Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

Archive for 7 febbraio 2017

“Musica pourparler” alla IUC

Posted by fidest press agency su martedì, 7 febbraio 2017

x-defaultRoma martedì 8 febbraio alle 11.00 nell’Aula Magna della Sapienza (Città Universitaria, Piazzale Aldo Moro 5, Palazzo del Rettorato). L’Orchestra del Conservatorio Santa Cecilia di Roma diretta dal Maestro Tonino Battista presenta un programma dal titolo “The Symponic Musical”, con musiche di Andrew Lloyd Webber, Leonard Bernstein e Claude-Michel Schoenberg. Le voci sono quelle del soprano Veronica Aracri, del mezzosoprano Lucrezia Venturiello e del tenore Marco Nardella.
Questa fortunatissima serie di lezioni-concerto si rivolge agli studenti, ma ha sollecitato l’attenzione di tutti gli appassionati, esperti o meno che siano. In questo incontro i giovani studenti del Conservatorio romano non solo suoneranno per i loro coetanei ma dialogheranno con loro, parlando dei loro strumenti e raccontando la musica da loro amata. In quest’occasione non proporranno i grandi classici, come Bach, Mozart e Beethoven, ma trasformeranno il palco dell’Aula Magna in una succursale di Broadway, cantando e suonando alcune delle musiche più belle scritte per il musical, dagli esordi di questo genere fino agli anni ’90. La parte del leone la farà Andrew Lloyd Webber con le musiche di Cats, Evita, Il fantasma dell’opera, Sunset Bouelvard e altri musical. Di Leonard Bernstein si ascolteranno alcuni brani di Westside Story. Chiuderà Claude-Michel Schoenberg con un celebre song di Les Miserables, che ha avuto un successo transoceanico, a Parigi e a Londra come a Broadway. (foto: tonino battista)

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“Thayaht, un futurista eccentrico. Sculture, progetti, memorie”

Posted by fidest press agency su martedì, 7 febbraio 2017

galleria-russoRoma Inaugurazione giovedì 9 febbraio 2017, ore 18.00 (dal 9 febbraio al 2 marzo 2017) la Galleria Russo in via Alibert 20 ospita la mostra “Thayaht, un futurista eccentrico. Sculture, progetti, memorie” che rende omaggio ad uno dei più importanti esponenti del movimento futurista, figura singolare nel panorama dell’arte fra le due guerre.
Pittore, scultore, fotografo, stilista di moda, disegnatore, architetto, inventore ed orafo, Thayat è stato infatti un artista eclettico ed innovatore. L’esposizione è curata da Daniela Fonti e testimonia la ricchezza poliedrica dell’itinerario creativo dell’artista, che si muove tra gusto Decó e avanguardia futurista, grazie alla presenza di circa duecento opere tra sculture, disegni e dipinti che vanno dal 1913 al 1940.
Tra le opere in mostra segnaliamo il disegno a inchiostro e acquerello su carta che riproduce la “tuta”, inventata da Thayaht nel 1919 insieme al fratello Ruggero Alfredo Michahelles, in arte Ram e il logo della maison Vionnet: un peplo a forma di “V” sorretto da una figura impostata su una colonna ionica. La mostra ospita anche alcune delle più celebri sculture di Thayaht, come la Bautta, il Violinista, la Sentinella, il Flautista, il Tennista, i Pesci, insieme allo scenografico Tuffo, realizzato per la Biennale di Venezia del 1932. (galleria russo)

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Il testamento biologico e le scelte del fine vita

Posted by fidest press agency su martedì, 7 febbraio 2017

comoComo Venerdì 17 febbraio, ore 21 Biblioteca comunale di Como P.zza V. Lucati 1. l’Associazione Accanto Onlus–Amici dell’Hospice San Martino di Como organizza, con il patrocinio del Comune di Como, l’incontro aperto al pubblico “La scelta finale – Riflessioni attorno al testamento biologico”. Poter scegliere di morire senza soffrire e con dignità. Un tema eticamente sensibile e sempre più d’attualità quello che riguarda le decisioni sul fine vita, tanto che il dibattito è al centro dell’attenzione anche in Italia, dove è in discussione al Parlamento il provvedimento sul testamento biologico. Per questo – per far conoscere l’idea del testamento biologico, dei suoi possibili contenuti, delle sue motivazioni soggettive. Interverranno il professor Giuseppe Remuzzi, direttore dell’U.O. di Nefrologia e Dialisi dell’Ospedale di Bergamo e coordinatore all’Istituto Mario Negri di Bergamo e la professoressa Silvia Salardi, ricercatrice di Filosofia del diritto e docente di Bioetica all’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Moderatore sarà Giangiacomo Schiavi, giornalista, scrittore ed editorialista del Corriere della Sera, molto impegnato sui temi sociali e particolarmente sensibile all’argomento del testamento biologico.
Introdurrà l’incontro Gisella Introzzi, presidente di Accanto onlus. Associazione che, da oltre 10 anni, si occupa di contribuire alla diffusione della cultura e della pratica delle Cure Palliative, il cui scopo è quello di offrire le migliori condizioni possibili in ogni momento della vita, fino alla fine. (foto: schiavi, Remuzzi)

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“Millennials e vaccinati? Cosa sanno i nativi digitali dei rischi della sessualità”

Posted by fidest press agency su martedì, 7 febbraio 2017

vaccinazione-antinfluenzale-2012-2013Roma mercoledì 8 febbraio, dalle ore 10:00, nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, presso il Senato della Repubblica, in via della Dogana Vecchia 29. Il Censis ha realizzato uno studio volto ad analizzare l’informazione, la consapevolezza e la propensione dei giovani italiani alla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili e in particolare del Papillomavirus. L’indagine ha consentito di far luce su diversi aspetti concernenti il rapporto dei giovani con la sessualità e la prevenzione dalle malattie a trasmissione sessuale, dalle fonti di informazione, alla conoscenza delle malattie, alle opinioni e atteggiamenti circa la vaccinazione come strumento di prevenzione. L’indagine è stata realizzata con il supporto non condizionante di Sanofi Pasteur MSD ed è distribuita da MSD Italia.

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L’agricoltura e l’agroindustria non sono la stessa cosa

Posted by fidest press agency su martedì, 7 febbraio 2017

agricolturaIn questi anni si è cercato di far passare il messaggio secondo cui l’agricoltura è l’agroindustria fossero la stessa cosa, e che quindi assegnare le risorse Pac alle multinazionali dell’industria agroalimentare fosse come sostenere gli agricoltori. La verità è che questa è una menzogna detta ad arte per sostenere i grandi interessi legati a situazioni come Expo e ad altre simili.
Il primario europeo infatti è composto per il 90% da piccole e medie imprese e non ha nulla a che vedere con quelle poche aziende che guadagnano sull’elaborazione, sulla distribuzione e sulla commercializzazione di prodotti che non producono. La centralità del settore agricolo infatti è tutta nella capacità di quelle centinaia di migliaia di operatori agricoli di produrre cibo, e non in coloro che, spesso attraverso dei discutibili passaggi di filiera, si occupano delle fasi successive.
Come Confeuro siamo assolutamente certi che l’agricoltura debba cominciare il suo percorso di rinascita prima di tutto attraverso la definizione di se stessa; ed è proprio con questo fine che chiediamo la collaborazione attiva di tutte quelle sigle della rappresentanza sindacale effettivamente interessate alle sorti del primario, delle donne e degli uomini che ne fanno parte.

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Non sempre la coronarografia individua un infarto

Posted by fidest press agency su martedì, 7 febbraio 2017

infarto miocardico acutoDolore al petto e al braccio sinistro, i sintomi rivelatori di un infarto, la corsa in ospedale, ma la coronarografia non rivela un problema alle coronarie, per cui il medico esclude che sia avvenuto un attacco cardiaco. «In passato molti di questi pazienti venivano etichettati come psichiatrici: accusavano dolore, ma il medico non trovava ostruzioni alle coronarie, per cui il dolore non poteva essere provocato angina e catalogava il paziente come stressato. Invece non è così, a volte il problema c’è ma non si vede» ha spiega Filippo Crea, Docente di Cardiologia all’Università Cattolica di Roma, con una relazione presentata al congresso. «Abbiamo scoperto negli ultimi anni che molte delle persone con angina non hanno ostruzioni alle coronarie. Il problema in questi casi riguarda le arterie più piccole, che possono avere vari tipi di disfunzione responsabili di una riduzione della quantità di sangue che raggiunge il cuore. Il 10 per cento degli infarti è dovuto a un’alterazione del microcircolo, che non si vede alla coronarografia, che consente di esplorare soltanto i vasi più grossi e non i rami di diametro minore di mezzo millimetro che compongono il microcircolo coronarico. Una serie di studi eseguiti negli ultimi dieci anni hanno dimostrato che il microcircolo coronarico presenta spesso importanti alterazioni che è impossibile evidenziare con la coronarografia. Nel casi si sospetti un infarto non evidenziato dalla coronarografia, le metodiche da utilizzare dipendono dal contesto clinico e comprendono l’eco-doppler cardiaco eseguito con mezzo di contrasto, la scintigrafia miocardica, la risonanza magnetica e la coronarografia completata da esame doppler» conclude Crea.

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Italiani a scuola

Posted by fidest press agency su martedì, 7 febbraio 2017

scuola_01Non poteva che essere cosi’. “Nelle tesi di laurea, errori da terza elementare”, segnalano 600 docenti universitari. La denuncia evidenzia le carenze degli studenti universitari che, comunque, prima di accedere all’universita’, hanno alle spalle 13 anni di scuola (5 di elementari, 3 di medie e 5 di superiori). Un disastro.Secondo il linguista Tullio De Mauro, scomparso recentemente, il 70 per cento degli italiani sono analfabeti funzionali, cioe’ hanno gravi difficoltà nella comprensione di un testo. “Il 70 per cento degli italiani non capisce quello che legge” sintetizzava il professor De Mauro. Non va meglio per le nuove generazioni, poiche’, secondo un’indagine internazionale, promossa dall’OCSE-OECD, gli studenti italiani sono penultimi in Europa per la capacita’ di comprensione di un testo, penultimi nelle cognizioni scientifiche e terz’ultimi in quelle matematiche.Facile, quindi, che frasi a effetto trovino un terreno fertile nell’analfabetismo funzionale, che predilige gli slogan ai ragionamenti, sicche’ molti sono i creduloni che prendono per oro colato cio’ che gli e’ propalato in forma semplice attraverso i social media o la tv.Si crede al pesce fragola (mai esistito), alla gente che muore di fame (mai vista), all’euro che ci ha rovinato (si dimentica a quali percentuali a due cifre erano i mutui e l’inflazione), ai termovalorizzatori che uccidono (ma vanno bene se sono collocati in altre citta’ non nella propria), ai vaccini dannosi (meglio scegliere i guaritori di turno), ai politici tutti corrotti (gia’, chi li ha eletti?), alla disoccupazione che ha raggiunto la meta’ della popolazione (e’ al 12%), agli immigrati che ci hanno invaso e tolgono lavoro agli italiani (sono il 9% e fanno il lavoro che gli italiani non vogliono fare), ecc.In questa situazione e’ ovvio che gli italiani hanno difficolta’ ad adeguarsi a un mondo globalizzato che corre. Allora e’ meglio rifugiarsi nelle proprie valli, invocare la sovranita’ nazionale, auspicare l’uomo forte (meglio se mandato dalla Divina Provvidenza), dimenticando le tragedie del secolo scorso.Ricominciare dal dettato e dal riassunto? Rivedere la formazione degli insegnanti? Riorganizzare la scuola? (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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La legge elettorale è ancora al centro del dibattito politico e parlamentare

Posted by fidest press agency su martedì, 7 febbraio 2017

corte costituzionale“Aspettiamo le motivazioni della Corte Costituzionale e poi, a partire dalle motivazioni, inizierà il lavoro della Commissione Affari costituzionali di Montecitorio. Un lavoro serio, attento, preciso e puntuale, per arrivare, come ci ha chiesto il presidente della Repubblica, ad una legge elettorale che sia omogenea tra Camera e Senato e che sia applicabile in funzione della governabilità del nostro Paese. Perché pensare di andare alle elezioni per non avere un governo, per non avere una maggioranza ed avere invece il caos, mi sembra masochismo”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio.“Aspettare le motivazioni è cosa seria e giusta, nel frattempo ovviamente si può riflettere. Noi pensiamo che in un sistema tripolare sia necessaria la premialità di governo alla coalizione e non alla lista, per questa ragione riteniamo che l’apertura di Franceschini sia condivisibile e che sia un’apertura sulla quale si può lavorare per cercare il massimo del consenso politico parlamentare, come ha chiesto il presidente Mattarella. Per questa ragione stiamo riflettendo anche noi per una nostra proposta di legge su base proporzionale, con il premio alla coalizione e con l’omogeneizzazione tra Camera e Senato”.

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Un elettrocardiogramma può prevenire molte morti cardiache improvvise nei giovani

Posted by fidest press agency su martedì, 7 febbraio 2017

cuoreLa prevenzione degli eventi cardiovascolari, soprattutto tra i giovani, ha aperto il congresso internazionale dal titolo “Highlights in Cardiology”, che si è appena concluso a Roma. Esperti italiani e internazionali hanno parlato di rischio cardiovascolare nei bambini, morte improvvisa cardiaca negli atleti, utilità dei test sotto sforzo, elettrocardiogramma negli adolescenti. Il congresso è stato promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini e presieduto da Francesco Fedele, Direttore del DAI (Dipartimento Assistenziale Integrato) Malattie Cardiovascolari e Respiratorie, Policlinico Umberto I Roma, e Direttore della Sezione di Cardiologia al Dipartimento Scienze Cardiovascolari, Respiratorie, Nefrologiche e Geriatriche, “Sapienza” Università di Roma.
«Sono molte le morti improvvise in Italia, ma quello che effettivamente impressiona è il numero dei soggetti con un’età inferiore ai 35 anni colpiti, fino a mille morti improvvise l’anno, non soltanto negli sportivi ma anche nei giovani che non praticano attività sportiva» avverte Fedele. «Molte di queste morti potrebbero essere evitate ricorrendo a un semplice esame, l’elettrocardiogramma. Costa soltanto undici euro e penso che sia uno strumento adatto e appropriato anche perché il solo esame fisico e la storia del paziente non identificano i soggetti a rischio. L’importante è che l’elettrocardiogramma sia letto in maniera appropriata da persone competenti, cioè da un cardiologo, mentre da evitare senz’altro sono le letture automatiche tramite computer, che possono non identificare condizioni di patologia o addirittura creare falsi positivi».
Con queste premesse i cardiologi hanno proposto, anche in collaborazione con il Ministero dell’Università e dell’Educazione, di fare un elettrocardiogramma dopo la pubertà, cioè nell’età compresa tra i quindici e i diciott’anni. «L’obiettivo della lotta alla morte cardiaca improvvisa nei giovani ha come primo perno l’elaborazione di un protocollo di screening cardiologico: la storia familiare e personale, l’esame obiettivo (auscultazione e misura della pressione) e l’elettrocardiogramma per tutti gli studenti» prosegue Fedele. «Nei casi in cui nasca un sospetto di cardiopatia durante un elettrocardiogramma, subentra l’impiego dell’ecocardiogramma, esame di secondo livello. Il terzo step è l’approfondimento diagnostico nei casi non chiari, con l’impiego anche di tecniche invasive (risonanza magnetica nucleare cardiaca, esame elettrofisiologico, coronarografia, biopsia endomiocardica, mappaggio elettro-anatomico del cuore) fino alla diagnosi conclusiva e alla definizione di programma terapeutico. Infine c’è il quarto step: l’esame genetico con screening dei famigliari, nei casi di malattia geneticamente trasmissibile» spiega Fedele.

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Trump: commercio, protezionismo e mercati

Posted by fidest press agency su martedì, 7 febbraio 2017

borsaNel bel libro Culture and Inflation in Weimar del professore del Mit Bernd Widding molte pagine sono dedicate al valore simbolico della carriola. L’autore ricorda di quando, da bambino, passeggiava per i boschi con il nonno. Tra i molti aneddoti che l’anziano signore raccontava al nipote, testimonianze dei molti drammi del Novecento, immancabile era la storia di quando, a causa dell’inflazione che raggiunse il suo picco nel 1923, i tedeschi si trovarono costretti ad andare a fare la spesa con carriole piene di banconote.Il fenomeno, conseguenza degli enormi debiti da cui la Germania di Weimar si trovava gravata dopo la Grande Guerra, contribuì a generare discredito nelle istituzioni repubblicane e aprì la strada allo spettro del nazional-socialismo. Questo “trauma” è rimasto così impresso nella memoria di un’intera generazione da essere tramandato a figli e nipoti entrando nel bagaglio di convinzioni che costituisce la cultura popolare del paese. A volte le storie raccontate dai “grandi” durante i pranzi di famiglia hanno molta più efficacia nel forgiare l’orizzonte ideale di un popolo che le testimonianze di giganti della letteratura come Thomas Mann o Hans Fallada.La carriola è diventata un simbolo potente che simboleggia la fatica quotidiana della povertà e la disintegrazione dell’ordine economico che furono il risultato di una gestione sconsiderata della politica monetaria. Questo vale, ovviamente, per tutti i tedeschi, compresi coloro che occupano le posizioni chiave del Governo e della Banca Centrale. Il ricordo della carriola ha contribuito non poco a condizionare le posizioni della Germania rispetto alla gestione dell’inflazione e di conseguenza al valore della moneta. Apparentemente ignaro di ciò, la scorsa settimana Peter Navarro – nominato da Trump alla guida del National Trade Council – ha accusato la Germania di manipolare l’Euro per favorire le sue esportazioni.La nuova amministrazione americana è molto concentrata sul commercio e sulle sue conseguenze per i lavoratori statunitensi. Se le merci provenienti dall’estero sono più economiche di quelle prodotte in patria i posti di lavoro rischiano di migrare nella direzione inversa. Gli Usa attualmente hanno un deficit commerciale rispetto alla Germania: le famiglie americane comprano più prodotti tedeschi di quanto le famiglie tedesche comprino beni americani.Ovviamente il valore delle varie valute ha un peso importantissimo per definire il prezzo delle merci quando si parla di commercio internazionale. Più una valuta è debole più le merci provenienti da quel paese sono economiche. Se guardate oltreoceano, noterete che in questo momento il dollaro è forte per via dell’aspettativa di un incremento della spesa pubblica e di un’economia già molto robusta.
richard-flaxOra si potrebbe argomentare che la Germania stia godendo i benefici di un Euro debole. C’è sicuramente del merito in questa visione, condivisa da molti nostri connazionali. Se la Germania tornasse al marco si troverebbe probabilmente ad avere una moneta fortissima esportando di meno. La politica dell’eurozona ha certamente contribuito, tra molti altri fattori, al surplus commerciale della Germania.
Da qui, però, a sostenere che la Germania stia manipolando la valuta ce ne vuole. Se la Bundesbank potesse decidere da sola le politiche monetaria dell’Eurozona certamente opterebbe per una strada meno espansiva. Ignorare questo fatto vuol dire non conoscere nulla della cultura tedesca e della storia recente della politica monetaria europea.L’Euro è forse svalutato se ci si focalizza solo sulla Germania ma è invece troppo forte quando si considera l’economia di altri paesi dell’area Euro, compresa l’Italia. Gli Usa hanno ancora difficoltà a valutare la politica monetaria europea, che già di per sé si basa su compromessi ed equilibri difficilissimi, nel suo insieme. Immaginate se pretendessimo un dollaro californiano. Che effetto avrebbe sulle esportazioni di quel singolo stato?Nell’attesa che questa nuova disputa commerciale si sbrogli, consiglio a tutti di munirsi di una carriola. Gli investitori invece stiano attenti: la retorica sul commercio e il focus sul deficit da parte di Trump potrebbe portare burrasca sul mercato delle valute, aspettate volatilità. (A cura di Richard Flax, Chief investment Officer di Moneyfarm) (foto: Richard Flax)

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Sostenibilità ambientale

Posted by fidest press agency su martedì, 7 febbraio 2017

Sementi Bologna-aereo 0011Roma Giovedì 9 febbraio, ore 17, presso il Cubiculum Artistarum dell’Archiginnasio di Bologna (Piazza Galvani 1) incontro con il Prof. Giuliano Mosca – Professore della Scuola di Agraria e Medicina Veterinaria Università di Padova.Gli ecosistemi entro cui viviamo sono particolarmente sensibili e fragili con risorse naturali-alimentari limitate e settori nevralgici di tutela ambientale differenti collegati tra loro come, ad esempio, la produzione e consumo di energia, i trasporti, la viabilità, lo smaltimento dei rifiuti. Oggi l’agricoltura si inserisce, sempre più, in queste tematiche di stretta attualità che si legano sia alla vita della terra, circa 10 milioni di ettari seminativi si perdono ogni anno per il consumo del suolo, che alla vita e all’alimentazione dell’uomo. Quali prospettive, dunque, si pongono alla nostra attenzione per una agricoltura sostenibile tra uomo e ambiente?
La precision farming, ovvero interventi agronomici calibrati sulle colture, per limitare gli impatti sull’ambiente senza perdere in produzione e qualità di prodotti. Una corretta e bilanciata alimentazione, mediante la creazione di zone produttive agrarie miste di origine vegetale e animale, al fine di portare alla diminuzione del consumo di territorio. La produzione vegetale nello spazio in assenza di gravità e atmosfera.L’incontro è organizzato dall’Accademia Nazionale di Agricoltura. Ingresso libero fino a esaurimento posti. (foto: ambiente)

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GORE- Fabrics passa a tecnologie idrorepellenti prive di PFC pericolosi

Posted by fidest press agency su martedì, 7 febbraio 2017

gore-fabricsGore Fabrics, l’azienda americana leader del mercato delle membrane idrorepellenti, nota al pubblico per i suoi prodotti con marchio GORE-TEX® passa a tecnologie idrorepellenti prive di PFC pericolosi. Lo annuncia oggi l’azienda stessa all’ISPO di Monaco – la principale fiera europea del settore outdoor – mentre Greenpeace Svizzera pubblica il rapporto “PFC Revolution in the Outdoor Sector”, che fornisce una panoramica sui progressi dei marchi di abbigliamento outdoor verso l’eliminazione dei pericolosi PFC nei propri prodotti.Fin dal 2011, quando è iniziata la campagna Detox, Greenpeace chiede all’industria tessile e dell’abbigliamento di eliminare tutti i composti chimici pericolosi dalle proprie filiere produttive, identificando i PFC (composti poli- e perfluorurati) tra le sostanze più pericolose da eliminare. Nel 2015, Greenpeace ha puntato l’attenzione sul settore dell’abbigliamento outdoor, che fa uso dei PFC nelle membrane e nei tessuti idrorepellenti. Alla campagna hanno partecipato migliaia di persone, amanti della natura e delle attività all’aria aperta, che hanno chiesto ai loro marchi preferiti prodotti privi di PFC.“Un grandissimo ringraziamento va a tutti coloro che, partecipando attivamente alla campagna di Greenpeace per un futuro libero da sostanze chimiche pericolose, hanno dato un contributo fondamentale per ottenere questo risultato”, dichiara Chiara Campione, Detox Outdoor Corporate Lead di Greenpeace Italia. “L’impegno di Gore Fabrics, il più importante fornitore di tessuti idrorepellenti, manderà definitivamente in pensione l’utilizzo dei PFC nell’intero settore dell’abbigliamento e attrezzature outdoor”.Gore Fabrics eliminerà i PFC pericolosi dai suoi principali laminati outdoor (che corrispondono all’85 per cento di prodotti realizzati con questi laminati) entro la fine del 2020 e dai laminati speciali idrorepellenti (che corrispondono al restante 15 per cento dei prodotti realizzati con questi materiali) entro la fine del 2023. Per la produzione di membrane e rivestimenti idrorepellenti usati in numerosi prodotti, l’azienda americana svilupperà nuove tecnologie più rispettose dell’ambiente. In alcuni casi i PFC saranno sostituiti da altre sostanze. In altri processi produttivi, alcuni PFC continueranno ad essere usati ma con un monitoraggio i cui dati, accessibili a tutti, documenteranno che non vengono rilasciati nell’ambiente sostanze pericolose durante le fasi di lavorazione.Nonostante molti dei marchi internazionali più famosi, inclusi The North Face, Mammut e Salewa, al momento facciano ancora uso dei pericolosi PFC nei propri prodotti, l’impegno assunto da Gore Fabrics, i cui obiettivi e traguardi intermedi sono stati resi noti oggi sul suo sito, può generare una radicale trasformazione nell’intero settore. “L’incredibile accelerazione del mercato outdoor verso tecnologie prive di PFC pericolosi – anche se non ancora completa – mostra che la trasformazione di un settore può essere raggiunta in tempi relativamente brevi, se i principali stakeholders sono disposti ad attivarsi insieme responsabilmente” conclude Campione.

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Proiezione film: Liza, la principessa volpe (Liza, a rókatündér)

Posted by fidest press agency su martedì, 7 febbraio 2017

lizaRoma Venerdì 10 febbraio p.v, alle ore 19.30 presso la Sala Liszt dell’Accademia d’Ungheria in Via Giulia, 1 – Palazzo Falconieri verrà proiettata la commedia di Károly Ujj-Mészáros, Liza, la principessa volpe (2015, ’98). Si tratta del primo lungometraggio del regista, sceneggiatore, produttore ungherese classe ’68. Secondo un’antica leggenda giapponese alcuni demoni travestiti da figure femminili di volpe incantano e seducono gli uomini, con lo scopo di rubare loro le anime e la vita. Lisa, un’infermiera innocente e solitaria cura da 12 anni la signora Marta, vedova dell’ex ambasciatore ungherese in Giappone. Quando la signora Marta muore, l’infermiera eredita il suo bell’appartamento in centro e rimane sola con il proprio amico immaginario Tony Tani, defunto cantante giapponese di musica pop. Nell’appartamento, però, muore in circostanze poco chiare anche il primo corteggiatore di Lisa. Il caso viene affidato al maresciallo Zoltán, poliziotto di provincia che si trasferisce proprio nell’appartamento di Lisa per poter osservare l’infermiera sospettata. Lisa comincia pian piano a convincersi di essere una principessa volpe, visto che intorno a lei muoiono sempre più corteggiatori…
Il pluripremiato film (tra i ben 14 premi, si ricordano Fantasporto International Film Festival 2015 – Miglior film; Imagine Film Festival Amsterdam 2015 – Premio argento Méliès, BIFFF di Bruxelles 2015 – Premio Orbit e Premio Pegasus, del pubblico; Nocturna Film Festival di Madrid 2015 – Premio Pail Naschy; Seattle International Film Festival 2015 – Grand Jury Prize New Directors Competition; Hungarian Film Festival of Los Angeles 2015 – Miglior film; Rassegna Cinema Ungherese, Budapest 2016- Miglior film), verrà proiettato in ungherese con sottotitoli in italiano. Ingresso gratuito! (foto: Liza)

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Legge elettorale: Quella chimera del 40%

Posted by fidest press agency su martedì, 7 febbraio 2017

urne-voteDopo la bocciatura della legge elettorale da parte della Consulta le forze politiche in Parlamento sono, come al solito, in grande fibrillazione. Il loro obiettivo principale sembra essere quasi esclusivamente il raggiungimento della fatidica soglia del 40%, che permetterebbe loro quel ‘premio di maggioranza’ tanto ambito per garantire la governabilità di questo Paese. Da Renzi a Berlusconi, da Grillo a Salvini… Il loro pare essere un vero e proprio assillo.
Gli ultimi sondaggi politici, pubblicati in questi ultimi giorni, danno in netta flessione sia il PD che il M5S, complici i fatti attuali che stanno scuotendo e demolendo dall’interno entrambi questi due partiti.
Osservando la restante distribuzione emersa dai sondaggi i punti persi da questi primi due li ritroviamo, in percentuale più o meno proporzionata alla rispettiva grandezza originaria, in tutti gli altri che seguono.
Cosa significa? Che gli elettori che non si sentono più rappresentati dai partiti originari di militanza corrono immediatamente nelle braccia di qualcun altro? Tutti pervasi dalla frenesia di tifare immediatamente per un’altra squadra per non restare fuori dallo stadio o dal campionato? Come se nessuno di essi mai utilizzasse lo stand-by politico ed elettorale?
Ai cervelloni dei sondaggi e ai tanti politicanti di vecchia e nuova professione estremamente ferrati su questi accostamenti ludo-politici, il MAPI vorrebbe pacatamente replicare: “ma allora, se così fosse, da dove escono quei 25 e passa milioni di elettori che spesso e volentieri si astengono nelle elezioni politico-amministrative? Possibile che le giornate in cui si vota siano funestate da generalizzate indisposizioni e pandemie?”
Il trucco -secondo noi- per mezzo del quale “tutti” i partiti continuano imperterriti ad imbrogliare l’elettorato, e quindi l’intero popolo e che è alla base dell’ignobile disfatta italiana, è il mega-imbroglio numerico ai danni della “reale” rappresentatività politica (dal cui calcolo vengono preventivamente e sistematicamente escluse le compagini astensioniste) e dal quale originano, inevitabilmente, il caos istituzionale e le ingovernabilità che vedono gli italiani perennemente vittime.
Un Parlamento che fosse ‘almeno in qualche forma o occasione di esercizio’ lo specchio reale ed effettivo della rappresentanza politica popolare -ovvero la fotografia fedele dell’espressione politica sovrana dell’elettorato-, non solo porterebbe al risparmio di una valanga di risorse oggi come ieri famelicamente trafugate in mille modi da “delegati” affossatori del bene comune, ma ciò si ripercuoterebbe positivamente anche nella selezione di una classe politica più adeguata che, di certo, non si blinderebbe come invece fa ora nel più grande hotel a cinque stelle europeo, vale a dire quello delle élites politico-parlamentari italiane.
Cari impostori del bene comune o ladri di sovranità -come meglio preferite-, anche se dai vostri cilindri riuscirete immancabilmente a far uscire la quadra per una ennesima legge elettorale truffaldina e taroccata, sappiate che il 40% riferito al popolo sovrano autentico, quello che nella realtà vera davvero conta, sarà per voi una chimera che avvisterete solo con la fantasia. O, peggio, quando fuggirete, con i binocoli… (Per il Movimento Astensionista Politico Italiano)

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Mostra ‘Dopo Carosello… tutti a letto! L’influenza di pubblicità e TV sui bambini’

Posted by fidest press agency su martedì, 7 febbraio 2017

carosello italiano

Roma Fino al 28 Febbraio 2017 Sala della Biblioteca di Scienze della Formazione Via Milazzo 11. In occasione dei 60 anni dalla nascita di Carosello e 40 anni dal suo termine (3 febbraio 1957 e 1° gennaio 1977), la biblioteca di Scienze della Formazione suggerisce una bibliografia ed espone dei libri sul ruolo della pubblicità e della televisione con riguardo all’influenza che esercitano sui bambini.
Dal 1957 al 1977 i bambini sono stati, in un certo senso incoraggiati, alla visione di Carosello, dalle 20.50 alle 21.00. Per una legge allora vigente non era concesso fare della pubblicità all’interno di alcuno spettacolo televisivo serale.
Famosi registi hanno realizzato gli sketch del programma, la cui trama doveva essere estranea al prodotto, pubblicizzato poi in pochi secondi.Carosello è stato in Italia l’inizio di un’era mediatica fortemente improntata al consumismo ed ha influenzato i gusti e le abitudini alimentari, i comportamenti di stile di vita e di consumo (Sygmunt Bauman ha definito con questi cambiamenti il passaggio ad una società “liquida”) e anche la costruzione dei ruoli di genere.

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Minori e internet

Posted by fidest press agency su martedì, 7 febbraio 2017

internetSecondo una ricerca condotta in esclusiva da IPSOS per Save the Children alla vigilia del Safer Internet Day, il 50% degli adulti e il 58% dei ragazzi accetta che una app acceda ai propri contatti, pur di usarla, considerandolo il giusto prezzo per essere presenti online; 9 su 10 non fanno nulla per proteggere la propria immagine online, come cancellare post passati o rimuovere tag del proprio nome da una foto. Quasi un ragazzo su dieci utilizza carte prepagate o sistemi di pagamento online per scommesse e giochi legali on line, come poker o casino, riservati agli adulti. Più di 1 su 5 invia video o immagini intime di se stesso a coetanei e adulti conosciuti in rete, o attiva la webcam per ottenere regali. Adulti e ragazzi vivono una vita sempre più social, con una media di più di 5 profili a testa, e sono sempre più connessi via smartphone (il 95% degli adulti e il 97% dei ragazzi ne possiede uno), ma sono quasi del tutto inconsapevoli delle conseguenze delle loro attività in rete: sanno che mentre navigano i loro dati vengono registrati (i due terzi sia degli adulti che dei ragazzi) anche se non sanno esattamente quali; se ne dicono preoccupati (l’80% di entrambi i gruppi di riferimento), ma hanno ormai interiorizzato l’idea che la loro cessione sia il giusto prezzo per essere presenti on line e accedere ai servizi che interessano loro (circa il 90% di tutti coloro che consentono ad un’app l’accesso ai propri contatti).Questo lo scenario che emerge dalla ricerca inedita di IPSOS per Save the Children su “Il consenso in ambiente digitale: percezione e consapevolezza tra i teen ager e gli adulti”, diffusa oggi alla vigilia del Safer Internet Day, la giornata annuale per la promozione di un utilizzo sicuro e responsabile delle tecnologie digitali.La ricerca rivela inoltre che vi è una scarsa cura della propria storia online sia per gli adulti che per i ragazzi, che non prevede una “manutenzione” costante dei propri profili e che sembra quasi esasperare l’importanza esclusiva dell’essere “presente qui e ora”: circa 9 su 10 non compiono azioni efficaci per proteggere la propria immagine online, come cancellare post passati (solo il 18% dei ragazzi e il 14% degli adulti l’ha fatto almeno una volta), togliere il tag del proprio nome da una foto postata online (lo fa solo il 12% di entrambi i gruppi di riferimento) o bloccare qualcuno su Facebook o Whatsapp (lo fa solo il 19% dei ragazzi e il 16% degli adulti). Il 75% degli adulti e il 72% dei ragazzi intervistati crede che non sia mai sicuro condividere online foto e video intimi e riservati. Per il 67% dei primi e il 65% dei secondi se un contenuto condiviso con qualcuno dilaga in rete, la responsabilità è di chi lo diffonde; il 67% e il 68% ritengono che la colpa sia di chi in seguito lo condivide in modo allargato e non autorizzato. Ben l’81% degli adulti e il 73% dei ragazzi pensano che vi sia una sorta di “consenso implicito” alla diffusione, nel momento in cui qualcosa viene condiviso online anche se non con una sola persona.
Il 23% degli adulti e il 29% dei ragazzi, invece, sono convinti che sia sempre sicuro condividere foto o video intimi on line perché “lo fanno tutti”, mentre il 41% degli adulti e il 44% dei ragazzi, benché consapevoli dei rischi, ritengono che a volte non si abbia nessuna scelta alternativa. Esiste inoltre circa il 40% di entrambi i gruppi di riferimento che pensa che la condivisione sia sicura se ristretta a utenti di cui ci si fida, anche se non ci si conosce di persona, o se ti fai promettere che i contenuti condivisi non saranno ulteriormente diffusi (26% degli adulti e 32% dei ragazzi). I ragazzi intervistati raccontano però che tra i loro amici più di 1 su 5 invia video o immagini intime di se stesso a coetanei e adulti conosciuti in rete, o attiva la webcam per ottenere regali. Quando si tratta di valutare l’attendibilità di una notizia, per circa i ¾ degli intervistati (78% adulti e 73% ragazzi) la prudenza è d’uopo, ma per contro il 43% dei minori e il 37% degli adulti basano il proprio giudizio sulle condivisioni che quella notizia riceve.
L’accesso a strumenti che consentono di fare acquisti online – come il sistema Paypal e le carte prepagate – alimentano un vivace traffico di acquisti online, ma espongono anche i ragazzi all’opportunità di utilizzare la rete per scommettere, accedere a giochi online, come poker e casino, e ad altri siti riservati ad adulti (lo fa quasi 1 ragazzo su 10).“I risultati che emergono dalla ricerca dimostrano che adulti e ragazzi condividono le stesse conoscenze, gli stessi livelli di consapevolezza delle conseguenze dei loro comportamenti in rete e spesso anche i comportamenti stessi. Si tratta di un dato preoccupante se pensiamo che proprio gli adulti dovrebbero esercitare un ruolo di guida in un contesto complesso e in continua evoluzione, come quello del mondo e delle tecnologie digitali”, spiega Raffaela Milano, Direttore dei Programmi Italia-Europa di Save the Children. Esercitare il consenso in internet: è possibile? La ricerca IPSOS è disponibile al link: https://we.tl/YY7EWFjLyv

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Seminario d’Antichistica

Posted by fidest press agency su martedì, 7 febbraio 2017

Roma Venerdì 10 Febbraio 2017, ore 15:00 Dipartimento di Studi Umanistici, Aula Radiciotti Via Ostiense 234/236 Università degli Studi Roma Tre, il Prof. Riccardo Chiaradonna (Università Roma Tre) terrà un Seminario sul tema: Il commento alle Categorie del cosiddetto “Palinsesto di Archimede”.

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Primo appuntamento per il laboratorio creativo dei farmacisti: “Capsula”

Posted by fidest press agency su martedì, 7 febbraio 2017

capsulaRoma 12 febbraio ore 9:30 oppure 13:30 – in via Trionfale, 13592 a Roma presso la sede Sartoretto Verna. Ormai sono anni che si cerca di utilizzare un metodo di comunicazione atto a garantire al cliente la possibilità di scelta, senza l’utilizzo di termini o tipi di comunicazione che non mirano al punto focale, ma confondono l’acquirente. Questa strategia non è per tutti e bisogna saperla pianificare bene per applicarla, ma riesce più d’ogni altra a fidelizzare il cliente creando “passaparola”. Si tratta della tecnica più potente oggi per diventare la prima scelta nella mente dei clienti, quando si pensa alla cura e al benessere della persona.
Durante gli incontri, sarà possibile apprendere gli strumenti per realizzare una Farmacia Vincente e sostituire le proprie “lance spuntate” con nuove invincibili armi di vendita! I relatori della giornata : Luca Sartoretto Verna, Paolo Piovesan, Luca Russo, Giacomo Calzolari e Maria Palmieri saranno gli oratori di questo primo incontro.
Si parlerà dell’evoluzione della comunicazione, ovvero come si passa da una comunicazione commerciale a quella professionale: non si cercherà più di attirare l’attenzione attraverso l’uso di colori, texture grafiche, messaggi di vendita, che intorpidisco il cliente, senza comunicare il vero senso del prodotto, bensì si cercherà di utilizzare un tipo di comunicazione professionale che sa incuriosire ed intrattenere e resta impressa nella mente delle persone. (foto: capsula)

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I problemi del fine vita

Posted by fidest press agency su martedì, 7 febbraio 2017

Roma Venerdì 10 Febbraio 2017, ore 15:00 Dipartimento di Scienze Politiche, Sala del Consiglio IV pianoVia G. Chiabrera 199 si svolgerà la presentazione del libro I problemi del fine vita di Donato Carusi – Tentativi di legiferazione in materia di testamento biologico. Dopo i saluti del direttore del Dipartimento, prof. Francesco Guida e del prof. Vincenzo Cuffaro, ne discuteranno i professori Renato Clarizia, Riccardo Gualdo e Demetrio Neri. Presiede e conclude il prof. Lorenzo D’Avack. Sarà presente l’autore.

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Seminario di Geometria

Posted by fidest press agency su martedì, 7 febbraio 2017

geometria1Roma Giovedì 9 Febbraio 2017, ore 14:30 Dipartimento di Matematica e Fisica, Aula 211 Largo San Leonardo Murialdo 1 Curves with ordinary singularities Florin Ambro (Institute of Mathematics of the Romanian Academy, Bucharest) Abstract. I will discuss the classification of projective curves with ordinary singularities, in a way parallel to the classification of projective curves with no singularities.

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