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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 175

Torrigiani-Firenze: E ora la ‘giustizia del nulla’

Posted by fidest press agency su martedì, 20 dicembre 2016

buche firenzeSembra quasi un film dell’assurdo, ma e’ la realta’. Dopo il crollo di lungarno Torrigiani a Firenze e l’apertura di un’indagine da parte della Procura, il tutto e’ finito con “nessun colpevole”, con tanto di Autorita’ Idrica” che fa da cantore alla giustizia del nulla. Si’, chiamiamola cosi’: giustizia del nulla. Sono quelle sentenze che prendono in considerazione un avvenimento che ha creato problemi e che, siccome sono un po’ tutti responsabili, e’ bene concludere che responsabile non e’ nessuno. Perche’ per lungarno Torrigiani a Firenze, abbiamo registrato tutto e di piu’, con il Comune in prima linea che aveva minacciato fuoco e fiamme contro i responsabili (presunta Publiacqua, la societa’ con capitale dello stesso Comune che gestisce l’acquedotto, in manifesta situazione di conflitti di interesse, visto che l’organismo che la controlla e’ dello stesso Comune)…. E poi? Plof!! Impossibile la manutenzione della rete idrica cittadina, tenuto conto della vetusta’ dei tubi, e poi lo smottamento del terreno della collina… una sorta di maledizione di un qualche dio che -notoriamente- le amministrazioni e gli addetti ai lavori non sono in grado di prevedere e controllare. No, non stiamo prendendo per i fondelli con una storia fantastica ma stiamo semplicemente registrando sentenza e reazioni di coloro che sono coinvolti. Immaginiamo che a Palazzo Vecchio e all’Anconella, nella sede di Publiacqua, si staranno sfregando le mani mentre si scambiano i regali di Natale che si sono reciprocamene dati coi soldi di noi contribuenti. Si’, lo mettiamo anche noi sul canzonatorio, come reazione umana a tanta canzonatura di chi -con faccia di tolla incredibile- non ha avuto timori nell’esprimere le proprie opinioni su una sorta di istituzionalizzazione del fato, del caso, dell’imprevedibile, della maledizione, e chi piu’ ne ha piu’ ne metta.
E’ come se in ospedale, davanti ad un malato terminale, ci dicessero che lo fanno schiantare perche’ non hanno i soldi per le macchine. Eutanasia? Si’, ma come quello che un tempo era chiamato “divorzio all’italiana”, cioe’ ti ammazzo, non ti faccio scegliere se e come morire. Ok, non avevate previsto, non avete i soldi, non volete rendervi impopolari nel caricare i costi sulle bollette perche’ non volete rinunciare a chissa’ quali andazzi e privilegi senza i quali non fareste il vostro servizio, ma -per carita’- fate atto di umilta’, scusatevi e procedete perche’ cose del genere non accadano piu’. Invece no! Meglio istituzionalizzare le proprie incapacita’, le proprie mancanza di professionalita’, le proprie arroganze, i propri privilegi.
Per scrivere questo non ci sentiamo neanche tanto irriverenti, perche’ irriverenti lo sono lor signori verso tutti noi cittadini nel trattarci come degli idioti che possano credere quello che stanno dicendo, e sui cui modelleranno le loro politiche amministrative.
Ecco, anche questa e’ Firenze. Leggete e fatene tesoro, amministratori di altre citta’. Da oggi avete degli spunti meravigliosi di buon diritto, quello dei forti e degli arroganti. Chiediamo scusa a tutti, ma noi siamo rimasti al 2+2=4, siamo persone semplici e abbiamo intenzione di continuare ad esserlo. Di fronte a chi stravolge le logiche del senso semplice delle frasi e dei concetti e dell’amministrazione, ci sentiamo indignati, ed altrettanta indignazione speriamo di infondere a tutti coloro che -danneggiati o meno nel caso specifico di lungarno Torrigiani- invitiamo ad un largo e rumoroso sdegno, con la giustizia (ammesso che funzioni), con i comportamenti civici e umani. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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