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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 87

Gino Baglieri: Dipinti

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 gennaio 2017

gino-baglieriMantova dal 14 gennaio al 2 febbraio 2017 Inaugurazione: Sabato 14 gennaio, ore 17.00. Sarà presente l’artista Orario di apertura: dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30. Chiuso festivi via Ippolito Nievo 10 Galleria “Arianna Sartori” mostra: Gino Baglieri.
Dopo l’interessante mostra tenuta nel 2013 alla Galleria Arianna Sartori di Mantova, ritorna l’artista Gino Baglieri con un nuovo ciclo di opere. “Qualche decennio fa Gino Baglieri sarebbe stato ritenuto un pittore sociale o, perlomeno, si sarebbe sottolineata in lui la tendenza a diventare tale. In realtà, oggi si è indotti a considerare la pittura come un fatto autonomo, che prescinde da specifici impegni di ordine socio-politico. Invece, nel pittore siciliano, un impegno di codesto genere sicuramente sussiste. Più che un colore partitico, però, il suo è un fatto ideologico, non contaminato dagli inevitabili compromessi che l’esercizio del potere, o l’ispirazione ad esercitarlo, comportano. La sua da un lato è una denuncia senza riserve, dall’ altro è una dichiarazione di una nostalgia per quelli che, un tempo, erano considerati i sentimenti più nobili e legittimi. Solo che il più delle volte egli li esprime con rabbia, quasi volesse celare la dolcezza ch’essi potrebbero provocare in lui qualora si fosse ancora in grado di resuscitarli a quella vita, serena quanto circoscritta, che si identifica in un traguardo d’arrivo, per chi non nutrisse ambizioni smodate.
Queste opinioni, per certo verso contrastanti, ci derivano dall’osservazione non superficiale dell’opera sua che, a sua volta, stupisce per certe apparenti contraddizioni.
Sapere ch’egli è autodidatta, sconcerta chi ne esamina i disegni, così sicuri proprio per quel che concerne le difficoltà d’ordine accademico superate con una disinvoltura che gli permette, poi, d’imprimere ai suoi personaggi quel tanto di deformazione che li caratterizza, li interpreta più a fondo, ne scopre l’animo al di là dell’involucro formale.
Nella pittura, invece, bisognerebbe non sapere affatto ch’egli non ha frequentato regolari scuole d’arte: infatti, conoscendo il suo percorso, si sarebbe indotti a credere che certe abbreviature, talune stesure del colore approssimative e trasandate (almeno all’apparenza), derivino proprio da carenze tecniche. invece è esattamente l’opposto: così forte è il suo istinto, così attenta è la sua naturale capacità di cogliere i valori pittorici nella loro reale essenza, ch’egli si può permettere di violare quelle regole che non ha mai studiato ma di cui ha intuito il peso, per giungere a risultati di sorprendente efficacia espressiva.
Che poi in lui vi sia costante un senso di ribellione, anche là dove il soggetto potrebbe invece far pensare a un senso nostalgico suscitato dagli affetti familiari, appare evidente dalla concitazione del suo pennello, dalla decisione dei contrasti, dal persin aspro rifrangersi delle luci. Tutte cose che solo un pittore nel pieno possesso degli strumenti tecnici e linguistici di quell’ arte può possedere con altrettanta sicurezza.
Non a caso Comiso, la sua città natale, ha prodotto artisti e letterati di assai alta estrazione (da Fiume a Gesualdo Bufalino, per andare in ordine di tempo) e non a caso egli vive in quella Vittoria – siamo sempre in provincia di Ragusa – dove l’arte vien tenuta in gran conto (Giovanni Conservo, lo scultore figlio d’arte, è la riprova, come pure lo scultore Di Modica che eseguì il Toro posto davanti a Wall Street a New York). Ma poiché Baglieri pensa con la sua testa, fa di testa sua anche la propria pittura: e in essa pone il suo modo d’essere che è ricco di sentimento e, magari, di nostalgia, ma che non cessa mai di essere aggressivo. Aggressivo non per insultare gli altri, ma per convincerli a diventare più umani, più comprensivi, alla fin fine più buoni. Non è facile e lui lo sa. Per questo lo prende, a tratti, il bisogno di gridare più forte e di denunciare a gran voce le storture di una società e di un’epoca. Poi, però, si placa guardando la campagna, il cielo e non importa se è nuvoloso perché la luce, sulla sua terra, è sempre intensa e gli permette di convertire in pennellate secche e spezzate quel tanto di tumultuoso che si agita in lui.
Il pittore sociale, che con qualche ingenuità scopriva le sue intenzioni qualche anno fa, si è raffinato, si è fatto meno polemico e più essenziale, il narratore ha acquisito maggiore scioltezza e abilità.
Sono affiorati, dai fondi lividi e ossessivi, anche quegli atleti che nel parossismo della velocità (umana, non delle macchine soltanto) esprimono un’esigenza insita nella vita d’oggi, sono comparse le visioni di un crepuscolo non decadentistico che rinvigoriscono le sue esigenze d’affetto: di darlo, oltre che di riceverlo.
Un artista, dunque, Gino Baglieri, da tener d’occhio per quello che è oggi e per quello che potrà essere domani. Ma da considerare con molta serietà, poiché il suo impegno non ha nulla di provvisorio e le sue capacità si temprano quotidianamente in quella sacra fucina che è il lavoro”. (by Mario Monteverdi)La mostra resterà aperta al pubblico fino al prossimo 2 febbraio 2017. (foto: Gino Baglieri)

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