Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 327

Archive for 27 febbraio 2017

Domani ultimo appuntamento del carnevale di Venezia

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 febbraio 2017

carnevale-venezia1carnevale-veneziaSi conclude domani, martedì grasso 28 febbraio 2017, a Cà Vendramin Calergi, prestigioso palazzo affacciato sul Canal Grande, sede del Casinò di Venezia, la “Galleria delle Meraviglie”, il dinner show ufficiale del Carnevale di Venezia. Ultimo appuntamento per vivere il Carnevale nelle sue sfumature più glamour e mondane. Un evento che ha entusiasmato pubblico e jet set internazionale. Tra le presenze di questo weekend due splendide top model che hanno caratterizzato la kermesse lagunare: Melissa Satta, che si è lanciata domenica scorsa dal Campanile di San Marco, interpretando il Volo dell’Aquila ed Eva Riccobono, Presidente di giuria del concorso della Maschera più Bella. Entrambe sedotte da uno spettacolo, a cura degli artisti di Huma Show Entertainment, capace di proiettare ogni ospite in una dimensione quasi onirica. Un percorso visionario tra allegria e ironia, affollato di maschere, contorsionisti, trampolieri, artisti surreali, con anfitrione il Principe Maurice. Al termine della cena, preparata dagli chef del Ristorante Wagner, dopo la mezzanotte, gli spettacoli del salone cedono il passo alla musica dal vivo e ad un lungo dj-set affidato alla giovane e talentuosa disc jockey internazionale Oyadi, e per chi ha voglia di provare il brivido del gioco, sfidando la fortuna, basta accedere al Salotto dei giochi classici tra roulette, poker e black jack.
Il tutto immersi nell’atmosfera unica di quella che fu la residenza lagunare musicista Richard Wagner, che proprio guardando da quelle finestre verso il Canal Grande compose il “Parsifal”. Finestre che hanno inoltre guadagnato un fascino nuovo, grazie alla spettacolare videoproiezione realizzata dai camerAnebbia che illumina a festa gli spazi della casa da gioco. (carnevale venezia)

Posted in Cronaca/News, Viaggia/travel | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Al via la terza edizione del Fashion Connection Lounge

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 febbraio 2017

fashionconnectionfashionconnection1Roma Sabato 4 marzo – h. 21:00 OS Club – Via delle Terme di Traiano, 4A manifestazione dedicata alla valorizzazione dei giovani talenti del fashion design che giunge alla terza edizione, questa volta tutta al femminile.Sotto la direzione artistica di Federica Bernardini saranno proposte le creazioni di otto stiliste: Draga Hadzhieva, Pinda Kida (presentata dall’associazione NIBI), Harriet Lind, Myriam Lo Prete, Valentina Pagliacci, Lucrezia Rinaldi, Simona Tuzio e Maria Cristina Vespaziani.
Fashion Connection Lounge non è la solita sfilata ma un evento coinvolgente, incentrato sul confronto costruttivo tra designer e blogger: ogni stilista, dopo aver esibito in passerella alcune creazioni della propria collezione, sarà intervistata dalle blogger ospiti della serata che “investigheranno” sul suo lavoro, dando modo anche al pubblico di conoscere meglio e più da vicino cosa c’è dietro la professione del designer e dietro la creazione di un abito o di un accessorio di moda. A coordinare le blogger e moderare gli interventi sarà Claudia Giordano, autrice del blog BlondyWitch. Durante la serata sarà anche presentata la nuova collezione “Peace” firmata Marcella Milano, sponsor dell’evento: pregiate fashion bag di lusso ispirate all’antica filosofia cinese dello Ying e Yang.Quest’anno lo show avrà una presentatrice d’eccezione, Elena Travaini, ballerina affetta da una grave disabilità visiva, diventata nota al grande pubblico per la sua partecipazione come ospite a Ballando con le Stelle 2016 insieme al suo compagno di danza e di vita Anthony Carollo, con il quale ha fondato Blindly Dancing – Danzare ad occhi chiusi, Associazione che si pone l’obbiettivo di far vivere a tutte le persone indistintamente un’esperienza di danza al buio come metodo per abbattere le proprie paure, immergendosi per alcune ore nel mondo delle persone non vedenti.L’evento avrà luogo presso l’OS Club, suggestiva location a due passi dal Colosseo all’interno del Parco di Colle Oppio.
Fashion Connection Lounge è un format ideato da StyleBook (www.stylebook.it), social network della moda e associazione culturale attiva nel favorire l’incontro e la collaborazione tra artisti ed operatori appartenenti a campi creativi diversi, con particolare attenzione alla moda, al design e alla fotografia. Le scorse due edizione del Fashion Connection Lounge hanno visto la partecipazione di ventotto creativi e il coinvolgimento di un centinaio di blogger.

Posted in Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Wind and solar power are disrupting electricity systems

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 febbraio 2017

clean-energyALMOST 150 years after photovoltaic cells and wind turbines were invented, they still generate only 7% of the world’s electricity. Yet something remarkable is happening. From being peripheral to the energy system just over a decade ago, they are now growing faster than any other energy source and their falling costs are making them competitive with fossil fuels. BP, an oil firm, expects renewables to account for half of the growth in global energy supply over the next 20 years. It is no longer far-fetched to think that the world is entering an era of clean, unlimited and cheap power. About time, too. There is a $20trn hitch, though. To get from here to there requires huge amounts of investment over the next few decades, to replace old smog-belching power plants and to upgrade the pylons and wires that bring electricity to consumers. Normally investors like putting their money into electricity because it offers reliable returns. Yet green energy has a dirty secret. The more it is deployed, the more it lowers the price of power from any source. That makes it hard to manage the transition to a carbon-free future, during which many generating technologies, clean and dirty, need to remain profitable if the lights are to stay on. Unless the market is fixed, subsidies to the industry will only grow.Policymakers are already seeing this inconvenient truth as a reason to put the brakes on renewable energy. In parts of Europe and China, investment in renewables is slowing as subsidies are cut back. However, the solution is not less wind and solar. It is to rethink how the world prices clean energy in order to make better use of it.
At its heart, the problem is that government-supported renewable energy has been imposed on a market designed in a different era. For much of the 20th century, electricity was made and moved by vertically integrated, state-controlled monopolies. From the 1980s onwards, many of these were broken up, privatised and liberalised, so that market forces could determine where best to invest. Today only about 6% of electricity users get their power from monopolies. Yet everywhere the pressure to decarbonise power supply has brought the state creeping back into markets. This is disruptive for three reasons. The first is the subsidy system itself. The other two are inherent to the nature of wind and solar: their intermittency and their very low running costs. All three help explain why power prices are low and public subsidies are addictive.First, the splurge of public subsidy, of about $800bn since 2008, has distorted the market. It came about for noble reasons—to counter climate change and prime the pump for new, costly technologies, including wind turbines and solar panels. But subsidies hit just as electricity consumption in the rich world was stagnating because of growing energy efficiency and the financial crisis. The result was a glut of power-generating capacity that has slashed the revenues utilities earn from wholesale power markets and hence deterred investment.
Second, green power is intermittent. The vagaries of wind and sun—especially in countries without favourable weather—mean that turbines and solar panels generate electricity only part of the time. To keep power flowing, the system relies on conventional power plants, such as coal, gas or nuclear, to kick in when renewables falter. But because they are idle for long periods, they find it harder to attract private investors. So, to keep the lights on, they require public funds. (font: The Economist) (photo: clean energy)

Posted in Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Stadio Roma, Legambiente: “La nostra posizione è chiara”

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 febbraio 2017

stadio-romaRoma “Come già ampiamente ribadito, dopo l’accordo tra amministrazione capitolina e As Roma per la costruzione di Business Park e Stadio di Tor di Valle, e in attesa di verificare le specifiche del progetto, Legambiente rimane contraria al progetto immobiliare legato allo Stadio della Roma.”Il taglio delle torri e la riduzione delle cubature in variante al piano regolatore è un piccolo passo avanti, rispetto a un progetto immobiliare da oltre 500mila metri cubi in variante al Piano Regolatore, che nulla ha a che fare con lo Stadio della Roma. Si conferma l’errore dell’area scelta che rimarrà irraggiungibile con i mezzi pubblici, in particolare con la metropolitana, visto che il progetto sembra finanziare solo la riqualificazione della stazione di Tor di Valle ma continueranno a passare i soliti pochi, vecchi treni di una linea che funziona malissimo. Inoltre, a confermare l’errore nella scelta dell’area, è proprio il fatto che gran parte della cubatura da realizzare viene motivata con la spesa per la messa in sicurezza idrogeologica”
Questa è la posizione di Legambiente, che non deve essere confusa con quella espressa nell’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica da Roberto Della Seta, ex presidente dell’associazione, che in questa vicenda è coinvolto direttamente in quanto consulente del costruttore Luca Parnasi per l’operazione immobiliare dello Stadio.

Posted in Roma/about Rome, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Arriva a Roma l’arte delle donne africane con “Videzoom: Africana Womanism”

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 febbraio 2017

arte-donne-africaneRoma, Mercoledì 1 marzo alle ore 17,30 si inaugura a Roma presso la Casa Internazionale delle Donne la XVI edizione della rassegna Videozoom che quest’anno presenta opere di video artiste africane dal titolo “Africana womanism”. “Videozoom: Africana womanism” racconta la video arte contemporanea nella specificità culturale delle diverse realtà territoriali del mondo, con un progetto “work in progress” a cura di Antonella Pisilli. Le edizioni precedenti hanno visto come paesi coinvolti: Israele, Polonia, Iran, Cina, Spagna, San Marino, Marocco, Giappone, Québec, Bangladesh, Grecia, Kurdistan Iraq, Romania e Danimarca. La XVI edizione di Videozoom vede protagoniste 8 artiste africane Nirdeva Alleck (Mauritius), Nathalie Mba Bikoro (Gabon), Rehema Chachage (Tanzania), Wanja Kimani (Kenia), Michèle Magema (RDC), Fatima Mazmouz (Marocco), Myriam Mihindou (Gabon), Tabita Rezaire (Francia-Guyana/Danese) tutte accomunate da valori comuni quali l’identità, l’autenticità, l’egualitarismo e il radicamento. Africana womanism si rifà al termine creato da Clenora Hudson Weems alla fine del 1980 e va inteso non come un’appendice al femminismo nero, ma come ideologia che vede già nel titolo la sua spiegazione. La parola ‘Africana’ identifica l’etnia della donna e la sua identità culturale, mentre il termine ‘womanism’ ricorda il potente discorso improvvisato di Sojourner Truth ‘ Ain’t I a Woman? ‘, si fonda sulla cultura africana e sull’afrocentrismo e si concentra sulle esperienze, lotte, bisogni e desideri di donne africane e della diaspora africana. Africana womanism porta alla ribalta il ruolo di madri africane come leader nella lotta per ritrovare, ricostruire e creare un’integrità culturale che abbraccia gli antichi principi di reciprocità, equilibrio, armonia, giustizia, verità e ordine. Questa rassegna vuole proporre una visione nuova della donna africana attraverso l’occhio dell’artista e vuole essere un incitamento ad imparare a vedere in modo diverso, così che inevitabilmente impariamo a vedere il mondo in modo diverso. Viviamo in un’epoca in rapida evoluzione, quello che succede in Africa influenza la vita in Europa, ciò che accade in Europa influenza la vita delle persone in Africa e altrove. In questi tempi eccitanti, ma delicati, della globalizzazione è più importante che mai che i nostri mondi interiori si espandano allo stesso ritmo del mondo esterno. È tempo di un cambiamento radicale, ma questo significa che noi stessi dobbiamo cambiare drasticamente e non c’è niente di più radicata nella logica di una mente che sostituisce i malintesi con la verità. In occasione della rassegna Videozoom: Africana womanism sarà pubblicato un catalogo bilingue (italiano – inglese) con un testo critico della curatrice. Il progetto “Videozoom: Africana womanism”, è curato da Antonella Pisilli e prodotto dalla Kyo Noir in collaborazione con la Sala 1 e il Black History Month Florence. (foto: arte donne africane)

Posted in Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre, Roma/about Rome, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Jules Verne: uno straordinario viaggio a fumetti nelle profondità del mondo

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 febbraio 2017

verne1verne2Dal romanzo fantastico di Jules Verne, uno straordinario viaggio a fumetti nelle profondità del mondo, in uscita il 16 marzo. Il professore di mineralogia Otto Lidenbrock rinviene una pergamena scritta in caratteri runici: sono le indicazioni per raggiungere il centro della Terra attraverso un vulcano…
Un viaggio ricco di avventura e colpi di scena, tra creature preistoriche ancora vive nei meandri della Terra, fiumi di lava, mostri e mari sotterranei!
Jules Verne (1828-1905), spesso italianizzato in “Giulio Verne”, è stato uno scrittore francese, considerato tra i padri della moderna fantascienza e tra gli autori più influenti in assoluto di storie per ragazzi e “romanzi scientifici”.
La sua incredibile visionarietà e preveggenza gli ha fatto prevedere un secolo di anticipo le più moderne scoperte scientifiche, dai sottomarini ai missili, dallo sbarco sulla Luna all’esplorazione degli oceani, dalle pistole elettriche alle videoconferenze, dalle scritte in cielo a centinaia di altre invenzioni. (foto: verne)

Posted in Cronaca/News, Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Letture Bergamasche 2017: “La condizione della donna nel Medio Evo” con Maria Teresa Brolis

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 febbraio 2017

storie-di-donne-nel-medioevostorie-di-donne-nel-medioevo1Bergamo domenica 5 MARZO 2017 ore 11:00 Museo Cividini nella Antica Zecca – via Donizetti 18/a. Proseguono al Museo Cividini nell’Antica Zecca gl’incontri letterari organizzati dallo scultore Pierantonio Volpini. Questa volta è previsto un incontro con la professoressa Maria Teresa Brolis, che intratterrà i convenuti sulla condizione della donna nel Medio Evo con particolare riferimento alla realtà bergamasca. L’incontro sarà introdotto dal commendator Umberto Zanetti.
Maria Teresa Brolis studiosa assai nota e affermata di storia medievale, Maria Teresa Brolis è autrice di numerose monografie e di saggi per riviste italiane e straniere specializzate nelle ricerche di carattere storico. Ha pubblicato fra l’altro con la Oxford University Press, con l’École Française de Rome, con Reti Medievali e con Vita e Pensiero. Ha compiuto ricerche approfondite sulla società medievale del secoli XII, XIII e XIV traendo dai documenti d’archivio notizie riguardanti il mondo monastico, il francescanesimo, le confraternite, i loci hospitales ed in particolare la cultura femminile e la situazione della donna in contesti tanto lontani da quelli attuali, riuscendo a restituire immagini vivide e a delineare profili suggestivi di dame e di popolane sulla scorta di notizie attendibili e ben documentate. (foto: storie-di-donne-nel-medioevo)

Posted in Cronaca/News, Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Governo Gentiloni: batta un colpo ora o mai più

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 febbraio 2017

gentiloniConsumata una scissione, quella dentro il Pd, che non passerà certo alla storia, perché povera di contenuti programmatici e culturali – in fondo in ballo c’è solo una diversità di accenti rispetto ad un comune approccio populista e giustizialista, seppur light – e perché priva della capacità di rappresentarsi sulla scena politica come uno psicodramma vero, tipico delle grandi svolte, ora si tratta di fare i conti con le conseguenze di questo passaggio politico, figlio naturale della sconfitta di Matteo Renzi al referendum che testardamente e stupidamente ha voluto, e imposto al Paese. Quelle interne al Pd possono essere liquidate in poche battute, ed hanno più a che fare con chi è rimasto piuttosto che con chi ha fatto (o farà) le valigie. Infatti, è più interessante notare che le candidature di Emiliano e Orlando alle primarie hanno come vero obiettivo quello di fare in modo che Renzi non arrivi al 50%. Cosicché, nel caso, oggi altamente probabile, che nessuno raggiunga la soglia, a scegliere il segretario del Pd non saranno i cittadini dei gazebo, ma i delegati nell’assemblea nazionale eletti con le liste collegate agli sfidanti. Con la conseguenza che alleanze e maggioranze verrebbero scompaginate, e un eventuale accordo tra Emiliano e Orlando metterebbe fuori gioco Renzi, con tutto quel che ne consegue non solo e non tanto dalle parti di Largo del Nazareno quanto da quelle di palazzo Chigi. Se poi, invece, Renzi ce la dovesse fare, saprebbe che c’è una componente decisiva per la sua tenuta, pronta a staccare la spina se dovesse ripetere l’errore di sentirsi padrone assoluto e non avere alcuna disponibilità alla mediazione e all’inclusione.Tuttavia, non saranno le beghe condominiali del Pd a determinare i nostri destini più prossimi, a cominciare dalla scelta di quando andare alle urne. La partita vera si svolge in Europa e con l’Europa, e già se ne sono viste le avvisaglie con l’insistenza di Bruxelles nel pretendere subito da Roma una manovra correttiva, atteggiamento che non può certo essere giustificato dalla portata della stessa, visto che si tratta di soli 3,4 miliardi (lo 0,2% di deficit-pil di troppo, al netto dello 0,4% scontato per i costi dei rifugiati e del terremoto). Tra l’altro, molti paesi hanno sfidato la procedura d’infrazione in modo ben più grave senza che nulla accadesse. Per carità, è anche legittimo che Commissione Ue e Germania si sentano prese in giro da chi sottoscrive impegni – anche quelli che non andrebbero presi – e poi regolarmente non li rispetta. Ma ci deve essere un’altra spiegazione. Anzi, ce ne sono due. La prima attiene alla fase pre-elettorale che riguarda, nell’ordine, Olanda (marzo), Francia (aprile) e Germania (settembre). Specie nel caso francese, in quelle consultazioni politiche c’è in ballo la tenuta dell’argine, non solo nazionale ma anche continentale, nei confronti delle spinte populiste e sovraniste, che si sono già rese vittoriose con la Brexit. Ora, non solo è normale, ma pure opportuno che ci sia a Bruxelles, a Francoforte e nelle più importanti cancellerie, la forte preoccupazione che quella diga possa cedere in Italia con la vittoria dei 5stelle, magari supportati – come qui andiamo avvertendo da mesi – dal duo anti-euro Salvini-Meloni. E le probabilità, ahinoi, non solo non sono poche, ma crescono via via che le forze politiche che quell’argine dovrebbero incarnare, rendono palese la loro incapacità di governare e di essere credibili agli occhi di un’opinione pubblica sempre più delusa, spaventata e incattivita. Ma, soprattutto, il timore è che ciò accada nel paese che ha il più alto debito e il minor tasso di crescita in Europa, con conseguenze letali per la moneta comune. Tanto più se una svolta politica di quel segno dovesse coincidere con un cambiamento della politica monetaria, l’unica cosa che finora ha consentito all’Italia di evitare la crisi del debito sovrano. Il ritorno dell’inflazione, ovunque in Europa (tranne che in Italia), ad una crescita intorno al 2%, per effetto di una ripresa non travolgente ma significativa (sempre tranne che in Italia), rende più agevole a chi non ha mai digerito in quantitative easing imposto da Mario Draghi, chiedere che la Bce rialzi i tassi d’interesse. E se ciò accadesse, noi che già ora abbiamo lo spread oltre i 200 punti, ci ritroveremmo non solo a pagare 20-30 miliardi all’anno in più di oneri sul debito, ma avremmo il fianco scoperto ad attacchi speculativi come quelli del 2011, quando andammo ad un passo dal default. Con la differenza che, rispetto ad allora, non avremmo più alcune cartucce difensive, già sparate nel frattempo. Ecco perché l’Europa ci impone la manovra correttiva e pretende che la prossima legge di bilancio attui interventi draconiani (almeno 20 miliardi). Per carità, possiamo dire che costoro sono brutti e cattivi, possiamo contestare (anche con ragione) un’austerità fine a se stessa – salvo però ammettere che abbiamo sempre sottoscritto tutto e che mai siamo riusciti ad offrire all’euroclub una credibile e ragionevole politica alternativa, praticando invece la penosa questua della cosiddetta flessibilità – ma questo non ci esime dal dover fare i conti con una situazione strutturale di finanza pubblica che ci rende drammaticamente vulnerabili. E questa volta sbaglia chi conta sul fatto che siamo troppo grandi e troppo ingombranti per essere lasciati al nostro destino: la corda dell’eurosistema è talmente prossima allo strappo per poter contare sulla benevolenza altrui.
Per questo, come diciamo fin dalla sua nascita, il vero tema è il governo Gentiloni, non il Pd e i suoi mediocri conflitti. Lo abbiamo difeso, sdoganandolo dal marchio d’infamia di essere una fotocopia nelle mani di Renzi. Abbiamo descritto il low profile di Gentiloni – nomen omen – come un opportuno strumento di pacificazione politica, anche se un po’ rovinato dai problemi interni del Pd. Abbiamo detto con nettezza che la legislatura va portata a compimento e che l’idea di anticipare il voto, oltre che rispondere solo alle ansie di rivincita di Renzi – che francamente sono un problema suo e della sua psiche – è alquanto sciocca, visto il calendario elettorale europeo, che rende più che conveniente votare a marzo 2018 dopo aver visto se quel famoso argine anti-populisti avrà tenuto o meno. Insomma, non siamo dei fans – non lo siamo di nessuno per dna – ma certo in noi Gentiloni ha trovato sostegno. Detto questo, anzi, proprio per questo, abbiamo già suggerito al presidente del Consiglio, e adesso torniamo a ripeterlo con ancora maggiore forza, che è ora di parlare agli italiani e di offrire loro, ridandogli la speranza, la ricetta per far ripartire il Paese. Poco importa, poi, se il tempo a disposizione è esiguo e le possibilità concrete di fare poche. Ma di fronte alla gravità dei problemi che incombono, al cospetto delle attese europee e con il rischio crescente che la pochezza della politica – si pensi alla gestione del dopo terremoto o al “caso taxi”, tanto per fare un paio di esempi – induca gli italiani a usare grillini e associati per rifilare l’ennesima sberla ai partiti tradizionali, dare un segno di vitalità è fondamentale. Come ha scritto Massimo Giannini, Gentiloni è rimasto “orfano” sia di Renzi, che vuole liquidarlo il prima possibile, e sia dei fuoriusciti capeggiati da D’Alema e Bersani, che lo vogliono vivo ma imponendogli una politica dal sapore antico. Ma qualche volta perdere i padrinaggi in politica è un vantaggio. A patto che si sappia approfittarsene.(Enrico Cisnetto direttore http://www.terzarepubblica.it)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

“Finché le banche saranno in sofferenza, non potrà esserci né crescita né semplice ripresa per l’economia italiana”

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 febbraio 2017

padovaPadova. Ad aprire i lavori del convegno, in Aula Magna a Palazzo del Bo a Padova è Gilberto Muraro, professore emerito di scienza delle finanze all’Università di Padova e presidente di Cassa di Risparmio del Veneto, e Antonio Cortellazzo, cofondatore, nel 1967, dell’associazione di dottori commercialisti e avvocati Cortellazzo&Soatto insieme a Renzo Soatto, noto commercialista padovano alla cui memoria era dedicata l’iniziativa nel trentennale della sua prematura scomparsa.
Restano fondamentali la nomina di una commissione d’inchiesta che chiarisca le responsabilità, di sistema e individuali, e l’identificazione precisa dei grandi debitori». Parole forti e chiare quelle dell’economista LUIGI ZINGALES, in un convegno che oggi a Padova, all’indomani dell’entrata in vigore del decreto legge sulla tutela del risparmio nel settore creditizio, lo ha visto a confronto con il viceministro dell’Economia e delle Finanze ENRICO MORANDO. “La tutela del risparmio e le prospettive del sistema bancario in Italia” il tema chiave dell’appuntamento, promosso dallo studio Cortellazzo&Soatto di Padova in memoria di Renzo Soatto, con la partnership della Cassa di Risparmio del Veneto e il patrocinio del Dipartimento di Scienze economiche e aziendali “Marco Fanno” dell’Università degli studi di Padova e dell’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Padova.
Un monito, quello dell’economista di Chicago, che prende forza anche guardando ai dati di ripresa del Pil in Usa, dove la crisi è nata, in Germania e in altri Paesi, risaliti ormai alle loro soglie antecedenti al 2007. Così per la Spagna, uscita da una crisi edilizia molto più pesante di quella italiana, grazie soprattutto alla sua richiesta di aiuto al Fondo europeo di stabilità finanziaria.
«Non c’è motivo né giustificazione per non fare un’indagine seria e indipendente e rendere nota la lista dei grandi insolventi – ha continuato Zingales –, altrimenti si continuerà ad essere esposti al rischio di ripetere i medesimi errori con cui ora ci troviamo a fare i conti: occorre per questo avere il coraggio e la volontà di capire per bene quali sono questi errori e chi li ha fatti, perché un sistema bancario sano e forte è fondamentale per sostenere l’economia. La crisi delle banche è una crisi ulteriore e sistemica, solo in parte causata da quella più strettamente economica».Da qui Zingales si è poi focalizzato sulla situazione veneta. «Con metodi semplicemente “artigianali” ho voluto indagare la situazione dei primi trenta grandi debitori insolventi della Banca Popolare di Vicenza – la famosa lista ricostruita da La7 – risalendo indietro nel tempo: ebbene, si tratta per lo più di imprese di media e grande dimensione già ampiamente in difficoltà prima dell’esplodere della crisi, e i cui insoluti si trascinano da prima del 2007. Imprese che rappresentano ben il 29% delle sofferenze a bilancio dell’istituto vicentino (fine 2015): perché allora è stata concessa loro l’estensione del credito? Perché non si è intervenuti prima che la situazione si aggravasse?».Gli ha risposto il viceministro all’Economia e alle Finanze Enrico Morando: «È vero, i problemi del sistema del credito italiano risultavano già tutti evidenti, problemi che hanno cause profonde e nascono da molto lontano. Ma rispetto alle responsabilità politiche – replica all’economista il senatore – resta in realtà ancora poco da chiarire, perciò non trovo utile insistervi ancora». «La politica ha pensato per moltissimo di poter continuare a nascondere la sporcizia sotto il tappeto, però i tempi sono cambiati. Negli ultimi tre anni abbiamo finalmente dato attuazione a tre interventi di riforma attesi da lungo tempo: dalla riforma delle banche popolari a quella del credito cooperativo, fino alle azioni verso gli istituti di credito per convincerli a dar vita al Fondo Atlante per il salvataggio delle banche venete. Rimangono tre problemi rilevanti non ancora ben risolti – ha continuato Morando –. Senz’altro l’eccesso di sofferenza è talmente alto da non consentire ancora che la politica monetaria ultraespansiva europea si trasmetta, arrivi alle imprese. Ci vuole ora un’iniziativa europea, e il Governo italiano sostiene convintamente, ad esempio, l’ipotesi avanzata dall’Eba (l’autorità bancaria europea) di una “bad bank europea” che acquisti una quota di sofferenze delle banche di tutta Europa per alleggerirle dal peso delle vecchie sofferenze e consentire loro di far fluire nuovamente il credito verso le imprese». Secondo problema, ha spiegato, «serve rafforzare l’Unione bancaria europea: i primi passi sono fatti, ma è indispensabile riportare anche il meccanismo di garanzia sui depositi alla dimensione europea».
Terzo aspetto, la prassi tutta italiana che ha visto le banche finanziarsi attraverso operazioni organizzate ciascuna con la propria clientela: «Il meccanismo – ha sottolineato il viceministro – ha determinato un gigantesco conflitto di interessi che va risolto con un’innovazione normativa. Se la Commissione d’inchiesta, che sta per essere istituita per decisione del Parlamento (e il Governo appoggia), renderà chiaro che qui, al di là dei comportamenti fraudolenti, c’è un problema fondamentale di sistema, allora si potrà intervenire modificando la regolazione e impedendo che le banche continuino a realizzare queste operazioni».Fabio Buttignon, docente di finanza d’impresa dell’Università patavina, ha voluto dal suo punto di vista evidenziare: «Non credo si possa parlare di “sistema bancario” perché ogni istituto ha le proprie caratteristiche, ma resta indubbio che ci sia un problema di fondo da affrontare e per cui trovare soluzione. Personalmente preferisco soluzioni che tendono a essere un po’ più “di mercato”, ma quella pubblica potrebbe essere la strada giusta, anche se conservo alcuni dubbi».

Posted in Cronaca/News, Economia/Economy/finance/business/technology, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Democrazia, economia e politica estera nell’Unione Europea

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 febbraio 2017

european-unionRoma Martedì 28 Febbraio 2017, ore 10:00 Centro Congressi Largo Santa Lucia Filippini, 20. Seminario di presentazione del “Piano Europa” per il 60° Anniversario dei Trattati di Roma, organizzato dall’Istituto S. Pio V, Dipartimento di Scienze Politiche di Roma Tre, Sapienza-Università di Roma, Università Internazionale di Roma, Università di Campobasso.
Introduzione: Gerardo Bianco, Vincenzo Camporini, Antonio Iodice Apertura: Rossella Daverio, Flavio Felice, Matteo PizzigalloRelazioni: Giuseppe Acocella, Paolo De Nardis, Antonio Magliulo, Olga Marzovilla, Franco Pittau, Gian Cesare Romagnoli, Francesco Maria Tuccillo.

Posted in Roma/about Rome, Università/University | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il sapore della responsabilità

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 febbraio 2017

C’è nell’aria un sapore strano, sapete, no, non potete saperlo, e spero tanto, che non lo scoprirete mai, quel sapore di cui sto parlando.
E’ il sapore del sangue mischiato al carburante, del ferro contorto, dell’acciaio bruciato. Un sapore strano appunto, dove marca il territorio l’assenza eterna che diventa presenza costante, il fuori posto, qualcosa che manca all’appello oggi e pure domani. Ci si arrabatta a reperire attenuanti generiche prevalenti alle aggravanti, a osservare poco più in là, qualche metro da noi, dall’altra parte della strada, della via, a casa tua, non certamente nella mia. Guardiamo spesso, sempre più spesso agli altri, lontani, sconosciuti, nel tentativo maldestro di autoassolverci. Ogni volta che ci assale la tragedia, l’inciampo, l’ostacolo duro come pietra che dura, scaraventandoci sulle ginocchia con la testa reclinata in avanti, restiamo disperatamente aggrappati alle nostre medagliette appuntate sul petto, con la convinzione di averla fatta franca ancora una volta, infantilizzati al punto di agognare il primo posto alle olimpiadi delle commiserazioni. Da giorni si susseguono le dicerie sprovviste di orme, le filmografie da due cents, i racconti azzoppati, le balle e le verità contrapposte.
Si alternano le offese, gli insulti, le spocchie miserabili di chi sa tutto, di chi sa niente, di chi vorrebbe esser all’altezza di salvare il mondo, mentre questo mondo tra macerie e detriti, lo potrà salvare soltanto un Uomo, il nostro amico dei piani alti, a noi non resta che tentare, ma per davvero, una sorta di ortopedia esistenziale di tutti giorni, dei gesti quotidiani ripetuti, per meglio vedere a un palmo dal nostro naso, dove non intendiamo vedere, figuriamoci se ascoltiamo il cuore.
Una trasmissione dietro l’altra, dossier, incontri, confronti, dove ognuno e ciascuno sta ben stravaccato nei salotti buoni, anche in quelli sgangherati, interloquendo forbitamente sul problema mai risolto dell’essere, di morale, di etica, di sistemi complessi, un po’ meno e più comprensibilmente di un adolescente che ha deciso di mollare improvvisamente la sua vita, badate bene, non ho detto gli ormeggi, per quanto un quattordicenne sappia cosa significhi capacità di scelta, responsabilità, dunque la stessa libertà di sentirsi libero dentro.
Diatribe manipolanti fino al punto di etichettare una madre senza più la propria carne in grembo, simile a un bicchiere vuoto capovolto, come fosse naturale imputarle la scomparsa del proprio figlio. Giorni e giorni a giudicare e condannare senza l’ultima volontà di un perdono, dapprima quella donna, poi chi ha mandato le forze dell’ordine, infine definendo la droga apparentemente non sia affatto droga, perché non fa male, anzi fa stare bene, di più, è assai meno pericolosa di una responsabilità venuta meno.
Ore e ore spese a contrapporre ideologicamente il diritto alla tutela della vita al dovere di rispettarla quella vita, compito che spetta a ognuno e ciascuno, non solamente delegando allo Stato azioni salvifiche oppure l’eventuale epitaffio.
Quando di mezzo c’è un giovane, il suo disagio, il suo malessere, possiamo metterla giù come meglio ci aggrada, affibbiando tutte le colpe ai genitori, stabilendo arbitrariamente che non si tratta di una madre coraggio, che addirittura l’irresponsabilità ha la sua residenza nella dimora di quell’adolescente, non nella sua cameretta. Possiamo tritare la realtà come meglio vogliamo, svuotare della sostanza le parole e le stesse responsabilità degli aggettivi usati come corpi contundenti, rimane quel sapore strano che non ci consente di fare spallucce, di fare finta di niente, di cavarcela additando questo e quello, perché a volte, soprattutto in questo caso, volenti o non volenti, la spiegazione si cela nei dettagli. E quel dettaglio potrebbe esser domiciliato in una domanda che sembra non possedere permesso a mostrarsi: ma davvero c’è qualcuno che è d’accordo a consentire l’uso di sostanze al proprio figlio?(Vincenzo Andraous)

Posted in Spazio aperto/open space, Università/University | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Seminario – Snapshots of ultrafast processes in biomolecules and condensed matter: the making of molecular movies

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 febbraio 2017

Roma Lunedì 27 Febbraio 2017, ore 15:00 Dipartimento di Scienze, Aula C Via della vasca Navale 84 Nell’ambito dei seminari della Sezione Nanoscienze del Dipartimento di Scienze, il Prof. Tullio Scopigno, del Dipartimento di Fisica dell’Università di Roma La Sapienza, terrà un seminario in cui verranno illustrati i progressi più recenti per arrivare a filmati molecolari, per osservare il moto degli atomi, utilizzando tecniche spettroscopiche quali ad esempio la spettroscopia Raman.

Posted in Roma/about Rome, Università/University | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il capo e la folla: Genesi della democrazia recitativa

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 febbraio 2017

Roma Lunedì 27 Febbraio 2017, ore 9:30 Dipartimento di Studi Umanistici, Aula Radiciotti Via Ostiense 234 Arnaldo Marcone-Giorgio Camassa-Giusto Traina- Luca Fezzi-Federico Santangelo- Patrizia Arena- Maurizio Ravallese- Andrea Angius discutono del libro di Emilio Gentile Il capo e la folla. Genesi della democrazia recitativa (Roma- Bari, Laterza 2016) Modera Giovanni Salmeri.

Posted in Uncategorized | Leave a Comment »

Giornata della ricerca del Dipartimento di Scienze della Formazione 2017

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 febbraio 2017

Roma Lunedì 27 Febbraio 2017, ore 9:00 / 28 Febbraio 2017 Dipartimento Scienze della Formazione, Aula Volpi Via Milazzo 11B. Il Dipartimento di Scienze della Formazione organizza la Seconda Giornata della Ricerca di Dipartimento. L’evento si articola in due giornate di studi dedicate alla presentazione delle linee di ricerca sviluppate da Professori e Ricercatori del Dipartimento, nonché delle ricerche condotte da Assegnisti, Dottori di ricerca e Dottorandi. Tutte le relazioni presentate durante l’iniziativa saranno incluse in una pubblicazione in formato elettronico sul sito Web del Dipartimento, dal titolo Ricerca del Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre 2017.

Posted in Roma/about Rome, Università/University | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »