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Archive for 20 dicembre 2016

Nanni (M5S Lombardia): bilancio di Maroni invotabile. Le proposte del M5S

Posted by fidest press agency su martedì, 20 dicembre 2016

regione lombardia“E’ dal nostro insediamento in Regione Lombardia che chiediamo una serie di tagli alla spesa regionale con l’eliminazione delle voci improduttive come alcune voci di spesa relative al funzionamento, comunicazione, consulenze e staff della macchina regionale, oltre a quelle relative ad alcune società partecipate. Inoltre, chiediamo una revisione complessiva della programmazione degli investimenti orientata ad aiutare le PMI e alla crescita economico produttiva della Lombardia. Purtroppo è mancata la volontà politica da parte della maggioranza di operare un intervento deciso ed il quadro va peggiorando. Ancora una volta voteremo contro questo bilancio.
“Il M5S ha depositato numerosi, tra ordini del giorno e emendamenti, per migliorare il testo della legge di bilancio che andrà al voto tra domani e dopodomani (20-21 dicembre). Tra gli emendamenti, nell’ottica della razionalizzazione della spesa il M5S Lombardia chiede la cancellazione delle risorse per Pedemontana, la soppressione di enti giudicati inutili come Explora e Navigli Lombardi S.c.a.r.l., e la cancellazione di iniziative istituzionali come la Carle, la Conferenza delle assemblee legislative regionali, che fin qui non hanno prodotto risultati tangibili.
Grande attenzione del Movimento 5 Stelle per la tutela dei beni pubblici con la richiesta di fondi per la ristrutturazione degli edifici scolastici, per l’investimento nella riqualifica del patrimonio pubblico e beni monumentali, nonché l’investimento in opere di mobilità dolce e il rimpinguamento di risorse per il Trasporto Pubblico Locale, oggi alla canna del gas, risorse per riattivare linee ferroviarie dismesse ad uso dei pendolari. M5S chiede anche un cambio di passo nelle politiche di tutela dell’ambiente con più fondi per il monitoraggio di acque, aria a terreni e per le bonifiche dei terreni inquinati da fanghi. Ben dieci emendamenti chiedono alla Giunta regionale di investire risorse per lo sviluppo e la valorizzazione dei territori montani.
Con gli ordini del giorno il M5S interviene su politiche regionali di ampio respiro e sulle promesse disattese dalla Giunta guidata dal Presidente Roberto Maroni. Tra le sollecitazioni, per esempio, la richiesta di abolizione dei ticket sanitari, fondi per il diritto allo studio (dote scuola), misure per la riduzione degli inquinanti nell’aria, fondi per gli alloggi di edilizia popolare, garanzie per i punti nascita e fondi per le politiche anticorruzione, per le vittime della criminalità e per la diffusione della cultura della legalità.”, così Iolanda Nanni, capogruppo M5S in Regione Lombardia, sulle sedute di bilancio che si tengono a partire da oggi.

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Presepe vivente di Custonaci

Posted by fidest press agency su martedì, 20 dicembre 2016

museo-vivente-custonacimuseo-vivente-custonaci1Custonaci (Trapani) Trentacinque edizioni, quattrocentomila visitatori nel corso degli anni, 160 interpreti – tra artigiani-artisti provenienti dall’intera Sicilia, maestranze contadine, figuranti locali e numerose comparse – citazioni nell’Herald tribune e nel National Geographic. Se nella vita sono i numeri a fare la differenza, quelli del Presepe vivente di Custonaci rappresentano un vero e proprio patrimonio da conservare negli annali. La manifestazione, quest’anno alla sua trentacinquesima edizione, andrà in scena nell’area della grotta preistorica di Scurati il 25 e 26 dicembre 2016 e dal 5 all’8 gennaio 2017, con inizio alle ore 16. Un evento dove non vuole rappresentare solo la nascita di Gesù, ma anche il più grande evento di valorizzazione dei mestieri e delle tradizioni popolari siciliane. Al centro di tutto, oltre alla Sacra Famiglia, c’è il centro di Borgo Scurati, una realtà di case rurali disseminate come in un presepe, a ridosso di un contesto di grotte naturali che si aprono su alte pareti rocciose. Tra queste primeggia la Grotta Mangiapane, emozionante e scenografico spazio risalente al Paleolitico superiore. Si potranno così scoprire quei mestieri che resistono da oltre duemila anni, entrando in una atmosfera che annulla il senso del tempo e dello spazio. I visitatori scopriranno così: u scarparu, u tilaru, u furnu, l’arbitrio per la pasta, a taverna u pignataro. Veri artigiani, che non interpretano una parte, ma il loro vero mestiere in un luogo di rara bellezza. In più ogni angolo di Borgo Scurati si popolerà di asini, capre, oche, mucche, cavalli, anatre, galline, pavoni, pecore ed agnellini.
museo-vivente-custonaci2Il Presepe di Custonaci si pone come una sorta di operazione “museografica”, nel senso dei sapere e della sua comunicazione, la cui validità è certamente apprezzabile. Una operazione di questo genere comporta, infatti, la conoscenza dei proprio territorio e delle attività produttive a esso connesse e il recupero di tutta una serie di competenze organiche a un tessuto economico e sociale ormai da decenni in via di rapida trasformazione. In altri termini, anche se per un lasso di tempo circoscritto – ma bisognerebbe analizzare eventuali effetti a distanza – il Presepe vivente di Custonaci, per il modo in cui è stato pensato e organizzato, conferisce identità a una intera comunità, sia sul versante della cultura materiale sia su quello della cultura intellettuale, con il recupero dei patrimonio di conoscenze e di abilità manuali connesso ai singoli mestieri. Mestieri che si fanno e che si rappresentano nel loro farsi, e che costituiscono una occasione rara per la conoscenza. Gli oggetti e le tecniche a essi connesse “parlano” per mano di coloro che li sanno adoperare. La messa in scena dell’evento prevede, oltre l’illuminazione artificiale, l’uso delle fiaccole, le padelle romane e le lanterne a petrolio
I ticket di ingresso si possono comprare sul posto e costano 5 euro per i bambini dai 4 ai 10 anni, 10 euro per gli adulti, gratis per i bambini da zero a 3 anni. I biglietti si possono anche acquistare con uno sconto di 50 centesimi sul sito Internet http://www.presepecustonaci.it. La biglietteria (aperta dalle 16 alle 20, tranne il 25 dicembre, quando chiuderà alle 19) si trova nel centro storico di Custonaci, nell’area “Città Mediterranea del Natale (Beit Lehem)”, dove dal 18 dicembre 2016 all’8 Gennaio 2017 aprirà il villaggio di Natale, con concerti, mostre, itinerari culturali e gastronomia. Il costo del biglietto comprende il servizio navetta dal centro storico alla grotta e viceversa, la visita del presepe vivente con degustazione prodotti tipici e inoltre la possibilità di visitare il Santuario Maria SS. di Custonaci e il Museo Arte e Fede. Al momento dell’acquisto del biglietto è necessario specificare l’orario di ingresso (16, 17, 18, 19, 20). Per ogni ora di ingresso sono disponibili fino a 500 biglietti. (museo vivente custonaci)

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Coniugare innovazione, sostenibilità e sicurezza

Posted by fidest press agency su martedì, 20 dicembre 2016

Lorenzin beatriceCon questo titolo ha preso il via a Roma la IX Conferenza nazionale sui dispositivi medici, appuntamento annuale che pone al centro del dibattito il tema dei dispositivi medici avvalendosi dell’intervento dei principali attori del sistema, tra cui ministero della Salute, rappresentanti regionali, esperti nazionali ed europei provenienti dal mondo universitario e industriale, Assobiomedica e tante altre rappresentanze associative delle imprese. Attraverso sessioni e workshop di approfondimento, l’evento (in programma anche martedì presso il centro congressi ‘Auditorium Antonianum’) è l’occasione per presentare i risultati di alcuni tra i più importanti progetti in essere nel settore e le linee politiche programmatiche per il futuro.
Grande spazio è inoltre riservato all’approfondimento tecnico normativo delle maggiori novità nel campo, che tratteggeranno il settore dei medical device nei prossimi anni. Ad aprire i lavori il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. ‘Stiamo lavorando ad un grosso progetto sulla contraffazione dei dispositivi medici- ha detto il ministro- perché sul settore industriale, legato al sistema salute, abbiamo fatto numerosi passi in avanti e soprattutto abbiamo abbandonato un pregiudizio, quello di vedere l’industria come qualcosa che sta fuori dalla porta. Se noi abbiamo un sistema sanitario che continua a splendere con i miliardi di corrette prestazioni che vengono erogate tutti i giorni, creando ricerca, innovazione e un indotto, anche con tutte le ombre che ci sono, è perché il sistema industria è all’interno del sistema salute e deve essere un elemento di valore e valorizzazione. Per me e per il ministero della Salute è così e siamo contenti di essere riusciti a portare avanti questo tipo di approccio, con le difficoltà che tutti conosciamo, mantenendo una visione’.
Che cosa deve aspettarsi il settore dei dispositivi medici per il 2017? ‘Per quanto riguarda i device- ha proseguito Lorenzin- dobbiamo portare a termine il lavoro cominciato, dall’Hta (Health technology assessment, ndr) al Fast track per la sperimentazione clinica dei farmaci e dei dispositivi medici, fino al tema che riguarda la valorizzazione dei prodotti ma anche quello delle centrali uniche di acquisto. Io ho più volte indirizzato, e su questo ci stiamo arrivando- ha poi sottolineato il ministro- le centrali regionali a lavorare con il metodo di Consip, che su questo ha fatto un ottimo lavoro. Dobbiamo quindi sentire tutte le voci e dialogare con gli operatori sanitari per fare scelte, nella formazione di un capitolato, che tengano conto dell’innovazione e della sua specificità ma anche delle eccezioni che ci possono essere’.
Per il resto, per il 2017, il lavoro principale per il ministero sarà quello di avere la garanzia di vedere ‘tra gennaio e febbraio i nuovi Lea nella vita dei cittadini’. Punto centrale della giornata di apertura, intanto, è stata la firma del protocollo d’intesa ‘Fast track’ per la sperimentazione clinica dei farmaci e dei dispositivi medici, che consentirà di istituire una procedura veloce per le valutazioni di tali sperimentazioni, assicurando tempi certi e misurabili, a normativa vigente, a cui possano aderire in maniera volontaria e sottoscritta tutti gli stakeholders interessati e coinvolti nel processo.
‘Gli obiettivi del protocollo sono quelli del disegno di legge Lorenzin- ha spiegato Marcella Marletta, direttore generale per i dispositivi medici e diagnostici del ministero della Salute- cioè principalmente la semplificazione, perché abbiamo bisogno di superare quelli che sono i problemi legati alle sperimentazioni cliniche sia dei farmaci sia dei dispositivi medici, abbiamo bisogno dell’individuazione di centri di qualità, abbiamo bisogno di superare la difformità nelle valutazioni e di dare tempi più certi. Sappiamo di avere un problema nei tempi rispetto ad altri Paesi e speriamo con questo protocollo, firmato da tutti gli attori (ministero della Salute, Istituto superiore di sanità, Aifa, Farmindustria, Assobiotech e Assobiomedica), di essere più attrattivi anche per le sperimentazioni cliniche di farmaci e dispositivi oltre che di diventare, volendo, anche il primo hub sperimentale. La ricerca è un volano economico per i Paesi che in questo momento sono in crisi, ma soprattutto vogliamo più ricerca p er tenere a casa i nostri ricercatori’.
Secondo il presidente di Assobiomedica, Luigi Boggio, il protocollo ‘Fast track’ può essere un primo passo verso l’efficienza ‘perché semplifica e in teoria rende più uniforme l’accesso agli studi clinici su tutto il territorio nazionale- ha detto- l’unica preoccupazione è che questo protocollo richiede del ‘volontarismo’, cioè devono adeguarsi le Regioni e gli enti. Noi allora ci auguriamo veramente che venga fatta un’opera di sensibilizzazione molto forte, da parte tutti gli attori, affinché venga recepito’. Per Boggio, inoltre, bisogna guardare all’innovazione in termini di efficacia e non di costo, come invece spesso accade nel nostro Paese: ‘In questo momento tutti gli addetti agli acquisti- ha proseguito- hanno l’ordine di tagliare i costi e di spendere il meno possibile e non esiste un sistema che permetta di valutare il valore di quello che si acquista e gli impatti sull’intera struttura o sull’intero sistema sanitario.
Se un ospedale deve per esempio acquistare una tecnologia, per risolvere in maniera definitiva una cronicità, che invece costa tantissimo al territorio, non la sceglierà mai perché si tratta di un costo aggiuntivo. Finché non colmiamo questo gap, allora, non avremo mai benefici. Devo dire però che il nuovo codice degli appalti suggerisce di analizzare l’offerta in base a criteri diversi: il prezzo è uno, ma assolutamente non l’unico, e si devono analizzare tutti gli impatti che l’acquisizione della tecnologia ha sull’intera organizzazione. Il ciclo di vita del prodotto, lo smaltimento e i consumi elettrici, insomma, sono tutti costi che bisogna analizzare. E oggi francamente questo avviene molto poco’.
Presente all’incontro anche il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Walter Ricciardi, che ha parlato di importanti novità per il settore dei dispositivi medici a partire dal 2017: ‘Dal primo gennaio partiranno tutti i nuovi dipartimenti e i centri dell’Istituto che si occuperanno delle problematiche in questo settore, ma ce ne saranno alcuni che saranno particolarmente focalizzati. Il primo è l’organismo notificato unificato, cioè noi avremo un organismo notificato, che per altro ha superato la rigidissima valutazione della Commissione europea, ispezione avvenuta più volte, per sancire che noi siamo uno dei pochi Paesi ad avere un organismo che rilascia la certificazione europea nei confronti dei dispositivi medici. E questo è molto importante per la ricerca e le aziende italiane che sono tante e che così sono in grado di certificarsi in italiano nel nostro Paese da un ente pubblico.
Poi ci sono i nuovi centri specifici come il Centro nazionale per l’Health technology assessement, quello nazionale per le tecnologie innovative in sanità pubblica, quello nazionale per la telemedicina e poi il Centro nazionale per l’eccellenza clinica, la qualità e la sicurezza delle cure che, se il Parlamento andrà avanti sulle leggi che ha in previsione, si occuperà delle linee guida quindi di tutto il programma nazionale per aiutare gli operatori a fare al meglio il proprio lavoro’. Nelle due giornate sono previsti infine incontri e dibattiti incentrati sul monitoraggio dei consumi di dispositivi medici, sulla vigilanza e sulla sorveglianza del mercato con la lotta alla contraffazione, ma anche sull’Health technology assessment (Hta) per il Servizio sanitario nazionale, oltre che sul tema dei dispositivi medici in campo estetico. Sul sito dedicato http://www.forumdm.it è possibile trovare il programma dettagliato dell’evento.

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Campidoglio, Pinuccia Montanari nuova assessora alla Sostenibilità Ambientale

Posted by fidest press agency su martedì, 20 dicembre 2016

pinuccia_montanariLa sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha scelto Pinuccia Montanari come nuova Assessora alla Sostenibilità Ambientale.“Il tema dell’Ambiente e della gestione dei rifiuti rappresenta una della priorità della nostra amministrazione – spiega Raggi –. Pinuccia Montanari ha una grande esperienza nel settore e ha sempre portato avanti idee innovative che potranno contribuire ad affrontare le sfide che ci attendono. Sono certa che saprà risanare Ama: l’azienda capitolina deve superare le difficoltà che hanno impedito ai suoi dipendenti di svolgere efficientemente il proprio lavoro e ai cittadini di fruire di prestazioni degne di una capitale europea”.”È un grande onore accettare questa sfida per portare Roma, la Capitale d’Italia, verso la dimensione di una città sempre più ‘Zero Waste’. Le principali linee di quest’azione saranno l’applicazione della normativa europea e l’adozione di un grande piano comunale per la riduzione dei rifiuti per passare dall’economia lineare a quella circolare e rigenerativa. Mi piacerebbe che i rifiuti venissero chiamati materiali post-consumo per garantire un futuro sostenibile soprattutto per le nuove generazioni”, commenta Montanari. “C’è stata subito grande sintonia tra me e la sindaca Raggi che mi ha prospettato la sua visione di città moderna attenta al benessere dei cittadini. E’ un’amministratrice forte e attenta e sono orgogliosa di lavorare con lei”, aggiunge la neo Assessora.Pinuccia Montanari è laureata in filosofia e giurisprudenza. Si occupa da anni di informazione e ambiente. Ha partecipato alla Conferenza sull’ambiente di Rio de Janeiro nel 1992, a Rio+10 nella città di Johannesburg nel 2002, alla Conferenza mondiale sui cambiamenti climatici di Parigi del 2015. È presidente dell’Ecoistituto di Reggio Emilia e Genova, e coordinatrice del Forum per la democrazia ecologica dell’Icef (International court of the environment foundation) presieduta dal Magistrato di Cassazione Amedeo Postiglione. È stata componente dell’Osservatorio nazionale rifiuti nominata dal Governo Prodi, dal 2004 al 2009 assessora all’Ambiente e Città sostenibile della città di Reggio Emilia, dal 2009 al 2012 assessora ai Parchi storici e Decrescita del Comune di Genova. Attualmente lavora presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia dov’è responsabile del Progetto sostenibilità ambientale, svolge attività di docenza nell’ambito del Corso di Information Literacy “Le fonti di informazione ambientale”, coordina i corsi e-learning nell’ambito del progetto europeo WEEENmodels. È componente del Comitato scientifico della Fondazione Alexander Langer Stiftung. Ha collaborato con Alex Langer quando era presidente della Commissione Albania, Romania e Bulgaria del Parlamento Europeo. (foto by il tempo.it: Pinuccia Montanari)

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Campidoglio: Bergamo, “grazie a sindaca Raggi per fiducia, orgoglioso di lavorare al suo fianco”

Posted by fidest press agency su martedì, 20 dicembre 2016

luca-bergamoLa sindaca di Roma Virginia Raggi ha chiesto all’assessore alla Crescita culturale Luca Bergamo di ricoprire il ruolo di vicesindaco. Lo rende noto il Campidoglio. La sindaca si è confrontata con la sua maggioranza che ha condiviso pienamente la scelta. “Ringrazio Luca Bergamo per aver accettato l’incarico. Continueremo a lavorare insieme per il cambiamento e il rinnovamento della nostra città”, ha commentato Raggi. E Luca Bergamo risponde:
“La sindaca Virginia Raggi ha deciso di affidarmi il compito delicato di vicesindaco di Roma Capitale. Una scelta condivisa dai consiglieri della maggioranza. Ho accettato di unirmi a Virginia Raggi e al Movimento 5 Stelle come assessore alla Crescita culturale perché sono profondamente convinto che con questo governo la città possa progressivamente tornare ad essere pienamente una capitale mondiale e allo stesso tempo un luogo in cui donne, uomini e bambini che vi abitano possano vivere con serenità e soddisfazione, indipendentemente dal loro credo, dalla loro razza e dal loro orientamento. Una città dove diritti e legalità siano pienamente realizzati. Ringrazio Virginia per la fiducia accordatami e sono orgoglioso di lavorare al suo fianco”.
E’ quanto dichiara il vicesindaco di Roma, Luca Bergamo. “Per le stesse ragioni accetto con profondo senso di responsabilità l’incarico che mi viene proposto, in un momento delicato che Virginia Raggi, la giunta e la maggioranza consiliare hanno superato con serenità, determinazione e grande coesione”, conclude il vicesindaco. (foto: luca bergamo)

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Sir Bani Yas Cruise Beach, ufficialmente aperta la spiaggia per i crocieristi ad Abu Dhabi

Posted by fidest press agency su martedì, 20 dicembre 2016

sir-bani-yas-beachAbu Dhabi, EAU, 19 dicembre, 2016. Con il patrocinio di Sua Altezza lo Sceicco Hamdan Bin Zayed Al Nahyan, Rappresentante Governativo della Regione Occidentale di Al Gharbia, Abu Dhabi Ports nella giornata del 15 dicembre ha ufficialmente inaugurato Sir Bani Yas Cruise Beach, una nuova beach destination dedicata ai crocieristi per vivere esperienze uniche.La spiaggia è stata ufficialmente inaugurata da Sua Eccellenza Mohamed Khalifa Al Mubarak, Presidente di Abu Dhabi Tourism & Culture Authority (TCA Abu Dhabi) e Tourism Development & Investment Company (TDIC), insieme a una delegazione di funzionari di elevato profilo e partner strategici per celebrare un’ulteriore partnership strategica tra gli attori principali del settore del turismo crocieristico di Abu Dhabi che coinvolgono Abu Dhabi Ports, TCA Abu Dhabi e Etihad Airways.Sua Altezza lo Sceicco Hamdan Bin Zayed Al Nahyan, Rappresentante Governativo della Regione Occidentale, ha dichiarato: “Lo sviluppo di nuovi progetti economici legati al turismo in tutta la Regione Occidentale è priorità fondamentale per la strategia governativa legata alla Visione 2030 di Abu Dhabi, guidata dal Presidente, Sua Altezza lo Sceicco Khalifa bin Zayed Al Nahyan e Sua Altezza lo Sceicco Mohamed Bin Zayed Al Nahyan, Principe Ereditario di Abu Dhabi e Vice Comandante Supremo delle Forze Armate degli Emirati Arabi Uniti.Lo sviluppo dei porti della Regione Occidentale conferma quindi il valore della saggia guida volta alla crescita della regione. Sua Altezza lo Sceicco Hamdan Bin Zayed Al Nahyan afferma che i progetti attualmente in corso sono ben allineati con il piano di diversificazione economica globale perseguito dall’ Emirato di Abu Dhabi. Sua Altezza ha anche sottolineato che Sir Bani Yas Cruise Beach contribuirà a stimolare ulteriormente il settore del turismo nell’isola.Per l’occasione, Sua Eccellenza Mohamed Khalifa Al Mubarak, Presidente, TCA Abu Dhabi e TDIC, ha dichiarato: “Questa spiaggia per i crocieristi unica nel suo genere non ha rivali nella regione ed è stata sviluppata per accogliere la domanda di uno stop con spiaggia in aggiunta agli itinerari delle compagnie di crociera leader mondiali”. “Sir Bani Yas Cruise Beach porta ad Abu Dhabi un forte vantaggio competitivo con il raddoppio delle call nell’Emirato, dimostrando l’efficacia del lavoro di gruppo in sinergia con gli stakeholder orientato allo sviluppo del settore crocieristico di Abu Dhabi. Questa opzione balneare unita alla pluripremiata riserva naturale protetta di questa desert island aggiunge una proposta unica alla ampia gamma di escursioni per i passeggeri”, ha aggiunto Sua Eccellenza.
Questa straordinaria spiaggia dedicata ai crocieristi attirerà altre navi da crociera oltre a potenziare l’offerta degli operatori del settore crocieristico. Giocherà inoltre un ruolo fondamentale per l’aumento del traffico passeggeri da crociera la cui crescita stimata è pari al 9% nella stagione 2016/17. (foto: Sir Bani Yas Beach)

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Da Sant’Egidio, tanti auguri di buon Natale!

Posted by fidest press agency su martedì, 20 dicembre 2016

natale-santegidioNatale è la festa di un bambino, è la festa di Gesù. E noi in questo Natale pensiamo ai tanti bambini che non hanno trovato posto nella nostra società, come Gesù non trovò posto quella notte per nascere. Pensiamo soprattutto ai bambini figli dei migranti: quante immagini di dolore abbiamo visto in questi anni sul Mar Mediterraneo!
Il Natale è la festa quest’anno anche di tutti i bambini salvati attraverso i corridoi umanitari, sono arrivati in sicurezza nel nostro paese, in Europa, salvati dalla guerra.
Il Natale è anche festa di famiglia, non la mia, non la tua, o quantomeno non solo la mia e non solo la tua, ma della famiglia umana. Perché il mondo, come lo vediamo da Sant’Egidio, è una fraternità universale dove ci deve essere posto per tutti, soprattutto per chi è più debole e più vulnerabile. E’ proprio per loro che abbiamo imbandito anche quest’anno tante e tante tavole per un bel pranzo di Natale dove nessuno sia escluso, soprattutto quelli che lo sono durante tutto l’anno.
Il Natale è anche una festa di pace, ed è il grande augurio di pace che da Sant’Egidio vogliamo mandare a tutto il mondo: pace per le nostre città, perché ci sia posto per tutti, pace per chi soffre per la guerra. E che ciascuno di noi in questo Natale possa fare la sua parte, dare una mano perché sia un Natale per i bambini, per gli esclusi, un Natale di famiglia, un Natale di pace. (foto. natale sant’egidio)

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Riscaldamento climatico e irresponsabilita’ istituzionale

Posted by fidest press agency su martedì, 20 dicembre 2016

onu assembleaSi’, proprio irresponsabilita’ istituzionale si puo’ chiamare quella a cui stiamo assistendo in questo periodo da parte di chi, preposto alla nostra amministrazione e tutela, sta solo prendendo fatalisticamente atto della situazione da lui stesso determinata. Sulla carta, per carita’, ne scrivono e ne dicono tante, ma i fatti vanno in direzione opposta. Stiamo parlando degli effetti del riscaldamento climatico, con aumenti di temperature e sconvolgimento degli assetti di ogni livello, che ci stanno portando a malattie e morte piu’ velocemente di quanto ci dicono.
Centinaia di iniziative in sede ONU, impegni sottoscritti o da sottoscrivere, accordi bilaterali e multilaterali, una marea di incontri con dispiego di mezzi ed energie che, visti i risultati degli studi che per fortuna continuano ad essere fatti, smentendo il piu’ autorevoli dei capi di governo nel mondo, il neo-presidente Usa, continuano a non servire a niente…. Perche’ alla drammaticita’ della situazione le iniziative che vengono prese sono tutt’altro che radicali; o meglio: lo sembrano, ma solo in una logica emergenziale, quindi tamponi di falle che nessuno al momento sembra abbia voglia di estirpare. Il prezzo per l’estirpazione sarebbe molto alto, ma non ci sono alternative. Stiamo parlando di provvedimenti restrittivi di molte liberta’ di fare male agli altri di cui ci siamo abituati e fanno parte del nostro DNA: dai nostri consumi quotidiani in alimenti, energie, divertimenti alle politiche (e incentivi verso le stesse) da parte dei singoli governi e Stati.L’ultimo campanello d’allarme, se ancora non fossero bastati quelli delle settimane scorse in diverse singole citta’ italiane e di tutto il mondo (Pechino e’ proprio oggi in condizioni pietose), ci viene sempre da dentro casa, dall’Agenzia europea dell’Ambiente (Aea) che, sostanzialmente ci dice che e’ ancora lontano il tempo di trasporti puliti ed intelligenti in Europa: smog, traffico e rumore continueranno a mettere sotto pressione l’ambiente e gli ecosistemi oltre ad essere una conclamata minaccia per la salute delle persone (nell’ultimo decennio più di 400mila morti premature all’anno sono ascrivibili all’inquinamento dei trasporti).
E noi -individui e governi- fatalisticamente continuiamo a comprare autovetture inquinanti (pur con le burlette degli euroX, con le “x” che aumentano a vista d’occhio)… E tutti gli altri fatalismi dei nostri suicidi comportamenti quotidiani, mentre amministratori e responsabili si assolvono ogni giorno e/o continuano nelle scaramucce politiche (ladri, non ladri, farabutti, corruzione, disonesti, finti-onesti etc.) con tanto di rilievo mediatico offuscato da una sorte di sindrome di gazzettiere del potere (maggioranza od opposizione, poco rileva).Noi, quelli del 2+2=4, restiamo a bocca aperta col pericolo di farcela riempire dallo smog e dalle parole che occultano lo stesso mettendolo sotto il tappeto. Quando ci facciamo una ferita, indipendentemente da come e dove, il primo e immediato istinto e’ quello di curarcela. Invece assistiamo a ferite sempre piu’ lacere che vengono lasciate verso la cancrena e l’estensione in tutto il corpo (civile, ambientale, politico, sociale ed economico, nella fattispecie); invece del benefico disinfettante o dei punti di sutura, tutto rimane li’. C’e’ qualcosa che non torna, e quindi ecco la tendenza a far da se’, quasi sempre in modo suicida, cioe’ fregandosene dei propri figli e nipoti e ballando e festeggiando come fosse stata gia’ annunciata la fine del mondo e non avessimo altro da fare che godercela fino all’ultimo secondo. Un far da se’ la cui responsbailita’ e’ individuale e collettiva, dove quest’ultima si manifesta nei modi che abbiamo evidenziato, con la non-informazione e l’incoscienza istituzionale.
E quindi, ecco che ci dicono: non circolate in auto il giorno x ma solo il giorno y, abbassate la temperatura del termosifone in casa a 18 (ma chi lo fa?), mentre continuano a produrre automobili inquinanti e a venderle come se nulla fosse, continuano a non fare piste ciclabili, continuano a non incentivare la mobilita’ ecologica, continuano a non organizzare bene le raccolte differenziate dei rifiuti, continuano ad investire nell’energia fossile e se ti azzardi a fare qualcosa di diverso individualmente, ti arrivano delle staffilate economiche che difficilmente puoi reggere (la “moda” bio o simile, ha un costo economico e sociale).
Il nostro e’ un appello disperato? Puo’ darsi. Ma non vogliamo essere complici. Candide volteriano? No! Piccoli messaggi agli individui. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Nel 2017 retribuzioni in crescita ma non per tutti

Posted by fidest press agency su martedì, 20 dicembre 2016

Edoardo Cesarini
WATSON WYATT
Foto Fiorenzo GalbiatiPer il 2017 è prevista una crescita media delle retribuzioni del 2,5%, un trend che accomuna dirigenti, middle management, tecnici e personale di funzioni di supporto. A beneficiare di questa crescita sarà però una fascia ristretta del management: se da una parte gli stipendi della fascia media sono sostanzialmente fermi, quelli per i ruoli executive e top management (dai Direttori Generali ai CEO) la crescita è al ritmo del 10% annuo. Il numero limitato dei soggetti coinvolti spiega la limitata incidenza sulla performance generale.
È’ quanto emerge dall’Osservatorio Willis Towers Watson sulle politiche retributive giunta quest’anno alla XX edizione, l’analisi ha riguardato 500 aziende, prevalentemente medio-grandi, appartenenti ai principali settori industriali e ai servizi e ai servizi finanziari. Il divario tra i tassi di crescita della popolazione Executive e le altre è dovuto principalmente alla riorganizzazione di molte aziende, che se pur hanno ripreso a investire sulle risorse umane per intercettare talenti per sviluppare una crescita internazionale, si espongono comunque solo verso quelle figure ritenute “chiave” perché in grado di fare davvero la differenza. Per tutte le altre, invece, non si registrano pressioni salariali.A livello di settori, quelli che promettono i maggiori aumenti retributivi sono i media (+2,9% annuo) e i professional services (+2,7%), mentre l’energy e la chimica si fermano intorno al 2% di progresso atteso.Edoardo Cesarini, Managing Director di Willis Towers Watson Italia, commenta: “La crescita nominale delle retribuzioni si attesta da qualche anno intorno al 2,5%, una tendenza legata anche ad un periodo inflazione 0 se non di vera e propria deflazione”.L’indagine evidenzia inoltre, come finalmente si stiano riducendo il gap tra i generi: fino a due anni fa gli uomini guadagnavano mediamente l’8% in più delle donne, mentre oggi la distanza si è quasi dimezzata. Si riscontra però che il 77% del management nelle aziende italiane è composto da uomini.Quanto ai livelli retributivi d’ingresso nel mondo del lavoro, la ricerca non evidenzia particolari differenze in base al titolo di studio. In effetti chi è in possesso di un master o di un dottorato guadagna mediamente 32mila euro lordi annui o poco meno, contro i 28-30mila di chi ha la laurea specialistica. Le strade tendono poi a divaricarsi negli anni, in base alla capacità di scalare posizioni.Le stesse dinamiche sono replicate anche in Francia, Spagna e UK; la Germania rimane un’eccezione, con una crescita nelle retribuzioni più sostenuta per tutti i livelli. In questi paesi emerge però un maggiore appiattimento delle retribuzioni di ingresso.A livello di retribuzione variabile, per i Middle e Senior Management, i bonus erogati sono pari al 90% dei risultati attesi, mentre la fascia Executive ha mediamente ottenuto più del target – il 110%; percentuali molto diverse rispetto a quanto riscontrato per Professional e Senior Professional: mediamente hanno ricevuto il 70-75% rispetto al target.Le retribuzioni nominali sono sostenute dalle negoziazioni contrattuali ma sono comunque allineate a quelle degli altri paesi Western Europe, quelle reali da un tasso di inflazione negativo; in ogni caso si ricorda che sino al 2013 la crescita media nominale era del 3%.Edoardo Cesarini, conclude: “Se nel 2015 avevamo notato qualche segnale di robusta crescita delle retribuzioni per alcuni ruoli e settori di nicchia, il 2016 sembra essersi riallineato agli anni immediatamente precedenti: anche le previsioni per il 2017, a fronte di un’inflazione marginalmente positiva, ci confermano una dinamica piuttosto piatta”. (foto: edoardo cesarini)

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Almirall e Nuevolution siglano una collaborazione strategica per lo sviluppo di inibitori RORyt

Posted by fidest press agency su martedì, 20 dicembre 2016

barcellonaBarcellona, Almirall e Nuevolution hanno siglato una collaborazione strategica globale focalizzata allo sviluppo e alla commercializzazione di un programma riguardante un nuovo agonista inverso (inibitore) di RORyt di Nuevolution per il trattamento di malattie infiammatorie cutanee e altri disordini come l’artrite psoriasica. Come parte dell’accordo, le due aziende stabiliranno una collaborazione di ricerca per l’identificazione di altri inibitori di RORyt, con un’opzione esclusiva per Almirall di utilizzarli in ambito dermatologico e un uso opzionale al di fuori del campo di collaborazione per Nuevolution. Almirall sarà responsabile del finanziamento di qualsiasi ulteriore attività di ricerca, oltre all’attività preclinica, clinica, regolatoria e commerciale. Nuevolution sarà responsabile del finanziamento della propria ricerca. Nuevolution riceverà un pagamento upfront di 11,2 milioni di euro (109,4 milioni di SEK*) e potrà ricevere altri pagamenti al raggiungimento di obiettivi di sviluppo e regolatori fino a un totale massimo di 172 milioni di euro (1,7 miliardi di SEK*), sulla base del successo dello sviluppo, e al raggiungimento di obiettivi di vendite commerciali fino a un totale massimo di 270 milioni di euro (2,6 miliardi di SEK*). Nuevolution avrà diritto a ricevere diritti sulla base delle vendite nette future. “Siamo galvanizzati da questa collaborazione con Almirall – ha affermato Alex Haahr Gouliaev, CEO di Nuevolution -. Almirall è un’azienda farmaceutica leader mondiale nel settore del trattamento di malattie dermatologiche e, attraverso la collaborazione con Almirall, il nostro programma ha trovato un forte partner per proseguire nello sviluppo e nella successiva commercializzazione. Ci aspettiamo un’eccellente collaborazione con Almirall”. “Questo accordo con Nuevolution – ha commentato Eduardo Sanchiz, CEO di Almirall – ci permetterà di sviluppare inibitori di RORyt per il trattamento di malattie dermatologiche e dell’artrite psoriasica. Questo programma include nuovi prodotti chimici che promettono di essere tra i primi di una nuova classe di anti-infiammatori non steroidei orali. Siamo fieri di aver intrapreso questa collaborazione strategica con Nuevolution, che rinforza la nostra pipeline e porta con sé un’ulteriore potenziale spinta nella crescita di Almirall, mentre continuiamo a posizionarci come azienda leader in dermatologia. La collaborazione mostra anche il nostro continuo impegno di portare avanti l’innovazione dalle fonti migliori.” “Focalizziamo il nostro talento, la nostra energia e il nostro impegno per migliorare la qualità di vita dei pazienti con problemi dermatologici ed estetici, grazie al valore e all’innovazione dei trattamenti che sviluppiamo, produciamo e distribuiamo -, ha spiegato Alessandro Lattuada, Country Manager Almirall, Italia -. L’accordo di collaborazione con Nuevolution è un altro importante passo avanti nello sviluppo di nuove soluzioni per soddisfare le esigenze dei pazienti e, in questo modo, ci aiuterà a realizzare la nostra missione.”
Nuevolution AB (publ) è un azienda leader biotech di piccole molecole fondata nel 2001, con sede a Copenhagen (Danimarca). Ha siglato collaborazioni per la sua piattaforma proprietaria di ricerca e programmi con aziende farmaceutiche e biotecnologiche per cercare benefici futuri per i pazienti che necessitano di nuove opzioni di trattamento. I programmi interni di Nuevolution sono focalizzati su importanti target terapeutici nell’infiammazione, oncologia e immuno-oncologia.
Questa informazione è sottoposta all’obbligo di Nuevolution AB (publ) di rendere pubblica la sua condizione secondo l’EU Market Abuse Regulation and the Securities Market Act. L’informazione è stata resa pubblica, attraverso i contatti sottoindicati lunedì 12 dicembre alle ore 11:00. Nuevolution AB (publ) è quotata al Nasdaq First North Premier di Stoccolma, Svezia (ticker: NUE.ST). Redeye AB agisce come Certified Adviser per Nuevolution AB (publ).

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Arcidiocesi di Palermo: Celebrazioni per il Santo Natale

Posted by fidest press agency su martedì, 20 dicembre 2016

corrado-loreficeIntenso il programma delle celebrazioni che presiederà l’Arcivescovo mons. Corrado Lorefice, in occasione delle festività del Santo Natale, sia in Cattedrale, sia in altre sedi istituzionali. Qui di seguito il programma:
Mercoledì 21 dicembre 2016 ore 11.30 – Santa Messa all’Ospedale dei bambini;
Mercoledì 21 dicembre 2016 ore 17 – Don Orione incontro con Usmi e Cism;
Giovedì 22 dicembre 2016 ore 9.30 – Santa Messa nella cappella dei Falegnami dell’ex Facoltà di Giurisprudenza per l’Università;ore 17.30 Salone Lavitrano della Curia incontro con le aggregazioni laicali;
Sabato 24 dicembre, vigilia di Natale, alle 17.30 celebrerà la Santa Messa alla Missione di “Speranza e Carità” diretta dal missionario laico Biagio Conte. Alle ore 23 in Cattedrale presiederà la Santa Messa nella Veglia di Natale.
25 dicembre 2016 – Santo Natale ore 9 Santa Messa al carcere Malaspina;
ore 11 – Cattedrale solenne Pontificale alla presenza delle Autorità civili e militari della Città;
Giovedì 29 dicembre 2016 ore 17 – Cattedrale Incontro con i ministranti della diocesi di Palermo e Santa Messa;
Venerdì 30 dicembre 2016 – Festa della Famiglia ore 16 – Cattedrale incontro con le famiglie e santa Messa;
Giovedì 5 gennaio 2017 ore 17 – Missione “Speranza e Carità” – Dedicazione dell’Altare e consacrazione della chiesa di via Decollati;
Venerdì 6 gennaio 2017 ore 11 – Messa dei popoli in Cattedrale.
La consueta Messa di Capodanno presieduta da Mons. Corrado Lorefice a Palazzo delle Aquile, alla presenza del Sindaco e delle autorità, verrà celebrata sabato 7 gennaio alle ore 11 anziché domenica 1 gennaio 2017. (foto: Corrado Lorefice)

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Renzi: asso pigliatutto

Posted by fidest press agency su martedì, 20 dicembre 2016

Fabio_Rampelli_daticamera“Renzi rimanda il congresso per fare epurazioni nel Pd e decidere da solo le liste, fregandotene di condividere con l’opposizione la nuova legge elettorale. Questa la morale… ormai è una battaglia personale e di potere, nessun interesse per l’Italia”. E’ quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale alla Camera dei deputati Fabio Rampelli.
“Lui gioca sempre sporco – ha aggiunto Rampelli- seguendo la logica del predatore. Sa che se vince le elezioni vince anche il congresso, sennò perde tutto, ma il suo gruppo di potere adeguatamente posizionato in parlamento gli consentirà di galleggiare per un po’ nel caso di una sconfitta”. “Noi crediamo – ha precisato Rampelli – che si debba votare subito, con qualunque legge elettorale, ma ci fa pensare lo squallido stile usato dall’ex premier che proponendo il Mattarellum si protegge dietro il Capo dello Stato, esattamente come squallidamente si faceva scudo di Napolitano per la sfortunata proposta di riforma costituzionale”.
“E siamo sicuri che – ha concluso il capogruppo – questo solito atteggiamento arrogante lo farà schiantare, come accaduto con le amministrative e il referendum. Più che un leader sembra una testa d’ariete, di vetro…”.

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“Informcare”: Il social network che aiuta i caregiver

Posted by fidest press agency su martedì, 20 dicembre 2016

anzianiInformCare è la prima piattaforma online ideata per aiutare i famigliari caregiver di anziani non autosufficienti. Offre gratuitamente informazioni e consigli utili sulla gestione dell’anziano, chi contattare in caso di bisogno, come conciliare assistenza ed esigenze personali e agevolazioni fiscali. Comprende inoltre servizi interattivi come social network, forum e videochat, utilizzabili al fine di avere supporto dai professionisti o comunicare tra caregiver in modo diretto. Per illustrare i contenuti e le potenzialità della piattaforma già attiva in Italia e in altri 27 Paesi europei, martedì 20 dicembre alle 14:00 presso l’Auditorium dell’IRCCS INRCA (Istituto Nazionale Riposo e Cura Anziani) di Ancona si tiene il corso ‘Servizi di supporto on-line per famigliari caregiver di pazienti anziani: la piattaforma Informcare’.
“In Europa più di 100 milioni di persone, fra familiari e amici, forniscono l’80% dell’assistenza agli anziani” chiarisce Giovanni Lamura, Responsabile del Centro Ricerche Economico-Sociali per l’Invecchiamento dell’INRCA. “Senza di loro non sarebbero assicurate molte attività come il trasporto, la cura personale o il sostegno emotivo. Per questo la piattaforma racchiude consigli su come gestire al meglio l’assistenza nelle patologie comuni in età avanzata (comprese Alzheimer e Parkinson), oltre a favorire l’interazione tra utenti e la condivisione di idee e suggerimenti. InformCare dà la possibilità di accedervi in ogni momento della giornata, ovunque ci si trovi”. Prima del debutto la piattaforma è stata testata in Italia, Germania e Svezia su un centinaio di famiglie. Dai risultati della fase pilota è emerso un impatto positivo sull’utenza, in particolare in Italia, dove vi sono pochi servizi rivolti alle famiglie. La possibilità di ottenere con facilità informazioni sicure e attendibili è stata infatti considerata un grande valore aggiunto.
Il programma, guidato dall’INRCA insieme all’associazione Eurocarers, fa parte del progetto europeo Innovage, finanziato dall’Unione Europea con l’obiettivo di creare e testare innovazioni sociali per contribuire a migliorare il benessere e la qualità della vita in età anziana.

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Il carcere ti ha fatto bene?

Posted by fidest press agency su martedì, 20 dicembre 2016

musumeciSpesso chi conosce la mia storia e viene a sapere che sono entrato in carcere solo con la quinta elementare, ma che ho preso tre lauree, che pubblico libri, che ho ricevuto vari encomi, che svolgo attività di consulenza ai detenuti e agli studenti universitari nella stesura delle loro tesi di laurea sul carcere e sulla pena dell’ergastolo, mi chiedono: “Quindi, il carcere ti ha fatto bene?”.
Quanto odio questa domanda! Prima di rispondere penso ai pestaggi che ho subito all’inizio della mia carcerazione. Ricordo i compagni che si sono tolti la vita impiccandosi alle sbarre della finestra della loro cella perché il carcere induce i più deboli alla disperazione. Rammento i lunghi periodi d’isolamento nelle celle di punizione dove sono stato rinchiuso con le pareti imbrattate di sangue ed escrementi. Mi vengono in mente le botte che una volta avevo preso per essere rimasto più di qualche secondo fra le braccia della mia compagna nella sala colloqui. E di quando avevo dato di matto perché avevo trovato le foto dei miei figli per terra calpestate dagli anfibi delle guardie. Penso ai numerosi trasferimenti che ho subito da un carcere all’altro sempre più lontano da casa. Ricordo tutte le volte che venivo sbattuto nelle “celle lisce” perché tentavo di difendere la mia umanità. In quelle tombe non c’era niente. Nessuno oggetto. Neppure un libro. Nessuna speranza. Non vedevo gli altri detenuti. Li riconoscevo solo dalle grida e dal ritmo dei colpi che battevano sul blindato. Mi ricordo che avevano degli sbalzi di umore: da un’ora all’altra, improvvisamente, piangevano e ridevano. Rammento i lunghi anni trascorsi nel regime di tortura del 41 bis nell’isola degli ergastolani dell’Asinara. Spesso le guardie arrivavano ubriache davanti alla mia cella ad insultarmi. Mi minacciavano e mi gridavano: “Figlio di puttana.” “Mafioso di merda.” “Alla prossima conta entriamo in cella e t’impicchiamo”. Dopo di che, mi lasciavano la luce accesa (che io non potevo spegnere) e andavano via dando un paio di calci nel blindato. Mi trattavano come una bestia. Avevo disimparato a parlare e a pensare. Mi sentivo l’uomo più solo di tutta l’umanità.
Per alcuni anni mi ero distaccato dalla vita, lentamente, quasi senza dolore. Non desideravo e non volevo più niente. Cercavo solo di sopravvivere ancora un poco. Mi sentivo già morto. E pensavo che non mi poteva capitare nulla di peggio. Ma mi sbagliavo perché non c’è mai fine al male.
I giorni, le settimane, i mesi e gli anni passavano e io continuavo a maledire il mio cuore perché, nonostante tutto, lui insisteva ad amare l’umanità. M’inventai cento modi per sopravvivere.
Adesso posso dire: “Ce l’ho fatta!”. Ma a che prezzo! Scrivevo per vivere e vivevo se scrivevo. A distanza di venticinque anni, mi domando a volte come ho fatto a resistere e non riesco ancora a darmi una risposta. Mi vengano in mente le ore d’aria trascorse nei stretti cortili dei passeggi con le mura alte e il cielo reticolato, ghiacciati d’inverno e roventi d’estate. Ricordo gli eterni andirivieni, da un muro all’altro nei cortili, o dalla finestra al blindato nella cella, sempre pensando che solo la morte avrebbe potuto liberarmi. Ricordo i topi che mi giravano intorno, gli indumenti, i libri e le carte saccheggiate. Stringevo i denti per non diventare una cosa fra le cose. È difficile pensare al male che hai fatto fuori se ricevi male tutti i giorni. Ti consola poco capire che te lo sei meritato. È vero! Bisogna pagare il male fatto, ma perché farlo ricevendo altro male?
Dopo aver ricordato tutte queste cose, alla domanda se il carcere mi ha fatto bene rispondo che il carcere non mi ha assolutamente fatto bene. Se mi limitassi a guardare solo carcere, posso dire che non solo mi ha peggiorato, ma mi ha anche fatto tanto male.
Ciò che mi ha migliorato e cambiato non è stato certo il carcere, ma l’amore della mia compagna, dei miei due figli, le relazioni sociali e umane che in tutti questi anni mi sono creato, insieme alla lettura di migliaia di libri di cui mi sono sempre circondato, anche nei momenti di privazione assoluta. Ed è proprio questo programma di auto-rieducazione che mi ha aperto una finestra per comprendere il male che avevo fatto e avere così una possibilità di riscatto. Molti non lo sanno, ma forse la cosa più terribile del carcere è accorgersi che si soffre per nulla. Ed è terribile comprendere che il nostro dolore non fa bene a nessuno, neppure alle vittime dei nostri reati. Spesso ho persino pensato che il carcere faccia più male alla società che agli stessi prigionieri perché, nella maggioranza dei casi, la prigione produce e modella nuovi criminali.Se a me questo non è accaduto è solo grazie all’amore della mia famiglia e di una parte della società. (Carmelo Musumeci) (foto: musumeci)

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Sindaca Raggi firma ordinanza per stagione invernale

Posted by fidest press agency su martedì, 20 dicembre 2016

roma_altare_patria_febbraio_2012Roma Capitale si dota di un piano operativo dettagliato e multifunzionale per affrontare ogni genere di emergenza legata a caduta di neve, formazione di ghiaccio e ondate di grande freddo. Con un’ordinanza firmata dalla sindaca Virginia Raggi saranno infatti garantiti alcuni interventi finalizzati a evitare disagi ai cittadini, privilegiando un’oculata pianificazione in luogo della logica emergenziale.
In corrispondenza della stagione invernale 2016-17 tutti i veicoli di proprietà capitolina e delle aziende erogatrici di pubblici servizi dovranno sempre circolare provvisti di catene o pneumatici da neve che saranno utilizzati in condizioni di necessità, tenendo conto delle previsioni meteorologiche. Nello stesso periodo i conducenti di taxi saranno autorizzati a protrarre l’orario di lavoro anche oltre la normale organizzazione dei turni prevista dalla regolamentazione.
Ai proprietari e gestori di stabili sarà applicato l’obbligo, durante e dopo le nevicate, di tenere sgomberi dalla neve, tra le ore 8.00 e le ore 20.00, i marciapiedi antistanti le strutture fino a una larghezza di due metri. L’ordinanza raccomanda, inoltre, tutti i cittadini di tenere aperto, nel caso la temperature scendesse bruscamente al di sotto dello zero gradi centigradi, il rubinetto più vicino al contatore o alla bocca di erogazione in modo da evitare il congelamento e la conseguente rottura delle tubature. Dettagliate informazioni logistiche e operative saranno pubblicate sul portale di Roma Capitale.
Previste anche specifiche iniziative volte a mitigare le difficoltà delle fasce sociali più deboli, prestando particolare attenzione ai senza fissa dimora.

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Roma Capitale. Raggi di sei mesi

Posted by fidest press agency su martedì, 20 dicembre 2016

virginia raggi5Lettera alla sindaca di Roma, Virginia Raggi, dal segretario dell’Aduc, Primo Mastrantoni.
Signora Sindaca,
oggi compie sei mesi, non di eta’ ovviamente, ma di sindacatura. Infatti, il 19 giugno scorso e’ stata eletta sindaca con il 67% e ha conquistato una assoluta maggioranza in Consiglio Comunale.
Condizioni ideali per governare, considerato che, a mia memoria (decenni), non ricordo tali condizioni di omogeneita’ e prevalenza nella guida della Citta’ Eterna.
Citta’ disastrata sulla quale e’ passata come un caterpillar l’indagine giudiziaria denominata “Mafia Capitale”.
Non esiste la fatina con la bacchetta magica che risolve i problemi, come ho sempre sostenuto, ma una compagine di governo che affronti le difficoltà, con l’obiettivo di risolverli nel tempo e, soprattutto, con le idee chiare su quel che si vuole.
A sei mesi dal Suo insediamento non mi sembra che ci siano ancora le idee chiare e, di conseguenza, non sono stati affrontati i problemi.
Ho assistito, invece, ad un turbinio di nomine, successivamente annullate, di dimissioni e sostituzioni. L’assessore alla Sostenibilita’ Ambientale e’ indagata, ironia della sorte, per reati ambientali, il vice capo di Gabinetto e’ in carcere, ironia della sorte, per corruzione e, mi faccia dire, che non e’ uno dei semplici 23 mila dipendenti comunali, come ha Lei ha affermato, ma uno dei Suoi piu’ stretti collaboratori.Un esponente del Suo partito ha detto che ingenuita’ e onesta’ vanno di pari passo. L’ingenuita’, purtroppo, non ce la possiamo piu’ permettere.Delle due emergenze della citta’, trasporti e rifiuti, non si vede non dico soluzione, ma neanche un proposta concreta, se non quella di promettere una citta’ pulita in 5 giorni (!) e poi in 20 (!) o quella di sbandierare l’arrivo di 150 bus, peraltro acquistati dalla amministrazione precedente. Insomma, un disastro. Se vuole continuare fare la sindaca, carica per la quale riceve una indennita’ di 117 mila euro lorde l’anno (superiore a quella del Presidente del Consiglio), e’ necessario che tiri su le maniche e affronti i problemi, altrimenti passi la mano. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc) (n.r. In effetti quanto è accaduto a Roma sa del surreale. Non si può andare avanti in questo modo e credo che lo abbiamo capito prima ancora della sindaca i rappresentanti del Movimento che l’ha candidata e continua a sostenerla. I romani, di solito sono pazienti e anche po’ fatalisti e non si aspettano di certo soluzioni miracoliste sia da subito sia in futuro. Ma qualcosa di può e si deve fare. Roma non si amministra se non vi è la convinta partecipazione dei romani sotto forma di associazioni di volontari e di quanti sono disposti, per il bene della città a mettere da parte i “rancori” partitici e lasciare che la sindaca dimostri le sue capacità e la sua determinazione per dare una svolta non solo di onestà ma anche di operosità nell’esercizio del suo mandato. Se proprio per certe “opere” è necessario del tempo incoinciamo almeno dalle buche stradali, dal contrasto ai parcheggi selvaggi e ad accellerare i lavori dei tanti cantieri aperti che sembrano durare un’eternità come quello di via Tiburtina subito dopo il ponte di Portonaccio in uscita da Roma che è aperto da ben sei anni.

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Osservatorio CRIF sulle frodi creditizie in Italia, aggiornato al primo semestre 2016

Posted by fidest press agency su martedì, 20 dicembre 2016

euro areaIn particolare, lo studio ha messo in evidenza come, nel periodo in oggetto, in Italia sono state rilevate poco meno di 8.000 frodi (+1,5% rispetto al corrispondente semestre 2015) a fronte di un incremento notevole (+66%) dell’importo medio delle stesse, che si è attestato a 9.893 Euro.La distribuzione delle frodi per sesso evidenzia come la maggioranza delle vittime (il 62,5% del totale) sia rappresentata da uomini, mentre osservando la distribuzione delle frodi per classi di età delle vittime, si conferma la tendenza già evidenziata nella precedente rilevazione, con la fascia compresa tra 50 e 59 anni che fa registrare il maggior incremento (+8,2%), seguita da quella degli over 60 (+7,9%).Inoltre, nel I semestre 2016 il 26,5% dei casi ha riguardato un importo frodato compreso tra i 1.500 e 3.000 euro, con un incremento quasi doppio rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno. Al contempo si è registrato un calo significativo delle frodi di piccolo importo, sotto i 1.500 euro.Infine, per quanto riguarda il tipo di bene in rapporto al credito erogato, le categorie più colpite sono quelle del travel/entertainment, degli immobili/ristrutturazione e dei trattamenti estetici/medici. In termini assoluti, invece, la maggioranza dei casi fa riferimento all’acquisto di elettrodomestici, con una quota pari al 37,7% del totale, seguita ai finanziamenti ottenuti in modo fraudolento per acquistare un’auto o una moto (14,6%).

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Ballorè: Il distruttore di dinastie

Posted by fidest press agency su martedì, 20 dicembre 2016

balloredi Fiorina Capozzi, giornalista finanziario, con 25 anni di esperienza di cui dieci trascorsi a Parigi per raccontare le storie politico-economiche a cavallo fra Francia e Italia. Autrice del libro “Vincent Bolloré, il nuovo re dei media europei” – Edizioni Goware-Key4biz, giugno 2015Il piccolo principe del cash flow, il distruttore di dinastie, il money maker. Sono tutti soprannomi che Vincent Bolloré si è guadagnato in più di trent’anni di scorribande sui mercati finanziari. L’ultima, quella attraverso Vivendi su Mediaset, lo ha reso famoso anche in Italia. Ma in realtà, negli ambienti della finanza milanese, il suo nome è già noto da tempo. Sin da quando, alla fine degli anni ‘90, arrivò in Italia per dare soccorso al suo mentore, il banchiere Antoine Bernheim, che rischiava di perdere la poltrona di presidente delle Generali. Da allora per oltre quindici anni è stato un socio discreto nel capitale di Mediobanca, di cui è azionista anche Silvio Berlusconi. Non senza qualche eccezione in tempi relativamente recenti. Come quando ha contribuito a scalzare dai vertici della compagnia assicurativa di Trieste lo stesso Bernheim per far posto a Cesare Geronzi. O ancora quando ha tentato di dare man forte ai francesi della compagnia Groupama per entrare nel riassetto della Premafin dei Ligresti. Bolloré è del resto un “industriale che sa contare” e sa quando è il momento di attendere e quello di agire perché è un imprenditore, ma anche un banchiere. Tanto che, in Francia, si dice che il “sistema delle pulegge bretoni”, cioè delle scatole cinesi che controllano aziende con piccoli investimenti in capitale, debba il suo nome proprio a lui.
Nato da una famiglia di industriali bretoni, Bolloré si è formato nella banca del barone Edmond de Rothschild dove ha imparato i ferri del mestiere. Strumenti che utilizza sin da subito per risollevare le sorti dell’azienda di famiglia, una cartiera, celebre per la produzione delle cartine da tabacco OCB, dove la B sta per Bolloré. Evitato il tracollo per un soffio strappando la gestione dalle mani del padre, negli anni ‘90 il finanziere avvia un percorso di diversificazione dell’impero di famiglia grazie ai guadagni realizzati in Borsa e con il contributo strategico di Bernheim. Sul mercato finanziario parigino Bolloré si fa conoscere e temere. Tenta l’assalto al gruppo di telecomunicazioni e cemento Bouygues, prova a conquistare la distribuzione cinematografica Pathé, mette le mani sulla compagnia marittima Delmas-Vieljeux e sulla banca Rivaud. Con il denaro guadagnato dai raid, il gruppo diventa leader nella logistica da e per l’Africa, dove gestisce anche delle immense piantagioni. Il continente nero fa la fortuna del gruppo e ancora oggi rappresenta la più importante fonte di fatturato dell’impero Bolloré. Ma è anche il suo punto critico agli occhi di gran parte della stampa francese che non manca di rinfacciargli rapporti stretti con dittatori africani e di attribuirgli un ruolo di peso anche nella Françafrique, il sistema neocolonialista francese in Africa. Forse anche per dare una svolta all’immagine del suo gruppo, una quindicina di anni fa Bolloré decide di voltare pagina: cede buona parte delle piantagioni, puntando su batterie elettriche e media. Nel giro di un decennio i suoi progetti diventano concreti. Qualcuno dice anche per via delle amicizie politiche fra cui quella con Nicolas Sarkozy al quale, dopo le fatiche delle elezioni del 2007, Bolloré presta il suo yacht Paloma per un breve riposo. Di certo, Bolloré é uno che, come spiega la stampa francese, sta bene sia a destra che a sinistra. Perché il suo obiettivo è sostanzialmente industriale, non politico. Ed è la sopravvivenza dell’impero di famiglia che nel 2022 compirà 200 anni. Sopravvivenza che, nella sua visione, può essere garantita solo dalla continua evoluzione del gruppo e da nuovi progetti capaci di rinnovarne l’esistenza. E’ in questa ottica che Bolloré decide di investire nelle batterie elettriche e di diffonderne i vantaggi lanciando assieme al comune di Parigi il servizio di car sharing, Autolib. Contemporaneamente il finanziere sviluppa anche il primo polo di free press francese di Direct Matin e lancia (2005) due tv, Direct 8 e Direct Star. Queste due televisioni saranno il cavallo di Troia che consentirà al finanziere bretone di diventare, attraverso uno scambio, socio di Vivendi con poco più dell’1% del capitale. L’operazione è solo l’inizio di una scalata che lo porterà a diventare dominus indiscusso della società con una quota consistente ma non di controllo e secondo un copione già visto in aziende come la controllata pubblicitaria Havas. Ma l’obiettivo è più grande del controllo di Vivendi: l’azienda è il perno attorno al quale costruire un nuovo polo dei media latino. Non senza il supporto silente del governo francese. Il target predefinito è Mediaset perché non solo è forte in Italia dove controlla anche le torri Ei Towers, ma anche in Spagna dove possiede la tv Telecinco.Inoltre Cologno Monzese ha bisogno di diventare più internazionale e di avere un partner forte con cui condividere gli investimenti necessari per competere con Sky e con i nuovi rivali globali venuti dal web come Netflix. L’occasione per imbastire il progetto arriva a luglio 2014 e viene dalla volontà dei soci spagnoli di Telefonica di uscire dal capitale di Telecom Italia che più volte in passato Silvio Berlusconi ha tentato di far convolare a nozze con Mediaset. Grazie ad un’operazione in Brasile, Vivendi si ritrova socia di Telecom Italia. Da allora, l’azienda si rafforza progressivamente in Italia grazie anche alla longa manus di Tarak Ben Ammar, un uomo che per trent’anni ha seguito gli affari di famiglia di Silvio Berlusconi. Lo stesso, che siede nel consiglio di Vivendi e di Mediobanca. Intanto, a latere, iniziano le trattative con Mediaset per uno scambio azionario che porti anche al passaggio di mano della pay-tv Premium. Ad un certo punto, l’idillio si rompe: Vivendi ripudia l’intesa raggiunta con Mediaset dando inizio ad una serie di contrasti giudiziari e poi compra il 20% di Mediaset.
A Parigi, la storia ricorda quando il finanziere bretone tentò di conquistare il gruppo Bouygues. Prima ne acquistò una piccola quota a prezzi stracciati, poi ne divenne socio ingombrante e firmò un accordo con la famiglia Bouygues. Infine ne contestò l’operato con tanto di strascichi in tribunale. All’epoca l’élite finanziaria francese diede manforte ai Bouygues che riuscirono a mantenere il controllo dell’azienda. E Bolloré si concentrò su altre prede grazie ai guadagni della sua scorribanda borsistica su Bouygues. L’intera vicenda insegnò ai miliardari francesi che il mercato è utile a reperire capitali, ma nasconde insidie. Non a caso Vincent Bolloré detiene saldamente le redini del suo impero: la cassaforte di famiglia, la Financière de l’Odet è proprietaria di oltre il 64% del gruppo Bolloré quotato alla Borsa di Parigi. Zero spazio, insomma, per scalatori dell’ultim’ora. Chi vuole fare affari con Bolloré può solo mettersi davanti ad un tavolo per discutere. Sapendo che il rischio di essere fagocitati è molto elevato. (fonte: blog di Beppe Grillo) (foto: Ballorè)

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Bellezza, i 7 trend 2017 per la medicina estetica e la chirurgia plastica

Posted by fidest press agency su martedì, 20 dicembre 2016

bassa_bove_rausoTante novità nelle tecnologie, nei materiali e nelle formulazioni attendono le pazienti che nel 2017 opteranno per un intervento di chirurgia plastica o un trattamento di medicina estetica. Il macro-trend del “no”agli eccessi e dei trattamenti poco invasivi, continuerà a lungo perché nelle mani dei medici stanno arrivando strumenti sempre più sofisticati, da utilizzare con un approccio integrato, con una programmazione di diversi trattamenti nel tempo, per ottenere e mantenere un risultato fresco e naturale. Parola di Raffaele Rauso e Pierfrancesco Bove, chirurghi plastici del surgery network ChirurgiadellaBellezza, con sedi in Lombardia, Lazio, Campania e Puglia. «Nell’anno che verrà ci saranno alcune new entry, alcuni ritorni e un consolidamento di diversi trattamenti viso e corpo–dicono Bove e Rauso–. La mano di un buon chirurgo sarà fondamentale per sfruttare tutte le potenzialità di queste nuove tecniche». Ecco quindi i 7 trend per il 2017.
Arriverà finalmente in Italia Belkyra, l’iniezione sciogli grasso che sta andando fortissimo negli Stati Uniti (dove è commercializzato con il nome di Kybella). «Una novità importante che arriva dopo anni di ricerca –spiegano Rauso e Bove–. Se manterrà le promesse, avrà un impatto paragonabile a quello della tossina botulinica in campo estetico. Per ora l’approvazione riguarda solo il grasso del sottomento, ma è probabile che, dopo gli opportuni studi scientifici, sarà estesa anche ad altre zone». Come funziona? «Belkyra è un farmaco sintetico che simula il comportamento di un’altra sostanza naturale presente nell’organismo, l’acido desossicolico, che degrada il grasso che viene ingerito nel nostro corpo. Il farmaco svolge un’azione citolitica, cioè rompe la membrana della cellula quando interagisce con essa. Il risultato è quindi quello di “sciogliere” il grasso che si riassorbe nell’organismo, lasciando la pelle più tesa e il sottomento più definito» spiegano sempre Bove e Rauso.
Novità e ritorni nel mondo dei filler. Mini-invasivi e molto utilizzati nei trattamenti viso, per spianare le rughe o dare volume alle labbra, i nuovi filler sono formulati per essere più duraturi, naturali e anche meno dolorosi. «Radiesse, uno dei migliori filler a base di idrossiapatite di calcio disponibili, arriva in una nuova formulazione contenente lidocaina, un anestetico locale per minimizzare il dolore durante il trattamento –annunciano i chirurghi–. Si consolida inoltre l’uso dell’acido ialuronico, in particolare per naso e occhiaie: è un filler morbido perfetto per trattare queste zone ottenendo risultati paragonabili a quelli che si avrebbero con un intervento chirurgico».
Si ampliano gli usi per il botulino. La tossina botulinica impiegata per uso estetico ha sempre avuto indicazioni mediche precise in Italia, inizialmente solo per le rughe glabellari (quelle che compaiono fra gli occhi, alla radice del naso); pochissimi anni fa c’è stata l’estensione al trattamento delle “zampe di gallina”, ma solo nel 2016 il Bocouture (una delle tre marche di botulino autorizzate in Italia), ha ottenuto anche l’autorizzazione anche per la fronte, il cui utilizzo sarà così “on label”, sebbene fosse già effettuato con ottimi risultati nella sua forma “off label” –spiegano Bove e Rauso–.E in generale si stanno ampliando le vari applicazioni della tossina, come con il Microbotulino, che rinfresca viso, collo e decolleté agendo anche sulle rughe più piccole».
Tornano i peeling per migliorare l’aspetto della pelle. Se negli anni scorsi si era assistito a un sorpasso da parte dei laser, adesso la tendenza sembra essersi invertita a giudizio di Bove e Rauso: «Si riscontra in particolare un aumento dell’uso dei peeling per il trattamento del crono aging nonché delle macchie cutanee; tuttavia l’avvertenza è quella di affidarsi sempre a un chirurgo estetico esperto per questi trattamenti, in quanto l’utilizzo improprio di questi acidi può portare a complicanze catastrofiche».
La carbossiterapia dà il meglio di sé con un approccio integrato. Usata per la biostimolazione facciale e il trattamento della cellulite, la carbossiterapia è uno step importante nel programmare nel tempo gli interventi per ringiovanire e il mantenimento dei risultati. «Per i trattamenti viso, in particolare per eliminare le occhiaie scure, la carbossiterapia si può associare con ottimi risultati all’acido ialuronico –spiegano Bove e Rauso–. Per rimodellare il corpo e trattare la cellulite, la carbossiterapia è straordinaria se abbinata alla dieta e alla stimolazione tissutale con la tecnica vacum ed apparecchiature elettromedicali dedicate».
Ultrasuoni focalizzati per il lifting non chirurgico. Il collo e il terzo inferiore del volto sono zone sulle quali è difficile lavorare. «A venire in aiuto delle pazienti ci sono le tecniche a base di ultrasuoni focalizzati –affermano Rauso e Bove–: questi sfruttano il calore per produrre coaguli a diverse profondità, determinate in modo molto preciso per intervenire solo dove serve. Il calore causa una contrazione del collagene che si traduce nel rimodellamento, sollevamento e rassodamento dei tessuti, con risultati che durano a lungo». Un trattamento che lavora in profondità e che dà risultati eccellenti se combinato anche con trattamenti “di superficie” come peeling e biostimolazione con acido ialuronico.
Per il seno tornano le protesi tonde, ma con gel ergonomici e micro o nano testurizzate. «Al successo delle protesi anatomiche si affianca il ritorno delle “vecchie” protesi tonde, ma in una veste nuova –rivelano Rauso e Bove–: sono realizzate con gel più ergonomici, che si ridispongono in base alla posizione del corpo. L’utilizzo di questi gel rende non più necessaria una testurizzazione importante, e le protesi tonde micro o nano testurizzate danno meno problemi di contrattura capsulare e sieromi, perché viene minimizzato lo sfregamento della protesi con i tessuti». Chirurgo e paziente hanno così una possibilità di scelta sempre più ampia per individuare la soluzione più adatta, in termini di risultato ricercato e compatibilità con lo stile di vita. «Le protesi anatomiche, modellate su forme più naturali, sono sempre molto apprezzate –spiegano Rauso e Bove–. Ma anche le classiche protesi tonde si sono evolute e si rivelano consigliabili per chi fa una vita molto attiva. I minimi problemi di sfregamento le rendono adatte alle pazienti che fanno sport: una categoria di donne che è sempre in aumento».
ChirurgiadellaBellezza (www.chirurgiadellabellezza.it) è un surgery network che si occupa di Medicina e Chirurgia Estetica in Lombardia, Toscana, Lazio e Campania. L’équipe, guidata dai chirurghi plastici Raffaele Rauso e Pierfrancesco Bove, è composta da anestesisti, infermieri e personal assistant. Gli standard che garantisce sono elevatissimi in tutte le città in cui opera. La filosofia di ChirurgiadellaBellezza si basa non solo sulla ricerca di risultati armonici e naturali, ma anche sull’assistenza costante al paziente prima, dopo e durante l’intervento. (foto: bassa_Bove_Rauso)

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Atrofia muscolare spinale

Posted by fidest press agency su martedì, 20 dicembre 2016

rocheRoche ha annunciato l’avvio in Italia di un programma di studio di fase II sull’atrofia muscolare spinale che valuterà la sicurezza, la tollerabilità e l’efficacia di RG7916, una nuova molecola amministrata per via orale, in pazienti giovani e adulti affetti da SMA di tipo I, II e III. L’Italia è il primo paese ad avviare questo importante programma con lo studio denominato SUNFISH, già iniziato in pazienti con SMA di tipo II e III, e a cui farà seguito a breve anche lo studio FIREFISH in pazienti affetti da SMA di tipo I. Il programma di ricerca è volto ad identificare nuove soluzioni terapeutiche per una patologia, l’atrofia muscolare spinale, per la quale ancora non esistono soluzioni approvate.
L’atrofia muscolare spinale è una patologia genetica rara e debilitante, più frequentemente diagnosticata nei bambini. Colpisce fino a 10.000 bimbi in tutto il mondo ed è classificata in 4 diverse forme: il tipo I e II si presentano durante l’infanzia; il tipo III, anche nell’adulto; mentre il tipo IV solo in età adulta.
La malattia porta alla progressiva degenerazione del motoneurone, ovvero alla mancanza di controllo del movimento muscolare e, a seconda della forma, può causare la perdita della forza fisica, la capacità di camminare, di mangiare o respirare. E’ la più comune causa genetica di mortalità infantile ed è considerata una delle malattie rare più comuni.
La SMA di tipo I rappresenta la forma più grave e compare solitamente nei primi sei mesi d’età, causando una profonda debolezza muscolare e compromettendo inevitabilmente la capacità motoria. I bambini affetti da SMA di tipo I non riescono a stare seduti, a svolgere autonomamente attività semplici ed automatiche come mantenere eretto il capo e deglutire. Il progressivo indebolimento dei muscoli del torace aumenta il rischio di infezioni respiratorie e causa una scarsa crescita polmonare. Comporta un alto tasso di mortalità, non permettendo al 90% dei bambini nati con questa patologia di sopravvivere al secondo anno di età.
La SMA di tipo II, nota anche come SMA intermedia o cronica infantile, presenta sintomi che includono la debolezza muscolare e ipostenia, e che compaiono solitamente tra i 6 ed i 18 mesi di età. I pazienti affetti da questa tipologia di atrofia sono in genere in grado di sedersi autonomamente, ma non di camminare. Vanno in contro ad un grave e progressivo peggioramento della disabilità motoria che spesso porta a necessitare cure 24 ore al giorno e per tutta la vita. Gli individui con SMA di tipo II spesso sviluppano una grave scoliosi e la debolezza dei muscoli del torace porta ad un elevato rischio di infezioni respiratorie severe. La gravità e la progressione della patologia si differenziano da persona a persona, tanto che l’aspettativa di vita varia dalla prima infanzia fino all’età adulta.
Nella SMA di tipo III, invece, i sintomi di debolezza muscolare compaiono tra i primi 18 mesi e l’età adulta. Comportano difficoltà nel camminare, debolezza muscolare e un aumento del rischio di infezioni respiratorie. Un numero significativo di persone con SMA di tipo III perde la capacità di deambulare, può sviluppare una grave scoliosi e altri problemi ortopedici. Molti di questi sono costretti sulla sedia a rotelle già all’età di 40 anni. Il tipo IV, invece, considerato la forma adulta di SMA, è meno comune e colpisce gli adulti. E’ caratterizzata da una progressione più lenta dei sintomi, che influiscono principalmente sulla capacità di camminare. I sintomi compaiono solitamente dopo i 35 anni ed i pazienti possono avere un’aspettativa di vita normale.

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