Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 175

Il passato e il futuro alle prese con il presente

Posted by fidest press agency su martedì, 27 dicembre 2016

corte europea giustiziaI commentatori politici, gli opinionisti e i sondaggisti riferendosi ai risultati dell’ultimo referendum costituzionale, che ha visto la vittoria del No nonostante l’insistente campagna promossa dal Governo e dal suo presidente Matteo Renzi per il Si, sembrano, almeno su un punto concordare. I giovani hanno in prevalenza favorito la vittoria del No e gli anziani hanno scelto di più il Si. Se le cose stanno a questo punto ciò che manca alle parti che hanno sostenuto le ragioni del Si è la convinzione che non si tratta di chi resta ancorato al passato e di chi guarda il futuro quanto la necessità che tutti sappiano avere la consapevolezza che passato e futuro vogliono dire poco se non offriamo al presente le basi necessarie per saper meglio gestire ciò che oggi sappiamo fare e che alla fine diventa il solo elemento capace di garantirci un avvenire. Ora, non ieri e nemmeno domani, è il momento in cui dobbiamo fare la scelta fondamentale per assicurare alla posterità il nostro avvenire. Non dobbiamo pensare alla storia dei partiti che pure ha avuto un momento magico per la costruzione del nostro pensiero e delle idee di libertà e di giustizia che lo hanno fatto maturare, ma alla sua evoluzione che ha fatto nascere in noi la convinzione che in tutto questo fermento ideale, ma anche fallace nelle sue aberrazioni, restano solo due punti fermi: il diritto alla vita e a vivere. Che senso ha, infatti, nascere se al nuovo venuto non si tutela il diritto a vivere garantendogli, dal momento in cui viene concepito a prescindere dai suoi natali o dalla terra in cui gli è dato d’essere concepito, un’esistenza dignitosa affrancandolo dalla povertà e garantendogli un tetto sotto cui ripararsi, un’istruzione adeguata, un lavoro, l’assistenza sanitaria e una vecchiaia serena?
I garanti di tutto questo non sono più i partiti ma la coscienza dei popoli, dai giovani agli anziani. Sono coloro che sanno appropriarsi dei valori fondanti della vita per farne un uso virtuoso. Sono coloro che mettono al primo posto l’essere umano e la natura con lui per renderli costruttori di una pax sociale tra uguali e dove nessuno nasce erede di un qualcosa che non sia frutto della sua volontà e ne esalti il concetto di fratellanza e di eguaglianza. E’ questo il futuro che ci attende ma nulla potremo fare se non incominciamo oggi con la memoria di ieri e la capacità di guardare oltre le nostre stesse esistenze in nome di una società del cambiamento e alle sue stesse risorse innovative che ci hanno da sempre accompagnati e che solo la nostra incapacità di saper guardare con l’occhio del giusto le ha rese opache. (Riccardo Alfonso direttore Centro studi politici della Fidest)

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