Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Archive for 15 febbraio 2017

Jobs Act: E’ stato un fallimento?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 febbraio 2017

opportunita-lavoroDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: “Il ‘Corriere della Sera’, con una paginata, incensa il Jobs Act. Ecco le otto ragioni per le quali, invece, la riforma Renzi-Poletti del mercato del lavoro è stata un fallimento.
1. Le previsioni Ue confermano i numeri impietosi del mercato del lavoro in Italia e mostrano tutta la debolezza del Jobs Act. I numeri dicono che mentre in tutta Europa la disoccupazione nel prossimo biennio calerà (di 1% nell’eurozona; 0,7 nell’Ue a 28), in Italia rimarrà molto elevata e si amplierà il divario con tutti gli altri Paesi europei: Italia 11,4 nel 2018%, eurozona 9,1%, Ue 28 al 7,8%. La Commissione ci dice che questo è il problema del Paese.
2. La ‘flexicurity’ all’italiana è un miraggio, perché è bene ricordare che l’art.18 non è stato abolito, che le tutele sono state solo parzialmente rafforzate, che la riforma delle co.co.co. ha accentuato il nero e altre forme poco nobili di lavoro (voucher tanto per dirne una), e che tutto si è tenuto per robusti incentivi alla decontribuzione, che hanno drogato il mercato. E quando gli incentivi sono diminuiti la creazione di lavoro stabile è diminuita.
3. Non è benaltrismo dire che sarebbe stato più utile una riduzione permanente del costo del lavoro, appunto per uniformarsi ai Pesi europei che hanno oneri del lavoro strutturalmente più bassi. Non ci voleva nessuno studio particolare per scoprire che il costo del lavoro in Italia disincentiva le assunzioni (assieme alle regole più rigide).
4. E anche sull’ampliamento delle tutele forse si dovrebbe fare qualche riflessione in più, perché ha lasciato ampi buchi scoperti di lavoratori senza più nessuna garanzia di reddito. La riforma della cassa integrazione e della mobilità sta lasciando sacche di povertà e di esclusione sociale in molte aree del Paese e su molte categorie di lavoratori.
5. Sulle politiche attive che non sono ancora partite, che sono state complicate da una nuova architettura istituzionale con nuove strutture, che si affidano ora al sorteggio per l’assegno di ricollocazione e che si fondano ancora sulla struttura dei centri per l’impiego, sarebbe, infine, bene aprire un bel dibattito e mostrare il fallimento di questo Jobs Act, quello presentato come innovativo, rivoluzionario.
6. La ricetta alternativa è ben chiara. Lo avevamo detto in altri tempi e disegnato in una riforma del 2001, allora da tutti avversata perché era del centro destra ma che altro non era che la via italiana alle riforme Hartz tedesche.
7. Via l’articolo 18, meno leggi e più contratti, più flessibilità nelle forme contrattuali per essere più in linea con i mutamenti della produzione, un robusto apprendistato per entrare subito nel mercato del lavoro, competizione facile ed aperta tra centri per l’impiego e agenzie private, azioni locali per reindustrializzare e tutelare i lavoratori. Meno leggi, meno fisco, più contratti decentrati, anche per dare più salario ai lavoratori.
8. L’incubo del Jobs Act è: alta disoccupazione, giovani esclusi dal mercato del lavoro, meno soldi per i lavoratori, meno domanda interna, meno crescita. Siamo sicuri che è una riforma riuscita?”.

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Primo Festival del Videogioco che si terrà a Roma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 febbraio 2017

videogiochiRoma giovedì 16 febbraio alle 11.30 all’Aula X delle Terme di Diocleziano, in Viale Enrico De Nicola, 79Let’s Play è un evento organizzato da Let’s Play Srl e Q-Academy Impresa Sociale in collaborazione con AESVI(Associazione Editori Sviluppatori Videogiochi Italiani). Nasce con l’intento di dialogare con appassionati di videogiochi e con istituzioni per mostrare come quello che un tempo veniva percepito come un passatempo sia ormai diventato a tutti gli effetti un vero medium culturale, oltre ad uno strumento di intrattenimento per tutta la famiglia. Una realtà in grado di generare oltre 1 miliardo di euro di fatturato nel 2016 e una crescita costante negli anni, un vero e proprio fenomeno trasversale, senza limiti di età e genere che coinvolge 1 italiano su 2
Alla conferenza parteciperanno Giovanna Marinelli (coordinatore di Let’s Play), Paolo Chisari (Presidente AESVI), Nicola Borrelli (Direzione Generale Cinema MiBACT), Giampaolo Manzella (Consigliere Regione Lazio.Commissione Cultura), Luca De Dominicis (responsabile area video ludica Let’s Play). Let’s Play, Festival del Videogioco è realizzato con il sostegno di MiBACT, direzione Cinema, Miur e Regione Lazio e con il patrocinio di Roma Capitale, Unesco, Anci, Centro Sperimentale di Cinematografia, “Unesco – Rome City of Film”, Siae, Federculture, Confindustria Cultura Italia, sponsor BNL, media partner RDS.

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Sicurezza urbana: Senza mezzi e forze dell’ordine, i nuovi poteri dei Sindaci serviranno solo a farsi pubblicità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 febbraio 2017

vigili-urbaniCon il decreto sicurezza varato lo scorso venerdi’ dal Governo, verranno concessi ai Sindaci maggiori poteri per la difesa del decoro e della sicurezza urbana, compresa la possibilità di emanare ordinanze di allontanamento per chi compie atti vandalici e molesti (cosiddetti “daspo”). Non è la prima volta che vengono adottati analoghi decreti-legge da parte di un Governo. Già nel 2008 fu varato un decreto con simili intenzioni, e subito alcuni Sindaci utilizzarono quei nuovi poteri per dare sfogo a pulsioni xenofobe e razziste. Non solo molte ordinanze emanate da sindaci-sceriffi erano illecite, incivili e inutili, ma hanno finito per screditare una giusta cessione di poteri dall’alto verso il basso. Nessuno come un Sindaco è infatti consapevole delle criticità della propria città, e nessuno come il Sindaco è chiamato a risponderne direttamente ai cittadini. Non lo è il Questore, non lo è il Prefetto.
E’ quindi giusto che sia il Sindaco a dettare e coordinare sempre di più l’agenda anche in termini di sicurezza urbana. Funzionerà questa nuova cessione di poteri dall’alto verso il basso? Tutto dipenderà dalla serietà dei Sindaci, e soprattutto dei cittadini che sono chiamati a giudicarli con il voto. Se useranno questi nuovi poteri come un Bitonci qualunque, saremo destinati ad affrontare raffiche di ricorsi al Tar. Se invece li sapranno usare con attenzione, tenendo ben presente che incidono anche su libertà fondamentali dell’individuo, allora potrebbero essere utili.
Per esempio, l’Amministrazione di Firenze ha già annunciato la chiusura dei minimarket dopo le 20.00 (e non solo il divieto di vendita di alcolici, come prima). Domanda: saranno inclusi anche i punti vendita, piccoli e grandi, di catene quali Coop, Conad, Esselunga, Carrefour, Pam ecc.? Oppure sarà una misura spot che soddisferà solo i pruriti xenofobi di molti, colpendo solo esercizi pubblici gestiti da stranieri? Infine, ciò che veramente fa la differenza non sono le parole scritte, ma un controllo costante del territorio da parte delle forze dell’ordine, chiaramente insufficienti in una città come Firenze. Basta camminare cinque minuti in qualsiasi punto della città per notare numerosi illeciti impuniti: divieti di sosta, violazioni della ztl, semafori non rispettati, feci di cane sui marciapiedi, scritte sui muri. Le leggi e le ordinanze ci sono già, ma senza controllo servono a poco. (Pietro Moretti, vicepresidente Aduc)

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Colesterolo, diabete e obesità sotto controllo per prevenire le malattie cardiovascolari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 febbraio 2017

diabete testNapoli. È sempre più articolata la gestione delle patologie cardiovascolari. Non più farmaci uguali per tutti, livelli identici di pressione e colesterolo, ma anche altre patologie concomitanti, come il diabete, e caratteristiche individuali come l’obesità e l’eccesso di tessuto adiposo. I medici cercano di capire quali diversi meccanismi sono alla base delle malattie di cuore e circolazione, come le diverse categorie di pazienti devono essere trattate, quanto la cardiologia possa essere personalizzata.
Sono le indicazioni del congresso dal titolo “New strategies for reducing cardiovascular risk: from old factors to emerging and therapeutic opportunities” organizzato a Napoli dalla Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università Federico II di Napoli e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini.
«Abbiamo bisogno di mezzi sempre più moderni e sofisticati per identificare il paziente più esposto allo sviluppo del rischio cardiovascolare, l’ictus, l’infarto o morte cardiaca» spiega Pasquale Perrone Filardi, Docente di Cardiologia all’Università Federico II di Napoli e presidente del Congresso. «La moderna caratterizzazione genetica oggi offre nuove opportunità per identificare persone che non sanno di essere a rischio. Gli indicatori di infiammazione vascolare e di fibrosi cardiaca, la genetica molecolare delle dislipidemie e il relativo impatto sulla farmacologia, la genetica delle cardiomiopatie, rappresentano nuove armi a disposizione del clinico per personalizzare l’approccio terapeutico in pazienti sintomatici e asintomatici».
Una delle sessioni principali del congresso ha riguardato il controllo del colesterolo e quali siano i livelli ottimali per ridurre il rischio cardiovascolare.
«Le linee guida europee raccomandano che il livello target di colesterolo LDL venga definito sulla base del rischio individuale di eventi cardiovascolari fatali, in un intervallo che va dai 70 ai 100 milligrammi per decilitro» avverte Alberico Catapano, Docente di Farmacologia all’Università degli Studi di Milano. «Le linee guida inoltre suggeriscono per i soggetti ad alto rischio di dimezzare il livello del colesterolo se è eccessivo, anche andando sotto i limiti. Per esempio, se i livelli di LDL di un paziente sono 100, non ci si deve accontentare di raggiungere il livello raccomandato di 70 mg/dl ma si devono ridurre i livelli del 50%, quindi arrivare a 50 mg/dl”.
Anche l’obesità e i tessuti adiposi hanno un ruolo attivo nel determinare conseguenze patologiche. «Come conseguenza dell’espansione dei depositi di grasso, il tessuto adiposo le cellule grasse sviluppano una modificazione fenotipica che determina una modificazione nelle sostanze scambiate dalle cellule, come le adipocitochine» conferma Dario Leosco, Docente di Medicina Interna all’Università Federico II di Napoli. «Queste sostanze sono coinvolte nella modulazione del glucosio e dei lipidi, nella biologia vascolare e anche nella risposta infiammatoria. Questo processo rappresenta un importante collegamento con le complicanze arteriosclerotiche e gli eventi cardiovascolari».
Stefan Anker, Docente di Cardiologia all’Università di Göttingen, Germania, ha sottolineato il collegamento tra insufficienza cardiaca e diabete. «L’insufficienza cardiaca è una sindrome associata a un vasto numero di altre malattie, incluse insufficienza renale, patologie respiratorie, anemia, depressione, soltanto per nominarne alcune. Per quanto riguarda il diabete, spesso coesiste con l‘insufficienza cardiaca, ma d’altra parte il diabete di per sé rappresenta un rilevante fattore di rischio per lo sviluppo di insufficienza cardiaca» prosegue Anker. «E dato che il diabete è in aumento in tutte le parti del mondo, è probabile aspettarsi una crescita esponenziale di persone con diabete e insufficienza cardiaca nei prossimi anni. Nello stesso tempo è sempre più chiaro che le persone con insufficienza cardiaca e diabete sono diverse dal punto di vista clinico rispetto alle persone con insufficienza cardiaca ma senza diabete. Per questo motivo i medici devono gestire in modo diverso queste due categorie di pazienti, anche con terapie differenti». Da segnalare l’associazione tra alterazioni del sistema circolatorio e aumentato rischio di sviluppare Alzheimer. «Questa malattia rappresenta la causa più frequente di demenza senile ed è tradizionalmente definita dall’accumulo negli spazi extracellulari del cervello di depositi insolubili di una sostanza, la beta-amiloide. Per ridurre questo processo, elemento importante è la riduzione dello stress ossidativo che altera la barriera emato-encefalica, che favorisce un accumulo di amiloide» avverte Bruno Trimarco, Docente di Malattie Cardiovascolari all’Università Federico II di Napoli. «I dati su alcuni farmaci e nutraceutici che determinano una riduzione dello stress ossidativo sembrano offrire dei vantaggi in questo settore, soprattutto quelli che favoriscono l’aumento di ossido nitrico nel sangue. L’ossido nitrico viene utilizzato per migliorare la trasmissione a livello sinaptico e questo sembra essere un elemento importante per prevenire il deficit cognitivo. Per questo motivo sono allo studio nuovi farmaci anti-Alzheimer che agiscono a livello delle sinapsi neuronali proprio con l’aumento di ossido nitrico nel sangue».

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Rai: Tagli agli stipendi dei collaboratori a vantaggio dei dirigenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 febbraio 2017

Rai: sede di romaIl presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, ha presentato un’interrogazione al presidente della Commissione parlamentare per l’indirizzo e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, Roberto Fico, in merito alla politica adottata dalla Rai in riferimento agli evidenti tagli degli stipendi dei lavoratori e collaboratori a vantaggio dei dirigenti.“La Rai, in quanto Società concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo – scrive il capogruppo azzurro a Montecitorio –, ha l’obbligo di comunicare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento della Funzione Pubblica e al Ministero dell’Economia e delle Finanze il costo annuo del personale comunque utilizzato, con riferimento ai singoli rapporti di lavoro dipendente o autonomo. Gli ultimi dati disponibili relativi all’anno 2014, resi noti in un rapporto del Mef, mostrano come rispetto all’anno precedente il numero dei dipendenti Rai, a diverso titolo, sia aumentato da 21.723 a 22.822 unità. Da una attenta lettura dei dati si evince facilmente che le assunzioni hanno riguardato in particolar modo i livelli più alti della struttura della tv di Stato, mentre, dove c’è stato un risparmio è stato proprio sui livelli più bassi, in particolar modo sui lavoratori a tempo determinato e sui collaboratori.La riduzione più significativa del personale, negli anni 2013-2014, ha riguardato i contratti a tempo determinato, passati da 1.360 a 1.061 unità, mentre le categorie che hanno conosciuto un aumento sono state principalmente quelle dei giornalisti non dirigenti con contratto a tempo indeterminato (1.278 da 1.313), dei dirigenti giornalisti (305 da 303), e dei dirigenti (264 da 262). In merito alle retribuzioni, nel 2014, si è registrato un aumento dei dirigenti che hanno percepito una retribuzione tra 240.000 e 310.000 euro, mentre tre super dirigenti percepivano una retribuzione superiore a 310 mila euro. A guadagnare sempre meno sono stati soprattutto i collaboratori, tanto che, seppur dal 2013 al 2014, i contratti per questa categoria siano aumentati di 988 unità c’è stato un risparmio di ben 9.260,131 euro. A fronte delle cifre appena riportate, tra i collaboratori con contratto di lavoro autonomo e a progetto, gli unici a crescere sono stati quelli con stipendi bassissimi, inferiori a 10.000 euro”.Il presidente Brunetta chiede di sapere “se i vertici Rai non intendano chiarire e confermare con urgenza quanto riportato e se non ritengano opportuno fornire chiarimenti in merito alla politica aziendale adottata in riferimento agli evidenti tagli degli stipendi dei lavoratori e collaboratori”.

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Si ai mercati dei piccoli agricoltori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 febbraio 2017

circo-massimoRoma sabato scorso, i piccoli agricoltori del mercato di Campagna Amica del Circo Massimo a Roma hanno dovuto sospendere la loro attività per ordine degli uffici del comune di Roma. I consumatori presenti al mercato hanno inscenato una forte protesta e il vicesindaco di Roma Bergamo è arrivato al mercato rammaricandosi con i cittadini presenti e impegnandosi per una soluzione rapida che consenta di far riprendere la vendita diretta degli agricoltori. «Non riesco a credere – dichiara Alfonso Pecoraro Scanio, già Ministro dell’Agricoltura – che sotto un’Amministrazione a 5 stelle si possa interrompere un’attività amica dei consumatori e alternativa all’agricoltura delle multinazionali degli Ogm. Ho deciso così di lanciare, insieme a Elio Lannutti, presidente Adusbef, e di Rosario Trefiletti, presidente Federconsumatori, una petizione su Change.org per chiedere al Sindaco di Roma un rapido intervento che consenta di evitare questa ingiustizia e scongiurare appetiti e rischi speculativi sulla zona del mercato».«Il presidio – continua Pecoraro Scanio – di un’agricoltura NoOGM, a km zero, amica dell’ambiente e della biodiversità, di vendita diretta dai produttori ai consumatori senza ricarichi speculativi, alternativa alle multinazionali del cibo, rischia di sparire per cavilli burocratici. Un parere legale, firmato dal magistrato Ferdinando Imposimato e depositato in tempo utile, chiariva come le attività dei piccoli agricoltori, che si svolgono solo il sabato e domenica, potessero proseguire anche durante possibili lavori di manutenzione al locale realizzabile nei giorni feriali».
«Il Mercato è una sorta di “monumento dell’agroalimentare” – conclude Alfonso Pecoraro Scanio -. Ha un valore culturale importante per difendere la biodiversità dell’agroalimentare italiano. È un patrimonio storico, fatto di racconti, esperienza e vita vissuta nelle nostre campagne, trasferito ai cittadini, che non può sparire».

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