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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Archive for 27 dicembre 2016

Gli Usa leader mondiali della vendita di armi

Posted by fidest press agency su martedì, 27 dicembre 2016

armiGli Stati Uniti sono i fornitori mondiali di armi. Nel 2015 ne hanno vendute per un valore di 40 miliardi di dollari, confermandosi leader delle vendite nel mondo. Al secondo posto la Francia con 15 miliardi di dollari. È quanto emerge da uno studio condotto per il Congresso americano e riportato dal New York Times, secondo il quale lo scorso anno sono state vendute complessivamente armi per 80 miliardi di dollari, in calo rispetto agli 89 miliardi di dollari del 2015. I Paesi avanzati restano anche nel 2015 i maggiori acquirenti di armi, con acquisti per 65 miliardi. Il calo delle vendite globali è legato all’economia debole, spiega il rapporto. ”Problemi di bilancio hanno spinto molti Paesi a posticipare o limitare gli acquisti. Alcuni Paesi hanno scelto di non acquistare nuove armi e di ammodernare i loro sistemi esistenti”. Boom anche per l’industria delle armi italiane, evidenzia Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, che nell’ultimo anno ha triplicata la vendita all’estero aumentando le forniture verso Paesi in guerra, in violazione, attraverso escamotage, della legge 185/1990 che vieta l’esportazione e il transito di armamenti verso Paesi in stato di conflitto e responsabili di gravi violazioni dei diritti umani. Nello specifico quelle verso l’Arabia Saudita, condannata dall’Onu per crimini di guerra nel conflitto in Yemen e per la quale il Parlamento europeo ha chiesto un embargo sulla vendita di armamenti. Cresce anche l’intermediazione finanziaria delle principale banche italiane, Intesa e Unicredit, e tra i piccoli istituti coinvolti compare ancora Banca Etruria e una banca libica.

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A San Marino “Il Natale delle Meraviglie”

Posted by fidest press agency su martedì, 27 dicembre 2016

san-marinoSan Marino. In particolare la Casa della Stella rimane aperta di giorno per bambini e famiglie dalle ore 10.00 alle 19.00 e propone attività ludiche e creative, coinvolgenti laboratori, baby dance e trucca bimbi. Al calar del sole la Casa della Stella si trasforma in Star’s House con un ricco programma serale: Christmas Urban Game caccia al Grinch, La Noche Argentina, Star’s Travel to ’90, Cenone di Capodanno, Mistery Box. Alla Casa della Stella il 30 dicembre dalle ore 15.00 sarà organizzata una divertente tombola per tutti i bambini. Il 30 dicembre, alle ore 17.00, è in programma l’Incontro divulgativo con l’Osservatorio Astronomico di Saludecio al Palazzo del Turismo.
Il 31 dicembre in Piazza Sant’Agata, dalle ore 22.00, la tradizionale e Grande Festa di Capodanno in collaborazione con Radio San Marino – DJ set con Chicco Giuliani e Lory G., Spettacolo con luci LED di Lux Arcana, degustazioni a cura di Eurotoques e fantastici Fuochi d’Artificio. Il 1° gennaio, dalla Casa della Stella, alle ore 15.00, è prevista la partenza per il Maxi Balloon Party, la corsa per catturare l’aria con i grandi palloni che si gonfiano, diventando coloratissimi tubi volanti. Sempre il 1° gennaio in programma il Concerto per il Nuovo Anno “Monica Hill canta con la Banda Militare della Repubblica di San Marino”, alle ore 17.00 al Teatro Titano.
Le attrazioni tematiche si inseriscono nella cornice che accompagna tutto il percorso nel centro storico di San Marino: le luminarie, il Viaggio della Piccola Via Lattea, i Mercatini degli artigiani e del food, i Percorsi enogastronomici, la Musica e il Teatro di strada, i Presepi da favola, l’Oroscopo delle Stelle, la Pista di Pattinaggio, lo Scivolo Ice Bumper, la Cava dell’Avventura, la Terrazza delle stelle e tanto altro da scoprire. Per tutte le informazioni ed i dettagli http://www.visitsanmarino.com

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XIV edizione del Premio Nazionale “Un giorno insieme”

Posted by fidest press agency su martedì, 27 dicembre 2016

sulmonaSulmona (L’Aquila) mercoledì 28 dicembre, alle ore 21, al teatro comunale di Sulmona XIV edizione del Premio Nazionale “Un giorno insieme – Augusto Daolio – Città di Sulmona” concorso nazionale per cantautori emergenti. La manifestazione, organizzata dalle associazioni Nomadi Fans club “Un giorno insieme di Sulmona” e Premio Nazionale Augusto Daolio. Il Premio prevede quest’anno l’esibizione dei cantautori emergenti, che saranno resi noti nei prossimi giorni, e il concerto tributo a Fabrizio De Andrè di Antonello Persico e gli Arbor, medico-musicista da anni impegnato in un importante progetto di musica e solidarietà, e che a Sulmona presenterà lo spettacolo basato sul disco “Anime Salve” di Faber. Con i proventi della serata, infatti, si andrà a sostenere il progetto “Cuore al Centro”, iniziativa promossa da Beppe Carletti e i Nomadi per sostenere le popolazioni italiane colpite dal recente sisma. Sul palco con Persico gli Arbor, band composta da Paolo Palma (chitarre), Fabio Di Michele (chitarre), Paola Ciolino (tastiere), Angela Di Giuseppe (violino), Simone Antonini (batteria) e Danilo Del Conte (basso). Sul palco ci sarà anche il conduttore e volto televisivo Solange, che ha voluto aderire alla manifestazione per portare il suo messaggio di solidarietà e vicinanza alle popolazioni colpite dal recente terremoto.La commissione artistica ha scelto cinque artisti emergenti, tra il numeroso materiale arrivato nel corso dell’ultimo anno. Si tratta di Valentina De Giovanni (Roma), Lefler (Sulmona / Savona), Nico Maraja (Lecco), Senna Brothers (Roma) e ‎ØEN – Zero Estensioni Neuronali (Roma). Uno di loro avrà la possibilità di esibirsi il prossimo febbraio, al “Nomadincontro – Tributo ad Augusto” a Novellara (Reggio Emilia), annuale appuntamento che i Nomadi tengono per ricordare l’indimenticabile Augusto Daolio.I giovani musicisti saranno valutati da una giuria presieduta da Andrea Lo Vecchio (compositore, autore musicale e televisivo), Alessandro Sgritta (critico musicale di Musicalnews.com), Massimo Giuliano (giornalista) e Paolo Polidoro (musicista). Ospite della serata anche la cantautrice Alesssandra Machella, vincitrice della scorsa edizione del Premio Augusto Daolio – Città di Sulmona”. La serata sarà presentata da Roberto Ruggero. Antonello Persico è nato a Chieti nel 1957. Vive a Pescara, sposato, con tre figli. Laurea e specializzazione in Chirurgia Pediatrica a Milano. Lavora nel reparto di Chirurgia Pediatrica dell’Ospedale Civile di Pescara.

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Sirene migranti di Franz Cerami

Posted by fidest press agency su martedì, 27 dicembre 2016

sirene-migrantiPietrelcina 27 e 28 dicembre 2016 ore 19 Progetto finanziato dalla Regione Campania nell’ambito di “Itinerari culturali e religiosi. Speciale Pietrelcina” (POC 2016/2017) e realizzato dalla Scabec Spa in collaborazione con il Comune di Pietrelcina (BN). Dopo aver incontrato e ritratto centinaia di donne migranti provenienti da Oriente, Franz Cerami, artista napoletano d’arte contemporanea, ha ideato e realizzato l’installazione digitale mapping video Sirene Migranti: volti e parole di nuove sirene, insieme con la mappa delle singole migrazioni, formano una immaginifica poesia animata che verrà proiettata sulla facciata degli edifici di via Riella a Pietrelcina, provincia di Benevento. Il progetto è finanziato dalla Regione Campania nell’ambito di “Itinerari culturali e religiosi. Speciale Pietrelcina” e realizzato dalla Scabec Spa in collaborazione con il Comune di Pietrelcina (BN).
L’artista non tradisce la sua anima napoletana e mescola sacro e profano: le sue donne migranti sono colorate e s, hanno il colore del mare, del viaggio, della traversata, dell’attraversamento. Intorno a loro si anima un velo, una corona: sono sirene, madonne, sante, donne. «E come la sirena Partenope, proveniente dal mare, rifondò la città che sarebbe divenuta Neapolis – dichiara Cerami – così le donne migranti, anche loro tragicamente provenienti dal mare, rifonderanno l’Europa, dando vita a una nuova umanità occidentale».
Sirene Migranti è allo stesso tempo una mostra digitale allestita nelle sale del Comune di Pietrelcina, dove l’immersione dello spettatore nell’oscurità ne favorirà una fruizione multisensoriale. In una prima sala suoni ritmati accompagneranno le proiezioni in loop di immagini/ritratti delle Donne Migranti e le interviste ad esperti del tema: Marino Niola, antropologo Elisabetta Moro, antropologo Paola Villani, Storico della Letteratura di Viaggio
. Le proiezioni si ripetono in loop. In un’altra stanza verrà allestita una personale di Franz Cerami con le proiezioni delle opere: Cam Portraits, Mapping Faces, Remìx the Classic Le opere saranno visibili attraverso video proiezioni. Saranno esposte anche i bozzetti di Mapping Faces, opere dipinte ad olio che raffigurano volti animati. (foto: sirene migranti)

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Premio ‘Oscar della Frutta’

Posted by fidest press agency su martedì, 27 dicembre 2016

siracusaSiracusa venerdì 20 gennaio prossimo per iniziativa della storica rivista di settore “Corriere Ortofrutticolo” in partnership con l’Unione Nazionale Italia Ortofrutta di Roma, l’Associazione nazionale degli esportatori Fruitimprese di Roma, il Centro Servizi Ortofrutticoli di Ferrara (CSO). Concorrono per la premiazione undici protagonisti del settore selezionati per l’attività svolta nel 2016, a ognuno dei quali andrà un riconoscimento. Sono Ilenio Bastoni, direttore generale Gruppo Apofruit di Cesena, Salvatore Bua direttore commerciale della OP La Deliziosa di Catania, Simone Bernardi presidente Lagnasco Group di Cuneo, Giuseppe Calabrese, presidente Consorzio Fonteverde di Ragusa, Antonio Giaccio presidente OP Giaccio Frutta di Caserta, Salvatore Giardina titolare dell’Azienda Agricola F.lli Giardina di Siracusa, Guido Grimaldi dirigente Grimaldi Group di Napoli, Riccardo Martini, amministratore delegato Tramaco di Ravenna, Salvatore Novello titolare Novello&C. di Catania, Fabio Massimo Pallottini, presidente Italmercati Rete d’Imprese di Roma e Giulio Romagnoli, amministratore delegato Romagnoli SpA, di Bologna.
L’evento si articolerà tra Palazzo Vermexio e Palazzo Beneventano, quest’ultimo tra i più prestigiosi edifici barocchi siciliani, e avrà, come ogni anno, alcuni momenti di approfondimento su temi di attualità, in particolare quest’anno legati al Sud e alla Sicilia. Al mattino del 20 gennaio si terrà il seminario ‘Logistica dei Prodotti Freschi nel Sud Italia e nel Mediterraneo’ con interventi, tra gli altri, di Andrea Bardi, general manager della Fondazione ITL (Institute for Transport and Logistics), di Marco Salvi, presidente FruitImprese, Gennaro Velardo, presidente dell’Unione Nazionale Italia Ortofrutta, Aurelio Pannitteri, presidente della OP Rosaria. Il seminario si inserisce in un programma triennale di analisi dell’ortofrutta nel Mezzogiorno, nato dalla collaborazione tra Italia Ortofrutta e Corriere Ortofrutticolo, battezzato ‘L’ortofrutta riparte dal Sud’, avviato un anno fa a Matera con un approfondimento sull’aggregazione della produzione.
Seguirà nel pomeriggio del 20, la presentazione di alcuni prodotti che rappresentano le ‘nuove frontiere’ della Sicilia ortofrutticola, all’insegna della novità assoluta (la frutta tropicale) o della riscoperta (il melograno) in funzione anche della valorizzazione del territorio (il fico d’India). I seminari si svolgeranno a Palazzo Vermexio e saranno seguiti dai due momenti della cerimonia di premiazione, il primo, dedicato agli 11 ‘Protagonisti dell’Ortofrutta Italiana’ nello stesso Palazzo Vermexio, il secondo, per l’assegnazione dell’Oscar della Frutta, nel vicino Palazzo Beneventano.
Nato come momento conviviale e celebrativo, ‘Protagonisti’ sta diventando la Cernobbio dell’ortofrutta italiana. Le precedenti edizioni si sono svolte, sempre nella terza settimana di gennaio, a Villa Serego Alighieri in Valpolicella (2013), al Resort Monte del Re di Dozza (2014), alla Cantina Rotari di Mezzocorona (2015), alla Casa Cava di Matera (2016).

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Droga, droga, droga, chi ha tanta droga vive come un pascià…

Posted by fidest press agency su martedì, 27 dicembre 2016

droga cannabis-vicinoDipende dai punti di vista. In questo caso stiamo parlando della malavita organizzata, quella dei grandi carichi che partono dai Paesi produttori e, attraverso una serie di hub strategicamente posizionati in Paesi “disgraziati” prima del salto verso i Paesi consumatori per eccellenza (America del Nord ed Europa), arrivano sulla “nostra tavola”. E sono questi che nella ampia e differenziata filiera che va dal produttore al consumatore, ad avere quei maggiori introiti per i quali mettono a ferro e fuoco interi Paesi e interi Continenti, e quindi a vivere come dei pascia’. E per chi non ha avuto occhi e orecchie per vedere e sentire, ci hanno anche provato sfortunati film e fiction che ci hanno raccontato la vita dei boss di questi clan, cartelli, bande, mafie, etc.; sfortunati perche’ il “film verita’” crediamo abbia fatto il suo tempo: ci siamo abituati a vivere col morto in casa o nel palazzo di fronte e, complice un’informazione a 360 gradi, quando evadiamo forse ci piace piu’ lavorare di buona fantasia che documentarci.
Siamo alla fine del 2016 e se fossimo un media di tutto rispetto dovremmo tirare le somme di questo anno e fare i buoni propositi per i prossimi, magari facendolo scrivere al “facente funzione politico” che ogni ultimo dell’anno lancia messaggi a reti piu’ o meno unificate. Bleah! Se qualcuno e’ curioso, gli possiamo inviare per filo e per segno quello che diranno i nostri Gentiloni (poveraccio, appena arrivato, che gli tocca fare…) e Mattarella e tutti gli emuli minori di questo o quell’altro partito in quella che chiamano “conferenzadifineanno”. Per semplificare vi anticipiamo -visto il contesto- che non diranno una parola sui nostri pascia’: probabilmente perche’ non e’ una priorita’ della loro agenda e, comunque, non saprebbero che dire soprattutto ora che il Paese mondiale di riferimento per le politiche in materia -gli Usa- non si sa ancora cosa abbia intenzione di fare dopo la inattesa (per loro) elezione di Donald Trump.
Noi siamo solo piccoli gazzettieri di questa folle (istituzionalmente parlando) vicenda. Forse qualcuno di noi si fa una canna ogni tanto. Ma niente di che. Quindi ne parliamo non tanto come consumatori, ma come utenti di questo Stato e dei suoi servizi, come utenti della comunita’ mondiale, come contribuenti nazionali e comunitari di imposte che vanno anche a finanziare le politiche di sicurezza e la partecipazione del nostro Stato e della nostra Unione agli accordi internazionali in materia. Che sono quanto di piu’ vecchio, inutile, spuntato e sfiatato ci possa essere per cercare di affrontare la questione nei termini in cui una societa’ del 2016 chiede, cioe’ un trinomio: informazione, liberta’, sanita’. Questo trinomio e’ solo leggermente abbozzato in qualche angolo di qualche Continente, o nelle pieghe di normative che ostentano depenalizzazione come copertina per coprire la propria vergogna ed incapacita’ e prurito ideologico ad affrontare il problema di petto. E’ per questo che siamo ancora in alto mare. Con manipoli di liberi pensatori ed azionisti che cercano di far conoscere e propongono le alternative, ma che si vedono puntualmente confinati negli angoli della burocrazia, della procedura, del “ci sono altre priorita’”, in quel cassetto di quel Palazzo dove tutto puo’ entrare ma quasi nulla puo’ uscire. Stiamo parlando del progetto di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione della cannabis da alcuni mesi depositato con le relative firme perche’ possa esser tale, ma che non da’ garanzie di essere discusso con la velocita’ che sarebbe necessaria a tutto cio’ che non prude. Ma forse e’ tutto fermo perche’ i “politici” di quel Palazzo sono in affari coi cartelli di cui sopra? Non lo pensiamo neanche, sarebbe troppo nobile per chiarezza. Ribadiamo solo che continuiamo ad essere “provincia di un Impero” che non c’e’ piu’, ma non ce ne siamo ancora accorti, come invece se n’e’ accorto un Paese come l’Uruguay che, sordo a tutti i ricatti, ha legalizzato. E quindi aspettiamo…. Cosa? Semplice: che gli altri facciano e noi ci accoderemo. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Scomparsa di George Michael

Posted by fidest press agency su martedì, 27 dicembre 2016

maurizio-mastriniE’ scomparso proprio il giorno di Natale George Michael, artista di fama internazionale e autore di una delle più note canzoni natalizie dei nostri tempi. Il pianista “al contrario” Maurizio Mastrini ha voluto omaggiare la vita e la musica di questo grande artista con una versione di “Last Christmas” con pianoforte e sonorità elettroniche. Un’esecuzione dove il maestro Mastrini ha riletto il grande successo degli Wham! in versione inedita, un po’ nello stile di Schumann.Questo il link del brano “Last Christmas”: https://www.youtube.com/watch?v=2448YcClMkI
Il brano è stato realizzato dal maestro Mastrini in occasione delle tappe natalizie del suo “Baratto Tour”, il tour solidale dove non si paga il biglietto, ma si “baratta” la musica con viveri da donare a chi ne ha bisogno. Ad oggi sono stati raccolti oltre 81 quintali di prodotti in giro per l’Italia che sono stati devoluti ad associazioni quali il Comitato per la Vita “Daniele Chianelli”, la Croce Rossa Italiana, la Comunità di Sant’Egidio, le Caritas etc..Il legame con George Michael non è nuovo per il pianista. Già nel 2015 Mastrini aveva composto il brano “Caro George”. Prendendo in prestito poche note tratte dal tema di un brano di George Michael, “Careless Whisper”, Mastrini ha creato un suo piccolo inno contro la disparità, l’omofobia. Anni fa, infatti, fu colpito tantissimo dall’amore di un papà di un ragazzo gay deriso dai compagni, la tenerezza che questa persona donava al proprio figlio, il suo affetto paterno come uno scudo protettivo invalicabile. Per il video: https://www.youtube.com/watch?v=PNhs9hPPE6M,
Pianista, compositore e direttore, Mastrini è celebre in tutto il mondo per l’esecuzione della musica al contrario, che ha permesso al pubblico di riscoprire partiture classiche in maniera affascinante e inedita: rilette al rovescio, dall’ultima nota sino alla prima, rivelando così una straordinaria versatilità della musica e quanto un brano possa farsi ancora scoprire nuovo. (foto: Maurizio Mastrini)

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Il passato e il futuro alle prese con il presente

Posted by fidest press agency su martedì, 27 dicembre 2016

corte europea giustiziaI commentatori politici, gli opinionisti e i sondaggisti riferendosi ai risultati dell’ultimo referendum costituzionale, che ha visto la vittoria del No nonostante l’insistente campagna promossa dal Governo e dal suo presidente Matteo Renzi per il Si, sembrano, almeno su un punto concordare. I giovani hanno in prevalenza favorito la vittoria del No e gli anziani hanno scelto di più il Si. Se le cose stanno a questo punto ciò che manca alle parti che hanno sostenuto le ragioni del Si è la convinzione che non si tratta di chi resta ancorato al passato e di chi guarda il futuro quanto la necessità che tutti sappiano avere la consapevolezza che passato e futuro vogliono dire poco se non offriamo al presente le basi necessarie per saper meglio gestire ciò che oggi sappiamo fare e che alla fine diventa il solo elemento capace di garantirci un avvenire. Ora, non ieri e nemmeno domani, è il momento in cui dobbiamo fare la scelta fondamentale per assicurare alla posterità il nostro avvenire. Non dobbiamo pensare alla storia dei partiti che pure ha avuto un momento magico per la costruzione del nostro pensiero e delle idee di libertà e di giustizia che lo hanno fatto maturare, ma alla sua evoluzione che ha fatto nascere in noi la convinzione che in tutto questo fermento ideale, ma anche fallace nelle sue aberrazioni, restano solo due punti fermi: il diritto alla vita e a vivere. Che senso ha, infatti, nascere se al nuovo venuto non si tutela il diritto a vivere garantendogli, dal momento in cui viene concepito a prescindere dai suoi natali o dalla terra in cui gli è dato d’essere concepito, un’esistenza dignitosa affrancandolo dalla povertà e garantendogli un tetto sotto cui ripararsi, un’istruzione adeguata, un lavoro, l’assistenza sanitaria e una vecchiaia serena?
I garanti di tutto questo non sono più i partiti ma la coscienza dei popoli, dai giovani agli anziani. Sono coloro che sanno appropriarsi dei valori fondanti della vita per farne un uso virtuoso. Sono coloro che mettono al primo posto l’essere umano e la natura con lui per renderli costruttori di una pax sociale tra uguali e dove nessuno nasce erede di un qualcosa che non sia frutto della sua volontà e ne esalti il concetto di fratellanza e di eguaglianza. E’ questo il futuro che ci attende ma nulla potremo fare se non incominciamo oggi con la memoria di ieri e la capacità di guardare oltre le nostre stesse esistenze in nome di una società del cambiamento e alle sue stesse risorse innovative che ci hanno da sempre accompagnati e che solo la nostra incapacità di saper guardare con l’occhio del giusto le ha rese opache. (Riccardo Alfonso direttore Centro studi politici della Fidest)

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La Banca europea per gli investimenti finanzia i paradisi fiscali

Posted by fidest press agency su martedì, 27 dicembre 2016

Banca europea per gli investimentiDi Fabio Massimo Castaldo, EFDD – M5S Europa. La Banca europea per gli investimenti (BEI) è il braccio finanziario di Bruxelles. Il suo giro di denaro è pari al bilancio di un piccolo stato: 77 miliardi e mezzo di euro finanziati nel 2015 destinati a infrastrutture, finanziamenti alle imprese e progetti al fine di produrre posti di lavoro, crescita e innovazione. Tutto questo è ben pubblicizzato sul sito della BEI. C’è però un lato oscuro, al quale non viene dato lo stesso risalto, fatto di investimenti non trasparenti in paradisi fiscali. Di giurisdizioni sospette, casi di conflitti di interesse e «revolving doors» che coinvolgono gestori dei fondi i quali hanno precedentemente lavorato per la Bei o altre istituzioni finanziarie internazionali. Questi aspetti controversi sono ben documentati nel Rapporto della ONG Counter Balance “The dark side of EIB funds: How the EU’s bank supports non-transparent investment funds based in tax havens”, pubblicato lo scorso settembre. Il rapporto svela che, nelle proprie attività, la Banca europea per gli investimenti fa uso di una serie di intermediari per i suoi prestiti, sia all’interno che all’esterno della UE. La BEI, quindi, non presta direttamente i soldi ai progetti finali ma piuttosto fa uso di intermediari finanziari per un terzo delle sue operazioni. Nei progetti extra UE si parla addirittura del 40% delle operazioni totali. In Africa, in Medio-Oriente e nella regione pacifica la BEI lavorerebbe principalmente attraverso private equity funds. Nel rapporto della Counter Balance si parla di 50 progetti di questo tipo, per un valore totale di circa 5 miliardi. Nella regione cosiddetta ACP (Africa, Caraibi, Pacifico) la BEI nel 2015 ha investito 154 milioni in 9 private equity funds.
Il dato più preoccupante, tuttavia, è un altro. Dal 2011 al 2015 sono stati investiti 470 milioni di euro in fondi di investimento situati in giurisdizioni segrete. Solo nel 2015 il 67% del volume delle operazioni è andato a clienti che si trovano in cima alla classifica delle 30 giurisdizioni più oscure dal punto di vista fiscale. Il paese in cui la maggior parte di tali fondi di investimento sono domiciliati è l’isola di Mauritius, dove i non residenti vedono tassati localmente solo i redditi prodotti in loco e il reddito delle persone fisiche ha un’aliquota fissa del 15%. Questi dati, se confermati, implicherebbero automaticamente che una grande parte delle attività di prestito della BEI non risponde a quegli standard genuini di trasparenza che sono tanto importanti per la UE e, in particolare, per il Parlamento europeo. Qualche giorno fa Andrew McDowell, il VicePresidente della BEI, è venuto in Commissione Affari Esteri per uno scambio di vedute con gli eurodeputati. Non ho potuto non cogliere l’occasione per rivolgergli qualche domanda. In particolare gli ho chiesto:
– Cosa sta facendo la BEI per risolvere questo tipo di problematica, anche considerando il chiaro impegno della UE nella lotta ai paradisi fiscali e a favore della trasparenza finanziaria?
– Dato che la BEI si deve attenere, per gli investimenti nei paesi terzi, alla visione politica dell’Unione Europea (vincoli ambientali, sociali e di sviluppo), quali sono gli indicatori di performance dei fondi assegnati e come vengono gestiti? Quali strumenti di valutazione vengono utilizzati per valutare il successo (non soltanto economico ma anche in termini di sviluppo) dei progetti finanziati?
Alle mie domande, McDowell e gli altri rappresentanti della BEI hanno risposto dicendo che alla base dell’utilizzo di intermediari finanziari ci sarebbe la necessità di semplificare la gestione dei prestiti a migliaia di piccole imprese e progetti locali, che difficilmente potrebbero interfacciarsi direttamente con la BEI. Hanno inoltre assicurato che tutte le loro operazioni vengono pubblicate sul sito della Banca e che sono quindi soggette alla massima trasparenza. Sui paradisi fiscali, invece, scena muta. Hanno glissato completamente sulla domanda. Peccato per loro che a partire da questa legislatura il MoVimento 5 Stelle faccia parte dell’Europarlamento e che non permetteremo che si sottraggano all’interfacciarsi con noi e con le nostre domande scomode. (fonte: blog grillo)

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Cori: Concerto di Fine Anno al Santuario della Madonna del Soccorso

Posted by fidest press agency su martedì, 27 dicembre 2016

concertoCori Giovedì 29 Dicembre, alle ore 17:30, al Santuario della Madonna del Soccorso si terrà il Concerto di Fine Anno del Coro di Voci Miste ‘Il Madrigaletto’ diretto dal Maestro Nicolò Iucolano. L’appuntamento musicale chiude il programma di iniziative natalizie organizzate per le festività al Santuario della Madonna del Soccorso dalla Fraternità dei Laici Trinitari di Cori in collaborazione con i Padri Trinitari. Ingresso gratuito.Il Coro di Voci Miste maschili e femminili ‘Il Madrigaletto’ è nato nel 2012 all’interno del Conservatorio Statale ‘Ottorino Respighi’ di Latina ed è attualmente retto da una convenzione tra l’Associazione ‘Attori e spettatori per il tempo libero’ di Latina e il Conservatorio pontino. Il repertorio de ‘Il Madrigaletto’ va dal Rinascimento ai giorni nostri, puntando unicamente su forme e autori originali e significativi.Il Coro è diretto dal Maestro Nicolò Iucolano, musicista apprezzato e conosciuto anche all’estero, pianista e compositore, oltre che direttore. Con lui ci saranno i maestri Livia Bianchi, all’arpa, e Marcos Palombo, al saxofono. Verranno eseguiti brani natalizi di circa 10 secoli, dai canti Gregoriani a Benjamin Britten e altri del 1900, passando per Pierluigi da Palestrina, Benedetto Marcello, Alfonso De’ Liguori e Adolphe Adam.Con il Concerto di Fine Anno termina il Natale 2016 al Santuario della Madonna del Soccorso, iniziato l’8 Dicembre con la rappresentazione Biblica ‘Susanna’ e poi a seguire la Festa di San Giovanni de Matha, la proiezione del film ‘Christmas Carol’, la tombolata di Natale. Come ogni anno è stato allestito il suggestivo presepe. Le celebrazioni natalizie sono state precedute dall’inaugurazione della strada intitolata ai Padri Trinitari dal Comune di Cori. (foto: concerto)

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Seminario sul tema “Dal cinema analogico al digitale”

Posted by fidest press agency su martedì, 27 dicembre 2016

cinematografiaMatera Sabato 7 gennaio 2017 alle 9:30 – presso il Cinema Comunale di Matera – si terrà il seminario sul tema “Dal cinema analogico al digitale”, tenuto dal Maestro Vittorio Storaro, nell’ambito del progetto “Matera, la luce si fa scrittura”. L’iniziativa, che nel suo complesso prevede la realizzazione della mostra fotografica “Scrivere con la Luce/Il chiaro scuro a Matera”, aperta al pubblico dal 17 settembre 2016 all’8 gennaio 2017, il concorso di idee per l’illuminazione di un ambito urbano di Matera e una serie di seminari, è organizzata dall’Accademia della Luce di Matera con l’accompagnamento di Sensi Contemporanei Basilicata, in collaborazione con la Regione Basilicata – Ufficio Sistemi Culturali e Turistici – Cooperazione Internazionale. La serie di seminari ha inizio con la master class sul cinema digitale tenuta da Storaro, che illustrerà le tecniche utilizzate nel film Café Society, diretto da Woody Allen, prima opera in cui il Maestro si è cimentato nella sperimentazione digitale. Nel corso dell’incontro saranno inoltre sviluppato i seguenti temi: l’importanza della “luce” e l’ideazione visiva del film; la registrazione digitale della storia, con la digital camera Sony f65 a 4k – 16 bit colore, in una composizione dell’immagine con il sistema “Univisium 1:2”; la correzione del colore a 4k-16 bit colore, nel digital intermediate, allo stabilimento technicolor di New York attraverso la console base light; la distribuzione mondiale del film, nell’originale registrazione del film stesso; la conservazione dell’immagine e del suono originali approvati dal regista e dal responsabile della cinematografia.Nella stessa giornata alle ore 19:00 al Cinema Kennedy, Storaro sarà presente per un saluto ai soci di “Cinergia”, associazione di cultura cinematografica di Matera, che per l’occasione proietterà “Il Conformista”, film girato dal Maestro con la regia di Bernardo Bertolucci. La proiezione è aperta al pubblico. Vittorio Storaro sarà, infine, presente anche domenica 8 gennaio 2017, alle ore 11, presso l’ex Ospedale San Rocco, per il finissage della mostra “Scrivere con la Luce/Il chiaro scuro a Matera”.
Per assistere alla master class è richiesta la prenotazione sul sito web http://www.accademialucematera.it. Per tutte le altre attività, la partecipazione è aperta al pubblico fino ad esaurimento posti. (foto: cinematografia)

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Acromegalia, malattia rara e misconosciuta

Posted by fidest press agency su martedì, 27 dicembre 2016

medicoL’acromegalia è una malattia rara e sottodiagnosticata. La sua prevalenza varia tra 2,8 e 13,7 casi ogni 100.000 persone e la sua incidenza per anno varia tra 0,2 e 1,1 casi ogni 100.000 persone. «La sua prevalenza in ogni paese dell’Europa Occidentale varia tra le diverse regioni ed è molto maggiore nelle aree circostanti i centri di riferimento specializzati nel trattamento di questa malattia», sottolinea Renato Cozzi, dirigente medico di primo livello, Sc Endocrinologia Ospedale Niguarda, Milano. Negli ultimi anni la sua prevalenza è aumentata per il miglioramento degli aspetti metodologici, la maggiore conoscenza delle malattie ipofisarie e una maggiore attenzione dei pazienti nei confronti dei loro sintomi.È caratterizzata da un’ipersecrezione di GH/IGF-1, che nel 95% dei casi è sostenuta da un adenoma ipofisario, che è nella maggior parte dei casi un macroadenoma. In rarissimi casi l’acromegalia è sostenuta da un tumore ipotalamico o neuroendocrino (carcinoide polmonare o gastroentero-pancreatico) secernenti GHRH, la cui presenza, ribadisce Cozzi “può essere svelata dall’esecuzione di una semplice radiografia del torace o ecografia addominale”. Raramente (1-2%) la causa di malattia non è visualizzabile, perché la dimensione dell’adenoma è inferiore al potere di risoluzione della risonanza: in questi casi il cateterismo dei seni petrosi può essere utilizzato per confermare la produzione patologica ipofisaria di GH e avviare il paziente al neurochirurgo.
Nel 90-95% dei casi l’acromegalia è sporadica e si manifesta come malattia isolata. In rari casi può manifestarsi come malattia familiare, essere associata a iperproduzione di altri ormoni, come nella MEN tipo 1 e tipo 4 o nel Carney complex, oppure come disordine isolato. Questa condizione è denominata FIPA (familiar isolated pituitary adenoma).
L’età media alla diagnosi è nella quinta decade di vita. Nel 5% dei casi l’acromegalia si manifesta prima dei 20 anni. La prevalenza tra i due sessi è similare. Il ritardo diagnostico è di 5-10 anni, con un ritardo medio di 8 anni. In alcuni pazienti, specialmente in quelli a bassa secrezione ormonale, il ritardo diagnostico può raggiungere anche i 20 anni. Nonostante il miglioramento delle conoscenze sulla malattia nelle ultime due decadi, il ritardo diagnostico medio non si è ridotto.Al momento della diagnosi, nella maggior parte dei pazienti è evidente l’aumento delle parti acrali (mani e piedi) nel 78-85% e l’aspetto del volto è spesso grossolano e deformato (71%). A causa della lenta progressione, è molto frequente che i familiari del paziente e il suo medico curante non si accorgano della malattia neanche negli stati più avanzati. In questi casi la diagnosi viene spesso compiuta da un altro medico cui il paziente si rivolge per comorbidità legate alla malattia acromegalica. Alla diagnosi sono spesso presenti numerosi altri segni e sintomi che interessano la maggior parte degli organi: per questo motivo si preferisce impiegare il termine di sindrome acromegalica. (fonte doctor33)

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Il Gruppo Maggioli parla anche spagnolo

Posted by fidest press agency su martedì, 27 dicembre 2016

madridL’azienda romagnola, leader nell’offerta di prodotti e servizi per la Pubblica Amministrazione Italiana, viaggia spedita alla conquista del mercato europeo e sudamericano per concretizzare, anche grazie alle acquisizioni, la propria strategia di espansione. La prima operazione importante è stata effettuata proprio in questi giorni: un aumento di capitale ha portato al controllo della Galileo Sa, società spagnola con sede a Madrid e alle Canarie, con un giro d’affari di 2 milioni di euro specializzata nella gestione del catasto e dei dati territoriali degli Enti Locali. L’operazione con cui il Gruppo Maggioli ha acquisito il 51% di Galileo Sa ha un valore strategico anche rispetto al mercato del Sudamerica dove Galileo è già attiva e si inserisce in un più ampio quadro di sviluppo internazionale orientato all’area Europea, dei Paesi Balcani e dell’America Latina.

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Il sistema elettorale giusto

Posted by fidest press agency su martedì, 27 dicembre 2016

urne-voteSarà la saggezza degli Ottanta, anche se noi dubitiamo, o piuttosto la preoccupazione per l’attacco francese a Mediaset, che rende ragionevoli pure i recalcitranti incalliti, sta di fatto che in questa fase Silvio Berlusconi si sta guadagnando la palma di uomo politico più equilibrato e affidabile. Persino al Quirinale, dove è notorio che non godesse di particolare stima (e viceversa), la pensano così. Dunque, per quanto possa sembrare paradossale, è dal vecchio leader di Forza Italia che passa la possibilità che nei prossimi mesi l’asse Mattarella-Gentiloni abbia il sopravvento su quello Renzi-renzisti, che anche dopo l’assise generale del Pd si conferma il nemico numero uno del governo che pure, e non a torto, è stato definito “Renzi bis”. È infatti il Cavaliere ad aver imboccato la strada più giusta per arrivare ad una legge elettorale finalmente ragionevole, proponendo di adottare, senza correzioni all’italiana che finirebbero per storpiarlo, il sistema tedesco, che è un proporzionale corretto dalla soglia di sbarramento (5%) e dalla sfiducia costruttiva (non puoi buttar giù un governo se non ne hai già un altro pronto), così da coniugare in modo equilibrato la rappresentanza con la governabilità. Cioè il più adatto per l’Italia, in assoluto – lo era già al momento del referendum Segni, quando si volle forzare la mano imponendo il maggioritario – e a maggior ragione ora che il sistema politico è divenuto tripolare. Dunque, si colga la disponibilità di Berlusconi e si (ri)costruisca quell’alleanza riformisti-moderati che sia il Cavaliere sia Renzi hanno avuto il grave torto prima di ridurre a patto occulto di potere (Nazareno) e poi di rompere.Viceversa, Renzi ha offerto al Pd sia un’analisi povera e poco convincente del voto referendario – non basta riconoscere di aver perso, quello è il minimo, bisogna capirne i motivi e proporre soluzioni politiche, non mediatiche – sia la riesumazione del Mattarellum, che è strumento adatto solo ad uno schema bipolare della realtà politica, tant’è che fu inventato per regolare lo scontro tra centro-destra e centro-sinistra che ha tenuto banco nella cosiddetta Seconda Repubblica. Il gioco di Renzi è fin troppo chiaro, al di là della furbizia di buttar lì una legge che porta il nome del Presidente della Repubblica: da un lato, l’ex primo ministro vuole provare a forzare la mano per vedere se passa la sua proposta, dall’altro la usa per bloccare quelle altrui. Tutto deriva da un difetto di analisi, e cioè partire dal presupposto che il 40,8% di Sì referendari siano voti di Renzi, facilmente trasportabili (e magari pure aumentabili) alle prossime elezioni politiche. Cui si aggiunge l’errore di credere che il Pd vincerebbe sia se dovesse vedersela con il centro-destra sia con i grillini. Perché è ragionevolmente vera la prima cosa, ma trattasi di circostanza non data, sia perché il vecchio centro-destra non esiste più – Salvini ha scientemente deciso di rompere il giocattolo, ed è meglio così viste le posizioni lepeniste che la sua Lega è venuta assumendo – sia perché sarebbe comunque terzo nella corsa a tre. Mentre è assai probabile che la partita sia tra il Pd (o il centro-sinistra) e il M5S, ma dubitiamo che in quel caso a vincerla sia Renzi (o chi per lui alla guida del partito Democratico). Tra l’altro, se Renzi abbandonasse la linea “continuista” basata sull’affermazione, anche un po’ puerile, “abbiamo fatto scelte giuste comunicate in modo sbagliato”, e cercasse nel profondo della società italiana, troverebbe almeno due ragioni forti della sua sconfitta su cui varrebbe la pena di lavorare. La prima riguarda il motto, ormai consunto, de “l’uomo solo al comando”. Forse gli italiani, dopo tanti fallimenti, hanno capito che quella semplificazione non porta ad un più alto tasso, quantitativo e qualitativo, di governabilità. Anzi. La seconda ragione attiene all’economia. Il malcontento vero – e ce n’è molto anche tra chi ha votato Sì – sta su questo fronte, e nulla abbiamo ascoltato che ci faccia capire come la politica economica messa in campo nei mille giorni di Renzi sia stata oggetto di una revisione critica. Il fatto che il primo atto del governo Gentiloni ha dovuto essere quello a salvaguardia delle banche in difficoltà, per toglierle dalle grinfie del bail-in, la dice lunga sulla miopia dell’esecutivo precedente, che ha lasciato incancrenire le cose solo per evitare di pagare un prezzo elettorale in sede di referendum (che tra l’altro ha poi pagato lo stesso).
Naturalmente, se “Atene piange, Sparta non ride”. Lo spettacolo indecoroso prodotto dalla giunta pentastellare di Roma va ben al di là del Campidoglio, perché mostra come la protesta (fondata) verso l’establishment, politico e non solo, si sia indirizzata verso un “non partito” che manca dei requisiti democratici mentre non si fa mancare alcuno dei difetti delle forze politiche tradizionali. Il “continuismo” (anche qui) che Grillo ha scelto per non pagare dazio (ma prima o poi lo pagherà) ci restituisce un movimento che è rimasto al “vaffa” verso tutto e verso tutti, e non è stato capace – ma come poteva? – di accumulare un granello non si dice di saggezza politica, ma almeno amministrativa. Hanno voglia i nostri amici Bersani e Giulio Sapelli (a Roma Incontra del 12 dicembre) di spiegarci che è bene che la protesta sia stata incanalata dai grillini fuori da un quadro di violenta ribellione. Perché il tasso di populismo che è insito nel movimento e quei tratti che non abbiamo remore a definire “fascitoidi” che esso ha, rendono i vantaggi (ammesso e non concesso che davvero ci siano) decisamente inferiori agli svantaggi.Insomma, diranno i nostri lettori: Terza ci disegna un quadro da cui emerge la necessità di una vera e propria rifondazione della politica italiana, e questo cozza con l’auspicio, di cui abbiamo parlato già la settimana scorsa e che ora ribadiamo con ancor più forza, di lunga vita al governo Gentiloni. No, non c’è contraddizione. Primo perché uno dei compiti di questo governo è riformulare la legge elettorale, la quale è la base su cui poggia la nascita di una nuova stagione politica (la famosa Terza Repubblica). Secondo perché se si vuole voltar pagina occorre ridisegnare l’impianto istituzionale, e siccome l’unico modo per farlo senza commettere gli errori di Renzi è affidarne il compito ad un’Assemblea Costituente, questo può essere il governo giusto per assumersi la responsabilità di indicare questa strada al Paese e al Parlamento. E terzo perché il carattere necessariamente transitorio di questo esecutivo (se anche andasse a fine legislatura, avrebbe davanti poco più di un anno) è la sua debolezza ma anche la sua forza. Confidiamo che il 2017 sia un anno di novità positive. E per questo vi e ci facciamo tanti auguri. Terza torna dopo la Befana. (Enrico Cisnetto direttore Terza repubblica.it)

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Caro carburante per le feste

Posted by fidest press agency su martedì, 27 dicembre 2016

AUMENTO PREZZI BENZINAUna stangata da complessivi 130 milioni di euro sta per abbattersi sulle famiglie italiane che hanno deciso di viaggiare in auto durante le festività. Lo denuncia oggi il Codacons, che chiede l’intervento del Governo per salvare le tasche degli automobilisti.
E’ previsto, infatti, che tra Natale e Capodanno 12,3 milioni di italiani si sposteranno lungo strade e autostrade del nostro paese per trascorrere fuori casa le vacanze – spiega il Codacons – Viaggi che dovranno tenere conto dei forti rincari dei carburanti registrati negli ultimi giorni: oggi per un pieno di benzina si spendono circa 4,45 euro in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno; per un pieno di diesel addirittura l’aggravio di spesa raggiunge +6,2 euro. Questo perché i distributori di carburanti hanno applicato consistenti aumenti dei listini alla pompa: la verde costa mediamente il 6,1% in più rispetto al 23 dicembre 2015; per il gasolio i rincari sfiorano il + 10% (+9,8%).“Considerato il numero di italiani in viaggio su strade e autostrade durante le feste e i rifornimenti che saranno effettuati per raggiungere le mete di villeggiatura e per i successivi rientri, la maggiore spesa per i carburanti a carico dei cittadini raggiungerà quota 130 milioni di euro. Il Governo farebbe bene ad intervenire per salvare le tasche degli automobilisti, dando prova di non pensare solo alle banche”.

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Monserrato: Il Grande Teatro dei Piccoli

Posted by fidest press agency su martedì, 27 dicembre 2016

teatro-piccoliteatro-piccoli1Monserrato da martedì 27 dicembre a giovedì 29 dicembre alle 18 al teatro in via 31 marzo 1943 si alza il sipario sullo spettacolo di micro marionette e narrazioni “Doni”, interpretato da Donatella Pau.Nel classico del repertorio proposto dalla compagnia padrona di casa sono narrate cinque storie sul significato del dono come atto per rafforzare la fiducia tra gli uomini: un racconto di Grazia Deledda, una favola dei fratelli Grimm, due leggende di tradizione orale e una fiaba di ambientazione araba, adattate dalla burattinaia de Is Mascarareddas con Elisabetta Pau.
Piccole marionette animate sulla superficie di un tavolo, che assume di volta in volta le forme dei diversi scenari, sono le protagoniste di un susseguirsi di storie scandite da un carillion: una vecchia signora riceve una visita inaspettata, mentre un ragazzino scopre il dono della vita proprio nella sera di Natale. E ancora, un calzolaio e la moglie hanno nella generosità la loro più grande ricchezza, mentre un giovane innamorato non ha solo il sentimento, ma anche il dono dell’invenzione. Infine, una ragazza riceve dalla nonna il dono di saper creare qualcosa con le proprie mani. Le piccole marionette sono realizzate da Donatella Pau, le ambientazioni scenografiche da Sonia Carlini, Tonino Murru e Stefano Dallari. Biglietti al costo di 5 euro. (foto: teatro piccoli)

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Sifo rinnova l’editoria

Posted by fidest press agency su martedì, 27 dicembre 2016

Interno farmacia

Non solo una veste grafica più moderna e vicina agli standard delle maggiori riviste internazionali di settore, ma anche l’inserimento nel Comitato di studiosi internazionali e la richiesta di indicizzazione su PubMed. SIFO, la Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi territoriali delle Aziende Sanitarie, punta l’attenzione sulla scrittura scientifica, innalzando il livello e dandosi da fare per la diffusione capillare delle due riviste di cui è editore: il Bollettino SIFO, nato nel 1953 e il Giornale Italiano di Farmacia Clinica, che esce dal 1987. Nel 2016, a questo scopo, la direzione ha riorganizzato il comitato editoriale che adesso ha assunto un ambito internazionale, aggiungendo un tassello ad un’operazione di rinnovamento che va avanti dal 2014.
Le riviste già da tempo sono raggiungibili su piattaforme on-line dedicate, dove gli abstract sono disponibili gratuitamente e gli articoli integrali a pagamento per i non soci. Le rubriche del Bollettino sono interamente gratuite e fruibili da tutti. Tra le novità, però, c’è il fatto che ogni articolo è stato identificato tramite il DOI (Digital Object Identifier): uno standard che consente di identificare persistentemente, all’interno di una rete digitale, qualsiasi oggetto di proprietà intellettuale e di associarvi i relativi dati di riferimento; ogni articolo sarà così immediatamente azionabile in rete e quindi più rapidamente identificabile dai motori di ricerca.
“Grazie a tutti questi sforzi, nel 2015 sono stati consolidati l’accreditamento e l’indicizzazione sul database internazionale Scopus, che tanta importanza ricoprono oggi sul piano della valutazione della qualità della ricerca e dell’attestazione della qualificazione scientifica dei candidati per l’accesso ai ruoli universitari ed ai finanziamenti” afferma Piera Polidori, Vicepresidente SIFO.
“Ma non ci siamo accontentati- prosegue Maria Ernestina Faggiano, Direttore Scientifico SIFO- ed in seguito ai risultati positivi raccolti in una survey condotta nell’ottobre 2015, sono state intraprese altre azioni di rinnovamento, tra cui la veste grafica più moderna e vicina agli standard delle maggiori riviste internazionali di settore, l’inserimento nel Comitato di studiosi internazionali, la richiesta di indicizzazione su PubMed”.
Il rinnovamento sembra aver dato già buoni frutti: il numero di download degli articoli registrato attraverso le due piattaforme on-line, nel primo semestre 2016 risulta triplicato rispetto al primo semestre 2015, a riprova che sta aumentando l’interesse verso la ricerca nell’ambito farmaceutico volta al miglioramento dell’assistenza ai pazienti ed alla diffusione delle best practice.
Sul piano formativo e culturale, il Comitato unico di redazione ha completato una linea guida SIFO sulla scrittura scientifica, che è stata distribuita in settembre ai tutti i soci. Al XXXVII Congresso nazionale SIFO appena concluso a Milano, si è tenuta una sessione teorico-pratica accreditata che ha ricevuto feedback molto positivi da parte dei partecipanti in termini di rilevanza degli argomenti trattati, utilità e qualità dell’evento. Le attività formative proseguiranno nel 2017 con un corso di formazione a distanza.
Il processo di rinnovamento dell’editoria SIFO, spiegano i due caporedattori Silvano Giorgi e Barbara Meini, è partito un paio di anni fa: “Negli anni, è emersa sempre più stringente la necessità di avere un’editoria scientifica di miglior livello ed indicizzata sui maggiori motori dedicati come Scopus o Publimed. Per questo, agli inizi del 2014 il Comitato unico di redazione per l’Editoria (CURE) ha avviato un processo di profondo rinnovamento di entrambe le riviste, che si muove su due filoni paralleli: una rigorosa peer review dei manoscritti, introducendo criteri “più rigidi” ed allargando il pool dei referee, e la diffusione capillare tra i soci della cultura della scrittura scientifica”. Il bollettino, spiegano ancora Giorgi e Meini, è più orientato alla professione: oltre ai contributi professionali, ospita regolarmente rubriche di approfondimento sulle medical humanities, la legislazione farmaceutica, la galenica clinica, l’Health Technology Assessment. Il Giornale Italiano di Farmacia Clinica, da sempre più orientato alla ricerca, ha ampliato gli ambiti di interesse ospitando argomenti emergenti per la professione del farmacista del SSN.

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