Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 15

Archive for 9 febbraio 2017

Se crolla l’Euro, viene giù l’Unione Europea

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 febbraio 2017

banca centrale europeaL’Unione Europea non sopravviverà alla fine dell’Euro, ha avvertito Mario Draghi, presidente della Banca Centrale Europea. Un timore dal contenuto piuttosto ovvio e intuitivo. Ma nell’epoca in cui viviamo, il rischio concretissimo di buttare al macero settant’anni di grandissimi progressi sociali, economici e di pace non fa più paura. Equiparare l’UE all’Unione Sovietica o la Germania di oggi al Terzo Reich fa tendenza e attira scrosci di applausi. E alla fine una buona parte dell’opinione pubblica ha finito per crederci davvero. Un’epoca che verrà studiata come un manifesto alla scarsa qualità del nostro sistema d’istruzione, che non solo insegna male a leggere e scrivere, ma tratta la storia solo come fredda nozionistica e ignora del tutto l’educazione civica.
Nulla è tabù, per carità, nulla vieta che si decida di sfasciare tutto. Trattandosi di un esperimento umano che cerca di ricomporre secoli e di guerre e frammentazione, l’UE e l’Euro sono imperfetti e necessitano di continui aggiustamenti, anche drastici, su cui faticano a mettersi d’accordo decine di capi di Governo. Col senno di poi, avremmo potuto e dovuto evitare molti errori, a cui ora devono far fronte Istituzioni europee deboli e sotto continuo attacco, e Paesi membri dove dilagano forze politiche sovraniste.
Ma non per questo si possono prendere in giro gli elettori, invitandoli ad uscire dall’Euro per “salvare” l’UE, come continuano a ripeterci i populisti nostrani. Più sinceri e onesti i populisti d’Oltralpe, che almeno la dicono tutta ai propri elettori: uscire dall’Euro e dall’UE, dalla Nato e, perché no, anche dal ventunesimo secolo. (Pietro Moretti, vicepresidente Aduc)

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Ricordo della tragedia delle foibe

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 febbraio 2017

foibe«Si avvicina il 10 febbraio, data in cui ricorre il Giorno del Ricordo della tragedia delle foibe e del dramma dell’esodo giuliano-dalmata. Nell’imminenza di questa celebrazione torno a rivolgere il mio appello al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, perché partecipi alle commemorazioni ufficiali di una ricorrenza istituita per legge dal Parlamento italiano. Sarebbe incomprensibile, e francamente scandaloso, se il Presidente della Repubblica ritenesse per il secondo anno consecutivo di non essere presente alla foiba di Basovizza. Io ci sarò, Fratelli d’Italia ci sarà come ogni anno, e chiediamo a tutti i politici di partecipare a questo evento, semmai per sopperire all’assenza del Capo dello Stato. In ogni caso speriamo che Mattarella ci ripensi». Lo dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Banche: I grandi insolventi restano anonimi

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 febbraio 2017

«Scandalosa decisione del Governo e del Pd di non rendere pubblica la lista dei grandi insolventi che hanno causato il crack delle banche salvate dallo Stato con i soldi degli italiani. L’Italia è ostaggio di una cricca di malfattori composta da banchieri disonesti, affaristi spregiudicati e politici compiacenti. Sarà il popolo a fare giustizia appena gli verrà data la possibilità di votare. E gli italiani sappiano sin da ora che, se ci daranno il loro consenso per governare, faremo piena luce su questo sistema malato e ne chiederemo conto ai responsabili». Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Unione Naz. Consumatori su garanzia 97 mln a Ryder Cup: vergognoso

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 febbraio 2017

poletti-giuliano-Legacoop_11La commissione Finanze del Senato ha permesso al Credito sportivo di concedere la garanzia per 97 milioni alla Ryder Cup di golf, che sarà ospitata dall’Italia nel 2022. “E’ vergognoso che in un Paese in cui si è raggiunto il primato di poveri, 4,6 milioni di poveri assoluti, per i quali il Fondo per la lotta alla povertà è stato incrementato nell’ultima Legge di Bilancio di appena 150 milioni, quando lo stesso ministro Poletti ne aveva chiesti almeno 500, si diano garanzie per 97 milioni per l’organizzazione di un evento sportivo, per quanto prestigioso. Evidentemente non si comprende quali sono le priorità di questo Paese” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. L’associazione ricorda che questa spesa era già prevista nell’ultima Legge di Bilancio, una legge nella quale ci sono ben 120 interventi di spesa. Un comma su cinque prevede un impegno per le casse dello Stato: dagli 83 milioni per le ciclovie turistiche ai 20 milioni di euro all’anno per le finali di coppa del mondo di Sci del 2020, dai 3 milioni per la biodiversità marina ai 2 mln all’anno per il fondo per le rievocazioni storiche, dai 20 mln per la promozione della lingua italiana all’estero (30 mln nel 2018 e 50 nel 2019) ai 4 mln all’anno per gli enti gestori di corsi di lingua all’estero. In totale un miliardo e mezzo (1,513 mln) nel solo 2017 per fondi ad hoc, che salgono a 1 mld e 689 nel 2018 e a 1 mld e 886 nel 2019. (L’emendamento passato in commissione è stato ritenuto nullo dal presidente del senato Grasso perché non attinente e in violazione del dettato costituzionale. Le opposizioni avevano ragione.)

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No alla riduzione dei medici di medicina generale

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 febbraio 2017

medico-famiglia3Il Consiglio regionale ha inviato alla Commissione Sanità una mozione del M5S Lombardia che invita la Regione Lombardia a “valutare in tempi brevi la situazione della disponibilità di medici di medicina generale nell’arco dei prossimi 5 anni” e ad “aumentare il numero di medici abilitati che possano frequentare i corsi di formazione specifica in Medicina Generale, in accordo con i ministeri della Salute e della Ricerca”.
Paola Macchi, consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: “L’intenzione di approfondire è seria, è però una mozione da discutere in tempi brevi. Entro il 2023, secondo i dati diffusi da Enpam, l’ente nazionale di previdenza per i medici e gli odontoiatri, potrebbero andare in pensione in Lombardia 2.776 medici di medicina generale. La Lombardia deve intervenire immediatamente per evitare che nell’arco di 5 anni sia ridotta la disponibilità di medici e di conseguenza ne risenta l’offerta di servizi sanitari ai cittadini. Già ora in regione molti medici seguono anche più dei 1500 pazienti dati come limite massimo dalla legge e con la prevedibile ondata di pensionamenti la situazione potrebbe avere ricadute negative sulla salute pubblica”.

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Teleselling: bene operatori, ora si approvi legge

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 febbraio 2017

senatoContro il telemarketing selvaggio, le principali compagnie telefoniche oggi in audizione in Senato hanno detto si all’allargamento del registro delle opposizioni anche ai numeri non presenti sugli elenchi e ai cellulari, oltre che al ricorso ad una ‘black list’ delle aziende che non rispettano determinati requisiti o, in alternativa, ad una ‘white list’ di quelle virtuose.
“Bene, una buona notizia. Ora non ci sono più scuse per ritardare l’approvazione di una legge che affronti il problema del teleselling selvaggio al quale attualmente, su 115 milioni di linee telefoniche, tra fisse e mobili, possono iscriversi solo 13 milioni, l’11,3%, ossia quelle negli elenchi telefonici” dichiara Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Per risolvere il problema, però, bisogna fare in modo che l’iscrizione al Registro consenta la cancellazione contestuale di ogni eventuale consenso pregresso, per permettere al cittadino di riprendere il pieno controllo dei propri dati. Va anche cambiato il sistema di accesso al Registro. Attualmente gli operatori più numeri controllano, più pagano. Bisogna, invece, che gli operatori paghino una quota fissa, definita sulla base del fatturato. Infine va introdotto un meccanismo di corresponsabilità tra l’azienda che avvia la campagna e il call-center che fa le telefonate (per evitare rimpalli di responsabilità e di dover perseguire piccoli call-center con sede all’estero)” conclude Dona.

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Controlli antidroga ai politici: proposta respinta

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 febbraio 2017

regione lombardiaMilano palazzo della Regione. Il Consiglio regionale ha approvato una mozione sull’obbligo di sorveglianza sanitaria, relativo all’uso e abuso di sostanze stupefacenti, del personale insegnanti e del personale sanitario. Nel corso della discussione è stato bocciato un emendamento del M5S che chiedeva l’estensione dell’obbligo anche “a coloro che ricoprono cariche pubbliche o hanno ruoli di responsabilità pubblica, a partire dai consiglieri regionali”. Paola Macchi, consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: “I controlli antidroghe, una battaglia dei nostri portavoce alla Camera dei Deputati, andavano estesi anche alla categoria dei politici e degli amministratori. E’ questione di coerenza dobbiamo dare il buon esempio a partire da noi stessi che assumiamo decisioni che necessitano di assoluta lucidità”.

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Italiani senza cittadinanza

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 febbraio 2017

torino5gTorino. «È inspiegabile che una norma di civiltà come la legge sullo Ius soli sia bloccata al Senato da più di un anno. Come è stata approvata già alla Camera, allo stesso modo deve avvenire al Senato portando a termine l’iter per l’approvazione della legge. Si tratta di un atto al quale il nostro Paese non può sottrarsi» – così Monica Cerutti, assessora all’Immigrazione della Regione Piemonte, ha commentato il sit-in permanente del movimento Italiani Senza Cittadinanza.
«Si tratta di cittadini e cittadine che rivendicano un proprio diritto. Sono figli/e di genitori stranieri nati in Italia che chiedono di poter legittimare il proprio percorso di inclusione. Questa legge sarebbe uno strumento valido per permettere alle nuove generazioni di sentirsi parte di una comunità e allontanarle anche da eventuali pericoli di radicalizzazioni» – ha continuato Monica Cerutti, assessora all’Immigrazione della Regione Piemonte.
«Deve però essere chiaro che: lo stop in Senato della legge sullo Ius soli non può essere uno strumento di baratto politico per facilitare il percorso di una nuova legge elettorale» – ha concluso Monica Cerutti, assessora all’Immigrazione della Regione Piemonte.

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Rifugiati in fuga dal Burundi: necessari ulteriori terreni per allestire nuovi campi

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 febbraio 2017

burundi_mapMentre centinaia di rifugiati burundesi continuano a fuggire ogni settimana verso i Paesi confinanti, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha rivolto un appello ai governi dei Paesi di accoglienza affinché mettano urgentemente a disposizione altri terreni per allestire nuovi campi, altrimenti si rischia un drastico deterioramento delle loro condizioni.Nelle prime settimane dell’anno, il numero di persone in fuga dal Burundi, dove i negoziati di pace sono in fase di stallo, è aumentato costantemente. C’è quindi bisogno di nuovi terreni nei Paesi d’accoglienza, in particolare in Tanzania, in Ruanda, e nella Repubblica Democratica del Congo. La maggior parte delle persone in fuga è costituita da donne, minori e persone con bisogni specifici. Dall’aprile 2015 all’inizio di febbraio, il numero di rifugiati burundesi arrivati è di 386.493. Le proiezioni dell’UNHCR per il 2017 indicano che la cifra sorpasserà il mezzo milione. Attualmente la Tanzania accoglie 222.271 persone, il Ruanda 84.866 e la Repubblica Democratica del Congo 32.650. Se non verranno concesse terre per l’estensione dei campi esistenti o per la costruzione di nuovi, questi Paesi faticheranno a garantire un numero sufficiente di ripari e servizi salva-vita all’interno dei campi che sono al momento operativi. Inoltre, in questi campi le strutture devono essere rimodernate: è necessario costruire ulteriori case, scuole, presidi medici e reti fognarie migliori per ridurre i rischi di epidemie.Le condizioni di sovraffollamento nei campi esistenti alimentano carenze e problemi rispetto all’accesso ai servizi sociali essenziali, alle misure di protezione dei minori, misure contro la violenza sessuale e di genere, insufficienti aule scolastiche, assenteismo e abbandoni scolastici, assistenza alle persone con bisogni specifici.L’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati sta cooperando coi governi di accoglienza e riconosce l’impegno e la generosità che stanno dimostrando. Tuttavia, sono necessari interventi ulteriori per evitare che gli standard e le condizioni peggiorino, col rischio che gli spazi destinati all’accoglienza si riducano sempre di più a fronte dell’aumento del numero di persone in arrivo. Contemporaneamente, l’UNHCR chiede agli Stati sostenitori di incrementare l’assistenza e i finanziamenti. L’anno scorso l’Agenzia ha ricevuto contributi pari a 96,1 milioni di dollari statunitensi, il 53% della somma richiesta, un importo vitale per la gestione della situazione in Burundi.
In Tanzania, che ha accolto più rifugiati di ogni altro Paese, si è registrata la pressione maggiore. Il numero di persone arrivate è stato elevato durante tutto il mese di gennaio, con una media di circa 600 arrivi al giorno. Tutti e tre i campi sono sotto pressione. L’UNHCR, insieme ai partner, chiede che il governo conceda con urgenza nuovi terreni su cui allestire altri campi.
Il campo di Nduta, l’unico, per ora, ad accogliere le ultime persone in arrivo, ha già superato la sua capienza massima di 100.000 posti ed è il campo sottoposto a pressione maggiore. Le organizzazioni umanitarie faticano a garantire i servizi essenziali e temono lo scoppio di epidemie a causa del sovraffollamento se le strutture non saranno adeguate. L’UNHCR e le altre agenzie umanitarie continuano a rivolgere appelli al governo della Tanzania affinché metta immediatamente a disposizione altri campi (con sufficiente disponibilità d’acqua) per garantire ai rifugiati un’accoglienza dignitosa, assistenza umanitaria e protezione.
Repubblica Democratica del Congo
Nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), sono necessari nuovi terreni presso il campo di Lusenda, dove nel 2016 la popolazione rifugiata è quasi raddoppiata arrivando a 25.000 persone. A gennaio, qui sono stati registrati circa 1.040 burundesi; mentre un numero crescente di persone attende nei campi di transito di esservi trasferita.
La maggior parte dei rifugiati burundesi presenti nella RDC vive a Lusenda, a circa 70 km dal confine col Burundi. Il campo è stato ampliato diverse volte nel corso del 2016, ma ormai è quasi pieno. Gli alloggi sono attaccati l’uno all’altro e l’UNHCR teme il rischio di incendi se dovessero venirne costruiti altri. La mancanza di terreni ha reso impossibile la distribuzione ai rifugiati di lotti di terra da adibire alle coltivazioni, una misura che permetterebbe loro di autosostentarsi.
Ruanda.Il campo di Mahama ha oltrepassato la capacità prevista di 50.000 rifugiati e, al momento, ne accoglie oltre 53.000. Dei 38.000 burundesi rifugiati nelle aree urbane, molti stanno chiedendo di essere trasferiti a Mahama, dal momento che non riescono più a mantenersi nelle città. A causa del numero di persone in arrivo, con più di 160 a settimana nel mese di gennaio (il doppio dell’anno passato), in molti vivono in capannoni sovraffollati sotto teloni di plastica, in attesa di essere traferiti in alloggi per famiglie. In questi capannoni, oltre a livelli di igiene inadeguati, le stesse condizioni abitative pongonoo rischi in termini di protezione data la mancanza di privacy.
Nel campo di Mahama altre problematiche serie sono rappresentate dal peggioramento delle condizioni del terreno, dalla mancanza di illuminazione e da un sistema fognario inadeguato che causano rischi per la salute e la sicurezza. Infatti, a seguito alle forti piogge si formano voragini nel terreno e questo causa il deterioramento della condizioni igienico-sanitarie. Ciò comporta rischi per la salute, danni agli alloggi e potrebbe essere pericoloso per i bambini. L’UNHCR intende allestire sistemazioni migliori, ma è necessario che ulteriori terreni vengano concessi con urgenza.
L’Uganda, che accoglie circa 44.000 rifugiati burundesi, adotta un approccio che permette una migliore gestione e protezione dei rifugiati, estendendo in modo progressivo le aree adibite all’accoglienza. All’arrivo vengono distribuiti ai rifugiati terreni su cui costruire le proprie case e poter coltivare, permettendo loro di vivere a contatto con le comunità di accoglienza. Il governo ha destinato determinati lotti di terra esclusivamente per l’accoglienza dei rifugiati, tuttavia sono necessari ulteriori investimenti nelle infrastrutture locali per garantire che i rifugiati abbiano accesso ai servizi di prima necessità.

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