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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

Archive for 16 febbraio 2017

Arsenale Carnival Experience 2017

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2017

arsenaleVenezia Grand opening, sabato 18 febbraio negli spazi delle Tese 93 e 94 di San Cristoforo. L’apertura ufficiale è attesa per sabato 18 febbraio più sei serate no-stop a partire da Giovedì Grasso, 23 febbraio, a martedì Grasso, 28 febbraio. La regia dell’evento, 2 stage, djs e artisti internazionali, 3 aree bar, 1 area vip, area food, visual e tanta musica, sarà a cura di Molocinque, in collaborazione con Bongusto Events e Like Agency, più Radio Company come official media partner. Si ballerà dalle ore 23.00 fino a tarda notte, ogni sera un mood e un tema diverso con numerosissimi ospiti. Il biglietto d’ingresso per ogni singola serata si può acquistare online all’indirizzo: https://goo.gl/iaS4Jb Garantirà l’entrata a prezzo ridotto, saltando le code all’ingresso. Sarà possibile acquistare il biglietto anche alla porta.
SABATO 18 FEBBRAIO – “GRAND OPENING” dalle 23.00 alle 3.30 Il Party di Apertura di Arsenale Carnival Experience 2017. Sul palco principale suonerà Gianluca Pacini portabandiera di Radio Company accompagnato dall’animazione di Leonardo Feltrin. Sul main stage anche Marco Vistosi, Marco Molina e Devon Haze e il mitico Live Performer Nicola Simionato, mentre lo stage 2 sarà dedicato più ad un sound di tendenza con Paolo Cecchetto and many more…
GIOVEDI’ 23 FEBBRAIO – “SECRET PARTY” dalle 23.00 alle 3.30 Inizia la maratona degli ultimi giorni più ricchi del Carnevale con il secret party del Giovedì Grasso. Ad accogliere i partecipanti ci sarà un mega ospite internazionale che ha suonato in tutte le consolle del mondo.
VENERDI’ 24 FEBBRAIO – “UNIVERSITY OF CARNIVAL – THE PARTY ANIMALS” dalle 23.00 alle 3.30
University of Carnival presenta “The Party Animals”. L’ormai classico Maxi Evento Universitario all’Arsenale si evolve quest’anno nella più Grande Festa a tema di Venezia con maschere e tantissime sorprese che lasceranno a bocca aperta! Animazione speciale direttamente dallo Spring Break Invasion. La regia della serata è dedicata a Bongusto e a tutto il suo team con Alberto Milani e Danielino dj, complice la miglior musica di sempre: commerciale, anni ‘90, house, hit radiofoniche note e meno note, ma quel che conta è esserci. Lo Stage 2 sarà animato dai resident djs di Strictly che faranno scatenare la pista fino all’ultimo disco.
carnevale venezia angelo2SABATO 25 FEBBAIO – “PIGIAMA PARTY” dalle 23.00 alle 3.30 Il sabato clou del Carnevale è Pigiama Party, in collaborazione con IlMuretto. In main room Purple Disco Machine, dj re della deephouse, sempre ai vertici delle classifiche internazionali con le sue produzioni e collaborazioni artistice e sempre presente ai grandi festival e nei migliori locali del mondo. Al second stage si esibiranno i resident djs del locale più famoso di Jesolo. Per l’occasione sarà adibita un’area dedicata alla Guerra dei Cuscini!
DOMENICA 26 FEBBRAIO – “KING OF DIAMONDS” dalle 23.00 alle 3.30. La domenica del carnevale si balla a ritmo HipHop, RnB, Reggaetton con gli staff di Papagayo e Fuego al completo! I dischi selezionatissimi sarannò mixati dagli esperti Ale G e Curtis. Ingresso a 5€ per tutta la notte.
LUNEDI’ 27 FEBBRAIO – “HIGH SCHOOL CARNIVAL” dalle 23.00 alle 3.30 Il lunedì divertimento assicurato con i Cube Guys! Coppia ospite internazionale, guru della musica house, che vanta collaborazioni con Anastacia, Bob Sinclar, Sophie Ellis Bextor, Steve Angello, Moloko, Coolio, Ultra Nate, Roger Sanchez, Suzanne Palmer e tanti altri. Il tutto condito da altri giovani e talentuosi djs in entrambi gli stage.
MARTEDI’ 28 FEBBRAIO – “CLOSING PARTY” dalle 23.00 alle 3.30 Si chiude in bellezza con il Closing Party. Le redini della serata sono date in mano al noto dj e animatore Mistericky, supportato dai colleghi Rudeejay, Jody e Big Tommy.
I collegamenti acquei per l’Arsenale saranno garantiti dalla linea dedicata CA (Carnevale all’Arsenale) Andata/Ritorno da San Zaccaria (San Marco, fronte Hotel Savoja) ogni 20 minuti.
Ricordiamo che, oltre al servizio navetta che sarà attivo A/R tutta la notte, sarà possibile accedere all’Arsenale anche a piedi, lato Celestia, raggiungibile con mezzi Actv (linee 4.1, 4.2, 5.1, 5.2 fermata Bacini, passerella Arsenale Nord). (foto: arsenale)

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Open Day “Chirurgia della Mano e del Polso”

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2017

open day.pngRoma 17 febbraio presso il Rome American Hospital, si svolgerà dalle 9.00 alle 16.30 presso gli ambulatori dell’ospedale – in via Emilio Longoni, 81 l’Open Day “Chirurgia della Mano e del Polso”, un’iniziativa di screening gratuiti promossa dalla Fondazione HealthCare and Research Onlus in collaborazione con l’Ospedale San Giuseppe, Gruppo MultiMedica di Milano. La giornata è rivolta ad adulti e bambini che avranno l’opportunità di informarsi e ricevere un consulto sullo stato di salute dell’arto superiore (prenotazioni allo 06.2255777).
Il professor Giorgio Pajardi, direttore dell’U.O.C. di Chirurgia della Mano dell’Ospedale San Giuseppe, Gruppo MultiMedica, Università di Milano e consulente presso il Rome American Hospital, e la sua equipe eseguiranno un check up completo della mano e del polso. Particolare attenzione sarà rivolta a quelle categorie, come sportivi e musicisti, nelle quali la mano viene utilizzata in condizioni definibili “estreme”. Lo scopo è individuare precocemente la presenza di eventuali patologie e fornire consigli su come prevenirle e riconoscerle.“Per noi specialisti della mano, la tempestività è fondamentale; una diagnosi precoce, infatti ci permette di procedere con trattamenti il più possibile mininvasivi e, di conseguenza, di restituire all’individuo la piena funzionalità dell’arto nel minor tempo possibile­ – spiega il professor Pajardi -. Il successo ottenuto dalla Giornata negli ultimi due anni, ci ha fatto comprendere la reale necessità dei cittadini romani di conoscere meglio l’organo mano. Perciò, abbiamo deciso di organizzare nuovamente un open day dedicato, un momento d’informazione e sensibilizzazione aperto a tutti”.Dopo la visita, un terapista della mano spiegherà, grazie ad alcune semplici tecniche di mobilizzazione quotidiana della mano, come evitare l’invecchiamento articolare, una delle cause di patologie come il dito a scatto, la malattia di Dupuytren, la sindrome del tunnel carpale e la rizoartrosi. Condizioni per la cura delle quali, oggi, gli specialisti hanno a disposizione diversi trattamenti mininvasivi e, in alcuni casi, non chirurgici. “Il De Quervain e il dito a scatto, ad esempio, sono infiammazioni dei tendini che, tendenzialmente, danno un buon riscontro nella cura non chirurgica – spiegano le dottoresse Galla Bonanni e Laura Frontero, rispettivamente terapista della mano e assistente del professor Pajardi presso il Rome American Hospital -. In base alla patologia si confezionano su misura tutori di scarico, statici progressivi o dinamici, su indicazione del chirurgo. Ognuno di questi, presenta caratteristiche differenti e, a seconda della prescrizione, devono essere indossati il giorno, la notte o in abbinamento. Nel caso della malattia di Dupuytren, invece, subito dopo il trattamento si procede con il confezionamento di un tutore detto statico, modificato di volta in volta durante le sedute di fisioterapia”.

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Firenze, Museo Galileo: Festeggia il compleanno di Galileo Galilei

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2017

dialogoFirenze Museo Galileo Domenica 19 febbraio ore 16.00 il Museo festeggia il 453° compleanno dello scienziato con il Dialogo di Galileo Galilei e Miguel de Cervantes. Prendendo spunto dalla presenza di una copia del Don Chisciotte fra i libri della biblioteca privata di Galileo, alle 16.00 verrà presentato un dialogo impossibile tra Galileo e Cervantes, intervallato dalla lettura di brani dalle opere dei due autori. Il testo del Dialogo di Galileo Galilei e Miguel de Cervantes è di Antonello La Vergata che sarà anche uno degli interpreti, assieme a Mara Miniati e Riccardo Pratesi In occasione dell’evento le sale del Museo saranno animate da personaggi in costume d’epoca, in collaborazione con l’Associazione “Alla Corte de’ Medici” di Sansepolcro. Inoltre, sarà offerto un assaggio di “aperitivo galileiano” preparato seguendo i riferimenti ai cibi e alla buona tavola nelle opere dello scienziato e nelle lettere della figlia Suor Maria Celeste.
Per assistere al Dialogo è necessario prenotarsi alla pagina: https://dialogogalileocervantes.eventbrite.it Il costo è incluso nel biglietto di ingresso. L’apertura del Museo sarà prolungata fino alle 19.00. (foto. dialogo)

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Denmark-Europol: Parliament passes first step towards the establishment of a cooperation agreement

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2017

europolDenmark should be added to the list of countries with which Europol can conclude operational cooperation agreements, the European Parliament recommended on Tuesday. However, MEPs also call on Council to set a sunset clause on a future agreement.Parliament passed the draft report by Agustín Díaz de Mera García Consuegra (EPP, ES) by 632 votes to 10, with 51 abstentions.”It is vital to keep Denmark in Europol for the security of all Europeans, nor will the Danish people be completely secure without Europol”, said Agustín Díaz de Mera García Consuegra. Adding Denmark to the list of countries with which Europol can conclude cooperation agreements (Decision 2009/935/JHA) constitutes a first step towards setting up an operational cooperation agreement between Denmark and Europol so as to minimise the negative impact of Denmark’s departure from Europol on 1 May 2017, following the Danish referendum on 3 December 2015.However, MEPs also call on the Council to provide “for an expiry date of five years after the date of entry into force” of the agreement.
Including a sunset clause in the agreement should “ensure its transitional nature with a view to full membership or the conclusion of an international agreement in accordance with Article 2018 TFEU” MEPs add.
When Denmark has been added to the list of countries with which Europol can conclude cooperation agreements, Council will need to consult Parliament on establishing the concrete cooperation agreement between Europol and Denmark. Parliament has no formal say on adding Denmark to the list and establishing a cooperation agreement, but it needs to be consulted on both issues before an agreement can be concluded.

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Nobel Peace Prize Awarded To Alfonso Garcia Robles

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2017

Alfonso Garcia Robles.pngNew York – Christie’s is honored to announce that the Nobel Peace Prize awarded to Alfonso Garcia Robles in 1982 for his pioneering work in nuclear disarmament will be offered for auction. Garcia Robles was the driving force behind the Treaty of Tlatelolco, opened for signing 50 years ago on February 14, 1967, and significant for keeping Latin America and the Caribbean nuclear-free to this day. The Nobel Peace Prize medal is 18 carat gold and 2.5 inches diameter, estimated at $400,000 – $600,000, and will be included in The Exceptional Sale on April 28 in New York. “We are thrilled and honored to be offering this tangible symbol of mankind’s struggle for peace,” remarks Becky MacGuire, specialist of The Exceptional Sale. “In 1962 Alfonso Garcia Robles watched the Cuban missile crisis unfold a mere 1,500 miles off Mexico, and he resolved to put an end to the horrific nuclear threat for his beloved country and the entire region. His unwavering dedication to the cause of disarmament resulted in the ground-breaking Treaty that did end that threat. The Nobel Peace Prize honoring Garcia Robles reminds us of the very best in humanity, just as great, transformative works of art do.” (photo: Alfonso Garcia Robles)

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The world’s deepest ocean trenches are packed with pollution

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2017

trenchesNOT far off the coast of Guam lies the deepest point on Earth’s surface, the Mariana trench. Its floor is 10,994 metres below sea level. If Mount Everest were flipped upside down into it, there would still be more than 2km of clear water between the mountain’s base and the top of the ocean. Such isolation has led many to assume that it and similar seabed trenches will be among the few remaining pristine places on the planet. However, a study led by Alan Jamieson of Newcastle University in England, has shown that nothing could be further from the truth. As Dr Jamieson and his colleagues report this week in Nature Ecology and Evolution, trenches actually are loaded with pollutants.Despite the cold, the darkness and the high pressure, ocean trenches are home to ecosystems similar in many ways to those found on other parts of the planet. In one important respect, though, they are different. This is where the energy that powers them comes from. In most ecosystems, sunlight fuels the growth of plants which are then consumed by animals. In a few shallower parts of the ocean, hydrothermal vents provide energy-rich chemicals that form the basis of local food chains. No vents are known to exist below 5,000 metres, though, and no sunlight penetrates a trench. The organisms found in them thus depend entirely on dead organic material raining down upon them from far above.Since these nutrients, having once flowed into a trench, never make their way out again, Dr Jamieson found the notion that trenches have somehow remaining untouched by human activities questionable. He suspected that long-lived pollutants such as polychlorinated biphenyls (which were once used widely in electrical equipment) and polybrominated diphenyl ethers (employed in the past as flame retardants) might have made their way into the bodies of organisms living in trenches.
To test this idea out, he and his colleagues sent an unmanned lander to the bottom of the Mariana trench and also to the bottom of the Kermadec trench, near New Zealand. This lander fell to the seabed and spent between eight and 12 hours there, capturing amphipods (a type of crustacean, pictured) using funnel traps baited with mackerel. At the end of its mission it jettisoned some ballast and floated back to the surface with its prey.
In total, the lander was able to collect specimens from ten sites in the two trenches. The shallowest site sampled was 7,227 metres down in the Kermadec trench. The deepest was 10,250 metres in the Mariana. When the team looked for pollutants in the captured amphipods, they found that polybrominated diphenyl ethers were indeed present, but at moderate concentrations. Levels of polychlorinated biphenyls, however, were almost off the scale.In animals collected from clean coastal environments, polychlorinated-biphenyl levels do not normally exceed one nanogram (billionth of a gram) per gram of tissue. In grossly polluted areas, like the Liao River in China, that level may rise a bit above 100 nanograms. In the Mariana trench, Dr Jamieson found, amphipods dwelling at 10,250 metres yielded 495 nanograms per gram of the pollutant. Those 8,942 metres down yielded 800 nanograms. And at 7,841 metres he and his colleagues discovered the staggering level of 1,900 nanograms per gram of amphipod tissue analysed. Values from the Kermadec trench were more modest, but still pretty high—ranging from 50 nanograms to 250 nanograms per gram.Precisely why the Mariana trench has such elevated levels of polychlorinated biphenyls remains unclear. Dr Jamieson suspects it has to do with the trench’s proximity to the North Pacific Subtropical Gyre, a whirlpool hundreds of kilometres across that has amassed enormous quantities of plastics over the years, and which has the potential to send the pollutants that bind to those plastics deep into the ocean as the plastics degrade and descend.What consequences all this has for the Mariana’s organisms is unclear. Polychlorinated biphenyls disrupt the hormone systems of some animals that dwell nearer the surface, and can also cause cancer, so the news is unlikely to be good. But what Dr Jamieson’s work shows beyond peradventure is that no part of Earth’s surface is insulated from the activities of Man. (photo: trenches) font: “The Economist”)

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Studio Usa: i pazienti muoiono di meno se curati da medici formatisi all’estero

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2017

medicoGli assistiti Medicare ricoverati in ospedale e trattati da internisti laureati fuori dagli Stati Uniti hanno una mortalità a 30 giorni più bassa rispetto ai coetanei curati da chi ha frequentato università nordamericane, secondo i risultati di uno studio pubblicato sul British Medical Journal. «I medici laureati in paesi come Cina, Egitto, India, Messico, Nigeria, Pakistan, Filippine e Siria vengono spesso percepiti come meno competenti dal punti di vita professionale rispetto ai colleghi che hanno frequentato le scuole di medicina statunitensi» esordisce Yusuke Tsugawa, della TH Chan School of Public Health di Harvard, che assieme ai colleghi ha svolto uno studio osservazionale sui beneficiari Medicare ricoverati in ospedale per confrontare la qualità delle cure prestate da internisti laureati all’estero o negli Stati Uniti. I marcatori di efficacia erano la mortalità a 30 giorni (endpoint primario), il tasso di riammissione a 30 giorni e i costi delle cure. I risultati ottenuti sono stati normalizzati sia per le caratteristiche del paziente come età, genere, etnia, diagnosi e reddito, sia per quelle del medico (età, genere e numero di pazienti trattati).A conti fatti i ricercatori hanno scoperto che il 44,3% dei 44.227 internisti che lavorano negli Stati Uniti è laureato in facoltà di medicina estere. «I medici stranieri sono lievemente più giovani dei laureati in USA – 46,1 contro 47,9 anni – e hanno maggiori probabilità di curare persone di etnia non caucasica assistite da Medicaid e con un reddito medio familiare basso» dice l’autore. «Inoltre, i pazienti curati dai medici laureati all’estero avevano un numero maggiore di comorbilità croniche tra cui insufficienza cardiaca congestizia, malattia polmonare cronica ostruttiva e diabete» riprende Tsugawa, precisando che i soggetti curati dai laureati stranieri avevano una minore mortalità: 11,2% contro 11,6%. «Secondo i nostri calcoli, una differenza di rischio di 0,4 punti percentuali significa che, se la qualità delle cure fosse equivalente nei due gruppi di medici, si potrebbe salvare un paziente in più ogni 250» concludono gli autori. (fonte Doctor33)

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Libro: Notturno norvegese

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2017

notturno-norvegeseSheldon Horowitz è un ebreo americano, marine in pensione, e non ha la minima intenzione di trasferirsi a Oslo, ma dinnanzi alle insistenze di sua nipote Rhea, stufo forse di vagare da solo per le strade di New York dopo la scomparsa della moglie Mabel, Sheldon ha ceduto ed è andato a vivere nella città in cui la nipote si è fatta strada come architetto e suo marito come sviluppatore di giochi.
Nel quartiere di Oslo dove abita, Sheldon trascorre la maggior parte del tempo a passeggiare oppure a rimuginare, tra le pareti di casa, sul suo passato di cecchino.
Un giorno, mentre è comodamente allungato sul divano a leggere un libro di Danielle Steel, sente delle grida provenienti dal piano di sopra. Sulla soglia del suo appartamento compaiono una donna e un ragazzino di otto anni al massimo, visibilmente terrorizzato.
Gli eventi precipitano in un istante. Dapprima il respiro e i passi pesanti di chi è in cerca dei due fuggitivi sulle scale, poi dei colpi sulla porta e, infine, la donna che spalanca gli occhi, spinge il bambino verso Sheldon, mima con le labbra parole che lui non comprende, e corre su per le scale, incontro ai suoi inseguitori.Traduzione di Massimo Gardella Euro 9,00 320 Pagine EAN 9788865594162
GIALLOBEAT Edizione originale Neri Pozza
Derek B. Miller è il direttore del Policy Lab, organizzazione dell’Istituto per la Ricerca del Disarmo delle Nazioni Unite. Dopo la laurea in relazioni internazionali all’Università di Ginevra e un master in studi sulla sicurezza della Georgetown University, in cooperazione con il St Catherine’s college di Oxford, ha cominciato a scrivere. Uno strano luogo per morire, il suo primo romanzo, è stato pubblicato da Neri Pozza nel 2014. Attualmente l’autore vive a Oslo con la moglie e i figli. (foto: notturno norvegese, miller)

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Somalia: Save the Children, sull’orlo della carestia decine di migliaia di famiglie

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2017

rifugiati_01Decine di migliaia di famiglie colpite dalla siccità in Somalia stanno abbandonando le loro case in cerca di cibo, acqua e pascoli accessibili, dopo i segni evidenti dell’estensione della crisi alimentare che sta attanagliando la nazione.Le autorità governative locali e gli operatori di Save the Children segnalano l’arrivo di centinaia di camion ogni giorno nelle ultime sei settimane nella regione costiera del Puntland, carichi di famiglie e bestiame provenienti fin dal Somaliland, spinte semplicemente dalla notizia di leggeri piovaschi nella regione prima di Natale. Più a sud, nella Somalia centro-meridionale, le Nazioni Unite riportano un flusso in spostamento nella direzione opposta, con più di 100 rifugiati somali al giorno, dall’inizio di gennaio, che attraversano il confine con l’Etiopia per raggiungere il campo di Dollo Ado, una media mai registrato negli ultimi 4 anni.Nel Puntland, che sta soffrendo della più grave siccità che abbia colpito la regione dopo il 1950, i nuovi sfollati locali che hanno perso il bestiame si stanno raccogliendo in piccoli campi informali per cercare acqua, cibo e aiuti, ma le famiglie non riescono a sostenere la crescita del prezzo di acqua e cibo.
“I massicci spostamenti di persone tra Somalia e Somaliland, e attraverso il confine con l’Etiopia, è il segno che le pur forti famiglie rurali somale sono al limite,” ha dichiarato Hassan Noor Saadi, Direttore in Somalia di Save the Children, l’Organizzazione internazionale dedicata dal 1915 a salvare i bambini e promuovere i loro diritti.“Le condizioni di siccità attuali sono le peggiori degli ultimi decenni e il terreno è cosparso di carcasse delle capre. In alcuni posti, ci sono anche cammelli morti, che, di solito, sono il triste presagio della morte degli essere umani. Più di 360.000 bambini sotto i 5 anni soffrono già di malnutrizione acuta e in 71.000 sono ormai a rischio di perdere la vita.” “Sono gli stessi segni del 2011, quando più di 250.000 persone sono morte a causa della carestia perché il mondo non ha saputo rispondere tempestivamente. Non possiamo lasciare che accada lo stesso.”
Deeqa, una mamma di 37 anni, vive con 4 dei suoi 7 figli in un piccolo campo vicino a Bohol-Olodley, nel Puntland, raggiunto in cerca di un pascolo per il suo bestiame, ma quasi tutti i cammelli, capre e mucche che aveva sono morte. Lì non c’è scuola per i suoi figli e molti dei bambini che vivono nel campo sono ormai ammalati. “Se hai perso il bestiame e non vivi in una grande città, come fai a sopravvivere? Finché sei vivo puoi sperare di farcela, ma se non piove chi potrà sopravvivere? Saremo costretti a morire!”Nello stesso campo c’è anche Amina, 38 anni, che è fuggita dalla zona di Garowe con i suoi bambini, anche lei in cerca di pascoli. La sua famiglia ha già perso metà del bestiame, ma quello rimasto è in condizioni tali che non produce più latte. “Non ho mai vissuto o sentito di una siccità di queste proporzioni, non me la sarei mai potuta neanche immaginare.” Più di 6 milioni di persone in Somaliland, Puntland e nella Somalia centro-meridionale, per la metà bambini, hanno urgente bisogno di assistenza per poter sopravvivere. Con le pessime previsioni per la stagione delle piogge dei prossimi mesi, la Somalia è sospesa sul baratro di una nuova carestia se non verranno messe a disposizione le risorse necessarie per raggiungere con gli aiuti, acqua e medicine i più vulnerabili, e in particolare i bambini. Save the Children sta rispondendo alla migrazione forzata delle famiglie con l’intervento di unità mediche mobili e con il potenziamento dei suoi presidi sanitari nel Puntland, per il trattamento della malnutrizione infantile, delle patologie dovute all’acqua non potabile e di altre emergenze sanitarie. L’Organizzazione distribuisce inoltre l’acqua nelle zone abitate inaridite in Somalia e Somaliland, e fornisce voucher e micro finanziamenti per il cibo necessario alle famiglie.

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Mostra: Marco Ambrosecchia Espansionismo

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2017

vittorianoRoma Martedì 21 febbraio dalle ore 11.00 alle ore 13.00 Sala del Giubileo, Complesso del Vittoriano – Ala Brasini mostra dal titolo Marco Ambrosecchia Espansionismo dedicata al Movimento fondato dallo stesso artista che ne è insieme teorico e ideatore.La teoria dell’Espansionismo (teoria del tutto, che contiene anche una cosmogonia ed una teoria della conoscenza) proietta e condensa i propri contenuti nel Manifesto dell’Arte dell’Espansionismo del quale lo stesso Marco Ambrosecchia è autore.
Per Ambrosecchia non esistono opere più importanti di altre, perciò nessuna creazione ha un titolo identificativo: tutte nascono direttamente dal Manifesto dell’Arte dell’Espansionismo, incarnandone i fondamenti teorici.
Teorizzando e dimostrando il modo di funzionamento del tutto e la posizione dell’uomo e dell’arte in quel contesto stesso, l’Espansionismo è un Movimento che si prefigge di sollecitare l’umanità a conoscere l’intero nostro universo e a spingersi anche al di là della nostra dimensione attraverso un viaggio che è sia cognitivo che fisico; e l’Espansionismo teorizza anche come riuscirci, come arrivare, attraverso l’arte, al progresso della scienza bioelettronica e di ogni sapere e così – un giorno – all’unico mezzo in grado di garantire eternità, onnipotenza e conoscenza totale.
In mostra saranno esposte 35 opere di Marco Ambrosecchia tra dipinti, bassorilievi e sculture con lo scopo di proseguire la divulgazione al pubblico dell’opera del maestro e dei fondamenti teorici che la sostengono. Orario apertura Tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30
(L’ingresso in mostra è consentito fino a 30 minuti prima) Ingresso Gratuito.

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A cinema con il docu film “Revolution”

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2017

revolutionSolo il 14 e 15 marzo arriva nelle sale italiane il docufilm della regista Margy Kinmonth dedicato alle avanguardie russe: una rivoluzione per l’arte negli anni che sconvolsero il mondo.
Revolution – La Nuova Arte per un Mondo Nuovo, si snoda attraverso le vicende rivoluzionarie che prendono il via nel 1917, fondendo i contributi di artisti contemporanei e di esperti d’arte con le testimonianze dirette dei discendenti dei personaggi che della rivoluzione russa sono stati gli assoluti protagonisti. Con questo mix ponderato e attento Revolution – La Nuova Arte per un mondo nuovo riporta in vita gli artisti dell’avanguardia russa e narra le storie di pittori come Chagall, Kandinskij, Malevic e dei pionieri che con loro accolsero una sfida utopica e ambiziosa: quella di costruire una nuova arte per un nuovo mondo, un’arte e un mondo che solo pochi anni dopo sarebbero stati bruscamente disconosciuti e condannati.Attraverso preziose immagini d’epoca e i contributi di esperti come Direttore dell’Ermitage, Mikhail Piotrovsky e la direttrice della Galleria Tret’jakov (il museo moscovita che ospita una delle più grandi collezioni di belle arti russe al mondo), Zelfira Tregulova, il film indaga la storia e le opere delle principali correnti russe, dal raggismo al suprematismo, dal cubo-futurismo al costruttivismo e si interroga sul loro desiderio di liberarsi dal realismo per creare un’arte capace di recuperare l’originalità delle proprie radici. Un percorso artistico irrimediabilmente intrecciato alle vicende politiche della rivoluzione, che le avanguardie precedettero condividendone molte idee per finire poi perseguitate dopo la morte di Lenin. Grazie allo stile vivo e originale di questi artisti, la Russia divenne una punta di diamante dell’avanguardia europea, in ambito figurativo ma anche per quel che concerne la poesia, il cinema, il teatro.

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Gli effetti devastanti della guerra raccontati da Derek B. Miller

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2017

la-ragazza-in-verdeIraq, 1991. La guerra è finita e il soldato Arwood Hobbes, di stanza con un reparto dell’esercito americano incaricato di far rispettare il cessate il fuoco, si annoia a morte. L’operazione Desert Storm non è stata altro che una campagna aerea di un mese contro alcune truppe irachene allo scoperto, seguita da un conflitto di soli quattro giorni. Arwood fa parte del Terzo Squadrone, Secondo reggimento di Cavalleria, in un posto di controllo chiamato Zulu, ai margini della valle dell’Eufrate, vicino Samawa. Non c’è niente, laggiú, una vera desolazione.
Una pace infinita, soporifera, candida e soffice come le nuvole. È in questo gorgo stagnante di quiete e futilità che un giorno compare al suo cospetto, proveniente dal deserto, Thomas Benton, giornalista del Times, quarantenne che non si è mai distinto per particolari meriti nella sua carriera.
Benton ottiene da Arwood qualcosa che nessun soldato ligio agli ordini gli avrebbe concesso: il permesso di superare l’avamposto e di dirigersi verso Samawa, sulla cui torre idrica sventola una bandiera scita.
Il giornalista si è inoltrato da tempo nel villaggio, quando Arwood scorge dapprima gli elicotteri della Guardia Repubblicana aprire il fuoco, con spietata perizia, su Samawa, e poi Benton correre a perdifiato verso il posto di controllo. Il reporter non è solo, con lui c’è una ragazzina vestita di verde, snella, molto giovane d’aspetto. Per riparare all’errore commesso e salvare la pelle ai due fuggiaschi, Arwood decide di andare loro incontro. Una decisione destinata a condizionare l’intero corso della sua esistenza e di quella di Benton.
Ventidue anni dopo, nel 2013, il destino vuole che i due uomini, consumati dal senso di colpa, guardino entrambi le immagini in tv dell’ennesima fuga di profughi dalla Siria verso il Kurdistan, e assistano entrambi a un attacco di mortaio sulla folla, tra cui spicca, come uno smeraldo sullo sfondo pallido della terra, una ragazzina con un vestito verde.
La sorte ha, con tutta evidenza, voluto offrire loro una seconda possibilità per riscattarsi dagli errori del passato.
Mostrando una profonda conoscenza del Medio Oriente, delle forze e della posta in gioco, con la sua prosa diretta e potente, La ragazza in verde è piú che un semplice romanzo di guerra. È l’avventura donchisciottesca di due uomini che vivono una vita intera in attesa di una redenzione. Traduzione dall’inglese di Raffaella Vitangeli Euro 18,00 416 pagine EAN 9788854514010 (foto: la ragazza in verde)

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Libro “Il muratore di Dio” di Padre Pietro Lavini e il monastero di San Leonardo

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2017

il-muratore-di-dioRoma martedì 21 febbraio 2017 – ore 18.30 Libreria Paoline Multimedia International – Via del Mascherino, 94 presentazione del libro “Il muratore di Dio” di Padre Pietro Lavini e il monastero di San Leonardo. Dopo i saluti di S.E. Rev. Card. Edoardo MENICHELLI, Arcivescovo Metropolita di Ancona-Osimo dialogano con l’Autore Fabio COLAGRANDE, Giornalista di Radio Vaticana Ingrazio INGRAO, Vaticanista del Tg1 Padre Gianfranco PRIORI (Frate Mago), Rettore del Santuario dell’Ambro Introduce Romano CAPPELLETTO, Ufficio Stampa Paoline.
Su uno sperone a strapiombo sopra le gole dell’Infernaccio, nei monti Sibillini, si erge il monastero di San Leonardo. A costruirlo – anzi, ricostruirlo – è stato padre Pietro Lavini, cappuccino, che in circa mezzo secolo di lavoro per lo più solitario, pietra dopo pietra, ha ridato vita a un luogo abbandonato e ormai ridotto a ruderi, ma un tempo in posizione strategica per i pellegrini che si recavano a Roma. Sulle orme dell’esortazione « va’, ripara la mia casa », padre Pietro ha adempiuto una missione proveniente dall’Alto. Circondato da scetticismo ma sostenuto da una incrollabile fede in Dio, ha lavorato per decenni in un posto inaccessibile a mezzi meccanici, con la sola forza delle braccia, trasportando pietre e cemento con un asino e una carriola, prima di riuscire a dotarsi di un piccolo trattore. Colpito da ictus sui monti e soccorso in eliambulanza nell’autunno del 2014, padre Pietro si è spento il 9 agosto 2015, a ottantotto anni.Il giornalista e scrittore Vincenzo Varagona ne racconta la storia, dando voce a quanti l’hanno conosciuto. Il testo, arricchito dall’ultima intervista rilasciata da padre Pietro, si apre con la prefazione del cardinale Edoardo Menichelli, Arcivescovo Metropolita di Ancona-Osimo, che scrive: “La storia di padre Pietro è singolare, qualche volta amabilmente autarchica, ma sempre illuminata da un profondo desiderio di servire Dio e di farlo conoscere e amare […]. Affrontando non poche difficoltà, ma con la tenacia di un’idea fissa e con una sempre crescente solidarietà, pietra sopra pietra riedifica questo santuario della contemplazione. È come se l’esperienza di antichi eremiti riprendesse fiato. L’eremo (o, come padre Pietro diceva, il monastero) rianima il percorso in mezzo ai monti e, provvidenzialmente, rianima anche la ricerca di Dio. Siano gli amanti della montagna o i cercatori del silenzio e del mistero, è tutto un popolo che sale fin lassù per rendere grazie all’opera di padre Pietro e per ricominciare a lodare Dio, partendo dalla bellezza e dalla sacralità del creato”.Il testo evidenzia come il grande “miracolo” realizzato da padre Pietro, non è stato solo quello di ricostruire il monastero quasi esclusivamente con la forza delle sue mani e dell’incrollabile fede, ma anche di aver trasformato quel luogo abbandonato in un centro di spiritualità internazionalmente riconosciuto, dove ogni giorno turisti e pellegrini di tutto il mondo salgono per godere dello spettacolo e trovare conforto e speranza.
Vincenzo Varagona (Lecco, 1960) vive ad Ancona. Giornalista dal 1982, collabora con Avvenire e Famiglia Cristiana. Dal 1987 lavora nella redazione del Tgr Rai. Ha realizzato reportage nei Balcani in guerra (Croazia 1993, Kossovo 2001), in Medio Oriente (2006) e in Africa (1995, 2004, 2009). Nel 2010 la fondazione Greenaccord gli ha assegnato il premio giornalistico Sentinella del creato per i temi affrontati nei reportage dall’Etiopia. Nel 2013 il Centro Studi Marche gli ha consegnato il Golden Premium per il giornalismo radiofonico.
Ha curato la pubblicazione di Rai, una per tutti (2005) e di Cinquant’anni di Ucsi (2010). Nel 2015 ha dato alle stampe Comunicare Dio. Dalla creazione alla Chiesa di papa Francesco. (foto: il muratore di dio)

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Cardiologia dalle conoscenze alla pratica

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2017

madridMadrid dal 23 al 25 febbraio 2017 Westin Palace Hotel, Plaza de las Cortes 7,più di trenta cardiologi spagnoli e internazionali parteciperanno al simposio “Cardiology in practice 2017” organizzato dagli ospedali universitari La Zarzuela e Ramón y Cajal della città madrilena. Il simposio e presieduto José Luis Zamorano, Docente di Cardiologia dell’Università di Madrid ed è promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini. «Ogni anno vengono pubblicati più di diecimila articoli scientifici relativi ai progressi che vengono raggiunti in cardiologia» spiega Zamorano. «Oggi siamo in grado di diagnosticare disturbi cardiaci ancora prima che si manifestino i sintomi al paziente, stabilire la prognosi con maggiore sicurezza e assistiamo a un’autentica rivoluzione nelle terapie. Possiamo sostituire valvole cardiache senza anestesia generale, correggere difetti anatomici per via percutanea, prolungare la vita e migliorarne la qualità. Per questo continuo progredire della cardiologia, è fondamentale che i medici siano costantemente aggiornati e condividano tra loro le scoperte più recenti, ed è questo lo scopo principale del simposio» conclude Zamorano. Il simposio si svolge al Madrid.

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Renzi tiene in ostaggio il Paese

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2017

“Nel Partito democratico abbiamo visto uno spettacolo indecente. Renzi e il suo Pd a tenere sulle corde un intero Paese, l’Italia, a produrre incertezza, a produrre confusione, caos. Non è possibile che un partito, quello di Renzi, che ha preso il 25% alle ultime elezioni e che ha avuto il premio di maggioranza per governare, tenga in ostaggio un intero Paese solo a fini di potere”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio.
“Insopportabile, indecente e soprattutto inconcepibile, che un Paese di 60 milioni di abitanti sia ricattato da una persona così, che è a capo del Partito democratico perché ha vinto delle primarie taroccabili, che ha prodotto la caduta del governo Letta, che si è dimesso perché ha perso un referendum 60 a 40, e che adesso si accinge a far fuori il governo Gentiloni. Insopportabile, indecente, gli italiani se lo ricorderanno”.

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Legge quadro a sostegno della terza età

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2017

federanzianiL’Italia non è un paese per vecchi. Eppure, nei prossimi decenni il mondo sarà popolato prevalentemente da anziani. Secondo i dati emersi oggi nel corso dell’incontro “Invecchiamento in salute e silver economy” nel 2050, le persone ultrasessantenni supereranno i nuovi nati. “E’ necessario attivare politiche e programmi che tengano conto della fascia di popolazione più fragile – ha dichiarato Michele Conversano Presidente HappyAgeing l’Alleanza per l’invecchiamento attivo, nel corso dell’incontro organizzato oggi al Senato dall’Intergruppo parlamentare per l’Invecchiamento attivo – e stimolare l’azione di governo mettendo in campo iniziative pubbliche a favore degli anziani: è questo il primo obiettivo dell’Integruppo Parlamentare sull’invecchiamento attivo, al quale HappyAgeing vuole dare un aiuto concreto, come già avvenuto per l’inserimento dei vaccini per gli anziani nei LEA”.Ad oggi, oltre 13 milioni di Italiani (più di una persona su cinque) ha un’età superiore ai 65 anni, e, secondo le previsioni, nel 2040 circa un individuo su tre sarà over 65. E già nel 2030 gli anziani saranno il circa 26,6%.“E’ quanto mai opportuna una legge quadro, che prenda in considerazione in maniera interdisciplinare una tematica di grandissima attualità e che rappresenta il futuro della nostra società, in parte già il presente” spiega il senatore Lucio Romano, coordinatore, insieme alla deputata Vittoria D’Incecco, dell’intergruppo parlamentare sull’ invecchiamento attivo. L’invecchiamento non va inteso come minus, da cui la marginalizzazione, ma una ricchezza a livello sociale da tesaurizzare per competenze e partecipazione attiva. Bisogna invertire una cultura imperante che isola quelle realtà sociali che si ritengono improduttive o quelle che per utilizzare una terminologia attuale sono definite scarto”.
Ad affrontare il tema della silver economy, anziani e produttività è intervenuto l’onorevole Carlo Dell’Aringa, economista, che ha sottolineato come, a differenza di quanto si creda, l’anzianità non diminuisca la produttività. “Secondo gli ultimi dati ISTAT – ha dichiarato Dell’Aringa – nell’ultimo anno, si è verificato un aumento molto consistente dell’occupazione proprio nella fascia d’età over cinquanta, con oltre 410 mila nuovi assunti. Dato in controtendenza rispetto a quanto accaduto per la fascia media e per i più giovani, per i quali si registra una diminuzione di 150mila posti di lavoro. Questi dati – ha commentato Dell’Aringa – dimostrano quanto gli adulti e anziani costituiscano un patrimonio di esperienza, competenza, affidabilità e senso d’identità aziendale, doti necessarie alle aziende e alla produttività.” “La vera barriera contro invecchiamento sono la salute e l’attività fisica. – dichiara l’onorevole Vittoria D’Incecco coordinatrice dell’Intergruppo e medico di famiglia – Quando l’età cresce, il rischio di malattie aumenta, quindi dobbiamo agire sulla prevenzione. L’esercizio fisico ricopre un ruolo fondamentale, contribuisce a diminuire l’incidenza di malattie coronariche, diabete, ictus, cancro al seno, a rinforzare le ossa, a prevenire infortuni e a ridurre l’Alzheimer. Le cellule staminali, che diminuiscono con l’età, si rigenerano con l’attività fisica. Con una sola ora e mezzo di esercizio aerobico alla settimana, si prevengono circa 40 malattie croniche e il pericolo di ammalarsi di Alzheimer diminuisce del 50% e questo vale per tutte le età ma soprattutto nell’anziano.”
HappyAgeing – Alleanza italiana per l’invecchiamento attivo, presieduta da Michele Conversano, nasce nel 2014 per promuovere nel nostro Paese politiche e iniziative volte a tutelare la salute dell’anziano e a sviluppare le indicazioni della Commissione europea sul fronte dell’invecchiamento attivo. L’iniziativa nasce per rispondere alle indicazioni della Commissione europea che, con partnership per l’innovazione sul tema “invecchiare rimanendo attivi e in buona salute”, ha inteso stimolare il mondo scientifico, della società civile e delle istituzioni a rivolgere una maggiore attenzione sui temi del progressivo invecchiamento della popolazione europea e delle dinamiche socioeconomiche e culturali ad esso connesse. Del nucleo fondativo dell’Alleanza HappyAgeing fanno parte: SItI, SIGG, SIMFER, FNP CISL, SPI CGIL, UIL Pensionati, FAP ACLI e Federsanità ANCI. Dal 2015 HappyAgeing è stata cooptata dall’International Federation on Ageing, osservatore permanente presso le Nazioni Unite.

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Per il 2017 Frost & Sullivan rivela le più importanti opportunità di innovazione e investimento

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2017

frost-sullivanI drastici cambiamenti politici e altri fattori esterni destabilizzeranno relazioni e accordi internazionali ben consolidati tra diversi paesi nel 2017. La presidenza di Donald Trump, la Brexit e la tendenza verso l’isolazionismo porteranno le nazioni e i settori industriali ad essere più cauti. Questi cambiamenti, insieme alle rivoluzioni tecnologiche dovute all’avvento degli assistenti personali dotati di intelligenza artificiale, all’evoluzione di Internet delle cose verso gli strumenti senzienti e al lancio dei veicoli autonomi di livello 3, tra le altre cose, minacceranno la posizione di molti operatori esistenti. Tuttavia, esorteranno anche le aziende a diventare più intelligenti e più efficienti nei modelli e nelle pratiche di business.Dopo le elezioni presidenziali negli Stati Uniti e la Brexit, gli esperti di Frost & Sullivan stanno studiando ancora più attentamente i possibili scenari futuri anomali, analizzando gli effetti che questi eventi inaspettati potrebbero avere sui mercati e sulle aziende. La ricerca esplora le tendenze in diverse aree geografiche, settori e applicazioni per offrire una visione completa degli agenti di cambiamento attivi nel 2017. Ora che piattaforme, modelli di business e tecnologie si incontrano in maniera sfumata, rendendo difficile la categorizzazione, questi approfondimenti possono rappresentare uno strumento di riferimento essenziale per le aziende che cercano di elaborare strategie a breve termine e di impostare obiettivi di implementazione a lungo termine.Alcune delle tendenze tecnologiche chiave evidenziate da questo studio sono:
*La corsa per il primato degli assistenti personali dotati di intelligenza artificiale
*I veicoli autonomi di livello 3 approdano sulle strade
*Gli stili di vita connessi trasformano le abitazioni
*Cognitivo è il nuovo “smart”
*La realtà augmentata diventa la prassi per il B2B
*Internet delle cose vira verso gli strumenti senzienti
Alcune delle implicazioni di queste tendenze si sono messe in moto nel 2016, come i progressi e i lanci degli assistenti personali dotati di intelligenza artificiale e le piattaforme per le abitazioni intelligenti. Le aziende potrebbero anche doversi preparare per un ambiente competitivo in cui il vincitore prende tutto e ai prossimi cambiamenti dirompenti in ambito sociale portati da queste innovazioni.“I tanto attesi droni, veicoli autonomi, capacità spaziali e robotica sono tutti destinati a influenzare notevolmente il mercato commerciale quest’anno”, osserva Taylor. “Queste tecnologie, se da una parte migliorano l’efficienza, la produttività, l’accuratezza e colmano i divari nell’occupazione, potrebbero portare a dinamiche del lavoro infiammabili. Tali interessi conflittuali cambieranno il corso dei flussi di entrate e della segmentazione dei prezzi, oltre a incoraggiare un’attenta valutazione dei trade-off.”

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Banca d’Italia: due tirocini formativi e di orientamento per neolaureati

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2017

bolognaBologna Anche per il 2017 la Banca d’Italia ha avviato un programma di tirocini formativi e di orientamento in favore di neolaureati in possesso di laurea magistrale/specialistica, da svolgere presso la Divisione di Analisi e ricerca economica territoriale della Banca d’Italia di Bologna. I tirocini offrono la possibilità di collaborare allo svolgimento di un progetto di ricerca di natura empirica su un tema di economia regionale. È previsto l’avvio di 2 tirocini formativi e di orientamento presso l’Unità di Analisi e Ricerca economica territoriale della Sede di Bologna della Banca d’Italia, Piazza Cavour, 6 – 40124 Bologna.
Ciascun tirocinio avrà la durata di 3 mesi e sarà avviato orientativamente entro il mese di ottobre 2017. Potrà essere prorogato per un massimo di 3 mesi. Le attività di tirocinio saranno svolte tutti i giorni feriali, da lunedì a venerdì, secondo un’articolazione oraria che sarà concordata con i tutor aziendale e che comporterà un impegno giornaliero non inferiore alle sei ore.
Ai tirocinanti sarà riconosciuta un’indennità di partecipazione pari a 1.000 (mille) euro lordi mensili, previa verifica del rispetto degli obblighi di assiduità e riservatezza; nei giorni di frequenza i tirocinanti potranno fruire gratuitamente del servizio di ristorazione previsto per il personale dell’Istituto.
L’indennità di partecipazione è incompatibile con altri compensi eventualmente percepiti dai tirocinanti, anche sotto forma di borse di studio o assegni di dottorato. I candidati assegnatari dei tirocini, pertanto, saranno invitati a rinunciare a tali compensi per il periodo coperto dall’indennità corrisposta dalla Banca.Sono richiesti i seguenti requisiti:
1. laurea specialistica/magistrale, conseguita in data successiva al 30 settembre 2016 con punteggio pari ad almeno 105/110 (o votazione equivalente), o altro diploma equiparato al suddetto titolo ai sensi del decreto interministeriale 9 luglio 2009;
2. età non superiore a 27 anni alla scadenza del termine per la presentazione delle candidature;
3. aver sostenuto con esito positivo un esame di Statistica e uno di Econometria. Saranno comunque ammessi alla selezione i candidati che abbiano superato – nel corso dell’intero ciclo di studi universitari – esami diversamente denominati, ma il cui programma abbia riguardato in misura significativa discipline statistiche ed econometriche; la valutazione di ammissione alla selezione sarà condotta dall’Ateneo di appartenenza del candidato.
Le candidature dovranno essere presentate presso l’Università di Parma alla UO Placement e Rapporti con le Imprese – Vicolo Grossardi, 4 – 0521 034022- cvplacement@unipr.it entro il 29 aprile 2017, provviste di:
1) domanda di ammissione alla selezione e dichiarazione sottoscritta ai sensi degli artt. 46 e 47 del D.P.R. n. 445/2000;
2) curriculum vitae;
3) documento di riconoscimento (in formato.pdf) in corso di validità.
La Banca d’Italia si riserva di verificare l’effettivo possesso da parte dei candidati dei requisiti e dei titoli dichiarati e di disporre l’esclusione dalla selezione e l’interruzione dello stage nei confronti di soggetti che risultino sprovvisti di uno o più requisiti o titoli.

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Italian Investment Showcase

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2017

Milano 11 e 12 Aprile, si terrà un’ iniziativa finalizzata all’attrazione di investimenti verso le Aziende innovative ed i Parchi Tecnologici italiani. E’ promossa dall’Agi in Partnership con il Ministero degli Affari Esteri, Ice, Enea, Assolombarda, Unindustria, Compagnia delle Opere, Cna, con la collaborazione di Città Metropolitana di Milano e Regione Lombardia. Nel corso di due giorni una selezione di Imprese innovative, Cluster e parchi Tecnologici, appositamente selezionati, incontreranno investitori italiani ed esteri interessati alle realtà emergenti nei vari settori dell’high tech.
L’iniziativa sarà presentata a Milano venerdì 17 Febbraio alle ore 14.30 presso Assolombarda, Sala Falck, in Via Chiaravalle, 8 e Lunedì 20 Febbraio a Roma alle ore 12.00 presso Unindustria, sala Azzurra, in Via Noale, 206.Informazioni sull’Investment Showcase, con i relativi moduli di adesione, e sulle due presentazioni sono disponibili sul sito http://www.investmentshowcase.it

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Le nuove professioni digitali nell’universo IT

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2017

matteo-biancanidi Matteo Biancani, Sales Director di Interoute Italia. Mercato del lavoro, professioni digitali e formazione delle nuove generazioni: in questo periodo storico in continua evoluzione, l’universo IT e il mondo delle TLC si stanno interrogando sulle modalità con le quali impiego professionale da una parte, e nuove tecnologie dall’altra, possano fare sintesi in modo efficiente ed efficace.
Secondo i dati del World Economic Forum, entro il 2020 sette milioni di posti di lavoro nel mondo andranno persi, rimpiazzati da robot e intelligenza artificiale, a fronte dei quali se ne creeranno però due milioni di nuovi e diversi. Un cambiamento epocale che riguarderà ogni settore e ogni lavoratore, specialmente tra i più giovani. Le imprese infatti, nei prossimi anni, considereranno come prioritarie competenze digitali ritenute fino a oggi secondarie, nel valutare le potenzialità dei nuovi profili professionali da assumere. Dal cybersecurity specialist al business intelligent analyst, dal data scientist al data specialist: sono numerose, le figure digitali in crescita. In particolare, nel mondo IT, un ruolo sempre più apprezzato e ricercato è quello del cloud architect. Negli ultimi anni le imprese sono passate dal chiedersi che cosa sia il cloud computing, al domandarsi, piuttosto, quali e quanti possano essere i benefici nel passaggio ai progetti cloud-based. Il cloud architect nasce proprio in questo contesto: è una figura professionale ben specializzata, che ha lo scopo specifico di far capire come il cloud computing possa entrare in un’azienda, in che modo possa modificare lo status quo delle risorse IT già presenti e quale valore aggiunto possa offrire al business. Figura dalla vasta gamma di competenze, il cloud architect è, sostanzialmente, un architetto impegnato nella gestione dei sistemi informatici distributivi che lavora in ambiti specifici: può occuparsi di cloud pubblico o di cloud privato, può operare all’interno dell’orchestrator di un data center o come specialist nelle procedure di programmazione API. Assume un ruolo professionale che ben si discosta quindi dalla figura classica di architetto conosciuto nella sua accezione più tradizionale, perché per essere un buon cloud architect è necessario prima di tutto possedere delle skill IT ben precise. In primo luogo, è data per appurata una forte conoscenza dei principi di enterprise computing, sia dal punto di vista teorico che pratico. Inoltre, fondamentale è possedere una profonda e aggiornata conoscenza dei set offerti dai principali provider cloud, presenti oggi sul mercato. Infine sono considerati un valore aggiunto, sia la comprensione delle soluzioni di on-premises virtualisation, sia una particolare familiarità con la metodologia di sviluppo DevOps per i software. Il profilo professionale del cloud architect è in continua evoluzione, così come nel pieno della sua crescita è il contesto in cui opera. Il suo ruolo è quello di progettare e costruire ambienti cloud scalabili e resilienti, che si adattino il più possibile alle esigenze di business di un’impresa. E sono sempre di più le aziende che oggi hanno la necessità di migrare i propri dati all’interno di un public cloud: un’esigenza che al momento viene soddisfatta attraverso consulenze esterne, che vedono coinvolti singoli professionisti in progetti mirati e a breve termine. Lo scenario, però, sta cambiando. E il prossimo passo per le aziende potrebbe essere quello di assumere a tempo pieno figure professionali come i cloud architect o i cloud engineer, coinvolgendoli nel proprio organico in progetti più strutturali. Le sorti professionali della figura del cloud architect, comunque, non dipendono esclusivamente dalle aziende: molto è legato anche alla formazione dei singoli profili. Un buon cloud architect non deve solamente avere un’accurata conoscenza dei sistemi di cloud computing e delle soluzioni IT più importanti, bensì possedere anche una buona comprensione del back-end e delle sue risorse a basso livello: dalle reti allo storage, fino all’hypervisor, con l’obiettivo di poter fornire alle aziende delle soluzioni sicure, capaci di mitigare i rischi associati alle infrastrutture cloud.
Il ruolo del cloud architect è quindi fondamentale dal punto di vista della sicurezza infrastrutturale così come della riduzione dei costi, ma non solo. Si tratta infatti di una figura professionale particolarmente dinamica, in costante cambiamento, sempre attenta ad adeguarsi all’evoluzione dei sistemi tecnologici. È a tutti gli effetti un facilitatore del complesso processo di trasformazione digitale, che le imprese stanno vivendo. Un esempio che rappresenta al meglio quest’ultima caratteristica è certamente lo spostamento di attenzione, da parte delle aziende, dalle risorse di back-end (come l’hypervisor e l’infrastruttura di rete) alle piattaforme di tipo API-driven. Una trasformazione che vede la figura del cloud architect centrale, perché in grado di gestire direttamente e con maggiore competenza le transazioni end-to-end della piattaforma. (foto: matteo biancani)

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