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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 341

L’irriverente toscano: Balocco e gagliardetto col fez?

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 dicembre 2016

gadgetfascisti“Contrastare la vendita e la diffusione di oggettistica raffigurante immagini, simboli o slogan rievocativi dell’ideologia fascista”. Cosi’ una mozione del Consiglio Regionale della Toscana approvata a maggioranza. Perchè ““il reato di apologia del fascismo venga prontamente inserito all’interno del codice penale, consentendo l’effettiva repressione di reati legati alla riproduzione e alla diffusione di gesti, linguaggi e simboli del fascismo e del nazifascismo”; affinché “il reato di apologia del fascismo venga integrato con la fattispecie relativa alla vendita di oggetti riproducenti immagini e slogan riconducibili a tali regimi”.
Stiamo parlando di un regime che e’ finito il 25 aprile 1945 (meta’ del secolo scorso), grazie alla liberazione del nostro Paese da parte delle forze armate americane-inglesi etc, e che in quanto tale si e’ dissolto. Un regime le cui idee, pervadendo tutti gli strati culturali del nostro Paese, hanno mantenuto una scia culturale e comportamentale che fa parte del patrimonio genetico di quasi tutte le famiglie di quel periodo, che, in qualche modo l’hanno trasmessa -dissipandosi, sfumandosi e modificandosi nelle esteriorizzazioni- alle generazioni successive… cioe’ stiamo parlando di un’idea, un pensiero. Che spesso viene associato (quante volte sentiamo ancora dire per un nonnulla “sei un fascista”) a comportamenti autoritari e privativi della liberta’ individuale pur se effettuati da regimi che fanno parte dei piu’ numerosi consessi internazionali di confronto democratico (“Turchia fascista”, sarebbe un cult di questi mesi), Paesi che nessuno si sognerebbe di bloccare inviando le truppe come fu fatto a meta’ del secolo scorso. Insomma: un reato di opinione. Perche’ quando dalle opinioni si passa ai fatti (violenza fascista, religiosa, terrorista, maschilista o comunista che sia), basta e avanza l’attuale codice penale e tutte le leggi speciali che vengono fatte alla bisogna.
Un reato di opinione! Ne avevamo proprio bisogno per riformare il nostro Paese… Reato che si vuole aggiungere ad un codice penale per cui, tutte le tendenze razionali e riformatrici (sostenute anche dai partiti che hanno votato questa mozione in consiglio regionale della Toscana), tendono a sfoltire trasformando le pene in ammende. La depenalizzazione… ma non per chi acquista un gagliardetto nero col fascio littorio o un’immagine mascellare di Benito Mussolini o un disco (mp4-5?) che armonizza su “faccetta nera, bell’Abissinia, aspetta e spera che gia’ l’ora si avvicina…”. No, questo no! Quindi Natale e Befana -quest’anno- senza dolcini a forma di fascio littorio e -attenzione- per Carnevale, che a nessuno venga in testa di vestirsi da avanguardista o di vestire il proprio pargolo da balilla… che per quanto ci riguarda sono cose ormai da Carnevale. Cosi’ come vediamo ogni tanto qualcuno che a Carnevale si veste da crociato… e ne fecero di danni i crociati e la loro ideologia… eppure una ideologia -pur ampiamente modificata- di riferimento a quel periodo, c’e’ ancora oltretevere e non solo… che si fa, si mettono i cristiani in galera come fanno talvolta in Cina e/o si bandisce la croce? Solo a dirlo sembro matto, strano e “il solito anticlericale”… No! Non e’ cosi’: il parallelo regge. E’ la storia della Chiesa vaticana, che e’ come la storia d’Italia. Storia! E c’e’ qualcun altro a cui potremmo affibbiare qualcosa tipo “il solito antifascista”? Lo facciamo solo in modo irriverente e canzonatorio, perche’ siamo rispettosi e difensori di tutte le idee ed opinioni, anche quelle a noi piu’ lontane. E’ la nostra forza. E’ la forza dei regimi e delle idee democratiche e libere. E auspichiamo -alla faccia degli antifascisti del consiglio regionale della Toscana- di trovare a Natale (magari su Amazon), per regalare ai nostri figli, un videogioco sulla liberazione dell’Italia (anche con i partigiani e
il loro ruolo comprimario nella vicenda storica), dove pero’ la conclusione non sia predeterminata, ma affidata -come tutti i videogiochi- alla capacita’ dei giocatori. Anche cosi’ si impara la storia… e la si vive senza angoscia e sensi di colpa dei politici nostrani verso gli italiani e il mondo. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc dall’Irriverente) (foto: gadget)

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