Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Archive for 28 dicembre 2016

Definitiva la pedonalizzazione di via dei Fori Imperiali in domeniche e giorni festivi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 dicembre 2016

Via dei Fori ImperialiRoma. Dopo la fase di sperimentazione diventa definitiva la pedonalizzazione h24,nelle domeniche e nei giorni festivi, di via dei Fori Imperiali da piazza Venezia al Colosseo. È quanto stabilisce una delibera approvata oggi dalla Giunta capitolina. Nelle giornate in questione non potranno dunque transitare veicoli del trasporto pubblico, taxi e Ncc.
Il provvedimento non si applica nei giorni prefestivi e il sabato, per non impedire l’accesso dei mezzi da lavoro nei cantieri della Metro C e quindi per non rallentare gli stessi lavori esponendo l’amministrazione al pagamento di riserve da 150mila euro al giorno. Nel complesso l’intervento si inserisce all’interno del percorso di riqualificazione dell’intera area che sarà avviato progressivamente. “La disciplina della pedonalizzazione di via dei Fori Imperiali – spiega l’assessora alla Città in movimento, Linda Meleo – seguirà le fasi di completamento dei lavori per la Metro C. Contestualmente al loro avanzamento si valuteranno eventuali modifiche al provvedimento approvato oggi, sia per estenderne l’efficacia ad altri giorni che per predisporre mirati interventi di riqualificazione dell’area”.

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La situazione dei Pronto soccorso negli ospedali di Roma è drammatica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 dicembre 2016

Policlinico La Sapienza RomaRischia definitivamente di esplodere se non si interverrà subito. A quanto riportato dal sito internet della Regione Lazio, ci sono ben 6 ospedali con oltre 100 pazienti in attesa di essere visitati: Umberto I 124 pazienti; Sant’Andrea 114; Policlinico Casilino 111; Policlinico gemelli 109; Sandro Pertini 108; San camillo-Forlanini 102. Almeno 3 vicini alla soglia dei 100: Policlinico Tor Vergata 90, Sant’Eugenio 94, Grassi di Ostia 83. Sono numeri più vicini a quelli di una città in guerra, che a una capitale occidentale. Cifre indegne di una sanità che possa definirsi civile e vicina al cittadino. Questa situazione comporta un alto tasso di promiscuità, senza distinzione di genere, violazione o assenza della giusta privacy medica per i pazienti e gravi difficoltà per il personale sanitario. Nonostante le continue e assurde rassicurazioni del presidente Zingaretti, siamo di fronte al fallimento delle politiche sanitarie regionali, e al disastro delle Case della Salute e della medicina del territorio che avrebbe dovuto assorbire questa emergenza. Il taglio dei posti letto e l’assenza di una programmazione efficace hanno dato questo risultato allarmante. Chiediamo al Prefetto di Roma di intervenire urgentemente con la convocazione di un tavolo sulla sanità per scongiurare danni irreparabili all’intero sistema e ai cittadini, le cui cure e salute sono messe a serio rischio soprattutto durante le festività”. E’ quanto dichiara Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio di Fratelli d’Italia.

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Guerra e pace

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 dicembre 2016

aleppoIn un lancio d’agenzia di qualche giorno fa abbiamo pubblicato il comunicato che ci è pervenuto da Giovanni D’Agata Presidente dello Sportello dei diritti sul tema della produzione mondiale delle armi e la loro distribuzione di cui al link (https://fidest.wordpress.com/2016/12/27/gli-usa-leader-mondiali-della-vendita-di-armi/. Se al tempo stesso prendiamo in esame i vari focolai di guerra regionali sparsi in tutto il mondo e la Siria, nello specifico, ne è un esempio lampante con i suoi cinque anni di guerra civile con centinaia di migliaia di morti e milioni di rifugiati, ci rendiamo conto di quanto possa essere grande la colpa di questi mercanti di armi che si arricchiscono a spese di intere popolazioni e le conseguenze che ne derivano con immani distruzioni e vandalismi di ogni genere. I media in queste circostanze sono prodighi di reportage dove spesso vediamo uomini e donne che sparano, ribelli o governativi che fossero, e il crepitio delle loro armi è spesso continuo come se avessero a loro disposizione un arsenale ben fornito di armamenti e munizioni. A noi tutto questo scenario di violenze ci pone un interrogativo inquietante: possibile che non si riesca a fermare siffatto bagno di sangue e di sofferenze? Perché si permette l’esportazione di tanti strumenti di morte sempre più sofisticati e micidiali? Perché gli stati che li producono e ne consentono l’esportazione non pongono un freno anche se per altri versi sono pronti a coprirsi il capo di cenere e a gridare allo scandalo e a promettere serie contromisure? E’ perché anch’essi sono complici di questa mattanza e la loro critica di facciata è solo rivolta a quella parte dell’opinione pubblica più sensibile, per tacitarla. Finché non avremo il coraggio e la determinazione di smantellare tutte le fabbriche di armi del mondo è inutile ed è ipocrita invocare la pace: essa non si conquista con le armi né si viola con le armi. Essa può nascere e prosperare solo in un modo offrendo all’essere il suo primato sull’avere. (Riccardo Alfonso direttore centri studi politici della Fidest)

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Erasmus: fondi impegnati al 100%

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 dicembre 2016

erasmusInnovazione, integrazione, dialogo sociale, interreligioso ed interculturale; parità di genere, inclusione, rispetto e tutela ambientale. E poi ancora spirito di iniziativa, autoimprenditorialità, creatività, occupazione giovanile. Cittadinanza attiva e cittadinanza europea: una varietà di tematiche che hanno al centro il protagonismo di una generazione che ha fiducia nel futuro e ha voglia di impegnarsi sfruttando le potenzialità della mobilità europea come chiave per acquisire conoscere e competenze spendibili sul mercato del lavoro. Con la pubblicazione della graduatoria della terza scadenza, che vede approvati 156 progetti per un impegno di risorse pari a 3.565.850,00, Ang chiude l’anno con il 100% delle risorse europee impegnate per un totale complessivo di 469 progetti approvati nel corso del 2016. Sono infatti oltre 12 milioni complessivi i fondi europei, del capitolo Gioventù di Erasmus+, impegnati dall’Italia in favore delle nuove generazioni attraverso attività di scambio, di volontariato europeo, di formazione e messa in rete di buone pratiche, di partenariati strategici per l’innovazione e di attività di dialogo strutturato che favorisce il dialogo tra giovani e decisori politici. Si evidenzia che oltre 1 milione di euro è stato destinato alle aree interne favorendo la partecipazione di giovani con minori opportunità.Un anno intenso che ci ha visti impegnati anche in attività per la celebrazione dei 20 anni di Servizio Volontariato Europeo, (che ha coinvolto oltre 100 mila giovani europei ad oggi), in iniziative internazionali e di inclusione sociale, rispettando – in qualità di PA – la normativa in tema di performance, trasparenza e prevenzione della corruzione raggiungendo il 100% della bussola della trasparenza.Con questi numeri Ang chiude il 2016 e si prepara al nuovo anno con l’obiettivo di aumentare la propria capacità di penetrazione sul territorio per dare a tutti i giovani la possibilità di usufruire dei fondi messi a disposizione da Erasmus+. A tal fine è in lavorazione l’APP dell’Agenzia Nazionale per i Giovani che ha l’obiettivo di creare connessioni tra i giovani italiani in mobilità e stimolare sempre più ragazzi a fare questo tipo di esperienza.
“L’App Ang è il nuovo strumento di contatto che l’Agenzia Nazionale Giovani mette a disposizione dei ragazzi che intraprendono un’esperienza di mobilità in Europa – commenta Giacomo D’Arrigo Direttore Generale di Ang – L’app, sviluppata per Android e iOS, presenta una sezione informativa dedicata alle attività dell’Ang e una sezione di contatto, attraverso la quale i ragazzi possono entrare in contatto tra loro, creando una rete di condivisione delle esperienze”.“I risultati di Ang sono frutto di una Pubblica Amministrazione efficiente e trasparente che lavora per favorire il processo di partecipazione dei giovani nonché per favorire percorsi di educazione ed apprendimento che possano facilitare il loro ingresso nel mercato del lavoro – conclude Giacomo D’Arrigo Direttore Generale di Ang – e non solo. Ang infatti ha la possibilità di raccontare la storia di una generazione impegnata nel sociale, nel volontariato, in attività di accoglienza e di inclusione, che mai come oggi ha bisogno di esser sostenuta e valorizzata. Infatti, nel 2017, saranno oltre 13 milioni di euro i fondi europei che l’Ang gestirà attraverso Erasmus+; accanto a questo saremo inoltre impegnati sia sul fronte migranti, con la realizzazione del progetto europeo “Becaming part of Europe” di cui l’Italia è capofila, sia nella promozione del nuovo strumento europeo lanciato nelle scorse settimane dal Presidente Juncker il “Corpo Europeo di Solidarietà” che consegna ai giovani ulteriori occasioni per portare il loro contributo nella società rafforzando le loro competenze e conoscenze su scala Europea”.

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Si chiude per Greenpeace un altro anno di importanti battaglie e piccole e grandi vittorie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 dicembre 2016

greenpeace4greenpeace2Il 2016 si è aperto con un segnale davvero molto positivo: ventisette aziende del distretto di Prato, il più grande distretto tessile d’Europa, hanno sottoscritto lo standard Detox di Greenpeace, il più elevato per una produzione senza sostanze tossiche nel settore dell’abbigliamento. A maggio abbiamo reso pubblici alcuni testi negoziali del TTIP, sino ad allora segreti, per assicurare la necessaria trasparenza e promuovere un dibattito informato su un trattato che potrebbe mettere a rischio clima, ambiente e sicurezza dei consumatori.In questi dodici mesi abbiamo protestato pacificamente contro le trivellazioni petrolifere offshore, evitando l’assalto dei petrolieri a tratti di mare considerati dalla comunità scientifica internazionale come tra i più ricchi di vita del Mediterraneo, come quello nel Canale di Sicilia tra Capo Passero e Malta. Abbiamo contribuito ad accendere i riflettori sulla minaccia di un progetto di centrale a carbone a Saline Joniche, in Calabria, annullato proprio nelle ultime settimane.
Abbiamo navigato con la nostra ammiraglia Rainbow Warrior da Bari a Lampedusa, consegnando all’isola un impianto fotovoltaico da 40 kW, acquistato grazie a un crowdfunding a cui hanno preso parte quasi mille persone e oggi già operativo. Abbiamo lottato, e continueremo a farlo, per un futuro energetico 100 per cento rinnovabile.
Abbiamo denunciato il miope sovrasfruttamento del mare e i metodi distruttivi usati per pescare il tonno che finisce nelle scatolette. Ci siamo battuti contro la distruzione delle foreste indonesiane per produrre olio di palma e contro l’uso scriteriato in agricoltura del pericoloso erbicida glifosato.Ci siamo emozionati con Ludovico Einaudi e la sua “Elegia per l’Artico” e abbiamo fatto sentire la nostra voce per sollecitare l’entrata in vigore dell’Accordo di Parigi sul clima. Ci siamo schierati con il popolo indigeno dei Munduruku contro il progetto di costruzione di una gigantesca diga idroelettrica a São Luiz do Tapajós, un progetto che avrebbe stravolto il cuore dell’Amazzonia, causando danni irreversibili per l’ambiente e minacciato le terre e la sopravvivenza di chi le abita. La diga è stata cancellata, ma i pericoli per l’Amazzonia – e per tutto il Pianeta – non sono finiti.
Il 2016 ha fatto segnare anche i 30 anni di presenza di Greenpeace in Italia (30anni.greenpeace.it) e i 45 dalla nascita di Greenpeace International: il 15 settembre del 1971 un gruppo di volontari partì infatti da Vancouver, a bordo del peschereccio Phyllis Cormack, per cercare di fermare dei test atomici statunitensi ad Amchitka, nel nord Pacifico.

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Deutsche Bank publishes 2017 SREP requirements

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 dicembre 2016

Deutsche Bank has been informed by the European Central Bank (ECB) of its decision regarding prudential minimDeutsche Bankum capital requirements for 2017, following the results of the 2016 Supervisory Review and Evaluation Process (SREP). The decision requires Deutsche Bank to maintain a phase-in Common Equity Tier 1 (CET 1) ratio of at least 9.51% on a consolidated basis, starting January 2017. This CET 1 capital requirement includes: the minimum Pillar 1 requirement (4.50%); the Pillar 2 requirement (2.75%); the capital conservation buffer (1.25%); the countercyclical buffer (currently 0.01%); and the requirement deriving from Deutsche Bank’s designation as global systemically important bank (1.00%). The new CET 1 capital ratio requirement of 9.51% for 2017 is below Deutsche Bank’s current SREP requirement of 10.76% (for 2016). It sets the level below which Deutsche Bank would be required to calculate the Maximum Distributable Amount (MDA). The MDA is used to determine restrictions on distributions in the form of dividends on CET1 capital, new variable remuneration and coupon payments to holders of Additional Tier 1 instruments. Corresponding 2017 requirements are set for Deutsche Bank’s Tier 1 capital ratio (11.01%) and Total capital ratio (13.01%). All requirements are articulated on a phase-in basis. In comparison, Deutsche Bank’s last reported consolidated capital ratios on a phase-in basis were 12.58% CET 1 capital, 14.47% Tier 1 capital and 16.15% Total capital, all as of 30 September 2016.

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Aeroporto Firenze. Lilliput. Continuiamo a farci male…

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 dicembre 2016

firenzeSe c’e’ una cosa che fa imbestialire i passeggeri aerei, sono gli annullamenti o i cambi aeroporto dovuti a cattive condizioni meteorologiche… non tifoni, tsunami, e cose del genere, ma -parlando dell’aeroporto di Firenze- nebbia. Ma mica chissa’ quale nebbia (tipo Valpadana, anche se pure quella…) robuccia da fossa fiorentina: due banchi che dopo un po’ vanno via. Fanno imbestialire soprattutto perche’ buona parte dei voli internazionali che partono nella prima mattinata, come stamane, sono per coincidenze internazionali in alcune citta’ europee. E quindi: disagi, code, cambio dei piani di volo, telefonate per avvisare questo e quell’altro albergo od autonoleggio, etc.. Tutto questo perche’? L’Amerigo Vespucci di Firenze, nonostante l’altosonante nome e’ roba da Lilliput, sempre a rischio partenza (anche un po’ di vento in piu’ provoca lo stesso effetto), per cui, votando per la innegabile comodita’ di un aeroporto a 20 minuti dal centro citta’, lo si puo’ fare sperando come in un terno al Lotto. E l’utente paga. Cosi’ come paga la citta’. Per le responsabilita’ delle scelte dell’amministrazione, che ha preferito investire in questo Lilliput invece che potenziare il collegamento con Pisa, che sarebbe costato meno e avrebbe presentato moltissimi problemi in meno. Un collegamento che se fatto in modo decente, al pari e meglio di quasi tutte le citta’ del mondo, sarebbe stato al massimo di 30 minuti dalla stazione centrale di Firenze, in un aeroporto dove possono partire i voli diretti per oltreoceano e per l’estremo Oriente e che, rispetto ad oggi dove da Pisa ce ne sono pochi e stagionali, avrebbero potuto essere di piu’ e permanenti, visto che il bacino pisano non sarebbe stato solo quello della costa ma anche Firenze.
Certo, ci sono i progetti, i piani di fattibilita’, bla bla bla a cui prestiamo orecchio da diversi anni e decenni, anche se ogni tanto il Sindaco o chi per esso dice di essere riuscito a…. che cosa? La virgola, il punto e virgola al massimo. Ma tutto e’ sempre cosi, ed oggi ci risiamo, come ci risaremo domani e dopodomani.
Siamo incoscienti se diciamo che sarebbe opportuno declassare Firenze ad aeroporto “turistico” e spostare e investire tutto su Pisa? Gia’ vediamo chi si e’ azzardato a leggere queste righe: spallucce, risolino e metti da parte: non capiscono nulla questi di Aduc: la politica, la programmazione , i passi avanti che abbiamo gia’ fatto per la pista parallela all’autostrada (che poco cambierebbe per quanto riguarda la nebbia che, invece, e’ piu’ facilmente spazzata in un contesto costiero come l’aeroporto di Pisa). E l’utente che continua a domandarsi: ma come fanno in aeroporti tipo Toronto o Denver con le temperature polari e ghiaccio fisso d’inverno, o Londra o Mosca o Helsinki etc? Fanno che sono amministrati in modo diverso, con scelte diverse e -qualcuno ci smentisca- piu’ funzionali all’utenza e all’economia. E quindi? Per ora continuiamo a sentirci piu’ sicuri con l’ora e mezza che ci vuole di viaggio verso Pisa o Bologna (quando li’ ci sono i
servizi che ci servono), oppure la “tradotta” treno+treno per Fiumicino o la notte in albergo per partire da Malpensa. Che comodita’!! (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Una storia vera di prostituzione minorile

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 dicembre 2016

vendutra-da-mia-madreeugenio_franciaA fine gennaio 2017 Eugenio Cardi, romanziere romano, sarà nuovamente in libreria con il suo ottavo romanzo, “VENDUTA DA MIA MADRE”, già uscito in lingua spagnola (VENDIDA POR MI MADRE) nel corso del 2016 in Argentina (De Ciutiis Ediciones, Buenos Aires) e la cui edizione italiana è curata da Profondo Rosso Edizioni (storica casa editrice fondata dai registi Dario Argento e Luigi Cozzi).
VENDUTA DA MIA MADRE è un romanzo liberamente ispirato ad una dura e tragica storia vera di prostituzione infantile, narrata all’autore direttamente dalla persona che l’ha vissuta. Ovviamente i luoghi e le persone descritte nel romanzo sono stati appositamente modificati per tutelare la privacy della persona a cui i fatti narrati nel romanzo sono realmente accaduti.
Lo scenario nel quale si muove il racconto è la spagna franchista, periodo nel quale – in particolar modo nelle campagne interne al Paese – il triste fenomeno dell’abuso dei minori e dell’avviamento degli stessi alla prostituzione da parte dei genitori era purtroppo più comune di quanto si possa credere, in particolar modo in ambiti familiari e sociali estremamente degradati.
Almunda – questo il nome della protagonista del romanzo – al compimento dei suoi 10 anni di età, con modalità molto dure e dirette, viene avviata da sua madre alla prostituzione, incontrando così i propri clienti (perlopiù amici di famiglia) sotto il tetto familiare. Una storia dura e purtroppo di grande attualità.
EUGENIO CARDI, già autore di ulteriori sette romanzi tra i quali il noto IRENE F. DIARIO DI UNA BORDERLINE uscito in quattro lingue e presentato nel febbraio 2016 presso il Senato della Repubblica, laureato in Scienze politiche (indirizzo politico-sociale) presso l’Università degli studi di Perugia, prende spunto spesso per i suoi romanzi da storie di vita vissuta che ha avuto modo di ascoltare lungo il suo prolungato percorso nel mondo del Sociale, fortemente impegnato infatti quale volontario nei settori CARCERI, MINORI IN DIFFICOLTA’ ed IMMIGRAZIONE. (foto: venduta da mia madre, Eugenio_Francia)

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Scuola: Riforma 0-6 anni stoppata dalla Consulta

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 dicembre 2016

palazzo consultaRiforma 0-6 anni stoppata dalla Consulta, il parere delle Regioni non può essere aggirato: per il ministro Fedeli è la prima patata bollente. Il ricorso della Regione Puglia ha evidenziato l’illegittimità di una parte della delega per l’istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione sino all’inizio della scuola primaria, che avrebbe dovuto rappresentare una delle più importanti riforme programmate dalla Legge 107/2015. Con la sentenza n. 284/2016, la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima il comma 181, lett. e punto 1.3 che sovrasta la competenza regionale sulla materia, “in quanto l’ambito relativo all’individuazione degli standard strutturali e organizzativi in materia di istituzioni che operano nell’ambito dell’istruzione rientra nella competenza del legislatore regionale”. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): quella di superare la potestà regionale, garantita costituzionalmente, è purtroppo una dimenticanza troppo frequente del legislatore: basti pensare che è ancora ‘pendente’, in tribunale, la questione costituzionale sull’esclusione dei docenti di ruolo dal Concorso a cattedra, che Anief ha sollevato subito dopo aver preso atto dell’ultimo bando selettivo per selezionare nuovi insegnanti. Tornando all’obbligo scolastico, è evidente che non si può aggirare il parere previsto per legge della conferenza con le Regioni. Sarebbe opportuno anche cominciare a riflettere sull’anticipo della primaria a 5 anni di età degli alunni, attraverso l’inserimento in classi ‘ponte’ di compresenza tra docenti della scuola dell’infanzia e della primaria, garantendo in questo modo un insegnamento potenziato nell’anno più delicato per la formazione in tenera età.

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Rainbow prenderà parte al concerto di Capodanno di Gigi D’Alessio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 dicembre 2016

rainbowCivitanova 31 Dicembre 2016 ore 21.00 Piazza XX Settembre Rainbow, la content company nota in tutto il mondo per le sue produzioni animate e multimediali, prenderà parte al concerto di Capodanno di Gigi D’Alessio, che sarà trasmesso in diretta su Canale 5. Quest’anno il tradizionale appuntamento con GigiAndFriends si terrà a Civitanova Marche, Media Friends raccoglierà fondi a favore delle popolazioni colpite dal terremoto e in particolare per sostenere iniziative dedicate al sostegno psicologico duraturo ai minori, per aiutarli a superare i diversi tipi di trauma che essi vivono normalmente in tragedie di questo genere.Iginio Straffi, Presidente e Fondatore di Rainbow: “Daremo il benvenuto al nuovo anno, cercando di essere vicini a tutte le famiglie marchigiane messe a dura prova dal terremoto. Qui in Rainbow siamo tutti molto emozionati e felici di essere parte di questo evento insieme a Gigi D’Alessio e Media Friends e ci stiamo impegnando per dare il nostro contributo e per portare un po’ della nostra “magia” a Civitanova Marche nella notte del concerto”.Rainbow è oggi uno dei più importanti fenomeni nel campo dell’animazione e del licensing, una realtà internazionale che vede la propria presenza in oltre 150 paesi. Lo studio di animazione di Iginio Straffi vanta anche un forte e profondo legame con il suo territorio, le Marche, dove ha il suo headquarter, sulle colline tra Loreto e Recanati. Proprio questa profonda relazione con la sua regione Rainbow prenderà parte attiva alla serata partecipando al grande spettacolo con tre delle sue produzioni: Maggie&Bianca Fashion Friends, Regal Academy e Winx Club per dare il benvenuto al nuovo anno con un pizzico di magia. (foto: Rainbow)

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Informazione di Stato, e non solo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 dicembre 2016

Rai: sede di romaSecondo gli ultimi dati diffusi dall’Agenzia delle Entrate, gli introiti del cosiddetto canone Rai (imposta di possesso su apparecchio tv) dovrebbero superare per il 2016 i 2 miliardi di euro. Se quindi consideriamo che i residenti in Italia sono circa 61 milioni, significa che ogni cittadino versa allo Stato circa 33 euro per “godere” dell’informazione di Stato e per il finanziamento all’editoria privata.Non si tratta di una piccola cifra, se consideriamo che include anche i bambini e coloro che non possiedono un apparecchio tv o che guardano altri canali che non la Rai e che -proprio perche’ imposta sul possesso- devono comunque contribuire, nonostante gli dicono che si tratta del pagamento di un abbonamento/canone (potere dell’imbroglio lessicale…). Ogni famiglia anagrafica che ha pagato i suoi 100 euro di imposta tramite la bolletta elettrica, ha cosi’ contribuito, insieme alla pubblicita’, a mantenere la tv di Stato: tutte quelle persone che affollano spesso le nostre serate solitarie in casa, coi volti familiari che riconosceremmo ovunque e che parlano tra di loro come fossero a casa nostra; tutti quei giornalisti che ci informano, dal loro punto di vista e con le “dritte” che vengono loro imposte dal controllo politico della Rai, su quanto accade nel mondo e in Italia.Vale la pena pagare questi 33 euro? No, secondo noi. Non perche’ non vogliamo riconoscere che nel “sistema Rai” ci siano tante professionalita’ che comunque svolgono un servizio utile alla comunita’, ma perche’ -in termini strettamente economici per il contribuente- ogni persona interessata alle trasmissioni Rai, puo’ vedere le stesse attraverso Internet, spesso anche in diretta streaming, e questo tipo di collegamento non comporta il pagamento dell’imposta.Una situazione che ci deve far riflettere per meglio comprendere il contesto e le prospettive.Noi, con questa valutazione, facciamo solo un discorso utilitaristico, quasi civicamente incosciente -potrebbe dire qualcuno- perche’ sembra che vogliamo godere di un servizio senza pagarlo. Un punto fermo: comunque paghiamo per avere un collegamento ad Internet di cui, tramite le imposte che vi sono comprese, ne beneficia tutto quello che e’ “Stato”, Rai inclusa. Ci preme evidenziare l’incongruita’ di un sistema di informazione di Stato: in un mondo dove ci si parla a 360 gradi e dove l’informazione e’ un business al pari di un altro, c’e’ ancora chi pensa di informare travisando da questo mercato. O -peggio, come avviene nel caso del nostro sistema pubblico- sfruttandolo in maniera ibrida e in abuso di posizione dominante (la concorrenza della Rai -anche col mercato pubblicitario- con altri attori dell’informazione che non fruiscono del cosiddetto canone). Autorita’ come Antitrust che bacchettano e comminano salate multe a chi compromette la concorrenza
con cartelli e accordi piu’ o meno sottobanco, e’ sorda di fronte ad un cosi’ eclatante abuso come quello della Rai. Il contesto e’ quindi di privilegio. In un mondo, in un’Europa e in un’Italia dove ogni giorno ci dicono che i privilegi non devono esistere e devono essere sostituiti dai meriti. Qualcosa non funziona…
Le prospettive, di conseguenza, sono a “zero raggio”. Come quasi tute le politiche dei nostri governi e delle nostre amministrazioni: si guarda all’oggi (con leggi e norme che fanno onore all’urgenza) e mai al domani e al dopodomani. Quello che -per intenderci, in una prospettiva economica anche piu’ ampia di quella del business dell’informazione- non consente quasi mai la manifestazione di tutte le professionalita’ e desideri, espellendole o ingrippandole nella macchina del consenso politico.La Rai, in sostanza, e’ lo specchio del nostro Paese. Il concentrato -in ambito informazione- dei problemi economici e politici della nostra quotidianita’. Che bello: siamo un Paese omogeneo… dovremmo per questo essere soddisfatti? Per niente! Noi vorremmo un’altra omogeneita’, quella del mercato ovunque e nel rispetto dei diritti degli individui. Nella fattispecie, cosa impedisce che, per esempio, se proprio non si puo’ fare a meno di un servizio pubblico di informazione (il dubbio su questo ci rimane, sempre) questo non fosse com’e’ oggi, ma frutto di una gara per la concessione, con emissioni senza pubblicita’ e pagato -invece che dal cosiddetto canone- dalla fiscalita’ indiretta dello Stato?Contesto e prospettive, dicevamo. Discutibili, le nostre osservazioni e proposte. Per carita’. Ma prendiamo atto che un confronto del genere e’ inesistente e ostacolato. Per questo, in quell’ottica di riduzione del danno che caratterizza la nostra politica in difesa e affermazione dei diritti degli utenti, ci sentiamo a nostro agio nel ribadire che quei 33 euro che ognuno di noi da’ allo Stato per la Rai, non ne valgono proprio la pena!
1 – Cosi’ ha riferito il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, durante un’audizione in Parlamento. Ai fini di una prima valutazione degli effetti della nuova normativa introdotta, “occorre considerare che dai flussi informativi trasmessi all’Agenzia delle Entrate da Acquirente Unico emerge che l’importo del canone tv ad uso privato complessivamente addebitabile nelle fatture per energia elettrica per il 2016 è pari a circa 2.272 milioni di euro”. L’importo addebitato dalle imprese elettriche fino al 31 ottobre 2016 è pari a circa 2.129 milioni di euro (94% dell’importo addebitabile).
2 – piu’ volte da noi interpellata in merito, l’Antitrust ci ha sempre risposto “picche”.
3 – come gia’ avviene, per esempio, per la radio che, a parte il possesso professionale, la fiscalita’ derivante dalle famiglie attinge da una percentuale della Rc-auto. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Unc: se il regalo è difettoso due mesi dall’apertura del pacco per denunciare il difetto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 dicembre 2016

regalo-nataleUna buona notizia per chi ha acquistato un regalo di Natale difettoso. “I due mesi di tempo che si hanno per denunciare il difetto del prodotto al venditore non scattano dalla data dello scontrino, ma da quando si scopre il difetto. E siccome è impossibile scoprirlo fino a che non si apre il pacco a Natale, i due mesi, semmai, scattano dal 25 dicembre” ha dichiarato Massimiliano Dona, Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Insomma, anche se avete acquistato il regalo nel mese di ottobre, con largo anticipo, avete tutto il tempo per far valere i vostri diritti. Passate, quindi, un tranquillo Capodanno ed Epifania. Anche perché la garanzia vale due anni e l’azione si prescrive in 26 mesi, ossia i 2 anni di garanzia più i 2 mesi per denunciare il difetto” ha aggiunto Dona.“Sul cambio della merce difettosa ci sono ancora negozianti e consumatori che credono si debba fare entro 8 giorni dalla data dell’acquisto, una vecchia regola ormai superata. Una tempistica che renderebbe impossibile cambiare i regali difettosi, salvo per chi si è ridotto a fare acquisti alla vigilia di Natale” ha concluso Dona.
L’Unione Nazionale Consumatori ricorda, quindi, i diritti del consumatore in caso di acquisto difettoso:
· Conservate lo scontrino, ma va bene anche la ricevuta della carta di credito/bancomat
· Avete due mesi di tempo dalla data in cui avete scoperto il difetto per denunciarlo al venditore.
· La garanzia vale sempre due anni (l’azione si prescrive in 26 mesi: ossia 2 anni di garanzia + 2 mesi per denunciare il difetto). Solo per i beni usati il termine può essere ridotto ad 1 anno.
· E’ il venditore a dovervi garantire il bene, non il produttore. Potete, quindi, decidere di non inviare il prodotto al centro di assistenza e di pretendere la sostituzione dal negoziante.
· Il bene può essere stato usato nel frattempo (altrimenti come potete accorgervi che è difettoso?). La pretesa di alcuni di sostituire il bene solo a chi presenta l’imballaggio originale integro è contraria alla legge.
· Riparazione e sostituzione. Avete diritto, a vostra scelta, alla riparazione o alla sostituzione. Solo se riparazione e sostituzione non sono possibili (ad esempio perché la taglia giusta non c’è più, oppure il modello di telefonino è finito) o eccessivamente onerose (la riparazione è troppo costosa), o non sono fatte entro un congruo termine, allora potete chiedere, come seconda possibilità, una riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto, ossia la restituzione dei soldi, sempre a vostra scelta.
· Tutto gratis. La riparazione, ad esempio, non deve costare nulla ed è illegale addebitare le spese di spedizione o per i materiali.
· E se cambio idea? Attenzione: tutto questo vale se il prodotto è difettoso. Se il regalo semplicemente non è piaciuto, il negoziante non è tenuto a cambiare la merce, salvo se si è esplicitamente impegnato a farlo al momento dell’acquisto. Se, quindi, il venditore si offre gentilmente di cambiare il regalo, anche se non difettoso, bisogna seguire le sue regole.
· Regalo on line. Se avete acquistato il regalo on line avete una tutela in più: oltre a tutte le regole sui prodotti difettosi (i due anni di garanzia scattano in questo caso dalla consegna del bene), si aggiunge il diritto di ripensamento: avete 14 giorni di tempo dalla data di consegna del prodotto per ripensarci, esercitando il diritto di recesso. Non c’è bisogno, insomma, che il prodotto sia difettoso, qui potete semplicemente cambiare idea. Non dovete, infatti, fornire alcuna motivazione. Se poi il venditore non vi ha informato sul diritto di recesso, il termine per far valere il diritto si estende ad un anno e 14 giorni. In caso di controversie, dubbi o richieste di assistenza, è possibile contattare gli esperti dell’Unione Nazionale Consumatori attraverso lo Sportello E-Commerce.

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Fondo Nazionale per le non autosufficienze gravissime disabilità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 dicembre 2016

empoliSono stati prorogati al 30 settembre 2017 i termini di scadenza per la presentazione della domanda per l’assegnazione degli interventi e dei contributi messi a disposizione dal “Fondo Nazionale per le non autosufficienze – gravissime disabilità”, e destinati agli aventi diritto residenti nei comuni della SdS di Empoli. I destinatari degli interventi e dei contributi economici sono persone con disabilità gravissima con età inferiore a 65 anni (pertanto, anche minori) oppure, se in stato vegetativo o di minima coscienza, di qualsiasi età. I destinatari dell’intervento devono essere in possesso di attestazione di handicap grave ai sensi dell’art. 3 comma 3 della Legge 104/92, essere residenti in Toscana in modo continuativo almeno dal primo gennaio 2015 e avere un ISEE in corso di validità e comunque non superiore a 60mila euro. Per disabilità gravissima si intende quella di “persone in condizione di dipendenza vitale che necessitano a domicilio di assistenza continuativa e monitoraggio di carattere sociosanitario nelle 24 ore, per bisogni complessi derivanti dalle gravi condizioni psico-fisiche, con la compromissione delle funzioni respiratorie, nutrizionali, dello stato di coscienza, prive di autonomia motoria e/o comunque bisognose di assistenza vigile da parte di terza persona per garantirne l’integrità psico-fisica“ (come riportato nell’Accordo di Conferenza Unificata rep. Atti n. 101/CU del 5 agosto 2014). Viene, inoltre, fatto riferimento al parere del Consiglio Sanitario Regionale. Nei confronti dei destinatari sarà attivata l’erogazione di un contributo economico mensile pari a: 1) media intensità assistenziale – 700,00 euro; 2) alta intensità assistenziale – 1.000,00 euro. Il contributo economico verrà autorizzato a seguito di valutazione effettuata da parte dell’UVM (Unità di Valutazione Multidimensionale), nonché sulla base dell’ordine cronologico di presentazione della domanda e della disponibilità delle risorse.

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Le nuove frontiere della ricerca sulla Epilessia Ipermotoria del Sonno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 dicembre 2016

epilessiaUn poker di pubblicazioni scientifiche messo a segno nel corso dell’anno dall’ISNB sposta in avanti le frontiere della ricerca su una patologia rara, a tutt’oggi a bassa probabilità di guarigione. Si tratta dell’Epilessia Ipermotoria del Sonno (in precedenza chiamata Epilessia Frontale Notturna), caratterizzata da crisi epilettiche che si manifestano esclusivamente nel sonno, con movimenti bizzarri e violenti degli arti che compaiono anche più volte nel corso della stessa notte e, spesso, per molti anni prima che si arrivi alla diagnosi corretta, che colpisce 2 adulti ogni 100 mila e dalla quale guarisce, dopo 20 anni, solo 1 persona su 4.
I ricercatori dell’ISNB, con un team guidato da Paolo Tinuper che comprende Francesca Bisulli, Laura Licchetta, Barbara Mostacci, Federica Provini e Luca Vignatelli, hanno pubblicato a partire dallo scorso mese di aprile 4 importanti lavori scientifici su 3 prestigiose riviste internazionali di neurologia, Neurology, Sleep e Sleep Medicine, che definiscono i criteri per la diagnosi dell’Epilessia Ipermotoria del Sonno e chiariscono, per la prima volta, la frequenza e la prognosi di questa sindrome.
Anticipare la diagnosi e indirizzare tempestivamente le cure per migliorare la prognosi dei pazienti sono, in sintesi, gli obiettivi del team di ricerca dell’ISNB, al lavoro da 3 anni sull’Epilessia Ipermotoria del Sonno. “Questi lavori, frutto di un progetto condotto negli ultimi 3 anni, definiscono la gravità di questa condizione e le difficoltà di presa in cura dei pazienti.” Così Paolo Tinuper, coordinatore delle ricerche. “Dimostrano, inoltre, che la diagnosi è spesso difficile e ritardata – ha proseguito Tinuper – e causa di un percorso assistenziale faticoso per le persone affette e per i loro familiari, rendendo maggiormente difficile il controllo delle crisi epilettiche. L’importanza di queste informazioni è cruciale per indirizzare la futura pratica clinica e migliorare la prognosi dei pazienti. E’ noto, infatti, che le persone con patologie rare possano subire diseguaglianze e ritardi nell’accesso alle cure e pertanto peggiorare ulteriormente la loro condizione e qualità della vita”.
In particolare, sono stati pubblicati il risultato dei lavori di una Consensus Conference promossa dall’ISNB a Bologna nel 2014, e tre articoli che definiscono la prevalenza della malattia nella popolazione adulta, dimostrandone la rarità, e descrivono la prognosi dei pazienti sia per quanto riguarda l’andamento delle crisi epilettiche che il rischio di morte improvvisa in epilessia.
I risultati degli studi sono stati presentati al congresso Europeo della International League against Epilepsy, tenutosi a Praga lo scorso settembre e, successivamente, all’annuale congresso della Società Italiana di Neurologia, tenutosi a Venezia in ottobre.

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