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Gore Vidal: Giuliano

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 dicembre 2016

giulianoTrad. Chiara Vatteroni / Collana Le Strade / pp. 600 ca./ euro 19,50 Fazi editore. Pubblicato per la prima volta nel 1964, Giuliano è uno dei romanzi di maggiore successo di Gore Vidal. La fortuna ininterrotta che i lettori gli hanno tributato dalla sua uscita e gli apprezzamenti favorevoli della critica letteraria lo fanno annoverare tra le opere di narrativa più importanti della letteratura americana del Novecento. Il libro Il romanzo racconta la vita privata e politica di Giuliano, l’imperatore romano del quarto secolo, nipote di Costantino, che durante i brevi anni del suo regno tentò, invano, di soffocare la diffusione del cristianesimo e di restaurare il culto degli dèi, passando per questo motivo alla storia con l’appellativo di “Apostata”. Il racconto di Vidal comincia diciassette anni dopo la morte di Giuliano e prende le mosse dalla corrispondenza tra due potenti e influenti uomini del tempo. Senza scrupoli, portati a privilegiare gli intrighi della politica e del potere, non esitano a farcire le loro lettere di osservazioni malevole, pettegolezzi e maliziose digressioni che interpolano al diario scritto dall’imperatore e destinato a essere la sua autobiografia. Nelle pagine di Giuliano troviamo così la rappresentazione di un conflitto politico e religioso in cui già si profila il declino dell’impero romano, e, soprattutto, il sentimento di un’epoca. Nella lotta senza speranza contro il cristianesimo ormai trionfante, nel tentativo – che egli stesso sa essere destinato a fallire di restaurare una religione che lo spirito del tempo non sente più sua, in Giuliano si nasconde il tormento di un’anima spaventata e smarrita di fronte al futuro. Un sentimento che appartiene a ogni epoca e che fa della tragica parabola dell’imperatore romano una storia attuale anche ai giorni nostri.
Gore Vidal, (West Point, 1925-Hollywood Hills 2012) nato nel cuore della vita politica statunitense, da bambino ha vissuto a lungo con il nonno Thomas Pryor Gore, senatore, che in seguito sarebbe stato un oppositore di Franklin Delano Roosevelt. Dopo aver militato nel Pacifico settentrionale come volontario durante la II Guerra Mondiale, debuttò con Williwaw (1946), che raccontava le esperienze belliche. La sua notorietà esplose però con The city and the pillar del 1948, intitolato nelle varie versioni italiane La città perversa, Jim e La statua di sale. La storia di Jim Willard – marchetta e maestro di tennis, in cui per la prima volta l’omosessualità negli USA veniva presentata in chiave realistica, senza sottolineature comiche o il facile ricorso al melò –, fece scalpore e determinò la fisionomia dell’autore nel mondo delle lettere e della politica americana, dove ha sempre avuto il ruolo di strenuo oppositore del conservatorismo. Dopo la pubblicazione, che suscitò reazioni violente, ma che gli procurò estimatori autorevoli (tra cui Christopher Isherwood e Thomas Mann), passò quindi a lavorare in teatro, in televisione e nel cinema, dove firmò sceneggiature importanti (tra le altre, “Ben Hur”, “Improvvisamente l’estate scorsa” e “Parigi brucia?”). Due i percorsi fondamentali nella sua opera narrativa: da un lato il contributo notevole e determinante a una nuova concezione del romanzo storico con il ciclo in sette libri della storia dell’impero americano, da Washington D.C. del 1967 fino a L’età dell’oro del 2001, passando per Burr. L’altro filone fondamentale è quello che lo presenta come attento osservatore del costume e degli stili di vita americani ed europei (Myra Breckinridge del 1968, Due sorelle del 1970 e Duluth del
1983). Straordinario saggista e polemista, ha sempre svolto un ruolo di testimone scomodo della vita americana, come ricostruisce nei due volumi di memorie, Palinsesto e Navigando a vista. Amante dell’Italia, che ha sempre considerato una seconda patria, ha vissuto tra Los Angeles e Ravello, sulla costiera amalfitana. Fazi Editore ha pubblicato Creazione, La statua di sale, L’età dell’oro, Impero, Il
giudizio di Paride, Duluth, Myra Breckinridge, Il candidato, La fine della libertà, Palinsesto, e Navigando a vista. (foto: giuliano)

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Lev Tolstoj: Che fare dunque?

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 dicembre 2016

che-fare-dunqueTrad. Flavia Sigona / Collana Campo dei fiori / pp. 300 ca. / euro 20 Fazi editore. Una nuova traduzione di un’opera fondamentale per capire il pensiero di Lev Nicolaevic Tolstoj, da moltissimi anni assente dalle librerie. “Sosteniamo di non essere noi i colpevoli di quanto sarebbe accaduto da solo, proprio come i bambini quando assicurano che il vetro appena spaccato si è rotto da solo.” Il libro Nel 1882 Tolstoj si trova a Mosca, dove collabora al censimento. L’incontro con la miseria degli operai e dei senzatetto lo colpisce molto duramente, una vera e propria crisi di coscienza, tanto da convincerlo a dedicarsi anima e corpo a conoscere e incontrare i disperati di Mosca, nella speranza che questa attività si trasformi in una grande opera benefica. Ma nonostante le migliori intenzioni, come racconterà in Che fare, dunque?, opera continuamente rivista fino all’edizione finale del 1886, capisce presto l’inutilità del suo ingenuo tentativo, e dedica le sue amare riflessioni alle responsabilità dei ricchi, tra i quali si include, e della politica, avvicinandosi al pensiero anarchico, in polemica con ogni forma di potere statale o ecclesiastico, contro ogni forma di sfruttamento. Emerge un pensiero ancora oggi attuale e moderno, sia nelle pagine in cui affronta questioni più strettamente morali, sia nell’analisi delle enormi disuguaglianze sociali, sia nell’insistenza con cui ribadisce la necessità imprescindibile di una rinascita spirituale di Occidente e Oriente delmondo.
Lev Tolstoj Quando Tolstoj (1828-1910) scrive Che fare, dunque? ha già pubblicato i due romanzi che lo hanno reso celebre, Guerra e pace e Anna Karenina. Dopo Anna Karenina, Tolstoj, personaggio da sempre tormentato e tragico, entra in una profonda crisi e inizia la sua conversione. Si avvicina agli insegnamenti del Vangelo, dapprima in accordo con la Chiesa Ortodossa, poi in suo aperto contrasto,cosa che nel 1901-1902 gli costerà addirittura la scomunica. Tolstoj si definisce anarchico, sebbene degli anarchici non condivida la violenza perché pacifista, e cristiano, fermo nel suo rifiuto dell’istituzione della Chiesa, che ha corrotto l’autentico messaggio di emancipazione e fratellanza di Cristo. Il 1882 è un anno fondamentale per Tolstoj: da una parte inizia un nuovo corso esistenziale sotto l’egida
del cristianesimo; in un’opera dello stesso anno, Confessione, scrive di aver attraversato una profonda depressione che lo aveva condotto quasi al suicidio e dalla quale si era ripreso proprio grazie alla dottrina cristiana di fratellanza tra gli uomini; inoltre partecipa al censimento di Mosca, che gli fornisce lo scenario per analizzare le cause della povertà e dell’oppressione che costituiranno la base per Che fare, dunque? Questa sua resurrezione lo porta tuttavia a profondi conflitti con la sua famiglia. Episodio interessante, anche per la sua valenza simbolica, è quello che vede Tolstoj comunicare ai giornali, nel 1891, la rinuncia ai diritti d’autore di tutte le opere scritte prima della sua conversione. Gli ultimi anni di Tolstoj sono tormentatissimi, timoroso di subire violenze o pressioni da parte dei figli per redigere un testamento in loro favore, mentre lui è sempre più smanioso di compiere il “salto” e spogliarsi di tutti i suoi averi in favore di Cristo, decide di fuggire da casa propria, viaggiando in treno verso la Crimea su una carrozza di terza classe. Tolstoj, a causa del freddo e dei suoi 82 anni, si ammala di polmonite e muore nel 1910 alla stazione ferroviaria di Astàpovo. (che fare dunque)

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Pierre Lemaitre: Lavoro a mano armata

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 dicembre 2016

lavoro-a-mano-armataTrad. Giacomo Cuva / Collana Darkside / pp. 450 ca. / euro 16,50 Fazio editore «Pierre Lemaitre è un maestro di stile». Antonio D’Orrico, Corriere della Sera Dal vincitore del premio Goncourt un romanzo di grande attualità che racconta il dramma della disoccupazione. Prix Le Point du polar européen come miglior romanzo noir. Il libro Alain Delambre è un impiegato, un quadro di cinquantasette anni distrutto da quattro anni di disoccupazione, costretto ad accettare lavoretti squalificanti. Al sentimento di fallimento personale si aggiunge presto
l’umiliazione di essere maltrattato per cinquecento euro al mese. Così il giorno in cui un imprenditore decide di valutare la sua candidatura come direttore delle risorse umane, Alain Delambre è pronto a tutto, a chiedere soldi in prestito, a umiliarsi di fronte agli occhi della moglie e delle figlie, addirittura è pronto a partecipare all’ultima prova pur di essere assunto: un gioco di ruolo, la simulazione di un rapimento. Alain Delambre si tuffa anima e corpo nella lotta per riconquistare la propria dignità. Ma quando si rende
conto che i dadi sono truccati, la sua collera non ha limiti. E il gioco di ruolo si trasforma in un gioco al massacro. «Lemaitre riesce in questa impresa: sorprendere il lettore tessendo una trama perfettamente simmetrica. Un lavoro accurato, ma con una giusta dose di follia che fa la differenza».
Pierre Lemaitre Ha insegnato per molti anni letteratura, ed è approdato tardi al mestiere di scrittore e sceneggiatore. Con i suoi romanzi ha vinto diversi premi, tra i quali il Prix du premier roman al Festival di Cognac nel 2006 e il prestigioso premio Goncourt nel 2013. Fazi Editore ha pubblicato L’abito da sposo e Lavoro a mano armata, per il quale Lemaitre si è aggiudicato il Prix Le Point du pilar européen 2010. I suoi libri sono tradotti in tredici lingue. Di L’abito da sposo e Lavoro a mano armata sono stati acquisiti i diritti cinematografici. (foto: lavoro a mano armata)

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Pieter Aspe: L’Orecchio di Malco

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 dicembre 2016

malcoTrad. Ciro Garofalo / Collana Darkside / pp. 350 ca. / euro 14,50 Fazi editore. L’ultimo bestseller del grande giallista belga, definito da Le Figaro «il Simenon fiammingo», con oltre 3 milioni di copie vendute in tutto il mondo e tradotto in decine di paesi. Uscito poco prima degli attentati terroristici del 2015 in Belgio, il nuovo noir di Aspe si rivela tragicamente profetico, ma da una prospettiva rovesciata: al centro della vicenda vi è infatti una setta di integralisti cattolici, decisa a cancellare dal mondo corruzione e degrado a base di terrorismo e violenze di ogni tipo. Un romanzo controverso e provocatorio che ha fatto molto discutere nei mesi successivi alla sua pubblicazione. Una storia giocata sul paradosso, eppure sempre più attuale. Il libro Protagonista de L’orecchio di Malco è una setta di irredentisti cattolici. Ben introdotti negli ambienti della finanza e della politica, hanno un piano ambizioso: eliminare con ogni mezzo, compresi omicidi e attentati, la corruzione nel mondo e instaurare una teocrazia. Ai loro occhi il piacere è peccaminoso e la ricchezza eticamente ingiustificabile. Comincia così un’escalation di terrore e violenza che si propaga da Bruges in tutto il paese con ampia eco mediatica: sacrifici di vittime innocenti ed episodi agghiaccianti, come gli attentati nelle discoteche di Bruges. La situazione sembra senza via d’uscita quando la stessa Hannelore viene rapita dai membri della setta. L’equilibrio e le capacità dell’ispettore Van In, di Hannelore e dell’amico e braccio destro Versavel verranno messi davvero a dura prova.
Pieter Aspe (pseudonimo di Pierre Aspeslag) è nato a Bruges nel 1953. Ex precettore, fotografo, commerciante di vini, venditore di granaglie e cereali, custode di una basilica, impiegato in un’impresa tessile e lavoratore stagionale per la polizia marittima, ha esordito come scrittore nel 1995 con Il quadrato della vendetta. La serie che ha per protagonista l’ispettore Van In si compone ad oggi di 35 titoli. Nel 2001 Pieter Aspe ha vinto il premio Hercule Poirot come miglior scrittore fiammingo di gialli. Le inchieste del commissario Van In hanno un tale successo che non solo l’ufficio del turismo di Bruges ha utilizzato la toponomastica dei libri per promuovere la visita della città, ma ne sono stati tratti radiodrammi, undici telefilm e un gioco di ruolo. Con questa casa editrice ha pubblicato anche Il quadrato della vendetta (2009), La maschera della notte (2010), Caos a Bruges (2010), La quarta forma di Satana (2011), Sangue blu (2014) e Il caso Dreyse (2015). (foto: malco)

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Angela Carter: Notti al circo

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 dicembre 2016

notti-al-circoTrad. Maria Giulia Castagnone / Collana le strade / pp. 480 / euro 17 Fazi editore. Dopo il successo di Figlie sagge, l’ultimo romanzo di Angela Carter, una delle più anticonformiste e geniali scrittrici inglesi del Novecento, arriva in libreria il romanzo che le ha dato la fama, Notti al circo, premiato con il James Tait Black Memorial Prize. Il romanzo, definito dall’autrice stessa «un Dickens psichedelico», è una sintesi della migliore Angela Carter: un concentrato di grande letteratura, umorismo pungente, prosa brillante, erotismo, demolizione sistematica dei cliché e un’immaginazione debordante. Il libro Fevvers, diversa da tutti i neonati per le poche soffici piccole piume sulle sue scapole, è stata abbandonata appena in fasce, in una via di Londra, nella speranza che qualcuno se ne prenda cura. Raccolta dalla tenutaria di un bordello, ha finito prima per lavorare per lei, in veste di Cupido e poi, cresciutele due ampie e vigorose ali sulla schiena, si è guadagnata da vivere come fenomeno da baraccone. Ma la sua carriera ha una svolta quando comincia a esibirsi come aerialist, volteggiando sui trapezi: tutti impazziscono per lei, a Parigi la chiamano Ange anglaise, Alfred Jarry l’ha inutilmente chiesta in sposa e ora tutta Londra si prostra ai piedi della Donna Alata. Nel 1899 è al culmine della sua carriera, e Jack Walser, 25 anni, californiano dalle poche aspirazioni, giornalista, è nel suo camerino, in una confusione di piume e pizzi, all’Alhambra Music Hall della capitale inglese, per farsi raccontare la sua storia, per cercare di svelarne il mistero, o la mistificazione. La attende un tour che la porterà a Berlino, a Mosca e in Siberia, e Jack Walser, inizialmente scettico e poi soggiogato, e comunque deciso ad andare fino in fondo in quello che spera sarà lo scoop di una vita, sceglie di riciclarsi come clown del circo pur di accompagnarla nella sua tournée.
Angela Carter (Londra 1940-1992) giornalista, scrittrice per adulti e bambini, è l’autrice di un’ampia opera letteraria. Socialista, anticonformista e femminista, è stata una scrittrice e giornalista impegnata, per la quale l’arte era indissolubilmente legata ai temi politici. La sua produzione gioca con l’horror, il gotico, la fantascienza, il realismo magico e la commedia erotica. Tra le sue opere più note figurano le raccolte di racconti Fuochi d’artificio (1974), La camera di sangue (1979) e il romanzo Notti al circo (1984), ora proposto da Fazi Editore dopo Figlie sagge. Celebre anche il suo saggio La donna sadiana (1979) nel quale difende un’immagine femminile liberata anche nel campo della sessualità, in una costante opera di demistificazione degli stereotipi sessuali occidentali.(foto: notti al circo)

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Pierluigi Fagan: Verso un mondo multi polare

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 dicembre 2016

mondo-multi-polareCollana Le Terre / pp. 350 ca. / euro 16 Fazi editore. Come cambierà il mondo con l’avvento di Trump al potere? I rapporti di forza tra Usa, Cina, Russia ed Europa resteranno invariati o ci saranno nuovi attori sullo scacchiere internazionale che ne influenzeranno le scelte? Ha ancora senso parlare di globalizzazione o sono altri i fenomeni che stanno modificando gli equilibri geopolitici? A questi e molti altri interrogativi prova a rispondere questa analisi lucida e approfondita che racconta di un mondo sempre più complesso e multipolare, dove l’Europa, attualmente frammentata e indebolita, deve giocare un ruolo strategico per non venire relegata ai margini del Grande Gioco. Il libro Il nostro establishment politico, economico e finanziario, come nella Francia di Maria Antonietta, pare avulso dalla realtà dei popoli e inadeguato ad affrontare i profondi cambiamenti che stanno investendo il pianeta. In poco più di un secolo la
popolazione è passata da 1,5 miliardi a più di 7 e fra non poco arriverà a 10. Anche gli Stati nel giro di cinquant’anni sono quadruplicati, passando da 50 a oltre 200. A un aumento della complessità del mondo corrisponde una progressiva perdita di credibilità dei piloti, dell’élite, mentre i sistemi rappresentativi che funzionavano quando le condizioni di navigazione erano buone, oggi creano un baratro tra le società e la politica e le persone semplicemente non sanno quasi niente di quello sterminato campo del sapere che è la geopolitica che determina e struttura la nostra realtà. Con l’approssimarsi delle nuove condizioni di vita sarà dunque necessario un profondo ripensamento delle nostre società, del mondo e delle relazioni che si instaurano tra loro. Adattarci reciprocamente, costruendo una forma di civiltà planetaria in cui bilanciare lo spirito di competizione con quello di cooperazione, è l’equazione a molte incognite che siamo chiamati a risolvere. Archiviata la globalizzazione dei decenni passati, acquisiscono nuova importanza gli Stati, le unioni, gli accordi bilaterali, il giusto mix di hard e soft power, l’equilibrio tra i diversi attori. Verso un mondo multipolare esamina lo scacchiere internazionale attingendo alle forme di pensiero della cultura della complessità e dei sistemi. Il risultato è un’analisi, condotta su diversi livelli, dei punti di forza e debolezza sia degli attori tradizionali (USA, Cina, Russia ed Europa), sia dei nuovi centri emergenti, tutti impegnati nel grande gioco dei giochi: assicurarsi le migliori condizioni di possibilità per accedere a un futuro in cui cambieranno le alleanze a livello globale. Un mondo in cui se l’Europa non troverà in fretta una sua chiara collocazione finirà per essere una pedina all’interno di un gioco a tre: Cina, Russia e America. Un mondo nuovo per il quale sono necessari un agire e un pensare inediti. Pierluigi Fagan, professionista e imprenditore del marketing e della comunicazione per 22 anni, da più di dieci si dedica esclusivamente a ricerche e studi su questioni sociologiche e geopolitiche. (foto: mondo multi polare)

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