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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

Aeroporto Firenze. Lilliput. Continuiamo a farci male…

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 dicembre 2016

firenzeSe c’e’ una cosa che fa imbestialire i passeggeri aerei, sono gli annullamenti o i cambi aeroporto dovuti a cattive condizioni meteorologiche… non tifoni, tsunami, e cose del genere, ma -parlando dell’aeroporto di Firenze- nebbia. Ma mica chissa’ quale nebbia (tipo Valpadana, anche se pure quella…) robuccia da fossa fiorentina: due banchi che dopo un po’ vanno via. Fanno imbestialire soprattutto perche’ buona parte dei voli internazionali che partono nella prima mattinata, come stamane, sono per coincidenze internazionali in alcune citta’ europee. E quindi: disagi, code, cambio dei piani di volo, telefonate per avvisare questo e quell’altro albergo od autonoleggio, etc.. Tutto questo perche’? L’Amerigo Vespucci di Firenze, nonostante l’altosonante nome e’ roba da Lilliput, sempre a rischio partenza (anche un po’ di vento in piu’ provoca lo stesso effetto), per cui, votando per la innegabile comodita’ di un aeroporto a 20 minuti dal centro citta’, lo si puo’ fare sperando come in un terno al Lotto. E l’utente paga. Cosi’ come paga la citta’. Per le responsabilita’ delle scelte dell’amministrazione, che ha preferito investire in questo Lilliput invece che potenziare il collegamento con Pisa, che sarebbe costato meno e avrebbe presentato moltissimi problemi in meno. Un collegamento che se fatto in modo decente, al pari e meglio di quasi tutte le citta’ del mondo, sarebbe stato al massimo di 30 minuti dalla stazione centrale di Firenze, in un aeroporto dove possono partire i voli diretti per oltreoceano e per l’estremo Oriente e che, rispetto ad oggi dove da Pisa ce ne sono pochi e stagionali, avrebbero potuto essere di piu’ e permanenti, visto che il bacino pisano non sarebbe stato solo quello della costa ma anche Firenze.
Certo, ci sono i progetti, i piani di fattibilita’, bla bla bla a cui prestiamo orecchio da diversi anni e decenni, anche se ogni tanto il Sindaco o chi per esso dice di essere riuscito a…. che cosa? La virgola, il punto e virgola al massimo. Ma tutto e’ sempre cosi, ed oggi ci risiamo, come ci risaremo domani e dopodomani.
Siamo incoscienti se diciamo che sarebbe opportuno declassare Firenze ad aeroporto “turistico” e spostare e investire tutto su Pisa? Gia’ vediamo chi si e’ azzardato a leggere queste righe: spallucce, risolino e metti da parte: non capiscono nulla questi di Aduc: la politica, la programmazione , i passi avanti che abbiamo gia’ fatto per la pista parallela all’autostrada (che poco cambierebbe per quanto riguarda la nebbia che, invece, e’ piu’ facilmente spazzata in un contesto costiero come l’aeroporto di Pisa). E l’utente che continua a domandarsi: ma come fanno in aeroporti tipo Toronto o Denver con le temperature polari e ghiaccio fisso d’inverno, o Londra o Mosca o Helsinki etc? Fanno che sono amministrati in modo diverso, con scelte diverse e -qualcuno ci smentisca- piu’ funzionali all’utenza e all’economia. E quindi? Per ora continuiamo a sentirci piu’ sicuri con l’ora e mezza che ci vuole di viaggio verso Pisa o Bologna (quando li’ ci sono i
servizi che ci servono), oppure la “tradotta” treno+treno per Fiumicino o la notte in albergo per partire da Malpensa. Che comodita’!! (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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