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Broncopneumopatia: solo uno su sei sa di essere malato

Posted by fidest press agency su martedì, 24 gennaio 2017

broncopatiaVerona. L’asma e la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) sono le principali patologie respiratorie. e colpisce circa sei persone su cento in Italia, ma solo una di queste sei persone sa di esserne affetta. I dati epidemiologici e di conseguenza l’importanza di una diagnosi precoce sono stati uno degli argomenti del simposio dal titolo “Around COPD”, promosso a Verona dalla Fondazione Internazionale Menarini. Durante il simposio, presieduto dal Professor Roberto Dal Negro, Responsabile del Centro Nazionale Studi di Farmacoeconomia e Farmacoepidemiologia Respiratoria di Verona, si è parlato anche dei principali fattori di rischio, non soltanto per la BPCO ma anche per l’asma, in particolare per i giovani. «In Italia, le malattie respiratorie, dopo le malattie cardiovascolari e i tumori, rappresentano la terza causa di morte e si prevede che, anche a causa dell’invecchiamento della popolazione, la prevalenza di tali patologie sia destinata ad aumentare» avverte Dal Negro.
Secondo dati del Ministero della Sanità, la prevalenza di asma e BPCO è pari, rispettivamente, a 6,10% e a 2,83%. Le malattie respiratorie in Italia (dati Istat) sono la terza causa di morte per gli uomini (77,1 morti per 100 mila abitanti); tra le donne, invece, sono la quinta causa di morte, con un tasso di 61,8 eventi per 100 mila abitanti. I dati degli ultimi anni, inoltre, segnano un trend in negativo rispetto a dieci-quindici anni fa: da 39.949 a 43.444, da 67,6 casi ogni 100mila abitanti ai 73. Le regioni con i maggiori decessi sono, per valori assoluti, Lombardia (6.529), Piemonte (3.886), Lazio (3.724), Emilia Romagna (3.612), Campania (3.195). I rapporti ogni 100mila abitanti, però, segnalano una forte incidenza nelle seguenti regioni: Valle D’Aosta (102,2), Liguria (97,7), Friuli Venezia Giulia (91,6), Toscana (82,6) e Umbria (82,4).
Per quanto riguarda il Veneto, sono oltre 600mila i veneti malati alle vie respiratorie: 270mila i malati di Bpco e 340mila quelli con asma grave. «Le malattie cronico ostruttive delle vie respiratorie nella regione rappresentano già la terza causa di morte» commenta Roberto Dal Negro. «Nonostante in tutto il mondo questa proporzione fosse attesa per il 2030, già oggi si registra un indice di mortalità dell’1,5%. Questi dati sono validi per tutte le sette province della Regione».
Il Veneto, inoltre, è tra le regioni in Italia che ricorre meno alle ospedalizzazioni per Bpco. «Un dato importante, che potrebbe sottolineare un sistema che, forse, va meglio rispetto ad altre regioni del nostro Paese» prosegue Dal Negro. «Non è dimostrato, né certo, però, che questi numeri corrispondano a un effettivo miglioramento delle condizioni di salute, perché potrebbe essere una conseguenza della forte limitazione delle ospedalizzazioni richiesto dalle istituzioni negli ultimi anni per contenere i costi del Sistema sanitario».
Per quanto riguarda le cause, Dal Negro sottolinea il ruolo che ancora oggi giocano non soltanto il fumo di sigaretta, ma anche l’inquinamento. «Nella Bpco il tabagismo è una delle cause importanti, forse la più importante, però va anche tenuto conto che il rischio ambientale e lavorativo contano un 15% del fattore di rischio, ma bisogna soprattutto ricordare che il rimanente è frutto di un ambiente inquinato, di aria non pulita. Fattori che se sono presenti insieme hanno un effetto sinergico. E questi sono addirittura fattori causali per la Bpco, cioè la malattia respiratoria si manifesta proprio perché una persona fuma o perché lavora in un ambiente lavorativo a rischio. Per quanto riguarda l’asma, invece, il fumo di sigaretta è un fattore scatenante e non il principale responsabile. L’asma, infatti, nella sua grande maggioranza dei casi, cioè il 60-65%, ha una matrice allergica, in cui il fumo e l’inquinamento sono un fattore che favorisce la comparsa dell’asma e il suo peggioramento. Questo aspetto è importante anche per prevenire gli attacchi d’asma e le persone che soffrono di questa condizione dovrebbero tenerne conto. In particolare i giovani sono poco informati riguardo questo aspetto. Non soltanto dovrebbero evitare di fumare, ma anche di esporsi all’inquinamento. Per esempio, l’asma coinvolge molti giovani sportivi, anche professionisti, e queste persone, spesso inconsciamente, si espongono a fattori di rischio. In particolare, non è consigliabile fare attività fisica all’aperto nei momenti della giornata di massimi picchi di inquinamento, perché si induce un aumento circa 30-40 volte più elevato del rischio di avere una crisi asmatica».

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