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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

Archive for 10 febbraio 2017

Foibe: da che parte stare?

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 febbraio 2017

foibe«Oggi in occasione del 10 febbraio, Giorno del Ricordo, sono alla cerimonia ufficiale alla foiba di Basovizza. Dispiace l’assenza del Presidente della Repubblica Mattarella. Perché il ricordo di quei figli d’Italia massacrati è doveroso, e perché ci ricorda che la nostra libertà non è scontata. Oggi come ieri bisogna scegliere da che parte stare, se a difesa degli italiani o a subire i diktat stranieri. Noi non abbiamo dubbi da che parte stare». Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che questa mattina ha partecipato alla commemorazione istituzionale organizzata alla foiba di Basovizza in occasione del Giorno del Ricordo. (n.r. genocidi, eccidi e quanto altro sono così odiosi che si commentano da soli. Non crediamo che il Presidente della Repubblica rinunciando a recarsi alla cerimonia ufficiale di Basovizza abbia voluto fare una distinzione tra il furore nazista e la violenza dei partigiani di Tito. Non lo ha fatto nemmeno il comune di Roma deponendo una corona sull’altare della patria. E’ stato un gesto di rispetto per le tante vittime innocenti che sono state immolate sull’ara della lotta condotta sino alle estreme e crudeli conseguenze. Diamo merito a Giorgia Meloni nell’aver saputo portare avanti una storia tanto dolorosa da risentirne il peso e la vergogna per il come l’umanità possa macchiarsi di tali infamie e solo l’idea che restino nell’oblio non ci fa certo onore. Non vorremmo nemmeno pensarlo.

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Sant’Egidio, a San Giovanni festa per i 49 anni con il “popolo” della Comunità

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 febbraio 2017

san giovanni in lateranoRoma Basilica di San Giovanni in Laterano affollata ieri sera per i 49 anni della Comunità di Sant’Egidio. Un “popolo” di ogni età, proveniente da tutti i quartieri della Capitale, insieme agli amici che lo accompagnano e ad alcuni rappresentanti delle istituzioni, ha partecipato alla celebrazione presieduta da monsignor Giovanni Angelo Becciu.
Durante la sua omelia il Sostituto della Segreteria di Stato per gli Affari Generali ha insitito sulla vocazione di Sant’Egidio: “La vostra missione è andare in tutte le periferie, dove vi sono conflitti, dove le persone non sono riconosciute nella loro dignità, dove le diversità sono vissute come esclusione e conflitto invece che come arricchimento”. Perché “le periferie tornino ad essere al centro”. Una Comunità che è nata a Roma ma che si è aperta al mondo: “La vostra “romanità” faccia di voi tutti altrettanti collaboratori di Papa Francesco, che dilatano il suo cuore e le sue braccia, giungendo là dove egli non può arrivare fisicamente. Solo così cambierà anche la geopolitica mondiale”. E ha definito “tenace” il lavoro portato avanti da Sant’Egidio, come quello rivolto all’integrazione degli immigrati e dei rifugiati: “Mi permetto di incoraggiarvi a continuare a costruire ponti, legami, perché si affermi una civiltà del vivere insieme, una civiltà dell’amore, anche se non sempre questo è l’orientamento del mondo, soprattutto in questi tempi”.
Rivolgendo un saluto al termine della liturgia, il presidente della Comunità, Marco Impagliazzo, ha affermato: “Crediamo in una città dove non esiste il noi e il loro, ma dove si può costruire insieme una grande forza di pace. Oggi non celebriamo un’istituzione, ma viviamo un momento di festa che non esclude nessuno. Qui è rappresentata tutta Roma, tutte le generazioni: dai bambini agli anziani, romani e romani acquisiti, rappresentanti di tanti paesi, culture e religioni”. “Non è un caso, è una scelta – ha sottolineato Impagliazzo – la nostra vita di ogni giorno, al centro come nella periferia. Questa città, e più in generale la società, ha bisogno del contributo di tutti per crescere bene e realizzare il bisogno che sentiamo più urgente in questo tempo: quello della pace”.
Alla fine della celebrazione, grande festa nel portico del Laterano con al centro quelle periferie umane ed esistenziali che sin dall’inizio fanno parte integrante della Comunità: presenti tanti senza dimora con i quali la Comunità ha una lunga amicizia che ha permesso di trovare alcune soluzioni concrete, i disabili, inseriti in percorsi di inclusione sociale, gli anziani in difficoltà, a cui Sant’Egidio è particolarmente vicino, insieme agli immigrati e ai profughi siriani arrivati dal Libano con i corridoi umanitari. Una festa aperta a tutti gli amici della Comunità e ai rappresentanti delle istituzioni (dal presidente del Senato, Pietro Grasso, al sindaco di Roma, Virginia Raggi), che verrà replicata negli oltre 70 Paesi in cui è presente Sant’Egidio, con oltre 60 mila persone, dall’Europa all’Africa, dall’Asia all’America Latina.

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A labour shortage looms in Asia

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 febbraio 2017

labour-shortageTHE agencies are anonymous and unobtrusive amid the glamorous hustle of Shanghai, the better to stay in the shadows. They deal in an illegal but highly desirable product: people, specifically Filipina domestic workers to serve China’s growing middle class. Filipina helpers, says one agent, will follow your exact instructions, whereas locals are choosy and tend to handle only one task: if they clean, for instance, they will not look after children. Filipinas’ diligence makes them popular: the Philippine consulate in Hong Kong estimates that more than 200,000 undocumented Filipinas work as domestic helpers in China, earning 5,000 yuan ($728) per month, far more than they could make back home. As for legal troubles, the agents are reassuring: fines can be hefty but are rarely imposed. One agent admitted that a client was caught employing an illegal worker; the worker was sent home, but the client was not fined.Another Filipina no doubt took her place: the Philippines abounds with labour, and China needs domestic workers. This exemplifies two demographic trends in Asia. Poor, young South and South-East Asian countries suffer low wages and underemployment, while richer, ageing countries in the north need more people to bolster their workforces. Theoretically, this problem contains its own solution: millions of young workers should go north and east. Receiving countries would benefit from their labour, while their home countries would benefit from their remittances and eventually from the transfer of skills when the workers return, as many migrant labourers do.Practice, however, is less accommodating than theory. The Asian “model” of migration tends to be highly restrictive, dedicated to stemming immigration, rather than managing it. Entry is often severely curtailed, permanent settlement strongly discouraged and citizenship kept out of reach.Asia is home to about half of the world’s population, but is the source of only 34% of its emigrants and host to only 17% of its immigrants. About a third of Asians who have left their country have laid their hats somewhere else in Asia. But despite wide income and age gaps between one end of Asia and the other, three-quarters of intra-Asian migrants remain in their own part of the region: South Asians migrate elsewhere in South Asia, East Asians stick to East Asia, and so on.Much of this labour is irregular. Thailand, for instance, may have as many as 5m migrant workers, mainly from neighbouring Myanmar, Cambodia and Laos. Many of them lack visas—particularly those in construction and services. Around three years ago, a rumoured crackdown on illegal labour sent around 200,000 Cambodians fleeing for the border. The resulting paralysis of the construction industry, among others, prompted Thailand to reverse course quickly and implement a brief amnesty during which workers could apply for temporary documents. Some workers do not bother with those, complaining that the process of getting them is too time-consuming and expensive. Still, millions remain willing to take the risk of working illegally or semi-legally in Thailand because wages back home are so low.China has long been able to satisfy its demand for labour by moving rural citizens to cities: every year around 150m Chinese temporarily leave the countryside to staff factories, cook in restaurants and clean homes. But with China’s population ageing, foreign workers have begun filling the gap: as many as 50,000 Vietnamese illegally cross the border into the southern province of Guangxi each spring to help harvest sugarcane. In 2015 the provincial government started a programme to bring Vietnamese workers into local factories in one city; off to a good start, it is being introduced in other parts of Guangxi.China remains a net exporter of labour, but the balance is shifting quickly. Over the next 30 years China’s working-age population will shrink by 180m. How China handles this fall will play a large role in shaping Asian migration patterns. Manufacturers can move factories to labour-rich countries, or invest in automation. Other industries lack that option: the ILO forecasts that China will need 20m more domestic workers as it ages.Impending workforce collapse is not an exclusively Chinese problem. To keep the share of its population at working age steady, East Asia would have to import 275m people between the ages of 15 and 64 by 2030. South-East Asia would have to attract 5.9m, though that number masks wide gaps: Singapore, Malaysia, Vietnam and especially Thailand need workers, while Myanmar, Indonesia and the Philippines have too many. South Asia, meanwhile, could afford to lose 134m workers—India alone could send more than 80m abroad—without worsening its dependency ratio (photo: labour shortage) (by The Economist)

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Carnevale di Venezia al primo weekend

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 febbraio 2017

carnevale-veneziaSi alza il sipario sul Carnevale di Venezia. E come da tradizione sarà il Canale di Cannaregio ad ospitare il prologo con la tradizionale Festa Veneziana sull’Acqua suddivisa in due momenti, il sabato sera con lo spettacolo di luci e musica sulle strutture galleggianti e quello della domenica mattina con il corteo acqueo e lo street food lungo le rive.
Ad anticipare gli spettacoli, alle 8.30 di sabato 11 febbraio, un po’ di sport con la “NordicWalkinCarnival4”, marcia in maschera lungo le calli e i campielli della città d’acqua dedicata a tutti gli appassionati della “camminata nordica”. I partecipanti, oltre ad impugnare le racchette tipiche della disciplina, vestiranno bauta, tricorno e mantello.
Chi ai gradini dei ponti preferisce una solida lastra di ghiaccio, invece, potrà approfittare dell’apertura della pista da pattinaggio in campo San Polo, pronta ad accogliere grandi e piccini a partire dalle 11.
Con le prime luci della sera, verso le 18, l’attenzione si sposterà in Rio di Cannaregio, per il via della Festa Veneziana sull’Acqua: quest’anno il magico spettacolo tra i palazzi veneziani verrà curato dalla regia di Roberto Corona con la presenza di bissone storiche e gondole condotte da esperti vogatori veneziani. Uno show che regalerà a turisti e residenti un coreografico omaggio alle creature marine, con la “Regina degli Abissi” e alla luna, dominatrice delle maree, riecheggiando gli storici riti propiziatori della Serenissima. L’evento, completamente gratuito, sarà replicato alle 20 e coinvolgerà i presenti fino alle 22.
Corona-Events è una Compagnia della provincia di Pavia nata nel 2006, grazie al genio artistico di Roberto Corona. Composta da danzatori, danzatori su trampoli, attori, acrobati, musicisti e cantanti, si specializza nel campo degli spettacoli per eventi, spettacoli sull’acqua e spettacoli di piazza.
Venezia si risveglierà poi la domenica mattina del 12 febbraio per vivere la seconda parte della Festa Veneziana quella organizzata in collaborazione con l’Aepe (Associazione Esercenti Pubblici Esercizi) dal Coordinamento Associazioni Remiere Voga alla Veneta. Alle 11 il consueto corteo acqueo salperà da Punta della Dogana per raggiungere il Rio di Cannaregio a mezzogiorno: circa un centinaio le imbarcazioni tradizionali, con cinquecento vogatori coinvolti, tra cui spicca l’ormai celebre “Peàta”, quest’anno allestita per ospitare il “Leon” del Carnevale e lo spettacolo del gruppo “I Gati de Venessia”, che reinterpreteranno nel loro stile unico una vasta selezione di brani e motivi tipici. Già dalle 11, però, fondamenta e rive si coloreranno grazie all’animazione dedicata e, quando anche l’ultima caorlina taglierà il traguardo, alle ore 12.00, sarà possibile approfittare dei “cicheti” e dei dolci offerti dagli stand enogastronomici a cura di A.e.p.e.
«La Festa Veneziana sull’acqua è il risultato ottenuto dai veneziani di riappropriarsi del Carnevale – commenta Giovanni Giusto, Delegato alla Tutela delle Tradizioni – Un’idea partita vent’anni fa che negli anni è diventata una grande conferma e che si celebra in una delle zone più popolari e popolose della città come il Rio di Cannaregio dove tantissimi residenti sentono proprio questo momento e vivono spontaneamente sia il sabato sera che la domenica lo spettacolo. Il corteo acqueo identifica la tradizione e la venezianità sia per chi è a bordo delle barche a remi che si riappropriano del Canal Grande sia per chi sta a terra e condivide questo momento che mescola tradizione e turismo in una cosa sola».
carnevale-venezia1«L’obiettivo di quest’anno è ripetere i numeri dell’edizione del 2016 con 12 mila presenze in Rio de Cannaregio – aggiunge Ernesto Pancin, direttore dell’Aepe Venezia – L’invito che rivolgo a tutti i veneziani e non è di presentarsi in maschera per rendere ancora più spettacolare questo momento. La distribuzione dei “cicheti” nella ventina di banchi che vengono allestiti lungo il Rio di Cannaregio sono il simbolo della riappropriazione della tradizione e della cultura veneziana, dove Venezia e turisti diventano protagonisti assieme. Il cibo unisce le persone ed è bello che i “foresti” che passano domenica per Venezia tornino a casa non solo con il ricordo del Carnevale e delle bellezze della città ma anche della sua cucina»
Il Carnevale 2017 non è solo a Venezia: nel primo weekend di festeggiamenti, infatti, anche la Terraferma aprirà le porte a coriandoli e maschere. A partire dalle 10 di sabato mattina, nella sala polifunzionale del centro M9 di Mestre, la compagnia “Woodstock Teatro” metterà in scena lo spettacolo collegato alla mostra “Il sogno del Serpente Piumato – Fiabe dal Messico”. Al Parco Piraghetto, invece, i più piccoli potranno sperimentare con l’arte e le maschere grazie all’originale “Klimt Lab”, mentre nel primo pomeriggio, nel Villaggio Laguna di Campalto, sarà la volta dell’esibizione della Banda di Tessera. Domenica 12, di nuovo nell’area verde di via Catalani, inizierà il “Mestre Carnival Street Show”, con le esibizioni di numerosi e talentuosi artisti di strada. Ancora a Campalto, negli spazi della scuola Gramsci, si potrà assistere agli sketch e alle improvvisazioni del duo comico “Café Sconcerto”, a partire dalle 17. Spostandosi infine a Malcontenta, presso il teatro di Sant’Ilario, la compagnia “Magica Bula” di San Martino di Lupari, metterà in scena “Il Mago di Oz”.
Numerosi, nel fine settimana, anche gli appuntamenti culturali: sabato, presso la chiesa di San Lio, inaugurerà l’esposizione “Fabrica Ecclesiae”, “Vestire lo Spazio”; nel pomeriggio invece sarà la mostra “Vanitosa Venezia” ad accogliere i primi visitatori, presso l’Archivio Carlo Montanaro. Domenica, negli spazi della Peggy Guggenheim Collection, si apriranno i “Kids Day”, con un interessante appuntamento dedicato all’opera di Tancredi Parmeggiani. (foto: carnevale di venezia)

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Le follie avventuristiche di Renzi

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 febbraio 2017

ministero-finanze“La legge di bilancio del 2018, che verrà fatta in autunno, conterrà inevitabilmente una ‘manovra correttiva’ pari almeno ad un punto di Pil, perché è l’entità della clausola di salvaguardia, ma poi ci saranno anche altre derive dal punto di vista di conti da pagare. Si potrà arrivare molto probabilmente a più di 30 miliardi di correzione: 30-40 miliardi di maggiori tasse o di tagli nei servizi e nei trasferimenti per gli italiani”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio.“Il tutto con il sistema bancario ancora al collasso, la disoccupazione ai massimi storici, con l’Italia fanalino di coda come crescita e performance di investimenti. Questa è l’eredità del governo Renzi e dei suoi 1000 giorni. E Renzi con questa eredità vorrebbe anche fare la voce grossa per andare a votare. Non so cosa potrà dire agli italiani ‘voglio andare a votare, perché?’ ‘Perché ho fallito?’. Speriamo che in questi momenti difficili il corpo del Partito democratico regga. Regga a questa follia, che il governo possa andare avanti ancora un anno per tamponare, almeno, le macroscopiche falle fatte dal governo Renzi.E’ una follia quello che sta accadendo il casa Pd. Ad esempio la direzione di lunedì prossimo dove sembra debbano accadere tantissime cose. Spero non sulla testa degli italiani. Spero che il buonsenso all’interno del corpo del Partito democratico contenga le follie e le accelerazioni avventuristiche di Renzi”.

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Debito pubblico: Le responsabilità del governo

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 febbraio 2017

renzi-padoan“Padoan, nei mille giorni di Renzi, si era impegnato a diminuire il debito. Nei mille giorni di Renzi il debito è aumentato di 120-140 miliardi di euro, quindi se lo spread aumenta è colpa di Padoan, per le sue stesse parole, per sua stessa ammissione”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio.
“In tutti questi anni di governo Renzi-Padoan ci è stato detto che il debito sarebbe diminuito l’anno dopo, poi ancora l’anno dopo, in realtà ogni anno il debito è aumentato, sia in percentuale che in valore assoluto, dimostrando il fallimento della politica economica di Renzi e dei governi di centrosinistra.Stiamo a vedere cosa farà Padoan 2, con Gentiiloni, ma non vedo grande chiarezza. Abbiamo visto la procedura d’infrazione, la lettera dell’Ue, la marcia indietro, adesso stanno arrancando per trovare i 3,4 miliardi di euro per la correzione, continuano a dire che non metteranno le tasse ma in realtà per fare una correzione o si aumentano le tasse o si tagliano le agevolazioni, che equivale a un aumento di tasse. Quindi siamo vicini a un aumento della pressione fiscale”.

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Sicilia campione delle frodi europee

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 febbraio 2017

sicilia-regione-default-120718100156_big“La gestione dei fondi europei da parte delle Regioni ed in particolare della Sicilia presenta gravi problematiche. Non a caso infatti nella relazione annuale inviata dalla Corte dei Conti al Parlamento si rileva che tra irregolarità e frodi segnalate o accertate le Regioni perdono circa 356 milioni”. Lo afferma in una nota Nino Minardo, deputato di Area popolare.”Le regioni del Sud sono quelle più interessate a questo fenomeno ed in particolare la Regione Sicilia che da sola colleziona circa 167, 8 milioni di frodi, bisogna necessariamente estirpare questo malcostume con interventi sostanziali da parte del Governo.Ho chiesto al Presidente del Consiglio dei Ministri l’avvio di iniziative, nel rispetto delle sue competenze, per superare il fenomeno dei raggiri e delle truffe nell’ambito della utilizzazione dei fondi europei al fine di ripristinare la legalità nella loro gestione ed utilizzo. Si dovrebbero monitorare, dopo i rilievi della Corte dei Conti, lo stato delle frodi e dei raggiri che impediscono di avviare una politica economica efficace ed efficiente soprattutto nella Regione Sicilia che è particolarmente interessata da questi gravi fenomeni. E’ emerso- conclude il Parlamentare- che il più interessato a questi raggiri e frodi è il Fondo sociale europeo con la Sicilia che ha perso circa 71,3 milioni, è evidente, quindi, la cronica incapacità siciliana a vigilare e soprattutto a mettere a frutto le opportunità offerte dalla casa comune europea”.

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Mappa dei Rischi: come cambia l’export nell’era del protezionismo?

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 febbraio 2017

SACE (Gruppo CDP) pubblica la nuova edizione della Mappa dei Rischi e presenta lo scenario per chi esporta e investe all’estero nel Focus On “Mappa dei Rischi 2017: più incertezza nell’era dell’ognun per sé” >>. Lo studio di SACE esplora l’andamento dei diversi mercati del mondo, alla luce dei tre principali trend che influenzeranno rischi e opportunità a livello globale nel 2017: 1) aumento del debito a livello globale, con conseguenze particolarmente forti sui livelli dei rischio delle controparti bancarie; 2) tensioni valutarie; 3) instabilità geopolitica. In questo contesto, tuttavia, è d’obbligo mantenere un approccio razionale e una visione strategica: l’export e l’internazionalizzazione non sembrano destinati a ridimensionarsi, ma dovranno però avvalersi di strumenti più evoluti e trovare nuove direttrici di sviluppo.“Il protezionismo sta tornando pericolosamente in auge e le aspettative per quest’anno non sono rosee – spiega Beniamino Quintieri, Presidente di SACE -. L’esperienza insegna, tuttavia, che nel medio-lungo termine gli effetti delle barriere al commercio tendono a rivelarsi un boomerang per i paesi che le introducono, e questo è ancor più vero in un mondo in cui le catene globali del valore costituiscono, per la crescente importanza dell’import di prodotti intermedi, un fattore determinante di competitività. Crescere all’estero è ancora possibile, ma è necessario un salto di qualità nella conoscenza e assicurazione dei rischi”.
Il 2016 ha segnato un picco nelle misure protezionistiche adottate da diversi Paesi nel mondo: dallo scoppio della crisi finanziaria globale le barriere elevate sono salite a oltre 3.500; quasi un quarto di queste impongono l’obbligo di avere almeno una certa percentuale di un prodotto o servizio realizzato nel Paese, soprattutto per prodotti elettronici e veicoli. Si tratta di misure scelte in particolare dai Paesi del G20, a partire dagli Stati Uniti – terzo mercato di destinazione dell’export italiano – che hanno introdotto una misura protezionistica ogni quattro giorni. I dieci settori più colpiti dal protezionismo rappresentano quasi il 41% del commercio mondiale, che ha subito inevitabilmente una contrazione: dal 2008 al 2016 è cresciuto a un tasso medio annuo del 2,9%, ben inferiore al 7,3% messo a segno nel periodo precedente (2000-2007).Di fronte a mercati propensi ad adottare misure di limitazione del commercio internazionale, non mancano aree in controtendenza, che possono diventare ecosistemi da esplorare: i Paesi andini (Colombia, Perù, Cile), dell’area Subsahariana e dell’Asia hanno rappresentato nel solo 2015 oltre 27 miliardi di euro di esportazioni italiane, più del doppio rispetto a Cina e India insieme.

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Società Partecipate. Piccolo (PD): “Piano esuberi assurdo in assenza di indirizzi politici chiari”

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 febbraio 2017

regione-lazio“La lettera con la quale si chiede a tutte società capitoline di :”provvedere alla ricognizione del personale da inserire nell’apposito elenco, con puntuale indicazione dei profili posseduti, da trasmettere alla Regione Lazio, per la successiva gestione delle procedure di mobilità, in ambito regionale”; è quantomeno assurda e inopportuna. Faccio presente che già nel mese di agosto 2016 era stata preannunciata una delibera sulla ‘governance’ delle società capitoline, riannunciata poi nel corso della sessione di bilancio e di cui non vi è ancora traccia. L’assessore alle Partecipate, Massimo Colomban ha annunciato la settimana scorsa l’intenzione di riaccorpare le società per ridurle a 12, e di presentare il piano in Assemblea Capitolina entro un mese. Una riorganizzazione che nelle intenzioni dello stesso Colomban non deve aumentare i livelli di disoccupazione in città. Ci domandiamo a questo punto su quali basi debba avvenire l’individuazione degli esuberi in assenza di indirizzi politici chiari, pubblici e trasparenti. Non vorremmo doverci trovare di fronte un tentativo di epurazioni per aprire il campo a promozioni per gli amici degli amici come già avvenuto in queste settimane in ATAC e AMA.”
E’ quanto dichiarato in una nota dalla consigliera capitolina del PD Ilaria Piccolo.

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L’impatto di Trump sul futuro degli affari negli Stati Uniti

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 febbraio 2017

trumpLe politiche proposte dal presidente Donald Trump avranno implicazioni significative per diversi settori e per l’intera economia globale. Mentre molte delle politiche proposte sul commercio, l’ambiente e la sanità potrebbero richiedere tempo per essere attuate, la spesa per le infrastrutture e la difesa darà slancio a breve termine all’economia degli Stati Uniti.Se ampiamente distribuito, sostenendo così i progetti sia pubblici che privati, l’aumento della spesa creerà opportunità per aggiornamenti tecnologici sicuri e intelligenti sia nell’ambito delle infrastrutture sia della difesa, spianando la strada alla prossima generazione di servizi legati a viaggi, trasporti, banda larga e utility. Tuttavia, c’è mancanza di chiarezza riguardo ai modi in cui la spesa, insieme ai tagli fiscali, influenzerà la crescita economica a medio termine, specialmente se le riforme commerciali proposte da Trump porteranno alla contrazione economica.
“L’autodeterminazione avrà un ruolo sempre più importante nella cultura americana nei prossimi quattro anni e i cittadini, le aziende, le città e gli stati si adatteranno allo spostamento delle responsabilità dal governo federale”, afferma Jillian Walker, Senior Consultant per il gruppo Visionary Innovation di Frost & Sullivan. “Le decisioni relative al reddito, agli investimenti e ai finanziamenti diventeranno ancora più specifiche, personalizzate e consequenziali, e ci sarà una maggiore necessità di guidare i consumatori.”Ci sarà anche una maggiore attenzione alle tecnologie di automazione nel settore manifatturiero, in cui i produttori troveranno un equilibrio tra il controllo dei costi e l’espansione delle operazioni americane. I settori che trarranno il maggior beneficio dalla deregolamentazione proposta sono l’energia e i servizi finanziari. “In termini di consumatori, prevediamo che i modelli di erogazione connessi per l’istruzione, la sanità e i servizi finanziari guadagneranno terreno, soddisfacendo la maggiore domanda dei consumatori per una più ampia gamma di alternative convenienti, a prezzi accessibili e on-demand”, osserva Walker.Il commercio, in particolare, è avvolto in una nube di incertezza, portando le aziende a rivalutare le proprie catene di approvvigionamento e strategie di investimento a lungo termine. Le aziende si stanno inoltre adattando all’utilizzo di Trump dei social media e attueranno sempre più strategie proattive che enfatizzano il proprio impegno verso l’America.“In termini di politica estera, Trump ha iniziato la sua amministrazione con un atteggiamento molto più amichevole verso la Russia e c’è una forte possibilità che gli Stati Uniti rimuoveranno le sanzioni verso tale paese”, osserva Walker. “Le relazioni degli Stati Uniti con il Messico e la Cina saranno tese nei primi mesi della presidenza Trump. È evidente che il Messico subirà il colpo più duro, poiché i produttori americani stanno già riconsiderando l’espansione degli investimenti di capitale in tale paese.” Complessivamente, il progetto economico di Trump, il suo approccio al commercio e il suo riallineamento alle potenze globali potrebbero stimolare un boom nel breve periodo, ma potrebbero anche portare a una contrazione economica nel medio periodo se gli approcci pianificati non daranno i risultati previsti. (fonte: Frost & Sullivan)

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Il centro-destra sta lavorando per la costruzione della coalizione

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 febbraio 2017

brunetta-nardin“Forza Italia sta lavorando seriamente alla costruzione della coalizione di centrodestra che in questa fase necessita di programma e valori comuni. Per esempio, pensiamo al regionalismo speciale esteso a tutta Italia – Nord, Centro e Sud -, una riforma che già si può fare”.Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista al “Quotidiano Nazionale”.
”Molto probabilmente ora il centrodestra non è pronto per una lista unica ma il profumo della vittoria comincia a farsi sentire: nei sondaggi siamo accreditati di un 34%, la sinistra ha meno del 30% e Grillo intorno al 26%”. Per questo apprezza la proposta di Franceschini di una legge elettorale con premio alla coalizione? “Questa è stata sempre la nostra linea. Berlusconi, all`epoca del Nazareno, fu costretto ad accettare il premio alla lista per volontà di Renzi che giustificò il cambio con le pressioni di Napolitano”.
Quali sono i confini della coalizione? “Da Forza Italia alla Lega, da Fratelli d’Italia a Fitto alle altre forze cattoliche, liberali e repubblicane di centrodestra”. C`è posto per Stefano Parisi? “Non c`è posto per chi non vuole l`unità di tutto il centrodestra e per chi vuole dentro Alfano”. Come scioglierete il nodo della leadership? “Con la fine del doppio turno dichiarata dalla Corte costituzionale non è più necessario dire prima chi sarà il leader: la regola è che lo sarà chi prende più voti”. Zaia è un buon candidato premier? “Lo deciderà la Lega se prenderà più voti. Il nostro resta Berlusconi: con lui in campo Forza Italia arriva almeno al 20%”.Che lingua parlerete in Europa se la Lega sta con la Le Pen e voi con la Merkel nel Ppe? “Mi pare che nel Ppe convivano più anime e nessuno ne fa un problema. Se persino la Merkel arriva a parlare di più velocità per l`Unione ritengo possibile definire nella coalizione una strategia di riforme e di condizioni nette e dure nei confronti di questa Europa. O cambia, con la fine dell`egemonia tedesca, oppure è finita”, conclude Brunetta.

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Il pareggio di bilancio e la verità storica

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 febbraio 2017

corte costituzionaledi Pietro Di Muccio de Quattro del Comitato Scientifico Società Libera. La verità è che ciò che fa dell’Italia la schiava di Bruxelles, nonché di se stessa, non è il pareggio di bilancio, ma il debito pubblico, ben superiore a quello pur iscritto nel bilancio dello Stato.
Il pareggio di bilancio fu voluto da Einaudi ed inserito nella Costituzione del 1948; purtroppo la politica interpretò a comodo suo l’espressione “mezzi per far fronte alle spese”, che significava “niente spese a debito”, e stabilì che “mezzi” significasse non solo tributi, ma anche cambiali pubbliche. La Corte costituzionale, per parte sua, avallò la legittimità costituzionale delle spese pluriennali coperte solo il primo anno. Il “combinato disposto” di questi due vizi capitali, insieme alla promulgazione presidenziale di spese non coperte, ha prodotto la valanga distruttiva incombente sull’Italia che suona irresponsabilmente la grancassa della persecuzione europea.
Come dimostrano i dati storici, i presidenti della Repubblica, i parlamenti, i giudici costituzionali succedutisi dal 1963, i quali tutti hanno contribuito a dissestare le finanze pubbliche aggirando ed eludendo il vincolo costituzionale del pareggio di bilancio (che, al contrario, avrebbero dovuto preservare), ci hanno reso politicamente schiavi ben prima che all’orizzonte scorgessimo Maastricht eccetera.
Fino a quell’anno, stabilità monetaria e oculatezza finanziaria produssero il miracolo economico. Da allora inflazione e debiti sono considerati virtù pubbliche. Il nostro Maestro di libertà e saggezza, David Hume, insegna che o la nazione distrugge il debito pubblico o il debito pubblico distrugge la nazione. Come in effetti sta accadendo anche a noi. Perché nuovi debiti dovrebbero farci arricchire, se finora i debiti pregressi ci stanno impoverendo?

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Nuovi bandi per partnership per il cofinanziamento di attività di comunicazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 febbraio 2017

parlamento europeoLa Direzione Generale della Comunicazione (DG COMM) del Parlamento Europeo ha annunciato la pubblicazione di nuovi bandi per l’invio di proposte di partnership riguardanti il cofinanziamento di attività di comunicazione volte a promuovere e migliorare la comprensione del ruolo e della natura politica del Parlamento Europeo nei media, con particolare riferimento a radio, tv e portali online.Le richieste di partnership dovranno essere inviate entro e non oltre la mezzanotte del 28 febbraio 2017. Nel caso un media soddisfi tutti i requisiti previsti dal bando e ottenga la partnership, questa durerà fino al 2019. La partnership permette ai media di partecipare ai bandi per le sovvenzioni dei progetti Pertanto, i media che hanno già ottenuto la partnership nel 2016 (e che quindi non dovranno presentare una nuova richiesta) e quelli che l’avranno ottenuta con questo nuovo bando potranno partecipare alla gara per le sovvenzioni che verrà lanciata a marzo.Il Parlamento europeo potrà partecipare al cofinanziamento dei progetti fino a un massimo del 60% del budget totale del progetto per cui si richiederà la sovvenzione.
The Financial Regulation applicable to the general budget of the European Union sets out the principles for implementation of the budget, including the principle of transparency, which is affirmed throughout the Financial Regulation and the Rules of Application for it. Provision is made for appropriate ex ante and/or ex post publication of implementation of the budget.
Rules for publication of grants are set out in Article 128 of the Financial Regulation, which makes provision for ex ante publication of the annual programme and calls for proposals and ex post publication of grants awarded in the course of a financial year. A grant is said to have been awarded when a legal undertaking is first given, i.e. when the first agreement has been signed.

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Teatro: Liberaci dal male

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 febbraio 2017

roberta-matteidavidetassiRoma dal 16 al 19 febbraio 2017 Gio. ven. e sab. ore 20 dom ore 18 – biglietti € 15,50 Teatro Brancaccino Via Merulana, 244 Liberaci dal male è un vero e proprio thriller teatrale, firmato da Giampaolo G. Rugo, drammaturgo e sceneggiatore romano che ha già importanti successi all’attivo (“La Svolta”, “Killer Joe”, “Un uomo a metà”). Regia di Massimiliano Farau.
“Sono sempre stato colpito dal fatto che le ultime parole del padre nostro, la preghiera per eccellenza, siano ‘liberaci dal male’.” – racconta l’autore – “Come se per farlo fosse necessario chiedere aiuto a una qualche entità superiore stante l`impossibilità di liberarsene da soli. Ho allora analizzato quello che viene percepito come il più orrendo dei delitti: il rapimento di un bambino. Sono nati così i personaggi di Lella e Luca: i rapitori. Il male.”
I due hanno rapito un bambino di pochi mesi: il figlio dell’Ingegnere, il padrone della fabbrica che dà lavoro a tutta la città. Lella (Roberta Mattei, che molti ricorderanno in “Non essere Cattivo” di Caligari) è una donna timida e lavora in un centro estetico. Luca (Davide Tassi) è un uomo brutale e violento, il tuttofare dell’ingegnere. Con i soldi del sequestro vorrebbero scappare in Brasile, al caldo, per rifarsi una vita. Intanto, nella casa dove sono nascosti si è rotta la caldaia. Fuori l’inverno gelido avanza. Per placare il pianto disperato del bambino i due cominciano a somministrargli dosi sempre più alte di sonnifero. Come andrà a finire?
“Ma soprattutto, che cosa prevarrà in noi?”, si chiede il regista Massimiliano Farau: “il desiderio che il bambino si salvi ad ogni costo, o una inconfessabile empatia per l’impresa criminale?” “Andando avanti nella scrittura” – conferma Rugo – “ho scoperto che le paure di Lella e Luca sono le mie paure; le loro frustrazioni le mie frustrazioni; la loro rabbia la mia rabbia; chissà che non siano anche quelle del pubblico e chissà se riconoscere e dare un nome a questo ‘male’ possa essere il primo passo per provare a trovare in un amore reale, concreto e terreno la chiave possibile a liberarsene e a liberarsi, senza dover chiedere aiuto a un essere superiore.” (foto: roberta mattei, DavideTassi)

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Terza edizione del Premio Scriviamoci

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 febbraio 2017

manoscritto

E’ stato promosso dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, dal Centro per il libro e la lettura, dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e da Toyota Motor Italia, chiede agli studenti delle scuole superiori di tutta Italia e di quelle italiane all’estero di scrivere un racconto incentrato sul rapporto tra uomo, macchina e ambiente. Questo il tema del concorso:“Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità”. A più di un secolo dall’esaltazione del dinamismo proposto dai futuristi, la tecnologia ha rivoluzionato il modo di muoversi, influenzando il nostro quotidiano ma anche esponendo il pianeta a nuovi rischi. Sembrano esserne consapevoli soprattutto le giovani generazioni: alcune ricerche evidenziano che i nati fra il 1980 e il 2000 orienteranno le proprie scelte in fatto di consumi, di alimentazione e di stili di vita sulla base di una sensibilità sempre più sviluppata verso i temi della salvaguardia ambientale. “I Millennials – ha scritto Il Sole 24 Ore del 1 luglio 2016 – sceglieranno in base alla sostenibilità”.L’incontro di presentazione della terza edizione del Premio si è svolto oggi, mercoledì 8 febbraio, alle ore 11, nel Salone del Ministro presso il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, alla presenza del Ministro Dario Franceschini, del Presidente del Centro per il libro e la lettura Romano Montroni, del Presidente della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci Giovanni Solimine, del Direttore della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci Stefano Petrocchi e con la partecipazione della giovanissima scrittrice Cristina Chiperi. A soli 18 anni è l’autrice italiana più amata su Wattpad, con oltre 20 milioni di visualizzazioni, e i libri della trilogia My dilemma is you sono stati per mesi in vetta alle classifiche. Dal 6 febbraio è in libreria il suo ultimo romanzo, primo di una nuova serie: Starlight (Garzanti), storia di un’amicizia e della forza del destino.Il Premio Scriviamoci è un investimento fondamentale nel percorso di crescita dei cittadini di domani: l’abitudine alla scrittura ci educa a leggere noi stessi, il mondo e le persone che ci circondano. Questo concorso offre quindi l’occasione non soltanto per essere protagonisti e scoprire il proprio talento letterario, ma anche per interrogarsi su come affrontare le sfide del futuro, a partire dalle innumerevoli possibilità dischiuse dalla tecnologia ma consapevoli del loro impatto sull’ambiente.Nel corso della presentazione, il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini ha esortato gli studenti a esercitarsi nella scrittura. “Il Premio Scriviamoci, giunto alla terza edizione, è un grande contributo all’opera di educazione alla lettura. Le centinaia di ragazzi e ragazze delle scuole che hanno partecipato lo scorso anno si sono confrontati con la scrittura altrui per esprimere la propria creatività, arrivando così a leggere con maggiore curiosità e consapevolezza. Inoltre Scriviamoci aiuta a lavorare sullo sviluppo della conoscenza, allargando la platea dei giovani che si avvicinano alla creatività. Infine, questa iniziativa insegna a dare valore al tempo lento e esclusivo dedicato alla lettura e alla scrittura” ha concluso il Ministro.Ciascun alunno potrà partecipare con un solo testo narrativo (di lunghezza tra le 5.400 e le 9.000 battute spazi inclusi), inedito e in lingua italiana. L’insegnante responsabile della partecipazione al concorso (massimo cinque studenti per ogni scuola) dovrà inviare gli elaborati all’indirizzo scriviamoci@fondazionebellonci.it entro e non oltre la mezzanotte del 31 marzo 2017.Novità di quest’anno, i partecipanti si cimenteranno anche nel ruolo di giudici: ogni concorrente sarà infatti chiamato a leggere e valutare quattro testi in concorso, assegnati con un criterio di casualità, ai quali darà un voto compreso tra 1 e 5, corredato da un commento di lunghezza non inferiore a 250 battute, spazi inclusi (voti e commenti dovranno essere inviati direttamente dai concorrenti all’email del premio entro e non oltre il 14 aprile 2017). Saranno così gli stessi studenti in gara a selezionare i testi che accederanno alla seconda fase di valutazione, nella quale una commissione di esperti sceglierà i quindici racconti destinati alla pubblicazione in volume. Verranno inoltre scelti i tre racconti migliori i cui autori si aggiudicheranno rispettivamente: un premio messo in palio da Toyota Motor Italia (primo classificato); la partecipazione per due persone a un importante festival letterario italiano (secondo classificato); uno stage di due giorni a cura della scuola di scrittura Molly Bloom di Roma (primo, secondo e terzo classificato). La premiazione avverrà in un luogo e in un appuntamento simbolo della cultura letteraria italiana: a Roma, a luglio, nell’ambito della serata conclusiva della LXXI edizione del Premio Strega.
“È un piacere iniziare il mio lavoro come presidente della Fondazione con un premio che stimola e promuove la creatività dei più giovani e, in particolare in questa edizione, li incoraggia a confrontarsi con qualcosa che va oltre un tema di concorso e che li riguarderà per tutta la vita”, ha dichiarato Giovanni Solimine, neo Presidente della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci. “La sostenibilità ambientale e l’uso responsabile della tecnologia sono tematiche che permeano la nostra quotidianità: fermarsi a riflettere sulle loro implicazioni attraverso la scrittura è forse il modo migliore per comprenderle, appropriarsene consapevolmente e maturare capacità d’uso per sfruttarle a fondo”.Queste potenzialità del Premio, unite al gusto della sfida, sono state decisamente apprezzate dagli studenti, come testimoniano i numeri della scorsa edizione: il Premio Scriviamoci 2016, dedicato al tema 20 anni nel 2020, ha coinvolto infatti i ragazzi di 268 scuole, delle quali 165 licei, 57 istituti di istruzione superiore, 35 istituti tecnici e 11 scuole italiane all’estero. Sono pervenuti 750 racconti, in netta maggioranza scritti da giovani autrici (500, contro i 230 inviati da colleghi maschi). Tra le scuole partecipanti, hanno prevalso quelle dislocate nel Lazio e nell’Italia del Sud: Lazio, 55; Campania, 28; Calabria, 26; Sicilia, 23; Umbria, 19; Puglia, 17; Lombardia, 14; Emilia, 14; Marche, 13; Veneto, 11; Piemonte, 8; Sardegna, 6; Abruzzo, 5; Basilicata, 5; Toscana, 4; Friuli, 3; Liguria, 3; Molise, 2; Trentino, 1.

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L’ascesa degli strumenti senzienti

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 febbraio 2017

robotGli enormi progressi tecnologici nell’ambito di intelligenza artificiale, Internet delle cose (IoT), città intelligenti, cloud intelligenti, robotica e mobilità intelligente hanno posto le basi per l’esplosione degli strumenti senzienti sul mercato globale. Questi strumenti sono coscienti e in grado di imparare dall’ambiente circostante e dagli utenti, e segnano il passo successivo nell’evoluzione dei sistemi computazionali.Come macchine sociali in grado di comunicare e interagire con il proprio ambiente, invece che limitarsi ad eseguire compiti meccanici, gli strumenti senzienti possono portare a un cambiamento epocale nei settori ad alta intensità di manodopera. I settori che saranno maggiormente influenzati da questa tecnologia rivoluzionaria comprendono: viaggi/mobilità, trasporti, difesa, produzione, medicina, edilizia, agricoltura, servizio clienti, finanza, informazione e comunicazione, città intelligenti.“È probabile che gli stakeholder che desiderano integrare le tecnologie di automazione nella propria catena di valore investiranno negli strumenti senzienti, poiché migliorano l’efficienza e la produttività, mantenendo allo stesso tempo semplici le operazioni”, afferma Yash Mukherjee, analista di Frost & Sullivan. “Per ottenere una perfetta integrazione, le aziende devono aggiornare le competenze della propria forza lavoro esistente.”
Poiché gli strumenti senzienti sono un settore in rapida evoluzione, le aziende non hanno ancora pienamente esplorato gli ecosistemi e le possibili partnership. Le economie che non sono ancora pronte per l’era degli strumenti senzienti rischiano un aumento dei tassi di disoccupazione a breve termine e un divario economico più ampio a lungo termine. Gli operai non specializzati e i dipendenti aziendali con mansioni di supporto che coinvolgono attività ripetitive e di routine sono maggiormente a rischio di essere sostituiti dall’automazione resa possibile dagli strumenti senzienti. “Tradizionalmente, le nuove ondate tecnologiche hanno creato nuove professioni tecnologiche, ma è probabile che l’era degli strumenti senzienti incoraggi anche lo sviluppo di competenze non collegate alla tecnologia”, osserva Mukjerjee. “Questi strumenti consentiranno un’elevata automazione delle professioni che richiedono un livello medio di competenze e genereranno numerose professioni che richiedono un alto livello di competenze, favorendo così un’economia basata sulla conoscenza per il futuro”.

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Il diabete tra di noi

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 febbraio 2017

diabete_21-300x224Con gli oltre 4 milioni di cittadini italiani affetti da diabete è possibile affermare che praticamente il diabete è presente in ogni famiglia: se non è un genitore o un figlio, si tratta di un fratello, un nonno, uno zio, un nipote.I dati trovano conferma da più parti. È stata recentemente pubblicata la mappa mondiale delle malattie che maggiormente sono causa di morte, il Mortality and Causes of Death Collaborators 20151: il rapporto è il più grande sforzo per identificare e quantificare la letalità delle malattie a livello mondiale con l’inclusione, per la prima volta, anche di paesi a demografia complessa, come Brasile, India, Sudafrica, Giappone, Kenya, Arabia Saudita, Svezia e Stati Uniti, che si aggiungono a quelli già disponibili in precedenza. I dati relativi al diabete sono particolarmente drammatici: la mortalità totale per diabete risulta aumentata dal 2005 al 2015 del 32.1%, 1.5 milioni di morti in più. I dati quanto anticipato dalla settima edizione del Diabetes Atlas2, a cura della International Diabetes Federation. Ma le conferme arrivano anche in ambito farmaceutico, il British Medical Journal3 segnala l’aumento delle prescrizioni per farmaci anti-diabetici del 33% in 5 anni, dai 26 milioni del 2011 si è passati ai 35 milioni del 2015 e il numero continua a crescere. Questo incremento nella prescrizione dei farmaci, se da un lato sta a significare maggiore attenzione alla diagnosi e al precoce trattamento, dall’altro indica che, con i ritmi di crescita attuali, si prevedono in Italia 5 milioni di persone affette da diabete tipo 2 entro il 2020. Se ne fa il punto in occasione del 2nd AME Diabetes Update 2017, che riunirà nei prossimi giorni a Bologna numerosi esperti nazionali e la cui segreteria scientifica è stata curata da Giorgio Borretta, Olga Eugenia Disoteo, Edoardo Guastamacchia e Silvio Settembrini.Lo studio EMPA-REG OUTCOME4, pubblicato sul New England Journal of Medicine, ha valutato l’empagliflozin, farmaco per la terapia del diabete di tipo 2, che ha mostrato una riduzione del 38% del rischio di morte per cause cardiovascolari e del 32% del rischio di morte per tutte le cause.
Mentre lo studio LEADER5 condotto su persone con diabete di tipo 2 ad alto rischio di eventi cardiovascolari maggiori, pubblicato sulla medesima rivista, ha dimostrato che l’analogo del GLP-1 liraglutide, somministrato in aggiunta alla terapia standard, non si limita ad agire sulla riduzione della glicemia e sulla perdita di peso, ma riduce del 22% il rischio di morte per cause cardiovascolari e del 12% il rischio di infarto miocardico e ictus non fatali”, conclude Borretta.
Il diabete è tra noi, e comporta costi che ricadono soprattutto sul paziente e sulla sua famiglia, con giorni di assenza dal lavoro, necessità di esami in ospedale, ricoveri e accessi in PS ma anche rinunce a tradizionali momenti di convivialità per curare, rallentare o prevenire la patologia. Comporta modifica di abitudini alimentari per non creare troppe difformità a tavola fra chi ha e chi non ha il diabete o, più saggiamente, per seguire tutti uno stile di vita più sano che riduca il rischio che altri della famiglia sviluppino la malattia.Ed è questo il punto: la prevenzione per mantenere le persone sane e per riportare le persone che non presentano un diabete conclamato, ma sono a rischio, a contrastare ed allontanare la malattia. Per chi ha già una diagnosi, è fondamentale instaurare terapie adeguate per ritardare o addirittura impedire l’insorgenza delle cronicità, causa di riduzione della qualità della vita, ma anche incremento esponenziale dei costi diretti e indiretti del diabete.

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Il mercato del lavoro al tempo dei freelance

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 febbraio 2017

opportunita-lavoroAddio chimera del posto fisso: per un numero sempre maggiore di professionisti, l’attività freelance è diventata un vero e proprio obiettivo. Nel nostro Paese, infatti, la Banca Mondiale stima il 24,7% di lavoratori autonomi sul totale della forza lavoro, contro il 15,2% nel Regno Unito, l’11,5% in Francia e l’11% in Germania. Tra i motivi che spiegano il fenomeno, secondo i consulenti Hays IT, la divisione del gruppo Hays dedicata allo sviluppo del contracting IT in Italia, la velocità di assunzione, la flessibilità e la capacità di innovazione.“Dal punto di vista del lavoratore, uno dei principali motivi dell’affermarsi dell’economia freelance – afferma Marco Nestasio, Manager di Hays IT Services in Italia – è sicuramente l’attrattiva di un’occupazione molto flessibile, con la possibilità di gestire i tempi in completa autonomia. Per le aziende, d’altro canto, vi è il grande vantaggio di poter contare sulla professionalità di lavoratori già formati, solo quando ne hanno realmente bisogno”.Ad incrementare il lavoro freelance negli ultimi anni, non a caso, ha contribuito soprattutto l’aumento delle attività a progetto, in particolare nelle industrie culturali e dei media, in campo ingegneristico e delle costruzioni. Tutti settori la cui crescita è guidata dall’innovazione, e che vedono nei professionisti a progetto un’importante risorsa: la loro esperienza e le conoscenze accumulate lavorando in diverse realtà, contribuiscono infatti allo sviluppo aziendale e alla gestione del cambiamento. Molte società, quindi, sono attratte sia dalla facilità di assunzione, sia dalla velocità con cui il professionista, grazie alle sue comprovate skill, porta a termine il progetto assegnatogli. È quanto accade, ad esempio, soprattutto in ambito IT, dove spesso arrivano nuovi clienti con progetti complessi dalle scadenze serrate. Ulteriore vantaggio per l’azienda è nella possibilità di ridurre i costi aziendali, non solo per il tipo di contratto, ma anche per la possibilità di far lavorare il freelance da remoto, evitando costi aggiuntivi di gestione dell’ufficio.“Sebbene ci siano molte differenze da Paese a Paese – continua Nestasio –, le policy HR mirano sempre a salvaguardare i diritti dei lavoratori, che siano essi impiegati a tempo indeterminato o freelance. Inutile quindi che i professionisti dipendenti siano gelosi della flessibilità d’orario dei professionisti a chiamata. È bene ricordare loro, infatti, che i lavoratori che non fanno parte in pianta stabile dell’organico aziendale, non godono di ferie e malattie pagate”.
Negli ultimi 50 anni l’economia freelance è cambiata notevolmente: se negli anni ’60 sia i professionisti sia le aziende confidavano nell’assunzione, oggi entrambe apprezzano i benefici del lavoro a progetto. In futuro, invece, si prevede sempre più un equilibrio tra il volume di lavoratori a tempo indeterminato e di quelli a progetto: i primi si occuperanno strategicamente delle attività di core business dell’azienda, i secondi svolgeranno prevalentemente attività di servizio.“Il mercato dei freelance può considerarsi ciclico – concludono Nestasio -. Durante gli anni di boom economico i lavoratori preferiscono proporsi come freelance, mentre nei momenti di maggiore contrazione, i giovani si impegnano nella ricerca di un posto fisso. Il discorso cambia leggermente nel settore IT dove, negli ultimi anni, le aziende sembrano non aver conosciuto crisi”.

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Quanto costano ai Cio le violazioni alla sicurezza e le contromisure che stanno adottando

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 febbraio 2017

san-jose-caSan Jose, CA Secondo l’Annual Cybersecurity Report (ACR) 2017 di Cisco® (NASDAQ: CSCO), oltre un terzo delle organizzazioni che hanno subito una violazione nel 2016 hanno riportato sostanziali perdite in termini di clienti, opportunità e entrate mancate per oltre il 20%. Dopo gli attacchi, il 90% di queste aziende ha investito per migliorare tecnologie e processi di difesa contro le minacce, separando le funzioni IT e di sicurezza (il 38%), intensificando la formazione dei dipendenti sulle tematiche di sicurezza (il 38%), e adottando tecniche di mitigazione del rischio (il 37%). Il report include il Security Capabilities Benchmark Study, uno studio realizzato tramite interviste a 3.000 chief security officers (CSO) e responsabili security di 13 paesi.
Giunto alla sua 10° edizione, il report annuale globale mette in luce le sfide e le opportunità per i team di sicurezza nella difesa contro l’inarrestabile evoluzione del crimine informatico e dei metodi di attacco. I CSO ritengono che i principali ostacoli a una difesa adeguata da parte delle aziende siano i limiti di budget, la scarsa compatibilità dei sistemi e la carenza di talenti specializzati. Inoltre, dichiarano che i dipartimenti di sicurezza sono ambienti sempre più complessi, con il 65% delle aziende che utilizza da sei a oltre 50 prodotti per proteggersi, rischiando in questo modo che l’efficacia della sicurezza venga compromessa.
Il volume di spam globale è in aumento, spesso diffuso dai botnet. I dati dell’ACR mostrano come i criminali stiano riportando “alla ribalta” i vettori di attacco “classici”, come adware e spam email, quest’ultimo con livelli che non si vedevano dal 2010. Lo spam rappresenta quasi i due terzi (65%) delle e-mail, delle quali sono dannose tra l’8%-10%.Misurare l’efficacia delle procedure di sicurezza a fronte di questi attacchi, è essenziale. Cisco ha ulteriormente migliorato il tempo di rilevamento (TTD) delle minacce – la finestra di tempo tra il momento in cui si verifica una violazione e il momento effettivo in cui viene rilevata – raggiungendo nella seconda metà del 2016 una media di 6 ore (rispetto alle 14 ore nel primo semestre 2016 ). Questo dato si basa sui dati telemetrici in opt-in provenienti dai prodotti di sicurezza Cisco utilizzati in tutto il mondo. La rapidità nel rilevamento è fondamentale per limitare lo spazio operativo degli aggressori e ridurre al minimo i danni derivanti dalle intrusioni.Quanto “costano” alle aziende le minacce informatiche: perdita di clienti, perdita di entrate. L’ACR 2017 ha rivelato il potenziale impatto finanziario degli attacchi sulle aziende, dalle grandi alle piccole e medie imprese. Oltre il 50% delle aziende ha dovuto affrontare severi controlli a seguito di una violazione. I sistemi più colpiti sono quelli dei dipartimenti Operation & Finance, seguiti dalla perdita di reputazione del marchio e della fidelizzazione dei clienti. Per le aziende che hanno subito un attacco, l’effetto è stato notevole
Nel 2016 l’hacking è diventato più “aziendale”. La trasformazione tecnologica in atto, guidata dalla digitalizzazione, sta creando opportunità anche per i criminali informatici. Mentre gli aggressori continuano a sfruttare le tecniche collaudate, tentano anche nuovi approcci che rispecchiano la struttura di “middle management” dei loro obiettivi di business.

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Scuola: 17 marzo sciopero unitario contro le deleghe della riforma Renzi

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 febbraio 2017

pacifico-marcelloAnief scende in piazza insieme a Cobas, Unicobas e Usb. La data è simbolica, poiché è l’ultimo giorno utile al Parlamento per esprimere il parere sugli otto decreti legislativi della Buona Scuola, i quali non risolvono il problema del precariato, della valutazione e del merito, dell’organico di sostegno, del diritto allo studio, dell’insegnamento all’estero, della chiamata diretta. Per l’occasione, il sindacato autonomo lancia un appello a tutti i supplenti, docenti e Ata della scuola italiana e all’estero. Anief chiede anche ai sindacati rappresentativi di scioperare insieme, ancora una volta, per mandare un segnale forte al Governo: sono previsti sit-in nella capitale e in alcune città della Penisola.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): con le deleghe della Legge 107/2015 peggiorano le condizioni della scuola italiana. Continuano a essere dimenticati i docenti abilitati della seconda fascia delle graduatorie d’istituto e tutti coloro che hanno prestato servizio per almeno 36 mesi su posto vacante, mentre più di centomila supplenti permettono il regolare svolgimento dell’anno scolastico, a testimonianza del fatto che la precarietà non è stata sconfitta e che la scuola ha bisogno di loro. Sul fronte stipendiale, è tempo di dimostrare coi fatti che s’intende valorizzare e riconoscere la giusta retribuzione a chi si occupa dell’educazione dei nostri figli, stanziando risorse economiche adeguate. Così come in Germania dove, fin dall’inizio della carriera, gli stipendi sono il doppio ed è possibile andare in pensione quasi con la metà del servizio. Così non si può andare avanti: venerdì 17 marzo abbiamo l’opportunità di farci sentire.

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