Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Archive for 2 febbraio 2017

Il compito della politica? Sbloccare la civiltà

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 febbraio 2017

immigrazione-via-mareIl primo blocco consiste nella mancata risposta di civiltà al fenomeno della migrazione di massa. Ma non si tratta di un fenomeno, cioè di un evento, si tratta piuttosto di un nuovo mondo, il mondo globalizzato, che è stato pensato come un mondo di residenti, e risponde presentandosi invece come un mondo di migranti; era un mondo di stabilità la cui qualità era la durata – il tempo indeterminato – e si ritrova costruito come un mondo di precarietà, la cui qualità è vivere nell’imprevedibile. Per integrare in un cammino di civiltà tale mondo nuovo è necessario che si riprenda il processo dell’imputazione dei diritti fondamentali a tutti gli uomini come diritti universali e permanenti e se ne preveda l’effettività per tutti gli abitanti del pianeta. E’ dalla conquista dell’America, cioè dal primo apparire di un “nuovo mondo” che tale cantiere si è aperto. Aveva scritto Francisco de Vitoria in una sua “relectio de Indis” che “all’inizio del mondo, quando tutto era comune era lecito a ognuno trasferirsi e muoversi in qualunque regione volesse; ora non pare che la divisione dei territori abbia annullato questo diritto, dal momento che l’intenzione dei popoli non è mai stata di abolire, con quella divisione, la comunicazione reciproca fra gli uomini. Non sarebbe lecito ai francesi proibire agli spagnoli di muoversi in Francia o anche di vivervi, né viceversa, purché questo non rechi loro danno e tanto meno faccia loro torto”, e questo perché “totus orbis aliquo modo est una respublica”, tutto il mondo in qualche modo è una repubblica.
La condizione è di non recarsi danno a vicenda. Ma la costruzione di questo edificio è ancora tutta da fare. Il principio è stato enunciato con la massima chiarezza nella Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo del 1948: “Tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali in dignità e diritti”; e oltre che nelle Carte e nelle Costituzioni, il principio dell’eguaglianza universale è stato espresso con la massima efficacia nell’enciclica “Pacem in terris” di Giovanni XXIII, e sembrò allora ricevere il generale consenso: “non ci sono esseri umani superiori per natura ed esseri umani inferiori per natura, ma tutti gli esseri umani sono eguali per dignità naturale. Di conseguenza non ci sono neppure comunità politiche superiori per natura e comunità politiche inferiori per natura: tutte le comunità politiche sono uguali per dignità naturale” (Pacem in terris n.50). Ciò è affermato come una verità, non solo come una decisione etica positiva.
Questo principio comportava che quanto al godimento dei diritti umani fondamentali, oltre alle discriminazioni già escluse (razza, sesso, religione, ecc.), non potesse ammettersi quella relativa alla cittadinanza. E per quanto attiene al diritto di mobilità e di immigrazione, la cosa era detta così: “ogni essere umano ha la libertà di movimento e di dimora nell’interno della comunità politica di cui è cittadino; ed ha pure il diritto, quando legittimi interessi lo consiglino, di immigrare in altre comunità politiche e stabilirsi in esse ma sarebbe anche il criterio in base al quale nulla potrebbe restare com’è, e profondi cambiamenti dovrebbero essere introdotti nelle mentalità, nel costume, negli ordinamenti, nella politica, nell’economia e nella finanza.
Per questo è molto difficile fare questa scelta e anche nelle società pur pervase da sentimenti umanitari, o che si danno da fare per salvare o accogliere un certo numero di profughi e di stranieri, nessuno fa appello a questo criterio. L’unico a dirlo è papa Francesco.
Affrontare questo tema nelle sue diverse implicazioni – a cominciare da una nuova considerazione nella Costituzione Italiana del cosiddetto diritto di asilo, che era stato concepito come un caso di eccezione in una situazione del tutto diversa – dovrebbe essere il primo cimento di una nuova responsabilità politica. Altrimenti non ci sarà l’ostacolo della Costituzione a impedire l’iniquità, annunciata dal ministro Minniti, di respingere e cacciare dalI’Italia il 90 (!) per cento dei profughi considerandoli immigrati “irregolari”. Insieme a ciò, dovrebbe essere posto come priorità di un programma politico il disegno di portare tutti i Paesi dell’ Unione a una rinegoziazione dei Trattati europei, così che dall’Europa non sia scartato nessuno.
Il secondo blocco che intercetta e ipoteca lo sviluppo storico è il ritorno in forme incontrollate e cruente della violenza religiosa, che scaturisce non più come in passato da matrici cristiane, ma da matrici islamiche. E’ evidente che una violenza che viene da soggetti e gruppi di cultura o anche di fede islamica non è violenza dell’Islam, ed è noto che nel suo complesso la “Umma” (comunità) musulmana, sconfessa e condanna la violenza estremista, per cui in nessun modo si può interpretare la guerra stragista in atto come una guerra religiosa, e tanto meno come una guerra tra Islam e Occidente, anche se proprio questo era stato lo scenario su cui in Italia e nella NATO nel 1991 era stato impostato il nuovo “Modello di Difesa”, dopo il venir meno del nemico sovietico. E se c’è una cosa che ancora oggi impedisce alla lotta per la supremazia nel Medio Oriente e alla lotta contro il terrorismo di degenerare in guerra di religione, non è certo la cultura dell’Occidente ma è il fermo rifiuto di papa Francesco di un coinvolgimento della Chiesa e delle religioni in una simile guerra.
Tuttavia non c’è dubbio che lo scontro con lo Stato Islamico e col terrorismo si nutre, sia in un campo che nell’altro, di motivazioni religiose, sincere o strumentali che siano. Ciò comporta che la questione religiosa non possa essere messa tra parentesi o semplicemente ignorata, ma debba essere assunta nella gestione e soluzione anche politica della crisi, se si vuole affrontare quello che veramente sta accadendo e non una sua falsa o monca rappresentazione.
Perciò la questione religiosa, e segnatamente quella del rapporto tra le grandi religioni monoteiste, Islam, ebraismo e cristianesimo, va affrontata non come estranea al conflitto e alla crisi geopolitica in atto, ma come fattore rilevante se non determinante di essa.
Per poterlo fare occorre però riconoscere che il conflitto non è tra le tre religioni e le tre culture come tali, ma è tra le degenerazioni di queste tre religioni, cioè, mondanamente, è un conflitto tra un radicalismo islamico, il sionismo e l’ideologia della cristianità occidentale, intesa come cristianesimo ridotto a potere politico sacrale in Occidente. Si tratta di tre forme storiche di queste tradizioni, che sono filiazioni o deformazioni di quella che è la loro autenticità religiosa originaria. E allora se vogliamo venirne fuori occorre sciogliere questi nodi, superare i conflitti tra queste tre ideologie, e bisogna che ciascuna religione in qualche modo converta se stessa. Il cristianesimo ha cominciato a farlo, papa Francesco è l’esempio di questo superamento dell’idea di un cristianesimo come sovranità, come cristianità, cioè come civiltà, come potere. Però questo deve avvenire anche per le ideologie tratte dalle altre due religioni, sia per il sionismo rispetto all’ebraismo, sia per l’islamismo estremista rispetto all’Islam. (in abstract)

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L’Olivicoltura pontina di Qualità in mostra al 1° Salone dell’Olio e delle Olive della Provincia di Latina

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 febbraio 2017

latina.jpgLatina il 4 e il 5 Febbraio il Consorzio per lo Sviluppo Industriale di Latina Scalo (Via Carrara, 12/A – Tor Tre Ponti) ospiterà il 1° Salone dell’Olio e delle Olive della Provincia di Latina, novità introdotta dal Capol nell’ambito del 12° Concorso provinciale ‘L’Olio delle Colline’.L’inaugurazione con le autorità è per sabato alle 09:30. 22 produttori pontini di olio extravergine di oliva della DOP Colline Pontine e di olive da mensa DOP Gaeta e Itrana Bianca esporranno queste eccellenze e le offriranno in degustazione informata e guidata dagli assaggiatori professionisti del Capol.
Alle 10 il Convegno con gli esperti su: opportunità di finanziamento per l’olivicoltura pontina, proprietà antitumorali dei polifenoli dell’olio extra vergine di oliva Itrana e valutazioni organolettiche necessarie per la valorizzazione del prodotto.
Tra un intervento e l’altro di procederà alla premiazione dei vincitori delle varie sezioni in competizione. Paesaggi e Buona Pratica Agricola, Olio Biologico, Migliore EVO, Oliva da tavola Itrana Bianca e Gaeta, Migliore Confezione ed Etichetta, L’Olio delle Colline e Dop Colline Pontine.
Quest’anno partecipano al Concorso ‘L’Olio delle Colline’ 131 operatori della provincia di Latina, più i 21 del 2° Concorso provinciale ‘L’Oliva Itrana’, nelle categorie DOP Gaeta e Itrana Bianca. Al termine assaggio degli oli classificati e prodotti tipici locali a cura degli studenti dell’Alberghiero “San Benedetto”.
Alle 15:30 la Tavola Rotonda sulle prospettive della filiera olivicola pontina con gli addetti del territorio. I consumatori, oltre a conoscere gli olivicoltori e scoprire i loro prodotti, potranno giudicare gli oli in gara prendendo parte al Concorso ‘Assaggiatore per un giorno’, con inizio alle ore 17:30.
Domenica gli stand apriranno alle 16. Alle 17 il Concorso ‘Il Migliore Assaggiatore Pontino’ per gli assaggiatori iscritti agli elenchi regionali/nazionale di tecnici ed esperti di oli di oliva vergini ed extravergini. Alle 18 il Concorso ‘Olio Extravergine Pontino’ ove i produttori valuteranno alla cieca i propri oli. (foto: latina)

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Storie di quartiere attraverso l’ obiettivo di giovani studenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 febbraio 2017

scatta la notizia.jpgNapoli Sabato 4 febbraio ore 11.45 Presso l’I.S.I.S. Rosario Livatino di San Giovanni a Teduccio Via Atripaldi 42 inaugurazione mostra con un ospite d’eccezione Tony Gentile, autore della foto divenuta icona della rinascita della Sicilia contro la mafia. E’ previsto un incontro con la stampa durante il quale Pietro Masturzo racconterà la sua esperienza con i ragazzi insieme agli organizzatori del progetto e alla presenza dell’ Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Napoli, Annamaria Palmieri. Il progetto, Programma di Responsabilità Sociale sul fotogiornalismo, organizzato da Photolux e Neapolis Art e realizzato grazie al supporto di Canon, ha unito il percorso formativo di avviamento alla fotografia alla possibilità di raccontare la realtà di una periferia tra le meno felici della città di Napoli, scorgendovi anche il bello e soprattutto trasformandosi in qualcosa di concreto: una vera e propria mostra fotografica. Un sogno realizzato da 17 studenti della scuola superiore Rosario Livatino che quasi increduli hanno partecipato ad un percorso didattico che li ha profondamente appassionati. E scatta la notizia4.jpgche gli ha consentito di maneggiare le macchine fotografiche messe a disposizione da Canon, girare nel quartiere alla ricerca di immagini, di sguardi, di scorci fino a quel momento mai considerati. Immortalare scene e storie di vita vissuta con i suoi pregi, pochi, e i suoi difetti, tanti; scoprire una solidarietà nella gente per le strade, nei negozi sconosciuta fino a quel momento. Un risultato concreto della sinergia positiva l’istituzione e la passione per l’arte.
L’istituto superiore nel quartiere San Giovanni a Teduccio di Napoli, ha dato spazio alla voglia di raccontare per insegnare a usare la macchina fotografica e scoprire il linguaggio universale delle immagini. Un’opportunità per far conoscere il mondo dell’informazione sia come forma di espressione, che come possibile sbocco professionale per il futuro. I migliori scatti fotografici dei 17 studenti che hanno partecipato al progetto, in mostra presso l’Istituto Livatino fino alla primavera, saranno a seguire esposti presso strutture museali comunali da definire, come proposto dall’assessore all’istruzione Palmieri nella precedente anteprima dei lavori, e in altre scuole dell’area Vesuviana con l’obiettivo di condividere l’esperienza e indurre altri giovani alla sperimentazione della narrazione per immagini. Un racconto che non necessità di doti linguistiche o grammaticali, ma che può essere guidato dalla curiosità e dalla voglia di esplorare. (foto: scatta la notizia)

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Scuola: Siglato il contratto mobilità 2017, ma è illegittimo e ad alto rischio impugnazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 febbraio 2017

pacifico-marcelloPremesso che sulle norme definite nella serata del 31 gennaio pesa il mancato accordo sulla chiamata diretta, che potrebbe rimettere tutto in discussione, per Anief non è stato disposto un concreto adeguamento dell’accordo con le disposizioni normative di rango primario, andando così a ledere i diritti di chi ha svolto servizio pre-ruolo o nelle paritarie. Eppure al Miur conoscono queste gravi mancanze, a seguito delle sentenze emesse dai tribunali, con i giudici che hanno deciso di riformulare i trasferimenti nel rispetto della normativa nazionale e transnazionale, oltre che del principio del merito sul lavoro. I punti oscuri del contratto sulla mobilità 2017/18 sono molti: si va dalla mancata considerazione del servizio pre-ruolo per il computo del quinquennio di permanenza sul sostegno, alla mancata valorizzazione completa della validità del periodo pre-ruolo (nella mobilità d’ufficio e nelle graduatorie interne d’istituto), dall’ancora scarsa trasparenza dell’algoritmo ministeriale, sino alla negata precedenza assoluta per i dipendenti con disabilità o che si occupano di familiari bisognosi d’assistenza.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): questa intesa sulla mobilità continua a non rispettare la normativa europea, poiché nega il giusto riconoscimento al servizio svolto durante il precariato, anche ai fini dell’assolvimento del vincolo sul sostegno. Infatti, già lo schema di decreto legislativo sulle ‘norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità’ approvato il 14 gennaio in Consiglio dei Ministri e ora al vaglio delle commissioni parlamentari, ci ha dato ragione. Avevamo auspicato la sottoscrizione di un contratto che avesse tenuto conto, nell’assegnazione del personale alle sedi, di tutti i periodi di servizio, a iniziare dalle supplenze e passando per le paritarie. Ciò vuol dire che la stagione dei ricorsi non è ancora finita.

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Conti pubblici e monito della Commissione europea

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 febbraio 2017

european commissionLo spread aumenta di nuovo – afferma Fabrizio Tomaselli dell’Esecutivo nazionale USB – quasi a ricordare a tutti che se l’Unione Europea chiama, il governo italiano deve subito mettersi sull’attenti. Così il richiamo ufficiale e la richiesta della Commissione UE di una correzione strutturale dello 0,2% del PIL italiano, cioè 3,4 miliardi, diventano un ordine perentorio al quale Gentiloni, Padoan e lo stesso Renzi non si possono sottrarre.
Certo i governanti nostrani pubblicamente fanno la voce grossa, – continua il sindacalista – dicono che non si applicheranno misure “depressive”, che non si farà una “manovra aggiuntiva” e che non c’è fretta. Ci stanno prendendo in giro, che cosa sono se non depressive le misure economiche e fiscali che di fatto aumentano tasse o riducono il welfare? E che differenza c’è tra manovra aggiuntiva o “aggiustamenti” come li chiama il governo. E anche sui tempi non è che cambi molto mettere mano al portafoglio immediatamente o magari dopo le elezioni. Il problema – conclude Tomaselli – è che l’Unione Europea rappresenta ormai uno strumento pensato e studiato per assicurare margini e finanziamenti a banche, grandi gruppi industriali e finanza internazionale, riducendo alla fame milioni di persone, colpendo draticamente il welfare e calpestando diritti per lavoratori, pensionati e disoccupati, Siamo stufi di sentire alibi e storie che nascondono la nostra estrema sudditanza alla UE, alla BCE e al Fondo Monetario Internazionale: è ora di dire NO all’Euro e all’Unione europea.

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Conti pubblici: tensioni a Palazzo Chigi

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 febbraio 2017

Palazzo chigi1Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:“Sulla risposta alla lettera della Commissione europea sui conti pubblici italiani si gioca il futuro del governo. E in effetti c’è tensione tra palazzo Chigi e Ministero dell’economia per trovare una via d’uscita, che arriverà last minute domani sera.Né Gentiloni né Padoan, infatti, sanno come fare per coprire ancora una volta le mance elettorali di Renzi. Non sono le spese per il terremoto l’oggetto del contendere, quanto la polvere sotto il tappeto dei mille giorni del precedente esecutivo, pronta ad esplodere. E se non sarà domani sarà ad aprile con il Def, oppure ancora con la legge di Bilancio del prossimo autunno. I nodi prima o poi vengono al pettine, caro Renzi, e non se ne sono accorti solo gli italiani, che il 4 dicembre ti hanno mandato a casa, ma anche l’Europa, che per tre anni ti ha dato una fiducia che non meritavi e che hai tradito. Ora l’imbroglio è stato svelato. E tu vuoi davvero andare ad elezioni? Prenderai una batosta ancora più pesante”.

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Master MOT – Management delle Organizzazioni Turistiche

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 febbraio 2017

master.jpgRoma. Presso l’Università Europea di Roma martedì 31 gennaio 2017, si è tenuta l’inaugurazione della quinta edizione del Master MOT – Management delle Organizzazioni Turistiche con il saluto del Magnifico Rettore Padre Pedro Barrajón LC agli studenti e alle coordinatrici Prof.ssa Carmen Bizzarri e Prof.ssa Alessandra Romano.
“Il Master MOT ha l’obiettivo di formare gli studenti per realizzare un turismo di qualità nel nostro territorio”, ha spiegato la Prof.ssa Carmen Bizzarri. “Quest’ultimo, infatti, ha molte potenzialità spesso inespresse o al contrario luoghi e aree dove si concentrano masse di turisti, che per l’elevata pressione sulle risorse culturali e ambientali ne possono diminuire la qualità.
Saper gestire il turismo di qualità significa essere al passo con i tempi. Quindi, conoscere a fondo le attuali tecnologie per utilizzarle in maniera efficiente, così che il turismo possa partecipare a pieno titolo allo sviluppo del nostro territorio.
La diffusione territoriale del turismo permette, infatti, una visione diversa, basata sulla qualità e sul rapporto con i residenti divenendo uno strumento di pace e di dialogo nonché di integrazione culturale”.
“Il vero punto di forza del Master è lo stage”, ha ricordato la Prof.ssa Alessandra Romano. “Quattro mesi di stage professionalizzante in cui i partecipanti del Master potranno fare un focus sulle competenze acquisite in aula.
Gli stage curricolari sono personalizzati per ogni studente con l’obiettivo finale di ottenere un vero contratto di lavoro nell’organizzazione turistica ospitante: Albergo, Tour Operator, Organizzazione eventi ecc… Nell’80% dei casi i ragazzi trovano lavoro e questo è il vero valore etico del Master: aiutare i giovani a trovare una strada verso il futuro”.
Dopo il saluto del Rettore dell’Università Europea di Roma gli studenti hanno assistito alla Lectio Magistralis “Gli scenari del turismo che cambia” tenuta da Marco Misischia, imprenditore di successo del settore alberghiero, coautore del libro “Il turismo a Roma – Per crescere tutti. Per crescere assieme”. (foto: master)

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