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Rai: fare trasparenza sui compensi star tramite produzioni esterne

Posted by fidest press agency su sabato, 11 febbraio 2017

Rai: sede di romaIl presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, ha presentato un’interrogazione al presidente della Commissione parlamentare per l’indirizzo e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, Roberto Fico, in merito ai contratti aziendali sottoscritti da Campo Dall’Orto, e in merito ai compensi che conduttori, giornalisti e cosiddette star della tv percepiscono attraverso produzioni esterne.“Alla incomprensibile e totale segretezza che la Rai riserva in merito ai compensi percepiti dalle star della tv – scrive il capogruppo azzurro a Montecitorio – , si aggiunge quella relativa agli emolumenti che conduttori e giornalisti guadagnano attraverso società di produzione, con cui la tv di Stato sigla specifici contratti. Da alcune indiscrezioni di stampa è possibile apprendere che Endemol, nel caso di Fabio Fazio, riceverebbe dalla Rai un compenso per l’intera produzione di ‘Che tempo che fa’ e che sarebbe la stessa società a gestire direttamente con il conduttore le trattive sul compenso; mentre i 2 milioni e 700 mila euro, percepiti da Michele Santoro per il suo ritorno in Rai, pare siano interamente versati alla società di produzione ‘Zerostudios spa’.Per quanto riguarda i contratti siglati con società di produzione sembrerebbe che negli ultimi sei mesi del 2016, il Direttore generale, Antonio Campo Dall’Orto, avrebbe impegnato la Rai verso l’acquisto di ben 16 format. La fetta più grande la deterrebbe Endemol che per due stagioni del programma ‘Affari tuoi’ incasserebbe 5,3 milioni e altri 2,96 per la quinta edizione di ‘Detto Fatto’, mentre l’altra fetta consistente sembrerebbe essere posseduta da Magnolia con un incasso di 5,6 milioni per l’’Eredità’ e 4,8 milioni per la licenza del programma ‘Pechino Express’.Lo Statuto Rai, come recentemente modificato in virtù della riforma sulla governance della Rai, attribuisce al Direttore generale la possibilità di approvare atti e contratti aziendali attinenti alla gestione della società aventi carattere non strategico e che, anche per effetto di una durata pluriennale, siano di importo pari o inferiore ad euro dieci milioni (articolo 29, comma 3, lettera f). Ad avviso dell’interrogante, la normativa appena citata ha rafforzato notevolmente i poteri del Direttore generale su un settore consistente per la Rai stessa, considerato che, la voce dei costi esterni per l’esercizio 2015 ha pesato 1.363,4 miliardi di euro. Lo scorso 24 gennaio lo scrivente ha presentato un’interrogazione, evidenziando come in assenza di regole e procedure puntuali non è chiaro come la tv di Stato selezioni i fornitori piccoli e medi, ricevendo dalla Rai una risposta imprecisa e assolutamente non soddisfacente”. Il presidente Brunetta chiede di sapere “se i vertici Rai non intendano rendere ufficialmente noti i contratti aziendali sottoscritti dal Direttore generale nonché i compensi che conduttori, giornalisti e cosiddette star della tv percepiscono attraverso produzioni esterne nel rispetto dei principi di trasparenza, moralizzazione ed equità”.

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