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Magistrati e la politica: conflitto d’interessi?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 marzo 2017

michele emiliano“C’è una proposta di legge che da oltre due anni e mezzo giace, insabbiata, nelle Commissioni Giustizia e Affari costituzionali di Montecitorio. Si tratta del testo che reca ‘disposizioni in materia di candidabilità, eleggibilità e ricollocamento dei magistrati in occasione di elezioni politiche e amministrative nonché di assunzione di incarichi di governo nazionale e negli enti territoriali. Modifiche alla disciplina in materia di astensione e ricusazione dei giudici’. Il provvedimento venne approvato a larghissima maggioranza (239 favorevoli, 6 contrari e 2 astenuti) in Senato l’11 marzo 2014. Le Commissioni Giustizia e Affari costituzionali avviarono l’esame del testo il 24 giugno 2014. E da allora tutto è ancora fermo (sono stati presentati gli emendamenti, ma non si è ancora proceduto con le votazioni). In innumerevoli occasioni il gruppo Forza Italia della Camera ha insistito in Capigruppo per calendarizzare la proposta di legge in Aula a Montecitorio. Ma il testo è ancora al palo delle Commissioni competenti, nonostante gli sforzi della presidenza della Commissione Affari costituzionali. In parole povere: il testo è bloccato inspiegabilmente dalla presidenza della Commissione Giustizia, che da ormai oltre due anni e mezzo frappone ogni tipo di ostacolo per evitare che il provvedimento venga esaminato. Nel frattempo nella stessa Commissione sono passati, anche in maniera lampo, decine e decine di altre proposte di legge”.Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.“Chi è il presidente della Commissione Giustizia che blocca questo provvedimento? Un bravo magistrato, in aspettativa, Donatella Ferranti. La stessa che ieri, in un’intervista a ‘la Repubblica’, attaccava duramente il suo compagno del Pd Michele Emiliano per la decisione del presidente pugliese di correre per le primarie dem: ‘Emiliano scelga: o il partito o la toga. Si dimetta se vuol diventare segretario’. Sostenendo: ‘Per un magistrato un conto è partecipare attivamente alla vita politica, mettendosi ovviamente in aspettativa, altro è non solo iscriversi a un partito, ma entrare nella sua direzione, al punto da candidarsi alla guida’.Per i magistrati, ha continuato la Ferranti ‘la legge non prevede deroghe di alcun tipo e vieta sia la mera iscrizione che la partecipazione attiva, sistematica e continuativa alla vita dei partiti politici. La Costituzione all’articolo 51 garantisce l’elettorato passivo a tutti i cittadini, anche ai magistrati, ma prevede, all’articolo 98, che la legge limiti per noi toghe, ma anche per altri (militari, funzionari di polizia, diplomatici), l’iscrizione a un partito che è un’associazione privata, e quindi comporta dei vincoli gerarchici interni e un’obbedienza in netto contrasto con l’essere magistrato sia pure in aspettativa’.Ma che dice l’ottima Ferranti in merito al provvedimento sui magistrati? Che ci sia un lievissimo conflitto d’interessi per un magistrato in aspettativa che guida, pro tempore, una Commissione parlamentare che deve esaminare un testo che si occupa della sua categoria professionale? Coerenza, questa sconosciuta…”, conclude Brunetta.

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