Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Archive for 16 febbraio 2017

Quartieri romani

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2017

esquilinoEsquilino: completamente orientalizzato. “L’Esquilino è stato condannato a morte da un malinteso multiculturalismo che da sempre pervade la sinistra, e i ‘boia’ per l’esecuzione capitale sono stati Rutelli e Veltroni. Ormai completamente orientalizzato e privato della sua identità umbertina, tutta italiana, il rione tuttora soccombe di fronte all’insensibilità e alla carente visione della città di Ignazio Marino ieri e di Virginia Raggi oggi. Unici barlumi di speranza si sono avuti con la destra al governo che ha tentato di rianimare il territorio con progetti di riqualificazione e perfino con una legge regionale speciale. Bei tempi per la popolazione, oggi consegnata ad amministratori che fanno fatica a capire la differenza tra l’Esquilino e la Serpentara”.
E’ quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale alla Camera dei deputati Fabio Rampelli commentando l’odg del consiglio comunale di Roma che discuterà della riqualificazione e sicurezza del rione.

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“Marijuana rulez! Le vittorie referendarie negli USA”

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2017

droga cannabis-vicinoRoma Giovedì 16 febbraio alle ore 10.00, a Roma presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati (via della Missione, 4) si terrà la presentazione del volume “Marijuana rulez! Le vittorie referendarie negli USA” (ed. Reality Book).
Insieme all’autore Luca Marola interverranno il segretario di Radicali Italiani Riccardo Magi e Giuseppe Civati, segretario di Possibile e membro dell’Intergruppo “Cannabis Legale”.Da feroce baluardo della War on Drugs, gli Stati Uniti d’America sono diventati terreno di sperimentazione delle più avanzate politiche di legalizzazione e regolamentazione della cannabis.A colpi di consultazioni referendarie, nel 2012 in Colorado e Washington, nel 2014 in Oregon, Alaska e Washington D.C. e nel 2016, in California, Maine, Nevada e Massachusetts, i cittadini americani stanno spingendo la marijuana fuori dal mercato nero, fuori dal monopolio della criminalità con indubbi vantaggi collettivi sotto il profilo economico, occupazionale, sanitario, fiscale, di giustizia e di welfare. Marijuana rulez, le vittorie referendarie negli USA è un viaggio al centro dibattito pubblico sulla cannabis, al centro delle campagne referendarie appena conclusesi, al centro della “Rivoluzione Verde” che sta impetuosamente affermandosi negli Stati Uniti. Con l’auspicio che le buone pratiche qui raccontate siano una guida per gli attivisti ed i legislatori italiani.
Luca Marola (1977), autore per Reality Book di Marijuana in salotto, guida alla coltivazione fai da te e Legalizzare con successo, l’esperienza americana sulla cannabis, è ideatore e gestore di uno dei più antichi grow shop italiani, il Canapaio Ducale di Parma, fondato nel 2002. Da sempre impegnato nelle campagne antiproibizioniste per la normalizzazione e la legalizzazione della cannabis, è autore e conduttore della trasmissione radiofonica Non Solo Skunk.

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Farmaci: Potenziale causa disfagia

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2017

disfagiaAncona. Presidio Ospedaliero di Ricerca Via della Montagnola 81. Ben l’87% degli anziani – quasi 9 su 10 – che risiedono in Residenze sanitarie assistite assume da 1 a 4 farmaci al giorno che potenzialmente provocano disfagia, ovvero la difficoltà ad ingerire cibi solidi o liquidi, aumentando così il rischio di malnutrizione. È quanto emerge da uno studio condotto dall’Irccs Inrca – Istituto Nazionale di Riposo e Cura per Anziani – presentato al “6° Congresso Europeo dei disturbi della deglutizione”. “La disfagia comporta l’alterazione delle normali funzioni deglutitorie, interessa in genere il 20% delle persone sopra i 50 anni e dal 30 al 60% degli anziani che vivono in strutture residenziali o case di riposo” – spiega Paolo Orlandoni, responsabile dell’Unità operativa di Nutrizione clinica dell’Inrca – Riguarda l’area della cavità orale, oppure faringe o esofago e può essere causata dall’indebolimento dei muscoli dovuto all’invecchiamento o da malattie neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson, nonché da farmaci assunti in maniera continuativa (disfagia iatrogena) dagli anziani”.
Con l’obiettivo di valutare il legame tra farmaci e disfagia, ancora poco descritto a livello scientifico, l’Inrca ha condotto un’indagine su 140 anziani all’interno di due Residenze sanitarie assistite (Rsa) nel territorio di Ancona per un periodo di quattro mesi. Nel corso dello studio sono stati valutati lo stato nutrizionale (peso e indice di massa corporea), la dieta seguita, l’eventuale presenza di disfagia, rilevata nel 34% dei casi, e il numero medio di farmaci assunti al giorno, risultato pari a 8, con picchi di 19 nei casi più gravi. Il 34% degli anziani risultava malnutrito, con un Indice di Massa Corporea inferiore a 22 Kg/ m², mentre il 40% aveva registrato negli ultimi sei mesi una perdita di peso non intenzionale superiore al 5%. Disfagia e malnutrizione infatti presentano molti aspetti in comune che si sovrappongono, contribuendo alla difficoltà di riconoscimento da parte del personale sanitario.
L’effetto dei farmaci. “Sono tre i meccanismi con cui i farmaci incidono negativamente sul processo deglutitorio” – spiega Claudia Venturini, medico nutrizionista Inrca e coautrice dello studio – Il primo è l’effetto collaterale del farmaco, ad esempio di medicine che riducono la produzione di saliva (xerostomia), riscontrate nell’11% del campione e che contengono soprattutto cytalopram, metoclopramide, paroxetina e lisinopril, oppure di antipsicotici e neurolettici, assunti dal 25%, i cui principi attivi più comuni sono la quietapina, la clozapina, l’olanzapina, il risperidone e l’aloperidolo. claudia-venturiniPoi ci sono le complicanze dovute all’azione terapeutica: è il caso dei narcotici e degli antiepilettici che, agendo sul sistema nervoso centrale, riducono vigilanza e attenzione, compromettendo così la sicurezza del processo deglutitorio. Contengono generalmente ossicodone, fenobarbital, prednisone, clonazepam, diazepam, paracetamolo e codeina oppure morfina. Ne fa uso il 32% dei pazienti dello studio. Alcuni farmaci infine producono danni alla mucosa esofagea, come gli antinfiammatori non steroidei e i bifosfonati (ibuprofene e acido acetilsalicilico) o gli integratori di ferro o di potassio, comunemente usati dalle persone in età avanzata per lunghi periodi come nel trattamento dell’osteoporosi o per problemi cardiaci (riscontrati nel 29% dei pazienti). “Specialmente negli anziani soggetti a polifarmacoterapia – aggiunge la dott.ssa – è importante quindi valutare periodicamente la funzionalità deglutitoria, in modo da intervenire ai primi sintomi di disfagia ed eventualmente sostituire un farmaco potenzialmente lesivo con un principio attivo meno dannoso, o addirittura sospenderlo se non strettamente necessario”.
All’Inrca è attivo un ambulatorio di nutrizione clinica (mercoledì e venerdì, ore 9-13) dove si effettua una valutazione dello stato nutrizionale, delle funzioni deglutitorie e un riesame della terapia farmacologica, anche grazie al supporto del farmacista ospedaliero. Per fornire diagnosi in tempi rapidi l’ambulatorio comprende vari specialisti, tra cui medico nutrizionista, dietista, logopedista e fisioterapista esperto nella riabilitazione dei muscoli coinvolti. La gestione della disfagia infatti è una pratica complessa, che richiede la presenza di un gruppo di lavoro interdisciplinare costituito da esperti con competenze specifiche. (foto: disfagia, Claudia Venturini)

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Tubercolosi in Italia: casi in aumento

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2017

In Italia 126 bambini sotto i 15 anni si sono ammalati di tubercolosi nel 2013, erano 184 nel 2009. Una riduzione che si è osservata inizialmente anche nella popolazione generale: i nuovi casi in un quinquennio (2009-2013) sono passati da 4.300 a 3.153, ma nel 2014 i casi registrati sono stati 3.680 e nel 2015 circa 3.769, con un crescente aumento di circa il 20% (dati Organizzazione Mondiale della Sanità). Il 60% delle notifiche riguarda cittadini stranieri. “In Europa, rispetto al resto del mondo, si registra una bassa mortalità pediatrica per questa malattia, pari al 2%, che arriva all’8% nei bambini con coinfezione tubercolosi/immuno-deficienza umana (HIV). Questo dato confortante è in relazione all’elevata percentuale dei pazienti pediatrici che ricevono un adeguato trattamento per la malattia e dei bambini sotto i 5 anni sottoposti a terapia preventiva quando entrano in contatto con persone infette – spiega la dott.ssa Laura Lancella dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, centro di riferimento per la cura di questa malattia -. I più piccoli presentano un’aumentata suscettibilità verso questa infezione in quanto il loro sistema immunitario non ha ancora completato il percorso maturativo. Il rischio di contrarre la tubercolosi per contatto con persone infette è del 43% nei bambini sotto i 12 mesi, del 24% nei bambini tra 1 e 5 anni e del 15% negli adolescenti”. Nel mondo, i nuovi casi di tubercolosi sono stati 9,6 milioni nel 2014 e 10,4 milioni nel 2015, di questi ultimi 1,2 milioni erano bambini. Il 60% dei malati è rappresentato dalla popolazione di sei Paesi (India, Indonesia, Cina, Nigeria, Pakistan e Sud Africa). Uno studio recentemente pubblicato su Lancet Infectious Diseases ha analizzato la mortalità per tubercolosi in 82.436 bambini da 0 a 14 anni in 3 diverse epoche: prima dell’introduzione di terapie specifiche (fino al 1946), tra il 1946 e il 1980 quando ancora non si trattavano tutti i bambini, e dopo questa data che ha visto l’introduzione dei farmaci antivirali contro l’HIV. Nel primo periodo, quello in cui non esistevano farmaci antitubercolari, la mortalità pediatrica era pari a circa il 22%: sotto i 5 anni raggiungeva il 44% rispetto al 15% nei bambini in età compresa tra 5 e 14 anni. L’analisi ha evidenziato una mortalità particolarmente elevata in caso di mancata diagnosi o di inadeguato trattamento dei piccoli, specialmente se residenti in aree endemiche per tubercolosi e HIV. “In presenza di altre infezioni come l’HIV, la mortalità è più elevata. È importante ricordare che il paziente pediatrico con tubercolosi è il cosiddetto ‘evento sentinella’ – conclude la dottoressa Lancella – che induce i medici a ricercare l’infezione tra coloro che si prendono cura del bambino. Quest’ultimo, infatti, non è quasi mai contagioso, è l’adulto che diffonde la malattia”.

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Sicurezza treni in Lombardia: Approvata mozione urgente del M5S

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2017

TRENO“Dopo i drammatici fatti di cronaca, abbiamo ritenuto doveroso portare in Aula del Consiglio Regionale una mozione urgente per chiedere la revisione del Piano sulla Sicurezza dei treni regionali. Sinora quello approntato dalla Giunta Maroni non ha funzionato ed il motivo è che è stato improntato agendo sulla “percezione” della sicurezza e non sulla sicurezza reale. Basti pensare che la Giunta Maroni ha sprecato 2,2 milioni di euro per assumere 150 “assistenti alla clientela” impropriamente denominati “vigilantes”, facendo solo propaganda. Solo grazie alle azioni del M5S che, dal 2015 ad oggi, ha depositato una serie di interrogazioni e mozioni, la Giunta ha iniziato ad assumere guardie giurate armate ma non le ha disposte equamente su tutte le tratte ferroviarie, in assenza di una ricognizione mirata delle linee a rischio. Con l’impegno assunto oggi con la nostra mozione, speriamo che stavolta sia la volta buona per dare concretezza alle nostre proposte e ad un vero Piano di Sicurezza che non sia basato sulla militarizzazione dei treni e delle stazioni, ma su un rafforzamento della Polfer. La Giunta si è impegnata infatti a portare la questione sicurezza sui treni alla Conferenza Stato-Regioni per chiedere uno stanziamento straordinario che garantisca maggiori risorse e strumentazioni alla POLFER che ha subito poderosi e vergognosi tagli dal Governo Centrale. In Lombardia, le 590 unità, che includono funzionari e dirigenti, non sono certamente sufficienti a presidiare treni e stazioni.”, così Iolanda Nanni, capogruppo del M5S Lombardia e prima firmataria della mozione. “La mozione del M5S chiede di lavorare su obiettivi concreti: impegna la Giunta a fare una ricognizione puntuale delle linee a rischio e ad intensificare i controlli su tutte le tratte pendolari con la presenza di guardie giurate sui treni notturni e delle fasce orarie a scarsa frequentazione. Inoltre, impegnamo la Giunta a sollecitare TRENORD a stanziare ulteriore risorse per il rinnovo dei treni e delle stazioni con installazione di telecamere e l’introduzione di dispositivi di allarme. Ma non basta: di notte e nelle ore di scarsa presenza di utenti va attivata la chiusura delle carrozze, concentrando l’utenza in poche carrozze di testa. Occorre un’inversione di marcia anche sulle stazioni lombarde, oggi sempre più abbandonate, lasciate senza presidi, diventano luogo di spaccio e di atti vandalici e degrado”, conclude Nanni.

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Leggi delega, Anief-Cisal in audizione alla Camera

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2017

montecitorio

La doppia urgenza è stata espressa dai rappresentanti sindacali ai componenti delle commissioni parlamentari della Camera, riguardo al parere sugli otto schemi di decreti attuativi della Legge 107/15. Durante gli interventi è stato sfatato il mito della continuità didattica, dell’esaurimento delle graduatorie, dell’idoneità al concorso: per gli alunni con disabilità la continuità didattica dovrebbe essere legata a tutti i componenti del consiglio di classe e non al solo docente di sostegno che, comunque, può partecipare ai trasferimenti (abolizione vincolo quinquennale e decennale) e per ordine di scuola, qualora fosse ritenuta auspicabile e praticabile. Le graduatorie a esaurimento dovrebbero ritornare permanenti aggiornate annualmente, aperte a tutti gli abilitati per esaurirsi realmente e permettere l’incontro tra domanda e offerta, ossia tra la disponibilità dei posti e la presenza di abilitati oppure si potrebbe optare, nelle province in cui le GaE sono esaurite, di prendere in considerazione ai fini delle immissioni in ruolo i docenti inseriti in II Fascia delle GI. Come premessa, il sindacato ha ricordato che, a più di un anno e mezzo dall’approvazione della Legge 107/15, ci sono 100mila posti liberi per il personale docente, quasi la metà dei quali su sostegno, mentre per gli Ata 35mila. Se non si mette mano alle deleghe con i pensionamenti i numeri sono destinati a salire. Disco rosso anche per laureati in Scienze della formazione primaria ed educatori.

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Elettricità nuove tariffe: Penalizzati pensionati e famiglie in difficoltà

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2017

energiaPer il presidente dell’Autorità per l’Energia, Guido Bortoni, il superamento delle tariffe elettriche progressive porterà a riduzioni di spesa per circa 5,7 milioni di utenze domestiche. In particolare, 5 mln con consumi medi e alti, maggiori di 2.700 kWh l’anno. A pagare di più, invece, quelli che hanno consumi bassi (circa 12,5 milioni di utenze) che, evidenzia, non vanno confusi con i cittadini a basso reddito.”E’ vero che tra gli utenti che hanno bassi consumi ci sono anche single benestanti e seconde case e che bassi consumi non equivale necessariamente a basso reddito. Però, in questa fascia ci sono anche i pensionati e le famiglie in difficoltà” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Per questo da due anni chiediamo di innalzare il reddito Isee per poter usufruire del bonus, ossia dello sconto sulla bolletta, a come minimo 10.000 euro e di incrementare l’ammontare del bonus stesso. Invece si è passati da 7500 euro ad appena 8.107,5 euro, un rialzo vergognosamente insufficiente” prosegue Vignola. “Inoltre vale la pena ricordare che, andando a premiare chi consuma tanto, si disincentiva il consumatore al risparmio energetico” conclude Vignola.

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Ceta, Tancredi (Ap): “Accordo è a tutela parti deboli, alternativa è isolamento”

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2017

“L’approvazione del Ceta, dell’accordo commerciale Ue-Canada, è una buona notizia. La creazione di un mercato unico del blocco occidentale attraverso i trattati di libero scambio è inevitabile. Per questo, al fine di evitare di rimanere schiacciati e travolti dalla globalizzazione, è bene che l’Europa si attivi per creare un competitor forte nel mercato globale, in risposta anche alle economie dei paesi emergenti e allo spostamento sul Pacifico del commercio mondiale. Un simile scenario sarebbe nefasto per la nostra ricchezza e il nostro benessere”. E’ quanto dichiara il vicepresidente della commissione politiche Ue alla Camera, Paolo Tancredi, di Area popolare.
“E’ chiaro che ci sono rischi e sono ben comprensibili le perplessità di una parte del mondo imprenditoriale e dei consumatori, ma faccio presente che l’accordo è fatto proprio per tutelale le parti deboli. L’assenza di regole determina infatti monopoli, speculazioni e posizioni dominanti. Tra l’altro, gli scambi commerciali continuerebbero anche in mancanza di qualsiasi intesa, fermo restando che l’accordo garantisce alti livelli sul piano sanitario, ambientale e lavorativo. L’alternativa a tutto ciò sarebbe rinchiudersi in se stessi e fermarsi”.

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Scandaloso l’ok del Parlamento Europeo alla ratifica del CETA

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2017

E’ il trattato di libero scambio tra UE e Canada: l’Europa dà carta bianca alle multinazionali a danno delle piccole e medie imprese, abbassa gli standard di qualità e sicurezza alimentari e mette a rischio le sovranità nazionali dando la possibilità alla grande industria di citare in giudizio quei governi che volessero mettere un argine alla globalizzazione incontrollata. Se era scontato il voto favorevole del Pd, fa rabbrividire l’ok di Forza Italia che esegue gli ordini del capogruppo del PPE Weber, secondo cui il CETA è “la risposta al protezionismo di Trump”. Ora il trattato dovrà essere ratificato dai Parlamenti nazionali: Fratelli d’Italia si batterà per impedire che l’Italia si pieghi ai diktat dei poteri forti e per dire no a questa ennesima porcata contro i bisogni dei popoli e la nostra economia».
Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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