Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 330

Archive for 18 dicembre 2016

Torna “Esperanto Fest”

Posted by fidest press agency su domenica, 18 dicembre 2016

esperanto-festRoma Giovedì 22 dicembre ore 22:00 Quirinetta – Via Marco Minghetti 5, torna “Esperanto Fest”, la rassegna musicale ideata da Francesco Fiore della Med Free Orkestra.Il cuore pulsante dell’Esperanto Fest è la Med Free Orkestra, ensemble multietnico composto da diciassette musicisti provenienti da varie aree del mondo. L’Esperanto nasce come lingua artificiale con l’obiettivo di favorire le relazioni interpersonali e la pace nel mondo. “Esperanto” significa “colui che spera”, e l’artefice della rassegna ha appunto l’obiettivo di far incontrare diverse realtà musicali capaci, attraverso le contaminazioni, di farle comunicare tra loro, coinvolgendo così anche il pubblico nel dialogo.La seconda serata del Festival vedrà sul palco del Quirinetta, insieme alla Med Free Orkestra, il cantautore Renzo Rubino, il griot Baba Sissoko e il duo indie de La Rappresentante di Lista. Durante il concerto saranno eseguiti unicamente brani degli ospiti riarrangiati con le sonorità della Med Free Orkestra. Francesco Fiore crede nell’azione “terapeutica” della musica: «cantiamo le idee per sensibilizzare il mondo, e lo facciamo ballando. Perché tutti abbiamo bisogno di bellezza, di vedere cose belle e sperare soprattutto in cose belle. Costo del biglietto 8 euro. (foto: esperanto fest)

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Inaugurato a San Pietroburgo il primo flagship store del marchio di gioielleria e oggettistica Amber&Art

Posted by fidest press agency su domenica, 18 dicembre 2016

store-amberartstore-amberart3La boutique di 420 mq – progettata da Piuarch – si trova nel centro storico, all’interno della celebre Casa del mercante Antonov costruita nel 1824 dall’architetto Domenico Adamini.Affacciato sul lungo fiume, a pochi passi dalla Chiesa del Salvatore sul Sangue Versato, Amber&Art è destinato ad essere il punto di riferimento per la gioielleria e l’oggettistica artistica in ambra lavorata.Piuarch ha definito uno spazio fluido nel quale si perde il confine tra la galleria d’arte e la gioielleria. I diversi ambienti presentano oggetti e gioielli d’ambra in differenti tipologie e tecniche di lavorazione, restituendo nell’insieme la somma di storie che passano dalle lavorazioni più semplici fino alle più preziose. La coerenza linguistica tra i diversi ambienti è stata ottenuta grazie alla scelta di un numero limitato di materiali nobili come l’ottone, tessuti in seta e velluto e due tipi di marmo: il London Grey e lo Striato Olimpico nero. (foto: store Amber&Art)

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L’arresto di Raffaele Marra e i retroscena

Posted by fidest press agency su domenica, 18 dicembre 2016

Secondo l’accusa, Marra avrebbe ricevuto una somma dal costruttore Sergio Scarpellini, anche lui finito agli arresti. Ma chi è Scarpellini? Il costruttore e immobiliarista romano, scrive Sergio Rizzo su il Corriere, gestiva affari a Roma da milioni di euro. Affari che necessitavano di appoggi in Campidoglio e nel Palazzi della politica nazionale, il Senato in particolare. E questo perché il Comune di Roma pagava 15 milioni di euro a Scarpellini per affitti vari. In particolare per il palazzo dove c’è la sede dei gruppi consiliari. Dove è il problema? Semplice: quel palazzo non appartiene a lui, ma all’Inpgi, l’Istituto di Previdenza dei giornalisti italiani. L’immraggiprimaassembleacapitolinaobiliarista prendeva in affitto dall’Inpgi l’immobile a due milioni di euro e lo subaffittava al Campidoglio a 9 milioni. Un affare per lui e un buco nel bilancio per Roma. Ma nessuno – prima che arrivasse Ignazio Marino – aveva mai osato mettere bocca sulla questione. Non aveva detto nulla nemmeno Raffaele Marra che durante la giunta Alemanno era proprio il direttore del dipartimento del patrimonio.Il fatto è che Scarpellini è stato uno dei più odiati “palazzinari” romani immischiati con la politica contro cui si è schierato il Movimento Cinque Stelle appena approdato a Roma. Ed è proprio uno scherzo del destino che i guai giudiziari della giunta grillina vengano proprio per i rapporti di un suo membro con quell’immobiliarista di cui il M5S ha sempre denunciato gli eccessivi affitti che enti statali e comunali gli pagavano. Per fare un esempio: Scarpellini in 30 anni tra Senato, Camera e Campidoglio ha incassato in contratti di locazione circa 600 milioni di euro. Il caso più noto è quello di Palazzo Marini dove hanno sede gli uffici dei deputati. A marzo dell’anno scorso, anche grazie ad una battaglia del M5S, la Camera dei Deputati aveva cancellato i contratti di affitto dei suoi palazzi per rivedere i costi. Dalle analisi del direttore dell’Agenzia del Demanio venne fuori che la Camera (quindi i contribuenti) pagavano a Scarpellini oltre 5milioni di euro, quando il “prezzo” giusto sarebbe stato 2 milioni 270mila euro. Il doppio. Uno “scandalo” denunciato dal quel Movimento che ora rischia di cascare proprio sui rapporti con Marra. (fonte Il giornale.it) (foto: raggiprimaassembleacapitolina)

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“Dopo la vittoria plebiscitaria del No in Sicilia, è in arrivo un bel 7 in condotta per i precari della Sanità nell’Isola?”

Posted by fidest press agency su domenica, 18 dicembre 2016

Lorenzin beatriceQuesto l’interrogativo alla base della riflessione proposta stamane da Claudio Giustozzi, segretario nazionale dell’Associazione per il diritto alla Salute Giuseppe Dossetti.“Solo qualche settimana fa – ha subito chiosato Giustozzi – la ministra Beatrice Lorenzin varcava lo stretto tra Scilla e Cariddi per caldeggiare la vittoria del Sì, annunciando buone notizie per la Sanità siciliana che avrebbe beneficiato del fondo per la stabilizzazione dei precari e dell’iniezione di 7mila nuove unità di personale. Ora che la Sicilia ha risposto alla chiamata referendaria con un sonoro 68% di voti negativi, che ne sarà delle promesse che, neanche un mese fa, giungevano dal Capo del Dicastero in terra di Trinacria?”.Ma di carne sul fuoco, nel calderone incandescente della Sanità siciliana, ce n’è parecchia. A rischio potrebbero esservi il tanto atteso Piano di adeguamento del livello d’assistenza essenziale per i malati e la riorganizzazione dei presidi medici sul territorio. “Vogliamo sapere da Lorenzin se c’è l’intenzione di andare avanti con il progetto di rimodulazione della Rete Ospedaliera regionale, con quello di immissione di nuovo personale e di stabilizzazione di molti medici, infermieri e tecnici – ha poi rincarato la dose il Segretario – o la Ministra ha intenzione di mettere in castigo l’intera Sanità dell’Isola?” Dalla protesta, il Segretario passa subito alla proposta: “ Serve continuità e senso di responsabilità tra un Governo e il successivo. Siamo pronti a scendere in piazza per chiedere a gran voce a Lorenzin la garanzia del rispetto degli impegni presi con l’Ars. Lo dobbiamo ai malati del nostro meridione che, come la manna dal cielo, aspettano il diritto alle pari opportunità nell’accesso alle cure mediche. A prescindere dal voto referendario, la Sicilia chiama… Ma Roma risponde?”Nel frattempo, questo è il messaggio di chiusura, lanciato forte e chiaro dall’associazione Dossetti: “Ci aspettiamo risposte chiare da Lorenzin. E poiché se Maometto non va alla montagna, è la montagna ad andare da Maometto, non esiteremo a sostenere le istanze dei malati di Sicilia, nelle piazze della regione così come di fronte alla sede ministeriale di viale Ribotta. Ci prenda pure in parola”. (Il segretario nazionale, Claudio Giustozzi)

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Nuove misure per permettere la reintroduzione del visto d’ingresso nell’UE in caso d’emergenza

Posted by fidest press agency su domenica, 18 dicembre 2016

parlamento-europeoIn base alla nuova normativa approvata giovedì dal Parlamento, l’obbligo di visto per i cittadini non comunitari potrà essere reintrodotto rapidamente qualora i Paesi dell’UE si trovino ad affrontare un aumento forte di immigrazione irregolare o rischi per la sicurezza. Il relatore del Parlamento, Agustín Díaz de Mera (PPE, ES), ha dichiarato che “siamo riusciti a creare uno strumento più flessibile e operativo, garantendo nel contempo il rispetto dei diritti umani e un ruolo chiave per il Parlamento europeo. Sono sicuro che dopo l’approvazione del “meccanismo di sospensione”, il Consiglio coopererà pienamente affinché le proposte per garantire l’esenzione del visto per Georgia e Ucraina non incontrino ostacoli, dato che entrambi i Paesi hanno soddisfatto i criteri richiesti qualche tempo fa”.La sua relazione è stata approvata con 485 voti in favore, 132 voti contrari e 21 astensioni.Secondo le nuove norme, il visto di ingresso può essere reintrodotto anche per quei paesi che hanno un accordo di esenzione con l’UE, in uno o più dei seguenti casi:
aumento sostanziale del numero di cittadini del Paese terzo interessato cui sia stato rifiutato l’ingresso o che soggiornino irregolarmente nel territorio dell’UE,
sostanziale aumento di domande di asilo infondate,
diminuzione nella cooperazione per la riammissione (ritorno dei migranti)
aumento dei rischi o imminente pericolo per l’ordine pubblico o la sicurezza interna relativi a cittadini del Paese terzo interessato.
Sospensione dell’esenzione dal visto
Entrambi gli Stati membri e la Commissione europea saranno in grado di avviare il meccanismo di sospensione degli accordi di esenzione dei visti. Tuttavia, il testo sottolinea che la decisione di sospendere temporaneamente l’esenzione dal visto deve essere basata su “dati pertinenti e oggettivi”. A seguito di una notifica da parte di uno Stato membro (o di una richiesta da parte di una maggioranza semplice degli Stati membri), o sulla base di una propria relazione, la Commissione avrà un mese di tempo per decidere di sospendere l’esenzione dal visto per nove mesi. Questa decisione prenderà effetto automaticamente.Durante il periodo di sospensione, la Commissione avrà il compito di, in collaborazione con il Paese interessato, trovare soluzioni alle circostanze che hanno portato alla sospensione.La Commissione, inoltre, dovrà monitorare la situazione nei Paesi esenti dal visto e riferire, almeno una volta all’anno, al Parlamento e al Consiglio se detti Paesi continuano a soddisfare le condizioni di esenzione dal visto, come il rispetto dei diritti umani.
Se la situazione persiste, la Commissione dovrà presentare, al più tardi due mesi prima della fine del periodo di nove mesi, una proposta per prolungare il ripristino provvisorio del visto per ulteriori 18 mesi. Sia i deputati sia gli Stati membri possono opporsi a questa decisione. La Commissione può anche decidere in qualsiasi momento di presentare una proposta legislativa per spostare un Paese terzo dall’elenco dei Paesi esentati dai visti all’elenco di quelli che devono farne richiesta. Questo trasferimento dovrà essere approvato dal Parlamento e dal Consiglio.Questa revisione del meccanismo di sospensione, sancito nella legislazione dell’UE dal 2013, è legata alle proposte di concessione di un accesso senza visto verso l’UE per la Georgia, già accordate dai deputati e del Consiglio, così come per Ucraina e Kosovo. Il progetto di regolamento deve ancora essere formalmente approvato dal Consiglio e entrerà in vigore venti giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Il meccanismo di sospensione non si applicherà al Regno Unito o all’Irlanda.

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Parassiti delle piante: controlli più severi per proteggere gli agrumeti

Posted by fidest press agency su domenica, 18 dicembre 2016

arance-verdiSecondo una risoluzione votata giovedì, le misure comunitarie per aiutare a prevenire l’introduzione nell’UE di nuovi parassiti che attaccano gli agrumeti non sono sufficienti per proteggere i produttori europei.I deputati vogliono norme e controlli più severi per prevenire la diffusione di parassiti come la macchia nera degli agrumi e la Falsa Cydia.”È fondamentale disporre di norme in vigore adeguate per evitare un dramma simile alla Xylella nelle aree comunitarie che producono agrumi. Non possiamo applicare un approccio attendista, né possiamo stare a guardare allorché la Commissione non sta facendo abbastanza per proteggerci da malattie come la macchia nera degli agrumi e il cancro batterico degli agrumi”, ha dichiarato Clara Eugenia Aguilera García (S&D, ES) relatrice dell’iniziativa che chiede di rafforzare le misure proposte dalla Commissione.”Nella risoluzione di oggi proponiamo azioni basate sui pareri scientifici dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare e dell’Organizzazione europea e mediterranea per la protezione delle piante e ci aspettiamo che la Commissione segua il nostro esempio”, ha aggiunto.Il Parlamento ha approvato la risoluzione con 463 voti in favore, 168 contrari e 3 astensioni.Controlli aleatori, trattamento a freddo e migliore tracciabilità
Secondo i deputati, il progetto di direttiva di esecuzione della Commissione non riduce il rischio d’importazione di organismi nocivi nell’UE a un livello accettabile e sono quindi necessarie norme più severe.Ad esempio, per evitare che la macchia nera degli agrumi, una malattia fungina causata dall’organismo nocivo introdotto nell’UE Phyllosticta citricarpa, le norme dovrebbero esigere una dichiarazione che attesti che è stato prelevato un campione da almeno 600 frutti per ogni 30 tonnellate e che tutti i frutti oggetto di campionamento che mostravano sintomi sono stati sottoposti a test e sono risultati indenni da tale organismo nocivo. In maniera simile, i frutti originari di Paesi terzi dovrebbero essere ispezionati visivamente al punto d’ingresso nell’UE e tali ispezioni dovrebbero essere effettuate su campioni di almeno 200 frutti per partita di 30 tonnellate. Gli agrumi che potrebbero trasportare larve di Falsa Cydia (Thaumatotibia leucotreta), prima di essere importati nell’UE dovrebbero essere sottoposti a trattamento a freddo o a un trattamento alternativo, sostenibile, efficace e avente lo stesso effetto. I deputati hanno inoltre chiesto misure per migliorare la tracciabilità degli agrumi importati.

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Chirurgia nel paziente anziano

Posted by fidest press agency su domenica, 18 dicembre 2016

034-Figura di vecchio seduto addormentato con mani strette a pugno chiuso, 1944, Carboncino, cm 1L’invecchiamento della popolazione porta con sé nuove necessità in ambito medico: oggi, due interventi su cinque sono eseguiti su pazienti con più di 65 anni. Chirurghi, anestesisti e infermieri sono chiamati così a conoscere la specificità del corpo che invecchia e a gestirne la complessità. A tal proposito l’Inrca – Istituto Nazionale Riposo e Cura Anziani – organizza il convegno “Le urgenze chirurgiche nel grande anziano” (sabato 17 dicembre Auditorium della Montagnola, Ancona), un momento di approfondimento per gli specialisti che devono prendersi cura del paziente geriatrico e lo accompagnano dalla diagnosi, al momento dell’ingresso in ospedale, all’operazione, così da renderlo in grado di sopportare l’intervento riducendo al minimo le complicanze. “I pazienti anziani – spiega Gianfranco Boccoli, Responsabile dell’Unità operativa di Geriatria Inrca – hanno specifici fattori di rischio e bisogni che i professionisti debbono imparare a conoscere. È necessario fornire adeguati strumenti perché ogni trattamento deve essere multidisciplinare ed è indispensabile il lavoro di équipe”. Particolarmente importante è la valutazione preoperatoria, dove sono molti gli aspetti di cui tener conto. In primis, l’invecchiamento fisiologico: “le funzioni dell’organismo anziano risultano ridotte, così come lo è la capacità di adattamento allo stress, come quello rappresentato da un intervento chirurgico”, spiega Boccoli. Poi ci sono le malattie croniche e le multipatologie: il 30% degli over 65 ha almeno due o più malattie tra loro correlate, i cui effetti sull’organismo non solo si sommano ma interagiscono in modi diversi, portando a circoli viziosi che aumentano la vulnerabilità”. A ciò si aggiunge la polifarmacoterapia: spesso infatti manca una revisione completa di tutte le sostanze assunte dal paziente, che possono accumularsi e interagire fra loro.
“L’incremento dell’età media – conclude il dottore – è un dato con cui ciascun medico si confronta quotidianamente, è una ulteriore sfida per il chirurgo che, oggi, ma ancor di più in futuro, dovrà confrontarsi con pazienti che richiedono interventi chirurgici urgenti o d’emergenza”. (foto: paziente anziano)

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77° Congresso Nazionale della Società Italiana di Cardiologia (SIC)

Posted by fidest press agency su domenica, 18 dicembre 2016

cardiologyRoma. Il 19 dicembre si chiude l’assise congressuale della società nazionale di cardiologia che si è tenuta a Roma presso l’Hotel Cavalieri. Si è trattato del più importante appuntamento scientifico nazionale del nostro Paese riguardante la cardiologia. Sono state affrontate, e approfondite a 360 gradi, patologie che interessano milioni di cittadini come ipertensione, infarto, scompenso cardiaco e aterosclerosi. Il Congresso Nazionale della SIC ha rappresentato un’occasione unica di incontro e dialogo per i rappresentati della professione, la comunità scientifica internazionale, le Istituzioni preposte alla tutela della ricerca scientifica e della salute e i cittadini.
Tra l’altro è stato fatto il punto sullo stato dell’arte della cardiologia italiana: le nuove linee guida sul colesterolo, le terapie innovative, la prevenzione (con focus sulla vaccinazione contro l’aterosclerosi) la cardiochirurgia. http://www.sicardiologia.it

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Dolore nell’anziano

Posted by fidest press agency su domenica, 18 dicembre 2016

ospedale-bergamo-papaLe persone residenti in RSA in provincia di Bergamo sono circa 8.400, di cui il 58,2% anziani (over 65) affetti da decadimento cognitivo, ovvero con demenza di prima e seconda diagnosi; di questi il 18% ha dolore (scala NOPPAIN), ma i dati sono sottostimati rispetto a quelli riportati in letteratura. Inoltre il 31% dei pazienti cognitivamente integri ha dolore di qualsiasi entità, il 9% ha dolore intenso e il 2% ha dolore intenso non curato, con un’ampia variabilità di prevalenza tra le diverse residenze. Questi i numeri emersi dal Progetto Giobbe – RSA senza dolore che, proprio per far fronte alle esigenze terapeutiche ed assistenziali di questi pazienti fragili, con particolare riguardo a quegli ospiti impossibilitati a comunicare perché affetti da demenza avanzata, ha previsto la formazione diretta e indiretta di oltre 5.300 operatori e il coinvolgimento di più di 5.400 ospiti. Oggi tutte le strutture residenziali della Provincia dispongono di un metodo per la rilevazione della sofferenza fisica e psicologica, hanno effettuato un percorso di approfondimento rispetto all’utilizzo delle scale di valutazione del dolore e hanno attuato uno specifico protocollo di terapia antalgica.
Nato dal confronto e dalla sintesi di precedenti esperienze di cura nazionali ed internazionali, il progetto ha visto l’attuazione di una metodologia che, conciliando la complessità delle cure antalgiche con l’esiguità del tempo a disposizione degli operatori, consente alle “équipe’” delle RSA di trattare il dolore in modo efficace. “Alla base dell’iniziativa vi era la determinazione ad evitare che la cura del dolore non venisse realizzata perché troppo difficile ed onerosa in termini di tempo-lavoro o perché percepita dagli operatori come un obbligo procedurale, piuttosto che un modo per migliorare la qualità della vita dei pazienti”, spiega Melania Cappuccio, medico palliativista, Direttore Sanitario della Fondazione I.P.S. Cardinal Giorgio Gusmini ONLUS e Vice Presidente dell’Associazione Giobbe – Bergamo. “Il risultato è stato l’adozione di un protocollo di rilevazione della sofferenza, tramite schede di osservazione validate, e l’acquisizione di una specifica metodologia per la cura del dolore in questi pazienti”.Grazie all’utilizzo di una scala di valutazione validata a livello internazionale, con cui sono stati individuati i segni di sofferenza, anche negli ospiti non in grado di comunicare, il progetto ha reso possibile l’impiego di nuove indicazioni mediche e, soprattutto, una decisa riduzione nell’utilizzo degli psicofarmaci a vantaggio degli analgesici. Il risultato è una diminuzione media di oltre il 50% dell’intensità del dolore non solo nelle persone cognitivamente integre, ma anche nei pazienti affetti da decadimento cognitivo, in un tempo di trattamento farmacologico inferiore ai 10 giorni. “Anche con riferimento ai pazienti affetti da decadimento cognitivo – spiega Cappuccio – a seguito di terapia antalgica, la variazione degli indici comportamentali di dolore conferma che tutti i segni clinici, considerati come potenziali espressioni di sofferenza, si sono ridotti o risolti in circa il 50% dei casi”.
Lanciato nel 2010, e circoscritto in via sperimentale a poche realtà, il progetto, realizzato in collaborazione con la dottoressa Mara Azzi, Direttore Generale dell’ATS di Bergamo, ha progressivamente reclutato la totalità delle residenze bergamasche (63) attraverso un percorso formativo articolato in due fasi e dedicato a medici, infermieri, fisioterapisti, educatori professionali, assistenti sanitari e psicologi. La prima fase, avviata nel 2013, ha previsto il coinvolgimento iniziale di 38 RSA per poi giungere a completamento nel 2014, quando sono state arruolate anche le 25 strutture rimanenti.

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Sanità italiana al collasso

Posted by fidest press agency su domenica, 18 dicembre 2016

Ministero saluteUna fotografia sintetica e precisa dei dati della sanità italiana, ma anche delle abitudini e degli stili di vita della popolazione “senior”, è quella scattata dal volume SIC Sanità in Cifre, realizzato come ogni anno dall’omonimo Centro Studi di Senior Italia, e giunto quest’anno alla sua decima edizione.
In ambito generale vediamo che in Italia, a fronte di una diminuzione della popolazione, che al 31 dicembre del 2015 risulta essere diminuita di 130.061 unità rispetto allo stesso periodo del 2014, prosegue l’inesorabile processo di invecchiamento, con la speranza di vita alla nascita che per i maschi è pari a 80,2 anni (era 79,8 nel 2013), mentre quella delle femmine è pari a 84,9 anni (84,6 anni nel 2013). L’indice di vecchiaia, dato dal rapporto tra la popolazione di 65 anni e oltre e quella con meno di 15 anni, l’indicatore che meglio sintetizza il grado di invecchiamento della popolazione, al 31 dicembre 2014 è pari al 157,7 per cento, ancora in crescita rispetto all’anno precedente (154,1). L’età media degli italiani nel 2014 è 44,4 anni.
L’aumento della proporzione di popolazione anziana determina una serie di cambiamenti dal punto di vista epidemiologico, come l’aumento di incidenza e prevalenza di patologie croniche e tumori. Ai primi tre posti dei tumori più frequentemente diagnosticati risultano esserci quello di seno (14%), colon retto (13%) e prostata (11%). Negli uomini specificamente il tumore più diagnosticato è quello della prostata (20%), mentre nelle donne quello del seno (29%). Il tumore col più alto tasso di mortalità è invece quello del polmone, che causa morte nel 20% dei casi. Dal controllo delle SDO (Schede di dimissioni ospedaliere) si evince che molti casi di decessi avvenuti in ambito oncologico sono stati trattati nei centri oncologici con minore expertise. Se guardiamo ai trapianti, nel triennio 2013-2015 il numero dei donatori segnalati e il numero dei trapianti effettuati non subisce molti cambiamenti. A livello regionale il numero dei donatori è stato pari a 118 (il 59,3% donatori multi-organo) in Emilia Romagna, nel Lazio 98 (75,5% multi-organo), in Lombardia 247 (73,7% multi-organo), ed infine in Toscana 141 (44,7% multi-organo).
Quanto all’organizzazione del Servizio Sanitario Nazionale, il personale dipendente del SSN, ovvero delle Aziende Sanitarie Locali, Aziende Ospedaliere, Aziende Ospedaliere integrate con il SSN e Aziende Ospedaliere integrate con l’università, nel 2012 è pari a 629.713 unità e risulta composto per il 70,9% da personale sanitario, per il 18% circa da personale tecnico, per l’11,2% da personale amministrativo e per lo 0,2% da personale con ruolo professionale. Differenziandolo per genere, il personale SSN conta 217.333 uomini e 412.380 donne. Il numero dei dipendenti del SSN è sceso di 16.523 unità tra il 2010 e il 2012.
Nello specifico, la spesa sanitaria corrente di Conto Economico è passata da 96.137 a 111.186 milioni di euro dal 2005 al 2015, con un incremento in valore assoluto pari a 15.049 milioni ed un tasso di crescita medio annuo dell’1,5%. Nel periodo dal 2007 al 2011 il tasso di crescita annuo ha subito ogni anno un decremento, fino ad assumere un valore negativo nel 2011 (-0,1%). Dal 2012 al 2015 invece ha assunto valori molto più contenuti rispetto ad annualità precedenti (come il 2004 e il 2005 nelle quali è stato rispettivamente 10% e 7%), ma che non permettono di tracciarne un trend ben definito: 0,0 nel 2012, -0.9 nel 2013, 1,2% nel 2014 e 0,3% nel 2015. Per quanto riguarda l’andamento della spesa sanitaria corrente, negli ultimi anni, in termini assoluti, essa ha assunto valori sempre più alti, ma il rallentamento dei tassi di crescita mostra i primi risultati del processo di responsabilizzazione attuato per vincere la sfida dei sistemi sanitari nell’assicurare un’offerta sanitaria adeguata alle esigenze della popolazione sempre più longeva. La maggior parte delle risorse viene assorbita dalle prestazioni sociali in natura (beni e servizi da produttori market) per il 35,4%, e dai redditi da lavoro dipendente per il 31,3%. Le famiglie italiane, secondo i dati del Rapporto dell’Istat sulla “Spesa per i consumi delle famiglie”, spendono di più per le prestazioni sanitarie e i servizi che riguardano la salute. Nel 2014 infatti, si è speso, in media, 109,45 euro al mese contro i 95,63 euro del 2013, con un aumento pari al 15%, passando da circa 1.147,5 a 1.313,4 euro all’anno, ben 166 euro in più. Il 4,4% della spesa totale delle famiglie viene destinato ai servizi sanitari e alle spese per la salute, in crescita dal 3,9% di un anno prima.
Nel 2015 la spesa farmaceutica nazionale totale (pubblica e privata) è stata pari a 28,9 miliardi di euro, di cui quasi il 76,3% rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale. In prevalenza, i medicinali sono stati dispensati ai cittadini a carico del SSN attraverso il canale delle farmacie territoriali pubbliche e private (37,6%). La spesa per i farmaci acquistati a carico del cittadino è stata di 6.859 milioni di euro, composta soprattutto dai farmaci di classe C con obbligo di ricetta medica (10,4% della spesa totale). E in particolare la spesa è stata di 1,48 miliardi di euro per la classe A, 2,99 miliardi per la classe C, 2,37 miliardi per automedicazione. La spesa farmaceutica privata è aumentata del 13,45% in 5 anni, passando da 6.046 nel 2010 a 6.859, mentre l’aumento tra il 2014 e il 2015 è stato quasi del 3%.
La spesa farmaceutica netta in regime di assistenza convenzionata nel 2015 è stata pari a 8.477 milioni di euro a livello nazionale, a fronte dell’emissione di 596 milioni di ricette, che hanno garantito la dispensazione ai cittadini di 1,1 miliardi di confezioni di medicinali.
Le fasce di età superiori ai 64 anni evidenziano una spesa pro capite per i medicinali a carico del SSN fino a 3 volte superiore al valore medio nazionale; inoltre, per ogni individuo con età maggiore ai 64 anni, il SSN deve affrontare una spesa farmaceutica oltre 6 volte superiore rispetto alla spesa media sostenuta per un individuo appartenente alle fasce di età inferiori. Nel 2015 i farmaci a brevetto scaduto hanno rappresentato il 69,8% dei consumi e il 21,4% della spesa a carico del SSN. A questi numeri si collega un aspetto sfavorevole dal punto di vista del cittadino, ovvero l’aumento di spesa privata out of pocket che ha registrato un aumento del +2,9% rispetto al 2014, aumento che ha interessato tutte le categorie di farmaci acquistabili out of pocket: i medicinali di classe A (+3,1%) acquistati privatamente, classe C acquistati con ricetta (+2,1%), e automedicazione (+4,7%). In altre parole la razionalizzazione della spesa pubblica ricade inesorabilmente sul cittadino privato, e questo potrebbe avere effetti anche sugli esiti clinici associati alle terapie farmacologiche in quanto è risaputo che la compartecipazione ai costi delle terapie è un forte fattore predittivo di bassa aderenza ai trattamenti cronici.Infine il Centro Studi SIC apre una finestra su abitudini e stili di vita dei senior attraverso tre indagini:
L’indagine analizza il rapporto degli anziani con gli animali domestici, rivelando che il 39% degli intervistati possiede un animale domestico, spendendo 786 euro in media ogni anno, di cui circa 125 per le spese veterinarie, circa 425 per il cibo e circa 237 per l’igiene. Per il 93% degli intervistati la compagnia fornita dall’animale domestico è molto o abbastanza importante. I senior mostrano un buon livello di conoscenza della Pet Therapy (78%) e il 97% degli intervistati la ritiene molto o abbastanza importante nel dare sollievo dalla malattia o beneficio allo stato d’animo delle persone.
Le indagini portate avanti dal Centro Studi SIC Sanità in Cifre non si limitano solo all’aspetto sanitario, ma interessano anche altri ambiti legati alla vita quotidiana degli over 65. In questo contesto si inserisce il terzo studio, volto a delineare il rapporto dei senior con la telefonia mobile. Possiede un cellulare quasi il 93% degli intervistati. Quasi il 61% del campione utilizza un cellulare vecchio modello. Al Sud la diffusione di questa tipologia di telefono è ancora più alta raggiungendo il 70%. La modalità di pagamento maggiormente diffusa è la ricarica (87,2%). Possiede un tablet quasi il 14% e il 32,4% ne acquisterebbe uno a condizione che costi poco (41,3% degli intervistati).

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Tumori: il Welfare State garantisca realmente che alla guarigione clinica corrisponda quella sociale

Posted by fidest press agency su domenica, 18 dicembre 2016

tumore gastricoIn Italia nel 2015 un paziente oncologico su tre, pari a un milione di persone, ha affrontato il cancro in età lavorativa. Questi cittadini, oltre all’impatto della diagnosi che segna uno spartiacque nella vita, sono spesso costretti a subire l’esclusione dal mondo del lavoro. Un’indagine condotta dalla Federazione italiana delle Associazioni Volontariato in Oncologia (FAVO) e Censis (2012) ha stimato che nel nostro Paese 274.000 persone sono state licenziate, costrette alle dimissioni, oppure a cessare la propria attività o comunque hanno perso il lavoro a seguito delle conseguenze della diagnosi di tumore. Si è tenuto oggi alla Camera dei Deputati un Incontro-dibattito sul tema: “L’inclusione dei malati di cancro nel mondo produttivo: utopia o realtà?” organizzato da FAVO insieme all’Intergruppo parlamentare delle malattie rare, con il supporto non condizionante di Novartis. Il numero delle persone con una diagnosi di tumore (recente o passata) continua a crescere: erano 2.600.000 nel 2010, oltre 3 milioni nel 2015 (di cui uno su 4 può considerarsi guarito). “Ma il cancro non è una patologia che colpisce solo chi è avanti con l’età: secondo dati aggiornati dell’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM) sono 1 milione le persone in età lavorativa con diagnosi di cancro, pari a circa il 30% di tutti i casi prevalenti – afferma l’Avv. Elisabetta Iannelli, Segretario Generale FAVO -. Nel 2015 oltre 300 dei 1000 nuovi casi di tumore al giorno in Italia sono stati diagnosticati a lavoratori. L’AIRTUM ha stimato 130.000 nuovi casi tra 15-64 anni, pari ad un terzo di tutte le nuove diagnosi, di cui oltre 70.000 sono donne in età attiva. L’inclusione lavorativa dei malati oncologici è pertanto un investimento sociale ed economicamente produttivo, un valore anche in termini di professionalità che va tutelato”. L’On. Paola Binetti, in apertura dell’Incontro Dibattito ha dichiarato che: “Obiettivo del convegno di oggi è richiamare l’attenzione del governo e in particolare del ministro della Salute, onorevole Beatrice Lorenzin, appena confermata nel suo importante ruolo, sulla necessità di ripensare il cancro come una patologia sistemica che stravolge la vita delle persone e delle loro famiglie e che richiede quindi misure di ampio respiro per tornare a garantire qualità di vita ai pazienti. I farmaci innovativi in campo oncologico sono stati uno dei punti qualificanti della recente legge di stabilità. Ma non di soli farmaci hanno bisogno i malati di cancro. Servono trattamenti riabilitativi che anche su di un piano socio-sanitario restituiscano loro una rinnovata dignità di cittadini inseriti a pieno titolo nella loro vita familiare, sociale e professionale”. “I malati di cancro sono persone a rischio povertà – ha affermato il Prof. Francesco De Lorenzo, Presidente FAVO – poiché, nonostante il Servizio Sanitario Nazionale universalistico, la malattia genera un aumento dei costi sociali diretti e indiretti ed una diminuzione dei redditi: la cosiddetta tossicità finanziaria del cancro. L’indagine FAVO-CENSIS del 2012 ha rivelato che il 78% dei malati oncologici, infatti, ha subito un cambiamento nel lavoro in seguito alla diagnosi: il 36,8% ha dovuto fare assenze, il 20,5% è stato costretto a lasciare l’impiego e il 10,2% si è dimesso o ha cessato l’attività (in caso di lavoratore autonomo).” “Le persone malate vogliono continuare a lavorare ed essere parte attiva della società – ha spiegato De Lorenzo – e il lavoro aiuta anche ad affrontare meglio la malattia e le cure antitumorali, è cruciale garantire ed implementare strumenti ed azioni che assicurino ai lavoratori malati di conciliare i tempi di cura con quelli di lavoro ed è per queste ragioni che la FAVO è da sempre impegnata in azioni di lobbying ed advocacy a tutela dei diritti dei lavoratori malati di cancro e di quelli che assistono un familiare malato.” L’Ing. Alberto Cerretti, lavoratore subordinato con esperienza di malattia, ha dichiarato che “Il malato oncologico, ancora oggi, incontra notevoli difficoltà nel rientrare o nel permanere con piena dignità nel mondo produttivo. Anche nelle aziende di grandi dimensioni spesso accade che le esigenze del malato oncologico, soggetto fragile sia dal punto di vista fisico che psicologico, non siano accolte e gestite adeguatamente anche per mancanza di percorsi di tutela ad hoc”. “E’ importante che quanto prima tutte le partite IVA colpite da patologie gravi come quelle oncologiche (e sottolineo tutte, senza discriminazioni tra le varie casse previdenziali) possano vivere con dignità la propria malattia potendo contare su quella base di tutele che la stessa Costituzione (art.38) prevede per ogni lavoratore in difficoltà – ha affermato Daniela Fregosi, alias Afrodite K –. Lo Stato non può continuare a fare differenza tra lavoratori perché la malattia non ne fa”.
Secondo il Prof. Giuseppe La Torre, Sapienza Università di Roma: “Le attività di ritorno al lavoro vanno programmate nell’ambito di un processo di comunicazione complesso e continuo” e spesso sono “difficili da gestire e necessitano di un supporto”. Questo supporto può venir svolto da una figura specifica, il disability manager il cui “obiettivo è quello di ridurre l’impatto della disabilità sui luoghi di lavoro, intesa nella maniera più ampia. Sviluppato in ambito anglosassone e nord-americano, il disability management viene messo in pratica in diversi contesti europei, in particolare nelle aziende multinazionali, ma in Italia esiste solo in pochissime grandi realtà aziendali”.
L’On. Maurizio Sacconi, Presidente 11° Commissione Lavoro del Senato, ha dichiarato che “i contratti collettivi nazionali, e forse ancor più quelli aziendali, possono realizzare uno scambio virtuoso tra minore tutela delle assenze brevi e allungamento dei periodi di comporto per le gravi patologie. Ma, soprattutto, possono definire concreti percorsi formativi che aggiornino le competenze e le abilità di chi è costretto a lunghe assenze. Più in generale il lavoro 4.0 relativizza l’orario di lavoro e consente attività da remoto”. Il Prof. Maurizio Del Conte, Presidente dell’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (ANPAL), ha affermato che “Il modo per assicurare una riabilitazione sociale è quello di rimanere attivi lavorativamente e per questo è necessario rimuovere gli ostacoli normativi che ancora lo impediscono e che presuppongono nella prestazione uno schema rigidamente vincolato al luogo fisico dell’azienda e all’orario previsto. Se questi ostacoli si rimuovono è possibile avere margini di conciliazione e migliorare la vita dei malati”. “In questi anni stiamo assistendo ad una vera e propria rivoluzione data dai risultati ottenuti dalla ricerca medica e scientifica in oncologia e da ultimo dai progressi della medicina di precisione che sempre più consentirà di guarire dal cancro o quantomeno di cronicizzare la malattia consentendo ai malati, quindi, il ritorno ad una vita normale – ha sottolineato il Prof. Paolo Marchetti, Azienda Ospedaliera Sant’Andrea di Roma – con una buona qualità di vita, grazie anche alla riduzione degli effetti collaterali delle terapie. Le Istituzioni devono tenere il passo dei progressi scientifici e adeguare gli strumenti di inclusione socio lavorativa necessari affinché chi ha affrontato il tumore possa continuare ad essere un cittadino come gli altri”.

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Tumore del polmone: il ruolo del farmaco di Novartis Zykadia™ (ceritinib)

Posted by fidest press agency su domenica, 18 dicembre 2016

basileaBasilea. Novartis ha annunciato i risultati di fase III dello studio ASCEND-4, studio in aperto, randomizzato, controllato, multicentrico, condotto su pazienti con carcinoma del polmone non a piccole cellule (NSCLC) avanzato positivo per ALK (chinasi del linfoma anaplastico): i pazienti trattati in prima linea con ceritinib hanno ottenuto una sopravvivenza mediana libera da progressione (PFS) di 16.6 mesi (intervallo di sicurezza 95% [CI]: 12.6, 27.2), rispetto a 8.1 mesi (95% CI: 5.8, 11.1) dei pazienti trattati in prima linea con chemioterapia standard più mantenimento. Questo dato corrisponde a un valore del 45% in termini di riduzione del rischio di progressione della malattia (hazard ratio [HR] = 0,55 p <0,001). I risultati sono stati presentati durante il Simposio Presidenziale nel corso della 17° Conferenza Mondiale sul cancro del polmone (WCLC), organizzata a Vienna dall’Associazione Internazionale per lo Studio del Cancro al Polmone (IASLC).
I dati generali di sopravvivenza, endpoint secondario chiave dello studio, non sono ancora disponibili; in ogni caso è stato osservato un trend positivo a favore di ceritinib, nonostante il 72.4% dei pazienti nel braccio chemioterapico avesse ricevuto come primo trattamento un inibitore di ALK dopo la sospensione della chemioterapia.
Gli endpoint secondari pre-specificati che dimostrano l’efficacia di ceritinib nei pazienti con NSCLC avanzato ALK+, comprendevano il tasso di risposta obiettiva (ORR), il tasso di risposta obiettiva intracranica (OIRR), il tasso di controllo della malattia (DCR) e la durata della risposta (DoR).I pazienti trattati con ceritinib hanno evidenziato un ORR del 72.5% (95% CI: 65.5. 78.7) rispetto al 26.7% (95% CI: 20.5, 33.7) dei pazienti trattati con la chemioterapia standard. Inoltre, i pazienti con metastasi cerebrali misurabili hanno sperimentato con ceritinib un OIRR del 72.7% (95% CI: 49.8, 89.3, n=22) rispetto al 27,3% di quelli trattati con chemioterapia. I pazienti senza metastasi cerebrali allo screening hanno fatto registrare una sopravvivenza senza progressione di 26.3 mesi (95% CI: 15.4, 27.7, n=130) rispetto a 8.3 mesi (95% CI: 6.0, 13.7, n=125) con la chemioterapia standard. Inoltre, i pazienti trattati con ceritinib hanno evidenziato un DCR dell’84.7% (95% CI: 78.7, 89.5) e DoR di 23.9 mesi (95% CI: 16.6, non stimabile). I risultati dello studio sono stati valutati da una commissione di controllo indipendente in cieco (BIRC). I pazienti trattati con ceritinib hanno riportato anche un migliore stato di salute generale e il miglioramento dei sintomi specifici del cancro al polmone rispetto ai pazienti trattati con la chemioterapia standard.
«La risposta dei pazienti nel setting di prima linea è elevata e durevole» afferma Bruno Strigini, CEO Novartis Oncology. «Sulla base di questi risultati, Novartis sta avviando in tutto il mondo il confronto con le autorità regolatorie riguardo a questa possibile indicazione di ceritinib per migliorare ulteriormente i risultati per i pazienti con NSCLC avanzato ALK+».
Il profilo di sicurezza di ceritinib nello studio ASCEND-4, è coerente con il profilo di sicurezza precedentemente riportato nei pazienti con NSCLC avanzato ALK+.
I più comuni eventi avversi (AEs) che si sono verificati in più del 50% dei pazienti trattati con ceritinib sono stati: diarrea (84.7%), nausea (68.8%), vomito (66.1%), aumento di ALT (60.3%) e aumento di AST (52.9%), che erano per lo più di grado 1 e 2 e sono stati gestiti con interruzione o riduzione del dosaggio, e terapia concomitante. Non sono stati rilevati nuovi o inaspettati problemi di sicurezza.
Novartis ha presentato inoltre una prima ricerca sul profilo farmacocinetico (PK) di ceritinib 450 mg o 600 mg assunto con un pasto a basso contenuto di grassi, rispetto a ceritinib 750 mg da assumere a digiuno, come attualmente indicato.
La prima parte di questo studio di fase 1 prospettico, in aperto, multicentrico, ha evidenziato che rispetto ai pazienti che avevano assunto ceritinib 750 mg a digiuno, il braccio ceritinib 450 mg a stomaco pieno ha mostrato livelli comparabili di biodisponibilità nel profilo farmacocinetico allo steady-state, mentre il braccio di 600 mg a stomaco pieno ha mostrato approssimativamente il 25% in più di biodisponibilità allo steady-state.
Inoltre, i dati di sicurezza preliminari hanno rilevato che la frequenza generale di eventi avversi (AEs) tra i due gruppi risulta simile; pur tuttavia l’incidenza degli eventi avversi gastrointestinali (diarrea, nausea o vomito) è risultata più bassa nel gruppo ceritinib 450 mg, che avevano assunto un pasto a basso contenuto di grasso, con nessun evento avverso di grado 3/4. Questo studio è in corso e continua ad arruolare nella II parte i pazienti naive al trattamento, per valutare l’efficacia attraverso i tre bracci di trattamento e i follow-up di sicurezza.
Uno dei 12 driver genetici conosciuti di NSCLC, la predisposizione al gene ALK, colpisce approssimativamente il 2-7% delle persone con NSCLC. Questi pazienti sono candidati al trattamento con un inibitore mirato di ALK. Per definire un piano di trattamento personalizzato, le società scientifiche raccomandano di sottoporre i pazienti a test genetico.
ASCEND 4 è un trial clinico globale di fase III randomizzato, in aperto, multicentrico, che ha valutato la sicurezza e l’efficacia di ceritinib rispetto alla chemioterapia standard, compreso il mantenimento, in pazienti adulti con NSCLC avanzato ALK+ allo stadio IIIB o IV che non avevano ricevuto nessuna precedente terapia per la loro malattia in stato avanzato. I pazienti hanno ricevuto ogni giorno per via orale ceritinib da 750 mg oppure chemioterapia standard a base di pemetrexed platino doublet (pemetrexed 500 mg/m2 più cisplatino 75 mg/m2 o carboplatino AUC 5-6) per 4 cicli seguiti dal mantenimento con pemetrexed.
Dei 376 pazienti, 189 (59 con metastasi cerebrali) erano stati randomizzati con ceritinib e 187 (62 con metastasi cerebrali) con la chemioterapia. Tra i pazienti randomizzati al braccio di chemioterapia, 105 (60%) hanno ricevuto un inibitore di ALK come primo trattamento dopo la chemioterapia.
Ceritinib è un inibitore selettivo per via orale della chinasi del linfoma anaplastico (ALK), un gene che può fondersi con altri per formare un’anomala “proteina di fusione” che favorisce lo sviluppo e la crescita di alcuni tipi di tumori compreso il cancro al polmone non a piccole cellule (NSCLC). Ceritinib ha ottenuto in Europa l’approvazione condizionata per il trattamento dei pazienti adulti con NSCLC avanzato ALK+ trattati precedentemente con crizotinib. Negli Stati Uniti, ceritinib ha ottenuto l’approvazione accelerata per il trattamento di pazienti con NSCLC metastatico ALK+ che sono progrediti o che sono intolleranti a crizotinib.
Ceritinib è approvato attualmente in 55 Paesi nel mondo. Per ulteriori informazioni http://www.NovartisOncology.com/news/product-portfolio/zykadia

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Alla Sapienza, convegno nazionale promosso dalla Fondazione Insieme contro il Cancro

Posted by fidest press agency su domenica, 18 dicembre 2016

la sapienzaUn tour in dieci Atenei italiani per insegnare ai futuri camici bianchi la medicina dei sani e la prevenzione primaria, secondaria e terziaria dei tumori. E’ questo il principale obiettivo del nuovo progetto della Fondazione Insieme contro il Cancro Prevenzione e Stili di Vita Sani nelle Università. L’iniziativa è presentata oggi a Roma in un convegno nazionale alla Sapienza di Roma col patrocinio del MIUR. “Ancora troppi italiani ignorano le regole fondamentali per evitare l’insorgenza delle neoplasie e di altre patologie croniche – afferma il prof. Francesco Cognetti, Presidente di Insieme contro il Cancro -. Infatti un adulto su tre è completamente sedentario, il 22% fuma regolarmente, il 36% è in sovrappeso e il 15% beve troppo alcol. E ancora troppo pochi italiani si sottopongono agli screening, fondamentali per una diagnosi precoce del cancro. Con questa nuova campagna vogliamo sviluppare un percorso di formazione nell’Istituzione deputata a questo ruolo: l’Università. Oggi infatti agli studenti di medicina non sempre vengono forniti gli strumenti necessari per comprendere l’impatto di uno stile di vita sano sul benessere della persona”. Gli atenei coinvolti saranno quelli di Roma, Milano, Torino, Padova, Verona, Napoli, Modena, Palermo, Firenze e Catanzaro. In ogni tappa verranno organizzati eventi formativi, lezioni frontali e saranno distribuite agli studenti dispense con una selezione di pubblicazioni scientifiche tratte dalle più importanti e prestigiose riviste mediche. L’iniziativa vede anche il coinvolgimento diretto del mondo dello sport. Oltre agli oncologi, negli incontri interverranno anche i rappresentanti dell’Associazione Italiana Calciatori (AIC). “Per la sua grande diffusione, la famiglia del calcio ha una grande responsabilità verso i giovani e la società civile – afferma Carlo Tavecchio, Presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio -. Per questo sosteniamo in diversi modi la ricerca ed i progetti finalizzati all’educazione delle buone norme del benessere. Gli atleti che competono ai massimi livelli devono essere un esempio per tutti, sul tema della salute auspichiamo sempre una maggiore collaborazione tra lo sport, il calcio in particolare, il mondo della ricerca e dell’Università”. “Lo sport italiano è da sempre sensibile al tema della prevenzione delle gravi malattie come il cancro – sottolinea Roberto Fabbricini, Segretario Generale del CONI -. L’inattività fisica è purtroppo un pericoloso vizio sempre più diffuso tra gli italiani di tutte le età. Si può combatterla promuovendo a 360 gradi una nuova cultura della salute e coinvolgendo, in quest’opera, anche il mondo dell’istruzione e della medicina”.
Secondo le ultime stime, nel 2016 nel nostro Paese saranno diagnosticati complessivamente più di 365.000 nuovi casi di tumore. Ogni giorno circa quindi 1.000 persone ricevono una diagnosi di tumore. “Grazie alla ricerca scientifica, dalla fine degli anni Settanta ad oggi è raddoppiata la percentuale di pazienti che riescono a sconfiggere il cancro – sottolinea il prof. Eugenio Gaudio, Rettore dell’Università La Sapienza di Roma -. Tuttavia l’aumento dell’età media porterà a un sempre maggior numero di nuovi casi, soprattutto in un Paese particolarmente anziano come l’Italia. La prevenzione è quindi un’arma imprescindibile e fondamentale. Dobbiamo incentivarla il più possibile, sia nella popolazione che tra il personale medico. Con questo tour diverse centinaia di futuri camici bianchi avranno l’opportunità di seguire lezioni svolte da oncologi di fama internazionale”. “Gli ultimi dati sugli screening evidenziano alcuni miglioramenti – conclude il prof. Paolo Marchetti Direttore della Oncologia Medica, Azienda Ospedaliera Sant’Andrea, Sapienza – Università di Roma -. Nel 2015, rispetto all’anno precedente, il numero di italiani invitati a sottoporsi a mammografia, ricerca sangue occulto nelle feci e pap test è cresciuto di un milione. 300mila esami in più sono stati invece realmente svolti dai cittadini. Restano tuttavia profonde differenze tra i risultati registrati nelle regioni del Centro Nord e quelle del Sud. Solo l’11% dei calabresi svolge il test del sangue occulto nelle feci mentre nella provincia di Trento viene eseguito dal 73% degli abitanti. Da ultimo, non va dimenticata la prevenzione terziaria. E’ infatti dimostrato scientificamente che condurre stili di vita sani evita nei pazienti oncologici la ricomparsa della malattia. Dobbiamo preparare i giovani medici anche su questo aspetto”.

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Milano: Master internazionale in Pharmaceutical Medicine

Posted by fidest press agency su domenica, 18 dicembre 2016

università studi milanoMilano Grazie alla collaborazione tra Novartis e Università degli Studi di Milano nasce il Master internazionale in Pharmaceutical Medicine – presentatoa Milano – che propone una formazione avanzata, basata sul dialogo tra accademia, ricerca di base e industria farmaceutica, nella consapevolezza comune che la collaborazione è vitale per tutti gli attori e che, come le migliori esperienze internazionali dimostrano, contribuisce a rendere il sistema più dinamico e competitivo.Gli studenti, selezionati in questi giorni da un bando internazionale, saranno calati da subito direttamente nella realtà della ricerca. Le lezioni teoriche si terranno, infatti, presso il Centro Daccò dell’Istituto Mario Negri, che rappresenta un esempio unico di struttura in grado di accogliere e sviluppare tutte le fasi di un progetto di ricerca clinica e dove professionalità diverse (medici, infermieri, biologi, farmacologi, bioingegneri, tecnici di laboratorio, esperti di statistica, informatici) lavorano in stretta collaborazione per valutare lo stato di salute del paziente, raccogliere i dati degli studi e rielaborarli al fine di determinare l’efficacia di nuove strategie terapeutiche.Fase fondamentale della caratterizzazione del nuovo Master è il tirocinio, che sarà svolto presso la sede di Novartis, struttura d’eccellenza della ricerca e sviluppo di nuovi farmaci, che conferma con il sostegno a questa iniziativa il proprio impegno a valorizzare i giovani talenti delle bioscienze e a promuovere nuovi modelli imprenditoriali grazie alla sinergia tra accademia, industria, non profit, istituzioni e investitori.
Il master inizierà il 31 marzo 2017 e avrà una durata di 12 mesi, corrispondente a 1500 ore, e si articolerà tra lezioni frontali, attività di gruppo e tirocinio. Per gli studenti più meritevoli saranno rese disponibili 3 borse di studio, a totale copertura dei costi.Attraverso questa iniziativa i giovani laureati hanno l’opportunità di comprendere e sperimentare concretamente come le competenze scientifiche si possono tradurre in soluzioni di elevato valore economico e sociale, coniugando le esigenze della pratica clinica alle finalità industriali. Nell’ambito del Master, grande rilevanza viene data anche alla preparazione sulle procedure e le dinamiche dell’interazione tra accademia, industria e autorità regolatorie durante le diverse fasi di sviluppo del farmaco.Commenta Gianluca Vago, Rettore dell’Università Statale di Milano: “E’ significativo che questo Master nasca a Milano e in Lombardia, realtà che si è affermata come hub farmaceutico europeo e che si sta sempre più caratterizzando a livello internazionale come punto di riferimento per le nuove terapie mediche avanzate. Questa iniziativa rafforza il profilo fortemente orientato all’innovazione del nostro territorio e conferma l’impegno della Statale a creare sinergie in grado di sostenere con progetti come questo l’offerta di un approccio diagnostico e terapeutico all’avanguardia, che trasformi il meglio della ricerca scientifica in aiuto di cura per chi è malato.”“Oggi le frontiere della medicina delineano nuove straordinarie sfide, alle quali il mondo della ricerca e sviluppo farmacologico è chiamato a dare risposta”, sottolinea Guido Guidi, Head of Pharma Region Europe, Novartis. “Ci troviamo di fronte a un cambio epocale di paradigma, nel quale novità come la medicina di precisione e le Advanced Medical Therapies impongono una riformulazione di tutto il percorso della terapia: dalla ricerca di base allo sviluppo in tutte le sue fasi, fino all’utilizzo nelle cure. E, di conseguenza, anche i criteri relativi ad accesso, regolamentazione e pricing & reimbursement devono essere radicalmente rivisti. Per dare risposta a queste richieste, Novartis crede fermamente nella necessità di creare anche nuovi percorsi rivolti ai giovani laureati, per metterli in condizione di acquisire le competenze necessarie per ridisegnare la medicina del futuro”. “Il Master integra in un unico curriculum tutti gli aspetti e le competenze coinvolti nel processo di ricerca e sviluppo di un nuovo farmaco, abbattendo le barriere tra ricerca di base, applicata e quella industriale”, aggiunge Giuseppe Remuzzi, ordinario di Nefrologia alla Statale, coordinatore delle Ricerche all’Istituto Mario Negri di Bergamo e coordinatore del Master. “Diamo ai nostri studenti la possibilità di un percorso formativo basato sull’acquisizione di un forte background scientifico, un approccio alla ricerca rigoroso e critico, l’esperienza pratica e la conoscenza della realtà dell’industria, tutti passaggi essenziali per il successo dello sviluppo di nuove terapie”.

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Focus sul virus ZIKA in Brasile

Posted by fidest press agency su domenica, 18 dicembre 2016

Roma Trigoria 20 dicembre, alle ore 11.00, presso l’Aula di Direzione Sanitaria al primo piano del Policlinico Universitario università campuss bio-medico di Roma (Via Alvaro del Portillo, 200 – Roma) si svolgerà un incontro per fare il punto sugli ultimi sviluppi della ricerca internazionale sul virus Zika, che fa ancora paura in Brasile e in parte dell’America Latina. Il titolo è “ZIBRA: analisi in tempo reale sullo ZIKA virus in Brasile”. Ospite dell’evento sarà la ricercatrice Marta Giovannetti, che lavora alla Fondazione ‘Osvaldo Cruz’ di Bahia e sta portando avanti un programma itinerante sulla circolazione del ZIKA virus. Parlerà, in particolare, dell’esperienza che sta conducendo a contatto con migliaia di donne in età fertile e mamme di bambini affetti dal virus in Brasile. L’argomento è molto attuale e d’interesse, specialmente per le donne in età da gravidanza, poiché come si sa, l’infezione contratta durante la gestazione è molto pericolosa per il feto.Promotori dell’incontro e presenti all’appuntamento sono la Prof.ssa Silvia Angeletti (Responsabile UOC del Laboratorio Analisi presso il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico) e il Prof. Massimo Ciccozzi (ricercatore presso l’Istituto Superiore di Sanità).

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Il Natale si avvicina ed è tempo di bilanci

Posted by fidest press agency su domenica, 18 dicembre 2016

de chiricoE tra i buoni propositi per l’anno nuovo bellezza e cura del corpo non possono mancare. Ma quali sono i trattamenti non invasivi più efficaci che donne e uomini potrebbero chiedere a Babbo Natale? Ci affidiamo ai consigli del prof. Maurizio Valeriani, direttore U.O.C. di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva presso A.S.L Roma 1 (Ospedale S. Filippo Neri di Roma e Ospedale Santo Spirito di Roma) e del dott. Roberto Valeriani, entrambi referenti scientifici di Syneron Candela.“Contrastare i segni del tempo sul viso, ridurre gli inestetismi della cellulite per migliorare il tono anche dei punti più difficili e l’epilazione progressivamente definitiva – afferma Maurizio Valeriani – sono tra i sogni che tante donne e sempre più uomini ci chiedono di realizzare. I trattamenti mini invasivi sono molto richiesti perché più confortevoli e presentano tempi minori di recupero rispetto alla chirurgia, grazie soprattutto all’utilizzo di innovativi apparecchi medicali oggi sempre più performanti. Rimane tuttavia sottinteso, e questo va spiegato bene al paziente per evitare eccessive aspettative, che tutti questi ottimi trattamenti allontanano il bisturi, ma non possono sostituirlo, ma spesso integrarlo”.
I 3 trattamenti viso-corpo da regalare (o regalarsi) a Natale
Secondo un recente sondaggio messo a punto dal Centro Ricerche Syneron Candela, 4 donne su 5 di età compresa tra 35 e 65 anni hanno dichiarato che il doppio mento e l’invecchiamento di viso, guance e collo sono i segni meno tollerati con il passare degli anni.
Per ottenere un viso più giovane in poco tempo oggi un rimedio c’è: il raggio laser , l’innovativa tecnologia in grado di attenuare rughe e imperfezioni agendo con sicurezza ed efficacia sulle strutture superficiali della pelle del viso e del collo, migliorandone consistenza e texture.Attraverso una tecnica definita frazionata, i fasci di luce laser agiscono su punti specifici, risparmiando i tessuti circostanti che non si vogliono trattare. Tra le novità, il laser Co2 eccitato a radiofrequenza e il sistema combinato a luce infrarossa e radiofrequenza bipolare.Per risultati duraturi in un’unica seduta, da oggi c’è il trattamento Profound , primo e unico dispositivo che utilizza radiofrequenza a temperatura controllata in grado di rigenerare i tre elementi fondamentali della pelle: elastina, collagene e acido ialuronico. I risultati durano nel tempo e non è necessaria più di una seduta l’anno.
Oggi combattere la cellulite e rimodellare il corpo senza interventi chirurgici si può grazie all’innovativo trattamento con VelashapeIII che, attraverso l’azione combinata di quattro tecnologie, Laser a Infrarossi, Radiofrequenza bipolare, Vacuum e Manipolazione meccanica, ha dimostrato risultati eccellenti: a 10 settimane dall’ultimo trattamento si osserva una riduzione media di 2,6 cm della circonferenza dell’addome e di 1,5 cm di quella delle cosce (fonte: Centro Ricerche Syneron Candela ).
“Dal mio punto di vista personale – sottolinea Maurizio Valeriani – posso dire che effettivamente l’utilizzo di questo apparecchio ha un notevole effetto con risultati visibili già dalla prima seduta, con un soddisfacimento di circa l’85% delle pazienti al termine delle 5 sedute distanziate di circa 15 giorni come da protocollo. Specifico per le smagliature è il dispositivo sublative che con una frequenza radio bipolare è capace di stimolare una coagulazione dermica che attiva un graduale processo di ringiovanimento della pelle.
Novità assoluta , infine, è Ultrashape Power , uno strumento che utilizza una tecnologia chiamata lipotrissia ultrasonica ad alta potenza in grado di distruggere le cellule di grasso in modo mirato e selettivo, senza intaccare i tessuti circostanti.

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Unione Naz. Consumatori su debito pubblico

Posted by fidest press agency su domenica, 18 dicembre 2016

Banca d'ItaliaTorna a salire a ottobre, dopo la discesa di settembre, il debito pubblico italiano che si è attestato a 2.223,8 miliardi. “Per fortuna il Quantitative easing non finirà nel marzo 2017 e proseguirà fino alla fine del prossimo anno, altrimenti sarebbero guai. Anche se non si è ritoccato il record storico, è molto grave che non si sia ancora iniziato quel percorso discendente promesso dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan per il 2016. Invece di approfittare dei bassi tassi di interesse e dell’abbassamento degli oneri per abbattere il debito, stiamo facendo come le cicale. Non si possono dare soldi a destra e a sinistra con interventi a pioggia e senza alcun riferimento al reddito Isee come abbiamo fatto nell’ultima legge di Bilancio” dichiara Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. L’associazione ricorda che nell’ultima legge di Bilancio appena approvata ci sono 120 interventi di spesa e che, nel solo 2017, per fondi ad hoc, sono stanziarti in totale un miliardo e mezzo di euro (1,513 mln), che salgono a 1 mld e 689 nel 2018 e a 1 mld e 886 nel 2019.

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AMA. Palumbo(PD): “ Su modalità cacciata D.G. Bina verifica in commissione trasparenza”

Posted by fidest press agency su domenica, 18 dicembre 2016

cassonetti“Dopo 4 mesi dall’assunzione dell’incarico di D.G. in AMA Stefano Bina è stato di fatto cacciato dalla Sindaca Raggi. Nell’odierna conferenza stampa sulle aziende partecipate la prima cittadina ha confermato la rimozione del manager e annunciato la pubblicazione di un bando per la ricerca di un nuovo direttore generale. La rinuncia a proseguire nell’incarico da parte del D.G. Bina sembrerebbe essere stata determinata dalla nomina della nuova macrostruttura di AMA avvenuta a sua insaputa e dopo aver manifestato ampia contrarietà. Una decisione che da ricostruzioni giornalistiche sembra essere frutto della pesante ingerenza dall’ex assessore Muraro. Gli attriti tra l’ex assessore e il quasi ex direttore generale erano in corso da alcuni giorni e sembrerebbero aver raggiunto l’apice proprio nelle ore in cui l’ex titolare dell’assessorato all’ambiente rassegnava le dimissioni. A questo punto ritengo necessaria e opportuna una verifica in commissione trasparenza su come è stato determinato il nuovo organigramma della società e in particolare con quali iter amministrativi e di selezione si è giunti alla designazione della macrostruttura di AMA. Infine è necessario appurare se la scelta della nuova dirigenza abbia avuto un’accelerazione proprio nell’imminenza delle dimissioni della dott.sa Muraro. “ E’ quanto dichiara il una nota il Presidente della commissione trasparenza Marco Palumbo

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Sicilia Musumeci: “Una vergogna i parchi e i musei chiusi per Natale e Capodanno”

Posted by fidest press agency su domenica, 18 dicembre 2016

sicilia-regione-default-120718100156_big“A Natale e Capodanno in Sicilia tutti i Musei e i Parchi archeologici regionali saranno chiusi, tranne il Parco della Valle dei Templi di Agrigento e il Teatro antico di Taormina. Perché? Perché sono gli unici due siti dove è stata applicata la legge 20 del 2000 (la cosiddetta legge Granata) e quindi Istituiti i Parchi archeologici autonomi. Giudico scandalosa la condotta del governo regionale che continua a ritardare ancora nella sua piena applicazione”. Lo dichiara il deputato dell’opposizione e leader di “Diventerà Bellissima”, Nello Musumeci, secondo il quale si tratta di “una legge regionale sul Patrimonio culturale d’avanguardia ma applicata solo in minima parte, con l’alibi della mancata ricostituzione del Consiglio regionale dei Beni culturali sul quale il Governo, nonostante la riduzione dei suoi componenti, non riesce a procedere a causa dei contrasti nella maggioranza”. “Si blocca così la prevista autonomia finanziaria dei Parchi (estensibile anche ai musei) – spiega ancora Musumeci – che ne determina la scandalosa chiusura a Natale e Capodanno con un enorme danno di immagine verso gli stranieri presenti nell’Isola e di mancato introito, tenuto conto della tradizionale, massiccia presenza di turisti e visitatori nelle principali località turistiche siciliane”. Nel recente passato – conclude Nello Musumeci – la Sicilia è stata avanguardia nella legislazione sul Patrimonio culturale, ma la pochezza del governo Crocetta è oramai imbarazzante e non può più essere tollerata. Si costituisca immediatamente il Consiglio regionale dei beni culturali, lo si convochi e si approvi al più presto il sistema dei Parchi archeologici con autonomia finanziaria e organizzativa, al fine di assicurarne la piena e doverosa valorizzazione”.

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M5S Lombardia: Sala, sindaco con la data di scadenza

Posted by fidest press agency su domenica, 18 dicembre 2016

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Milano. Era solo questione di tempo, noi del M5S Lombardia che da anni studiamo le carte di Expo sapevamo che Sala non poteva uscire immacolato da una vicenda che aveva già visto arresti e inchieste tra i suoi più stretti collaboratori.
Silvana Carcano, consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: “È da anni che studiamo le carte Expo. Sappiamo bene che i due appalti principali (la Piastra e la Rimozione interferenze) avrebbero generato questa situazione perché la discrezionalità usata era eccessiva. Aspettiamoci altre sorprese, non tutti gli errori sono venuti a galla”.
Expo,manifestazione che il PD ha sempre definito un successo planetario, grazie alle indagini della magistratura si sta rivelando per ciò che in realtà è: uno dei più grandi scandali speculativi degli ultimi decenni.
Candidare Sala a sindaco è stato il più grave dispetto che Renzi e il Partito Democratico potesse fare ai milanesi che ora si ritrovano con la poltrona vuota e le redini in mano a una vicesindaco che non ha certo ottenuto una legittimazione dai voti sufficiente per governare la città. Milano non si può permettere sei mesi di stallo e caos e l’enorme imbarazzo della poltrona di primo cittadino vuota.

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