Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 17

Roma caput imMUNDI…

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2016

Le vicende politico-giudiziarie di questi ultimi giorni sono solo l’ennesima dimostrazione di un sistema della gestione del potere politico-istituzionale italiano marcio fino all’inverosimile. Non c’è giorno, infatti, che notiziari e cronache non evidenzino quel serpente della corruzione che, implacabilmente, sta attraversando ogni anfratto dell’ex Bel Paese, con una sequela impressionante di crimini collegati al malaffare politico dei quali difficilmente si trova eguale riscontro in altre parti del mondo.
La Procura di Roma, vittima talvolta anche di qualche leggerezza interpretativa.., ha perennemente un gran daffare, visto che proprio nella capitale c’è, come da prassi in ogni capitale, la più grande concentrazione di palazzi del potere che, innegabilmente, sono “anche”, o “soprattutto” crocevia di enormi interessi economico-criminali. La tradizione italica di questi ultimi decenni ha fatto sì che questi centri del potere potessero essere molto attenzionati da una grande moltitudine di delinquenti, che la cronaca ci insegna agire in forma singola e, sempre più spesso, organizzata. L’anello di congiunzione utilizzato da tali organizzazioni per poter capitalizzare gli interessi collegati alla gestione del potere è costituito dall’infiltrazione diretta di esse nella politica, soprattutto partitica, con una metodologia supercollaudata e spesso infallibile. Ad oggi non c’è un solo partito politico, al netto ovviamente di una casistica quantitativa degli scandali del malaffare registrati e direttamente collegati all’anzianità nel potere da parte di ognuno di essi, che possa dichiararsi estraneo, esente, o potenzialmente immune da tali attività criminali.
Il Movimento Astensionista Politico Italiano, movimento autentico e non partito camuffato da detta dicitura, ha da tempo individuato nella “democrazia della rappresentanza totale” una metodologia di esercizio, ma soprattutto di controllo del potere effettivamente utile per contrastare gli effetti di tale malagestione, sicuramente alla base dell’attuale progressivo e irreversibile annientamento dell’Italia.
Il primo passo compiuto dal Movimento in questa direzione, facendosi portavoce della più grande aggregazione politica italiana quale è quella astensionistica composta da decine di milioni di cittadini sovrani e sfiduciati, è stato quello di ufficializzare alle Istituzioni più altamente rappresentate tale desiderio e metodo. Istanze che, nella migliore delle Comunicazioni Istituzionali di riscontro ricevute, hanno evidenziato un muro blindatissimo e quasi insormontabile costruito ad hoc da tutti i partiti attorno alle stesse Istituzioni, probabilmente a salvaguardia non della sovranità degli italiani e del bene comune, ma di determinati, specifici, loschi interessi. (Antonio Forcillo, portavoce nazionale del Movimento Astensionista Politico Italiano) (n.r. Questo comunicato che riproduciamo integralmente ci offre un quadro sconcertante di quanto la politica, e non solo in Italia anche se la circostanza non ci consola di certo, sia caduta in basso. Eppure crediamo che tra di noi, dentro di noi esiste una forte volontà d’uscire da questo pantano in cui ci siamo cacciati e la prima cosa che dovremmo fare è lottare per un cambiamento dell’attuale modello di società non ritirandoci sull’Aventino ma cercando di essere più presenti nella gestione della cosa pubblica, nel valutare le persone non per quello che dicono di essere ma per quelle che sono, nei risultati che ottengono nell’interesse collettivo e non in quello che promettono e il farlo nelle piccole e nelle grandi cose. Il boccone avvelenato non sta nei partiti in sé e nelle istituzione ma dal fatto che la guerra senza esclusione di colpi sta tra l’essere e l’avere, tra la cultura del bene e il possesso. E questo processo è trasversale e tocca un po’ tutti di là delle rispettive appartenenze. Si può essere poveri senza essere disprezzati? Si può essere modesti lavoratori, disoccupati, pensionati, senza essere considerati dei perdenti?)

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