Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Archive for 1 gennaio 2017

Obama-Putin-Trump: La storia continua

Posted by fidest press agency su domenica, 1 gennaio 2017

putinDall’archivio della Fidest proviamo a fare una ricostruzione dei precedenti che ci hanno portato alla crisi odierna tra Federazione russa e Stati Uniti e alla quasi certezza di una sua ricomposizione con la nuova presidenza Trump, dichiaratamente amica di Putin.
Il tutto è iniziato sul finire degli anni novanta dello scorso secolo. Fu il giorno in cui m’incontrai con un giornalista ucraino che dietro le mie insistenze mi confidò i retroscena che portarono alla caduta del muro di Berlino e al collasso dell’Unione Sovietica. La storia, a suo avviso, ebbe inizio alcuni anni prima dell’evento berlinese quando in una notte al Cremlino si accesero le luci di una piccola sala di riunioni dove alcuni massimi esponenti del soviet sovietico, e non dopo un’accesa discussione che durò alcune ore, presero una decisione che il mio interlocutore definì storica. Da quel momento si attese solo l’occasione propizia per provocare la caduta del sistema comunista. Perché fu deciso in tal senso? La spiegazione parve ovvia al mio confidente. La guerra fredda in atto tra i due blocchi, quello comunista e il capitalista, era giunta a un punto morto. Nessuno dei due poteva prevalere senza rendere il pianeta terra invivibile dopo una tremenda guerra atomica. Bisognava, quindi, fare una scelta diversa, più radicale ma al tempo stesso più pragmatica. L’Urss si sarebbe liberata di gran parte dei paesi, diventati troppo ricalcitranti e critici al controllo politico e anche militare della guida russa e sarebbe diventato, altresì, un buon affare lasciare all’occidente le loro disastrate economie. Al tempo stesso avrebbe dato l’impressione all’occidente della sua incapacità di nuocere mentre avrebbe avuto tutta la possibilità di riorganizzarsi e di tessere nuove alleanze e di rinforzarsi senza apparire una minaccia.
Ora a distanza di circa 20 anni da quel racconto ci troviamo con una federazione russa sotto la guida di Putin, ritenuto da molti l’unico vero leader mondiale di indiscutibile potere e levatura di statista, con una Russia che sembra ritornata alla potenza militare, politica e diplomatica del passato e per giunta con un occidente debole, poco determinato e con un capitalismo di taglio statunitense che sta mostrando tutti i suoi limiti. Su questo scenario è evidente che la leadership statunitense a livello mondiale è in declino e che altri stati ed economie stanno prendendo il suo posto: penso alla Cina, all’India e alla stessa Federazione russa. In un mio libro ho avuto modo di prefigurare tali scenari futuri e di considerare anche il declino se non il disfacimento dell’Europa comunitaria che sarà destinata a spaccarsi in due parti tra l’Europa del Nord e quella del Sud federata con i paesi del Nord Africa e dell’Asia che si affacciano sul Mediterraneo. Il 2017, quindi, posso considerarlo l’anno della svolta che avvia la fase esecutiva del processo prefigurato dagli strateghi russi degli anni ottanta del XX secolo per una nuova leadership mondiale riducendo gli Stati Uniti ad una entità regionale di secondaria importanza. E Trump in questa fattispecie ne sarà il traghettatore come lo è, del resto, l’attuale inquilino del Vaticano. (Riccardo Alfonso del Centro studi di politica internazionale della Fidest) From the archive of Fidest we try to do a reconstruction of the precedents that have brought us to the current crisis between the Russian Federation and the United States, and the near certainty of its reconstruction with the new presidency Trump, avowedly friend of Putin.
It started in the late nineties of last century. It was the day when I met with a Ukrainian journalist behind my insistence he told me the background that led to the fall of the Berlin Wall and the collapse of the Soviet Union. The story, in his opinion, began several years before the event in Berlin when the Kremlin night the lights came from a small meeting room where some of the greatest exponents of the Soviet Soviets, and not after a heated debate that lasted some hours, took a decision that my interlocutor called historic. From that moment he waited only for an opportunity to bring about the fall of the communist system. Why was it decided to do so? The explanation seemed obvious to my confidant. The cold war between the two blocs, the communist and the capitalist, had come to a standstill. Neither he could prevail without making the planet earth unlivable after a terrible nuclear war. It was necessary, therefore, to make a different choice, more radical yet more pragmatic. The USSR would shed most countries, become too recalcitrant, and critical to the political control of the military and even Russian guide and would become, also, a good deal to leave the West to their devastated economies. At the same time the West would give the impression of his inability to harm and would have all the opportunity to regroup and weave new alliances and strengthen themselves without appearing threatening.
Now at a distance of about 20 years since that story we find ourselves with a Russian Federation under the leadership of Putin, considered by many the only true global leader of unquestionable power and stature as a statesman, with a Russia that looks back to the military, political and diplomacy of the past and, moreover, with a weak West, just determined and with a capitalism of the US cut that is showing all its limitations. Against this background it is clear that the US leadership in the world is in decline and that other states and economies are taking his place: I think China, India and the Russian Federation itself. In my book I was able to anticipate such future scenarios and also consider the decline if not the undoing of Community Europe which will be used to split into two parts between Northern Europe and South federated with northern countries Africa and Asia bordering the Mediterranean. 2017, therefore, I consider it a turning point that initiates the execution phase of the process envisioned by Russian strategists of the eighties of the twentieth century to a new global leadership by reducing the United States to a regional entity of secondary importance. And Trump in this case it will be the ferryman as is, moreover, the current Vatican tenant. (Riccardo Alfonso of International Policy Studies Center of Fidest)

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1 gennaio una raffica di aumenti si abbatterà sugli automobilisti italiani

Posted by fidest press agency su domenica, 1 gennaio 2017

autostradeNon tutti però verranno colpiti allo stesso modo dai rincari dei pedaggi. Lo afferma il Codacons, commentando gli aumenti tariffari per la rete autostradale disposti dal Ministero dei trasporti. “Gli automobilisti di Lombardia e Piemonte saranno i più colpiti dai rincari dei pedaggi, e pagheranno aumenti più salati rispetto agli altri utenti delle autostrade – denuncia il Codacons – Gli incrementi tariffari più elevati riguardano proprio i tratti autostradali delle due regioni, con le tariffe della Brebemi che saliranno del +7,88%, TEEM +1,90%, Brescia-Padova S.p.A. +1,62%; Milano Serravalle Milano Tangenziali S.p.A. +1,50%; SATAP S.p.A. Tronco A4 +4,60%; SATAP S.p.A Tronco A21. +0,85%; Torino – Savona S.p.A. +2,46%”. Rincari dei pedaggi che – stima il Codacons – determineranno nel 2017 una maggiore spesa compresa tra i 30 e i 35 euro su base annua a famiglia.

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Governo sui migranti: solo annunci

Posted by fidest press agency su domenica, 1 gennaio 2017

migranti«Sfidando ogni senso del ridicolo, il Governo Gentiloni annuncia una svolta nelle politiche di accoglienza degli immigrati. Il nuovo ministro dell’Interno Minniti ha annunciato un maggior controllo degli irregolari sul territorio e che le espulsioni “saranno raddoppiate” passando dalle attuali 5 mila l’anno a 10 mila. Peccato che ogni anno sbarcano in Italia più di 170 mila clandestini. Questa gente crede che gli italiani siano tutti scemi. Gli stessi che hanno fatto entrare 500 mila clandestini in tre anni e che continuano a usare la nostra Marina militare per fare il servizio navetta dal Nord Africa all’Italia, gli stessi che hanno rinunciato a controllare le nostre frontiere e che spendono miliardi di euro per “l’accoglienza” ora annunciano solennemente una svolta che non esiste. L’unica svolta seria sarebbe quella di fermare l’invasione attraverso un blocco navale al largo delle coste libiche. Ma per farlo serve un altro Governo». Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Capodanno 2017 – come un augurio per una nuova alba del mondo

Posted by fidest press agency su domenica, 1 gennaio 2017

delfinoQui di seguito il numero odierno della rubrica “La Pulce nell’Orecchio”, edita periodicamente sul web dell’associazione, a cura di Annapaola Laldi, consulente ed editorialista Aduc. Gli auguri per quest’anno vengono da Dietrich Bonhoeffer, del quale diverse volte ho proposto a chi passa di qui la lettura di scritti come, recentemente, il Credo del 1942/43.Questo pastore luterano, resistente contro il nazismo e la degenerazione della “chiesa bruna” alleata con esso, fu impiccato all’alba del 9 aprile 1945, a trentanove anni.
La poesia, che stiamo per leggere, uscì prodigiosamente dal carcere sotterraneo della Gestapo, dove Bonhoeffer fu isolato dall’estate del 1944 al 2/3 aprile 1945, quando fu trasferito, prima nel lager di Buchenwald, quindi in quello di Flossenbürg, dove trovò la morte.Egli la concepì come augurio per l’anno nuovo, proprio il 1945, come dice nella prima strofa, rivolgendosi ai suoi cari: “ […] voglio questo giorno vivere con voi/ e con voi entrare in un nuovo anno”. Ed è per me – e forse non solo per me – toccante la fiducia incrollabile che Bonhoeffer trasmette, sentendosi circondato da potenze benigne, e perfettamente protetto. Perché egli non considerò un venir meno di questa protezione la sua condanna a morte; le sue ultime parole, infatti, testimoniate da un altro prigioniero, il britannico Payne Best, furono queste: “E’ la fine. Per me l’inizio della vita”.E, dunque, avviciniamoci a questa testimonianza di fiducia (in Dio – ma possiamo dire anche, e senza tradire l’autore,“nella vita”), sperando che essa ci scaldi il cuore. Che ha bisogno di stare saldo in questa nostra epoca così insicura – così turbolenta.
1. Circondato fedelmente e tacitamente da benigne potenze,
meravigliosamente protetto e consolato,
voglio questo giorno vivere con voi,
e con voi entrare in un nuovo anno;
2. il vecchio ancora vuole tormentare i nostri cuori
ancora ci opprime il grave peso di brutti giorni.
Oh, Signore, dona alle nostre anime impaurite
la salvezza per la quale ci hai creato.
3. E tu ci porgi il duro calice, l’amaro calice
della sofferenza, ripieno fino all’orlo,
e così lo prendiamo, senza tremare,
dalla tua buona, amata mano.
4. E tuttavia ancora ci vuoi donare gioia,
per questo mondo e per lo splendore del suo sole,
e noi vogliamo allora ricordare il passato
e così appartiene a te la nostra intera vita.
5. Fa’ ardere oggi le calde e chiare candele,
che hai portato nella nostra oscurità;
riconducici, se è possibile, ancora insieme.
Noi lo sappiamo: la tua luce risplende nella notte.
6. Quando il silenzio profondo scende intorno a noi,
facci udire quel suono pieno
del mondo, che invisibile s’estende intorno a noi,
l’alto canto di lode di tutti i tuoi figli.
7. Da potenze benigne prodigiosamente protetti,
attendiamo consolati quello che accadrà.
Dio ci è al fianco alla sera e al mattino,
e certissimamente, in ogni giorno che verrà.
La traduzione italiana viene dal blog della casa editrice Queriniana di Brescia, che ringrazio per il permesso accordato alla pubblicazione in questa rubrica.La poesia è stata musicata ed è entrata nell’innario della chiesa luterana tedesca. (Annapaola Laldi, consulente ed editorialista Aduc)

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Chiesa di oggi e di ieri: Mutamento Teologico Non Pienamente Avvertito

Posted by fidest press agency su domenica, 1 gennaio 2017

bergoglio-upOggi si assiste all’ultimo assalto dell’ultra-modernismo nei confronti dei tradizionalisti affinché, mediante il trabocchetto del “dialogo”, arrivino alla coesistenza dopo aver accettato imprudentemente e quasi inavvertitamente un mutamento teologico malaccorto e sconsiderato. Soprattutto papa Bergoglio sta portando avanti una guerra psicologica più o meno occulta nei confronti dei tradizionalisti, la quale mira non a distruggere ma ad indebolire, pian piano, la loro resistenza agli errori modernisti (1900-1950), neo-modernisti (1950-2013) e ultra-modernisti (2013-2016).
La tattica bergogliana nei confronti dei tradizionalisti inizialmente è quella del puro “dialogare”, discutere, camminare assieme, conoscersi, incontrarsi, anche senza arrivare ad un accordo esplicito, teorico, siglato e scritto. Il marxismo, specialmente l’euro/comunismo (Gramsci, Bloch, Togliatti e Berlinguer), ha impiegato con notevole successo tale tattica nei confronti dei cattolici “ingenuamente adulti”, i quali non si sono accorti che stavano subendo una manipolazione psicologica da parte dei marxisti; così Bergoglio non vuole che i tradizionalisti si accorgano di essere manipolati a-teologicamente e traghettati verso il modernismo.
Siccome il buon senso naturale, la sana ragione del senso comune propria della natura umana oggettiva pongono una certa resistenza alla dottrina soggettivista e irrealista del kantismo modernista (secondo cui è l’Io che crea la realtà), quest’ultimo sta evitando con Francesco I di esercitare sui tradizionalisti una persuasione esplicita (protocollo scritto e firmato di resa e accettazione del Concilio Vaticano II e del Novus Ordo Missae) e ha iniziato la tattica della persuasione implicita, che non è nuova ma fu utilizzata già dal diavolo nel paradiso terrestre quando, sotto forma di serpente, disse ad Eva che se avesse mangiato il frutto proibito non sarebbe morta, ma sarebbe diventata come un “dio” ripieno della scienza del bene e del male (Gen., III, 5). Invece per quanto riguarda i cattolici fermamente anti-modernisti e non inclini al dialogo e al compromesso si cerca di emarginarli, disorganizzarli, scoraggiarli e ridurli al silenzio tramite la “psico-polizia-clericale” orwelliana.
Una “quinta colonna nemica”, anche se apparentemente “simpatizzante”, si è infiltrata all’interno del mondo tradizionalista, che ultimamente ha mostrato una certa superficialità di spirito e uno spensierato ottimismo nei confronti della crisi che travaglia l’ambiente ecclesiale e il mondo intero, ed esercita su di esso un influsso implicitamente “modernizzante” per fargli accettare in cambio di “un piatto di lenticchie” (la “sistemazione canonica” e la “piena comunione”) la bontà del Vaticano II, della Messa di Paolo VI e della neo-religione olocaustica, lette – secondo l’ermeneutica della continuità – alla luce della Tradizione. Questa “quinta colonna” è tanto più efficace quanto più si presenta apparentemente anti-modernista. Tutto ciò ha reso gran parte del mondo tradizionalista come “anestetizzato”, con le braccia incrociate remissivamente ed incline a lasciare libera la strada ai modernisti, che per il momento procedono lentamente onde non suscitare choc e reazioni. Dalla rassegnazione si può passare all’attesa leggermente favorevole e poi alla simpatia piena, dalla simpatia per il “modernista dal volto umano” si giunge alla collaborazione pratica ed infine all’accettazione almeno implicita di princìpi precedentemente giudicati inaccettabili. Nemo repente fit pessimus. Da questo stato di inerzia e rassegnazione si passa insensibilmente al “mutamento teologico inavvertito”. È la triste realtà della nostra epoca di “grande apostasia”, nella quale solo l’onnipotenza di Dio può salvare la situazione accorciando la prova (cfr. Mt., XXIV, 15-35).
I naturalisti ritenevano che l’uomo fosse buono per natura, senza peccato originale. Oggi l’antropocentrismo neo-modernista ripropone il “culto dell’uomo”. Purtroppo anche alcuni tradizionalisti si son lasciati sedurre da quest’insana utopia. Essi ritengono che oramai con Francesco I il vertice del Vaticano sia diretto da un “uomo di buona volontà” e quindi si può inaugurare con lui una sorta di coesistenza e convivenza pacifica, nella quale i disaccordi vengono superati senza combattimenti, ma per “rimozione inconscia”, grazie al dialogo, all’incontro e al “camminare assieme”. Questo è lo stato d’animo dell’utopismo anarcoide e sentimentalistico, propedeutico alla Repubblica e al Tempio Universali, voluti dalla massoneria e quasi ultimati col Sessantotto e col Vaticano II.Lo slogan della massoneria e dei modernisti dialoganti (cfr. Giovanni XXIII) è il seguente: “bisogna guardare a ciò che ci unisce e non a ciò che ci divide”. Invece Pio XII, condannando il neo-modernismo, ha insegnato: “vi sono molti che…, mossi da un imprudente zelo delle anime… abbracciano un irenismo tale che, ponendo da parte le questioni che dividono gli uomini, pretendono non solo di combattere in unione di forze contro l’ateismo soggiogatore, ma anche di conciliare opinioni contrarie, persino nel campo dogmatico” (Enciclica Humani generis, 12 agosto 1950). Da queste fantasticherie, o meglio deliramenti prendono il via l’ecumenismo, il dialogo, il fare esperienza, il camminare assieme e l’accordismo universale, che apre la via all’irenismo, al relativismo soggettivista e al Nuovo Ordine Mondiale.L’utopista modernista o “semi-tradizionalista” comincia a considerare il male, l’errore, la lotta, Curzio Nitogliala sofferenza come qualcosa di assurdo che va eliminato da questo mondo. In tal modo si perde di vista la vita ultra-terrena e che la vita terrena ha solo un significato di prova per meritare il Paradiso mediante il combattimento e la persecuzione per la verità; perciò il tradizionalista ingenuo e vagamente o implicitamente utopista comincia a dialogare, ad incontrarsi e a scendere a patti con il “modernista dal volto umano”, che finalmente, dopo la spietatezza di Paolo VI, gli apre le porte di casa, come fece il lupo con “cappuccetto rosso”.
Religiosamente il pericolo di oggi è proprio il relativismo, oramai dilagante e imperante, che minaccia da Giovanni XXIII a Francesco I, con un motus in fine velocior, soprattutto il cattolicesimo. Il vero cattolico fedele e anti-modernista deve lottare specialmente contro questo irenismo pacifista che addormenta le coscienze e diminuisce la purezza della fede, la quale deve essere conservata integra, poiché la negazione di un solo articolo o dogma di fede comporta la perdita totale di essa.
In questo modo, da Giovanni XXIII sino a Francesco I, sono stati esclusi dai posti chiave della Chiesa militante i suoi fedeli più capaci, più ferventi, più onesti e disinteressati, mentre son stati promossi i traditori, gli eretici, gli apostati, gli ignavi e i degenerati.
I mondani, che cercano di conciliare il Vangelo con le tre concupiscenze, amano tutto ciò che favorisce l’ottimismo assoluto, l’amore della tranquillità come fine ultimo, anche a costo di attenuare lo spirito di fede. Francesco I ha (o sembra avere) tutte le caratteristiche che piacciono ai mondani: benevolenza, simpatia, sorriso, allegrezza, giovialità, zelo untuoso, battuta ad effetto, tanto simpatica quanto banale. Egli è il “profeta di ventura”, che annunzia un avvenire roseo, ripieno di successi, ove tutto va bene. Questa “simpatia” apparente, ma realmente sgradevole e nauseabonda, gli apre la via alla notorietà, è sempre in “prima pagina” e mai in “cronaca nera” qualsiasi cosa dica, anche la più assurda. Tutti gli uomini del “bel mondo” amano parlar bene di lui, nessuno (o quasi) lo critica, ripetono le sue battute, i suoi gesti, i suoi sorrisi, pensando di poter risolvere le questioni più intricate col dialogo, il sorriso, la simpatia, mettendosi un naso da clown e sognano ad occhi aperti di eliminare dal mondo la povertà, la guerra, i conflitti, le liti, le Patrie, le differenze religiose, i confini, i muri e le barriere, il potere, il comando (che pur esercita spietatamente verso in non allineati), persino le carceri.
Attenzione! siamo cristiani solo a metà, e quindi modernisti impliciti o anonimi, quando le nostre scelte sono indecise, quando siamo arrendevoli e restii a schierarci, quando temiamo le complicazioni, l’isolamento e la sconfitta momentanea, quando siamo pronti a scendere a compromessi e a dialogare con l’errore e col male, quando non osiamo dire tutta la verità, ma solo delle mezze verità, più nocive dell’errore esplicito. (Pubblicato il 22 dicembre 2016 di doncurzionitoglia con ampi stralci dall’originale)

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Terra Santa: Pellegrinaggio Pastorale universitaria romana

Posted by fidest press agency su domenica, 1 gennaio 2017

pelligrinaggioRoma “Ho voluto curare personalmente i dettagli di questo pellegrinaggio e con grande gioia ho accolto l’incarico affidato ad Opera Romana Pellegrinaggi dalla Pastorale Universitaria della Diocesi di Roma” ha dichiarato Monsignor Liberio Andreatta, Amministratore delegato dell’Opera Romana Pellegrinaggi.” E’ stato un grande privilegio poter organizzare questo viaggio per docenti e ricercatori del mondo universitario romano sotto la guida di Monsignor Leuzzi che conosce e vive il mondo universitario dall’interno, comprendendone la complessità e raccogliendo il desiderio di approfondimento della realità spirituale che solo nella nostra Terra Santa può essere vissuta totalmente” ha concluso Monsignor Andreatta.
“Siamo davvero felici che la Pastroale Universitaria di Roma abbia scelto la Terra Santa per questa unica esperienza di pellegrinaggio che vede una visita da Nord a Sud di tutta Israele. Ciascuno dei partecipanti al viaggio sarà, ne siamo certi, ambasciatore di Israele raccontandone la varietà unica e irripetibile così da divenire motore trainante di futuri viaggi nella Terra dove tutto ha avuto pelligrinaggio2inizio”.Abbiamo accolto poi con grande gioia la richiesta di organizzare anche un incontro all’Università ebraica di Gerusalemme e ci siamo subito mossi affichè questo possa essere realizzato” ha dichiarato Avital Kotzer Adari direttore dell’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo in Italia.
L’Università Ebraica è una della grandi eccellenze di Gerusalemme, fondata nel 1927, tra gli altri, da Albert Einstein, sinonimo di cultura, incontro, dove ogni anno giungono studenti da tutto il mondo. Un fiore all’occhiello di Israele che speriamo possa essere conosciuto sempre di più dalle istituzioni universitarie italiane così da creare momenti di scambio culturali insostituibili, grazie anche all’azione dell’AUG, Amici Università di Gerusalemme, che da sempre lavora per promuovere scambi culturali tra studenti e ricercatori. “Una visita di Gerusalemme e di Israele in generale in questo periodo è davvero un grandisismo dono” ha continuato Avital.
pelligrinaggio1In questi giorni in Israele si vive poi l’atmosfera della festa di Hannuikah, la festa della luce, simobolo di rinnovamento della fede ebraica e dell’affermazione dei principi del monoteismo. Un viaggio in Israele in questo periodo offre la possibilità di coniugare la dolcezza del tempo atmosferico con i momenti di fede, consentendo così al pellegrino di viaggiare da Nord a Sud alla scoperta delle eccellenze e delle meraviglie della destinazione.
In occasione del viaggio è stato anche presentato l’ultimo libro di Monsignor Leuzzi: “L’amore coniugale e la famiglia nella modernità. Costruire la civiltà dell’amore. Libreria Editrice Vaticana”.
Alla presentazione che ha avuto luogo presso Casa Nova di Nazareth ha partecipato anche S. Ecc. Mons. G. Marcuzzo, vescovo di Nazareth. (foto: pellegrinaggio)

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Crisi Alitalia

Posted by fidest press agency su domenica, 1 gennaio 2017

La decisione di Alitalia di bloccare gli scatti di anzianità del personale segue lo stesso schema che ha portato alla infinita crisi della maggiore compagnia italiana. Ancora non si è aperta la discussione di merito sul piano industriale, di cui siono solo delineato alcune generiche linee guida, che la dirigenza ha già fatto il primo passo attaccando il costo del lavoro.Dopo i disastrosi risultati delle recenti e dolorose ristrutturazioni basate su migliaia di licenziamenti e tagli ai salari, si persevera su una strada sbagliata, come dire “schema che perde non si cambia”. alitaliaE’ ormai palese che l’unica strada che porta alla salvezza e al rilancio della compagnia è quella che passa per gli investimenti sulla flotta di Lungo Raggio, che rimette in discussione i vincoli di un’alleanza con Air France-Klm che ha impedito sviluppo e sottratto risorse e chieda allo Stato regole uguali per tutti gli operatori del settore per mettere fine a una condizione che va ben oltre la più folle deregulation.
Una strada onerosa e lunga che avrà bisogno del supporto dello Stato, non solo attraverso un nuovo sistema di regole finora mai attuato, ma anche con un intervento diretto se la situazione dovesse tracollare.Pensare che anche questa volta si possa attingere al pozzo senza fine del fattore lavoro sarebbe sbagliato, iniquo e insostenibile, oltre che molto poco credibile da parte di una dirigenza che si trova a presentare per la terza volta un piano lacrime e sangue avoratori.Per questo motivo, oltre a una doverosa verifica tecnico giuridica della decisione aziendale, motivata dalla mancanza della clausola di ultrattività del CCNL, improvvidamente disdettato da Cgil, Cisl, Uil e Ugl 6 mesi fa, USB ha chiesto alla dirigenza Alitalia il ritiro di tale provvedimento e ha annunciato l’apertura dello stato di agitazione di tutto il personale del Gruppo Alitalia Sai.

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Arriva a Roma il leggendario Aeham Ahmad

Posted by fidest press agency su domenica, 1 gennaio 2017

aeham-ahmadRoma 7 gennaio 2017 all’Auditorium Parco della Musica di Roma ( ore 21, Sala Petrassi, biglietti 12 euro) concerto di Aeham Ahmad pianista di Yarmouk, dal campo profughi palestinese alle porte di Damasco dov’è nato nel 1989. Aeham Ahmad inaugura la sua prima tournée italiana il 6 gennaio a Locorotondo (Ba) per proseguire sabato 7 gennaio a Roma per poi proseguire la sua tornèe il 21 gennaio a Crema, il 22 gennaio a Mestre, il 27 a Taranto, il 2 febbraio a Firenze e il 4 febbraio ad Aosta. Un’occasione imperdibile per conoscere e ascoltare la malinconia dell’esilio di un pianista che concepisce la musica come un’arma per costruire la speranza di un mondo diverso.
Classe 1989, Ahmad è stato il primo artista a ricevere il Premio Beethoven, nel 2015, per il suo impegno in favore dei diritti umani. Nell’agosto 2016 è uscito “Music for hope”, il suo primo album composto da 18 tracce che raccontano il dramma della guerra in Siria attraverso una musica “classica”, dallo stile pienamente occidentale, armonicamente congiunta con i versi e la melodia del canto arabo. Un incontro sorprendente che si traduce in un universo musicale inedito e affascinante.Come racconta Ahmad:“Music for hope è dedicato al mio popolo, che vuole vivere libero ma non ha alcuna voce”.Le immagini di Aeham Ahmad al pianoforte, tra le macerie dei bombardamenti alla periferia della capitale siriana, hanno commosso il mondo intero. Lì Ahmad suonava ogni giorno un pianoforte montato su un carretto, circondato da bambini che lo accompagnavano con il canto. Una forma di resistenza alla guerra, il sollievo della musica contro il mortifero frastuono del conflitto militare. Il giorno in cui i miliziani dell’Isis gli hanno bruciato il pianoforte – perché la musica occidentale è considerata peccato mortale – e ucciso uno dei bambini che stavano intorno al piano, Ahmad ha deciso di lasciare il suo paese e fuggire verso l’Europa attraverso la rotta balcanica, insieme a migliaia di altri migranti. Fino all’arrivo in Germania, dove acquisisce lo status di rifugiato, inizia a suonare nei teatri, incontra Angela Merkel, pubblica il suo primo album e vince il premio Beethoven. Attualmente sta lavorando al suo secondo album e alla sua autobiografia, entrambe in uscita nel 2017.Una storia unica e, probabilmente, al tempo stesso, simile a quella di tanti esseri umani in fuga dalla guerra, costretti a lasciare le proprie radici alla ricerca non di un futuro migliore ma di un futuro e basta. Ahmad quel futuro lo ha trovato. E lo ha trovato in Europa, culla di quella musica classica che ha scoperto da piccolo a Damasco e che, tutto sommato, gli ha salvato la vita. (foto: Aeham Ahmad)

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Roma: Una marcia contro l’indifferenza

Posted by fidest press agency su domenica, 1 gennaio 2017

vaticanoA Roma si terrà il 1° gennaio 2017, ore 10.30 da Largo Giovanni XXIII (Inizio di Via della Conciliazione) a Piazza S. Pietro in occasione della 50a Giornata Mondiale della Pace, la marcia contro l’indifferenza esprimendo il proprio sostegno al messaggio di Papa Francesco “La nonviolenza: stile di una politica per la pace”, la Comunità di Sant’Egidio invita a cominciare il nuovo anno partecipando a manifestazioni in tutto il mondo contro le guerre e i muri che separano gli uomini e fanno guardare al futuro con paura e rassegnazione.In risposta ai conflitti in corso e al terrorismo che minaccia la convivenza, si svolgeranno, a Roma e in centinaia di altre città di tutti i continenti, marce e iniziative pubbliche. Si intende lanciare un forte appello contro l’indifferenza che ha accompagnato tante guerre, come quella in Siria: un messaggio rivolto a tutti e alla comunità internazionale, gravemente assente, per lungo tempo, di fronte a centinaia di migliaia di vittime e milioni di uomini e donne costretti ad abbandonare le loro terre.
Durante le manifestazioni verranno ricordati i nomi di tutti i Paesi ancora coinvolti dai conflitti e dalla violenza nei diversi continenti.

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Bonus diciottenni: La politica delle “mancette”

Posted by fidest press agency su domenica, 1 gennaio 2017

Palazzo chigi1Era fine novembre 2015, poco dopo gli attentati di Parigi. L’allora premier Renzi prometteva di combattere il terrorismo con la cultura e annunciava un bonus di 500 euro per tutti i diciottenni.Ad un anno dal proclama e a due mesi dal “taglio del nastro”, apprendiamo dalla stampa che esiste un mercato nero dei bonus di 500 euro per i diciottenni, che se li “rivendono” acquistando libri per conto di terzi e chiedendo l’accredito della somma equivalente (scontata per incentivare il mercato) su carta prepagata. Magari con i proventi si compreranno il telefonino di ultima generazione.Abbiamo criticato spesso l’uso di elargizioni economiche statali una tantum, conseguenza di una visione politica che non supera il proprio naso. In questo caso fa ancora più effetto, perché tocca il cuore dello sviluppo democratico di un Paese: scuola, educazione alla legalità, futuro. E ci fa vedere ancor più da vicino che la politica della mancetta è inutile e dannosa.Inutile perché cultura e istruzione devono essere oggetto di investimenti di lungo periodo e i 500 euro del bonus diciottenni (per un budget complessivo di 290 milioni di euro) potevano essere spesi meglio: più fondi alla scuola o borse di studio agli studenti più meritevoli e bisognosi, tanto per dirne qualcuna.Dannosa perché la possibilità di un uso deviato di quelle somme, pur ovviamente vietato dal Ministro e prima ancora dalle cosiddette norme vigenti, doveva essere previsto. Era prevedibile, quindi evitabile. Ora, i diciottenni che hanno messo sul mercato nero i propri bonus rischiano una condanna penale per truffa aggravata ai danni dello Stato, pena minima un anno di reclusione. Segno che c’è da lavorare (e molto) anche sulla educazione alla legalità e al rispetto della cosa pubblica, in modo adeguato, sistematico e lungimirante. Nel breve periodo invece, è indispensabile limitare i danni, poiché i buoni possono essere utilizzati fino a dicembre del 2017. Il Ministro della cultura deve immediatamente mettersi al lavoro per correre ai ripari ed inventarsi un modo che salvaguardi sia la destinazione d’uso delle somme stanziate (si inventi qualcosa, sistema di rendicontazione online degli acquisti, biglietti per concerti, musei, teatri ecc nominali e non cedibili…) sia –e soprattutto– i ragazzi stessi, tramite il sito istituzionale, spiegando loro le gravi conseguenze penali dell’uso improprio dei bonus. (Emmanuela Bertucci, legale Aduc)

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“Laureato in onestà”: il primo libro del 2017

Posted by fidest press agency su domenica, 1 gennaio 2017

laureato-in-onestaDopo tanta corruzione, dopo moltissimi episodi di falsa legalità, ecco con il libro “Laureato in onestà” (Prefazione Donato Mauro) la storia vera di un carabiniere che non ha mai tradito il suo giuramento di fedeltà alla Repubblica e al Tricolore. Nella sua missione di vita, Francesco Leonardis, non ha guardato in faccia nessuno. Ha contrastato politici corrotti, ha smascherato truffe allo Stato e alla Comunità Europea, ha, soprattutto, combattuto la mafia avviando, con i suoi colleghi, la storica operazione Mare Nostrum che ha smantellato l’organizzazione mafiosa nel territorio dei Nebrodi. Non avrebbe mai pensato che avrebbe dovuto difendersi anche da una Magistratura corrotta. Ma lo ha fatto a testa alta, ribadendo, ancora una volta i valori dell’onestà e della legalità. Questo libro, scritto a quattro mani dalla giornalista Graziarosa Villani e da Francesco Leonardis, esce a Capodanno 2017 quale auspicio per un nuovo anno nel quale la legalità abbia la meglio su una corruzione sempre più dilagante e su pezzi di Stato deviati. (foto. laureato in onestà)

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Meleo, al via bando Atac per acquisto 15 nuovi bus

Posted by fidest press agency su domenica, 1 gennaio 2017

atac-roma“Continuiamo a dare nuova linfa al parco mezzi Atac. È stato pubblicato oggi un bando per l’acquisto di 15 nuovi bus grazie alle risorse del Giubileo. Dopo anni di stop agli investimenti e dopo l’arrivo tra le strade di Roma dei nuovi 150 bus Urbanway, che sarà completato entro febbraio 2017, prosegue l’opera di ammodernamento e rinforzo della flotta a cura della Giunta Raggi”. Così in una nota l’Assessora alla Città in Movimento di Roma Capitale Linda Meleo. “Dopo neanche sei mesi di governo già ci sono mezzi nuovi di zecca in giro per la Capitale e iniziative utili a rinnovare il 15% del fabbisogno giornaliero di mezzi: con la gara odierna, che ha un importo a base d’asta di 3 milioni e 600 mila euro, arriveranno 15 nuovi mezzi da 12 metri con motorizzazione diesel di ultimissima generazione. I tempi per la presentazione delle offerte scade il 10 febbraio prossimo e i tempi per la fornitura sono fissati in 60 giorni. L’impegno continuo da noi messo in campo ha permesso di utilizzare i fondi residui del Giubileo nei tempi utili, recuperando i tempi che altri avevano fatto trascorrere inutilmente” conclude.

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Consulta perentoria: nessuno tocchi il diritto all’istruzione dei disabili

Posted by fidest press agency su domenica, 1 gennaio 2017

corte costituzionaleLa Corte Costituzionale si è espressa circa la questione spesa che la regione Abruzzo è tenuta a fornire a proposito dell’assistenza e del trasporto degli alunni diversamente abili: con la sentenza 275/2016, i giudici hanno anche ricordato l’importanza dell’applicazione dell’articolo 38, terzo comma, della Costituzione, che tutela il diritto all’istruzione dei disabili e la loro integrazione scolastica; come ribadito, inoltre, dalla Legge 5 febbraio 1992, n. 104, la quale attribuisce al disabile il diritto soggettivo all’educazione e all’istruzione a partire dalla scuola materna fino all’università. La tutela di tale diritto impone alla discrezionalità del legislatore un limite invalicabile nel rispetto di un nucleo indefettibile di garanzie per gli interessati, tra le quali rientra il servizio di trasporto scolastico e di assistenza poiché, per lo studente disabile, esso costituisce una componente essenziale ad assicurare l’effettività del medesimo diritto.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): dopo questa sentenza, riteniamo ancora più incredibile che il Miur abbia potuto pubblicare il Decreto Ministeriale n. 948, per specializzare appena 5.108 docenti su 40mila posti liberi. Sono numeri risibili, perché si intende, quindi, regolarizzare meno del 15 per cento dei posti vacanti: una percentuale che diventa ancora più piccola se si pensa che passeranno almeno altri due-tre anni, prima di vedere a compimento il nuovo modello selettivo e formativo dei nuovi insegnanti, ancor di più dopo la caduta del Governo Renzi. Diventa, quindi, una necessità impellente pubblicare il terzo ciclo abilitante Tfa; lo atesso vale per tutte le classi di concorso che presentano posti vacanti.

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Teatro Eliseo: Mary Poppins

Posted by fidest press agency su domenica, 1 gennaio 2017

befanaRoma Venerdì 6 gennaio 2017 ore 16.30 Teatro Eliseo Via Nazionale 183 con la Befana al Teatro Eliseo arriva Mary Poppins, spettacolo per ragazzi che racconterà una delle storie più belle della Disney. Le avventure della bambinaia più amata e stravagante, con le canzoni che sono diventate un pezzo di storia dell’animazione e della filmografia per bambini e non solo, rivivranno grazie ai trentacinque elementi dell’orchestra Nuova Klassica che accompagneranno e interagiranno con il racconto dell’attrice. Non si tratta della solita formula della fiaba in musica, stile Prokofiev con il suo Pierino e il lupo, ma qualcosa che va oltre la narrazione e che fa entrare il pubblico all’interno della favola, lo coinvolge e lo guida con semplicità e naturalezza alla conoscenza di tutti gli elementi che compongono la straordinaria alchimia di testo e partitura.Grazie all’esperienza di Nuova Klassica, la versione disneyana di Mary Poppins rivivrà in teatro con una rinnovata freschezza, trovando il giusto equilibrio tra le diverse componenti che interagiscono volta per volta con il racconto, l’azione.
L’associazione NUOVA KLASSICA nasce nel 2005 dallo spirito di dedizione e professionalità e dall’amore per la musica dei soci fondatori, il Maestro Carlo Stoppoloni e il Maestro Ernesto Celani. Si impegna nella diffusione dell’espressione artistica nella sua interezza: musica, arte, teatro, danza, coinvolgendo il pubblico alla comprensione dei linguaggi artistici e delle innumerevoli interazioni al fine di apprezzarne le forme e gustarne la fruizione. Formata da musicisti provenienti da prestigiose orchestre nazionali, l’orchestra Nuova Klassica è in scena ad accompagnare magistralmente il racconto, ad interagire con la poliedrica attrice-trasformista, Angela Di Sante, in un ruolo assolutamente complementare ad essa.
Fascia consigliata: ultimo anno scuola materna fino alle classi prime scuola secondaria primo grado.
Prima dello spettacolo, alle ore 15.30, si terrà un laboratorio musicale per bambini tenuto dai musicisti dell’Orchestra Nuova Klassica, che si concluderà con un piccolo saggio finale. Il laboratorio prevede una partecipazione massima di 40 bambini (maggiori di 6 anni). (foto. befana)

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Un 2016 pieno di soddisfazioni per la Filarmonica Gioachino Rossini di Pesaro

Posted by fidest press agency su domenica, 1 gennaio 2017

m_d_renzettiIl 2016 della Filarmonica Gioachino Rossini si è concluso al magnifico Teatro Comunale di Cagli, per il quarto e ultimo ciclo di registrazioni dell’integrale delle Sinfonie di Gioachino Rossini con la guida del Direttore Principale, M° Donato Renzetti, e un’applauditissima prova aperta dal particolare significato visto che l’incasso è stato devoluto alle popolazioni marchigiane colpite dal terremoto. È stata la chiusura di un anno intenso per la formazione di Pesaro, che continua il suo percorso di lavoro e produzione musicale, privilegiando la qualità delle proposte e delle collaborazioni.
Il M° Michele Antonelli, presidente e direttore artistico della Filarmonica, ricorda le tappe fondamentali dell’attività nel 2016 «Abbiamo iniziato l’anno con tre appuntamenti del cartellone della Stagione Concertistica dell’Enti Concerti di Pesaro, tra le quali un concerto il 28 febbraio in occasione del compleanno di Gioachino Rossini. La prima tappa internazionale in marzo, assieme al grande tenore Juan Diego Florez alla Royal Albert Hall di Londra per le prestigiose, Rosenblatt Recitals Series. Dopo il concerto omaggio a Alberto Ginastera per il centenario della nascita in aprile, a maggio, abbiamo realizzato il progetto “Sinfonia por el Perù” in collaborazione con l’Istituto Comprensivo Don Gaudiano di Pesaro. Uno stimolante impegno di natura didattica con la partecipazione degli studenti.»
«In giugno la Filarmonica è salita di nuovo sul palco del magnifico Auditorium Pedrotti di Pesaro per un concerto gratuito offerto alla città in occasione della Festa Europea della Musica. Subito dopo, sempre con il M° Renzetti, la FGR è partita per un breve tour alla Sala Verdi del Conservatorio di Milano, a Villa Manin di Udine per l’apertura della stagione estiva di concerti e conclusione in terra d’Austria al magnifico Mozarteum di Salisburgo. Sono stati i primi concerti del nostro progetto “Rossini in viaggio” un lavoro dedicato alla diffusione delle musiche del Cigno di Pesaro, fortemente voluto dal Maestro Renzetti Renzetti per far conoscere le composizioni rossiniane, anche quelle meno conosciute ma altrettanto affascinanti rispetto alle più famose.»
L’estate a Pesaro è la stagione del Rossini Opera Festival e anche la Filarmonica era nel cartellone di uno degli eventi musicali più importanti a livello internazionale «La FGR era l’orchestra nel “Turco in Italia” una nuova produzione del Festival con la direzione del M° Speranza Scappucci e la regia di Davide Livermore» prosegue Antonelli «Nel mese di ottobre, per il progetto “Rossini in Viaggio” l’orchestra è ripartita per un nuovo tour con concerti al Teatro Carcano di Milano, alla Chiesa di San Rocco a Venezia e al Teatro Olimpico di Roma.»
Una nota particolare per il progetto discografico della Filarmonica «Con il M° Renzetti e la sua DR Records, abbiamo intrapreso già dalla fine del 2015 un importante lavoro di studio e registrazione dell’integrale delle sinfonie rossiniane, sia in edizione critica che non grazie alla collaborazione della Fondazione Rossini di Pesaro. Abbiamo effettuato due sessioni di registrazione al Teatro di Cagli (dicembre 2015 e dicembre 2016) e altre due (giugno e ottobre 2016) nel magnifico spazio del Conventino di Monteccicardo, concesso dall’Amministrazione Comunale. Sono circa 40 brani che saranno pubblicati prossimamente in un box di 4 cd di grande qualità musicale. Credo» conclude Antonelli «che il lavoro fatto lungo tutto il 2016 sia la premessa per un’attività ricca di soddisfazioni anche nel 2017 per il quale sono già in programma concerti in diversi teatri italiani e tre appuntamenti nel cartellone della 38a edizione del ROF. Voglio ringraziare tutti quelli che hanno contribuito a questo lavoro, a partire dai magnifici musicisti dell’orchestra, vero motore di musica ed energie per le nostre attività.» (foto: M_D_RENZETTI)

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Capodanno: Meleo, a Roma metro attive fino alle 2.30

Posted by fidest press agency su domenica, 1 gennaio 2017

lungotevereRoma. Dalle 21 in servizio anche 16 linee bus speciali:collegheranno periferie a centro. “Come tutti gli anni la notte di Capodanno il servizio metro sarà attivo fino alle 2.30. Non cambia nulla rispetto al passato. Le ultime corse del trasporto di superficie invece partiranno alle 21. Ma romani e turisti in giro per la Capitale potranno utilizzare, dalle 21 alle 2.30, 16 linee bus speciali che collegheranno le periferie al centro, al Lungotevere o ai principali nodi di scambio. Il servizio tpl di superficie riprenderà poi regolarmente la mattina dell’1 gennaio alle 8”. Così in una nota l’Assessora alla Città in Movimento Linda Meleo.
Le 18 linee speciali in funzione sono: 2 (Flaminio-Mancini), 280 (stazione Ostiense-Piramide/MB-Lungotevere-Mancini), 200 (Mancini-Prima Porta), 201 (Mancini-Olgiata), 336 (Conca d’Oro MB1-Quarrata), 544 (Sant’Agnese/Annibaliano MB1 – Parco di Centocelle MC), 50 (Termini – Pigneto MC), H (Termini –Capasso), 170 (Termini-Agricoltura), 128 (San Paolo MB – Crocco), 881 (Paola – Avanzini), 905 (Malagrotta- Cornelia MA), N6 (Tarsia – Piazza Venezia), N14 (Trastevere Fs – via Luigi Candoni/deposito Magliana), 766 (Trastevere Fs – Millevoi), N3 (Venezia – Colombo).

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Musica per Roma: Il 2016 è stato l’anno record

Posted by fidest press agency su domenica, 1 gennaio 2017

buone-festeOggi è record assoluto per la Fondazione Musica per Roma, con un incasso di 9.702.260 euro (che registra una percentuale di quasi il 3% in più rispetto a quello dello scorso anno, oltre che superiore a tutti gli incassi della storia dell’Auditorium) e record di spettatori paganti con un numero di 287.109 biglietti venduti (con un incremento dell’0.5% rispetto al precedente anno).
Nel corso del 2016, all’interno dell’Auditorium Parco della Musica, sono stati effettuati dalla sola Fondazione Musica per Roma 608 eventi, esclusi quelli di natura congressuale.
“Sono dati davvero molto positivi” ha sottolineato l’Amministratore delegato di Musica per Roma José R. Dosal “che confermano l’Auditorium al centro dell’offerta culturale della nostra città. Importanti anche i dati che riguardano le attività per le famiglie, con più di 8000 spettatori accorsi per gli spettacoli e i laboratori di Auditorium Family. Il Natale ha registrato ad oggi più di 50.000 presenze, e per il 2017 sono in programma oltre 500 appuntamenti tra grandi concerti, spettacoli, festival, mostre e lezioni”. (foto: buone feste)

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Embracing oneness means rethinking prosperity and development

Posted by fidest press agency su domenica, 1 gennaio 2017

bahaiLUXEMBOURG — Unity Foundation, an organization started by a small group of Baha’is 25 years ago and inspired by the teachings of the Faith, has been one of several Baha’i-inspired agencies that assist social and economic development organizations around the world to access essential funding. The challenge before it is how to facilitate the flow of funds from one part of the world to another while preserving and strengthening a local community’s ownership and capacity to direct its own path of development. Baha’i endeavors for social and economic development operate on the principle that populations should be the protagonists of their own material, spiritual, and intellectual advancement, not just recipients or mere participants. The majority of such initiatives are sustained by resources in the local communities that are carrying them out. Some efforts continue to grow in scale and complexity and eventually require financial resources from outside the community to enable them to extend proven practices and have even greater impact.Agencies inspired by the Baha’i teachings, such as Unity Foundation, have been learning about raising financial resources in support of development initiatives that have reached a certain level of growth and complexity. In these instances, Baha’i institutions that have been following such organizations closely arrange contact with the Foundation.These projects fall mainly into two categories: those that provide education for children through the establishment of community-based elementary schools and those that develop the capacities of youth in rural areas to become promoters of community well-being.
In the context of arranging funds for projects around the world, the Foundation is learning how to contribute to the discourse on development in Luxembourg, drawing on the experiences being generated globally from the projects with which it works.The work of Unity Foundation has advanced in collaboration with the Luxembourg Government’s Ministry of Foreign Affairs, which has developed a deep appreciation for the principles guiding the organization. Together, the Foundation and the Ministry have facilitated the flow of more than €3 million to projects in Africa, Latin America, and Southeast Asia over the past five years.
On 19 November, Unity Foundation hosted a formal dinner to mark its twenty-fifth anniversary. One hundred sixty individuals attended the event at the Cercle Cite in Luxembourg. Guests included people from the business, media, and government sectors, as well as other individuals who have supported the Foundation’s work.”This event was a lot more than a celebration of twenty-five years of Unity Foundation,” stated Mr. Wiltgen. “It is a sign of a certain level of consciousness that material wealth in one part of the world and its absence in others is not acceptable when we consider the whole world as one family.” (photo. baha’i)

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Vittime crollo di Acilia: proclamato lutto cittadino per lunedì 2 gennaio

Posted by fidest press agency su domenica, 1 gennaio 2017

campidoglioRoma. La Sindaca Virginia Raggi ha firmato oggi l’ordinanza con la quale si proclama il lutto cittadino per lunedì 2 gennaio, in concomitanza con la celebrazione delle esequie di Debora e Aurora, madre e figlia di 9 anni, morte in seguito al crollo della loro casa ad Acilia. Il funerale sarà celebrato alle ore 14.30 nella parrocchia San Francesco d’Assisi in largo Cesidio da Fossa ad Acilia. Per tutta la giornata negli uffici pubblici del territorio cittadino saranno esposte le bandiere a mezz’asta. La Sindaca Virginia Raggi invita inoltre la cittadinanza, le organizzazioni sociali e produttive a partecipare al lutto nelle forme ritenute più opportune. Gli amministratori e i dipendenti del Campidoglio sono chiamati ad osservare un minuto di raccoglimento, alle ore 14.30, in memoria delle due vittime. L’invito è esteso anche tutte le istituzioni culturali e musicali cittadine, chiedendo loro di rispettare per quel giorno un minuto di silenzio prima dell’inizio di ogni rappresentazione e spettacolo.

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Cassazione: il proprietario non deve comunicare i dati di chi guidava l’auto se la multa non è notificata subito

Posted by fidest press agency su domenica, 1 gennaio 2017

cassazioneStop all’ordinanza-ingiunzione: «il trascorrere del tempo rende evanescenti i ricordi». Se l’amministrazione non notifica in modo tempestivo al proprietario del veicolo il verbale per l’infrazione al codice della strada non puoi poi multarlo perché non ha comunicato alle autorità chi era al volante dell’auto al momento della violazione addebitata, ad esempio l’eccesso di velocità rilevato da strumenti di accertamento elettronico. Tale principio emerge dall’ordinanza 26964/16, pubblicata il 23 dicembre dalla sesta sezione civile della Suprema Corte che Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” riporta. Accolto il ricorso dell’automobilista: stop all’ordinanza-ingiunzione notificatagli dalla prefettura violazione dell’articolo 126 bis Cds, la disposizione sulla patente a punti che in caso d’inosservanza prevede una sanzione da 284 a 1.133 euro. E ciò perché l’ente impositore, ad esempio il Comune, può pretendere che il proprietario del veicolo renda note le generalità del trasgressore soltanto quando notifica in modo tempestivo il verbale di accertamento dell’infrazione sottesa: va infatti dato rilievo «al ridottissimo scarto temporale tra lo spirare del termine di cui all’articolo 201 Cds (novanta giorni, nda) e la notifica effettiva». Diversamente, come riconoscono gli stessi “ermellini”, non si può esigere che il titolare del veicolo ricordi chi fosse alla guida dell’auto il giorno in cui la macchina è stata multata. Insomma: la tempestività della contestazione serve a porre il destinatario in condizioni di difendersi e in caso di tardività va invece esclusa la sussistenza dell’obbligo. (Giovanni D’AGATA)

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