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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Archive for 25 dicembre 2016

Celebrata la Santa Messa di Natale: fotogallery dell’evento

Posted by fidest press agency su domenica, 25 dicembre 2016

messa-di-natale1messa-di-natale2Pontedassio (Im) La solenne funzione presieduta da Don Matteo Boschetti e da Padre Floriano Strappazzon. In Provincia di Imperia, a Pontedassio e Villa Guardia, si è celebrata la Santa Messa di Natale. La solenne funzione, con la partecipazione di una moltitudine di fedeli, è stata presieduta da Don Matteo Boschetti e da Padre Floriano Strappazzon, un prete originario di Chiusavecchia-Borgoratto che dal 1965 vive in Madagascar ed impegnato nell’aiuto dei popoli di quella terra. Dopo oltre cinquanta anni ha celebrato la sua prima Santa Messa in Italia. (n.r. riportiamo quanto ci ha inviato Christian Flammia, con messa-di-natale4annessa fotogallery dell’evento, per simboleggiare un evento che si celebra in tutte le parti del mondo e che è diventato non solo un simbolo della cristianità ma è anche un messaggio di pace e di solidarietà in questa nostra società dove l’egoismo e la cattiveria sembrano fare la parte del leone. Lo facciamo in nome di quella maggioranza silenziosa e paziente che sembra piegarsi ma non spezzarsi davanti al vento delle perversità. Lo facciamo richiamandoci a una piccola chiesa in un piccolo paese perché come Betlemme rappresenta il cuore pulsante di quelle comunità che più delle altre sa conservare il rispetto e l’amore per la tradizione e quanto da essa vi proviene per ricaricare le energie, la forza e la determinazione ben augurante per il futuro. Buon Natale a a tutti voi e a tutti noi).

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Immigrazione: chiudere col soccorso in mare e avviare una politica di cooperazione

Posted by fidest press agency su domenica, 25 dicembre 2016

agostino-spataroA fronte di tali tragedie e di altre che si annunciano, viene da chiedersi: ma quanti migranti dovranno ancora morire per mettere fine a questo vergognoso mercimonio di esseri umani che, da circa vent’anni, si sta svolgendo nel Mediterraneo, intorno e dentro la nostra civilissima Europa?Come da copione, le reazioni non sono state all’altezza del dramma: da un lato le dichiarazioni commosse, lacrimevoli, ipocrite o talvolta sincere, di autorità, ministri e ciambellani che, per tutto questo tempo, si sono limitati a gestire la parte finale del turpe mercimonio e dall’altro lato il bieco odio razzista di chi cavalca la tigre anti-immigrati per calcoli meramente elettorali.
C’è poi una categoria di benpensanti che cosparge d’invettive l’universo mondo che prima di pontificare avrebbe il dovere di meglio documentarsi su fenomeno, sulle sue origini e soprattutto sulle ragioni che alimentano il crescente malcontento popolare.
Reazioni, posizioni diverse per gravità, ma un po’ tutte ripetitive e inconcludenti poiché – come si vede – non hanno contribuito a risolvere il problema, semmai l’hanno aggravato, fino a farlo diventare esplosivo come oggi appare.
Di fronte alla tragedia in atto e ai pericoli di varia natura che s’intravvedono, non è tempo di recriminare ma di pensare alle migliori soluzioni possibili.Che fare? Questo è il vero, urgente problema. La risposta non è a portata di mano e comunque spetta darla alle forze politiche e sociali, alle autorità preposte, italiane ed europee.A noi, cittadini di Sicilia che assistiamo, attoniti e impotenti, agli sbarchi di disperati o dei loro cadaveri, non resta che ricordare- per ciò che può valere- l’iniziativa politica e parlamentare intrapresa, negli anni ’80, dal PCI ossia dal più grande partito della sinistra italiana.
Il nostro criterio ispiratore, il metro di misura era quello di assicurare agli immigrati gli stessi diritti (e doveri) richiesti per i lavoratori italiani all’estero.Perché gli emigrati in cerca di un lavoro onesto sono tutti uguali!
Per gli immigrati chiedevamo il massimo ossia l’equiparazione con i diritti acquisiti dai lavoratori italiani mediante le dure lotte del biennio 1968-69, ma eravamo contro l’immigrazione irregolare, il traffico degli esseri umani, il mercato nero delle braccia, le discriminazioni razziali e/o religiose, ecc. Per non restare nel vago indicammo all’art.10 sanzioni adeguate contro i profittatori locali e internazionali, contro ogni illegalità.Tenendo conto delle esperienze più evolute d’Europa, l’impianto propositivo era mediterraneobasato sull’esigenza di programmare e regolare i flussi secondo le esigenze del Paese, garantendo, al contempo, i diritti e una accoglienza dignitosa agli immigrati mediante accordi bilaterali con i paesi d’origine.
Paradossalmente, quella proposta non fu approvata perché ritenuta giusta, umana, forse troppo umana, giacché equiparava gli immigrati ai lavoratori italiani.Come oggi, anche allora si preferiva un’immigrazione illegale, clandestina per alimentare il mercato nero del lavoro, abbattere i costi di produzione e, se del caso, usare come clava per indebolire, demolire il sistema di tutele e dei diritti dei lavoratori italiani. Il Job Act è figlio di tale contesto.Certo, dal 1981 a oggi, molte cose sono cambiate e le proposte vanno adeguate alle nuove condizioni createsi, tuttavia solidarietà e legalità restano punti di riferimento validi che debbono procedere di pari passo.
Per favorire e regolarizzare il processo di accoglienza si potrebbe fare ricorso (perché no?) a un classico istituto caduto in disuso: il famoso “atto di richiamo” che consentiva a un immigrato regolarizzato di potere “chiamare” un parente, un amico assumendosene gli oneri del viaggio, di vitto e alloggio e aiutandolo a trovare un lavoro entro un tempo congruo.
Perciò, resto convinto che il miglior modo di aiutarli concretamente é quello di contribuire a risolvere i problemi dei loro Paesi, alcuni dei quali possiedono risorse e potenzialità davvero interessanti.
Un esempio? La massa d’immigrati nigeriani provengono da un grande Paese che galleggia sopra un mare di petrolio e di gas, di diamanti, ecc. In taluni ambienti si conoscono bene certe previsioni secondo le quali, nei prossimi decenni, sarà l’Africa il continente a più elevato indice di sviluppo. Allora, invece di indurli a scappare, bisognerebbe aiutarli a restare, per organizzare il loro futuro.
Come aiutarli? Certamente non con le guerre, con le missioni militari “umanitarie”, né con la carità pelosa, ma con la cooperazione economica e culturale, reciprocamente vantaggiosa, con gli scambi commerciali, con i trasferimenti di tecnologie, di capitali leciti.
Perché l’umanità si salva tutta intera o non si salva. Altrimenti scoppieranno nuovi, micidiali conflitti razziali, religiosi, verrà la maledetta Guerra ossia la fine di tutto. (Fonte: Periodico a cura del Centro Studi Mediterranei – Direttore Agostino Spataro articolo riprodotto in sintesi)

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Concerto Bandistico ‘Augusto Panizza’ città di Frascati

Posted by fidest press agency su domenica, 25 dicembre 2016

concertoavis-coriCori Lunedì 26 Dicembre, alle ore 17:00, la Chiesa di San Francesco ospiterà il Classico Concerto Bandistico ‘Augusto Panizza’ città di Frascati giunto alla sua settima edizione, che vedrà esibirsi del Classico Concerto Bandistico città di Frascati, diretto dal Maestro Giuseppe Cimini. L’iniziativa è organizzata dalla sezione AVIS Cori in collaborazione con il Convento di San Francesco, con il patrocinio del Comune di Cori e della Pro Loco Cori, e il contributo degli sponsor.Il Classico Concerto Bandistico ‘Augusto Panizza’ città di Frascati è un’antica e blasonata realtà musicale dei castelli romani, costituita con il nome di concerto Municipale sul finire del 1800 sotto la direzione del Maestro Augusto Panizza (Roma, 1865 – Frascati,1919). Tra i due conflitti mondiali, nonostante le avversità cui andarono incontro tutti i complessi bandistici, ebbe la forza di ricostituirsi sotto la guida del Maestro Guido Gentili (Frascati, 1885 – 1963). Il complesso rimase in attività fino al 1973 quando ne ha assunto la direzione l’attuale Maestro, Direttore e Concertatore Giuseppe Cimini, prendendo il nome di Classico Concerto Bandistico, intitolato al suo fondatore. Tra i musicisti che vi presero parte va ricordata, fra gli altri, la personalità di Livio Bernaschi. Con i suoi 40 elementi in organico svolge un’intensa attività concertistica annuale, con un repertorio lirico-sinfonico e di canzonieri tradizionali italiani.

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Pan…crazio: la libertà di avere paura

Posted by fidest press agency su domenica, 25 dicembre 2016

locandinaVolterra 29 Dicembre 2016 alle ore 21,15 al Teatro Persio Flacco di Volterra: Pan…crazio: la libertà di avere paura Assolo per attore di Alma Daddario con Simone Migliorini musiche originali eseguite al piano da David Dainelli al violino Angela Zapolla Con la partecipazione della danzatrice-coreografa Carlotta Bruni.
Lo spettacolo sarà anche occasione di una importante sperimentazione sonora: si potrà gustare appieno la partitura messa in scena, in questo Teatro Persio Flacco, dall’acustica definita impareggiabile. Questo grazie alla partnership che la Lem International, ditta leader europea nella distribuzione di cuffie wireless che garantiscono una alta qualità di ricezione del suono, ha fatto con il Festival Internazionale del Teatro Romano di Volterra. Gli spettatori saranno dotati di una cuffia e potranno assistere allo spettacolo live, ma immergendosi nel suono della musica e delle parole, un’esperienza sensoriale di grande impatto emotivo per la prima volta in Italia.
Lo spettacolo sarà preceduto, alle ore 17, da un Vernissage dell’esposizione delle opere della pittrice pratese Daniela Billi autrice anche dei quadri che arricchiranno la scenografia. Dopo una breve presentazione, da parte del direttore artistico Simone Migliorini, della prossima edizione del Festival del Teatro Romano di Volterra, alle 17:30, seguirà una conversazione dibattito sullo spettacolo, la partecipazione dell’autrice Alma Daddario, della Psicologa e critica cinematografica Paola Dei, Presidente del Centro Studi di Psicologia dell’Arte, del regista, coreografo Aurelio Gatti, della Classicista Antropologa del mondo antico dell’Università di Siena, Donatella Puliga, del critico teatrale RAI3 Francesco Tei e in collegamento skype Walter Maioli, compositore, polistrumentista, ricercatore e paleorganologo di fama internazionale, fondatore del Centro Internazionale del Suono. Il coordinamento e la cura dell’esposizione è affidata ad Andrea Mancini. (foto: locandina)

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A Cagli la grande musica di Rossini

Posted by fidest press agency su domenica, 25 dicembre 2016

filarmonica-rossiniCagli Giovedì 29 dicembre 2106, alle 21.00 al Teatro Comunale di Cagli (PU) la FGR Orchestra di Pesaro con la direzione del Maestro Donato Renzetti, dedica una serata alle sinfonie del grande Gioachino Rossini. La Prova Aperta conclude la quarta e ultima sessione di registrazione delle celebri sinfonie del “Cigno di Pesaro”. È un grande progetto discografico che ha tenuto impegnata l’Orchestra per un anno intero e che ha portato alla registrazione di circa 40 sinfonie, tra le più note e quelle meno conosciute.
La quarta registrazione vedrà impegnati i musicisti, il maestro e i tecnici per quattro giorni, dal 27 a l 30 dicembre, utilizzando al meglio la meravigliosa resa acustica del Teatro di Cagli e dell’ideale ambiente di lavoro.
La sera del 29 dicembre si potrà assistere ad un vero momento speciale, con tutta l’Orchestra sul palco che permetterà di rendersi conto direttamente di come si sviluppa il lavoro musicale, con spunti di grande interesse per tutto il pubblico.
Con la sapiente direzione del Maestro Donato Renzetti verrà proposto un programma di grande respiro. La parte principale sarà dedicata alle immortali Sinfonie di Rossini, spaziando da quelle più amate dal pubblico, come il Guglielmo Tell e la Semiramide, ad altre meno note ma ugualmente interessanti dal punto di vista musicale. La Prova Aperta sarà un momento speciale anche per incontrarsi e farsi gli auguri in musica.Altrettanto importante è il valore solidale della serata, infatti l’Orchestra, l’Istituzione Teatro e l’Amministrazione Comunale cagliese hanno deciso che l’incasso sarà devoluto alle popolazioni delle zone marchigiane colpite dal recente terremoto. Biglietti: Posto unico 10,00 € (foto: filarmonica rossini)

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Concerto del Nardantuono Festival a chiusura della Saga di Nardantuon

Posted by fidest press agency su domenica, 25 dicembre 2016

gragnaniellobennatoOlevano sul Tusciano, nel Parco dei Monti Picentini, in provincia di Salerno si terrà giovedì 29 dicembre a partire dalle ore 19.00, il concerto della prima edizione invernale del Nardantuono Festival a chiusura della Saga di Nardantuono, la rappresentazione scenica che si svolge da tredici anni, ispirata alla figura del brigante e ribelle, a cavallo fra mito e realtà, di Antonio Di Nardo detto Nardantuono. Sul palcoscenico allestito all’interno del Pala Tusciano, si avvicenderanno gli artisti Enzo Gragnaniello, James Senese e Eugenio Bennato che presenterà l’inedito dal titolo ‘Questa non è una festa’. Il concerto sarà aperto dal gruppo di musica tradizionale Sette Bocche con la partecipazione di Piervito Grisù, Patrizia Spinosi e Michele Bonè. La direzione artistica è affidata a Egidio Carbone. L’iniziativa è promossa dall’Assessorato allo Sviluppo e al Turismo della Regione Campania nell’ambito dei progetti del Piano Operativo Complementare 2014-2020 e vede coinvolti i comuni di Acerno, Castiglione del Genovesi, Campagna, Giffoni Sei Casali, Giffoni Valle Piana e Olevano Sul Tusciano in qualità di capofila. Ingresso libero.
Nardantuono è un brigante leggendario dei Monti Picentini, sulla cui esistenza le uniche testimonianze sono solo leggende popolari tramandate dagli anziani. Dodici anni fa, lo storico locale Giuseppe Strafella ne trova menzione fra le memorie del canonico Giuseppe Olivieri, che nel 1864 fu rapito e tenuto prigioniero per trentasette giorni. Grazie a questa citazione, Antonio Di Nardo, l’etiope di Montella, detto Nardantuono esce dal mito ed entra nella storia. A lui è dedicata la grotta adiacente alla più famosa Grotta dell’Angelo, nel Comune di Olevano sul Tusciano ai piedi del Monte Raione, dove sarebbe nascosto il suo favoloso tesoro, nella quale avrebbe compiuto gesta straordinarie, come colpire i nemici sparando dall’interno della grotta stessa, o gettare pane caldo ai soldati che tentano di assediarlo e prenderlo per fame e stenti. Una manifestazione volta alla riscoperta della tradizione e senesedella memoria popolare, con in scena tre artisti che, in maniera diversa, portano avanti delle forme di resistenza e lotta culturale. «Non si si tratta di mera conservazione e ripetizione. Non ci può essere innovazione senza tradizione – dichiara il Direttore Artistico Egidio Carbone – In questi tre artisti questo connubio è evidente al punto da aver fatto nascere dei veri e propri stili che, a dispetto delle leggi di mercato, continuano ad incontrare ancora un grande riscontro di pubblico, di tutte le età ». Eugenio Bennato ha, nel corso di diversi decenni, innovato profondamente la tradizione, tanto da diventare un riferimento. «Porterò ad Olevano il concerto che ho eseguito in giro per il mondo e pochi giorni fa a Kwait City e a chiusurà, presenterò, come chiesto dall’amico Egidio, un inedito dal titolo ‘Questa non è una festa’ – dice Bennato – Il brano sottolinea il caratterea rivoluzionario e antagonista contro la logica globale di tutto il movimento della musica etnica del Sud, che oggi non è più un fenomeno di èlite, ma che rigurada una scelta popolare di una nuova generazione. Per questo ci ho tenuto a coinvolgere anche le Sette Bocche, un gruppo salernitano di musica popolare, che sarà con me sul palco per il finale». Enzo Gragnaniello oltre ad essere un cantautore è un poeta, sensibile e attento agli aspetti spirituali dell’esistenza. James Senese, Premio Tenco 2016, è l’icona della costanza e della fedeltà alla propria arte e all’ideologia dei suoi messaggi, senza rinunciare alla continua sperimentazione. (foto: Gragnaniello, Bennato, senese)

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Scuola: Precariato, a Roma risarcimento record da 250mila euro per 10 docenti

Posted by fidest press agency su domenica, 25 dicembre 2016

pacifico-marcelloIl Tribunale del Lavoro capitolino condanna l’amministrazione per discriminazione e sfruttamento del lavoro precario: agli insegnanti andranno dieci mensilità dell’ultima retribuzione di fatto goduta, oltre gli interessi. Nella motivazione, il giudice ha sottolineato che i docenti, alcuni dei quali anche con 15 anni di lavoro precario alle spalle, hanno subìto un danno considerevole, perché l’amministrazione non ha tenuto conto della Direttiva Comunitaria 1999/70/CE. Gli stessi hanno pieno diritto “a percepire gli incrementi di retribuzione legati all’anzianità di servizio, così come previsti dalla contrattazione collettiva comparto scuola, a far data dal primo contratto”. Sulle sentenze pesa il disco verde della Cassazione (ex plurimisnn. 22556 e 22558), che ha accertato il diritto dei precari a ricevere la stessa retribuzione del personale di ruolo (primo scatto di anzianità dopo 2 anni di supplenza pari a una mensilità in più per ciascun anno) e un risarcimento da 1 a 12 mensilità per l’abuso dei contratti a termine, dopo 36 mesi di servizio svolti su posti annuali.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): abbiamo dimostrato che i diritti dei lavoratori precari non possono essere calpestati e che il Ministero dell’Istruzione agisce in aperto contrasto con la normativa comunitaria. Secondo noi, dunque, sono maturi i tempi per avviare una riforma profonda della normativa interna, perché siano finalmente superate tutte quelle odiose disparità di trattamento che impediscono ai lavoratori precari di godere delle prerogative riconosciute solo al personale di ruolo. L’occasione per farlo c’è, visto che con il 2017 potrebbe essere la volta buona per rinnovare il contratto di categoria pure a livello normativo. L’Anief ha promosso la tutela dei lavoratori precari cui è ancora possibile aderire per ottenere il giusto riconoscimento della propria professionalità.

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Mostra “A rischio della propria vita”

Posted by fidest press agency su domenica, 25 dicembre 2016

jan_karsyjan_karsy2Torino lunedì 30 gennaio 2017 alle 18 Palazzo Dal Pozzo della Cisterna, sede della Città Metropolitana di Torino mostra “A rischio della propria vita”. Sarà visitabile da martedì 31 gennaio a venerdì 17 febbraio 2017 dalle 10 alle 17 nei giorni feriali. L’esposizione è composta dai 21 pannelli stampati su forex. La mostra venne realizzata dal Museo della Storia della Polonia e dal Ministero degli Affari Esteri della Repubblica di Polonia, in collaborazione con la Città Metropolitana, il Consolato Generale di Polonia a Milano, il Consolato onorario di Polonia a Torino, la Comunità Ebraica di Torino e la Comunità Polacca di Torino-Ognisko Polskie w Turynie.
Proseguendo nel filone inaugurato l’anno scorso, in occasione del Giorno della Memoria 2017 è previsto l’allestimento di una mostra dedicata a Jan Karski (1914-2000), il corriere dello Stato “segreto” polacco e del Governo in esilio della Repubblica Polacca durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel 1943 Jan Karski venne inviato presso i rappresentanti degli Alleati con la missione di raccontare del terrore seminato dai tedeschi in Polonia, ivi compreso il genocidio degli ebrei. Fu tra i primi a informare il mondo sulla politica tedesca di sterminio sistematico degli ebrei. I suoi interlocutori, purtroppo, non compresero le dimensioni dell’immane tragedia che si stava consumando nella Polonia occupata. Il settimanale americano “Newsweek” ha inserito Jan Karski nel novero delle figure eccellenti del XX secolo, riconoscendo la missione da lui compiuta durante la guerra come una delle pietre miliari nell’etica della civiltà. Negli ultimi anni sono stati pubblicati in Italia: la prima edizione italiana del libro di Jan Karski “La mia testimonianza davanti al mondo. Storia di uno stato segreto” (Adelphi 2013) a cura e con la traduzione di Luca Bernardini; il fumetto Jan Karski “L’uomo che scoprì l’Olocausto” di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso (Rizzoli-Lizard 2014).
I professori Jörg Luther dell’Università del Piemonte Orientale e Sarah Kaminski dell’Università di Torino abbinano inoltre alla mostra un’attività didattica seminariale, da tenersi nella sala Consiglieri di Palazzo Cisterna, destinata agli insegnanti delle scuole primarie e secondarie del Piemonte e agli studenti universitari. La mostra sarà parte integrante del progetto didattico internazionale “Memorie europee tra Ovest ed Est – elaborazioni in atto della Shoah”, che interessa in particolare la Polonia, l’Italia e anche Israele. Il seminario sarà organizzato nell’ambito della quarta edizione del Corso di Storia e Didattica della Shoah organizzato dalla Rete Universitaria. All’iniziativa collaborano i Dipartimenti di Giurisprudenza, Scienze politiche, economiche e sociali (DIGSPES) di Alessandria e di Studi Umanistici di Vercelli, il Dipartimento di Studi umanistici dell’Università degli Studi di Torino, l’Ufficio scolastico regionale del Piemonte, con la collaborazione dell’ISTORETO-Istituto Piemontese per la Storia della Resistenza,dell’ISRAL-Istituto per la Storia della Resistenza in Provincia di Alessandria “Carlo Gilardenghi” e della Società Contemporanea “Giorgio Agosti”.
Il corso si inserisce nel più ampio progetto di attività della Rete Universitaria per il Giorno della Memoria e, con il coordinamento del MIUR, si tiene in vari Atenei, con il patrocinio del Consolato Generale della Repubblica di Polonia, dell’Ambasciata d’Israele in Italia e dell’UCEI-Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. La responsabilità scientifica accademica dei nodi piemontesi della Rete universitaria è dei professori Simona Forti (Università Piemonte Orientale – Vercelli), Jörg Luther (Università Piemonte Orientale – Alessandria) e Sarah Kaminski (Università di Torino). La Rete si propone di implementare e diffondere negli atenei e nelle scuole le “buone pratiche” di lotta contro ogni forma di razzismo e antisemitismo, attraverso un sentimento di cittadinanza condivisa e dello jan_karsy1sviluppo della cultura del pluralismo e della tutela dei diritti umani e civili.
Il corso seminariale inizierà giovedì 9 febbraio 2017 con una visita alla mostra allestita a Palazzo Cisterna, proseguendo con relazioni sulla didattica della Shoah, in particolare sul ruolo delle immagini e sul turismo della Shoah. Giovedì 16 febbraio è prevista una sessione mattutina di storia, filosofia e diritto, moderata dalla professoressa Krystyna Jaworska, docente di Letteratura Polacca all’Università di Torino. Sono previste relazioni su “Memoria ed identità nazionale polacca”, “Memorie intrecciate: la Polonia in Italia e l’Italia in Polonia”, “La storia e il diritto della memoria tra Polonia e Israele”. A seguire testimonianze, domande e dibattito. Nel pomeriggio la sessione sarà presieduta dal professor Corrado Martone, docente di Ebraistica all’Università di Torino. Le relazioni riguarderanno “Il nazionalismo della memoria”, “La Shoah è dell’Europa o dei Tedeschi?”, “Il turismo della memoria”. Le lezioni sono principalmente rivolte a insegnanti di scuola secondaria di I° e II° grado nonché a docenti, dottorandi e studenti universitari. I responsabili scientifici si riservano di valutare, caso per caso, l’accesso al corso di altri insegnanti e studenti e di altre persone interessate. Ai partecipanti sarà rilasciato un attestato individuale di frequenza e saranno riconosciuti tre crediti formativi universitari, se presenteranno una relazione o un progetto di unità didattica concordato con i responsabili del corso. A richiesta degli insegnanti partecipanti, potranno essere organizzati incontri di follow up nelle scuole e/o presso gli istituti partecipanti. La partecipazione al corso è gratuita. Seguiranno informazioni ulteriori indirizzate alle scuole e agli studenti. (foto: Jan_karsy)

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“Che il dibattito collettivo ritorni sul lavoro delle aule parlamentari e non giudiziarie”

Posted by fidest press agency su domenica, 25 dicembre 2016

tribunaleDopo l’arresto al comune di Roma del vicecapo di Gabinetto Raffaele Marra e la sentenza di condanna per l’ex governatore della Lombardia Roberto Formigoni, ora anche l’avviso di Garanzia all’ex Sottosegretario e neoministro allo Sport, Luca Lotti. “E’ un Natale intenso per le Procure d’Italia – ha dichiarato con amara ironia il segretario nazionale dell’Associazione Dossetti, Claudio Giustozzi, già intervenuto nei giorni scorsi a commento dei presunti fatti corruttivi, romani e milanesi – sebbene ritenga che la cautela sia un atto dovuto, in caso di accuse gravi come quelle balzate agli onori delle cronache nelle ultime settimane. A destare preoccupazione – ha poi proseguito Giustozzi – è anche il fatto che quest’ennesimo tsunami va a colpire un componente del nuovo Esecutivo, tra l’altro uomo di fiducia dell’ex Premier Matteo Renzi. Come dire, daI cerchi ai gigli magici ”. Le parole del Segretario si rivolgono poi al lavoro della Magistratura. “Ci auguriamo che la giustizia faccia il suo corso e che la Procura di Napoli faccia piena luce nell’ambito dell’indagine Consip. Certo, ci piacerebbe commentare unicamente iniziative parlamentari e governative laddove, invece, la cronaca giudiziaria applicata alla politica continua a farla da padrone. Non a caso, siamo ancora in attesa della nomina dei sottosegretari del Governo Gentiloni. Credo che oggi sia giusto richiamare le parole del Santo Padre che, di recente, ha rinvenuto nella corruzione il peggior cancro sociale. Detto questo, a nome dell’Associazione Dossetti auguro un proficuo lavoro da parte della Magistratura con l’auspicio che, finalmente, il cuore del dibattito collettivo possa prendere a pulsare dentro le Aule parlamentari, anziché in quelle giudiziarie”.

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Conferenza Laudato Si’ e Investimenti Cattolici

Posted by fidest press agency su domenica, 25 dicembre 2016

casa-comuneRoma 27 Gennaio 2017 (09.00 – 17.00) presso la Sala Pio XI della Pontificia Università Lateranense conferenza su Energia Pulita per la nostra Casa Comune, promossa da FOCSIV, la commissione Giustizia e Pace dell’USG/UISG (Superiore e Superiori Generali), il Movimento cattolico Mondiale per il Clima (GCCM),CAFOD, Trócaire e CIDSE.
Dando seguito all’urgente appello alla conversione ecologica del Santo Padre nella Laudato Si’, relatori di alto livello come il Cardinale Peter Turkson (Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale) e Christiana Figueres (EX Segretario Esecutivo della Convenzione Onu su cambiamenti climatici) esamineranno i legami tra il disinvestimento dai combustibili fossili, l’investimento in energie rinnovabili gestite da comunità locali ed organizzazioni cattoliche. Saranno inoltre presenti soggetti finanziari impegnati in Responsabilità Sociale d’Impresa ed altri rappresentanti di istituzioni cattoliche che stanno già agendo concretamente per il clima tramite precise scelte di disinvestimento e reinvestimento responsabile.
La conferenza si pone l’obiettivo di mettere in collegamento le diverse realtà del mondo cattolico in modo che possano prendere azioni specifiche per una transizione urgente verso la giustizia climatica, compreso il disinvestimento da combustibili fossili e investimenti in energie rinnovabili gestite dalle comunità locali, partendo dalla condivisione di un’ispirazione comune per il cambiamento e condividendo buone pratiche di impegno per la casa comune e per le comunità più fragili.

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Comunicato stampa su Banca Mps

Posted by fidest press agency su domenica, 25 dicembre 2016

monte dei paschi di sienaLa Fondazione Monte dei Paschi esprime il proprio rammarico per la mancata realizzazione dell’operazione di rafforzamento patrimoniale posta in essere dalla Banca Mps e comunica che, a seguito delle cessioni effettuate nei giorni scorsi e autorizzate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, detiene attualmente una quota pari allo 0,10% del capitale sociale della Conferitaria. Nell’incertezza dell’evolversi degli eventi, le suddette dismissioni, compiute nel rispetto delle disposizioni di legge e statutarie e dei documenti programmatici vigenti, per quanto abbiano prodotto un fortissimo ridimensionamento della partecipazione e dello storico legame con la Conferitaria, consentono oggi di limitare quasi del tutto i rischi patrimoniali dell’Ente per quanto attiene il verificarsi di scenari particolarmente avversi per gli azionisti.La Fondazione continuerà a seguire con particolare attenzione l’evoluzione degli eventi inerenti la Banca e, in coerenza con le proprie finalità di promozione dello sviluppo economico, assicurerà il massimo supporto al territorio, sempre nel rispetto delle disposizioni di legge, statutarie e degli indirizzi programmatici vigenti.

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Il governo salva le banche ma affonda la ricerca pubblica

Posted by fidest press agency su domenica, 25 dicembre 2016

claudio-giustozzi“Nell’ultimo Consiglio dei Ministri non è stata inserita la norma per la stabilizzazione dei precari dell’Istituto Superiore di Sanità, confermando che per questo Esecutivo, così come per quello precedente, la Ricerca Pubblica non è un ambito nel quale il Paese deve investire” dichiara Cristiano Fiorentini dell’Esecutivo Nazionale di USB PI.
“Dopo centinaia di milioni di euro regalati allo Human Technopole e il salvataggio del Monte dei Paschi ” continua Fiorentini “è paradossale che il Governo Gentiloni non trovi dodici milioni di euro da investire sulla ricerca sanitaria stabilizzando professionalità fondamentali per l’ISS, con una ricaduta importantissima sul Paese e sulla salute dei cittadini.
“E’ chiaro che se non avremo risposte entro fine anno sarà inevitabile la reazione dei lavoratori precari che non meritano questa umiliazione dopo che da anni mettono quotidianamente al servizio dei cittadini le proprie competenze ricevendo in cambio solo belle parole. L’occupazione continuerà e se necessario intensificheremo le mobilitazioni con sempre maggiore determinazione” conclude il dirigente USB. (foto: Claudio Giustozzi)

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Capodanno 2017 al Piccolo circo dei sogni

Posted by fidest press agency su domenica, 25 dicembre 2016

piccolo-circo-dei-sognipiccolo-circo-dei-sogni3Milano sabato 31 dicembre ore 20,30 Piccolo circo dei sogni via Carducci a Peschiera Borromeo il titolare Paride Orfei, figlio del grande Nando – che recitò anche per Federico Fellini -, ha organizzato un evento unico nel suo genere: a partire dalle ore 20.30 di sabato 31 dicembre, il tendone del circo sarà allestito per accogliere un lauto cenone, accompagnato da numeri di alta scuola circense.
Durante la serata, tra un brindisi e un “buon anno”, musiche e balli di gruppo, si esibiranno infatti, equilibristi, acrobati, contorsionisti, clown, giocolieri. Gli stessi circensi sono quelli che hanno intrattenuto il pubblico di Expo sul decumano principale, ogni giorno per tutta la durata della fiera espositiva.
Si tratta di un’occasione originale e irripetibile, dove il divertimento e lo stupore sono assicurati, al 100%. Anche il palato verrà soddisfatto a dovere. La cena è particolarmente succulenta: insalata di mare, carpaccio di piovra all’aceto balsamico, cocktail di gamberi, stuzzichini dello chef (antipasti); cannelloni imperiali, crespelle alla crema di porcini, pennette al salmone (primi piatti); pesce spada alla livornese, arista all’inglese, cotechino con lenticchie (portate principali); insalata mista, patate al forno (contorni); panettone o pandoro (dessert). Nel menù sono inclusi vino, acqua, bibite, spumante, caffè e digestivo.
La cena, accompagnata dal grande spettacolo circense, è offerta a un prezzo speciale: 80 euro per gli adulti, 40 euro per i bambini (fino a 15 anni) (foto: Piccolo circo dei sogni)

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Nuova tragedia nel Mediterraneo: circa 100 persone disperse

Posted by fidest press agency su domenica, 25 dicembre 2016

immigratiSi teme che circa 100 persone siano annegate nell’ultima tragedia nel Mediterraneo. L’altro ieri la guardia costiera italiana ha effettuato quattro operazioni di salvataggio nel Mar Mediterraneo centrale. Queste ultime tragedie fanno salire a oltre cinquemila il numero di morti e dispersi nel Mediterraneo nel 2016, il peggior bilancio di sempre in termini di perdite di vite umane.
Secondo quanto riferito dai sopravvissuti, due gommoni si sono rotti e sono affondati, facendo cadere in mare le persone a bordo. Il primo gommone trasportava tra le 120 e le 140 persone, tra cui molte donne e bambini. Solo 63 persone sono sopravvissute dopo essere cadute in acqua. Il secondo gommone trasportava circa 120 persone, di cui 80 salvate dalla guardia costiera.
Circa 175 persone sono state salvate con successo da un altro gommone e da un’imbarcazione di legno. In tutto, sono 264 le persone sbarcate la notte scorsa a Trapani da una nave della Guardia Costiera. Altri otto corpi sono stati recuperati durante le operazioni.
Questa situazione evidenzia come gli Stati debbano urgentemente ampliare le possibilità di ammissione per i rifugiati, fra queste il reinsediamento, la sponsorizzazione privata, il ricongiungimento familiare e schemi di borse di studio per studenti, così che non siano costretti a ricorrere a pericolose traversate e ai trafficanti.
Le cause dell’allarmante aumento riscontrato quest’anno sono molteplici e sembrano essere legate alla qualità sempre più scarsa delle imbarcazioni utilizzate, dalle imprevedibili condizioni meteorologiche e dalle tattiche utilizzate dai trafficanti per evitare di essere intercettati. Tra queste, si può citare la partenza, in contemporanea, di un elevato numero di imbarcazioni, così da rendere più difficile il lavoro dei soccorritori.
Nel 2016, ogni giorno in media 14 persone sono morte nel Mar Mediterraneo, si tratta del numero più alto mai registrato. L’anno scorso, a fronte di oltre un milione di persone che hanno attraversato il Mediterraneo, sono state registrate 3.771 vittime.

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