Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Archive for 3 gennaio 2017

New recruitments enhance Catella’s fund team

Posted by fidest press agency su martedì, 3 gennaio 2017

catella-arenaJosef Mehkri has been recruited as a senior client manager at Catella’s fund management unit. He joins Catella from Bank of America Merrill Lynch in London, where he was a Director in Equities. The sales team at Catella’s fund management unit is also boosted with the internal recruitment of Carl Berg from Catella Bank. “We are pleased and proud to be able to announce Josef Mehkri as a new senior client manager at Catella’s fund management unit. With his extensive background from major Swedish and international banks, Josef will be an excellent complement to the existing team. In addition, we have recruited Carl Berg, who previously worked with portfolio management and advisory services at Catella Bank, to the sales team. This means we can start 2017 with a really strong team in our fund management operations,” says Erik Kjellgren, head of the Swedish fund operations.
Josef Mehkri joins us from Bank of America Merrill Lynch, London, where he was a Director in Equities. Prior to that, Josef spent six years at SEB where he was responsible for the institutional segment in Asset Sales and a client manager for hedge funds and financial organisations. Josef has also worked in both Sweden and abroad for companies including Natixis, Svenska Handelsbanken and Lehman Brothers, in derivatives and corporate finance.
Carl Berg has worked with advisory services and discretionary portfolio management at Catella Bank since 2012, and was also on the bank’s investment committee. Prior to that, he worked for four years as a stock broker and as an advisor on the investment team at Skandia.Carl Berg took up his position on 1 November 2016 and Josef Mehkri took up his position on 2 January 2017.

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Strategie di marketing per un mercato liquido, seminario di Mauro Baricca

Posted by fidest press agency su martedì, 3 gennaio 2017

baricca.pngPadova martedì 10 gennaio alle 18.30 presso l’Hotel SB di Padova (Via S. Marco, 11/A), si terrà un seminario dal titolo “Strategie di marketing: surfare in un mercato liquido. Il marketing e i risultati in un mercato liquido in cui, quello che una volta era certo, oggi è un budino tremolante”. L’evento, gratuito, è rivolto in particolar modo a professionisti della comunicazione e del marketing, manager e imprenditori e si inserisce nell’ambito di una serie di incontri sul tema promossi da Casa Imbastita Campus, una società che si occupa di alta formazione manageriale e di consulenza di direzione per piccole e medie imprese. Mauro Baricca è imprenditore, business coach e direttore marketing di Casa Imbastita Campus, nonché autore di alcuni libri sull’argomento, come Werrilla Marketing. Il guerrilla web marketing a costi sostenibili attraverso l’uso dei social media (inserito da Il Sole 24 Ore nella collana marketing evolution).L’incontro prenderà le mosse dall’attuale scenario di mercato per esplorare i nuovi orizzonti del marketing. “Fare marketing e comunicazione oggi – spiega Baricca – è sempre più difficile, le regole sono sempre le stesse ma gli strumenti e le modalità di applicazione cambiano a una velocità incredibile. Non ci sono regole ma esperienze da far vivere al cliente”. Una visione, la sua che poggia sull’esperienza diretta e sul continuo confronto con la realtà del mercato. Il nuovo approccio verso i clienti, gli strumenti e il loro corretto utilizzo, la sostenibilità dei costi: questi in sintesi gli argomenti che affronterà il relatore nel seminario. Tre ore di formazione, scambi di idee e confronto, conditi dalla verve comunicativa e dalla collaudata efficacia didattica di Mauro Baricca per “leggere” i cambiamenti del mercato e per affrontare la prossima onda, come nel surf. (foto. baricca)

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Scuola: riaperte ai laureati le graduatorie di terza fascia d’istituto

Posted by fidest press agency su martedì, 3 gennaio 2017

ministero-pubblica-istruzioneCon il comma 4 dell’articolo 4 del decreto Milleproroghe, si proroga all’anno scolastico 2019/2020 la norma che impone l’abilitazione per essere inseriti nelle liste di attesa delle scuole. La modifica, del resto, era inevitabile, vista la mancanza di percorsi abilitanti e già da quest’anno molte scuole, a fronte di graduatorie esaurite, hanno dovuto reperire i supplenti utilizzando le domande di messa a disposizione, quindi senza alcuna regolamentazione. Nelle scuole, in pratica, si sarebbe creato un caos per mancanza di aspiranti docenti collocati in regolari graduatorie.Sempre in tema di docenti precari, l’ultima volta che furono riaperte le graduatorie (in quell’occasione le GaE) fu il 2012, sempre grazie alle pressioni dell’Anief. Anche stavolta, viene data piena ragione alla linea della giovane organizzazione su tale esigenza: lo stesso sindacato autonomo, che si è battuto nei tribunali per consentire sempre ai laureati non abilitati di partecipare anche all’ultimo concorso, dopo aver avuto ragione dal Tar per il concorso precedente, aveva presentato un emendamento simile nell’ultima Legge di Stabilità a quello che approverà ora il Parlamento italiano entro fine febbraio.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): è legittimo chiedersi se un laureato può ancora insegnare e inserirsi nelle graduatorie d’istituto, visto che non ha potuto partecipare all’ultimo concorso, essendo evidente il rispetto dello stesso principio di non retroattività della norma? Forse in Consiglio di Stato, i giudici potrebbero cambiare idea ‎per la terza volta, visto che già ad aprile avevano accolto l’appello dell’Anief, per poi tornare sui loro passi.

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Scuola: Mobilità docenti, dopo 18 anni l’Italia si adegua all’UE sulla valutazione del servizio svolto

Posted by fidest press agency su martedì, 3 gennaio 2017

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cLe supplenze vengono equiparate, ma rimangono fuori quelle delle paritarie.Attraverso l’accordo politico raggiunto tra amministrazione e sindacati rappresentativi, anche l’Italia recepisce la direttiva dell’Unione Europea n. 70/99 sulla equiparazione del servizio pre-ruolo a quello svolto da chi ha sottoscritto il contratto a tempo indeterminato. Ciò varrà anche per chi ha svolto servizio sui posti di sostegno, ai fini del vincolo quinquennale. L’intesa ora dovrà tradursi in un contratto articolato da sottoscrivere entro il mese di gennaio, con effetti pratici ai fini della mobilità dei docenti 1°settembre 2017. Approvate anche importanti novità sulle percentuali dei posti vacanti da assegnare al personale precario. L’intesa, tuttavia, non tiene conto dei docenti che svolgono servizio negli istituti paritari, continuando a considerarli dei lavoratori di serie B.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): è una mancanza particolarmente grave. Noi avevamo lanciato i primi ricorsi sull’equiparazione delle supplenze svolte negli istituti paritari già nel 2010, denunciando la violazione del principio di non discriminazione. Per tutti questi docenti, quindi, toccherà ancora una volta rivolgersi al giudice per vedersi considerare un loro pieno diritto: noi staremo, ancora una volta, al loro fianco.

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Cioccolato e Arte Contemporanea a Villa Medici

Posted by fidest press agency su martedì, 3 gennaio 2017

cioccolato.jpgRoma 5 gennaio 2017 viale Trinità dei Monti, 1 al via il nuovo ciclo de I Giovedì della Villa, l’appuntamento settimanale dell’Accademia di Francia a Roma con i protagonisti della creatività nelle sue espressioni più diverse, una serie di incontri ideati dalla direttrice Muriel Mayette-Holtz e curati quest’anno da Cristiano Leone, responsabile della programmazione culturale di Villa Medici. La serata di apertura presenta l’installazione ἐπιφάνεια/Épiphanies nell’ambito di Artclub-Villa Medici, L’arte del cioccolato, degustazione e incontro con due maestri cioccolatieri del calibro di Jacques-Olivier Petrillo e Davide Comaschi, Biographies de quelques agents invisibles, progetto di Mathieu Abonnenc, artista visivo e borsista a Villa Medici.
La novità della stagione 2017 de i Giovedì è infatti il coinvolgimento dei borsisti della Villa. Questi incontri diventano l’occasione per presentare i lavori degli artisti e dei ricercatori residenti, ma anche di invitare personalità significative della creazione contemporanea che hanno, per i borsisti, un’importanza particolare, a volte tutelare.
Il 5 gennaio, nel corso della serata, una lotteria permetterà a dieci fortunati spettatori di vincere un premio che ogni bambino – ma anche ogni adulto – vorrebbe trovare nella calza della Befana.
Dalle ore 19 per Artclub #13, a cura di Pier Paolo Pancotto, l’installazione sonora ἐπιφάνεια/Épiphanies ospitata nei suggestivi ambienti della Cisterna ove, come delle “epifanie”, si materializzano opere sonore concepite da alcuni dei più significativi protagonisti dell’arte contemporanea dando luogo ad un ambiente sensoriale e del tutto immateriale.Le sequenze in rassegna rappresentano una selezione di opere appartenenti al SAM – Sound Art Museum di RAM radioartemobile, una delle più significative collezioni a livello internazionale di documenti sonori d’artista. Parte di esse provengono dal programma di artist’s audioworks Keeping time / Zonaradio a cura di Maurizio Nannucci, 1996 Zona Archives, Firenze.
Davide Comaschi.jpgIn rassegna lavori di, tra gli altri, Robert Barry, Joseph Beuys, Jonathan Borofsky, Chris Burden, John Cage, Henri Chopin, Alvin Curran, Jimmie Durham, Brian Eno, Robert Filiou, Ken Friedman, Katharina Fritsch, Isa Genzken, Louise Lawler, Cildo Meireles, Maurizio Nannucci, Bruce Nauman, Maria Nordman, Yoko Ono, Charlemagne Palestine, Michael Schumacher, Wolf Vostell, Lawrence Weiner.
Contemporaneamente, alle 19 in punto nel Grand salon, il dialogo tra Italia e Francia passa attraverso il cioccolato. Due prestigiosi maîtres chocolatiers, il francese Jacques-Olivier Petrillo e l’italiano Davide Comaschi, si confrontano nell’arte della creazione del cioccolato chiamando il pubblico a riconoscerne, degustando, le differenze. Petrillo, marsigliese di padre siciliano, ha creato in novembre il cioccolatino Villa per il 350° anniversario dell’Accademia di Francia a Roma. Comaschi, allievo del Maestro Iginio Massari, ha vinto il prestigioso World Chocolate Master nel 2013 a Parigi.
Questa prima serata si chiude con un insolito progetto, Biographies de quelques agents invisibles di Mathieu Abonnenc, la biografia di un agente invisibile dai tratti di uno scienziato e di un insetto.
Nato a Parigi nel 1977 e cresciuto nella Guyana francese, Mathieu Kleyebe Abonnenc dedica la sua ricerca alle egemonie culturali su cui si basa l’evoluzione delle società contemporanee. Diplomatosi all’École des Beaux-Arts di Marsiglia nel 2002, utilizza tecniche e media diversi, spaziando dal video Villa-Medici.jpgalla fotografia, dal disegno alle installazioni. Ha esposto suoi lavori in mostre personali e collettive in numerose sedi, tra cui: Fondation d’entreprise Ricard, Triennale di Parigi (2012), Kunsthalle di Basilea, Kunstverein di Bielefeld, Mudam a Lussemburgo, Palais de Tokyo a Parigi (2013), Biennale di Berlino, Centre Pompidou Metz, CAPC a Bordeaux, Museion a Bolzano, CA2M a Madrid (2014), Galerie Marcelle Alix di Parigi, Art Basel, Biennale di Venezia, Biennale di Kiev (2015). Il suo lavoro è incentrato sulla colonizzazione, in particolare su quella parte della storia coloniale passata sotto silenzio. A Villa Medici, il progetto di ricerca di Abonnenc riguarda il film Africa Addio, realizzato da Gualtiero Jacopetti e Franco Prosperi tra il 1962 e il 1965, nel corso di un viaggio che li ha portati ad attraversare l’Africa documentando le ribellioni legate ai movimenti di liberazione nel continente africano. Nel 1965, Jacopetti fu accusato di crimini di guerra a causa di una sequenza controversa sull’esecuzione di un giovane ribelle in Congo. Abonnenc porta avanti un’inchiesta, da lui avviata quattro anni fa, sulle audizioni di Jacopetti presso il tribunale di Roma. (foto: cioccolato, Davide Comaschi, villa medici)

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“L’Italia potrebbe uscire dalla zona euro”

Posted by fidest press agency su martedì, 3 gennaio 2017

euro-areaA sostenerlo a 15 anni dall’addio alla lira non è un politico bensì il presidente dell’istituto tedesco di ricerca economica (Ifo) Clemens Fuest. Secondo il presidente dell’istituto tedesco di ricerca economica l’eventualità non è così remota. In 15 anni molti rincari. In un’intervista rilasciata al quotidiano tedesco “Tagesspiegel”, Fuest ha rimarcato come a partire dal 2000 la qualità di vita in Italia sia rimasta immutata. “Se non dovessero esserci dei cambiamenti, gli italiani finiranno per dire di non voler più far parte dell’eurozona”. Fuest ha pure aggiunto che se il Parlamento tedesco dovesse dare luce verde a un piano di aiuti finanziari all’Italia, farebbe pesare sui contribuenti germanici dei rischi “dei quali ignora l’esistenza e che non sarebbe in grado di controllare”. “I deputati non dovrebbero dare il via libera a un simile piano, ha ammonito. In questo momento l’Italia non ha chiesto nessun piano di salvataggio all’Europa”. Intanto i dati del NENS (Nuova Economia Nuova Società, la fondazione che fa capo a Pierluigi Bersani) hanno fornito un termine di paragone fra i prezzi attuali e quelli di 15 anni fa. Il caffè al bar è passato da 900 lire a 90 centesimi, la pizza margherita da 6’500 lire (3,36 a euro) agli attuali 7,5 euro. Un rincaro del 123%. Ma la lista dei rialzi è lunga. Per l’elettricità, nel 2002 si spendevano 647mila lire (circa 334 euro), mentre oggi si parla di una spesa di 498 euro (+50% circa). Il gas ha avuto un rincaro del 16%, la benzina è passata da circa 2’000 lire per un litro agli 1,5 euro attuali (+45%). Un’eventualità, questa, osserva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, molto dibattuta negli scorsi anni in particolare da quelle forze politiche più “euroscettiche”. Un bene per l’Italia.

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Regione Lazio: Spese che non convincono

Posted by fidest press agency su martedì, 3 gennaio 2017

regione lazio.jpg“Scarsa trasparenza, aggiramento delle procedure di spesa, favoritismi come quelli elargiti a Legambiente e lobby Lgbt, sino alla vergogna in cui il presidente della Regione partecipa ai funerali delle vittime di Amatrice pagando in affidamento diretto un service televisivo affinché faccia la riprese per il maxischermo. Nelle spese del 2016 per comunicazione e immagine, c’è la sintesi di come Nicola Zingaretti ha governato sino ad oggi il Lazio, puntando tutto sull’apparenza e sull’uso disinvolto selle risorse regionali per costruire il network delle amicizie”. E’ quanto dichiara Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio di Fratelli d’Italia rispetto alle spese per la comunicazione per l’anno 2016 pari a 1 milione 776mila euro risultanti dal Bilancio regionale. “Meravigliano poi le risorse, ben 150mila euro, che la Regione ha riservato alla controllata Lazio Innova per la realizzazione di una generica attività del Progetto di comunicazione istituzionale 2016. E ancora, ben 80mila euro per l’associazione Gay Help Line, così da tenersi nelle grazie la potente lobby Lgbt. Per non parlare dell’assurdo finanziamento di 6mila euro a Legambiente, nella sua XXVIII edizione del festival nazionale a Grosseto. Oltre alle prebende, vogliamo andare fino in fondo e vederci chiaro sull’affidamento a Lazio Innova, presentando immediatamente un accesso agli atti per conoscere obiettivi e beneficiari dei 150 mila, riservandoci di spedire tutte le carte all’Anticorruzione affinché vigili sulla correttezza delle procedure di spesa adottate. Soldi mal spesi, scelte familistiche e obiettivi non documentati, rendono l’immagine del presidente sempre più opaca. Il milione e oltre 700 mila euro spesi in questo modo gridano vendetta di fronte a una regione con il record di cassaintegrati e nuovi poveri” conclude Santori.

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How the markets may take investors by surprise

Posted by fidest press agency su martedì, 3 gennaio 2017

market.jpgSo it is not too difficult to see how the first surprise might play out. Expectations for the effectiveness of Mr Trump’s fiscal policies are extraordinarily high. But it takes time for such policies to be implemented, and they may be diluted by Congress along the way (especially on public spending). Indeed, it may well be that demography and sluggish productivity make it very hard to push economic growth up to the 3-4% hoped for by the new administration. Neither fiscal nor monetary stimulus has done much to lift Japan out of its torpor, after all. American profits, which were falling in early 2016, seem certain to rebound, particularly if the new administration pushes through corporate-tax cuts. But with the market priced on a cyclically adjusted price-earnings ratio of 28.3, according to Robert Shiller of Yale, a lot of good news is priced in. The ratio, which averages profits over the past ten years, is 70% above its long-term average.Meanwhile, the Federal Reserve is pencilling in three rate increases in 2017, something that will probably push the greenback higher (and reduce the dollar value of foreign profits for American multinationals). So the surprise might be that Wall Street will not be that great a performer in 2017.By extension, the second surprise may be that government bonds do not do that badly. The yield on ten-year Treasury bonds is already approaching the top of the 1.5%-3% range in which it has been trading in recent years. Private-sector borrowing costs, including corporate bonds and fixed-rate mortgages, tend to move in line with Treasury yields. Increased borrowing costs would have an adverse effect on economic activity. As a result, sharp rises in bond yields are often self-correcting, since weaker economic data tend to drive yields back down.The third potential surprise of the year might be a dog that doesn’t bark. The biggest worry of the fund managers polled by BAML is that of EU disintegration. As a result they have a lower-than-normal holding in European shares. But the EU might get through the year unscathed if Marine Le Pen is defeated in France’s presidential vote and Angela Merkel is re-elected in Germany. Populism does not win every time, as the recent Austrian presidential poll demonstrated. Indeed, the euro-zone economies could grow at a respectable 1.6% next year, the OECD forecasts. The continent might even seem a safe haven, given events elsewhere.Another potential surprise in 2017 could come from a big market disruption. There have been a few of these events in the past—from flash crashes to sudden leaps in bond yields. They seem to be the result of computer programs that trigger sales when specific price points are reached and a retreat by banks from trading, which has made markets less liquid. The trillions that flow through financial markets every day are also a tempting target for cyberwarfare and cybercrime. The big story of 2017 could be an inexplicable (if temporary) crash in a vulnerable market, such as high-yielding corporate bonds.The final surprise may be served up by that most enigmatic of metals—gold. Working out a target price for gold is a mug’s game. You can understand why investors bought gold when central banks started expanding their balance-sheets after 2008. But it is harder to explain why the price more than doubled in less than three years before falling back since 2011.As investors’ inflation expectations have risen since the American elections, gold might have been expected to rally. Instead, it has fallen sharply—perhaps because investors see the metal as an inferior alternative to the surging dollar. But gold is not just a hedge against inflation, it is also sought out in periods of political risk. And with the Trump administration apparently poised to pursue a more aggressive approach towards China and Iran, it is hard to believe that gold won’t find a few moments to shine in 2017. font: Economist.com/blogs/buttonwood

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Allarme dal governo Usa: nel mirino degli hacker i dispositivi medici come il pacemaker

Posted by fidest press agency su martedì, 3 gennaio 2017

hacker.jpgGli hacker puntano ai dispositivi medici. L’allarme è lanciato dal governo Usa in un recente report di che dimostra come gli hacker siano sempre più alla ricerca di prodotti dotati di connettività di rete per manipolali e utilizzarli per i propri scopi. Dagli apparecchi acustici passando per le protesi fino ai pace-maker, defibrillatori interni e alle pompette di insulina la connettività sembra essere ormai onnipresente e serve a migliorare la qualità della vita, ma c’è un problema: la sicurezza. Tale ingente afflusso di prodotti “smart” rappresenterà un regalo prezioso anche per gli hacker. In questo periodo il mondo dei dispositivi medici che si connettono alle reti ospedaliere o private è in espansione e ne guadagna la qualità della cure e della vita dei pazienti ma il rischio che ci siano brecce nella sicurezza sfruttabili dai malintenzionati è reale. Pertanto le ripercussioni, non è difficile immaginarlo, possono essere gravissime. L’anello debole della catena, secondo lo studio, sarebbero proprio le aziende che dovrebbero tenere in considerazione la questione della cyber-sicurezza sin dalle prime fasi dello sviluppo. Ma non basta, in questo senso, bisognerebbe continuare a lavorare durante anche quando il prodotto è sul mercato e viene utilizzato dai pazienti, aggiornandolo costantemente. Per far fronte a queste minacce le autorità hanno emanato delle linee guida che in molti hanno sul web già definito anche troppo accondiscendenti. Stando al summenzionato rapporto, infatti, in caso venga scoperta una cyber-vulnerabilità, l’azienda avrà «60 giorni per correggere il problema». Se i produttori di computer e smartphone aggiornano i loro sistemi anti-hacker, osserva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, costantemente questo, purtroppo, non è sempre il caso per le aziende che lavorano nell’ambito della sanità. Pertanto gli utenti dovrebbero assumersi in prima persona la responsabilità della propria sicurezza. Per aiutarli, chi produce i nuovi dispositivi medici intelligenti deve impegnarsi a offrire loro dei metodi di gestione della sicurezza più intuitivi, che siano basati su un’infrastruttura sicura. Le tecniche degli hacker evolvono, per questo i produttori devono assegnare la priorità alla sicurezza, tenendo presente che saremo sempre più associati alle frodi e al crimine informatico.

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Canzoni e parole dal mondo con Tosca

Posted by fidest press agency su martedì, 3 gennaio 2017

tosca.jpgRoma 6 gennaio 2017 Auditorium Parco della musica di Roma Sala Petrassi h 21 con Tosca. Torna sul palco dell’Auditorium Parco della musica di Roma per raccontarsi in un concerto-evento con tanti ospiti che, nel suo stesso nome, racchiude il senso dell’unicità della serata. Appunti Musicali dal Mondo: confini e sconfini del suono della voce è un progetto che mette il punto e ripercorre le tappe più significative del suo cammino artistico tra sperimentazioni, ricerca e nuovi arrangiamenti e che per la prima volta riunisce alcuni grandi artisti, nonché suoi eccezionali compagni nelle tappe fondamentali del suo viaggio musicale.Tra intrecci sonori, abbracci linguistici, lontananze e assonanze, si alterneranno sul palco: il regista della musica Nicola Piovani che l’ha iniziata alla riscoperta delle radici musicali romane; il grande musicista e cultore musicale Gegè Telesforo, che ha conosciuto ai tempi del suo esordio televisivo a Doc condividendo insieme le tappe più importanti della sua gavetta nella banda di Renzo Arbore; Gabriele Mirabassi, con il quale ha in comune l’amore per la musica brasiliana; Joe Barbieri, da Tosca definito il suo corrispettivo al maschile, autore di alcune delle sue canzoni più significative; Danilo Rea fuoriclasse che con le sue note al pianoforte dipinge ogni canzone; ed infine, l’amico e collaboratore di sempre, Germano Mazzocchetti, sua anima della musica teatrale.Uno spettacolo di suoni e parole, poetico e vibrante, quasi un “racconto in musica” anche grazie al sapiente utilizzo di lingue molto lontane fra loro, che passa da un fado portoghese a la morna, da una canzone libanese a un tradizionale dei matrimoni Yiddish, da una ballata zingara fino ad approdare alle sponde italiane della musica d’autore e popolare, con uno straordinario omaggio alla canzone romana che da tempo Tosca valorizza oltre i confini laziali. Mi considero una discepola di Gabriella Ferri – racconta – e se faccio questo mestiere lo devo a lei.Pezzi rari e melodie introvabili, contaminazioni con altre culture intrecciate alle nostre radici, in una serata che per l’occasione abbraccerà anche canti del Natale dal mondo insieme a grandi classici della tradizione italiana e canzoni dal suo repertorio come Il suono della voce, brano scritto da Ivano Fossati che dà il titolo al suo ultimo album.Il tutto legato da un percorso drammaturgico attraverso le parole di grandi poeti del mondo, creato per l’occasione dal regista Massimo Venturiello.Parafrasando Pessoa – afferma Tosca – ‘in un momento di sbandamento politico e sociale la musica del popolo ti protegge perché ti fa appartenere, se vuoi’. La mia non è una ricerca filologica, ma una ricerca per affinità artistica dove potevo affondare anche le mie radici. È un’avventura nelle molte anime della canzone. Ho scelto brani tra i viaggi che abitualmente faccio due o tre volte all’anno e quelli virtuali che ho compiuto in quasi venti anni di teatro e canzone. Mi sono fatta guidare dall’istinto, dalla bellezza delle canzoni che trovavo e che portavo via con me.Attenta, appassionata e rigorosa, capace di trovare il giusto equilibrio tra audacia e misura, intensità interpretativa e genuina teatralità, nel tempo Tosca ha dimostrato di essere sempre meno prevedibile e in costante evoluzione. La nobile arte della canzone colta va curata, trattata e custodita, come fossero gioielli di famiglia – dice. E nella sua carriera vissuta tra concerti, teatro e collaborazioni illustri tra cui Ron, Dalla, Buarque, Zero, Morricone, l’artista è rimasta sempre fedele a se stessa; ha forgiato canzoni, lavorando sulla ricerca e sulle emozioni, cercando di trasmettere quel qualcosa in più che solo la musica sa dare.
Un corredo di esperienze disparate, da cui Tosca è riuscita a trarre stimoli sempre nuovi, e che l’hanno resa indiscutibilmente una delle personalità più prismatiche della canzone d’autore italiana, capace di dare vita a differenti “vite artistiche”. Ultima in ordine di tempo, quella di Officina delle arti Pier Paolo Pasolini, innovativo Laboratorio di Alta Formazione del teatro, della canzone e del multimediale, culla di giovani artisti, un luogo di appartenenza che – conclude – forse può salvare i ragazzi da tante trappole mediatiche. Sono nipote di contadini emigranti, per me la musica e il teatro sono come una terra dove mettere un seme. E aspettare il raccolto… senza passare per OGM di alcun genere…solo tempo, talento e onesta! Biglietti 20 euro + diritti di prevendita (foto: tosca)

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E’ nata l’agenzia veneta per il settore primario

Posted by fidest press agency su martedì, 3 gennaio 2017

agricolturaL’Azienda regionale per i settori agricolo, forestale e agroalimentare lascia il posto all’Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario. È quanto prescritto dalla legge n. 37 approvata dal Consiglio Regionale del Veneto il 28 novembre 2014, che si attua ufficialmente da ieri, primo gennaio 2017. Alberto Negro, designato lo scorso 22 Luglio Direttore della nuova Agenzia, aveva anche i compiti di ultimare il processo di liquidazione della vecchia Azienda. L’ente Veneto Agricoltura, Agenzia per l’innovazione del settore primario, prende quindi il largo di fatto da oggi 2 gennaio, con tutte le strutture operative impegnate in questi giorni nella sede di Legnaro (PD) nei complessi passaggi di tipo tecnico operativo che la trasformazione comporta (partita IVA, nuovo codice fiscale e tutta la fiscalità, conti correnti, rapporti con ditte, collaboratori, bilancio, passaggio dei beni, etc.).
Cosa è chiamata a fare l’Agenzia Veneto Agricoltura? La legge lo precisa: è un ente strumentale della Regione del Veneto, che svolgerà attività di supporto alla Giunta Regionale nell’ambito delle politiche che riguardano i settori agricolo, agroalimentare, forestale e della pesca. Inoltre si dovrà occupare di ricerca applicata e sperimentazione finalizzate al collaudo e alla diffusione delle innovazioni tecnologiche e organizzative volte a migliorare la competitività delle imprese e delle filiere produttive, la sostenibilità ambientale, nei comparti agricolo, agroalimentare, forestale e delle pesca. E anche diffusione, supporto e trasferimento al sistema produttivo delle innovazioni tecnologiche, organizzative, di processo e di prodotto, ivi compresi i processi di valorizzazione e certificazione della qualità, anche avvalendosi di strutture produttive private rappresentative delle diverse realtà produttive del territorio regionale; salvaguardia e tutela delle biodiversità vegetali e animali autoctone di interesse agrario, naturalistico e ittico nonché gestione del demanio forestale regionale. Molto interessante il compito affidatole del raccordo fra strutture di ricerca e attività didattiche e sperimentali degli istituti di indirizzo agrario, presenti sul territorio regionale, al fine di trasferire e testare la domanda di innovazione proveniente dagli operatori. All’Agenzia poi, la Giunta regionale potrà affidare l’attuazione di progetti (comunitari, statali, interregionali e regionali) in materia agricola, agroalimentare, forestale e della pesca…. Un programma estremamente impegnativo e innovativo che la nuova Agenzia dovrà realizzare con le risorse economiche e umane della vecchia Azienda, ma con un nuovo Direttore, come detto. Alberto Negro, in questi mesi ha già avuto molti incontri con l’Assessore Giuseppe Pan, le strutture regionali, il cosiddetto “mondo agricolo”: le indicazioni ed i consigli emersi gli permetteranno a breve di delineare la nuova struttura interna di Veneto Agricoltura che la legge e le indicazioni della Giunta Regionale gli hanno richiesto. “Siamo una delle migliori realtà di sviluppo agricolo in Italia e non solo”, commenta al proposito Negro, “una eccellenza che il Veneto e il primario regionale certamente non perderanno, ma ancor di più crescerà per lo sviluppo di un settore sempre più importante per l’economia e la crescita del Veneto e dei veneti”.

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DL MPS dalla Camera al Senato: un’iniziativa sospetta

Posted by fidest press agency su martedì, 3 gennaio 2017

senato“Desta grande preoccupazione la confusione che regna nel governo Gentiloni rispetto all’esame parlamentare del decreto MPS. Dopo che il testo è stato annunciato alla Camera lo scorso giovedì 28 dicembre, veniamo a sapere che due giorni dopo, il 30 dicembre, il Governo ha ritirato il provvedimento, spostandone l’esame al Senato”. Lo afferma, in una nota, il presidente dei deputati di Forza Italia Renato Brunetta.
“Premesso che presentare un provvedimento in un ramo del Parlamento – prosegue – per poi ritirarlo e depositarlo nell’altro costituisce un’operazione procedurale alquanto anomala e irrituale. Sfugge la ratio di un simile atteggiamento, soprattutto perché il Governo, cambiando idea, ha scelto di incardinare il testo proprio al Senato, dove i numeri che ha la maggioranza sono sicuramente meno certi e legati a rapporti, come quello con Ala, non ancora del tutto chiari. Per questo – continua Brunetta –, la decisione del Governo non può che assumere risvolti politici: è facile infatti immaginare che dietro questa scelta si nasconda o la volontà di forzare la propria maggioranza o, ancora peggio, quella di cercare l’incidente di percorso; il tutto, sulla pelle dei risparmiatori, su un tema che, è bene ricordarlo, risulta essere cruciale ed esistenziale per la tenuta del Paese”.
Per il presidente dei deputati azzurri “il comportamento del Governo appare poi ancora più incomprensibile soprattutto alla luce dell’ampia maggioranza con cui era stato approvato il provvedimento di autorizzazione del Parlamento che ha preceduto l’emanazione del decreto: un ampio consenso che aveva indotto maggioranza e Governo a sottolineare la necessità di ‘un quadro di ampia condivisione dei provvedimenti attuativi con tutti i gruppi parlamentari’, come scritto nella risoluzione approvata dalla Camera. Proprio per questo, anche in riferimento alla responsabilità e all’impegno assunto dall’esecutivo nei confronti dei Gruppi parlamentari – conclude –, non possiamo che stigmatizzare un comportamento così preoccupante e anomalo”. (n.r. proprio per la delicatezza del provvedimento sarebbe stata necessaria una spiegazione per non offrire lo spunto al sospetto più che ragionevole data l’anbiguità di questo esecutivo e le manovre sotto banco di Matteo Renzi)

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Mala (Digital Mystikz): l’icona Dub ed elettronica in concerto

Posted by fidest press agency su martedì, 3 gennaio 2017

malaRoma 14 gennaio 2017 dalle 23.00 Quirinetta, Via Marco Minghetti 5 MALA, “gran capo” del primo dubstep quando era parte dei Digital Mystikz (insieme a Coki Dmz e Loefah, altre due eminenze della scena) e oggi icona di uno dei generi che più fa ballare in ogni parte del globo, unendo le sonorità ben note alla musica cubana con un pizzico di elettronica, sfidando ogni categorizzazioneDopo aver scolpito nella storia del dubstep il suo nome a colpi di singoli finiti nelle borse dei DJ di mezzo mondo (perchè il dubstep si muove solo su vinile), Mala è andato a Cuba ed è tornato con un album, il suo primo vero album.Si intitola Mala In Cuba, uscito in un cofanetto con 3 vinili in tiratura limitata (1000 copie) su Brownswood, l’etichetta di Gilles Peterson. Mala non è più solo il mitico produttore e DJ dubstep. Con il suo album registrato a Cuba è entrato nell’universo di quei produttori di musica elettronica che sfidano le convenzioni, che cercano le contaminazioni anche con suoni molto lontani.Unire l’intransigente e super underground dubstep con la cultura della musica cubana tradizionale non deve essere stato semplice, il racconto di questo viaggio è nella borsa dei dischi che Mala porta a Roma per BASE.
Una serata che è esplorazione e festa e che, a seguire, vedrà in consolle uno di quei nomi che ha fatto la scena romana degli anni Novanta, Andrea Lai con i suoi djset sempre da scoprire, per un dancefloor che evolve e cambia da un posto all’altro, passando dall’Africa arrivando al polo nord, spruzzatine di funk, bassoni da dubstep, house e techno. Appuntamento con il terzo appuntamento di BASE, il 14 gennaio 2017 al Quirinetta di Roma, Via Marco Minghetti 5. Costo del biglietto 10 euro. (foto: mala)

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Teatro con Vanessa Gravina

Posted by fidest press agency su martedì, 3 gennaio 2017

vanessa-gravinale serve.jpgTeatro Traiano di Civitavecchia sabato 7 e domenica 8 gennaio ne Le Serve di Jean Genet, con Anna Bonaiuto e Manuela Mandracchia. Tre interpreti d’eccezione, per una commedia tragica e violenta che, come scrive Sartre, è “uno straordinario esempio di continuo ribaltamento fra essere e apparire”. Alla regia, Giovanni Anfuso.
“In un teatro come quello italiano, dominato da ditte per lo più declinate al maschile, lavorare in uno spettacolo tutto femminile è stata un’opportunità straordinaria” – dichiara Vanessa – “Un progetto coraggioso anche dal punto di vista produttivo, che vede affiancate tre importanti realtà, come il Biondo di Palermo, Teatro e Società e Stabile di Catania.” Ispirata a un fatto di cronaca realmente accaduto, la storia ruota attorno all’assenza/presenza di Madame, e all’amore/odio delle due domestiche, Claire e Solange, per la loro padrona. Mentre lei è assente, rubano i suoi vestiti e i suoi gioielli per giocare a “serva e padrona”, in un rito ossessivo che dovrebbe avere, come atto finale, proprio l’uccisione di Madame. “Seducente, ricca, leggera: Madame rappresenta tutto ciò che le due sorelle non sono. Ma anche lei recita un ruolo.” – continua l’attrice – “Sembrerebbe quasi sciocca, del tutto inconsapevole di quel che accade in casa sua, eppure coglie implacabile tanti fondamentali dettagli rivelatori.”
In queste settimane, Vanessa Gravina è impegnata anche in un set televisivo. Insieme a Remo Girone, è fra i nuovi protagonisti della fiction Furore (Ares/Mediaset).
Date successive: 10-11 gen | Teatro Lauro Rossi – Macerata; 17-19 gen | Teatro Masini – Faenza (RA); 20 gen | Teatrodante Carlo Monni – Campi Bisenzio (FI); 24 gen | Teatro Toselli – Cuneo. Biglietti € 27,00 / € 18,00 (foto:
vanessa gravina, le serve)

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Congo, Sant’Egidio: soddisfazione per l’accordo sulle elezioni

Posted by fidest press agency su martedì, 3 gennaio 2017

congoLa Comunità di Sant’Egidio esprime soddisfazione e sollievo per la firma dell’“accordo politico globale e inclusivo” che apre la strada ad elezioni pacifiche, entro il 2017, nella Repubblica Democratica del Congo. E’ finalmente, dopo un periodo di gravi tensioni, una buona notizia per questo Paese, di fondamentale importanza per la regione dei Grandi Laghi e tutta l’Africa. Sant’Egidio si augura che tutti i firmatari dell’accordo (governo, opposizioni e rappresentanti della società civile) possano attuare fedelmente l’accordo per il bene del Congo e del suo popolo. Manifesta inoltre un particolare apprezzamento nei confronti della Conferenza episcopale del Paese, che ha saputo gestire una non facile mediazione facendosi portavoce delle istanze di pace che salgono dalla popolazione e accogliendo gli inviti pressanti di Papa Francesco per giungere a risultati concreti in questa direzione.
Sant’Egidio, presente da anni in molte zone del Paese e attiva nel campo sanitario (con il programma Dream di prevenzione e cura dell’Aids) e sociale (con interventi a favore delle fasce più deboli della popolazione) continuerà a sostenere ogni sforzo di pace, unica via possibile per il futuro della Repubblica Democratica del Congo.

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Il PD è fuori tempo

Posted by fidest press agency su martedì, 3 gennaio 2017

orfini matteo.jpg“Il presidente del Pd Matteo Orfini sta martellando da diversi giorni, in maniera un po’ patetica, sul fatto di mettersi al più presto d’accordo con il Pd per la nuova legge elettorale e poi andare a votare nel più breve tempo possibile. Numerose interviste negli ultimi giorni, non ultima quella di oggi, sinceramente incomprensibili, anche perché il povero Orfini sembra non tenere conto del 60 a 40 del referendum costituzionale, pensa ancora che sia il Pd a dare le carte e a dettare i tempi. Non è più così”. Lo ha detto il presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, intervistato da Radio Radicale.“Il Presidente della Repubblica – ha aggiunto – ha detto con molta chiarezza che la legge elettorale va fatta in Parlamento, con il concorso di tutte le forze politiche e dopo la sentenza della Corte Costituzionale. Non si capisce perché Matteo Orfini possa dire quello che ha detto essendo, tra l’altro, è il presidente di un partito che è stato drammaticamente sconfitto in sede referendaria, dove è stato dimostrato in maniera inequivoca che i numeri che ci sono oggi in Parlamento, frutto del Porcellum e del suo premio di maggioranza alla Camera, non sono più rappresentativi della volontà del Paese. Non si capisce con quale faccia tosta Orfini e Renzi ancora insistono nel voler dare le carte e dire: ‘si faccia presto, decidiamo fuori dal Parlamento, il Parlamento recepisca un accordo tra i partiti’ e così via”.”Faccio – annuncia Brunetta – una contro proposta a Matto Orfini: si faccia da subito in Parlamento una nuova legge elettorale, dopo la sentenza della Corte Costituzionale, ma non con i pesi che ci sono oggi nelle Aule, semmai con tutti i partiti rappresentati in maniera paritaria, per esempio negli uffici di presidenza delle Commissioni affari costituzionali di Camera e Senato, dove tutti i gruppi parlamentari sono presenti con un rappresentante e in quella sede – ha concluso – si trovi il consenso delle riforma della legge elettorale”.

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“Il Consiglio regionale del Lazio nega i diritti dei giornalisti”

Posted by fidest press agency su martedì, 3 gennaio 2017

regione-lazioDopo lunghe giornate di ripensamenti e colpi di scena il consiglio regionale si è pronunciato. Lo ha fatto negando il contratto giornalistico a tutti coloro che lavorano per l’istituzione Regione in Consiglio e in Giunta. Confermata invece la norma che prevede il contratto giornalistico per gli addetti stampa dei gruppi (emendamento Aurigemma). È prevalsa la linea del partito democratico, avallata e spinta dal presidente del consiglio regionale Daniele Leodori e alla fine accettata dal gruppo guidato da Massimiliano Valeriani, tradotta in un submaxiemendamento alla legge di stabilità che ha impedito il confronto democratico in aula sul punto.
A nulla sono valsi i nostri appelli, il conforto di scelte analoghe delle altre regioni tutte nel segno del contratto giornalistico, il forte sostegno della FNSI.
È prevalsa una logica di puro scambio, di gioco a rimpiattino sulla base di pareri legali (speriamo di un tipo diverso dal penultimo che non era neanche firmato dal legislativo), di mancanza di coraggio e di visione politica, di sprezzo nei confronti di una questione relativa ai diritti, alla legittimità e alla titolarità degli stessi, sulla base dell’idea che questi colleghi sono un “costo della politica”. Paradossalmente l’aula riconosce legittimamente i diritti del contratto ai colleghi dei gruppi che rappresentano più strettamente un costo della politica e non ai colleghi che lavorano per le Istituzioni, l’espressione più alta della Politica.
Vogliamo invece ringraziare tutti quei consiglieri regionali che hanno anteposto la libertà di scelta all’obbedienza di partito o di schieramento, a iniziare dai firmatari dell’emendamento “contratto”, la collega Marta Bonafoni (Si-Sel) e i consiglieri Daniele Fichera (Psi), Piero Petrassi (Centro democratico) e Baldassarre Favara (Pd). Si sono battuti fino all’ultimo per il riconoscimento e l’applicazione di giusti diritti. Una nota di merito va anche ai consiglieri Giuseppe Cangemi (Cuoritaliani) e Valentina Corrado (Movimento Cinque Stelle) per aver condiviso le nostre istanze.
La decisione dell’aula della Pisana non può però essere la pietra tombale di legittime rivendicazioni dei colleghi.
È ora che si sblocchi la vicenda degli uffici stampa che lavorano per gli enti pubblici attraverso un’azione decisa del sindacato sul ministero della Funzione pubblica e sull’Aran.
Stampa Romana sosterrà ogni tipo di mobilitazione o lotta che i colleghi degli uffici stampa della Regione vogliano mettere in campo. (Lazzaro Pappagallo Segretario Associazione Stampa Romana)

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L’ISIS rivendica l’attacco di Istanbul

Posted by fidest press agency su martedì, 3 gennaio 2017

istanbulL’ISIS ha firmato la rivendicazione dell’attentato compiuto nella discoteca Reina di Istanbul, e lo ha fatto precisando che l’attacco è stato portato contro uno dei nightclub “dove i Cristiani celebrano la loro festa apostatica”. Il messaggio politico è diretto alla “protettrice della croce”, cioè la Turchia. “Ortakoy è la parte più europea di Istanbul. L’ISIS conferma la propria strategia politica, dimostrando di avere le idee perversamente chiare. Dobbiamo domandarci se in Europa siamo in grado di contrapporre una strategia altrettanto chiara ed efficace.”. Il Direttore di ACS-Italia, Alessandro Monteduro, commenta così la rivendicazione del sedicente Stato Islamico. “Dobbiamo essere consapevoli che l’ideologia dell’estremismo politico-religioso di matrice islamica è viva, e si diffonde sotto diverse sigle. La nostra Fondazione non entra nel merito delle valutazioni politiche, ma di certo dobbiamo dire che il sostegno ai Cristiani e alle altre minoranze perseguitate non è un semplice atto di carità”. Ogni contributo a favore dei perseguitati in Medio Oriente, e nelle altre aree di crisi, prosegue Monteduro, “è estremamente prezioso per loro, ma garantisce anche altri effetti positivi, di cui beneficiano tutti: rafforza il loro tessuto sociale, generando anticorpi contro il virus dell’estremismo, e permette a singoli e gruppi la permanenza in patria, scongiurando il fenomeno dei flussi migratori non volontari. Favorisce anche il depotenziamento del terrorismo diffuso in Occidente, e la riduzione della pressione migratoria, che genera conflitti sociali.”. La minaccia terroristica purtroppo non è distante da noi, perché, “come spiega il comunicato dell’ISIS, per loro noi siamo parte del grande nemico occidentale. Dobbiamo essere consapevoli che la solidarietà nei confronti dei nostri fratelli perseguitati, ovunque essi siano, ci consolida come comunità e ci rende capaci di respingere gli attacchi, attacchi che possono provenire dall’esterno, ma anche dall’interno, da giovani che trovano un senso esistenziale solo all’ombra delle bandiere nere. Sono persone che si formano e si informano in Europa, ma la cui matrice culturale resta l’estremismo islamico.”. Per tutti questi motivi, conclude il Direttore di ACS-Italia “quando un italiano sostiene i progetti a favore dei Cristiani perseguitati aiuta concretamente i suoi fratelli, ma indirettamente aiuta anche i propri figli a vivere in una società libera dal terrore.”.

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