Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 209

Archive for 23 febbraio 2017

Somalia: aumentano le persone in fuga dalla siccità

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 febbraio 2017

rifugiati_01A partire da novembre, più di 135.000 persone sono state costrette a spostarsi all’interno della Somalia a causa della siccità, secondo i dati raccolti dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), dal Norwegian Refugee Council e dalle organizzazioni locali. Un’azione rapida e consistente e finanziamenti adeguati stanno divenendo urgentemente necessari per scongiurare una carestia e il ripetersi di quanto accaduto nel 2011, quando morirono circa 250.000 persone, oltre la metà delle quali di età inferiore ai 5 anni.
Secondo le autorità del Puntland, oltre 20.000 famiglie si sono spostate verso la regione di Bari. E 1.638 di queste, nella città settentrionale di Galkayo, hanno urgentemente bisogno di assistenza.
Le persone fuggono dalla siccità, dall’aumento dei prezzi dei beni alimentari, dalle previsioni di clima secco e dalla continua insicurezza, dirigendosi verso le aree urbane, come Mogadiscio e la città di Baidoa. Il Governo sta cercando di ottenere aiuti per le popolazioni nei distretti stessi in cui vivono, in modo da evitare che intraprendano lunghi viaggi pericolosi a piedi alla ricerca di aiuto.
Alcune fonti hanno riportato casi di morti e di malattie, sebbene queste non siano ancora diffuse. Domenica, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati è stata informata della morte di 38 persone dovuta a cause riconducibili alla siccità nella regione di Bakool, nella Somalia centro meridionale. I casi clinici rilevati includono persone affette da malnutrizione acuta (soprattutto bambini), diarrea e colera. Non se ne conoscono i dettagli.
Nell’ambito di una risposta inter-agenzie, l’UNHCR e i partner lavorano per evitare cha la situazione degeneri in carestia. Ciò prevede il trattamento della malnutrizione e l’adozione di misure che limitino gli spostamenti della popolazione, che permettano di contenere il diffondersi di epidemie e che rendano effettivi i meccanismi di protezione.
L’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati ha cominciato ad assistere le persone nelle aree maggiormente colpite: Puntland e Somaliland a nord, e le regioni di Bay e Bakool. Sono stati messi a disposizione alloggi d’emergenza, distribuiti beni di prima necessità e sono state rafforzate misure di protezione per migliaia di persone.
Sono in corso le operazioni di distribuzione di circa 1.000 kit di aiuti umanitari alle famiglie colpite dalla siccità a Mudug (Puntland). E’ prevista la distribuzione di 1.500 kit a Bari (Puntland), e il trasporto di acqua potabile verso alcune regioni del Somaliland. L’UNHCR sta inoltre allestendo alloggi di emergenza e distribuendo beni di prima necessità a Bari, Nugal (Puntland), Sanaag (Somaliland), Galkayo e Garowe.
La siccità sta inoltre costringendo molti a lasciare il Paese. Dall’inizio dell’anno sono stati registrati più di 3.770 nuovi somali arrivati a Melkadida, in Etiopia, e casi di malnutrizione acuta sono stati documentati nel 75 per cento dei minori arrivati. Al momento, non si sono registrati flussi considerevoli di persone verso il Kenya.
L’UNHCR continua a implementare il programma di rimpatri volontari per i rifugiati somali accolti nei campi di Dadaab, in Kenya, che ha già permesso il ritorno a casa di 49.985 persone dal dicembre 2014. L’UNHCR informa i rifugiati della siccità in corso, ma finora la notizia non sembra aver prodotto effetti rilevanti sul numero dei rimpatri.
Rispetto al 2011, l’UNHCR e le altre organizzazioni umanitarie sono oggi preparate meglio a rispondere alla crisi, ma sono urgentemente necessari nuovi finanziamenti. Per il semestre gennaio-giugno servono 825 milioni di dollari statunitensi, ma ad oggi ne sono stati raccolti solo 100.

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Nuova offensiva a Mosul: accogliere le persone in fuga rimane prioritario

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 febbraio 2017

iraq-mosul-jpgMosul. Mentre nuove operazioni militari sono in corso a Mosul, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), sta allestendo nuovi campi per accogliere le persone in fuga a seguito dei nuovi scontri.
Si stima che potrebbero esserci fino a 250.000 persone in fuga. A partire dal 17 ottobre sono fuggite quasi 217.000 persone, di cui circa 160.000 sono ancora sfollate. Altre sono tornate nelle loro case, nelle zone appena liberate. Ma la situazione resta incerta e pericolosa per tutti coloro che sono ancora intrappolati o colpiti dai combattimenti.
Attualmente, l’UNHCR ha aperto otto campi, mentre uno è in costruzione. L’Agenzia prevede di iniziare l’allestimento di un ulteriore campo presso un altro sito (Hamam Al Alil), a sud di Mosul. Al momento vi sono posti disponibili per altre 12.700 persone in tre campi allestiti a est di Mosul (Hasansham U3, Khazer M1 e M2). Ulteriori 1.000 lotti di terreno verranno annessi al campo Khazer M2. C’è inoltre disponibilità per 14.400 persone nel nuovo campo dell’UNHCR a Chamakor, dove 500 tende sono state già installate.
Il Governo iracheno ha deciso, inizialmente, di trasferire gli sfollati della zona ovest di Mosul nei campi a est, in attesa che venga ampliata la capacità dei campi a sud. Il supporto dell’UNHCR è stato chiesto anche per un nuovo sito governativo presso Hamam Al-Alil, 20 km a sud di Mosul. Si prevede che molti di coloro che fuggiranno da Mosul ovest si recheranno al sito di Hamam Al-Alil a piedi. Questo sito accoglierà fino a 60.000 persone e uno dei campi sarà costruito dall’UNHCR. Un altro, costruito dal governo e con una capacità di 24.000 persone, sarà supportato dall’UNHCR.
Con l’esodo previsto di circa un quarto di milione di persone, sarà impossibile accogliere numeri tanto alti nei siti esistenti. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati ha individuato altri terreni che potrebbero essere utilizzati come campi di accoglienza allorché il fronte dei combattimenti si sposterà.
Intanto, secondo diverse fonti e testimonianze, le condizioni di vita nei quartieri densamente popolati a ovest della città stanno peggiorando, e, pertanto, cresce la preoccupazione per la sicurezza dei civili. Alimenti, acqua potabile, carburante e medicine scarseggiano. La metà dei negozi di alimentari ha chiuso e la maggior parte della popolazione ha accesso esclusivamente ad acqua non potabile. I prezzi degli alimenti sono alle stelle e secondo alcune fonti, le famiglie bruciano mobili, vestiario e plastica per riscaldarsi. Le condizioni peggioreranno ulteriormente se i civili non potranno fuggire.
Durante i combattimenti per la presa della zona est di Mosul, è stata data priorità alla protezione dei civili nelle operazioni militari e l’UNHCR confida che tale principio continuerà ad essere sostenuto. Tuttavia, la nuova offensiva sarà diversa. I quartieri occidentali della città, caratterizzati da tanti vicoli stretti, sono densamente popolati, e gli scontri avverranno per le strade. I gruppi armati hanno costruito una rete di tunnel.
L’insicurezza e i recenti attacchi suicidi a Mosul est hanno portato alcune famiglie, precedentemente tornate nelle proprie case, a fare ritorno nei campi in cerca di protezione.

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MainOne shows off Microsoft Cloud partnership and Virtual Reality solutions at Nerds Unite event

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 febbraio 2017

nerds-uniteLagos, Nigeria. For the first time in Nigeria, MainOne showcased Microsoft HoloLens, the world’s first self-contained holographic computer running Windows 10 at MainOne’s Nerds Unite 2017 event. Speaking during the event, Principal Group Manager, Microsoft Corporation, Robert Di Benedetto, highlighted the company’s products and services for Cloud, Security, productivity and intelligence which will make it easier for IT professionals to drive digital transformation throughout their organizations. With the reveal at MainOne’s Nerds Unite conference, Nigeria joins selected countries that have experienced the visually rich interactive experience that holograms provide.In her opening remarks, Chief Executive Officer of MainOne, Funke Opeke said the current recession in the country was a motivator for the event theme for the 2017 edition, “Disruptive Technology: Achieve More with Less”. According to her, the economic downturn has left businesses with no alternative than to adopt and leverage disruptive technology to drive efficiency, save cost and deliver economic value. She shed light on the need to align business needs with technology, the need to be agile and the importance of security.She cited the successes recorded in the e-payment, e-commerce sectors with businesses such as eTransact, Konga, Jumia and Nigeria Inter-Bank Settlement System (NIBBS) as of the adoption of disruptive technology in Nigeria. Ms. Opeke reiterated that the annual Nerds Unite conference is a commitment of MainOne and its partners to sharing knowledge and ideas aimed at transforming the businesses of its customers.“At MainOne, we believe that our customers are the most able in this society to bring about disruption in the Nigerian economy leveraging technology. Nerds Unite provides a vantage platform for us to enable our stakeholder community with new ideas to disrupt the Nigerian business landscape”. In its third year, Nerds Unite 2017 featured world-class leaders from global, blue chip IT firms sharing knowledge on new trends and other disruptive technologies facing today’s technology landscape. The event also had in attendance, MainOne partners including Radware, Cisco, SAP, Huawei and Samsung, with representation from the Internet Society. (photo: nerds unite)

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Il Carnevale di Venezia entra nella sua fase “grassa”

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 febbraio 2017

toroE lo fa alla grande oggi, giovedì 23 febbraio 2017, con il “Taglio della testa del Toro” la Ballata delle Maschere curata dall’Associazione “Compagnia L’Arte dei Mascareri” che quest’anno vedrà in compagnia del Toro, 12 pani e i 12 porci. La manifestazione rievoca l’antico aneddoto nel giorno di Giovedì Grasso dell’anno 1162 in cui si celebrava la vittoria del doge Vitale Michiel II sul Patriarca Ulrico di Aquileia con i 12 Feudatari ribelli. In memoria del tentativo di insurrezione soffocato nel sangue, ogni anno anche i successori del Patriarca dovevano inviare in dono e a risarcimento al Doge in carica un toro 12 pani e 12 porci ben pasciuti. Il toro-Patriarca con i 12 Porci-Feudatari venivano messi allo scherno della pubblica piazza con un rituale che prevedeva al suo culmine lo spettacolare taglio della testa del toro, da qui il detto tutto veneziano “Tagiar la testa al toro “ che significa chiudere la toro1faccenda definitivamente o anche sinonimo di soluzione rapida , secca anche se dolorosa. Gli animali venivano successivamente macellati e cucinati e la loro carne distribuita durante i banchetti tra i nobili il clero il popolo e i carcerati. L’iniziativa tende a coinvolgere tutti coloro che seguiranno il corteo in maschera, possibilmente quelle artigianali vere veneziane. Il ritrovo è fissato in Campo Santa Margherita alle ore 15.00: con un prologo d’intrattenimento. Alle 15.30 la partenza del corteo che seguirà il seguente itinerario: San Barnaba -Accademia -Campo S. Stefano -Calle XXII Marzo. Durante il percorso ci saranno dei momenti di spettacolo fino all’arrivo alle 16.30 in Piazza S. Marco dal varco Ascension con un grande momento conclusivo. Ospiti del Corteo della Compagnia l’Arte dei Mascareri saranno Le 12 Marie del Carnevale che porteranno i 12 pani, il Gruppo del Carnevale di Comelico, i Tamburi della Scuola di Conegliano, Trampolieri, l’Atelier Carro Navalis.

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La buona comunicazione apre le porte della speranza

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 febbraio 2017

carlo-climatiCarlo Climati, giornalista e scrittore, ha tenuto all’Università Europea di Roma una conferenza sul tema della cultura del dialogo e dell’accoglienza, in apertura del secondo semestre del Laboratorio di comunicazione “Non sei un nemico!”.“Grazie ai nuovi mezzi di comunicazione, come i social network, parlare con gli altri sembra diventare sempre più facile”, ha spiegato Carlo Climati. “Oggi basta spingere il tasto di un computer per inviare in pochi secondi un’e-mail da Roma a New York. Il semplice gesto di un dito della mano è sufficiente per metterci in contatto con il mondo intero.Ma qual è la qualità della nostra comunicazione? Che cosa stiamo comunicando? E come lo stiamo comunicando? Riusciamo a dialogare in spirito di reale amicizia con tutti?Un grande male dei nostri tempi è la mancanza di accoglienza. È la voglia di puntare il dito contro gli altri, per sottolineare soltanto ciò che potrebbe separarci. Invece di scoprirci fratelli e sorelle, a volte perdiamo tempo ad erigere muri, a creare divisioni, ad alimentare pregiudizi e diffidenze.Questo rischio è presente anche nell’uso dei nuovi mezzi di comunicazione, che non devono diventare occasioni di conflitto, ma opportunità per costruire relazioni autentiche con ogni essere umano. Il mondo che ci circonda è affascinante, tutto da scoprire. Ma non possiamo scoprirlo se ci chiudiamo in un guscio. La vita è amore, apertura, dialogo infinito, che si può manifestare concretamente nell’accoglienza dell’altro, anche quando navighiamo sul web o dialoghiamo nei social network.Ci rendiamo conto, quindi, che quel piccolo gesto che compiamo ogni giorno, spingendo i tasti del computer, può trasformarsi in un gesto molto grande, che può spalancare le porte della speranza. La speranza di un mondo unito, solidale e aperto all’amicizia.Cerchiamo di rispondere all’invito di Papa Francesco a vivere la cultura dell’incontro. Tutti possiamo farlo, attraverso i piccoli gesti della vita quotidiana”. (foto: carlo climati)

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Accordo Sace-TurkEximbank per progetti italo-turchi in area Med, Africa e Medioriente

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 febbraio 2017

turchiaSACE (Gruppo Cassa depositi e prestiti) e TÜRK EXIMBANK, l’agenzia di export credit turca, annunciano la firma di un importante accordo di co-assicurazione finalizzato a promuovere le relazioni commerciali tra imprese italiane e turche. L’accordo è stato firmato da Alessandro Decio, Amministratore delegato di SACE e Adnan Yıldırım, Direttore generale di TÜRK EXIMBANK, durante il primo Joint Economic and Trade Commission (JETCO) italo-turco, di fronte al Ministro dello Sviluppo Economico italiano Carlo Calenda e il Ministro dell’Economia turco Nihat Zeybekci.L’intesa ha lo scopo di creare una piattaforma di condivisione dei rischi e un legal framework tra le due società di export credit al fine di promuovere nuove operazioni in una vasta gamma di settori e progetti in Paesi terzi in cui siano coinvolte sia grandi sia piccole e medie imprese italiane e turche. “Con questa iniziativa ci aspettiamo di generare nuove transazioni in settori strategici per la crescita italiana e turca – ha dichiarato Alessandro Decio –. E siamo lieti di condividere la nostra esperienza e la nostra capacità di assunzione dei rischi con un attore chiave come TÜRK EXIM che rappresenta un partner fondamentale non solo nel Paese, ma in tutta la regione mediterranea e nei mercati limitrofi più promettenti”.
La Turchia rappresenta un partner commerciale strategico per l’Italia, con export e investimenti che ammontavano rispettivamente a 9,6 e 4,1 miliardi di euro lo scorso anno. Un legame solido che ben si riflette sull’operatività di SACE: il Paese è il terzo mercato straniero in portafoglio con un’esposizione totale pari a 2,4 miliardi di euro. In prospettiva, le migliori opportunità per le imprese italiane e turche verranno dai progetti allo studio nella regione mediterranea e nei mercati limitrofi alla Turchia, in particolare nei settori dalla meccanica strumentale, delle energie rinnovabili, dell’acciaio, delle infrastrutture e dei trasporti.

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Continuano ad arrivare successi per gli spin off dell’Università di Camerino, compresi quelli di recente istituzione

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 febbraio 2017

bonacucinaE’ questo il caso di Pharma & Food Consulting, giovane realtà imprenditoriale nata nel 2015 che propone servizi e prodotti innovativi nei settori farmaceutico ed alimentare.
La Pharma & Food Consulting è stata infatti selezionata per partecipare al viaggio in Silicon Valley dal 18 al 26 febbraio 2017 previsto dal progetto I.D.E.A. Marche, promosso dalla Regione Marche e dai quattro incubatori marchigiani (BP Cube, Hub21, JCube, The Hive) e rivolto ad un numero limitato di startup.Integrando competenze e strutture tecnico-scientifiche universitarie, con esperienze industriali concrete, PFC rappresenta un team di supporto per tutte quelle aziende che, interpretando i bisogni del mercato e dei consumatori, rilevano opportunità di miglioramento e manutenzione di prodotti e processi esistenti, nonché lo sviluppo di nuovi. I clienti possono avvalersi di PFC per analisi relative ad uno specifico prodotto o a parte di esso, fino ad arrivare ad un vero e proprio progetto di consulenza, che copra tutti gli aspetti formulativi, produttivi e legislativi, sia per creare linee di prodotti in outsourcing sia per rinnovare o implementare linee già esistenti, proponendo nuovi claim suffragati da dati sperimentali. L’obiettivo della missione nella Silicon Valley sarà quello di far emergere la nuova generazione di imprese innovative “Made in Marche”. “Siamo estremamente soddisfatti per questo importante risultato – ha dichiarato la prof.ssa Giulia Bonacucina, docente Unicam della Scuola di Scienze del farmaco e dei prodotti della salute di Unicam, nonché presidente dello spin off. Questa occasione rappresenta infatti una concreta possibilità per favorire incontri one to one con operatori finanziari ed industriali, agevolare partnership commerciali e attività di formazione mirata alla scalabilità internazionale”. (foto: bonacucina)

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Istat: inflazione a gennaio al top da tre anni e mezzo

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 febbraio 2017

istatSecondo i dati definitivi di gennaio resi noti oggi dall’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) registra un rialzo dello 1% su base annua, il valore maggiore da 3 anni e mezzo.
“Il rialzo dell’inflazione all’1% significa, per una coppia con due figli, la classica famiglia italiana, avere una maggior spesa annua di 380 euro. Una cifra che non tutti possono permettersi di sborsare” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
Secondo i calcoli dell’associazione, infatti, se l’incremento dei prezzi dell’1% significa pagare, in termini di aumento del costo della vita, per l’inesistente famiglia media Istat da 2,4 componenti, 300 euro in più nei dodici mesi, per la tradizionale famiglia con 2 figli significa sborsare 380 euro in più su base annua.
Per un coppia con 1 figlio, la maggior spesa è pari a 257 euro, 197 per un pensionato con più di 65 anni, 201 euro per un single con meno di 35 anni, 291 euro per una coppia senza figli con meno di 35 anni (cfr tabella n. 1).
L’Unione Nazionale Consumatori ha poi stilato la classifica delle città più care d’Italia. Nessun capoluogo di regione risulta in deflazione (cfr. tabella n. 2). In testa alla classifica delle città più care d’Italia, Bolzano, dove l’inflazione del 2,1% si traduce in una stangata per una famiglia di 4 persone, pari a 1136 euro su base annua. Segue Trieste, dove l’inflazione del 2,2% determina un aumento del costo della vita pari a 886 euro e Milano, dove il rialzo dei prezzi dell’1,4% comporta una maggior spesa annua di 719 euro.

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Manutenzione stradale ancora in calo

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 febbraio 2017

stradeNel 2016 il consumo di asfalto (conglomerato bituminoso) in Italia è sceso nuovamente al minimo storico: sono stati impiegati solo poco più di 22 milioni di tonnellate per costruire e tenere in salute le nostre strade. Dopo la crescita registrata nel 2015 grazie alla realizzazione di alcune grandi opere, i lavori stradali sono nuovamente “al palo”, con circa la metà delle necessarie attività di manutenzione non eseguite. Le buche restano un tema confinato nelle campagne elettorali, mentre per riportare in sicurezza il nostro patrimonio stradale occorrerebbe un piano straordinario di almeno 40 miliardi di euro.Sono questi i principali elementi che emergono dall’analisi presentata oggi dal SITEB – l’Associazione dei costruttori e manutentori delle strade nel corso del convegno apertura di Asphaltica, il Salone europeo dedicato alla filiera dell’asfalto e delle infrastrutture stradali, in corso a Verona fino al 25 febbraio e promosso da SITEB e Veronafiere.I dati relativi al 2016 contenuti nell’analisi del SITEB (produzione di asfalto ferma a 22,371 mln di tonnellate di asfalto, -3,2% vs il 2015) evidenziano un nuovo passo indietro sul fronte delle attività di costruzione e manutenzione delle strade dopo il dato positivo del 2015 (+3,7% vs il 2014), il primo dopo 9 anni di calo ininterrotto; segno evidente che la crescita di due anni fa era dovuta non a un’effettiva ripresa della manutenzione del nostro patrimonio stradale, ma era essenzialmente trainata da alcuni grandi lavori eccezionali (connessi all’Expo a Milano) e dall’esecuzione di alcune grandi opere autostradali nel Nord Italia (come la BREBEMI, la TEN e la Pedemontana).
Al netto di queste opere, costruzione e manutenzione di strade oggi sono ferme, con dati dimezzati rispetto a soli 10 anni fa (nel 2006 si consumavano 44 milioni di tonn. di asfalto) e al livello medio di manutenzione necessario per tenere in salute e sicure le nostre strade (40 mln di tonn. di asfalto), una rete lunga quasi 500.000 Km (di cui 7.000 km circa di autostrade e 25.000 gestiti direttamente dall’ANAS), il cui valore complessivo (con gallerie, ponti e viadotti) è stimato in 5.000 miliardi di euro. Nel 2016 nonostante il sensibile calo del prezzo del petrolio sui mercati mondiali, l’allentamento del patto di stabilità per le pubbliche amministrazioni, l’immissione di denaro da parte della BCE e il rilancio degli investimenti in manutenzione da parte dell’ANAS, l’economia “stradale” non è ripartita, e l’entrata in vigore del Codice degli Appalti non ha certamente creato un contesto favorevole.
Il continuo rinvio dei lavori necessari e il mancato rifacimento periodico dei superficiali “tappetini d’usura” ha determinato in diverse parti del Paese spaccature e infiltrazioni d’acqua sulla superficie stradale che hanno compromesso molte arterie sin dalle fondazioni, rendendo oggi necessari costosi lavori straordinari in profondità, non sostituibili da cosiddette “operazioni tappa buche”, destinate a durare solo poche ore.
“La situazione in Italia resta difficile”, evidenzia il Presidente SITEB – Michele Turrini, “il patrimonio stradale è oggi molto degradato e notevoli sono i disagi per gli utenti della strada. Investiamo in manutenzione quanto 30 anni fa, ma su una rete molto più estesa e trafficata in condizioni già critiche da anni. Stimiamo che, a causa dei mancati investimenti negli ultimi 8 anni in manutenzione stradale per circa 10 miliardi di euro, per riportare la rete ai valori qualitativi standard del 2006, occorrerebbero almeno 40 miliardi di euro. Le imprese del settore rimaste sul mercato e che lavorano per gli enti pubblici sono tuttora in forte sofferenza anche per i mancati pagamenti. Nonostante le attese e le promesse degli scorsi anni sull’avvio di piani di manutenzione, il 2016 è stato un anno di forte delusione che non alimenta concrete speranze di recupero nel breve termine”. “E’ ora”, conclude Turrini, “che le strade e la loro adeguata manutenzione entrino di diritto nell’agenda delle Istituzioni locali e nazionali, non solo durante le campagne elettorali e non solo per porre ‘toppe’ momentanee alle troppe buche sempre più diffuse nelle nostre città. Il nostro Paese oggi non ha bisogno di grandi opere, ma di rimettere in sesto e in sicurezza la rete esistente, prima che questa collassi”.L’analisi del SITEB sul settore mostra come negli ultimi due anni si sia contratto il numero di impianti in attività (-16,7%) anche se è rimasto pressoché invariato il numero totale degli addetti (drasticamente ridotto tra il 2010 e il 2013), mentre il valore della produzione è ulteriormente diminuito del 3,3% per effetto del minor costo del petrolio.Nel frattempo, a fronte di una crisi dell’edilizia senza precedenti, continua lo “shopping” di aziende italiane da parte di imprenditori stranieri, generalmente grandi gruppi multinazionali, operanti specialmente nella produzione di membrane impermeabilizzanti.

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la Fondation Gulbenkian, organise une table ronde de haut niveau pour mieux définir l’identité européenne

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 febbraio 2017

enrico letta

Paris Mercredi 1er mars 2017 14h > 17h 1er mars 2017 – 39 Boulevard de la Tour-Maubourg, L’Institut Jacques Delors, en partenariat avec la Fondation Gulbenkian, organise une table ronde de haut niveau pour mieux définir l’identité européenne dans la mondialisation: comment peut-on consolider la construction européenne en affirmant notre identité commune?
14h00 > 14h15 – Introduction Guilherme d’OLIVEIRA MARTINS, membre du Conseil d’Administration de la Fondation Calouste Gulbenkian
14h15 > 16h30 – L’identité européenne dans la Mondialisation Audrey AZOULAY, Minsitre de la Culture de la France
Pascal LAMY, President Emeritus de l’Institut Jacques Delors
Margarida MARQUES, Secrétaire d’État aux Affaires européennes du Portugal
Viriato SOROMENHO MARQUES, Professeur à l’université de Lisbonne
Débat animé par Aziliz GOUEZ, Responsable des discours du Président Irlandais
16h30 > 17h00 – Conclusion Enrico LETTA, Président de l’Institut Jacques Delors

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Launch of the UN World Water Development Report 2017

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 febbraio 2017

world-water-assessmentThe World Water Assessment Programme (WWAP) of UNESCO is pleased to announce that the United Nations World Water Development Report (WWDR) 2017 titled “Wastewater: The Untapped Resource” will be launched on the occasion of World Water Day on 22 March 2017. A high-level pivot event including the first official presentation of the WWDR will take place in Durban, South Africa. The event is organized in collaboration with the Department of Water and Sanitation of the Government of South Africa, UN-Water and the four lead agencies of World Water Day (UNEP, UN-HABITAT, UNU and WHO). More information on the program will be circulated shortly.Over 20 regional launches of the WWDR are being organized around the world thanks to the initiative of local and national institutions, interested partners, UN agencies and their field offices. WWAP provides a supporting package of digital and printed resources to regional launches.The full WWDR 2017 is available in English and French. Side publications are available in English, French, Spanish, Arabic, Chinese, Russian, Italian, Portuguese, and German. All material will be available for download free of charge at http://www.unesco.org/water/wwap/wwdr (after 22 March 2017). (photo: World Water Assessment)

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Ue: no al trattamento dei dati personali senza il consenso consapevole dell’utente

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 febbraio 2017

europa-comunitariaInformazioni private che a sorpresa scopriamo essere note agli amici, come la localizzazione o la musica in ascolto; call center che bersagliano di telefonate promozionali nonostante non sia stato mai accordato loro il consenso; pubblicità sullo schermo del computer palesemente corrispondenti alle preferenze personali, senza aver dato alcuna indicazione o autorizzazione. E’ sempre più diffuso negli ultimi anni, soprattutto con il dilagare di app, social network e in generale dell’uso di Internet, il trattamento delle informazioni private in maniera latente e senza troppi scrupoli di legalità da parte di aziende di marketing, che spesso ottengono il consenso in un modo inconsapevole per l’utente. Con il nuovo Regolamento UE 2016/679 sulla protezione dei dati personali, arriva però un giro di vite, grazie al quale il consenso dovrà necessariamente consistere in “un atto positivo inequivocabile con il quale l’interessato manifesta l’intenzione libera, specifica, informata e inequivocabile di accettare il trattamento dei dati personali che lo riguardano”, come sottolinea la Circolare n.2/2017 emanata da Federprivacy nei giorni scorsi.Se a tutt’oggi in molti casi il benestare risulta di fatto prestato, ma da utenti passivi, spesso rassegnati di fronte a testi per loro incomprensibili perché scritti in un complesso gergo legale, anche in questo aspetto la nuova normativa tende la mano ai consumatori. Come spiega il presidente di Federprivacy, Nicola Bernardi, commentando i contenuti dell’ultima circolare dell’associazione: “Se l’attuale Codice della Privacy si concentra perlopiù sui presupposti legali inerenti la validità del consenso, il nuovo Regolamento Europeo bada invece molto alla sostanza, riconoscendo il diritto per l’interessato ad una richiesta di autorizzazione enunciata con un linguaggio semplice e chiaro. Per questo in molti casi potrà essere necessario utilizzare un vocabolario colloquiale e senza termini giuridici, escludendo ogni forma di silenzio assenso – osserva Bernardi – Per tale motivo, si rende indispensabile quanto prima per tutte le aziende pubbliche e private una revisione generale degli attuali consensi ricevuti, sia per verificare che questi superino il vaglio della conformità con il passaggio alla nuova normativa, sia per adeguare le formule finora utilizzate. In caso negativo potrebbe essere necessario acquisirli di nuovo, attività tutt’altro che banale che può richiedere mesi”.

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Allarme dei gastroenterologi SIGE: “Troppi esami, rischi e costi inutili”

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 febbraio 2017

La Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva (SIGE) lancia un appello affinché venga ristabilita una corretta appropriatezza prescrittiva degli esami endoscopici, in particolare di esofagogastroduodenoscopie (Egds) e colonscopie, strumenti diagnostici certamente preziosi ma richiesti in numeri esorbitanti e spesso al di fuori delle corrette indicazioni. Colpa della medicina difensiva ma anche di una mancata conoscenza delle corrette indicazioni. E le conseguenze sono pesanti per le casse dello stato e per la salute dei pazienti.
Ogni anno vengono effettuate in Italia oltre 1,7 milioni di Egds e di colonscopie, in pratica quasi 29 procedure ogni 1.000 abitanti, quasi tutte per motivi diagnostici (solo l’11,2 per cento rappresenta una proceduta terapeutica). “Un numero enorme di esami che si traduce in una spesa notevole – sottolinea Gerardo Nardone, professore associato di gastroenterologia dell’Università Federico II di Napoli e componente del consiglio direttivo della Sige – calcolando una media di 60 euro ad esame endoscopica (può essere fatta solo una stima approssimativa in quanto il costo cambia da regione a regione) si arriva dunque alla ragguardevole cifra 102,7 milioni di euro. Di questa spesa ingente si stima che almeno 30 milioni di euro vadano bruciati per esami inutili (che sono il 25-30% del totale). Le cause di questo spreco vanno ricercate in una inadeguata conoscenza delle indicazioni da parte della classe medica, ma spesso anche nella possibilità da parte dei pazienti di prenotare direttamente gli esami attraverso CUP, farmacie, e altri canali senza effettuare prima una visita specialistica”.
Le richieste inappropriate più gettonate. Il controllo di una dispepsia funzionale (il giovane con una digestione difficoltosa), la necessità di un controllo per prescrivere farmaci anti-secretori in soggetti che hanno una patologia da reflusso gastro-esofageo. Un esame endoscopico del tratto digestivo superiore negativo può essere ripetuto dotumore gastricopo 5 anni salvo che non vi sia una variazione sostanziale della sintomatologia. Nella ‘top five’ delle richieste inappropriate più gettonate, sia per Egds che per colonscopia svettano le seguenti voci:
Controlli Egds dopo 12-24 mesi in un pazienti giovani ( Controlli colonscopie dopo 12-24 mesi in pazienti giovani ( Gli esami per la digestione ‘difficile’. La digestione difficile “dispepsia” è una condizione molto frequente per lo più secondaria ad una gastrite la cui causa principale è l’infezione da Helicobacter pylori. Nel caso di un giovane in buona salute con una banale dispepsia, in assenza di sintomi di allarme, è consigliabile adottare, come avviene in molti paesi europei ed americani la cosiddetta strategia test-and-treat ovvero, viene richiesto un test non invasivo (breath test o test fecale) per valutare la presenza dell’Helicobacter pylori; se il test è positivo il paziente viene trattato con terapia eradicante, se è negativo con terapia sintomatica.Chi deve invece assolutamente sottoporsi ad esame endoscopico sono i pazienti che presentino i cosiddetti segni e sintomi d’allarme ovvero, dimagrimento, anemia, sanguinamento gastro-intestinale (emissione di sangue con le feci o con il vomito), vomito alimentare persistente, brusche variazioni delle abitudini alvine. In questi casi non dobbiamo perdere tempo ma eseguire urgentemente un esame endoscopico, gastroscopia o colonscopia in base ai sintomi, per effettuare una diagnosi corretta nel più breve tempo possibile.
Gli esami di prevenzione per il cancro del colon: se la prima colonscopia, in condizioni ottimali di pulizia, è negativa, l’esame può essere ripetuto anche a distanza di 7-10 anni, se non compaiono nuovi sintomi.Fare sempre le biopsie. Nel momento in cui il paziente fa un esame endoscopico è molto importante effettuare delle biopsie per avere una valutazione microscopica dello stato della mucosa, sia per il tratto digestivo superiore che per quello inferiore. L’endoscopista vede lo stato macroscopico della mucosa ma non è in grado di definire la presenza di un infiltrato infiammatorio, di infezioni batteriche o parassitarie, di trasformazioni cellulari come atrofia, metaplasia e displasia. Le conseguenze e i rischi degli esami inutili. Bisogna ricordare infine che gli esami endoscopici inutili non solo rappresentano un spreco delle risorse sanitarie con un allungamento delle liste d’attesa, ma anche che sono procedure non scevre da rischi. Non va dimenticato che una Egds o una colonscopia sono sempre esami invasivi. I tassi di complicanze, per quanto bassi (1:1.000 – 1:10.000) ci sono e possono essere serie quali la perforazione del viscere o un sanguinamento per una lesione della mucosa.
Centri di riferimento per le procedure endoscopiche terapeutiche. L’endoscopia da esame squisitamente diagnostico sta diventando sempre più terapeutico; un esempio è rappresentato dall’asportazione di calcoli dalle vie biliari o dal posizionamento di uno stent (‘tubicino’) nei pazienti che presentino una lesione stenosante delle vie biliari o del pancreas; la dilatazione esofagea per il trattamento dell’acalasia esofagea; l’asportazione di polipi e lesioni piatte “mucosectomia”. Per queste procedure un po’ più complesse è auspicabile che vi siano dei centri di riferimento per far si che ci sia una centralizzazione dei pazienti al fine di ridurre gli eventi avversi e le complicanze e migliorare i livelli assistenziali.
La collaborazione tra SIGE e medicina generale. Solo il 20 per cento degli esami endoscopici vengono richiesti dallo specialista gastroenterologo; la stragrande maggioranza delle richieste (l’80 per cento) proviene dal medico di famiglia, da altri specialisti o dagli stessi pazienti. E l’eccesso di richieste è conseguenza della medicina difensiva ma anche di un problema culturale. Nel caso degli esami endoscopici ad esempio è importante conoscere il ritmo di progressione di una lesione neoplastica, per stabilire quando deve essere ripetuto un esame e quante volte nel corso della vita andrebbe ripetuto. La collaborazione tra medici di medicina generale anche con iniziative come i campus tenuti dalla SIGE mirano proprio a fare aggiornamento e formazione sull’argomento allo scopo di aumentare l’appropriatezza delle richieste di esami diagnostici, quali gli esami endoscopici e delle cure farmacologiche. Gli argomenti dei campus SIGE nascono da specifiche richieste emerse in una survey che ha coinvolto la maggior parte dei medici di medicina generale italiani. La SIGE, prendendo spunto da questa attiva collaborazione, ha schedulato una serie di position statement che saranno pubblicati nella pagina web della Società in modo da poter essere facilmente consultate.

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Bike sharing in Europa: Boom grazie a innovazione e sostegno dei governi

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 febbraio 2017

bicilondraPoiché i centri urbani densamente popolati di tutto il mondo sono alle prese con problemi legati all’aumento dei consumi di carburante e delle emissioni di carbonio, le soluzioni verdi per la mobilità come i servizi di bike sharing pubblico stanno guadagnando popolarità. L’allontanamento dalle automobili personali verso soluzioni di mobilità sostenibili è favorito dalle tariffe elevate dei parcheggi, dai costi volatili del carburante e dalla crescente congestione del traffico nelle aree urbane trafficate.“I pendolari urbani stanno considerando diverse opzioni di mobilità per ottimizzare i tempi di viaggio e la convenienza degli spostamenti brevi, inferiori a 5 chilometri”, afferma Debanjali Sen, analista di Frost & Sullivan. “L’interesse dei consumatori ha portato diversi operatori di bike sharing pubblico ad esplorare l’integrazione del bike sharing con i trasporti pubblici e altri metodi di trasporto condivisi, come ad esempio il car sharing / ride sharing su una piattaforma digitale unificata per semplificare i pagamenti e le prenotazioni.”
L’approfondimento ha rilevato che la flotta dei servizi di bike sharing più che raddoppierà, aumentando da 151.302 unità nel 2016 fino a 341.250 unità nel 2025. L’Europa meridionale e occidentale assisteranno ad un’elevata attività nell’ambito dei servizi di bike sharing. Circa 196 città nell’Europa meridionale hanno oltre 35.000 biciclette a noleggio; nell’Europa occidentale, 150 città hanno quasi 70.000 biciclette a noleggio. Spagna e Francia sono i mercati più forti, ma Regno Unito, Germania e Italia si stanno rapidamente espandendo.
Per accedere gratuitamente a maggiori informazioni su questo studio e registrarsi per un Growth Strategy Dialogue, un rapporto interattivo gratuito con i leader di pensiero di Frost & Sullivan, si prega di visitare: https://goo.gl/H9ZHPu <https://goo.gl/H9ZHPu?utm_campaign=PR_AZ_BikesharingITA_21.2.16&utm_medium=email&utm_source=Eloqua&utm_content=CFRSU000002132514&gt;
Anche se i servizi di bike sharing pubblico hanno una richiesta sempre maggiore, gli elevati costi di assicurazione potrebbero rappresentare un deterrente per la loro adozione su larga scala. Inoltre, le linee guida sulla sicurezza dei programmi di bike sharing spesso non sono allineate con quelle dettate dagli schemi assicurativi, richiedendo pertanto un’analisi più approfondita e una soluzione delle questioni assicurative.
“A causa dei costi operativi e di capitale spesso proibitivi legati ai programmi di bike sharing pubblico, è probabile che le città e gli operatori di bike sharing dipenderanno da sponsorizzazioni di terze parti”, osserva Sen. “Alcuni fornitori di rilievo utilizzano il modello della pubblicità. Il loro successo incoraggerà le aziende provenienti da diversi mercati verticali, come ad esempio quello della sanità, degli stili di vita, bancario e alimentare, ad entrare nel mercato dei servizi di bike sharing pubblico come sponsor, partner pubblicitari e finanziatori per le opportunità di promozione del marchio.”

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Grande simposio internazionale “Lutero e i sacramenti”

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 febbraio 2017

Roma.  Si svolgerà presso la Pontificia Università Gregoriana dal 26 febbraio al 1° marzo 2017, è frutto di tre anni di lavoro condotto dagli enti organizzatori, cioè il Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, la Facoltà di Teologia della Gregoriana e l’Istituto Johann-Adam-Möhler per l’Ecumenismo.Il Simposio si aprirà domenica 26 febbraio con la solenne celebrazione comune dei Vespri e la successiva conferenza del Card. Kurt Koch, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unitàpontificia università gregoriana dei Cristiani. Concluderà i quattro giorni di riflessione l’intervento del Card. Gerhard Müller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
I relatori luterani sono internazionalmente conosciuti, ben radicati nella loro tradizione e istituzione, ma aperti a uno sviluppo del processo ecumenico. «Siamo rimasti colpiti dall’entusiasmo manifestato da tanti teologi luterani – dice il gesuita P. Felix Körner, del comitato organizzatore – per il fatto di riunirsi proprio a Roma, e proprio all’Università Gregoriana». Le iscrizioni al convegno si sono chiuse infatti con 260 registrazioni.
L’evento si distingue per alcune caratteristiche di originalità. In primo luogo, un relatore luterano e uno cattolico analizzeranno i medesimi temi: il battesimo (Prof. Dr. Stefan Tobler – Rev. Prof. Dr. Angelo Maffeis), la confessione (Rev. Prof. Dr. Theodor Dieter – R.P. Prof. Dr. Michel Fédou S.J.), l’eucaristia (S.E. Vescovo Dr. Jari Jolkkonen – R.P. Prof. Dr. Jorge Scampini O.P.) e l’ordine sacro (Rev. Prof. Dr. Friederike Nüssel – R.P. Prof. Dr. Etienne Emmanuel Vetö C.C.N.). In secondo luogo, ci si confronterà su una lettura comune delle formulazioni effettuate veramente da Martin Lutero. Infine, ogni professore è stato incoraggiato a portare con sé i propri studenti, affinché la prossima generazione di ecumenisti abbia la possibilità di cominciare a conoscersi.

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La chimera dell’educazione finanziaria

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 febbraio 2017

borsaNella conversione in legge del decreto “Salva banche” di pochi giorni fa è stata inserito, pare su pressione dell’Europa, un provvedimento che prevede spese fino ad un milione di euro all’anno a favore dell’”educazione finanziaria”.
Lo diciamo subito forte e chiaro: si tratta di pochi spiccioli che serviranno solo ad ingrassare qualche associazione.
Sono circa 15 anni che cerchiamo di far “educazione finanziaria” ed abbiamo esperienza diretta e sul campo di ciò che realmente le persone vogliono e possono in tema di finanza personale. Pensare di tutelare le persone attraverso l’educazione finanziaria è più o meno come pensare di guarire le malattie delle persone insegnando le basi della medicina.
Bene che ci sia più cultura possibile (sia in tema di finanza che in tema di salute, come in ogni altro tema), ma non è quella la strada principale per tutelare gli investitori. Esiste certamente una piccolissima fetta di risparmiatori che potrebbero beneficiare di programmi di educazione finanziaria, ma si tratta di percentuali da prefisso telefonico, lo zero virgola qualcosa dei risparmiatori si metterebbe a seguire qualche programma di educazione finanziaria.
Alla grande massa dei risparmiatori non passa neppur per l’anticamera del cervello l’idea di mettersi a studiare qualche libro, seguire qualche corso o navigare in qualche sito internet.L’educazione finanziaria è una chimera che viene sempre tirata in ballo ogni volta che scoppiano casi di risparmio tradito. E’ una facile scusa del sistema bancario. E’ verissimo che l’Italia è molto indietro su questo tema. D’altra parte, l’Italia è messa malissimo in tema di analfabetismo funzionale. Se viviamo in una nazione nella quale circa i due terzi dei cittadini non è in grado di comprendere un testo mediamente complesso, come possiamo pretendere che queste persone comprendano concetti come l’interesse composto o i rischi finanziari?La nostra facile “profezia” è che questo provvedimento si dimostrerà l’ennesima “bolla di sapone”. Da qui ad un anno non apprezzeremo nessun risultato concreto da questi soldi pubblici che saranno stanziati (se mai lo saranno realmente). Secondo la norma, entro sei mesi si dovrebbero produrre delle linee guida nazionali sull’educazione finanziaria. Noi crediamo che molto difficilmente i termini saranno rispettati.
Queste linee guida, poi, quando e se verranno prodotte, rimarranno un libro dei sogni senza nessun effetto concreto. Sono troppi anni che seguiamo questa materia e ormai ne abbiamo viste troppe.Fra un anno torneremo su questo argomento e speriamo vivamente di poter dire di esserci sbagliati. Ma temiamo, invece, che scriveremo di essere stati “facili profeti”. (Alessandro Pedone, responsabile Aduc Tutela del Risparmio)

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A Padova un Simposio dedicato alla parte destra del cuore

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 febbraio 2017

ospedale padovaPadova Il simposio, dal titolo “The right heart. The new frontier” è organizzato dal Dipartimento di Scienze Cardiache, Toraciche e Vascolari dell’Università di Padova ed è promosso dalla Fondazioe Internazionale Menarini. Sede del simposio sono Palazzo del Bo, in Via VIII Febbraio 2 (1 marzo) e l’Orto Botanico (nei giorni 2 e 3 marzo), in via Orto Botanico 15, a Padova. Esperti di tutto il mondo si daranno appuntamento a Padova dal primo al 3 marzo 2017 per un simposio dedicato esclusivamente alla parte destra del cuore e alle patologie associate. In primo piano l’insufficienza cardiaca ma soprattutto le cardiomiopatie, responsabili di numerosi morti giovanili, e l’ipertensione polmonare, malattia spesso fatale in giovane età ma che oggi può essere tenuta sotto controllo con nuove terapie. Venerdì infine il congresso si conclude con relazioni riguardanti i problemi del ventricolo destro e delle valvole cardiache.

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Fieg: Incontro ministro Lotti e Agenzie di stampa

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 febbraio 2017

Palazzo chigi1Si è tenuto a Palazzo Chigi l’incontro tra il Ministro per lo Sport e delega in materia informazione e comunicazioni del Governo, editoria e anniversari di interesse nazionali, Luca Lotti, e le agenzie di stampa nazionali per l’individuazione dei nuovi criteri per la stipula dei contratti di servizio – a partire dalla seconda metà del 2017 – con la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Le agenzie di stampa hanno apprezzato la presenza del Ministro e hanno preso atto della volontà del Dipartimento dell’Editoria di operare l’assegnazione dei nuovi contratti tramite una procedura di gara. La riunione è stata aperta ai contribuiti e alle osservazioni dei rappresentanti delle agenzie, che nei prossimi giorni faranno pervenire al Dipartimento Editoria una serie di elementi d’analisi e di osservazioni tecniche legate alle dinamiche del comparto. Il Ministro Lotti ha dato la propria disponibilità a un nuovo incontro, fissato per il prossimo 6 marzo.
Alessandro Pica, Presidente delle agenzie nazionali di stampa associate alla FIEG, ha così commentato: “Le agenzie hanno potuto rappresentare al Ministro la situazione di grave crisi, endemica da oltre un decennio, che sconta il settore e la necessità di lavorare insieme per un rilancio produttivo del comparto in grado di interpretare le mutate esigenze del mercato, trovandone un pieno accoglimento da parte del Ministro. La riunione con il Ministro Lotti è stata collaborativa, aperta e finalizzata a costruire un futuro sostenibile per il comparto delle agenzie che rappresentano il primo anello della catena del valore dell’informazione e un asset strategico per il Paese”.

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Il Polo Museale della Calabria al TourismA Salone internazionale dell’archeologia

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 febbraio 2017

castello-di-le-castellachiesa-di-s-francescoFirenze – Palazzo dei Congressi. Con un aggraziato spazio espositivo e un interessante incontro il Polo Museale della Calabria ha evidenziato al Tourisma il suo rilevante patrimonio storico, artistico, monumentale e archeologico.
Il Polo Museale della Calabria, guidato da Angela Acordon, è stato rappresentato, nel prestigioso Salone internazionale dell’archeologia di Firenze, da Rossella Agostino, Adele Bonofiglio e da Gregorio Aversa che hanno tracciato con un’attenta disamina le peculiarità delle strutture ricadenti nel Polo: i Parchi archeologici che raccontano la vita di centri coloniali quali Sibari, Capo Colonna di Crotone, Scolacium, Kaulonìa, Locri; centri i cui resti conservati dall’azione del tempo o portati alla luce con le indagini di scavo costituiscono da sempre argomenti nei manuali di archeologia dalla protostoria ad età greca e poi romana. O ancora, il Parco Archeoderi di Bova Marina che documenta significativamente anche la presenza ebraica nel versante ionico meridionale la-cattolicacalabrese. Il Museo “Vito Capialbi” di Vibo Valentia, il Museo della Sibaritide, il Museo di Crotone, il Museo di Scolacium, il Museo di Locri e quello dell’antica Kaulonìa completano la narrazione dei Parchi attraverso i percorsi espositivi allestiti nelle sale che illustrano la quotidianità della vita di colonie magno-greche e municipia romani. Li affiancano Musei archeologici più piccoli, ma ricchi di manufatti e di storia: Amendolara, Lamezia, Gioia Tauro. E se il Museo di Mileto presenta al visitatore testimonianze di età medievale-normanna, edifici di culto quale, la Cattolica di Stilo e la Chiesa di San Francesco di Gerace sono architettonicamente e storicamente significative testimonianze per l’età bizantina e tardo-medievale. La fortezza di Le Castella a Isola Capo Rizzuto documenta la presenza del controllo costiero dall’antichità ad età moderna. Infine la Galleria Nazionale di Cosenza – sede centrale del Polo – ospita testimonianze pittoriche di vari periodi tra i quali, dipinti sei-settecenteschi di scuola napoletana e pittori, anche calabresi, che frequentavano la corte borbonica mantenendo rapporti con ambienti culturali di respiro europeo. (foto: Castello di Le Castella, Chiesa di S. Francesco, La Cattolica)

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CWT nomina Sophie Hulgard vice president Global Program Management EMEA

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 febbraio 2017

sophie-hulgardCarlson Wagonlit Travel (CWT), leader globale specializzato nella gestione dei viaggi d’affari e di meeting ed eventi, ha nominato Sophie Hulgard quale vice president Global Program Management EMEA. Hulgard avrà sede a Parigi e gestirà le relazioni con i clienti globali di CWT basati in Europa. «La mission di CWT è essere la prima digital travel management company a livello globale – sottolinea Cathy Voss, executive vice president Global Program Solutions di CWT. –L’esperienza e l’entusiasmo di Sophie sono la garanzia che offriremo il miglior servizio possibile ai nostri clienti, supportati anche dalla nostra trasformazione digitale che sta accelerando il passo e offre ogni giorno sempre più valore aggiunto ai clienti». Sophie Hulgard subentra a Brigitte Nisio, che è stata nominata Country Director di CWT in Francia. Hulgard ha una comprovata esperienza al fianco delle aziende clienti di Carlson Wagonlit Travel. Nell’ultimo anno è stata infatti vice president Sales EMEA per il team Hotels e in precedenza ha guidato il Product Marketing e Sales EMEA di CWT, dove è entrata nel 2008 come Country Manager per la Danimarca.
Carlson Wagonlit Travel (CWT) è leader mondiale specializzato nella gestione dei viaggi d’affari e di meeting ed eventi e annovera tra i suoi clienti importanti gruppi multinazionali, istituzioni pubbliche e aziende di varie dimensioni. Grazie alla competenza dei propri collaboratori, unita alla disponibilità di tecnologie all’avanguardia, CWT aiuta i propri clienti in tutto il mondo a ottenere il massimo valore dalla gestione dei propri viaggi d’affari in termini di risparmi, servizi, sicurezza e sostenibilità. La società offre inoltre servizi e assistenza di eccellenza ai viaggiatori. Presente in oltre 150 paesi, CWT ha registrato nel 2015 un volume d’affari complessivo, tra strutture di proprietà e joint venture, di 24,2 miliardi di dollari. Nell’ambito di un costante impegno verso un business responsabile, CWT è tra i firmatari del codice etico volontario United Nations Global Compac. (foto: Sophie Hulgard)

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