Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Archive for 28 gennaio 2017

Le migliori aziende premiate all’evento esclusivo a Stoccolma

Posted by fidest press agency su sabato, 28 gennaio 2017

stoccolmaStoccolma. Le migliori aziende di Svezia, Norvegia, Danimarca, Finlandia e Islanda sono state premiate durante un evento esclusivo la notte scorsa a Stoccolma, per gli European Business Awards sponsorizzati da RSM. Le 54 società sono state scelte da una giuria indipendente, formata da dirigenti senior e accademici di spicco, per essere i ‘Campioni Nazionali’ nella più grande competizione di business europea.In questo evento, il settimo di una serie di eventi in tutta Europa, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di parlare con i maggiori business leaders del loro settore e ascoltare guest speakers come Robert Hasslund, Managing Partner di RSM Svezia.Adrian Tripp, CEO degli European Business Awards, ha detto: “Questi eventi non celebrano solo il successo dei nostri dinamici Campioni Nazionali nella competizione ma anche il ruolo chiave che essi giocano nella forte comunità imprenditoriale europea. Mi congratulo con tutti i nostri Campioni Nazionali dei paesi nordici per il loro successo.”
Lo sponsor principale RSM è il sesto gruppo mondiale di società indipendenti di auditing, fiscalizzazione e consulenza, ed ha supportato gli European Business Awards fin dalla loro nascita.Robert Hasslund, Partner di RSM Svezia ha dichiarato: “E’ meraviglioso vedere così tante aziende nordiche di successo fare rete e creare nuove relazioni. In RSM Svezia siamo molto soddisfatti dell’iniziativa e auguriamo a tutti i Campioni Nazionali ogni meglio per il futuro.” Jean Stephens, CEO di RSM ha detto: “I Campioni Nazionali sono leader straordinari che dimostrano tenacia imprenditoriale ed eccellenza commerciale. Queste aziende apriranno la via per portare crescita e prosperità in tutto il continente e oltre. Vorrei congratularmi e augurare loro buona fortuna nei prossimi test”. Nella prossima tornata, i Campioni Nazionali prendono parte al voto pubblico, che si è aperto il 9 gennaio su http://www.businessawardseurope.com. I vincitori di categoria e il vincitore assoluto del voto pubblico saranno annunciati al Gala finale a maggio 2017. European Business Awards è stata creata per sostenere lo sviluppo di una comunità di business più forte e di successo in tutta Europa. Quest’anno è stata impegnata con oltre 33.000 società in 34 paesi. (font: PR Newswire)

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Concerto di musica sacra, “In Caritate et Veritate”

Posted by fidest press agency su sabato, 28 gennaio 2017

chiara-taigilocandinaMessina sabato 28 gennaio, alle 20:30, presso la Basilica Cattedrale concerto di musica sacra, “In Caritate et Veritate” con la soprano Chiara Taigi, il mezzosoprano Emy Spadaro, accompagnati dall’organista Don Giovanni Lombardo e dagli allievi del Conservatorio “A.Corelli”. Un evento promosso e organizzato dal Comune di Messina. Dopo il grande successo del concerto lirico-sinfonico al Teatro Metropolitan di Catania, in occasione del Gran Galà di Natale, e dopo il concerto presso la Galleria Vittorio Emanuele III, il soprano di fama internazionale Chiara Taigi ritorna nella sua amata Sicilia per celebrare l’arrivo del nuovo Arcivescovo S. E. Rev.ma Mons Giovanni Accolla. Con la sua incantevole voce, Chiara Taigi regalerà grandi emozioni, mostrando la sua interiorità spirituale e donando pagine di indubbia bellezza. Il soprano di fama internazionale Chiara Taigi ha dichiarato: “Dalla Medea al Massimo di Palermo ad oggi, sono trascorsi 10 anni. Sono davvero tanti i ricordi legati a quest’isola. Un Jubileum di rispetto e devozione verso la Sicilia. Non bisogna abbandonarla mai! Quello del 28 gennaio sarà un concerto interamente dedicato ad un grande sacerdote. Sarà un cantar pregando. Nel giorno del ricordo dell’eccidio ebraico c’è una valenza doppia. Sono romana e, quindi, cresciuta vicino al ghetto ed all’ombra del cupolone. Mi esibirò nella piena spiritualità dell’amore. Ricevere l’invito ad esibirmi in questa occasione fa riaffiorare in me la gratitudine nel ricordare quando padre Accolla metteva a disposizione la Chiesa dei Miracoli di Siracusa per permettermi di eclissarmi dal mondo. È un affetto che ha un solo nome: “DEVOZIONE”. Nella mia amata Sicilia ritrovo la complicità degli amici devoti. Tra questi, l’Assessore alla Cultura Daniela Ursino che ha permesso un team al femminile per la ripartenza di Messina.Una macchina che si muove col cuore.”
Per la promotrice dell’evento culturale l’Assessore Daniela Ursino ha dichiarato: “Questo concerto rappresenta, ancora una volta, un’occasione di incontro nel segno dell’amicizia e dell’amore. Chiara Taigi, ormai messinese di adozione e mia grande amica a cui sono molto grata, ritorna a Messina per festeggiare, insieme a tanti artisti messinesi, S. E. Rev.ma Mons Giovanni Accolla. Il desiderio è di donare al nostro Arcivescovo un sincero augurio di buon inizio mandato attraverso un momento di grande bellezza, un augurio particolare per far sentire la vicinanza di una città che attendeva da tanto l’arrivo del nuovo arcivescovo.”

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Le creazioni di Filippo Laterza affascinano Via Margutta

Posted by fidest press agency su sabato, 28 gennaio 2017

filippo-laterzaRoma Galleria Marchetti – Via Margutta, 8 Il concetto dell’Arte come mezzo di comunicazione più puro e spontaneo, ha ispirato lo stilista Filippo Laterza ad individuare dieci “Maestri” dell’Arte Contemporanea, a cui dedicare altrettante creazioni d’Alta Moda.
La Moda non è Arte finché non comunica un messaggio, un’idea, un’emozione. I mondi immateriali, affascinanti e magici di Sonia Delaunay, Georgia O’Keeffe, Tamara de Lempicka, Yayoi Kusama, Henri Matisse, Lucio Fontana, Kazimir Malevič, Gustav Klimt, Yves Klein, Vincent Van Gogh, rivivono su abiti da sogno, per donne protagoniste e regine del proprio cuore, dove la creatività, l’estrema abilità artigianale e la sapienza esecutiva, sono riuscite a plasmare piccoli capolavori sartoriali, unici e inimitabili.
Dieci creazioni icone, realizzate in materiali preziosi come gazar di seta pura stampata a mano, tulle, taffetà, tessuti puri con lavorazioni, ricami, dipinti e patchwork; dove è stato possibile ammirare un vernissage eclettico e ricercato come il suo protagonista, nella strada più suggestiva e creativa di Roma “Via Margutta”, da sempre un luogo di residenza e passaggio privilegiato per artisti.
L’iniziativa, patrocinata dall’Associazione Internazionale di Via Margutta, si è tenuta in uno degli spazi storici di Via Margutta, la Galleria d’Arte Marchetti, nella quale sin dal 1997 l’arte contemporanea è protagonista con i principali esponenti del settore.
“Questa Collezione la dedico a chi ha veramente creduto in me” – dichiara Filippo Laterza – “Grazie a tutti loro io e la mia Arte ora esistiamo.Si ringrazia il beauty designer Raffaele Squillace per l’immagine delle modelle e Pietro Piacenti per lo shooting fotografico. (foto: Filippo Laterza)

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In their presidential primary, France’s Socialists tack to the left

Posted by fidest press agency su sabato, 28 gennaio 2017

benoit-hamonFRANCE prepares for its presidential election this spring, the unexpected is becoming routine. Few predicted that the socially conservative François Fillon would emerge as the Republican party’s candidate, until he came from behind to win the primary in November. In December François Hollande decided not to seek re-election—the first incumbent president not to do so since the birth of the fifth republic. Now comes January’s surprise. Polls suggested that Manuel Valls, a centrist who served as prime minister until last month, was the front-runner in the first round of the Socialist presidential primary on January 22nd. Instead he finished second; first place went to Benoît Hamon, a figure from the party’s left wing.The two men will face each other in a run-off on January 29th. Mr Hamon is likely to win. He will pick up votes from the third-place candidate, Arnaud Montebourg, and others on the left of the party. His success in the first round matters because it signifies that his party, which already looked weak, is abandoning the centre of French politics. The Socialists are pleased that nearly 2m voters took part in the primary—not bad, considering that almost no one believes the party’s candidate can win the election. But the Republicans drew over 4.3m votes in each of their two primaries in November.Mr Hamon, who was briefly education minister in 2014, stirred up voters in recent weeks with promises of public largesse. He promotes the idea of a universal basic income of €750 ($803), to kick in by 2022. The idea is to compensate for the possibility of large-scale job losses to digital automation, though he is hazy on how the programme would be funded. He also wants to shorten the already constrained French working week from 35 to 32 hours. And he suggests levying a tax on robots. No other candidate had anything so eye-catching to offer. Mr Valls, who largely stuck by his centrist record in office, wants to loosen labour laws rather than tighten them. He is disliked by voters on the left both for his economics and for his tough stance on fighting terrorism, which some fear is undermining civil liberties.Assuming Mr Hamon becomes the Socialist candidate, the biggest winner will be Emmanuel Macron, a centre-left figure running as an independent. (Many supporters of Mr Macron may have cast tactical votes for Mr Hamon.) He should pick up many centrist ex-Socialist voters who see Mr Hamon as unserious or unappealing. Mr Macron served as economy minister under Mr Hollande, but quit the government last summer after launching his own political party, En Marche! (“On the Move!”). He promises to modernise France. As a former investment banker, and only 39 years old, he is a relative outsider and a fresh face who has never been elected to office. Socially and economically liberal, and popular in the media, he calls for France to embrace the digital economy.
As economy minister, Mr Macron introduced modestly liberalising reforms, such as opening up coach transport to private firms and easing some labour constraints. Opinion polls now put him in third place nationally, with around 20% support. The same polls suggest that Mr Fillon has roughly 25% support, while Marine Le Pen, the leader of the populist National Front, is backed by some 26%. Most observers expect she will reach a second round of voting in May, but that she will then be defeated by a more mainstream candidate. The question is which candidate that will be.The Socialist primary gives Mr Macron an opportunity. If Mr Hamon wins, he will draw support mainly among blue-collar voters and others on the left of the party. Mr Fillon of the Republicans, worried about the rise of Ms Le Pen, has promoted himself as a cultural conservative and a neo-Thatcherite who would cut 500,000 government posts and slash public spending. His emphasis on his Catholic faith is unconventional in France’s secular political tradition. Ms Le Pen, a far-right nationalist, propounds a statist economic policy and hostility to the European Union.All that leaves space in the middle of the political landscape for Mr Macron. He can talk of the need to liberalise France’s economy, but without the radical tone of Mr Fillon, who risks scaring government employees. Mr Fillon, whose poll numbers are drifting down, must worry about Ms Le Pen grabbing voters from the right, just as Mr Macron appeals to centrists. The Republican is still the candidate likeliest to be France’s next president. But the Socialists’ shift to the left and the rise of Mr Macron increase the chances that the presidential election, too, will produce a surprise. (font: by The Economist) (photo: Benoît Hamon)

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Conti pubblici: Gentiloni invece di litigare con l’Ue se la prenda con Renzi

Posted by fidest press agency su sabato, 28 gennaio 2017

european commissionDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: “Sulla manovra correttiva pari allo 0,2 per cento del Pil richiesta all’Italia dalla Commissione Europea, il presidente del consiglio Gentiloni dovrebbe prendersela con il suo predecessore Matteo Renzi, anziché litigare ogni giorno con Bruxelles ed esporre l’Italia al rischio di una quasi certa procedura di infrazione. Renzi, infatti ha già avuto per il 2017 la possibilità di fare maggior deficit sulle spese per il terremoto, come ha giustamente ricordato il commissario Moscovici. Ma questo nulla c’entra con la manovra correttiva. La richiesta della Commissione europea dell’ulteriore aggiustamento dello 0,2 per cento di Pil è dovuta, infatti, esclusivamente al mancato rispetto del percorso di rientro dell’elevato debito pubblico italiano per colpa del governo Renzi e dei suoi bonus elettorali concessi in maniera scriteriata, che hanno minato la stabilità dei conti pubblici italiani.Il duo Renzi-Padoan aveva promesso di abbattere la montagna di debito pubblico, che, invece, nei loro mille giorni ha registrato ogni mese un nuovo record. Ora, il premier Gentiloni e il suo fido ministro dell’economia chiedono all’Europa altra flessibilità sulla spesa per eventi eccezionali.Prima di farlo, dovrebbero dirci il motivo per cui i soldi già stanziati per la ricostruzione, derivanti dal maggior deficit concesso dall’Europa, non solo non sono stati ancora spesi, ma neanche messi in Legge di bilancio. Strana lentezza per un governo che ha stanziato dalla sera alla mattina 20 miliardi di euro per soccorrere MPS, alcuni dei quali già erogati. Come mai quando si è trattato di ricostruire scuole, ospedali e case di normali cittadini il governo non si è mosso altrettanto velocemente? O forse i soldi chiesti all’Europa per il terremoto sono stati utilizzati per pagare le mance di Renzi?”.

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Crea: “Il biologico appaga la nostra voglia di verde”

Posted by fidest press agency su sabato, 28 gennaio 2017

biologicoChe il biologico rivesta una funzione centrale nell’ottica del consumo sostenibile è ormai un fatto ampiamente consolidato, testimoniato sia dal mercato in costante espansione sia dalle politiche di settore. Da fenomeno di moda, quindi, si è sempre più affermato come un oggetto di scelte di acquisto e di consumo consapevoli, attente a salvaguardare sia l’ambiente sia la salute e il benessere individuale. In tal senso il CREA, con il suo centro di Politiche e bioeconomia, partendo da un’analisi delle politiche orientate a favorire la sostenibilità ambientale, sociale ed economica dei consumi alimentari, si è focalizzato sul settore biologico delineando alcune possibili strategie per incrementarne la domanda di prodotti che favoriscano la sostenibilità del sistema agroalimentare (tali riflessioni sono contenute nel volume disponibile on line Il consumo sostenibile dalla teoria alla pratica. Il caso dei prodotti biologici).L’aumento della domanda di prodotti biologici passa sicuramente attraverso la percezione che i consumatori hanno della sostenibilità ambientale ad essi associata. Le preferenze alimentari dei consumatori, infatti, oggi sono sempre più orientate verso prodotti considerati “verdi”, possibilmente comprovati anche dalla presenza di marchi di certificazione che ne sanciscano la maggiore salubrità e i maggiori benefici sull’ambiente. Pertanto le azioni legate alla corretta comunicazione, formazione ed educazione risultano determinanti per le scelte dei consumatori e vanno ad intrecciarsi con misure nate per accrescere la consapevolezza dei consumatori e la trasparenza dei processi produttivi. Tali iniziative rappresentano indubbiamente il primo step del processo in atto per realizzare cambiamenti più radicali e incisivi nelle abitudini di consumo. Ma questo da solo non basta. È necessario un approccio integrato di vari strumenti che promuovano comportamenti di consumo virtuosi, come ad esempio le campagne di educazione alimentare incentrate sulla armonizzazione di una corretta ed equilibrata composizione della dieta e sull’introduzione di prodotti biologici in quanto più sostenibili e amici dell’ambiente.
È senz’altro, inoltre, auspicabile la collaborazione fra i settori pubblico e privato da cui possono scaturire nuovi modelli alimentari e di consumo sostenibile dove confluiscano anche obiettivi di tutela sociale e lotta allo spreco. Questo accade in maniera più evidente in alcune realtà locali, dove le esigenze dei consumatori sono più riconoscibili e gli interventi di governance che coinvolgono tutti gli attori della filiera sono più facilmente gestibili. Qui, infatti, è possibile riscontrare le esperienze più innovative e di sperimentazione, dove il biologico è diventato il modello di produzione e di consumo di riferimento. Questo tipo di esperienze andrebbero sì incentivate, ma soprattutto estese dalla dimensione locale a contesti più ampi fino a raggiungere la dimensione regionale e nazionale.

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Regina Apostolorum, a 500 anni dalla riforma Luterana al via il ciclo di conferenze “Teologia ed Evangelizzazione”

Posted by fidest press agency su sabato, 28 gennaio 2017

Ateneo Pontificio Regina ApostolorumRoma. In occasione dei 500 anni dalla riforma luterana l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum (APRA) propone un ciclo di conferenze dal tema: “Teologia ed evangelizzazione”.
La prima, in ordine di tempo, è quella dell’8 marzo dal titolo: “Il principio della Sola Scrittura, il problema della canonicità e l’uso della bibbia fra i luterani alla luce del criticismo biblico”. Relaziona sull’argomento il Padre Cristóbal Vilarroig L.C., il quale riassume così il senso della conferenza- È noto il disagio che sentiva Lutero davanti alla lettera di San Giacomo. I libri deuterocanonici dell’Antico Testamento – prosegue il Professore- sono passati da essere visti con sospetto, ad avere un relativamente pacifico luogo in appendice e, infine, alla totale espulsione delle bibbie protestanti. Nell’ultimo secolo, comunque, tornano ad essere visti con non poco interesse, e magari come qualcosa di più che “gradino prezioso per capire l’unità della Rivelazione”.
La seconda in calendario, a cura di Padre Ralph Weinman, si terrà sempre presso il Regina Apostolorum, il 5 aprile dal titolo “Joseph Ratzinger ed i Luterani, storia di un rapporto”.
Il docente discuterà come “nel corso della sua vita Joseph Ratzinger è stato in costante dialogo con i Luterani. Questo rapporto non si fonda sulla valutazione dei vantaggi e degli svantaggi insiti in un possibile compromesso, bensì sulla verità di fede. Partendo da questo fondamento egli individua i principi essenziali perché l’unità – tanto necessaria in un’epoca di forte secolarizzazione – possa rafforzarsi. Il dialogo basato sulla fede pone in evidenza le responsabilità di talune correnti luterane – che hanno contribuito a provocare l’indebolimento dell’identità cristiana dell’Europa. Questa conferenza aiuta a comprendere la portata della cosiddetta Riforma, il cui 500 anniversario si celebrerà proprio quest’anno.
Il 10 maggio, il dibattito si concentrerà sul: “Simul iustus et peccator”: perspectiva luterana, católica y ecuménica”. A condurre la conferenza Padre Pedro Barrajón LC, docente APRA e Rettore dell’UER.
Il ciclo celebrativo si concluderà il 24 maggio 2017 con Padre Nicholas Bossou L.C. e il suo intervento su: “L’interpretazione della Bibbia nel tempo della Riforma: alcuni punti di comparazione fra Giovanni Calvino e San Francesco di Sales”. Il riformatore di Ginevra- dichiara il Padre Bossu- non segue il classico schema dei “quattro sensi della Scrittura” ereditato dal Medio Evo ma interpreta la profezia di Ezechiele 37 (le ossa secche) in due modi contrastanti nella sua vastissima opera teologica. Ne vogliamo offrire una valutazione critica, e comparare i suoi principi esegetici a quelli di San Francesco, che rimane molto classico in questo campo”.

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Art Gallery: Alviero Martini protagonista al Festival col suo libro “Andare Lontano Viaggiando: Autobiografia”

Posted by fidest press agency su sabato, 28 gennaio 2017

alviero-martiniSanremo. È ormai prossima l’apertura della prestigiosa mostra dal titolo “Festival dell’Arte” allestita presso la storica galleria “Bonbonnière”, sede sanremese della Milano Art Gallery, situata nel centro cittadino, in Corso degli Inglesi 3, proprio di fronte al famoso Casinò. L’evento, che si svolgerà in concomitanza con le giornate del Festival della Canzone Italiana, avrà come protagonista durante il vernissage previsto in data venerdì 10 febbraio alle ore 18.00, lo stilista e designer creativo di fama internazionale Alviero Martini con il suo libro “Andare Lontano Viaggiando: Autobiografia”.
Nell’occasione terrà un’interessante conferenza, raccontando le sue interessanti esperienze personali e professionali e svelando tanti curiosi aneddoti dei suoi esordi nel mondo della moda. L’organizzatore dell’iniziativa, è Salvo Nugnes, manager della cultura e agente di nomi di spicco. In esposizione si potranno visionare opere di stile eterogeneo, realizzate da un selezionato gruppo di esponenti contemporanei, riunendo insieme artisti italiani e stranieri di talento.
art-galleryNello spiegare il suo primo approccio con la moda, avvenuto in giovane età, Martini racconta: “A 14 anni ero garzone di bottega presso un negozio di abbigliamento di Cuneo e la sera facevo il giro delle sartorie. In una di queste ho incontrato i signori Mirarchi, marito e moglie appena arrivati dalla Calabria. Gentili e ospitali, mi invitavano spesso a fermarmi a cenare con loro e poi si facevano orli, si accorciavano maniche e altri lavori sartoriali di vario genere. Fino a quando, il fascino del tavolo di sartoria è emerso. Il sarto, un giorno, mi consegna una pezza di tessuto, un gessetto, una forbice e mi dice – disegna e poi taglia una gonna! Poi la imbastisci e la proviamo -. Vedere realizzato un semplice capo con le mie mani, mi ha convinto che quello sarebbe stato il mio mondo”.
E ancora, parlando del suo brand denominato ALV, dice: “Il codice genetico di chi crea uno stile, una moda, è un segno riconoscibile, tangibile e tanto più è forte, tanto più arriva internazionalmente. Il mio è il viaggio, che ho portato in tutto il mondo con l’idea della carta geografica. Poi ho deciso di cimentarmi in un nuovo percorso. Studi, analisi, fantasie, sogni ed ecco che emerge ancora una volta il viaggio e invento questo nuovo marchio, prendendo il mio e sintetizzandolo in 3 lettere, ALV. Mi viene automatico anche di trovargli una spiegazione logica e mi viene in mente l’acronimo andare lontano viaggiando, che evoca in breve tutto il mondo dei viaggi e dei sogni, che si creano e si alimentano. Ma ALV vuole dire anche amare la vita!”. (Christian Flammia)

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Nasce “Cinema Verità”

Posted by fidest press agency su sabato, 28 gennaio 2017

mimmo-caloprestiE’ una nuova piattaforma di streaming gratuito, a cura del regista Mimmo Calopresti in veste di direttore editoriale e di Gianluca Curti, Presidente della Minerva Pictures, come editore. La piattaforma sarà una commistione fra informazione e cinema e prende il via oggi, Giornata della Memoria. Verrà inaugurata con il documentario Volevo solo vivere, di Mimmo Calopresti, presentato fuori concorso al 59° Festival di Cannes e prodotto da Steven Spielberg. “Ho sempre pensato che la memoria si colleghi inevitabilmente alla verità“ ha spiegato Calopresti all’incontro di presentazione del progetto, ieri pomeriggio alla Casa del Cinema di Roma. “Quando ho girato il mio documentario 11 anni fa, all’inizio ero tentato di stare lontano da tutte quelle testimonianze e da quelle immagini. Ma poi mi sono convinto, è diventata una missione, perché la maggior parte delle vittime dei campi quando tornavano non raccontavano nulla poiché erano convinti che nessuno avrebbe creduto a ciò che dicevano. Il punto è che affermare una verità di questo tipo non è mai facile. Da qui l’importanza del cinema verità e la rete, se ben usata, è uno strumento utilissimo a questi fini. Sarà un modo per raccontare storie che spesso rimangono nascoste”. (foto: Mimmo Calopresti)

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Odyssey of a People: Leading Christie’s Spring Auction Season

Posted by fidest press agency su sabato, 28 gennaio 2017

odyssey-of-a-peopleDubai 15-19 March 2017 An impressive 6 meter long painting by Ismail Shammout (1930-2006) recalls the history of Palestine as well as the life experiences of this important master of Arab Modern Art. Odyssey of a People (estimate: US$800,000-900,000) was painted in 1980 as a result of a relentless dedicated effort of over 6 months of daily work. Driven by emotion and passion it is the most important and seminal work of the artist’s career. Directly consigned from the artist’s family, this work comes fresh to the art arena. This phenomenal painting was first exhibited in 1981 in Dar Al-Karama in Beirut, later travelling on loan to Damascus, Malaysia, Kuwait, the Jordan National Museum, Abu Dhabi and finally Ramallah. It was at this final location in 2002, on the day of an Israeli incursion, that the painting was quickly hidden and folded away by the director of the museum in a pillow case and was not displayed publicly since. It was not until after the artist’s death in 2006 and the director’s death in 2008 that the artist’s wife Tamam Al Akhal was able to establish contact with the museum director’s wife and reclaim the work, cherishing it carefully at the Shammout family home in Amman. Christie’s hopes to shed light on the artist’s remarkable skill and importance when the painting will be previewed in Dubai on 15 to 17 March and subsequently offered for sale on 18 March in the spring auction of Modern and Contemporary Art, taking place at the Jumeirah Emirates Towers Hotel. (photo: Odyssey of a People)

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Convocato il Consiglio metropolitano

Posted by fidest press agency su sabato, 28 gennaio 2017

torinoTorino lunedì 30 gennaio alle 10 nella Sala “Elio Marchiaro” di piazza Castello 205.Tra le Deliberazioni che saranno poste in discussione vi è quella relativa alla convenzione per gli affidamenti diretti al CSI Piemonte per la prestazione di servizi in regime di esenzione IVA per il 2017.Verrà poi discussa e posta ai voti la presa d’atto del Rapporto per l’anno 2015 sull’andamento gestionale degli organismi partecipati.Si proseguirà poi con:
– un ordine del giorno sulla revisione della rete ospedaliera e la valorizzazione dell’ospedale San Luigi Gonzaga di Orbassano
– una proposta di mozione sull’ottenimento dei fondi per i lavori di ripristino della viabilità e dell’edilizia scolastica a seguito degli eventi meteorologici del novembre 2016
– un’interpellanza su “Presente difficile e futuro incerto per le realtà di volontariato operanti al Barocchietto”
– un’interpellanza sulle proteste degli studenti di alcune scuole medie superiori per le aule non riscaldate
– un’interrogazione sull’istituzione dei Licei musicali
– una proposta di mozione sull’ospedale unico nell’Asl TO5

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Restaurare la Biblioteca centrale della Regione siciliana “Alberto Bombace”

Posted by fidest press agency su sabato, 28 gennaio 2017

palermo palazzo normanni regionePalermo “Il Governo provveda a compiere tutti gli atti necessari perché si possa provvedere ai lavori di restauro della Biblioteca centrale della Regione siciliana “Alberto Bombace” di Palermo e permetterne, così, la riapertura.Lo dichiara l’esponente dell’opposizione all’Ars Nello Musumeci, che ha presentato un’interrogazione al Presidente della Regione e all’assessore per i beni culturali e l’identità siciliana, nella quale ricorda come da mesi la Biblioteca centrale di corso Vittorio Emanuele a Palermo, sia chiusa alla fruizione pubblica, con notevoli disagi a studenti, ricercatori e fruitori della sala di lettura.“Secondo quanto riportato sul sito ufficiale della stessa Biblioteca – si legge nell’interrogazione – la chiusura sarebbe dovuta a “motivi di sicurezza legati a lavori in corso”, senza peraltro indicare i tempi di riapertura. Nel contempo, parte del personale dipendente è costretto all’inattività.“Il problema – rileva Musumeci – è che le condizioni della struttura sono disastrose: l’intero edificio è in uno stato di forte degrado e necessita di interventi di restauro stimati in circa 3-4 milioni di euro. La Biblioteca peraltro, non essendo considerata “polo attrattore”, è esclusa da qualunque finanziamento PO FESR. “Nelle more dei lavori di recupero e fino alla chiusura del cantiere – conclude – il personale dipendente sia destinato altrove”.

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Torino: Trasporto pubblico locale

Posted by fidest press agency su sabato, 28 gennaio 2017

torino5gIl consigliere della Città metropolitana di Torino Dimitri De Vita, che ha ricevuto da Chiara Appendino la delega per i trasporti, ha invitato i sindaci del territorio a collaborare nella creazione di un dossier che raccolga tutte le criticità e i problemi relativi al trasporto pubblico locale.“Ritengo indispensabile procedere ad un confronto con tutto il territorio metropolitano suddiviso in zone omogenee – dice De Vita in una lettera che ha indirizzato ai sindaci – per analizzare le criticità presenti e verificare la possibilità di risolverle nel rispetto delle competenze dell’Ente, delle risorse disponibili e di quelle che potrebbero rendersi tali con la partecipazione finanziaria di soggetti privati”.Per raggiungere questo obiettivo, De Vita ha invitato i sindaci “ad esporre i problemi del loro territorio ed anche a prospettare possibili soluzioni e suggerimenti, in modo da arrivare alla realizzazione di un dossier complessivo sullo stato del trasporto pubblico locale; un dossier che costituisca la fase propedeutica preliminare per poter avviare una serie di incontri sui territori”.

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Giustizia e inaugurazioni. Prepariamoci al mantra incurabile. E quindi?

Posted by fidest press agency su sabato, 28 gennaio 2017

giustiziaInaugurazione anno giudiziario. Come tutti gli anni. Prima quello nazionale e poi quelli dei distretti delle corti d’Appello. Prepariamoci a leggere di tutto e di piu’ su uno dei poteri del nostro sistema statuale e costituzionale, quello giudiziario. Un potere che dovrebbe essere indipendente e, in quanto tale, fare da bilanciamento e garanzia agli altri due poteri (esecutivo e legislativo)… sulla carta, anche quella con la “C” maiuscola.
Intanto arrivano i primi dati della Cassazione: 107 mila processi civili pendenti, mentre quelli penali sono in leggero calo. Sugli altri dati -Tribunali a vari livelli, Appello- sono cifre da capogiro facilmente reperibili sui siti istituzionali e non solo.
Caratteristica diffusa: la maggior parte dei procedimenti giudiziari che arrivano a conclusione e’ perche’… scatta la prescrizione. Cioe’: nulla di fatto. Tarantella di rito: chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto. E meno male che la prescrizione c’e’, altrimenti saremmo in piena guerra civile.
Un mantra incurabile? Saremo riempiti di dati, numeri, lamentele, dichiarazioni di lotta, con corollario di avvocati e magistrati che parteciperanno e non parteciperanno per significare il proprio disappunto. Ci saranno i magistrati che parleranno dicendo cose che i vari interpreti ci tradurranno come segnale per il potere esecutivo e/o legislativo (alla faccia della divisione dei poteri). Ma il giorno dopo, quasi tutti se ne saranno dimenticati. E quindi continueremo come prima con -caratteristica inamovibile- la schifezza umana e giuridica dello strumento di coercizione di questo potere: le carceri, sovraffollate e scuole del crimine di ogni livello. In buona compagnia col resto del mondo, per carita’, e anche meglio in molti casi…. ma aver “compagni al duol” e’ quello che ci basta e ci consola e ci serve? Ma io, “piccolo” cittadino, “piccolo” utente di questo servizio dello Stato, che devo fare? Quando il vicino di casa mi fa un sopruso o quando un commerciante mi frega o quando lo Stato mi vomita addosso la sua arroganza e inefficienza? Farmi giustizia da me? Non e’ proprio il caso, visto che poi sarebbe un metodo che mi si ritorcerebbe contro. Sopportare? Sono stufo! Prevenire? Sarebbe auspicabile, ma chi mi da’ gli strumenti per farlo, visto che dovrebbe darmeli quello stesso Stato che spesso e’ mia controparte?
Intanto mi posso organizzare per una riduzione del danno. Per fortuna sono in diversi che in questo concerto possono essere un mio punto di riferimento in proposito. Diversi a cui pero’ devo prestare attenzione, perche’ alcuni di questi sono pagati o emanazione diretta proprio delle mie controparti (private o pubbliche che siano), e non e’ il massimo di affidabilita’ e credibilita’.
E quindi? Devo stare sempre sul “chi va la’”, anche per leggere una bolletta della luce. Al momento (…) non siamo in grado di dare altre indicazioni e consigli. Siamo legalitari pur se non istituzionali, e proprio per questo non vogliamo “buttar via il bambino con l’acqua sporca”… sperando che nel frattempo il bimbo non sia gia’ annegato o non sia stato sufficientemente istruito per nuotare dentro quest’acqua. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Data Protection Officer, vacilla la norma

Posted by fidest press agency su sabato, 28 gennaio 2017

sanità-digitaleUno dei principali obiettivi del nuovo Regolamento UE 2016/679, è quello di creare il giusto clima di fiducia tra i cittadini per far decollare il mercato digitale nell’Unione Europea, un’economia da 272 milioni di euro che può continuare a crescere solo se gli utenti si sentono a loro agio mentre fanno acquisti in Internet, senza doversi preoccupare che i loro dati personali potrebbero essere trattati illecitamente o utilizzati per commettere frodi a loro danno.E se da una parte la nuova normativa comunitaria sulla privacy inizia a preoccupare le imprese, che si dovranno adeguare entro il 25 maggio 2018 per non rischiare multe fino a 20 milioni di euro o fino al 4% del fatturato annuo, sul fronte del mercato del lavoro ci sono invece prospettive positive, derivanti dalla crescente necessità di esperti della materia e dall’obbligo di nomina di un “data protection officer” per tutte le pubbliche amministrazioni e per le imprese che trattano su larga scala dati sensibili o altri dati che presentano rischi specifici, oppure se nelle attività principali vengono effettuati trattamenti che richiedono il controllo regolare e sistematico degli interessati, come avviene spesso nelle attività di e-commerce in cui gli utenti vengono profilati online per proporre loro prodotti e servizi in base ai loro gusti e alle loro preferenze.
Un contesto che, secondo le stime dell’Osservatorio di Federprivacy, nei prossimi 12 mesi potrà richiedere fino a 45mila esperti solo in Italia. Numeri importanti, quelli di un’emergente categoria professionale che necessiterebbe però di più trasparenza nel mercato con standard e parametri di riferimento che sono in cantiere da un anno e mezzo con una specifica norma UNI arrivata ora a conclusione del suo iter, ma i cui contenuti non convincono la principale associazione di riferimento del settore:
“Quello della norma tecnica sarebbe stato lo strumento ideale a disposizione degli stakeholder per definire i requisiti che devono possedere i professionisti della privacy per poter essere riconosciuti dal mercato, ovviamente a condizione imprescindibile che tali regole fossero allineate alle prescrizioni del Regolamento UE e alle recenti Linee Guida del Working Party Art.29, nelle quali è stato precisato che il data protection officer deve avere in particolare una conoscenza specialistica della normativa e delle prassi in materia, talvolta anche più elevata in base alla complessità o alla mole dei trattamenti effettuati – spiega il presidente di Federprivacy, Nicola Bernardi – Da parte nostra, abbiamo segnalato in tutte le sedi la necessità di disegnare un profilo adeguato del DPO, ma ora dobbiamo con rammarico constatare che il progetto finale di norma vede un profilo professionale stravolto rispetto ai dettati dell’UE, generico per quanto riguarda le conoscenze giuridiche della normativa, e con molte altre conoscenze invece informatiche, riconducibili più a quelle di un security manager che a quelle richieste a un data protection officer. Allo stato attuale – conclude Bernardi – questa norma non risponde ne’ alle prescrizioni di legge, ne’ alle esigenze di mercato, e per questo rischia di essere solo fuorviante per le imprese che sono alla ricerca del professionista giusto a cui conferire l’incarico.”
Il documento in questione, (Cod. Progetto E14D00036), è stato messo ora all’inchiesta pubblica finale, e tutte le parti interessate possono esprimere i loro commenti fino al 25 marzo 2017, quando UNI tirerà le somme per verificare se ci siano i presupposti perché la norma sul data protection officer possa venire alla luce oppure no.Certo è, che per spingere sul mercato digitale l’Unione Europea ha varato una riforma sulla protezione dei dati personali egualmente vigente in tutti gli Stati membri, e altrettanto evidente è che la norma così com’è allo stato attuale devia da quella direzione, e rischia di far mancare alle imprese le giuste professionalità, con il pericolo di ingenerare confusione nel mercato delle professioni.Imprese e pubbliche amministrazioni, devono perciò vigilare attentamente per non incorrere in pesanti sanzioni, perché è in gioco la loro organizzazione e la capacità di rispettare la normativa sulla circolazione e protezione dei dati, senza dimenticare infine che è indispensabile evitare di offuscare i diritti fondamentali che sono riconosciuti per legge ai cittadini.

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Moneyfarm insignita del UK-Italy Business Awards dal Consolato Britannico a Milano

Posted by fidest press agency su sabato, 28 gennaio 2017

milanodavedereMilano. Ancora una volta Moneyfarm, la società di consulenza finanziaria che opera online, si conferma una realtà d’eccellenza nel panorama delle imprese italiane. A riconoscerlo è il Department for International Trade (DIT), la divisione italiana del Governo Britannico presso il Consolato di Milano, che, in partnership con Borsa Italiana, ha voluto premiare Moneyfarm nella cornice della 10ima edizione degli UK-Italy Business Awards. Il riconoscimento, consegnato personalmente dall’Ambasciatore Britannico Jill Morris, è una ulteriore conferma a supporto del continuo sviluppo volto alla qualità della società guidata da Paolo Galvani e Giovanni Daprà.
Con l’appuntamento annuale degli UK-Italy Business Awards, il Department for International Trade e Borsa Italiana celebrano le migliori aziende italiane che più si sono distinte quali esempi di eccellenza di aziende Italiane nel Regno Unito. Il tratto che accomuna le imprese italiane selezionate come vincenti è quello di aver scelto il Regno Unito come punto di partenza per la propria espansione internazionale.La società di consulenza finanziaria online che nel novembre 2015 ha ricevuto dal fondo londinese Cabot Square e dalla milanese United Ventures un finanziamento di 16 milioni di euro, record per una start-up italiana, e a ottobre 2016 ha stretto un accordo strategico con Allianz Digital Venture, ha avviato il processo di internazionalizzazione a marzo 2016, annunciando l’inizio dell’operatività nel mercato UK e diventando di fatto il primo digital wealth manager operante su più mercati in Europa. Con un team internazionale e multiculturale di oltre 80 professionisti nelle tre sedi di Londra, Milano e Cagliari e rivolto allo sviluppo di più mercati, Moneyfarm conferma ancora una volta il suo posizionamento come una delle più promettenti e innovative realtà europee del Fintech. Solo nel 2016 l’organico è più che raddoppiato a servizio del crescente business italiano e inglese, le due sedi italiane hanno visto l’ingresso di più di 20 professionisti e la sede di Londra, aperta a febbraio 2016, è ad oggi formata da un team di oltre 40 persone. Inoltre, nel corso del 2016 la base clienti di Moneyfarm è più che triplicata e nel 2017 l’azienda cercherà di cementare questa espansione con il lancio di nuovi prodotti sia in Italia che nel Regno Unito, per agevolare ulteriormente i propri clienti in una gestione sempre più efficiente del loro patrimonio.“Il riconoscimento del Department for International Trade rappresenta un risultato di cui siamo orgogliosi – spiega Paolo Galvani, Presidente e Co-Founder di Moneyfarm – abbiamo voluto portare un approccio agli investimenti che fosse unico nel panorama del mercato inglese ed europeo, e questa è una delle prove che abbiamo avuto successo.” Giovanni Daprà, CEO e Co-Founder MoneyFarm, ha così commentato: “L’internazionalizzazione ha rappresentato, in un certo senso, il passaggio da startup locale con una grande mission e un piccolo team a una vera e propria azienda strutturata, con un team internazionale articolato in più sedi e rivolto allo sviluppo di più mercati. Il nostro obiettivo, però, resta sempre lo stesso: permettere alle persone di prendere il controllo delle proprie finanze e gestirle autonomamente in maniera semplice ed efficiente. Il nostro sguardo è sempre rivolto in avanti, a come migliorare la nostra offerta per avvicinarci sempre di più ai bisogni degli investitori.” Il riconoscimento del Governo Britannico va ad aggiungersi ai numerosi premi già riscossi da Moneyfarm, tra i quali, solo nel 2016, il secondo sigillo d’oro da parte dell’Istituto Tedesco Qualità e Finanza come Migliore Consulente Finanziario Indipendente in Italia e il riconoscimento come migliore Stocks & Share ISA Provider durante i MoneyAge Awards nel Regno Unito.

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COIMA SGR investe in un portafoglio di 50 milioni di euro di High Street Retail di Feltrinelli

Posted by fidest press agency su sabato, 28 gennaio 2017

amazon-libriCOIMA SGR – società indipendente leader nella gestione patrimoniale di fondi di investimento immobiliare per conto di investitori istituzionali italiani e internazionali – ha rilevato dal Gruppo Feltrinelli per conto del Fondo Core I, un prime high-street retail portfolio composto da 5 unità immobiliari localizzate nelle principali locations dello shopping delle città di Milano, Firenze, Roma, Pisa e Modena, per un valore complessivo di circa 50 milioni e una superficie di 6.000 mq.In particolare, l’immobile di Milano è situato in Corso Buenos Aires, primaria mass retail destination della città, e l’immobile di Firenze è situato in Piazza della Repubblica, nel cuore del centro storico del capoluogo Toscano. Gli immobili sono locati alle Librerie Feltrinelli, con contratti di durata pluriennale.Il Fondo Core I – partecipato da primari investitori previdenziali italiani tra cui la Fondazione Enasarco e altri investitori istituzionali domestici – è un veicolo dedicato ad investimenti a reddito prime con un orizzonte di lungo periodo e un rendimento obiettivo superiore al 6%.ll portafoglio del Fondo ha un valore complessivo a regime di oltre 300 milioni di euro e comprende trophy asset quali Palazzo Aporti a Milano – sede di State Street e Walt Disney – e Palazzo Siri in via del Corso a Roma.Questa operazione fa seguito all’accordo con il Gruppo Feltrinelli, che ha selezionato COIMA SGR quale partner immobiliare per la realizzazione e la gestione del nuovo insediamento immobiliare di viale Pasubio, dove trovano ospitalità la sede della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli e gli uffici di Microsoft Italia, con la costituzione di un fondo immobiliare dedicato, Feltrinelli Porta Volta.
Manfredi Catella, Fondatore e Amministratore Delegato di COIMA SGR ha commentato: “Siamo orgogliosi di questa operazione, che consolida il rapporto fiduciario con la famiglia Feltrinelli confermando un processo virtuoso di valorizzazione in collaborazione tra imprenditori ed investitori istituzionali italiani.” “Siamo molto soddisfatti di questa operazione – commenta Roberto Rivellino, Amministratore Delegato di Gruppo Feltrinelli – che si aggiunge a quella del 2015 legata al Fondo Feltrinelli PortaVolta e che identifica in COIMA SGR il partner ideale per sviluppare un presidio concreto e competente sulle nostre attività immobiliari. Questo ci consente di lavorare al meglio sul nostro piano strategico e di concentrarci sulle nostre attività principali nel campo editoriale e retail.” Gianroberto Costa, Presidente della Fondazione Enasarco ha commentato: “Siamo più che soddisfatti di questa operazione. Mai come in questo caso si ritrovano insieme più motivi di interesse e di vantaggio: per la Fondazione Enasarco, per il Paese, per una grande impresa culturale italiana. Iniziative come questa costituiscono quel mix di benefici in cui le esigenze di redditività per chi investe si coniugano con quelle dell’interesse nazionale in un sistema razionale a somma positiva per tutti.” Nel corso degli ultimi 12 mesi, COIMA ha realizzato una crescita significativa con una raccolta di circa di un miliardo di Euro da investitori istituzionali italiani e internazionali (che sono oggi oltre 100, di cui più del 60% internazionali, con quattro primari Fondi Sovrani); ha completato acquisizioni per circa 1,1 miliardi di Euro; ha perfezionato finanziamenti per circa 2 miliardi, e ha incrementato del 25% il numero dei propri professionisti, passando da 115 a 150.Nell’operazione, gli aspetti contrattuali sono stati seguiti dallo Studio legale Grimaldi per COIMA SGR e da DLA Piper per il Gruppo Feltrinelli, mentre Banca UBI è stata la banca finanziatrice.

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Inps: Una rivoluzione trasformata in carosello

Posted by fidest press agency su sabato, 28 gennaio 2017

inpsQuella che era stata annunciata come una rivoluzione, alla prova dei fatti si è rivelata una semplice trovata pubblicitaria. Il presidente dell’INPS aveva annunciato ai quattro venti che avrebbe ridotto gli incarichi dirigenziali generali da 48 a 36. Le testate giornalistiche nazionali avevano dato ampio risalto alla notizia, tessendo le lodi del coraggioso manager planato all’INPS dal mondo accademico della Bocconi, ma Boeri ha tradito le promesse assegnando 41 incarichi dirigenziali generali che, sommati all’incarico di presidente dell’Organismo indipendente di valutazione (OIV), fanno in tutto 42 su 44 dirigenti in servizio. Restano fuori due dei tre dirigenti reclutati dall’esterno in base all’art. 19, comma 6, del Decreto Legislativo 165/2001. Non avendo ridotto l’organico, il presidente dell’INPS può inoltre assegnare ulteriori incarichi fino ad un massimo di 48. All’indomani delle determinazioni con cui Boeri ha affidato gli incarichi dirigenziali di prima fascia, più che ad una rivoluzione bolivariana ci sembra di assistere alla proiezione di el Dindondero, la simpatica pubblicità con la quale negli anni sessanta si reclamizzavano i prodotti di una nota marca dolciaria.La comunicazione ufficiale con cui l’INPS ha dato notizia dell’avvenuta assegnazione degli incarichi induce a pensare che il numero di incarichi dirigenziali generali è stato drasticamente ridotto mentre non è assolutamente così. Siamo di fronte ad una bufala mediatica. Nel comunicato stampa diramato ieri c’è scritto testualmente – “Le direzioni generali passano da 48 a 36”. Due dati non veri. Le direzioni generali non erano 48 prima e non sono 36 adesso. Non si può tollerare che un ente pubblico che rappresenta lo Stato manipoli in questo modo l’informazione.Nel precedente Ordinamento delle funzioni centrali e periferiche del 2014 erano previsti 34 incarichi dirigenziali generali tra centrali e regionali, a cui si aggiungevano l’incarico di presidente dell’Organismo Indipendente di Valutazione (OIV) riservato ad un dirigente generale e 13 progetti a termine di livello dirigenziale generale. Con il nuovo Ordinamento gli incarichi dirigenziali generali salgono a 36 tra centrali e territoriali, quindi due in più del precedente, a cui vanno aggiunti l’incarico di presidente dell’OIV e 5 incarichi a termine di livello dirigenziale generale per consulenza, studi e ricerca. In tutto 42 funzioni di dirigente generale su un totale di 44 dirigenti in servizio. Se per il passato si sommano tutti gli incarichi, per correttezza lo si deve fare anche per il presente, altrimenti si finisce per fare i furbi e per mettere per l’ennesima volta in imbarazzo l’INPS, danneggiandone l’immagine esterna.Dal punto di vista funzionale, ripetiamo ancora una volta che la soppressione di importanti direzioni centrali determinerà problemi d’indirizzo e di collegamento con il territorio. Certamente, non c’era da scomodare una commissione esterna, non sappiamo se retribuita, per arrivare a questo risultato, che non può essere definito una rivoluzione come invece sostengono alcune testate giornalistiche rilanciando fedelmente il comunicato stampa dell’INPS senza approfondire la questione. E che dire di Boeri che prima critica i progetti a termine assegnati dal precedente management dell’Istituto e poi decide di utilizzare anche lui questo strumento? E come mai sul comunicato stampa dell’INPS non si menzionano gli incarichi di studio o il posto funzione dell’OIV?Nessuno poi si interroga sui costi immediati di questa riorganizzazione. In base ad una norma di salvaguardia, il dirigente assegnato ad altro incarico nel corso della valenza contrattuale mantiene il trattamento di maggior favore fino a scadenza del contratto. E’ quello che accadrà all’ex capo del personale assegnato alla direzione regionale Sicilia, mentre il neo capo del personale, che in precedenza guidava la regione Puglia, vedrà aumentare la propria retribuzione dal 1° febbraio a seguito dell’assunzione del nuovo incarico. Manterranno temporaneamente una retribuzione più alta anche quei dirigenti che dalla sede centrale sono stati destinati al territorio e quelli a cui è stato conferito un incarico di studio e ricerca. Insomma, alla prova dei conti, la riorganizzazione di Boeri fatta in questo momento comporta un probabile aumento dei costi per il bilancio dell’Istituto e quindi per la collettività. Non si poteva aspettare la scadenza dei precedenti contratti per avviare eventualmente la riorganizzazione?
Ma c’è dell’altro. Il presidente dell’INPS non ha voluto tenere conto dei rilievi fatti dagli organi di controllo e vigilanza tra cui il Consiglio d’Indirizzo e Vigilanza, che è addirittura ricorso al TAR opponendosi ad alcuni punti della riforma Boeri. Allo stesso tempo il presidente non ha tenuto conto della richiesta del Ministero del Lavoro di armonizzare Ordinamento e Organico, con specifico riferimento alle posizioni dirigenziali. Cos’altro deve accadere per convincere il ministro Poletti ad interrompere il mandato di Boeri, nominando un Commissario straordinario e mettendo finalmente mano alla governance, come chiediamo da tempo, per farla finita con l’uomo solo al comando? Speriamo che le nostre grida d’allarme, lanciate nell’interesse dell’INPS e dei cittadini utenti, non continuino a rimanere inascoltate.

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Novartis: nel rapporto sulla responsabilità sociale 2016 i progressi in tema di accesso e attenzione all’ambiente

Posted by fidest press agency su sabato, 28 gennaio 2017

novartis-sedeNovartis ha pubblicato il suo rapporto sulla responsabilità sociale, sottolineando per il quarto anno consecutivo i progressi compiuti in tema di accesso e attenzione all’ambiente. Basandosi sulla lunga storia di responsabilità sociale e di trasparenza dell’azienda, la relazione 2016 descrive il contesto sempre più ampio delle prestazioni di Novartis in materia di responsabilità sociale in cinque aree chiave: Accesso, Etica, Ricerca e Sviluppo, Persone e Ambiente. La relazione include anche i punti di vista di osservatori esterni sulle tendenze e sulle sfide tipiche del settore sanitario, e descrive i contributi essenziali forniti da Novartis agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.
Nel 2016, mediante i programmi di accesso, Novartis ha distribuito medicinali a circa 52 milioni di pazienti, offrendo, inoltre, educazione sanitaria, sviluppando infrastrutture e avviando altri programmi a beneficio di 17 milioni di persone in tutto il mondo. A un anno dal lancio, Novartis Access ha erogato oltre 120.000 trattamenti per malattie croniche in Kenya, Libano ed Etiopia, in ciascun caso con una fornitura di medicinali sufficiente per un mese. La relazione a un anno (2016) di Novartis Access, resa pubblica oggi, descrive gli sviluppi, i progressi e sottolinea le esperienze più emblematiche.
Nel 2016 la Novartis Malaria Initiative ha raggiunto un altro traguardo, con oltre 800 milioni di trattamenti erogati senza profitto, a partire dal 2001, nei Paesi in cui questa malattia è endemica. Allo stesso tempo, Novartis ha lanciato a Kaduna, in Nigeria, SMS for Life 2.0, una versione migliorata del premiato programma SMS for Life, che utilizza smartphone e tablet per consentire agli operatori sanitari locali di gestire le scorte di medicinali e di ricevere una formazione medica. Infine, anche il medicinale antimalarico di nuova generazione KAF156 sta entrando nella Fase IIb di sviluppo clinico.
Novartis ha anche intrapreso iniziative mirate a realizzare i suoi “Obiettivi 2020” e “Vision 2030” sulla sostenibilità ambientale: emissioni complessive nette di gas con effetto serra ridotte del 18,7% rispetto al 2010, con una riduzione netta supplementare di 10.000 tonnellate, mediante l’adozione di progetti energetici nel 2017. È stato anche avviato lo sviluppo di un approccio atto a identificare, misurare e valutare gli impatti economici, ambientali e sociali esterni creati dalle attività dell’azienda.
A testimonianza dei progressi compiuti, Novartis ha migliorato la sua posizione in diverse importanti classifiche di sostenibilità. Nell’Access to Medicine Index del 2016 Novartis si è classificata al terzo posto, da quarta che era nel 2014 e settima nel 2012. Novartis ha anche ricevuto un rating di A – e il riconoscimento della sua posizione tra i leader del settore sanitario nel 2016 CDP Climate Score. Più di recente, nella classifica 2017 Global 100 Most Sustainable Corporations in the World della rivista Corporate Knights, l’azienda ha migliorato notevolmente il suo status, salendo al 68° posto, guadagnando 30 posizioni rispetto allo scorso anno. Novartis è entrata anche nella classifica Green Rankings di Newsweek e nel Sustainability World Index del Dow Jones, così come nella lista del 2016 delle “World’s Most Admired Companies”, della rivista Fortune.
Nel 2016, il rapporto sulla responsabilità sociale è ancora una volta strutturato nel rispetto delle linee guida G4 della Global Reporting Initiative (GRI), con divulgazione a livello “globale”. Novartis vanta un robusto retaggio nelle attività di responsabilità sociale, e la trasparenza nella divulgazione di informazioni è una componente centrale del suo impegno nei confronti di questo sensibile tema. Novartis comunica i suoi interventi in quest’area fin dal 2000, attraverso il suo rapporto annuale e molteplici materiali stampati e disponibili online.

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Ictus e infarto: quanto rischio? Anche in Italia un’app lo calcola per aiutarci a prevenirli

Posted by fidest press agency su sabato, 28 gennaio 2017

ictus cerebraleCalcolare e ridurre il rischio di ictus e infarto attraverso l’utilizzo di una semplice “app”. L’applicazione è stata ideata dal Prof. Valery Feigin dell’Università di Auckland, Nuova Zelanda, patrocinata da World Stroke Organization (WSO), International Association of Neurology & Epidemiology (IANE) e European Stroke Organization (ESO), è stata tradotta nelle principali lingue in tutto il mondo. La versione italiana è stata curata e finanziata interamente da ALT- Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari- Onlus (www.trombosi.org). La app è un vero e proprio “riskometro”, cioè uno strumento che misura il rischio di andare incontro alle due malattie vascolari più probabili, più gravi ma anche più evitabili: infarto e ictus cerebrale. In Italia, ci sono circa 736.600 persone che sopravvivono a un ictus. 144.000 sono i nuovi casi di persone colpite da ictus ogni anno, di cui 79.000 muoiono poco dopo l’attacco con un numero totale di anni persi per la malattia.
L’app, disponibile sia per Apple che per Android, funziona in modo semplice e intuitivo: registra le abitudini di coloro che la utilizzano e monitorizza eventuali cambiamenti nel corso dell’anno sia nello stile di vita che nello stato di salute. L’app insegna a riconoscere tempestivamente i sintomi dell’ictus che non devono essere sottovalutati nel momento in cui si presentano: riconoscere i sintomi dell’ictus e chiamare il 118 senza perdere tempo può salvare la vita di chiunque, delle persone care intorno a noi. Nella cura dell’ictus il tempo è cervello, agire rapidamente può fare la differenza fra l’invalidità o il recupero della salute.
Come spiega la dottoressa Paola Santalucia, neurologa, cardiologa e vice-presidente ALT: “I dati raccolti attraverso l’app permetteranno a chi la utilizzerà, previo consenso e in forma anonima, di partecipare a una ricerca mondiale che coinvolge 160 Paesi, finalizzata a comprendere sempre più a fondo i fattori di rischio che causano ictus e infarto. Il progetto aiuterà ricercatori e clinici a tracciare in modo molto accurato strategie di prevenzione e cura basandosi sull’esame di un grande numero di profili di rischio individuali, che, considerati nel loro insieme, avranno una ricaduta fondamentale sulla salute cardio e cerebrovascolare di tutti in Italia e nel mondo”.
infarto miocardico acutoL’ictus è causato da una squadra di complici, che noi dobbiamo conoscere e neutralizzare uno per uno, perché si potenziano a vicenda per tendere la trappola di un evento cardio o cerebrovascolare. Fanno parte di questa squadra molti componenti in qualche modo eliminabili o neutralizzabili che si potenziano tra di loro e che ben conosciamo: fumo, alimentazione sbilanciata per quantità o qualità, pigrizia, stress, diabete, pressione alta, livelli di colesterolo elevati per lungo tempo nel sangue e abuso di droghe.
L’app fornisce i consigli “salvavita”: è sufficiente cliccare sulle informazioni relative a ciascun fattore di rischio incluse nell’applicazione. La versione “Pro” dell’app contiene inoltre una serie di video nei quali esperti internazionali forniscono spiegazioni sui sintomi, sui fattori di rischio e sui provvedimenti necessari per evitare l’ictus cerebrale. Sono informazioni che ognuno di noi dovrebbe possedere e usare, perché sapere “che fare in caso di..” può cambiare la nostra vita e di molte persone intorno a noi. Per saperne di più su: WFN – Word Federation of Neurology, organizzazione leader nel mondo per la promozione dell’eccellenza in neurologia nel mondo https://www.wfneurology.org/

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