Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Archive for 19 dicembre 2016

20 dicembre: manifestazione studenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2016

morgaRoma 20 dicembre 2016 ore h9.30 Piazza Barberini. L’ormai ex presidente del consiglio aveva promesso di fare propaganda nelle scuole. Purtroppo però la sua propaganda è stata fatta di sgomberi e violenze da parte delle istituzioni.
Nell’ultimo mese a Roma si sono susseguiti episodi di repressione in tutte le scuole che si sono mobilitate. Eppure la mobilitazione è giusta se pensiamo a quello che la Buona Scuola ci propone (andare a lavorare gratis in grandi aziende, far prendere decisioni solo al preside) e qual è nello specifico la situazione tragica dell’istruzione pubblica. Due esempi romani: all’istituto Cattaneo a Testaccio è crollato il soffitto del bagno, mentre il liceo artistico Caravillani è stato chiuso una mattina perchè considerato inagibile, ora gli studenti fanno lezione al Mamiani nel pomeriggio, mentre si cerca un’altra sistemazione. Insomma la scuola pubblica cade a pezzi e quando si prova a farlo sentire si viene sgomberati e denunciati. Al Morgagni le forze dell’ordine sono entrate di notte, filmando gli studenti, urinando sui muri del cortile, facendo uscire i ragazzi.
Federica, studentessa del Liceo Machiavelli con sede a San Lorenzo racconta << Le forze dell’ordinde sono intervenute con la violenza, pima calciando il portone d’ingresso, poi scavalcando e rompendo la porta a vetri, siamo stati sgomberati e si è deciso di fare una nuova assemblea straordinaria per parlare dell’accaduto>>. Altre volte invece la repressione è arrivata dagli organi interni delle scuole: al Montessori c’è stata un’occupazione di una settimana a dirci quali sono state le conseguenze è Michelangelo, studente di 17 anni <>. Francesca, studentessa del Vittoria Colonna, ci racconta invece come la sera del 18 novembre, in una protesta degli studenti, <>.
La mattina del 20 dicembre saremo in piazza, e arriveremo fin sotto la prefettura, e ci dovrà ricevere, perchè vogliamo risposte sulla gestione delle proteste studentesche, vogliamo capire se questo è il modo in cui viene trattato il futuro del nostro paese. In solidarietà si sono espressi anche diversi artisti tra cui Alessio Spataro e Michele Zerocalcare. (foto: L’ormai ex presidente del consiglio aveva promesso di fare propaganda nelle scuole. Purtroppo però la sua propaganda è stata fatta di sgomberi e violenze da parte delle istituzioni. (foto: morga)

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Università: L’agenda di Roma Tre da lunedì 19 a domenica 25 dicembre

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2016

università roma treTradurre per l’Irish Film Festa
Roma Lunedì 19 Dicembre 2016, ore 13:30 Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Straniere, Aula 3, piano terra Via Ostiense 234-236 gli studenti in Lingue Moderne per la Comunicazione Internazionale di Roma Tre incontrano gli organizzatori dell’Irish Film Festa, una rassegna cinematografica che si tiene ogni anno alla Casa del Cinema di Roma, realizzata in collaborazione con l’Irish Film Institute e patrocinata dall’Ambasciata irlandese in Italia. L’incontro è legato ad un progetto che vede coinvolti gli studenti del corso di Lingue Moderne per la Comunicazione Internazionale nella realizzazione delle versioni sottotitolate di due dei film che verranno proiettati nella prossima edizione della rassegna. Interverrano Susanna Pellis (direttore artistico dell’IFF), Alessandro Asaro (coordinatore programmazione) e Valentina Alfonsi (redazione web e social network). Coordinerà i lavori Serenella Zanotti.

Populismo, media, ceti popolari
Roma Lunedì 19 Dicembre 2016, ore 14:30 Dipartimento di Scienze Politiche Via Chiabrera 199 le cattedere di sociologia generale hanno organizzato una tavola rotonda dedicata a Populismo, media, ceti popolari.Coordina: Simona Andrini, Università degli Studi Roma Tre
Intervengono:Alberto Abruzzese, IULM di Milano, Manuel Anselmi, Università di Perugia, Marco Damiani, Università di PerugiaConcludono:
Francesco Antonelli, Università degli Studi “Roma Tre”
Emanuele Rossi, Università degli Studi “Roma Tre”

Seminario di Nanoscienze
Roma Lunedì 19 Dicembre 2016, ore 15:00 Dipartimento di Scienze, Aula C via della Vasca Navale 84 – Roma, Italy Nell’ambito dei seminari delle sezione Nanoscienze del Dipartimento di Scienze, il Dr. Luca Tortora, del Dipartimento di Matematica e Fisica dell’Università Roma Tre, terrà un seminario sulla sua attività di ricerca di analisi chimica di superfici e depth profiling utilizzando la tecnica di secondary ion mass spectrometry (SIMS), con applicazioni in diversi campi tra cui la scienza dei materiali, ambito biomedicale e beni culturali.

Terremoto: Alla Casaccia Enea prove su tavola vibrante
Roma Lunedì 19 Dicembre 2016, ore 15-18 / 20 Dicembre 2016, ore 8:30-16 Centro Ricerche Enea CasacciaVia Anguillarese 301 I recenti eventi sismici dell’Italia centrale hanno mostrato la drammatica vulnerabilità delle pareti murarie che si disgregano e crollano per azioni simiche fuori dal piano. Con il proposito di studiarne il comportamento sismico e sviluppare soluzioni sostenibili per la prevenzione e il rinforzo strutturale, nei giorni 19 (h 15-18) e 20 dicembre (h 9:30-16) verranno effettuate prove su tavola vibrante di due pareti in scala reale. Le pareti, vincolate alla base e in sommità, saranno sottoposte alle registrazioni dei recenti terremoti che hanno colpito il nostro paese. Il progetto, coordinato dal prof. Gianmarco de Felice dell’Università Roma Tre, è stato possibile grazie alla partecipazione del Centro Ricerche Enea Casaccia, dove verranno svolte le prove, con la guida dell’ing. Gerardo De Canio. Le prove sperimentali sono parte del programma di cooperazione scientifico tecnologico Italia-Usa di rilevante interesse nazionale Composites with inorganic matrix for sustainable strengthening of architectural heritage finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e del progetto CoBRA Sviluppo e diffusione di metodi, tecnologie e strumenti avanzati per la Conservazione dei Beni culturali, basati sull’applicazione di Radiazioni e di tecnologie Abilitanti finanziato alla Regione Lazio; esse sono state possibili grazie al supporto finanziario del Consorzio ReLUIS (Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica) e della Kerakoll SpA.Sarà possibile collegarsi in streaming per assistere alle prove attraverso il laboratorio virtuale Dysco all’indirizzo web: http://connect.portici.enea.it/tavibr.

Inaugurazione del ciclo di lezioni del Dottorato di Ricerca in Teoria e ricerca educativa e sociale
Roma Lunedì 19 Dicembre 2016, ore 16:00 Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università Roma TRE, Aula 39 Piazza della Repubblica 10 si terrà l’inaugurazione del ciclo di lezioni del Dottorato di Ricerca in Teoria e ricerca educativa e sociale presso l’aula 39 della sede del Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Roma Tre, piazza della Repubblica 10, Roma.

Presentazione del volume ‘Il sistema monetario internazionale: dall’approccio egemone a quello multivalutario’
Roma Lunedì 19 Dicembre 2016, ore 17:00 Istituto della Enciclopedia Italiana, Sala Igea, Palazzo Mattei-Paganica Piazza della Enciclopedia 4 Il volume, a cura di Olga Marzovilla e Gian Cesare Romagnoli, raccoglie i risultati di una ricerca svolta dai docenti del Dipartimento di Scienze Politiche di Roma Tre e dell’Università Internazionale di Roma: Olga Marzovilla, Cosimo Magazzino (Università Roma Tre), Marco Mele e Gian Cesare Romagnoli (Università Roma Tre).Indirizzi di saluto: Franco Gallo, Presidente dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Antonio Iodice, Presidente dell’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”Interventi: Antonio Marzano, già Ministro delle Attività Produttive, Sapienza – Università di Roma Luciano Milone, Sapienza – Università di Roma Dibattito. Saranno presenti i Curatori

Filosofia, religione, potere. Letture del Trattato teologico-politico (prima sessione)
Roma Martedì 20 Dicembre 2016, ore 11:30 / 21 Dicembre 2016 Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo, Aula del Consiglio (II Piano) Via Ostiense 234/236 Le giornate di studio che avranno luogo il 20 e il 21 dicembre presso il Dipartimento di Filosofia Comunicazione e Spettacolo rappresentano il primo appuntamento di un ciclo di incontri dedicato al Trattato teologico-politico di Baruch Spinoza, il secondo e il terzo dei quali saranno ospitati rispettivamente dall’ENS di Parigi e dall’ENS di Lione. Il fine di questi incontri è quello di offrire al pubblico specialistico e non una ricognizione completa del Trattato spinoziano, i cui interrogativi sulla natura della religione e sul suo rapporto con la politica non hanno perso oggi nulla della loro attualità.

Seminario di Fisica Matematica
Roma Martedì 20 Dicembre 2016, ore 14:30 Dipartimento di Matematica e Fisica, Aula Seminari 311 Largo San L. Murialdo,1 Livia Corsi (GeorgiaTech, Atlanta GA USA) Titolo: Periodic Driving at High Frequencies of an Impurity in the Isotropic XY Chain Abstract: I’ll consider the isotropic XY chain with a transverse magnetic field acting on a single site and analyse the long time behaviour of the time-dependent state of the system when a periodic perturbation drives the impurity. I’ll show that for high frequencies the state approaches a periodic orbit synchronised with the forcing and provide the explicit rate of convergence to the asymptotics. This is a joint work with G. Genovese.

Vero/Falso. La società della postverità? Incontro con Gianni il Malvagio
Roma Mercoledì 21 Dicembre 2016, ore 12:00 Aula Parco Via Ostiense 139. Il Mondo dei Fake è il titolo del terzo incontro della rassegna VERO/FALSO La società della postverità? organizzata dal corso di Sociologia dei media del Prof. Edoardo Novelli che si svolge mercoledì 21 dicembre dalle 12 alle14 in Aula Parco di via Ostiense 139. Con Gianni il Malvagio, il lato oscuro di Gianni Morandi uscito dal suo corpo per diffonderne i brani in chiave demoniaca, si discute di: Economia, socialità, bufale e logiche dell’ambiente virtuali raccontate da uno dei suoi protagonisti.

Seminario di matematica
Roma Mercoledì 21 Dicembre 2016, ore 16:00 Dipartimento di Matematica e Fisica, Aula F Largo San Leonardo Murialdo, 1 Speaker: Alberto Paoluzzi ( Universita’ di Roma Tre ) Titolo: Modellazione geometrica e calcolo parallelo: metodi e applicazioni computazionali Abstract: In questo seminario verrà illustrata la ricerca, condotta da molti anni presso il Dipartimento di Ingegneria Informatica e ora presso il DMF, nello sviluppo di metodi, modelli, sistemi e applicazioni di calcolo geometrico, per la descrizione simbolica di sistemi e manufatti sia naturali che artificiali. In particolare si presenterà lo schema di rappresentazione dei solidi denominato LAR (Linear Algebraic Representation), basato sulla topologia algebrica, utilizzante complessi cellulari di tipo molto generale e matrici sparse di enorme dimensioni. Le sue prime applicazioni riguardano la estrazione di modelli geometrici di sistemi naturali da immagini 3D ad elevatissima risoluzione—ad esempio di tessuti neuronali, e lo sviluppo rapido di modelli di edifici da informazioni planimetriche sintetiche, con numerose applicazioni ai sistemi di sicurezza e al progetto delle reti tecnologiche di ultima generazione (IoT).

Modelli alternativi per la sostenibilità regionale: evento finale del progetto GLAMURS
Roma Giovedì 22 Dicembre 2016, ore 11:00 Dipartimento di Scienze della Formazione, Aula Volpi Via Milazzo 11b Il 22 dicembre 2016 alle 11 si terrà il convegno: Modelli alternativi per la sostenibilità regionale: evento finale del progetto GLAMURS presso il Dipartimento di Scienze della Formazione – Aula Volpi – Via Milazzo 11b – Roma L’incontro, promosso dal Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre, ha l’obiettivo di presentare i risultati del progetto UE-FP7 GLAMURS nell’ambito del territorio di studio del partner italiano, e riflettere e discutere sugli ostacoli e le prospettive per cambiare lo stile di vita e favorire la transizione verso un’economia sostenibile in Europa.

Mostra ‘Francesco Cellini. Strumenti e tecniche del progetto di architettura’
Roma Fino all’8 Gennaio 2017 Padiglione 9B MACRO Testaccio Piazza Giustiniani La mostra è stata realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Architettura di Roma Tre. L’esposizione presenta una selezione della produzione architettonica di Francesco Cellini, dai primi anni ‘70 a oggi, e si svolge su due linee parallele

Mostra ‘Educazione alla lettura’
Roma Fino al 13 Gennaio 2017 Sala della Biblioteca di Scienze della Formazione Via Milazzo 11a Presentazione dell’esposizione di libri e bibliografia di studi sull’educazione alla lettura, in occasione del 70° anniversario dell’Unicef e del convegno Libro delle mie brame che si terrà il 13 dicembre 2016 nell’Aula Magna del Rettorato.

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Renzi, ancora tu, non mi sorprende lo sai. Ancora tu, ma non dovevamo vederci più?

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2016

renzi-e-la-politicadi Beppe Grillo Avevi detto il 12 gennaio “Con un gesto di coraggio e dignità ho detto che se si perde il referendum smetto di fare politica” e poi il 15 “Ho già preso il solenne impegno, se perderemo il referendum lascio la politica”. E poi invece ancora tu. E ci scappa da ridere. Ancora tu oggi da segretario del Pd a dire cosa deve fare il Parlamento per la legge elettorale. Tu che hai lasciato un disastro nel Paese, morale, economico e istituzionale. Hai fiaccato moralmente e spaccato in due il Paese sul tema della Costituzione proponendo una riforma che nessun italiano aveva dato mandato di fare a te, non eletto. Hai lasciato un disastro economico con il record assoluto di poveri, un’ecatombe di imprese e un aumento di tasse che neppure Monti ci aveva spremuto così tanto. Hai sfasciato l’assetto istituzionale lasciandoci senza una legge elettorale pronta all’uso perchè hai pensato solo ai fatti tuoi. Ci hai lasciato il governo più odiato degli ultimi 70 anni con un ministro degli esteri che stenta a parlare inglese, un ministro dell’istruzione che non ha neppure il diploma e dice di avere una laurea. Un sottosegretario, di fatto vicepremier, che come te aveva promesso di andarsene e invece è lì incollata alla poltrona: Maria Elena Bostik.
Ancora tu. Avevi promesso di lasciare la politica e invece hai messo lì come tuo avatar Gentiloni e sei sempre segretario dal Pd a insultare il MoVimento 5 Stelle e gli italiani. Ti permetti di dire che diciamo bugie, tu che hai sventolato davanti agli italiani una scheda elettorale del Senato falsa per convincerli che avrebbero votato i senatori con la tua riforma, quando sapevi che non era vero. E a quanto pare lo sapevano anche loro. Ti permetti di dire che la più grande forza politica del Paese, nata senza soldi e che rifiuta milioni di rimborsi elettorali, è un’azienda, tu che hai un partito che è una banca (chiedere per info ai piccoli azionisti MPS).
Hai perso perchè sei bugiardo e gli italiani lo sanno. Non hai avuto neppure l’accortezza di fare un bagno di umiltà. Ti sei ripresentato al popolo con l’arroganza di sempre. Mantieni la promessa, fatti da parte, accetta uno di quei lavori che dici che ti abbiano offerto. Noi vogliamo andare al voto subito, con una legge elettorale che abbia il vaglio della consulta che si esprimerà il 24 gennaio. Tu vuoi aprire il mercato delle vacche e allungare il brodo per discussioni infinite sulla legge elettorale? Risparmiarcelo. #RenziFattiDaParte. L’hai detto tu: ma non dovevamo vederci più? (foto: renzi e la politica)

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I love via Margutta

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2016

love-via-marguttaRoma Mercoledì 21 dicembre alle ore 18.00, Progetto Editoriale Editions presenta a Roma presso la Galleria Vittoria, l’Iniziativa I LOVE VIA MARGUTTA, in collaborazione con lo Studio IADA e con il patrocinio dell’Associazione Internazionale Via Margutta. L’obiettivo della Casa Editrice Progetto Editoriale, da trent’anni impegnata in editoria, arte e cultura, è di riaccendere i riflettori sulla famosa strada romana conosciuta per importanza e storicità in tutto il mondo.
Il brand I LOVE VIA MARGUTTA è assolutamente semplice, ideato per creare empatia e un legame comune con tutte le persone che hanno partecipato fino ad oggi alle prime fasi di lancio, così con quanti avranno modo di avvicinarsi successivamente al progetto.
Finora l’iniziativa ha dato risultati più che positivi e chiunque è stato coinvolto l’ha fatto con entusiasmo e convinta condivisione.
Il brand, ripetibile all’infinito, è stato scelto anche per creare nuove emozioni e al tempo stesso tessere una storia, facendo diventare protagonisti e testimonial tutti i partecipanti interpreti diretti a loro volta del messaggio trasmesso attraverso una straordinaria catena di foto diffuse.Gli scatti iniziati prima dell’estate spaziano dai luoghi di lavoro, ai bar, ai musei, dalla città alla montagna, al mare, dall’Italia all’estero, insomma un po’ dappertutto.
Il progetto nasce per sensibilizzare quanti più interlocutori possibili alla scoperta di questa piccola grande via nel cuore di Roma piena di atmosfera, di arte, delle storie dei personaggi che l’hanno frequentata ed amata nel tempo.
Una strada non perfetta e un po’ nascosta, ma seducente e unica con una propria anima di realtà viva, tanto da attrarre con un legame intimo e particolare. Un vero e proprio microcosmo all’interno di un centro storico tra i più visitati al mondo, una strada che merita di essere rilanciata e tutelata come punto di incontro e di creatività.
Cogliendo quale occasione i prossimi Auguri di Natale Progetto Editoriale Editions presenta quindi questo primo appuntamento di un più vasto programma a venire. Un evento in cui verrà esposta una selezione di fotografie a tema, mentre altre verranno proiettate durante la serata. Nel contempo chi vorrà potrà fare scatti istantanei sempre con il cartello/brand, per realizzare nuove immagini che verranno utilizzate per il proseguo della campagna di promozione. Verrà girato inoltre un video con tutti i partecipanti. L’arte in galleria diventa così ricchezza e condivisione di valori culturali importanti, ma sempre all’insegna di stile e leggerezza.Per finire un brindisi tutti insieme grazie alla partecipazione dell’azienda vinicola Ciù Ciù di Offida. (foto: love via margutta)

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Cultura del rispetto e violenza di genere

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2016

Boldrini lauraLunedì 19 dicembre, alle 16.30 nell’Aula Pessina della storica sede centrale dell’Ateneo federiciano, si svolgerà l’incontro “Cultura del rispetto e violenza di genere, nel web e nel mondo reale” promosso dal Comitato Unico di Garanzia dell’Ateneo. Con l’obiettivo di sostenere un’azione di informazione e formazione, all’interno dell’Ateneo e sul territorio, aiutando a comprendere le radici culturali che sono alla base della violenza di genere. Ospite dell’incontro la Presidente della Camera onorevole Laura Boldrini che discuterà dei temi della violenza contro le donne, in particolar modo sul web. Dopo i saluti del Rettore Gaetano Manfredi , interverranno Concetta Giancola, docente Federico II e Presidente del Comitato Unico di Garanzia e l’onorevole Valeria Valente Presidente del Comitato Pari Opportunità della Camera dei Deputati. Seguirà la tavola rotonda con la partecipazione di Fabiola Silvestri, Primo Dirigente Polizia Postale di Stato di Napoli, Cultura del rispetto e violenza di genere Maura Striano, Coordinatrice del Dottorato “Mind, Gender and Language”, Dipartimento Studi Umanistici Universita degli Studi di Napoli Federico II, Patrizia Esposito, Presidente del Tribunale per i Minorenni, Ester Siracusa, Avvocato penalista, Elvira Reale, Psicologa, Centro Dafne –Codice Rosa dell’Ospedale Cardarelli di Napoli. Modera l’incontro Patrizia Capua, giornalista de “La Repubblica”. L’evento si concluderà con una performance dell’attrice Cristina Donadio accompagnata dal musicista Marco Zurzolo.

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Laurea Honoris Causa a Ignazio Visco

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2016

Università di Napoli “Federico II”JPGNapoli lunedì 19 dicembre 2016, alle 11, nell’Aula Magna del Centro congressi federiciano di via Partenope, 36, si terrà la cerimonia di conferimento.Introdurranno la cerimonia gli interventi del Rettore Gaetano Manfredi, di Marco Musella, Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche, e di Adriano Giannola, già Professore di Economia Bancaria dell’Ateneo Federico II e Presidente Svimez. Terrà la Laudatio Academica Domenico Piccolo, Professore di Statistica dell’Ateneo federiciano. Seguirà la Lectio Magistralis di Ignazio Visco. Al termine il Rettore conferirà la Laurea. ‘Ha profuso notevoli energie nella costruzione del modello econometrico della Banca d’Italia e nello sviluppo di studi e ricerche ad alto impatto statistico ed econometrico. Nel corso della sua carriera, per molti anni ha diretto il Servizio Studi della Banca d’Italia, è stato inoltre Chief Economist e Capo del Dipartimento economico dell’OCSE, è stato Direttore Centrale, quindi membro del Direttorio e Vice Direttore Generale della Banca d’Italia prima di essere nominato Governatore nel 2011′.
Per questi meriti culturali e scientifici, il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università Federico II ha deciso di conferire al dottor Ignazio Visco, Governatore della Banca d’Italia, la Laurea Honoris Causa in Scienze Statistiche per le Decisioni.

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Terremoto: prove sperimentali su tavole vigranti di pareti in scala reale

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2016

università roma treRoma Università Roma tre Lunedì 19 dicembre ore 15-18 Martedì 20 dicembre ore 9:30-16 Centro Ricerche Enea Casaccia Via Anguillarese 301 verranno svolte dai ricercatori dell’Università Roma Tre al Centro Ricerche Enea Casaccia prove su tavola vibrante di due pareti in scala reale.Le pareti, vincolate alla base e in sommità, saranno sottoposte alle registrazioni dei recenti terremoti che hanno colpito il nostro Paese, con intensità crescenti fino al collasso.Il progetto, coordinato dal professore Gianmarco de Felice del Dipartimento d’Ingegneria dell’Università Roma Tre, è stato possibile grazie alla partecipazione del Centro Ricerche Enea Casaccia, dove verranno svolte le prove, con la guida dell’ingegnere Gerardo De Canio.Le prove sperimentali, rese possibili grazie al supporto finanziario del Consorzio ReLUIS (Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica) e della Kerakoll SpA, sono parte del programma di cooperazione scientifico tecnologico Italia-Usa di rilevante interesse nazionale Composites with inorganic matrix for sustainable strengthening of architectural heritage finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e del progetto CoBRA Sviluppo e diffusione di metodi, tecnologie e strumenti avanzati per la Conservazione dei Beni culturali, basati sull’applicazione di Radiazioni e di tecnologie Abilitanti finanziato alla Regione Lazio;
Sarà possibile collegarsi in streaming per assistere alle prove attraverso il laboratorio virtuale Dysco all’indirizzo web: http://connect.portici.enea.it/tavibr.

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Marcello Pacifico confermato per acclamazione alla guida dell’Anief: guiderà il sindacato fino al 2020

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2016

pacifico-marcelloIl sindacalista palermitano eletto all’unanimità: l’elezione è scaturita dalla volontà di oltre 400 delegati giunti a Roma per il secondo Congresso nazionale Anief, durante il quale sono state individuate le linee politiche sindacali da intraprendere. All’atto dell’acclamazione, la platea di delegati si è alzata in piedi riconoscendo al presidente Pacifico, con una standing ovation, piena conferma per la sua politica sindacale e per il suo modo di spendersi per la tutela dei diritti dei lavoratori della scuola. Durante il Congresso, sono state approvate diverse mozioni, che rappresentano gli obiettivi prioritari del prossimo quadriennio: dalla nuova contrattazione, con il recupero totale dell’indennità di vacanza contrattuale, all’incremento degli organici, dalla lotta al precariato a una nuova gestione delle supplenze, dalla necessità di bandire diversi nuovi concorsi all’abolizione del Tfr nel pubblico impiego fino alla nuova rappresentatività, alla nuove regole sui trasferimenti del personale, il ripristino di 200mila posti tagliati a partire dal 2008 e il recupero del “tempo-scuola” cancellato.Marcello Pacifico: è arrivato davvero il momento di diventare rappresentativi, di sederci ai tavoli contrattuali, per ridare dignità ai docenti e al personale Ata. Il Governo Renzi ha sbagliato tutto, imponendo una Buona Scuola che ora va modificata in tantissime parti: se ci sono 600mila persone che scendono in piazza, non si può far finta di niente. È, dunque, giunto il momento di valorizzare la scuola, tornando a dare voce a chi la vive, per il rispetto dei nostri giovani e della scuola del domani e, inoltre, per la cultura della giustizia e della legalità. Non è casuale che Anief sia diventata opinion leader a livello di mass media: continueremo la nostra azione incessante, sia per promuovere norme sia per far valere i diritti nelle aule di giustizia.

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The election result was not decided in the Kremlin

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2016

putin-trumpWHY is it unsettling to see Republicans and Democrats squabbling afresh about Russian meddling in last month’s presidential election? After all, the allegation being debated has been known for months: namely, that in 2015 and again in 2016 at least two groups of hackers with known links to Russian intelligence broke into the computer systems of the Democratic National Committee, as that party’s national headquarters is known, and into the private e-mail system of such figures as John Podesta, the chairman of Hillary Clinton’s presidential campaign, then released a slew of embarrassing e-mails to WikiLeaks. Before the election a joint public statement by the director of national intelligence and secretary of homeland security said that intelligence agencies were “confident” that the Russian government directed the hacking.All that has changed is that—thanks to reporting by the Washington Post and New York Times—we now know that the CIA briefed senior members of Congress before and after the election that, in the consensus view of intelligence analysts, the Russians’ motive was not just to undermine confidence in American democracy, but to seek Mrs Clinton’s defeat. Outside Washington, Americans (who mostly dislike President Vladimir Putin according to polls) seem to have shrugged off the news. President-elect Trump was cheered by spectators when he turned up in Baltimore to watch the Army-Navy football game, an annual pageant of patriotism.
And that is what is, or should be, so unsettling. Russian interference in elections across the Western world is a nasty virus (see article). Normally, America is protected by powerful, bipartisan immune responses against such a menace. It also boasts some of the world’s most sophisticated intelligence and cyber-defences, and when spooks tell the Republicans and Democrats who lead Congress and sit on the House and Senate intelligence committees of hostile acts by a foreign power, love of country generates a unified immune response. It is not kicking in this time.
The problem is not that all Republicans dismiss the claim that Russia tried to meddle in the election. Committee chairmen have promised urgent hearings. “We cannot allow foreign governments to interfere in our democracy,” said Representative Michael McCaul, a Texas Republican and chairman of the Homeland Security Committee. Senator John McCain of Arizona, chairman of the Senate Armed Services Committee, told reporters: “Everybody that I know, unclassified, has said that the Russians interfered in this election. They hacked into my campaign in 2008; is it a surprise to anyone?” The chairman of the House Intelligence Committee, Representative Devin Nunes of California, said that he believes Russia is guilty, but then turned his fire on the Obama administration, blaming the president’s desire for a reset of relations with Moscow.Yet Republicans are not conceding a more incendiary idea: that, in what seems to be the CIA’s view, the authoritarian, anti-American government of Russia tried to help Mr Trump. Mr Nunes, a prominent Trump supporter, calls that “innuendo” based on “lots of circumstantial evidence, that’s it.” Others are taking the view that it is all very complicated and murky. “All this ‘news’ of Russian hacking: it has been going on for years,” Senator John Cornyn of Texas, a member of Republican leadership, tweeted. “Serious, but hardly news.” According to unnamed officials quoted in the Post, some Republican members agreed that Russia was a hostile actor, but then argued that logically this meant the government in Moscow would be more likely to want Mr Trump defeated.
AdvertisementDemocratic leaders, who are in the minority in both chambers of Congress, have responded by trying to embarrass Republicans into taking a bipartisan approach. The incoming Senate minority leader, Senator Charles Schumer of New York, called it “stunning and not surprising” that the CIA should charge Russia with trying to elect Mr Trump. “That any country could be meddling in our elections should shake both political parties to their core,” Mr Schumer said in a statement. Others have thanked Mr Obama for ordering an investigation into what is known about Russian meddling, and expressed hopes that as much as possible of the probe would be made public before the next president’s inauguration on January 20th.The reasons for this partisan stand-off are not mysterious. Mr Trump has declared that the allegations of Russian hacking are simply unproven, and launched an attack on the credibility of the intelligence agencies that he will soon command without obvious precedent. Interviewed recently by Time magazine, Mr Trump said of the hacking: “It could be Russia. And it could be China. And it could be some guy in his home in New Jersey.” Asked about his desire for a reset of relations with Mr Putin—precisely the strategy held against Mr Obama by Republicans—Mr Trump is unapologetic. “Why not get along with Russia?” he asked Time. The Russians are “effective” and “can help us fight ISIS.” Still more remarkably, a statement from the Trump transition office mocked American intelligence agencies. “These are the same people that said Saddam Hussein had weapons of mass destruction,” it read. John Bolton, auditioning for a job in the next administration, questioned whether the hacking was carried out by America’s government to smear Mr Trump.
Many elements of Mr Trump’s policies make thoughtful Republicans queasy to the point of misery, from his fondness for Mr Putin to his willingness to pick up the telephone and bully company bosses, as if he were a Gaullist French president. But many of those Mr Trump brought into the party are Trump voters more than they are Republicans, and they frighten and cow members of the party that he now heads.
Some grass-roots conservatives also see much to like in a Russian-style approach to fighting Islamic terrorism, if that means an unsqueamish willingness to back secular autocrats in the Middle East, and attack targets in Syria with indifference to who is underneath. Mr Trump is clearly tempted to do a deal with Mr Putin in which America applauds as Russian warplanes carry out a campaign promise to “bomb the shit out of ISIS”. The bet in Trump Tower is that the other side of any such deal, perhaps involving the lifting of sanctions on Russia, or a promise not to back any further enlargement of NATO, will be greeted by the American public with a yawn.There is of course no evidence of collusion between Mr Trump and Russia. Mr Putin’s fierce dislike of Mrs Clinton, who as secretary of state questioned the validity of the 2011 elections in Russia, is more than enough motive to want her defeated. It seems unlikely that last-minute leaks of Democratic e-mails changed the result. Most straightforwardly, a close election is over and Democratic leaders are not questioning the result. Does the squabble matter then? Yes. When the next president of America takes his oath of office in January, officers of Russian intelligence will think they pulled off a historic win. That this fact has divided rather than uniting the two parties that run the world’s great democracy should unsettle anyone. (font: The Economist) (photo: putin-trump)

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The fall of Sirte

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2016

sirteTHE ground is shrinking beneath the feet of the jihadists of Islamic State (IS). Iraqi troops are moving closer to the centre of Mosul, the last big city under its control in Iraq, while Kurdish and Arab fighters eye Raqqa, its putative capital in Syria. How will IS react—and, perhaps, adapt—when it loses its remaining territory? To answer that question, look to Libya, where the jihadists have been pushed out of their stronghold in the coastal city of Sirte.Mired in civil war, Libya has become something of a hub for jihadists in the region. At its height earlier this year, IS controlled over 150 miles (240km) of the country’s coastline, according to the UN. Sirte, the hometown of Muammar Qaddafi, Libya’s former dictator, was even seen as a fallback capital for the group, should it lose Raqqa. But, after nearly seven months of intense fighting, it has been dislodged from its Libyan base.The campaign against the jihadists was nominally led by a UN-backed “government of national accord” (GNA) in Tripoli, the capital, though militiamen from Misrata, whose loyalty is decidedly fickle, did most of the actual fighting. They were backed by American air strikes. There have been more than 500 of those since August. IS was once thought to have several thousand local and foreign fighters in Sirte. But many, including several leaders, are now believed to be dead.Analysts warn that the group still poses a significant threat—to the West, the region and Libya itself. Jonathan Winer, America’s special envoy to Libya, told Congress last month that IS’s remaining fighters were probably forming underground cells around the country. “We believe they are waiting for opportunities to engage in further attacks in Libya or its neighbours, and if possible to reassert [IS] geographically,” he said. Nicholas Rasmussen, America’s top counterterrorism official, says he is concerned about attacks on foreign targets by the jihadists.Hundreds of jihadists are thought to have retreated south from Sirte during the fighting. Others were already there. IS has long had fighters scattered around Libya. In Benghazi they have attacked forces under the command of Khalifa Haftar, an anti-Islamist general, and may be linking up with other Islamist militants. IS fighters can also be found in the country’s vast stretches of desert, from where they have staged attacks on Sirte and elsewhere. Though weakened, they might find succour via the networks of various jihadist groups, such as Ansar al-Shariah and al-Qaeda in the Islamic Maghreb.Beyond Sirte, the same conditions that allowed the group to flourish still exist. The GNA cannot even secure the capital, parts of which are controlled by armed groups that support a previous Islamist government. Yet another government in the east, this one supported by Mr Haftar, also refuses to stand down. His forces recently took control of several oil facilities, which should boost his leverage if the UN-backed peace plan that produced the GNA is renegotiated, as some have suggested.But many believe Mr Haftar, who paints most Islamists as terrorists, has no intention of laying down his arms. His forces recently repelled a coalition of militias (supported, some claim, by the GNA’s defence minister) that tried to take back the oil facilities under his control. Backed by Egypt, the United Arab Emirates and Russia, Mr Haftar might decide to push further west. His supporters hope that Donald Trump, America’s president-elect and a fan of anti-Islamist strongmen, will also take his side. But Mr Trump has shown little interest in Libya. Meanwhile, with the campaign in Sirte ending, America’s bombing of IS will soon fall under stricter rules of engagement.Despite the setback in Sirte, and reported tension between local and foreign fighters, IS will continue to benefit from the chaos in Libya. Arms are easy to obtain, the borders are porous and the disgruntled population provides ample recruits. The terrorists can operate and train in the country’s vast ungoverned spaces, producing attacks on neighbours such as Tunisia, which it has already hit. Until a broader peace is agreed upon and an effective government established, IS soldiers will cause trouble in Libya. The same will be true in Syria and probably Iraq, even after Raqqa and Mosul fall. (font: The Economist) (photo: sirte)

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Artists against MUOS, a Laveronica Arte Contemporanea una collettiva d’impegno civile

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2016

maddalena-miglioreModica (RG) Giovedì 29 dicembre alle ore 19.00 nei locali della Galleria Laveronica Arte Contemporanea in Via Grimaldi 93 sarà inaugurata la collettiva “Artists against MUOS”. Esporranno Antenne 46, Francesco D’Amore, Francesca Dimanuele, Giuseppe Firrincieli, Guglielmo Manenti, Maddalena Migliore, Matilde Politi, Irene Puglisi, Maria Domenica Rapicavoli. In mostra pezzi d’archivio – giornali, pizzini, volantini, comunicati – ma anche video, fotografie, incisioni, vignette e libri d’artista, tra reportage e denuncia, tra satira e impegno civile.Da anni a Niscemi la comunità locale e migliaia di attivisti da tutta Italia protestano contro il MUOS, Mobile User Objective System, una rete di comunicazioni satellitari in grado di pilotare i droni per la guerra a distanza, costruita dagli Stati Uniti d’America nel mezzo di una riserva naturale. C’è il timore che le emissioni ad alta frequenza delle sofisticate apparecchiature possano causare gravi danni alla salute degli abitanti e all’ambiente nel raggio di decine di chilometri. Senza contare gli scenari legati alla disponibilità di un’arma che dovrà ripagarsi con guerre future. In questa vicenda le istituzioni italiane hanno usato il guanto di velluto con il potente alleato e il pugno di ferro con i cittadini inermi. Il primo, dopo vari rinvii, ha acceso le antenne. Sugli altri, invece, sono piovute denunce e querele. I processi si celebreranno a gennaio.“Dall’incontro con gli uomini e le donne del movimento – spiegano Corrado Gugliotta e Sveva D’Antonio, titolari de Laveronica Arte Contemporanea – è nata l’esigenza di raccontare l’esperienza di vita e di lotta in una mostra. In primo luogo, per far conoscere la vicenda del MUOS a un pubblico più vasto e far sì che gli attivisti ricevano la solidarietà dell’opinione pubblica. Secondariamente, per promuovere un’arte politica, scomoda, capace di saltare fuori dagli schemi, di scegliere da che parte stare. Artists Against MUOS vuole rendere omaggio, alla vigilia di un momento non facile, a chi in questi anni ha lottato dal basso contro poteri invisibili e invincibili, usando talvolta la creatività per vincere il silenzio della stampa, per ribaltare un’argomentazione, per scuotere le coscienze sopite degli indifferenti, per smascherare la corruzione degli apparati di potere”. La mostra resterà aperta fino al 25 marzo. Visite: dal martedì al sabato, ore 10.00-13.00 e 16.00-20.00. (foto: Maddalena Migliore)

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Teatro: “Tensione Superficiale”

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2016

tensione1Roma dal 5 all’8 gennaio 2017 Teatro Trastevere h 21.00, domenica h 17:30 via Jacopa de’Settesoli 3 “Tensione Superficiale” Testo e Regia: Jean Paul Sneider Cast: Pinco: Lorenzo Garufo Direttrice: Giulia Pera Dottoressa: Eleonora Mancini, Panco: Guglielmo Lello, Ligio: Jacopo Cinque,Folgorato: Jean Paul Sneider. “La messa in scena di questo spettacolo nasce dalla necessità di una catarsi rispetto al sentirsi fuori luogo in un mondo che sembra correre alla cieca verso l’autodistruzione.
La realizzazione dello spettacolo è collegata ad una doppia direzione del testo: man mano che gli attori hanno fatto proprie le tensioni interne e le dinamiche dei rapporti, il testo stesso è cresciuto con loro, affinchè potessero esprimersi e rimanere coerenti nella lucida follia che li contraddistingue. Il documentario “Titicut Follies” di Wiseman è stato fonte di ispirazione: basta un piccolo passo verso la follia per trasformare un rapporto o una conversazione in un vero nonsense, pur mantenendo una ferrea coerenza interna al discorso.”La Trama è semplice ed intrigante:“…in un prossimo dispotico tensione2futuro nei centri di igiene mentale vengono internate tutte quelle persone non conformi ai nuovi standard morali. Gli educati, gli onesti e gli altruisti non hanno più spazio nel nuovo ordine sociale. Ordine calibrato per un diverso tipo di popolazione, essi dunque devono essere curati per permetter loro di conformarsi. Un nuovo internato, che per praticità burocratiche verrà chiamato Pinco, si troverà a confrontarsi con personale e pazienti che dietro a maschere ridicole e buffe nascondono un umanità repressa in cerca di un nascondiglio o di un conforto. Con lui rinchiusi ci sono: Panco, pragmatico, ma irrimediabilmente innamorato; Pinco detto Folgorato altruista fino al grottesco; e Pinco detto Ligio solerte e pignolo nel rispettare ogni regola e legge. Nel frattempo la Direttrice vive in un mare di paradossi e contraddizioni rendendo vano ogni confronto, la Dottoressa convertita al nuovo ordine si nasconde dietro un muro di razionalizzazione. Pinco, incapace di accettare il cambiamento, ha un solo pensiero fisso: la fuga. Una lotta contro il tempo tra il suo desiderio di libertà e la rieducazione in atto da parte della struttura…” Dunque uno spettacolo da scoprire. (foto: tensione)

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II edizione Presepe Vivente Città di Pomezia

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2016

presepePomezia Il Gruppo Storico “Lavinium” dell’Associazione Tyrrhenum, in collaborazione con il Comitato di Quartiere “Nuova Lavinium”, l’Associazione Coloni Fondatori di Pomezia e Cinque Poderi – Castagnetta presenta la II edizione del Presepe Vivente “Città di Pomezia”. Il giorno di Santo Stefano, lunedì 26 Dicembre, i Giardini Petrucci a Piazza Indipendenza diventeranno il teatro di un viaggio alla scoperta della vita quotidiana nel nostro territorio nel periodo della nascita di Gesù. La rievocazione storica, con la presentazione degli antichi mestieri, avrà il suo culmine nella processione dei pastori e delle figure tradizionali del presepe verso la capanna della Natività. Dalle ore 16.00 alle ore 20.00 sarà possibile immergersi in un’atmosfera fuori dal tempo, caratterizzata da spiritualità, rispetto delle tradizioni e amore per la cultura. (foto: presepe)

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L’Arma dei Carabinieri in concerto in Piazza della Signoria

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2016

banda-carabinieriFirenze lunedì 19 dicembre 2016, alle 19.15 in occasione dell’inaugurazione della mostra La tutela tricolore. I custodi dell’identità culturale, che aprirà al pubblico dal giorno successivo 20 dicembre nell’Aula Magliabechiana – il nuovo spazio espositivo degli Uffizi ubicato sotto l’omonima Biblioteca -, avrà luogo un concerto della Banda dell’Arma dei Carabinieri.La banda si esibirà sotto la Loggia dei Lanzi, o, in caso di maltempo, sotto il braccio corto del Piazzale degli Uffizi, in modo da accogliere gli spettatori sotto i loggiati laterali. Le Gallerie degli Uffizi e l’Arma dei Carabinieri sono liete, anche in prossimità del Natale, di regalare questo spettacolo musicale a Firenze e tutti i suoi cittadini.La Banda dell’Arma è ormai un Corpo Bandistico Militare famoso in tutto il mondo ed esegue molti concerti sia in Italia che all’Estero. Dal 2000 ne ha assunto la direzione il Maestro Ten. Col. Massimo Martinelli.
Il repertorio è molto vasto e copre l’ambito della musica classica, oltre ai brani e marce militari tradizionali quali La Fedelissima, attuale Marcia d’Ordinanza dei Carabinieri composta nel 1929 dal maestro Cirenei, allievo di Pietro Mascagni. Per i suoi successi, oltre che per la suggestione delle uniformi schierate, la presenza dei maestri diretti dal colonnello Martinelli rappresenteranno un evento per tutta la città. (foto: banda carabinieri)

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Auguri dall’associazione “Forche Caudine”, circolo dei Molisani a Roma

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2016

dscn0382Com’è tradizione da ormai 27 anni, ai nostri auguri si accompagna un brano letterario che rende omaggio al Molise. Quest’anno andiamo su un classico: il romanzo “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana” (1957) del milanese Carlo Emilio Gadda (1893-1973).
Il protagonista del libro è il commissario di squadra mobile dottor Francesco “Ciccio” Ingravallo, trentacinquenne molisano, un po’ tozzo e ciondolante, con un cespuglio di neri capelli in testa, il quale affitta una camera presso una vedova che “lo venerava, a non dire adorava”, nonostante i suoi orari irregolari. Ecco come lo descrive con maestria lo stesso Gadda:
Tutti ormai lo chiamavano don Ciccio. Era il dottor Francesco Ingravallo comandato alla mobile: uno dei più giovani e, non si sa perché, invidiati funzionari della sezione investigativa: ubiquo ai casi, onnipresente su gli affari tenebrosi.
Di statura media, piuttosto rotondo della persona, o forse un po’ tozzo, di capelli neri e folti e cresputi che gli venivan fuori dalla metà della fronte quasi a riparargli i due bernoccoli metafisici dal bel sole d’Italia, aveva un’aria un po’ assonnata, un’andatura greve e dinoccolata, un fare un po’ tonto come di persona che combatte con una laboriosa digestione: vestito come il magro onorario statale gli permetteva di vestirsi, e con una o due macchioline d’olio sul bavero, quasi impercettibili però, quasi un ricordo della collina molisana.
Una certa praticaccia del mondo, del nostro mondo detto «latino», benché giovine (trentacinquenne), doveva di certo avercela: una certa conoscenza degli uomini: e anche delle donne. La sua padrona di casa lo venerava, a non dire adorava: in ragione di e nonostante quell’arruffio strano d’ogni trillo e d’ogni busta gialla imprevista, e di chiamate notturne e d’ore senza pace, che formavano il tormentato contesto del di lui tempo. «Non ha orario, non ha orario! Ieri mi è tornato che faceva giorno!» (…).
Nella sua saggezza e nella sua povertà molisana, il dottor Ingravallo, che pareva vivere di silenzio e di sonno sotto la giungla nera di quella parrucca, lucida come pece e riccioluta come agnello d’Astrakan, nella sua saggezza interrompeva talora codesto sonno e silenzio per enunciare qualche teoretica idea (idea generale s’intende) sui casi degli uomini: e delle donne. A prima vista, cioè al primo udirle, sembravano banalità. Non erano banalità. Con quei rapidi enunciati, che facevano sulla sua bocca il crepitio improvviso d’uno zolfanello illuminatore, rivivevano poi nei timpani della gente a distanza di ore, o di mesi, dalla enunciazione: come dopo un misterioso tempo incubatorio. «Già!» riconosceva l’interessato: «il dottor Ingravallo me l’aveva pur detto.» Sosteneva, fra l’altro, che le inopinate catastrofi non sono mai la conseguenza o l’effetto che dir si voglia d’un unico motivo, d’una causa al singolare: ma sono come un vortice, un punto di depressione ciclonica nella coscienza del mondo, verso cui hanno cospirato tutta una molteplicità di causali convergenti. Diceva anche nodo o groviglio, o garbuglio, o gnommero, che alla romana vuol dire gomitolo. Ma il termine giuridico «le causali, la causale» gli sfuggiva preferentemente di bocca: quasi contro sua voglia. L’opinione che bisognasse «riformare in noi il senso della categoria di causa» quale avevamo dai filosofi, da Aristotele o da Emmanuele Kant, e sostituire alla causa le cause era in lui una opinione centrale e persistente: una fissazione, quasi: che gli evaporava dalle labbra carnose, ma piuttosto bianche, dove un mozzicone di sigaretta spenta pareva, pencolando da un angolo, accompagnare la sonnolenza dello sguardo e il quasi-ghigno, tra amaro e scettico, a cui per «vecchia» abitudine soleva atteggiare la metà inferiore della faccia, sotto quel sonno della fronte e delle palpebre e quel nero pìceo della parrucca. Così, proprio così, avveniva dei «suoi» delitti. «Quanno me chiammeno!… Già, Si me chiammeno a me… può stà ssicure ch’è nu guaio: quacche gliuommero… de sberretà…» diceva, contaminando napolitano, molisano e italiano.
E poi soleva dire, ma questo un po’ stancamente, «ch’i femmene se retroveno addó n’i vuò truvà». Una tarda riedizione italica del vieto «cerchez la femme». E poi pareva pentirsi, come d’aver calunniato ’e femmene, e voler mutare idea. Ma allora si sarebbe andati nel difficile. Sicché taceva pensieroso, come temendo d’aver detto troppo. Voleva significare che un certo movente affettivo, un tanto o, direste oggi, un quanto di affettività, un certo «quanto di erotia», si mescolava anche ai «casi d’interesse», ai delitti apparentemente più lontani dalla tempeste d’amore. Qualche collega un tantino invidioso delle sue trovate, qualche prete più edotto dei molti danni del secolo, alcuni subalterni, certi uscieri, i superiori, sostenevano che leggesse dei libri strani: da cui cavava tutte quelle parole che non vogliono dir nulla, o quasi nulla, ma servono come non altre ad accileccare gli sprovveduti, gli ignari. Erano questioni un po’ da manicomio: una terminologia da medici dei matti. Per la pratica ci vuol altro! I fumi e le filosoficherie son da lasciare ai trattatisti: la pratica dei commissariati e della squadra mobile è tutt’un altro affare: ci vuole della gran pazienza, della gran carità: uno stomaco pur anche a posto: e, quando non traballi tutta la baracca dei taliani, senso di responsabilità e decisione sicura, moderazione civile; già: già: e polso fermo. Di queste obiezioni così giuste lui, don Ciccio, non se ne dava per inteso: seguitava a dormire in piedi, a filosofare a stomaco vuoto, e a fingere di fumare la sua mezza sigheretta, regolarmente spenta. (n.r. Un augurio che fa notizia non solo per chi l’ha formulato per la passione che vi è posta nel tenere alto il vessillo dell’appartenenza, del rispetto e dell’amore per la propria regione. Auguri a voi tutti di “Forche caudine” per il vostro impegno di sempre da parte della fidest a partire dal suo direttore).

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La rete di Giffoni all’estero

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2016

farnesinaRoma lunedì 19 dicembre, presso la Sala delle Conferenze Internazionali del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), conferenza dei Direttori degli Istituti Italiani di Cultura “Vivere all’italiana”: un piano di promozione integrata. Aprirà i lavori il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Angelino Alfano, seguito dal Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini, dal Presidente della Società Dante Alighieri Andrea Riccardi, dal Direttore Generale della RAI Antonio Campo Dall’Orto, dal Presidente della Biennale di Venezia Paolo Baratta, dal Presidente dell’Associazione Priorità Cultura Francesco Rutelli, dal Vice Presidente Fondazione Altagamma Paolo Zegna e dal Graphic Designer e Art Director Giorgio Camuffo. Seguirà una sessione plenaria, introdotta dal Prof. Philippe Daverio, articolata in cinque panel, incentrati su aree della promozione integrata considerate strategiche per la loro capacità di creare interazioni più ampie: Cucina, Contemporaneo, Cinema, Design, Archeologia. Concluderà i lavori della prima sessione plenaria il Segretario Generale della Farnesina Elisabetta Belloni.
La sessione plenaria pomeridiana verterà sulle strategie della Promozione Integrata (Internazionalizzazione dei Musei, Internazionalizzazione dell’Università e Turismo Culturale) e sulle nuove prospettive della promozione culturale integrata. Concluderà i lavori il Direttore Generale per la Promozione del Sistema Paese Vincenzo De Luca.
La giornata costituirà un’occasione per presentare le attività degli Istituti Italiani di Cultura e, soprattutto, per fare il punto sull’azione di promozione culturale, condividendo strategie e nuove tendenze a partire dai settori individuati quali strategici dal Piano di promozione integrata per l’Italia nel mondo “Vivere all’italiana”. Si discuterà pertanto di arte contemporanea, design, cinema e cucina, in un evento di grande rilevanza per la politica della Farnesina, i cui Istituti di Cultura rappresentano una risorsa fondamentale per la valorizzazione delle eccellenze italiane all’estero e del Sistema Italia nel suo complesso.
Alla conferenza, che riunirà i Direttori degli 83 Istituti Italiani di Cultura nel mondo, oltre ad altri attori del settore culturale, istituzionale, accademico, della ricerca e della comunicazione, parteciperà il direttore del Giffoni Experience Claudio Gubitosi con il Project Manager Giffoni Vojager Marco Cesaro a testimoniare il percorso cosmopolita intrapreso con Giffoni Vojager che, tra eventi e partnership che portano il brand e il format in giro per l’Italia e per il Mondo, ha come mission integrata proprio la valorizzazione di un prodotto culturale “made in Italy” e “made in Campania” amato e ambito in tutto il Mondo. Inoltre, obiettivo principale del progetto Vojager è la promozione di una rete in cui i contenuti del cinema per ragazzi circolino attraverso i vari nodi per far sì che sviluppi a livello globale una cultura cinematografica orientata alle giovani generazioni. E il cinema è uno dei settori individuati quali strategici dal Piano di promozione integrata della Farnesina.

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Basta con le cricche di potere: Torniamo al programma

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2016

campidoglioTutti in Campidoglio lunedì 19 ore 15.00 Conferenza stampa sulla scalinata del Campidoglio. L’arresto di Marra (e Scarpellini) può cambiare la scena del governo della città. La giunta, eletta sulla spinta di una grande voglia di cambiamento e discontinuità soprattutto delle periferie, può finalmente liberarsi dal “cerchio magico” che ne ha intrappolato l’azione politica e amministrativa.
Adesso è evidente che a tenere in scacco la giunta Raggi in questi primi sei mesi non è stato solo il governo Renzi con i suoi vincoli di spesa ed i progetti di ulteriore privatizzazione dei servizi. E’ stata anche la cricca di dirigenti e funzionari, più o meno apertamente di destra, eredi delle giunte Alemanno e Polverini, che ha fortemente condizionato l’agire della giunta e che la sindaca ha voluto nominare nonostante l’opposizione di gran parte del Movimento Cinque Stelle. Sulle politiche abitative, sui piani di zona e sulla gestione del patrimonio, nei rapporti con il personale, sul governo delle partecipate, nella relazione con il mondo degli affari, questa cricca ha lavorato a prescindere dal programma con il quale il Movimento Cinque Stelle ha vinto le elezioni.
Il condizionamento esercitato da questo gruppo di potere, in stretta relazione con il mondo degli affari e dei costruttori, di quelli che hanno sempre comandato a Roma, si può e si deve interrompere. Se si vuole costruire un cambiamento vero non c’è altra possibilità che ripulire l’amministrazione cittadina da quella schiera di funzionari che continuano a rappresentare il vecchio e corrotto sistema di potere. Il Movimento Cinque Stelle e la giunta Raggi sono finalmente disposti a produrre questo passaggio e a mettere in pratica il programma di quest’estate?

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Al Margutta Veggy Food & Art il Presepe degli Street Artist

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2016

presepe-marguttaBeetroot, Gomez, Lucamaleonte, Moby Dick, M.sgarbi, Omino71, Solo e Daniele Tozzi: sono loro i protagonisti di “Margutta Stazione Urban”, la nuova mostra “urban” del Margutta Veggy Food & Art, voluta da Tina Vannini e curata da Francesca Barbi Marinetti. Dal barocco al neo pop, dal pop surrealismo al lettering, la mostra sarà visitabile sino al 15 febbraio.Come per molte stazioni del nostro Paese durante il periodo natalizio, anche la Stazione Margutta avrà quest’anno un Presepe ad accogliere ospiti, curiosi e viandanti. Anzi, “Margutta Stazione Urban” sarà Presepe grazie alle meravigliose opere allestite negli spazi espositivi. Un presepe fortemente contemporaneo ed ispirato ai temi scottanti della quotidianità che mettono in moto coscienza e senso etico. Un tema che si anima di sensibilità attente al contemporaneo e nel recupero dei soggetti sacri, rivisitati laicamente, affrontano questioni calde del nostro affannoso oggi su cui convergono pensiero, coscienza e senso etico collettivo.Il progetto espositivo, avviato sin dall’inizio in stretta collaborazione con Emergenza Sorrisi, è un progetto di solidarietà finalizzato alla raccolta di fondi per scopi. Le opere saranno battute all’asta in occasione dell’evento di chiusura previsto per il 12 febbraio 2017: parte del ricavato sarà devoluto all’associazione benefica. Andranno all’asta anche i decori natalizi firmati Moby Dick, che ha rivisitato con il suo inconfondibile stile, tra spray e tag, i più comuni simboli natalizi.
presepe-margutta1presepe-margutta2Presenti al Vernissage: Beetroot, Gomez, Moby Dick, M.sgarbi, Omino71 e Daniele Tozzi. Insieme a tanti amici, giornalisti, influencer e personaggi dello spettacolo, che hanno applaudito alla grande mostra natalizia dedicata al mondo dello street art. Entusiastici i commenti, su queste straordinarie e non convenzionali “natività”. Tra i presenti anche i Bardamù, Mita Medici e Maria Rosaria Omaggio, Roberta Beta, Beppe Convertini e Graziano Scarabicchi, Federico Mollicone, Adriana Soares, Grazia Marino e Antonio Falanga. “Il Natale per il Margutta – spiega Tina Vannini, titolare de Il Margutta Veggy Food & Art – è sempre stato un momento per coniugare l’Arte alla solidarietà, ma anche per provocare riflessioni e stravolgere i simboli classici più rappresentativi delle festività. Il presepe “urban” incuriosisce, fa riflettere e provoca. Lo fa attraverso 8 segni ben distinti, emozioni diverse, quali, energia, ribellione, utopia, identità, desiderio e voglia di esprimersi nonostante e, anche, contro tutti”. (foto: presepe margutta)

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Il governo Gentiloni ha un nemico in Matteo Renzi?

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2016

gentiloniParadossale. Il governo Gentiloni nasce ed è destinato a vivere incarnando una clamorosa contraddizione: appare, e per molti versi è, un Renzi bis, ma nello stesso tempo ha nell’ex presidente del Consiglio il suo peggior nemico. Il quale, non avendo per nulla metabolizzato la sconfitta, né per quanto lo riguarda personalmente né per il più generale significato di spartiacque tra un prima e un dopo che il referendum è destinato ad avere nella politica italiana, si muove in perfetta continuità con il profilo caratteriale che ha mostrato e le modalità politiche che ha adottato nei suoi mille giorni a palazzo Chigi.Ricordare la sequenza degli eventi che disegnano la reazione di Renzi alla consultazione referendaria è utile per capire cosa l’ex primo ministro farà nell’immediato, a cominciare tra poche ore all’assemblea del Pd, che deve decidere se instradare o meno il partito verso un congresso ravvicinato. Uno: la conferenza stampa di mezzanotte nella domenica elettorale, in cui annunciava le sue dimissioni prima ancora di aver conferito con il Capo dello Stato. Due: il tentativo, durato 48 ore e stoppato da Mattarella, di spingere il Paese ad elezioni immediate, usando l’Italicum non ancora giudicato dalla Corte Costituzionale. Tre: le consultazioni parallele a quelle del Quirinale, per spingere la candidatura di Gentiloni, la figura da lui ritenuta meno ingombrante per se stesso e che era nella sua testa ormai da settimane. Naturalmente il presidente incaricato lo sapeva e non ha potuto che tenerne conto in sede di formazione del governo. Quattro: la richiesta che il nuovo esecutivo fosse il più possibile fotocopia del suo e l’insistenza perché Luca Lotti diventasse ministro e mantenesse la delega all’editoria, e perché Maria Elena Boschi fosse sottosegretaria alla presidenza del Consiglio, e pure senza che altri avessero pari grado (contrariamente a quanto si racconta, è stato lui e non lei, che invece era consapevole della necessità di uno stop, a pretendere la nomina). Cinque: l’indicazione, fatta trapelare dai suoi, dell’11 giugno come data possibile per il voto anticipato (cosa che ha fatto nuovamente imbestialire il Quirinale). Tutto questo per ribadire che, nonostante la vittoria del No, è ancora lui a dare le carte. E che, partendo dal presupposto – infondato, ma questa è una valutazione che proprio non gli riesce di fare – di poter contare alle politiche su tutti i 13 milioni di Sì, la rivincita gli sorriderà.Fin qui Renzi, di cui scopriremo fra poco le intenzioni anche per quanto riguarda il partito. Ma ora a palazzo Chigi c’è Gentiloni. Tutti dicono: è troppo debole, politicamente e caratterialmente, per opporsi ai disegni di chi gli ha consegnato le chiavi. Noi, che lo conosciamo bene da decenni, tendiamo non solo a sperare ma anche a credere che il neo primo ministro consideri saldato il debito a Renzi proprio con le modalità con cui è stato formato il governo, visto che il prezzo pagato con la “fotocopia” è assai alto. Inoltre, Gentiloni può contare su Mattarella, che a sua volta ha compreso come il vero settennato sia iniziato adesso, ed è ovvio che desideri lasciare il segno, seppur con il suo stile dimesso. Ed entrambi, Gentiloni e Mattarella, hanno tutto l’interesse che il governo duri, possibilmente anche fino al termine naturale della legislatura, e sono pienamente consapevoli che il pericolo maggiore è rappresentato dal fuoco amico renziano. Naturalmente, tutto dipenderà da come il governo saprà giocarsi le carte nelle partite aperte e in quelle che inevitabilmente, specie sul terreno economico, si apriranno via via. Il primo banco di prova riguarda due questioni delicatissime. Una attiene al decreto necessario per fornire alle banche quelle garanzie anti-crack che Renzi avrebbe dovuto produrre molti mesi fa, quando sia la vicenda Montepaschi sia quella delle due banche venete erano gestibili con molti meno affanni. L’impressione è che il Tesoro stia finalmente lavorando senza i pesanti condizionamenti che finora gli erano arrivati da palazzo Chigi, ma certo è ancora presto per giudicare. Il secondo problema che Gentiloni si trova ad affrontare è quello della scalata della francese Vivendi a Mediaset, che rischia di essere il preludio di altre e ben peggiori – dal punto di vista degli interessi strategici del sistema paese – capitolazioni degli ultimi baluardi del capitalismo nostrano (Unicredit e Generali, che andrebbero ad aggiungersi a Telecom, già persa). Qui si tratta di sottrarsi al solito e sterile dibattito su mercato e Stato, per assumere un atteggiamento pragmatico ma risoluto di moral suasion per evitare la colonizzazione (in questo caso francese). In che modo? Suggeriamo al presidente del Consiglio di studiare bene come Renzi si è comportato nella vicenda Mps, e poi fare l’esatto contrario. Sapendo che ultimamente il barometro dei rapporti tra Mattarella e Berlusconi volge finalmente al bello. E questo aiuta non poco Gentiloni.Naturalmente, la partita politicamente più scivolosa è quella della legge elettorale. Il presidente del Consiglio fa bene a pensare che il governo debba avere la mano leggera, e ha fatto bene a ricordare al Parlamento il ruolo che dovrà avere. Ma farebbe male a chiamarsi fuori. Deve fare un lavoro, tanto discreto quanto fattivo, dentro il Pd, e deve avviare contatti con Berlusconi – da quelle parti non gli mancano le entrature, e poi la vicenda Vivendi-Mediaset da questo punto di vista rappresenta una grande opportunità – con l’obiettivo di definire già prima del pronunciamento della Corte Costituzionale sull’Italicum il profilo della nuova legge. Anche qui, come e più che per la durata del governo, avrà Renzi come nemico. Al quale difetta, come abbiamo detto, l’analisi sul significato più vero del voto referendario. Ci pare, infatti, ma vorremmo tanto essere smentiti dai fatti, che al segretario del Pd sfugga il fatto che la vittoria del No abbia messo fine – ed era ora – alla lunga e per molti versi fallimentare stagione del maggioritario e dell’uomo solo al comando.Due facce, queste, della stessa medaglia, e cioè quella dell’illusione che esista una scorciatoia democratica per assicurare governabilità laddove l’offerta e la domanda politica faticano ad incontrarsi in modo virtuoso. Non si tratta di tornare al proporzionale puro della Prima Repubblica – alla quale peraltro vengono tuttora riservati giudizi ingenerosi – ma di scegliere una modalità istituzionale, per esempio quella tedesca, capace di dare il maggior potere decisionale possibile al governo senza per questo mortificare il parlamento ed evitando che ciò derivi da alchimie che consentano di formare maggioranze fittizie rispetto agli orientamenti dei cittadini.Chi blatera sul proporzionale dovrebbe riflettere sul fatto che l’abominevole sfilata di 42 partiti, partitini e mono-soggetti politici che si è vista al Quirinale nel corso della crisi non è certo figlia della congrua misurazione dei voti bensì delle forzature a suon di premi di maggioranza di questi anni, e che per assicurare un’adeguata semplificazione della rappresentatività basta e avanza l’uso di una soglia di sbarramento. Pierluigi Bersani, ospite lunedì scorso a Roma Incontra, è parso pienamente consapevole di tutto ciò. Adesso aspettiamo di vedere se lo sarà, una volta per tutte, la maggioranza del Pd. (Enrico Cisnetto direttore http://www.terzarepubblica.it)

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Roma governabilità e “cerchi magici”

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2016

marra“E’ inutile che Beppe Grillo si infuri. E’ sua la responsabilità di aver permesso alla sindaca Raggi di porre delle condizioni ‘o Marra o tutti a casa’ ora faccia mea culpa e per il bene di Roma e dei romani trovi una soluzione altrimenti il Campidoglio sarà soggetto ad altri innumerevoli teatrini che stanno facendo scivolare la città nel buio più totale”. E’ quanto afferma Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio di Fratelli d’Italia. “Ha ragione Giorgia Meloni – prosegue Santori – quando chiede a Grillo e ai vertici del Movimento 5 stelle di metterci la faccia e provare a governare Roma. D’altronde, con la conferenza stampa di Raggi sul caso Marra, il sindaco non si è dimesso ma si è consegnato definitivamente al comico genovese, e a questo punto tanto vale avere direttamente i leader grillini nei ruoli chiave dell’amministrazione senza interposta persona. Nonostante gli avvertimenti dallo stato maggiore del M5S e gli esposti di Fratelli d’Italia sulle nomine della Raggi, Grillo non si è saputo imporre per scongiurare questa ennesima figuraccia a Roma. E il risultato di tutta questa vicenda è che la Raggi si è messa nella condizione di essere ricattabile e ha ceduto al ‘o ti adegui, o ti scarichiamo’. Perdere l’autonomia – conclude Santori – per un sindaco che deve badare prima di tutto all’interesse della città e dei romani, è il peggior danno che si possa verificare”. (foto fonte: corriere.it)

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