Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Archive for 14 dicembre 2016

Governo sfiduciato dalle opposizioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 dicembre 2016

gentiloni“Il discorso di Gentiloni è vuoto, questa è la fotocopia di un governo che è stato sfiduciato dal 60% degli italiani, un governo che ha prodotto solo macerie. Macerie nelle banche, nel mercato del lavoro, nella pubblica amministrazione, a livello europeo”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, ai microfoni di SkyTg24.“Un governo fallito, la fotocopia di un governo fallito è imbarazzante. Mi dispiace per Gentiloni che è una persona civile e che contrariamente a Renzi ha avuto un eloquio civile alla Camera, ma il dato di fatto è questo. Il Pd che nel 2013 ha preso il 25%, risultando il secondo partito e ha preso il premio maggioranza, ha espresso tre governi ed eletto due presidenti della Repubblica, e con il 25% ha fatto quello che ha voluto della democrazia italiana dal 2013 ad oggi, e minaccia di farlo ancora perché abbiamo sentito tutti l’intenzione di Renzi di staccare la spina quando gli converrà in ragione del congresso del suo partito tra gennaio, febbraio e marzo. Per fortuna che c’è stato il referendum, per fortuna che abbiamo ascoltato la voce degli italiani che hanno detto a casa. E ora abbiamo questo governo imbarazzante con tutti quelli che hanno fallito insieme a Renzi nei posti chiave di questo governo Gentiloni”.

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Positive momentum despite increasing credit margins

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 dicembre 2016

catellaThe December issue of the Swedish Catella Real Estate Debt Indicator shows an improvement in the CREDI Main Index from 42.5 to 44.4, which indicates positive momentum in credit sentiment in Sweden. However, the market is still in contraction as the surveyed banks and property companies agree that credit margins are increasing.“Over the past three months, we have observed a small but noticeable improvement in the CREDI Main Index from 42.5 to 44.4, which is the best result since September 2015. However, banks and property companies agree that credit margins have increased and will continue to increase. This has kept the Main Index below the 50.0 turning point,” says Martin Malhotra, Project Manager at Catella. “The market sentiment has worsened since September 2015, despite a relatively high risk tolerance among investors. This is probably a sign of risk averseness among banks, which are unwilling to increase their exposure towards the property sector. Weaker access to debt financing and increasing credit margins will create investment opportunities for those that have access to funding and are able invest in secondary locations in particular, as there will be fewer bidders,” says Arvid Lindqvist, Head of Research at Catella.The property companies’ interim reports for the third quarter of 2016 show that the trend of falling average interest rates, fixed credit terms and fixed interest terms has continued, albeit at a slightly slower rate. Average loan-to-value has decreased, following a rather large increase during the second quarter of 2016. However, the most noteworthy development is not found in the quarterly reports, but on the stock market.“The stock market has been highly volatile since the September issue of CREDI. Having increased their market capitalisation considerably in the third quarter, which increased market premiums by nearly 50 per cent, the property companies have seen their entire gains evaporated in recent months. Nearly all of the property companies are currently trading at a lower price than at the end of the second quarter,” Martin Malhotra concludes.The seventeenth edition of the Catella Real Estate Debt Indicator (CREDI) is attached and can also be downloaded from catella.com/credi. CREDI consists of two parts: one is an index based on a survey of listed property companies and active banks in Sweden, and the other a set of indices based on publicly available data. Read more about the methodology at catella.com/credi. This edition also includes an analysis of preference shares and an overview of the property market.

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I furti in casa sono sempre di più

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 dicembre 2016

furti-in-casaSecondo gli ultimi rilevamenti Censis nell’ultimo decennio si è registrato un incremento della criminalità in tutta Italia, in particolare per quanto riguarda i furti in appartamento. Insomma, in casa non solo non si può più stare tranquilli, ma pare sia uno dei luoghi meno sicuri dove stare. E i romani lo sanno. Secondo i dati dell’ultima ricerca effettuata dall’Osservatorio di Sara Assicurazioni, la compagnia assicuratrice ufficiale dell’Automobile Club d’Italia, più di un romano su due teme un’intrusione nella propria casa durante la notte, che possa provocare un furto (45%) o, peggio, un’aggressione (79%). La minaccia che i romani temono di più a seguito di un’intrusione in casa non è tanto il danno economico per la perdita di beni o oggetti preziosi (20%) o la perdita di beni affettivi (41%), quanto giustamente il rischio di subire un’aggressione, che mette in allarme ben il 68% degli intervistati. Il dato curioso che emerge dalla ricerca è quanto l’era digitale abbia spostato l’interesse dei romani: contrariamente a quanto si può pensare, infatti, non sono più legati a beni materiali e affettivi, come poteva essere prima dell’arrivo della tecnologia. Se il furto di preziosi angoscia il 35% degli intervistati così come il furto di denaro (44%), per i romani è più sentito il furto di dispositivi tecnologici, come il cellulare o il pc (49%). Come si difendono gli abitanti della città eterna, invasa dai topi d’appartamento? Fortunatamente non con mezzi propri (il 4% ha dichiarato di volersi difendere da solo), ma principalmente rafforzando i dispositivi di sicurezza di porte e finestre (29%), o installando impianti d’allarme (20%). Il 9% crede che il sistema migliore sia stipulare una polizza che risarcisca i danni subiti mentre l’11% ha deciso di affidarsi alla guardia di un cane. Ancora troppo pochi hanno tuttavia deciso di tutelarsi rispetto alla gravità della situazione: addirittura la metà dei romani infatti (50%) ha ammesso di non aver provveduto ad adottare alcun metodo per proteggere la propria casa, lasciandola così in balìa di chi, magari nella notte, potrà intrufolarsi senza troppa fatica.

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Giornata di Natale di Angeli per un Giorno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 dicembre 2016

angeli-per-un-giornoA Roma, domenica 18 dicembre 2016 i volontari e gli amici di Angeli per un giorno, attività del Movimento Regnum Christi sostenuta dall’Università Europea di Roma, organizzano una giornata di solidarietà dedicata a bambini in situazioni di difficoltà ospiti di case famiglia e d’accoglienza. Centocinquanta volontari hanno preparato, per più di cento bambini, regali speciali dedicati ad ognuno di loro.
La giornata inizierà alle ore 9.30 presso il centro commerciale Parco Leonardo, dove saranno allestiti spazi per i giochi e per il pranzo. Verrà anche proiettato un film all’interno delle sale UCI Cinemas.
Il momento più atteso è senza dubbio lo scambio dei regali di Natale, che sarà reso ancora più speciale dagli amici motociclisti del V-Roc.
Nel dettaglio, dopo l’accoglienza dei bambini e dei volontari, ci sarà un momento di raccoglimento con la Santa Messa, presieduta da un sacerdote Legionario di Cristo, alle ore 11.00. Seguirà la proiezione di un cartone animato offerta da UCI Cinemas.
Alle 13.00 il pranzo. Nel pomeriggio, fino al termine della giornata, previsto per le 17.30, tanti giochi e l’arrivo di Babbo Natale.
Gli angeli volontari sono principalmente amici e studenti dell’Università Europea di Roma, formati e accompagnati dai membri del Regnum Christi. Già da molti anni, grazie ad Angeli per un giorno, regalano momenti di allegria a questi bimbi, organizzando pomeriggi di giochi, cinema e sport. E’ davvero grande l’amore e l’impegno che ogni Angelo dedica ad ognuno dei piccoli ospiti, coordinando splendidi giochi a tema e seguendo per tutto l’evento un bambino in particolare. Molti di questi volontari non si limitano ad essere “Angeli per un giorno”, ma portano avanti il loro impegno in modo continuativo. Chi lo desidera, infatti, può prolungare la propria collaborazione con le case famiglia, scegliendo liberamente quanto tempo dedicare ai bambini.
Quest’anno è stato deciso, attraverso giochi organizzati ad hoc, di trasmettere il messaggio dello sport come occasione di aggregazione e momento di condivisione. Un’attività che va incentivata ed aiuta i bambini a crescere in modo sano.
Per aiutare gli Angeli in questo, domenica 18 dicembre saranno presenti i pugili Vincenzo Cantatore e Lorenzo Iannicelli, campioni nello sport e ambasciatori di sani valori nella vita.
Un grazie speciale va al Centro Commerciale Parco Leonardo, al supporto dei Rotaract club Roma EUR, Rotary club Roma EUR e Rotaract club Roma Mediterraneo, alla Banca del Tempo e a Volkswagen Anastasi, che stanno rendendo possibile tutto questo. (foto: angeli per un giorno)

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IDS&Unitelm ha scelto In-Site per la progettazione del suo Data Center inaugurato a Roma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 dicembre 2016

idsunitelmIn-Site, società di ingegneria integrata specializzata nella progettazione e realizzazione di infrastrutture tecnologiche complesse, annuncia oggi di essere stata scelta da IDS& Unitelm, per la progettazione del proprio Data Center, appena inaugurato a Roma. La storia di IDS&Unitelm testimonia la capacità dell’azienda di operare ed evolvere in un settore dinamico e stimolante come l’ICT. Alle sollecitazioni del mercato e al rapido mutamento delle tecnologie IDS & Unitelm risponde con visione di prospettiva e con un’elevata capacità di integrare progetti, infrastrutture, piattaforme e linguaggi.
L’approccio di lungo termine, la passione per “il far funzionare le cose” e la fiducia dei clienti spinge IDS&Unitelm a superare le logiche di fornitura e a stabilire partnership durature. Tra le specificità di mercato, vanno senz’altro citati i progetti d’eccellenza con pubbliche amministrazioni, università, network editoriali e le numerose iniziative con la Conferenza Episcopale Italiana e le chiese locali, diocesi e parrocchie, che si sono tradotte negli anni in progetti di rilievo nazionale e migliaia di referenze sul territorio.
E’ proprio per queste capacità di crescere, evolvere ed innovare che IDS&Unitelm ha intrapreso e sviluppato l’idea sfidante di realizzare un Data Center di ultima generazione nella sede di Roma, per dotarsi di un’infrastruttura evoluta in grado di ridurre la criticità e garantire il necessario livello di continuità, di razionalizzare l’esistente e ottimizzare i consumi energetici, di modificarsi nel tempo. Il nuovo Data Center ha consolidato l’ambiente IT del sito di Roma per poter meglio pianificare il futuro e la crescita, creando un’infrastruttura che garantisca stabilità, coerenza e livelli di affidabilità molto elevati, un luogo che continui ad essere un laboratorio tecnologico in continua evoluzione e implementazione.In linea con queste esigenze, IDS&Unitelm ha trovato un partner tecnologico privilegiato in In-Site, azienda capace di coniugare l’universo dell’ingegneria con quello dell’architettura. L’azienda, fondata nel 2006 da Pietro Matteo Foglio, si è distinta negli anni per l’approccio illuminato ed eterogeneo con il quale ha sempre interpretato la progettazione dei data center: oggetti architettonici dalla forte valenza estetica e simbolica che, oltre a garantire l’utilizzo di tecnologie di ultima generazione, ambiscono a comunicare all’esterno l’identità dell’azienda e l’attenzione riservata alla salvaguardia dei dati. A completamento di questo approccio, una visione umanistica che punta a riportare al centro l’uomo, la qualità del suo lavoro e gli spazi in cui opera ogni giorno. Il risultato è un Data Center che non è più soltanto un contenitore di macchine, ma diventa uno spazio che contiene delle macchine, che comunica con l’uomo, che comunica internamente a IDS&Unitelm, che serve a IDS&Unitelm per comunicare con il mondo esterno.
Il Data Center di Roma: Il progetto punta ad armonizzare la concezione tecnologica, che mette al centro ridondanza, sicurezza e business continuity, con la capacità di trasferire nello spazio, reinterpretandole, le esigenze infrastrutturali IT e la comunicazione dell’identità stessa dell’azienda.L’intero Data Center è pensato per le persone che lavorano al suo interno: per questo motivo, gli spazi sono resi riconoscibili grazie all’utilizzo di una forte impronta grafica e cromatica. Anche l’accurato studio dell’illuminazione, così come l’attenzione alla qualità dei materiali utilizzati contribuiscono a rendere vivibili gli spazi di lavoro. Spazi, questi ultimi, progettati con un approccio flessibile, in vista di eventuali sviluppi futuri in alta densità. L’infrastruttura di Roma è caratterizzata dalla separazione degli ambienti e dalla creazione di percorsi specifici, realizzati allo scopo di evitare che le attività di manutenzione degli impianti interagiscano con la normale gestione IT del Data Center. Quanto poi alla specifica qualità degli impianti (di trattamento, riscaldamento e raffreddamento dell’aria e dell’acqua, elettrico, idraulico, allarme, antincendio, sicurezza ecc.), si tratta di sistemi di nuova generazione che ottimizzano i costi di gestione e manutenzione, interagendo con gli utenti in maniera precisa, semplice e intuitiva.
In-Site è una società di ingegneria integrata specializzata nella progettazione e realizzazione di infrastrutture complesse in cui la componente tecnologica assume un ruolo centrale. Fondata a Milano nel 2006 da Pietro Matteo Foglio, l’azienda ha come core business la progettazione integrata di Data Center, settore nel quale In-Site ha sviluppato una profonda esperienza, gestendo nel corso degli anni l’intero processo realizzativo di queste complesse infrastrutture e rivestendo spesso anche il ruolo di General Contractor. In-Site inoltre opera con successo in ambito workplace – avvalendosi al proprio interno di professionisti in psicologia ambientale e del lavoro – e nel settore dell’healthcare, progettando spazi a forte valenza tecnologica come, ad esempio, sale chirurgiche, radiologie o unità di terapia intensiva cardiologica. Per ulteriori informazioni, si prega di visitare il sito: http://www.in-site.it
A proposito di IDS&UnitelmIDS&Unitelm è l’azienda nata nel 2008 dalla fusione di IDS Informatica (1987), insieme a Unitelm (1986) e Guix (1999), per proseguire l’ultraventennale impegno nel mercato dell’Information e Communication Technology. L’offerta IDS&Unitelm abbraccia oggi diversi ambiti ICT: governo dei sistemi informativi, reti, consulenza e integrazione dei sistemi, produzione software, presenza e sicurezza internet, comunicazione su nuovi media, editoria elettronica. Del Network di IDS&Unitelm fa parte la società SEED Edizioni Informatiche, controllata al 100%, che opera dal 1996 ed è specializzata nella progettazione e nella realizzazione di progetti di editoria digitale, siti internet, portali, sistemi intranet e software gestionali web-based. Enti pubblici e privati, enti ecclesiali e realtà del settore no-profit, aziende e network, istituzioni formative e gestori di beni culturali sono i Clienti – Partner con cui si progettano e realizzano iniziative innovative, solide e di medio-lungo periodo. Tra questi i principali Partner sono la Conferenza Episcopale Italiana, la Provincia di Bologna, la Clinica COT – Messina, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna, lo Stato Città del Vaticano. In particolare IDS&Unitelm è partner tecnologico dell’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici della CEI.
Per ulteriori informazioni visitare il sito: http://www.idsunitelm.it

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Andrea Salvetti, site specific project per Terzopiano Lucca

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 dicembre 2016

terzo-pianoLucca 15 di dicembre, dalle ore 20:00 TERZOPIANO piazza dei Servi 7, presenterà le attività espositive previste per il nuovo anno negli spazi di Lucca. La serata proseguirà con la cena ideata dal designer Andrea Salvetti attraverso due installazioni, “Tovaglia spontanea” e “Albero di troppe cure”. Le due installazioni, che vedono la natura e il cibo in primo piano, creano una riflessione sulla fragilità delle risorse del pianeta e sul rapporto, ancora più vulnerabile, con gli alimenti. Ad accompagnare il designer Andrea Salvetti in questa opera Site-Specific per TERZOPIANO, lo chef Damiano Donati e Sandra Bianchi.
TERZOPIANO è una piattaforma associativa che propone una selezione di attività finalizzate alla promozione della partecipazione collettiva e al sostegno della produzione dell’arte nell’ambito del contemporaneo. TERZOPIANO intende sviluppare nuovi modelli di produzione e fruizione in campo artistico; creare forme futuribili di collezionismo privato e pubblico; aggiornare le tutele e le modalità di produzione di opere; includere nei processi produttivi le aziende della filiera artistica; alimentare il dialogo fra artisti di varie discipline, nella realizzazione di nuove forme linguistico-culturali. E’ un osservatorio privilegiato e continuamente aggiornato rispetto alle emergenze artistiche più interessanti a livello globale. Propone dinamiche innovative a livello di fruizione, divulgazione e didattica con un particolare focus rivolto alle nuove generazioni. Elabora dinamiche di conoscenza che includano i nuovi principi della comunicazione artistico-culturale (dai web magazine, al social networking per arrivare alla creazione delle app dedicate) e le nuove professioni del settore, specialmente quelle che prevedono l’utilizzo delle nuove tecnologie digitali ( dal social network manager al digital strategist).
Favorisce, inoltre, la sinergia fra pubblico e privato, fra enti e istituzioni private, aziendali per sviluppare contemporaneamente nuove dinamiche di produzione e fruizione artistica.
Coinvolge direttamente gli artisti (ma anche designer, performer, architetti e creativi delle varie discipline) nella creazione di nuove dinamiche di coinvolgimento sociale e relazionale, per mezzo di workshop e altre azioni socio-culturali.
Intende strutturare strategie innovative di fundraising che includano in modo particolare le dinamiche connesse alle possibilità offerte dal web (dal crowfunding al project management), in grado di superare il concetto di sponsorship a favore di partnership partecipative (con pubblico e privato) in tutte le fasi di sviluppo dei processi produttivi dei vari progetti e delle varie iniziative. (foto: terzo piano)

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Piario: chiusura punto nascita: scelta assurda

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 dicembre 2016

ospedale-piario“Chiudere il punto nascita di Piario è una decisione politica assurda ed è vergognoso che sia stata tenuta segreta fino a dopo il referendum, dopo mesi di promesse alla montagna. Questa è una delle tante decisioni centraliste del governo PD, che sarebbero state aggravate da una vittoria del sì. Ora i vari esponenti PD e NCD della Val Seriana non vengano a raccontarci che chiudono i battenti per questioni di sicurezza. Sono balle: grazie al loro governo, a decine di futuri genitori dell’Alta Val Seriana e della Val di Scalve toccherà mettersi in macchina, anche in inverno con le strade ghiacciate, e sperare di raggiungere in tempo e senza incidenti Alzano. Nei prossimi giorni dobbiamo organizzare una mobilitazione popolare e chiedere a Maroni che intervenga in tutte le sedi possibili per evitare questa vergogna. Per chi ci governa, la montagna è all’ultimo posto, luoghi sperduti sulla mappa, e non comunità di persone che hanno bisogno di servizi, ma valgono solo quando c’è bisogno dei voti. Capelli e Scandella hanno dimostrato la loro totale inadeguatezza a farsi portavoce presso il loro governo dei bisogni di chi vive la montagna bergamasca”, così Dario Violi, consigliere regionale del M5S Lombardia, sulla chiusura del punto nascita di Piario.

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RuneScape’s latest update, ‘Sliske’s Endgame’, bringing a three and half year questline to a dramatic conclusion

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 dicembre 2016

ultimate-prizeCambridge, UK – The long-running battle of the gods is coming to an end in just one week’s time, as RuneScape launches ‘Sliske’s Endgame’. Bringing a three and half year questline1 to a dramatic conclusion, Sliske’s Endgame is a new grandmaster quest that also sets the scene for a major RuneScape storyline in 2017 and beyond.Sliske’s Endgame sees RuneScape’s surviving deities battle to take control of the Stone of Jas, a source of incredible power in the game’s mythos. Featuring a sophisticated story with multiple endings, each determined by every individual player’s actions in the questline over recent years, Sliske’s Endgame will also be replayable in the coming weeks– but only the decisions made on the first play through will be taken as canon. “After more than three years, Sliske’s game between the gods is coming to a cataclysmic end, and players get to influence the decision of who gets to wield the incredible power of the Stone of Jas,” said Dave Osborne, lead designer, RuneScape. “This has been an awesome journey for the development team and players alike, which began way back with the battle between two of our gods – Zamorak and Saradomin – at the start of the game’s Sixth Age in July 2013. It’s apt that the conclusion to the questline coincides with the end of RuneScape’s busy year of 15th anniversary celebrations!” Slike’s Endgame is an exciting finale to RuneScape’s 15th anniversary year, which has seen the release of multiple major updates. These include an overhaul of the game’s visual engine with the launch of NXT, the discovery of a whole new continent in the procedurally-generated Eastern Lands, the return of RuneScape’s creators – the Gower brothers – for a celebratory quest, and the release of the concluding part of the 12-year old epic Myreque storyline. (photo: ultimate prize)

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Dermatite atopica: revisione dell’EMA per dupilumab di Sanofi e Regeneron

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 dicembre 2016

ParigiParigi, Francia, e Tarrytown, N.Y. Sanofi e Regeneron Pharmaceuticals, Inc. annunciano che l’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) ha accettato di esaminare la richiesta di autorizzazione all’immissione in commercio di dupilumab per il trattamento di adulti con dermatite atopica (DA) da moderata a grave, idonei per una terapia sistemica. Dupilumab è una terapia biologica sperimentale che blocca le interleuchine 4 e 13, due citochine chiave nella risposta immunitaria di tipo 2, che si ritiene essere il principale fattore nella patogenesi della malattia. Il dossier di dupilumab contiene i dati provenienti da tre studi di fase 3 del programma clinico LIBERTY AD, che ha coinvolto più di 2.500 pazienti. L’obiettivo degli studi era valutare l’efficacia di dupilumab in monoterapia (SOLO 1 e SOLO 2), e in somministrazione concomitante con corticosteroidi topici (CHRONOS), in pazienti adulti con dermatite atopica da moderata a grave, la cui malattia non è adeguatamente controllata con la prescrizione di terapie topiche. La Biologics License Application (BLA) di dupilumab era già stata accettata per revisione in via prioritaria dalla Food and Drug Administration (FDA) in settembre 2016. In base al Drug User Fee Act (PDUFA), la data di riferimento per la decisione della FDA è il 29 marzo 2017. Dupilumab è attualmente in sviluppo clinico e la sua sicurezza ed efficacia non sono stata ancora completamente verificate da nessuna autorità regolatoria. Oltre alla dermatite atopica negli adulti, dupilumab è attualmente in sperimentazione clinica per la forma pediatrica della patologia, dermatitenell’asma, nella poliposi nasale e nella esofagite eosinofila. Una volta approvato, dupilumab verrà commercializzato da Regeneron e Sanofi Genzyme, la divisione specialty care di Sanofi. Sanofi, leader globale della salute, ricerca, sviluppa e distribuisce soluzioni terapeutiche mettendo al centro i bisogni dei pazienti. Sanofi è organizzata in 5 global business unit: Diabete e cardiovascolare, General Medicines e Mercati Emergenti, Sanofi Genzyme, Sanofi Pasteur e Merial.
Sanofi Genzyme è una delle più importanti realtà al mondo nel campo delle biotecnologie farmaceutiche, all’avanguardia nello sviluppo di terapie innovative per i pazienti affetti da patologie rare e disabilitanti. Fondata nel 1981 a Boston (Massachusetts, USA) come startup biotech, nel 2011 è entrata a far parte del Gruppo Sanofi, di cui oggi è la divisione specializzata nelle malattie rare, sclerosi multipla, oncologia e immunologia.
Regeneron (NASDAQ: REGN) è una delle principali società biofarmaceutiche science-based con sede a Tarrytown, New York, che scopre, inventa, sviluppa, produce e commercializza farmaci per il trattamento di gravi condizioni cliniche. Regeneron commercializza farmaci per le malattie degli occhi, per colesterolo LDL e per condizioni infiammatorie rare e ha prodotti in fase di sviluppo in altre aree ad alto fabbisogno terapeutico, tra cui l’artrite reumatoide, l’asma, la dermatite atopica, il dolore, il cancro e le malattie infettive. Per ulteriori informazioni sulla società, visitare il sito http://www.regeneron.com o seguire @Regeneron su Twitter.

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La ‘bufala’ delle diete dimagranti basate sulle ‘intolleranze alimentari’

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 dicembre 2016

intolleranze-alimentari● Le intolleranze alimentari sono una realtà scientificamente provata: quello che invece non ha alcun fondamento scientifico è che le pseudo-intolleranze diagnosticate con i metodi più fantasiosi – dall’iridologia ai test elettrodermici – farebbero ingrassare. E dopo aver pagato fior di quattrini, un esercito sempre più folto di ingenui e creduloni alla ricerca della dieta perfetta si ritrova affamato e con il portafoglio svuotato
● Di fronte al dilagare di queste diete pseudo-scientifiche la SID, insieme a numerose altre società scientifiche, ha deciso di scendere in campo con un documento di consenso che mira a smascherare i ‘ciarlatani delle diete’ e a proteggere i cittadini
L’epidemia planetaria di obesità, ma soprattutto la difficoltà di perdere peso e di mantenere una condizione di normopeso nel lungo termine hanno suscitato nel corso degli anni un sempre maggior interesse nell’opinione pubblica accompagnato purtroppo dalla moltiplicazione di approcci terapeutici proposti da figure professionali disparate per formazione e competenza. A queste si è andato affiancando un vasto e remunerativo mercato per la produzione di prodotti, strumenti, metodi e programmi finalizzati alla perdita di peso, la cosiddetta diet-industry. In molti casi, la diet-industry ha finalità meramente economiche poiché fa leva sull’esigenza delle persone che vogliono o devono perdere peso e sulla loro insufficiente conoscenza dei prodotti o delle procedure proposte. Per queste ragioni, il mercato dei prodotti ‘dietetici’ che promettono consistenti perdite di peso si è popolato di prodotti di dubbia efficacia e di diete prive di solide basi scientifiche.
In questo contesto è germogliato il cosiddetto fenomeno delle popular diets, o ‘diete alla moda’, che godono di un successo mediatico e di pubblico, in genere del tutto effimero e passeggero, e che promettono benefici poco credibili, supportati dalla testimonianza di personaggi del mondo dello spettacolo o dello sport. A rendere ancora più complesso e preoccupante il quadro è la diffusa idea che il sovrappeso e l’obesità siano conseguenza di una presunta condizione di allergia o intolleranza alimentare. Negli ultimi anni vi è stata una vera e propria esplosione, soprattutto sul web e sui social network, di regimi alimentari restrittivi, basati su test diagnostici di ‘intolleranza alimentare’ eseguiti su vari campioni biologici (sangue, saliva, capelli) e proposti come in grado di individuare le cause del sovrappeso. La maggior parte di queste informazioni derivano da siti internet dedicati alle cosiddette medicine non convenzionali, ma non esistono rigorose evidenze scientifiche che supportino l’utilizzo di questi test per diagnosticare reazioni avverse agli alimenti o per predire eventuali future reazioni.Muovendo da questo panorama, la Società Italiana di Diabetologia (SID) insieme con l’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (ADI), l’Associazione Medici Diabetologi (AMD), l’Associazione Nazionale Dietisti (ANDID), la Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU), la Società Italiana di Nutrizione Pediatrica (SINUPE) e la Società Italiana dell’Obesità (SIO) ha realizzato un documento che analizza il rapporto tra allergie/intolleranze alimentari ed obesità. Scopo del documento è quello di fornire al mondo scientifico e professionale un utile riferimento per garantire una corretta comunicazione con i cittadini. Un documento che mira a fornire risposte chiare e scientificamente solide, per contrastare il rischio di informazioni parziali e spesso mosse solo da interessi di mercato Alla domanda se esista un legame tra intolleranza alimentare e sovrappeso/obesità gli esperti di questo position paper rispondono con un NO deciso. “Non esiste alcune legame – afferma la dottoressa Rosalba Giacco, redattrice del documento per la SID ed esperta di nutrizione – tra eventuali allergie alimentari e sovrappeso e non esistono prove scientifiche in grado di validare gli strumenti di ‘diagnosi’ spesso utilizzati per sostenere il nesso tra intolleranze e obesità. Tali metodologie diagnostiche, come ad esempio il dosaggio degli anticorpi IgG4 ‘alimento specifici’ – prosegue Rosalba Giacco – non sono infatti riconosciute dalla letteratura scientifica. La positività di questo test non indica infatti una condizione di allergia o intolleranza alimentare, ma una semplice risposta fisiologica del sistema immunitario all’esposizione ai componenti presenti negli alimenti”. Nel mirino degli esperti anche alcuni test quali quelli elettrodermici, la variazione della frequenza cardiaca, l’iridologia, solo per citarne alcuni, che non solo non sono specifici per la diagnosi di allergia e intolleranza alimentare, ma neppure per altri scopi diagnostici. “Per contrastare il sovrappeso – afferma il professor Giorgio Sesti, presidente della SID – c’è un solo modo: incrementare l’attività fisica e ridurre la quantità di calorie assunte con la dieta. La composizione in macronutrienti della dieta ha un minore impatto sul calo ponderale ma è fondamentale per l’adesione nel lungo termine e, tra l’altro, contribuisce a rendere più salutare il modello alimentare. I risultati migliori si ottengono utilizzando modelli alimentari che hanno radici culturali/tradizionali nella dieta mediterranea, ovviamente tenendo conto delle necessità individuali”. Alla terapia nutrizionale per la perdita di peso deve essere associato un cambiamento dello stile di vita, che includa anche un’attività fisica regolare di moderata intensità, della durata di almeno 30 minuti per cinque giorni a settimana. Per aiutare i bambini in sovrappeso, invece, è necessario che il cambiamento comportamentale coinvolga l’intera famiglia. In sintesi, creare un legame tra allergie/intolleranze alimentari e obesità rischia solo di essere un alibi pericoloso per la salute dei cittadini e un business per alcuni portatori di interesse. La sana e tradizionale dieta mediterranea resta sempre la risposta giusta e la migliore per uno stile di vita salutare.

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“Arti & Mestieri Expo” promuove l’enogastronomia e l’artigianato Made in Italy

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 dicembre 2016

 

miss_cakefabio_campoliRoma dal 15 al 18 dicembre alla Fiera di Roma ritorna “Arti & Mestieri Expo”, il consueto appuntamento natalizio romano che quest’anno festeggia l’undicesima edizione. Una quattro giorni dedicata al gusto e alla creatività artigianale, con circa 250 espositori presenti in due padiglioni, dove è possibile respirare l’aria del Natale esplorando e ammirando i migliori prodotti manifatturieri Made in Italy.
“Arti & Mestieri Expo” si ribattezza come “l’happening del regalo a Roma”. Un punto di ritrovo per la famiglia in cui divertirsi alla ricerca di oggetti unici e originali che, nell’accogliente atmosfera natalizia, diventano presto il dono giusto da regalare.
Oltre alla parte espositiva, si conferma la Pedana dei Mestieri con un programma di eventi speciali con dimostrazioni e workshop per garantire il massimo coinvolgimento del pubblico e di chi espone.
Artigianato, enogastronomia, bellezza, cultura e tanto altro ancora. Una vera e propria festa per gli amanti del bello e del buono, del gusto e della creatività, tra stand, angoli d’arte, tradizione e manifattura, alternati a spazi di formazione e intrattenimento. Un punto di ritrovo per la famiglia in cui divertirsi alla ricerca di oggetti unici e originali, che diventa l’occasione ideale per trovare il dono giusto da regalare, in un’accogliente atmosfera natalizia. All’interno della Fiera sarà presente il Circolo dei Buongustai con il progetto “Mangio ergo sum” (Mangio dunque sono), che pone l’accento sul tema dell’evoluzione del settore enogastronomico, che a partire dagli anni 2000 si è accostato con sempre più forza ai tempi dello stile di vita sano e della cura della propria salute. Interverrà lo chef Fabio Camboli, presidente del Circolo dei Buongustai. Inoltre, sono previsti una serie di incontri con gli esperti della buona cucina, tra cui Eugenio Ceralli, maestro in lievitazione naturale e cottura al forno a legna, Giorgio Purificato, chef pasticcere, Fabio Albanesi, maestro panificatore, il Prof. Giorgio Pennazza e l’Ing. Marco Santonico del Campus bio-medico di Roma. Il 16 dicembre la scrittrice Alessandra Moneti presenterà il suo ultimo libro “Ci salveranno gli chef”, un titolo spiazzante, ma che nasconde un’interessante realtà. Il pittore Domenico Monteforte esporrà la propria “Ricettadarte”, con il progetto “Ognuno ha la propria tavolozza e ogni colore ha il proprio peso”, mentre sabato 17 dicembre ci sarà Davide Malizia, il vincitore del campionato mondiale di zucchero artistico.
Presente quest’anno anche la cake designer Eleonora Giuffrida, in arte Miss Cake, che porterà ad arti-e-mestieri-expoArti&Mestieri i suoi suggerimenti per fare del Natale una festa ancora più straordinaria. “Natale a casa Miss Cake” è infatti il titolo del progetto che la celebre cake designer ha realizzato per proporre ai visitatori stupende scenografie in tema con le festività, trasformando i dolci tradizionali con la pasta di zucchero e tanta fantasia. Due le atmosfere scelte quest’anno, molto diverse fra loro. La prima è “il regno dei ghiacci”, scenografia total white elegante e minimal chic, con i suoi biscotti decorati, gli alberi di meringhe e i soffici cupcake glitterati. Di tutt’altro tono la seconda scenografia, con una tavola imbandita nel colore più caldo e tradizionale: il rosso. In classico stile nordeuropeo, si avvale di effetti legno, casette di caramelle e su tutto un delicato profumo di cannella. I visitatori di Arti&Mestieri potranno iscriversi ai corsi di decorazione per realizzare, insieme con Miss Cake, cupcake, panettoncini e biscotti. Ci saranno corsi di livello base, aperti a tutti (bambini e adulti), e altri, come il modeling 3D su panettoncino, adatti a chi sa già lavorare la pasta di zucchero. I visitatori potranno misurarsi con la loro creatività, realizzando opere da portare a casa.All’interno della Fiera ci sarà anche uno spazio dedicato ai genitori e agli insegnanti per riscoprire il senso del gioco con i propri figli, in luoghi didattico-educativi all’insegna del divertimento con il progetto “Giochiamo con la Storia”. INGRESSO EST Orario visitatori Giovedì 15 dicembre – dalle 15.00 alle 18.00 Venerdì 16 – dalle 12.00 alle 20.00 Sabato 17 – dalle 12.00 alle 20.00 Domenica 18 – dalle 12.00 alle 20.00 Ingresso gratuito. (foto:Miss_Cake, FABIO_CAMPOLI, arti e mestieri)

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Cinque azioni della Regione Piemonte di contrasto alla violenza sulle donne

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 dicembre 2016

violenza sulle donneLa riunione del Tavolo di coordinamento permanente regionale con i centri antiviolenza e le case rifugio che si è tenuta oggi pomeriggio è stata l’occasione durante la quale Monica Cerutti, assessora regionale alle Pari Opportunità, ha voluto fare il punto di quelle che sono le azioni contro la violenza sulle donne realizzate dalla Regione Piemonte e in programma per il prossimo anno.
«L’obiettivo è quello di mettere insieme le attività poste in atto a livello nazionale e a livello regionale per rendere il sistema ancora più forte. Le risorse regionali, insieme ai 2.000.000 di euro dei fondi statali destinati alla nostra regione, ci permettono di ipotizzare per il 2017 una rete regionale dei centri antiviolenza e delle case rifugio ancora più capillare» – ha dichiarato Monica Cerutti, assessora regionale alle Pari Opportunità della Regione Piemonte.L’assessora alle Pari Opportunità ha poi elencato le cinque azioni di queste settimane che la Regione Piemonte ha messo in programma a sostegno del contrasto alla violenza di genere:
1) è stato approvato il regolamento attuativo della legge regionale numero 4 del 2016 a favore di “Interventi di prevenzione e contrasto della violenza di genere e per il sostegno alle donne vittime di violenza ed ai loro figli”;
2) è stato firmato un accordo con la Fondazione Don Mario Operti Onlus per l’inserimento e/o il reinserimento socio-lavorativo a favore delle vittime di violenza;
3) è in corso un nuovo bando di 94.000 euro che si vanno ad aggiungere alle progettualità già esistenti per azioni volte alla sperimentazione e diffusione degli interventi per la presa in carico degli autori della violenza; alla realizzazione di attività di informazione e sensibilizzazione; alla realizzazione do attività formative di aggiornamento per gli/le operatori/trici in relazione ai profili standard presenti nel Repertorio regionale degli Standard Formativi, quali l’Operatrice servizi antiviolenza, al fine di garantire un’offerta formativa omogenea e certificabile su tutto il territorio regionale.
4) è in fase di elaborazione il piano triennale delle azioni di contrasto alla violenza di genere;
5) a inizio 2017 verrà pubblicato il bando che disporrà i criteri di ripartizione dei fondi (1.000.000 di euro) a sostegno dei centri antiviolenza e delle case rifugio: il 67% verrà destinato ai centri antiviolenza e alle case rifugio già esistenti; il 33% verrà destinato a nuovi centri antiviolenza e nuove case rifugio Il milione di euro restante invece dovrà essere utilizzato per azioni volte alla formazione, all’inserimento lavorativo delle donne che hanno subito violenza, all’autonomia abitativa e all’implementazione dei sistemi informativi relativi ai dati sul fenomeno.
«Queste risorse si aggiungono ai 500.000 euro stanziati dalla Regione Piemonte e previsti dalla legge regionale numero 4 del 2016. A tutte le azioni elencate potranno accedere anche i centri antiviolenza che hanno partecipato al bando del Dipartimento per le Pari Opportunità di marzo 2016 e che non hanno viste ammesse le proprie proposte progettualità» – ha dichiarato Monica Cerutti, assessora alle Pari Opportunità della Regione Piemonte.

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L’irriverente. Se non fosse che proprio non ce la faccio…. tiferei per Trump

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 dicembre 2016

trumpRitratto sanitario delle contee che hanno votato a maggioranza per Donald Trump. Si tratta di luoghi abitati dal 28-30% di persone malate rispetto alla media federale del 22%. E ancora di piu’: in queste contee i decessi per droghe e alcool sono 24,2 su 100.000 residenti, mentre, sempre a livello federale, sono 20 ogni 100.000. Sono dati raccolti da Gallup e dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (cdc), analizzati dall’American Communities Project, e da ‘Meet The Press’, sulle contee in cui Trump ha vinto con più di 20 punti percentuali: residenti più anziani, più cristiani evangelici e lavoratori a salario minimo; un migliaio di contee per lo piu’ rurali, con basso livello di istruzione. Cioe’ sono tutti quei brutti, sporchi e cattivi (a parte gli evangelici, speriamo) che hanno reso possibile il successo del repubblicano Trump sulla democratica Clinton. Non si tratta di opinioni diffuse da media democratici incalliti e “soloni” del verbo democratico tipo The New York Times, ma raccolti da una delle piu’ accreditate agenzie statistiche degli Usa e mondiali, la Gallup. Quindi -secondo il comune e diffuso sentire- credibili per definizione. Quelli che quando ci dicono che buona parte dei campioni statistici gradisce mangiare la merda, subito trovano cantori, chef ed estimatori che ne tessono le lodi. Chissa’ se avrebbero fatto altrettanta indagine se avesse vinto la moglie dell’ex-presidente Bill Clinton. E, per quanto mi sforzo a memoria, non mi sovviene di aver letto di altrettante indagini quando in passato ha vinto Bush jr e Obama dopo. Una innovazione, quindi, nell’informazione e nell’uso della scienza statistica.Sono questi i momenti in cui -io irriverente- mi verrebbe voglia di tifare per la vittima. Tranquillo -dico anche a me stesso- non ti-fare cosi’ male, soprattutto se penso ai ministri che sono stati scelti da Trump per confermare cio’ che aveva promesso in campagna elettorale e che sta mettendo in pratica…. Ma… e’ piu’ forte di me, per cui mi limitero’ a confermarmi che non si torce neanche un capello all’avversario pur peggiore. Ed a consolidare il garantismo che stimola ogni mio pensiero ed ogni mia azione. Soprattutto -per l’appunto- verso gli “altri”.E mi domando: ma come si fa a farsi venire in mente di fare indagini di mercato di questo tipo? Mi aspetto ora che cio’ accada anche in Italia per gli elettori del referendum, vinto da molti di quelli che non erano alla guida dei media determinanti (privati o di Stato che fossero). E mi preoccupo, perche’ forse sto suggerendo la strategia di rivalsa post-sconfitta per i sostenitori del SI’ dello scorso 4 dicembre. Esagero? Suvvia, stiamo parlando di quelli che si sono sentiti fieri di dire che tutti quelli che avevano votato SI’ erano la base del proprio partito… c’e’ da aspettarsi questo ed altro. Ma tanto, i potenziali emuli nostrani dei metodi dei fautori per eccellenza del politically-correct, non se li fila nessuno nel mondo. Ed e’ in quest’ultimo che accadono le cose che contano e determinano le linee generali della nostra vita. Non me ne vogliano tutti quelli che attendono qualcosa dal puffo al borotalco e col “sorriso graziato e gentil-oni” che ci governera’ da oggi, ma -in questa osservazione solo estetica- c’e’ l’irriverenza di chi non riesce a non vedere il lato tragicomico dell’essere. Mi sono scatenato dopo aver letto la Gallup e mi sono detto: “gulp” che tempi bui! Per far seguito alla mia irriverenza laida, ci stavo per cascare anch’io e mandare un telegramma di solidarieta’ a Trump. Ah! Allora ho scoperto che la Gallup e’ tutta una trama per far credere che i Democratici di Oltreoceano, facendo il gioco del controgioco, volevano scappellare a destra per portare a sinistra… oppure viceversa? O come il mercato dopato si fa male da solo credendo di fare il bene comune? … che casino, mi sono perso! Ma se fossero solo imbecilli? (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Digital Manufacturing: Tecnest alla MEP Business School

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 dicembre 2016

tecnestUn percorso formativo di un anno, con teoria, applicazioni pratiche, strumenti informatici, casi aziendali e futuri trend del settore manifatturiero: «Riflettiamo su quello che non si trova sui libri e ci confrontiamo con chi può insegnare ad eccellere con l’esperienza» Nella formazione, la teoria da sola non è mai sufficiente, serve anche l’esperienza che la conoscenza pratica sa offrire. Questo il motivo che ha consentito a Tecnest, azienda di Udine che si occupa di soluzioni informatiche e organizzative per la gestione dei processi di produzione e della supply chain, di poter raccontare nelle aule la sua esperienza sul campo.A scegliere Tecnest è stata la MEP Business School, scuola di formazione realizzata per i propri dipendenti da MEP-Macchine Elettroniche Piegatrici Spa, realtà di Reana del Rojale (Udine) leader mondiale da 50 anni nella progettazione e produzione di macchine elettroniche per la lavorazione a freddo e la saldatura del ferro tondo, tipico del cemento armato. Il gruppo MEP, di cui è presidente Giorgio Del Fabro, dal 2014 affiancato dall’amministratore delegato Vito Rotondi, esporta i propri prodotti in 103 nazioni grazie a una rete vendita composta da società controllate commerciali, logistiche e produttive dislocate nei principali mercati e supportate da rappresentanti, agenti ed importatori.Con 220 dipendenti nel mondo e due stabilimenti produttivi in Friuli Venezia Giulia, la MEP, che fa riferimento alla famiglia Del Fabro, ha deciso di realizzare una scuola di formazione per le Risorse Umane, il proprio capitale intangibile: «Crediamo la formazione sia determinante sul mercato odierno, per avere personale sempre preparato e per conquistare il meglio dell’offerta su cui scegliere le soluzioni più congeniali alle nostre esigenze – precisa Andrea Marino Cerrato, direttore della Business School e manager dei Sistemi Informativi e di Gestione aziendali -. Per questo abbiamo fondato la MEP Business School. Tra i corsi che offriamo ci sono informatica, lingue straniere, controllo-qualità, project management, oleodinamica e pneumatica industriale, sicurezza sul lavoro, contrattualistica internazionale, strumenti e processi di pianificazione e gestione della produzione. È proprio su quest’ultimo argomento che ascoltiamo il racconto di Tecnest, azienda che abbiamo voluto come partner formativo strategicoper la competenza e l’esperienza nelle tematiche di gestione della produzione e delle operations».
La MEP ha infatti deciso di selezionare, per ciascun percorso formativo, i soggetti più in linea con le proprie aspettative ed esigenze: per i corsi sui temi della pianificazione e gestione della produzione, tra i vari candidati è stata scelta Tecnest. «La formazione è per noi una sfida nuova, che affrontiamo con grinta ed entusiasmo – dice Fabio Pettarin, presidente di Tecnest -. Abbiamo proposto un percorso innovativo in cui si mescolano aspetti teorici, esercitazioni pratiche con l’utilizzo degli strumenti informatici della nostra piattaforma J-Flex e casi di studio»Il corso proposto da Tecnest sui temi della pianificazione e gestione della produzione è un mix di teoria e pratica: conoscenze e competenze si alternano a esperienze di casi aziendali e spunti su futuri trend del settore. «Oltre ai concetti, presentiamo esempi concreti di come le logiche di pianificazione e gestione si applicano a un software come il nostro, J-Flex. Inoltre portiamo casi di studio ed esperienze reali di progetti da noi gestiti. In questo modo i partecipanti hanno la possibilità non solo di apprendere nozioni, ma anche di attingere dal proprio ricco bagaglio di esperienze che solo la pratica può dare» aggiunge Pettarin di Tecnest.Il percorso formativo di Tecnest, iniziato a settembre, durerà nove mesi ed ha l’obiettivo di favorire l’utilizzo di un linguaggio condiviso in azienda trasferendo competenze e cultura in merito alle tematiche di gestione e pianificazione della produzione, mettere in pratica i concetti teorici attraverso l’utilizzo delle soluzioni applicative di riferimento e fornire spunti e approfondimenti sulle evoluzioni tecnologiche e i nuovi trend del mondo manifatturiero, quali ad esempio la nuova frontiera dell’Industry 4.0. (foto: tecnest)

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Torino giovedì 15 dicembre 2016, alle ore 10:00 presso il Castello del Valentino

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 dicembre 2016

torino-baroccoConferenza Internazionale “50 Years: Together for a Sustainable Future” La conferenza, che conterà sulla partecipazione di personalità di altissimo livello istituzionale ed accademico, esplorerà i temi chiave delle 5-P, che costituiscono la base dell’Agenda 2030 per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile di UNIDO: Planet, People, Prosperity, Peace e Partnership. Dopo l’apertura ai lavori della Dott.ssa Diana Battaggia, Direttrice di UNIDO ITPO Italy e il saluto di benvenuto del Rettore del Politecnico Marco Gilli e dell’Assessora del comune di Torino Paola Pisano, la conferenza proseguirà con gli interventi di ospiti illustri quali: Fabrizio Breganni di Ambiente&Paesaggio; Kazuki Kitaoka di FAO; la coordinatrice di UNIDO ITPO Network Lucia Cartini; l’ex Presidente del CNR Luigi Nicolais e Giovanni Nicola Pes, Vice Segretario Generale, Ente Nazionale per il Microcredito che affronteranno argomenti riguardanti i temi Planet e Prosperity. Dopo l’esibizione del coro Polietnico del Castello del Valentino, i lavori continueranno affrontando le tematiche relative a Peace, People e Partnership con:Stefano Ligrone, Vice Capo dell’Ufficio II della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del MAECI; la Dott.ssa Francesca Cangelli, Assessore della città di Matera; Delfim Vilissa, analista nell’Agro-business in Mozambico; il Direttore Relazioni Istituzionali di CNH Industrial Michele Ziosi; Lucia Lamonarca, Esperto per Innovazione e Internazionalizzazione nell’industria agro-alimentare e Stella Jean, stilista Italo-Haitiana. Infine l’Ambasciatore ed ex Direttore Generale UNIDO Carlos Magariňos concluderà la conferenza con un suo illustre intervento.Oltre ad essere luogo e momento di discussione per dibattiti e riflessioni sul mandato dell’Organizzazione, l’evento ospiterà una mostra fotografica, vota a ripercorrere la storia di UNIDO da quando, nel Novembre 1966, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò la risoluzione 2152 (XXI), che gettò le basi per fare dell’UNIDO la più importante Organizzazione Internazionale per lo Sviluppo Industriale. In occasione di questo importante evento internazionale, la Direttrice di UNIDO ITPO Italy Diana Battaggia ha affermato: “Lo sviluppo sostenibile non riguarda solamente le generazioni future, ma il benessere di tutti gli esseri viventi”.

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Parto in casa: è una scelta rischiosa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 dicembre 2016

Maternità.Sono in aumento le donne che decidono di partorire in casa. Una scelta, secondo la Società Italiana di Neonatologia (SIN), che mette a rischio la salute del bambino e della mamma, discussa durante l’ultimo Congresso Nazionale della SIN. Anche se la percentuale è ancora molto bassa rispetto al totale dei neonati (0,1%) la tendenza è in crescita e lo scorso anno si stima siano venuti alla luce tra le mura domestiche circa 500 bambini. Un numero senza dubbio inferiore a quello reale e approssimativo, difficile da determinare per mancanza di dati completi e a cui vanno aggiunti anche le nascite “clandestine”, i bambini di donne di altre etnie, come i Rom, che tradizionalmente partoriscono presso le proprie dimore, donne non in regola con il permesso di soggiorno, ecc.
La maggior parte delle donne sane ha un parto fisiologico e una gravidanza a termine senza problemi, pertanto la gran parte delle nascite potrebbe realizzarsi senza la necessità di interventi medici. C’è sempre però da considerare il fattore rischio. Anche nelle condizioni ideali non è possibile escludere, con assoluta certezza, la possibilità che si presentino delle complicazioni, che metterebbero a rischio la salute di mamma e bambino e che implicherebbero, nel caso del parto a domicilio, un necessario ed immediato trasferimento in ospedale, anch’esso di per sé rischioso. Il trasferimento è un evento particolarmente frequente nelle nullipare con un’incidenza di circa il 40%, meno frequente nelle pluripare (10%). Occorre anche considerare che per quanto il rischio assoluto possa essere basso, per il parto in casa è prevista una variabile associata ad un aumentato rischio di patologie neonatali, se confrontato con parto programmato in ospedale.
Tra le ragioni che spingono a scegliere di partorire in casa, c’è il fatto che l’ambiente domestico è sentito dalla donna come più intimo e confortevole, rispetto a quello ospedaliero, trattandosi di un evento naturale come la nascita. La SIN è da anni impegnata in attività tese a demedicalizzare l’evento parto, per garantire questa “intimità” anche in ospedale così da instaurare sin da subito un contatto tra neonato e genitori. Negli ultimi anni i Centri nascita pubblici e privati hanno fatto grandi passi avanti affinché il parto, sia per la mamma che per il bambino, possa avvenire il più possibile in un ambiente “familiare”, prevedendo la presenza di entrambi i genitori, diminuendo al minimo la permanenza nella struttura sanitaria e mettendo in atto il rooming in.“Il parto è un evento naturale e come tale deve essere vissuto” – afferma la SIN – “condividiamo le ragioni di chi vorrebbe partorire presso la propria casa, ma la situazione del nostro sistema sanitario ci obbliga a sconsigliare vivamente questa scelta. Tra le mura domestiche, infatti, non sono garantite le misure di sicurezza necessarie in caso di problemi che possono subentrare. Ad esempio non c’è una rete capillare di ambulanze e, quando questa è garantita, bisogna fare i conti con la vicinanza e raggiungibilità di Terapie Intensive Neonatali.”
Proprio per questo, in molte aree del mondo, è forte la convinzione che, allo scopo di offrire le migliori
condizioni di sicurezza per la gravida ed il neonato, sia più sicuro partorire in ospedale.Tuttavia, il parto in casa è ancora ampiamente diffuso in diversi paesi come ad esempio l’Olanda in cui, anche con un trend decrescente negli ultimi 10‐15 anni, avviene con una percentuale del 25%.
In Australia, Canada, Nuova Zelanda e Regno Unito diverse associazioni ostetriche e ginecologiche supportano la pratica del parto a domicilio in donne sane, correttamente selezionate, la cui gravidanza siasenza complicazioni ed a basso rischio e se adeguatamente assistite durante il parto. Non ci sono, attualmente, studi definitivi sulla pratica del parto in casa, ma analisi osservazionali che sono
affette da limitazioni metodologiche: piccola dimensione del campione, mancanza di un gruppo di controllo adeguato, difficoltà a distinguere tra parti in casa pianificati e non, l’eterogeneità nelle competenze e nella formazione dell’assistente al parto.
Le donne che vogliono partorire in casa devono essere adeguatamente informate sui rischi e su tutti gli aspetti organizzativi e medici previsti sul loro territorio rispetto ad altre realtà. Risultati derivanti da studi su una specifica popolazione, infatti, non possono essere applicati automaticamente ad altri paesi o regioni, aventi un diverso sistema medico e organizzativo di assistenza alla maternità.
La Società Italiana di Neonatologia (SIN), come l’American Academy of Pediatrics e l’American College of Obstetricians and Gynecologists, continua a sostenere che l’ospedale è il posto più sicuro dove partorire e ribadisce che partorire in casa espone mamma e neonato a rischi maggiori e imprevedibili. Tuttavia, qualora una donna decida di optare per il parto a domicilio, la SIN fornisce delle indicazioni per
affrontare la nascita nelle condizioni di maggiore sicurezza possibile, sulla base anche dell’organizzazione
sanitaria di riferimento.
1. La donna deve essere correttamente informata sui rischi del parto a domicilio e sulla organizzazione
dello stesso nella città dove intende partorire
2. Deve esservi un presidio ospedaliero attrezzato facilmente raggiungibile
3. Deve essere garantito un trasporto rapido in ospedale per mamma e neonato ad opera di personale
esperto ed addestrato nelle manovre di rianimazione
4. Occorre pre‐Allertare l’Ospedale con Terapia Intensiva Neonatale più vicino
5. La futura mamma deve rivolgersi a un’ostetrica con training appropriato nell’assistenza sia in
ospedale sia a domicilio e che abbia documentata capacità nelle manovre rianimatorie neonatali
6. È necessario garantire al neonato ed alla mamma, nelle ore immediatamente dopo il parto, tutti i controlli necessari e di routine.

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Serve un ministero dell’agroalimentare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 dicembre 2016

050211_5303_3612_Se c’è qualcosa che conta davvero poco in un ministero – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Rocco Tiso – è il nome del ministro. La differenza vera infatti si fa con i programmi e con i metodi, e non con un nominativo piuttosto che un altro.
Il nostro auspicio – continua Tiso – è che il nuovo ministero dell’Agroalimentare faccia un atto di discontinuità con il passato e che guardi prima di tutto al supporto delle Pmi agricole e al coinvolgimento della totalità del mondo agricolo.
Il primario nostrano ha subito notevoli flessioni nel recente passato, e questo si deve soprattutto ad una sua gestione “distratta” e figlia più della logica della lottizzazione politica che del merito. Come Confeuro – conclude Tiso – offriamo tutto il nostro supporto al nuovo ministro, ma la condizione essenziale per una collaborazione costruttiva è quella di una immediata inversione di rotta.

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Gli slides della Regione Lombardia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 dicembre 2016

regione lombardia“La situazione di stallo del Consiglio Regionale è perfettamente speculare a quella dell’esecutivo. La Giunta Maroni, infatti, in perfetto stile renziano, non fa altro che sfornare slides, come il Patto per la Lombardia, che illustrano interventi solo sulla carta, per i quali però non si trovano risorse e che quindi sono destinati a rimanere lettera morta. Ad oggi infatti, nessuno dei provvedimenti della Giunta Maroni è stata ancora attuato, né vengono adottati dalla Giunta quei provvedimenti necessari a dare concretezza agli slogan dispersi ai quattro venti. Non è bastato l’esito del referendum sulle riforme costituzionali, per far capire a questa classe politica di governo che i cittadini vogliono azioni concrete, coerenza alla linea di programma sventolata in campagna elettorale, vogliono che dalle parole si passi ai fatti. Innescare il “pilota automatico”, prolungando la lenta agonia di questa Giunta Maroni, non li salverà dall’inevitabile responso dei cittadini lombardi, che – ci auguriamo – si pronuncino anche in Lombardia per un governo 5 stelle. Noi siamo pronti, e con la concretezza che contraddistingue il M5S, sapremo interpretare le istanze dei lombardi e farcene portavoce, come già stiamo facendo dall’opposizione.” così Iolanda Nanni, capogruppo M5S in Regione Lombardia. (Stefano Bolognini)

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Governo, CasaPound: quarto governo non eletto, Italia ‘commissariata’

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 dicembre 2016

casapound“Ancora un governo non eletto, il quarto in pochi anni. L’Italia ormai sembra essere a tutti gli effetti ‘commissariata’”. Così in una nota CasaPound Italia. “Alla faccia del plebiscito popolare per il ‘no’, che esigeva un immediato ritorno al voto, l’Italia è costretta ancora una volta a ‘subire’ un presidente del Consiglio senza un previo passaggio dalle urne. Un premier non scelto dagli elettori – sottolinea Cpi – Anzi, bocciato perfino alle primarie del centrosinistra che consentirono a Ignazio Marino di diventare sindaco di Roma”. “Gentiloni potrebbe sembrare l’ombra sbiadita di Renzi, c’è chi lo definisce solo un ‘avatar’, ma non è detto che, da politico di lunga esperienza qual è, alla fine non trovi la strada per allontanare ancora una volta le elezioni in barba al suo predecessore. Contro chi vuole spogliarci di ogni sovranità e ridurci a essere il centro d’accoglienza d’Europa, CasaPound si schiera senza se e senza ma per il ritorno immediato alle urne, che la vedrà ancora una volta in prima linea per la difesa degli italiani”.

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Votare la fiducia al governo Gentiloni è tradire il voto di 19 milioni d’italiani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 dicembre 2016

camera deputatiÈ sbagliato continuare a fare gli assistenti sociali di un governo che non ci rappresenta. L’UDC non può assumersi la responsabilità di dare avvio a un esecutivo che è stato bollato dal voto referendario.
È cambiato il direttore d’orchestra ma non la musica che sbeffeggia milioni d’italiani che chiedevano discontinuità rispetto all’esecutivo renziano. Questo è un governo con il fiato corto, privo di prospettive e mancante di ogni adesione alla realtà. Si faccia al più presto la legge elettorale per ridare la parola agli elettori. Basta con il finto rinnovamento, c’è bisogno di responsabilità e non si può continuare a rimanere fermi mentre cresce l’antipolitica e il populismo.

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