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Archive for 4 marzo 2017

Grande mostra: Giovanni Boldini

Posted by fidest press agency su sabato, 4 marzo 2017

boldini1boldiniRoma fino al 16 luglio 2017 al Complesso del Vittoriano – Ala Brasini,la mostra di Giovanni Boldini si presenta come una delle più ricche e spettacolari esposizioni antologiche degli ultimi decenni, con oltre 150 opere rappresentative della produzione di Boldini e dei più importanti artisti del suo tempo.
Il fascino femminile, gli abiti sontuosi e fruscianti, la Belle Époque, i salotti, l’attimo fuggente: è il travolgente mondo di Giovanni Boldini, genio della pittura che più di ogni altro ha saputo restituire le atmosfere rarefatte di un’epoca straordinaria.
Le opere – tra cui le celebri La tenda rossa (1904), Signora che legge (1875), Ritratto di signora in bianco (1889), Signora bruna in abito da sera (1892 ca.), Ritratto di Madame G. Blumenthal (1896) – provengono dai principali musei internazionali quali il Musée d’Orsay di Parigi, l’Alte Nationalgalerie di Berlino, il Musée des Beaux-Arts di Marsiglia, gli Uffizi di Firenze, il Museo Giovanni Boldini di Ferrara e da prestigiose collezioni private difficilmente accessibili.
Sessanta diversi prestatori, sapientemente coordinati in quattro anni di lavoro (questo il tempo di preparazione della mostra) da Tiziano Panconi – autore del catalogo ragionato di Boldini del 2002 – con la collaborazione di Sergio Gaddi.In mostra anche 30 opere di artisti contemporanei a Boldini, quali Cristiano Banti, Vittorio Matteo Corcos, Giuseppe De Nittis, Antonio de La Gandara, Paul-César Helleu, Telemaco Signorini, James Tissot, Ettore Tito, Federigo Zandomeneghi.Ospite d’eccezione al Vittoriano anche il capolavoro simbolo della Belle Époque: la grande tela dedicata a Donna Franca Florio, realizzata tra il 1901 ed il 1924.
Nel 1901 Ignazio Florio, erede di una delle più importanti famiglie imprenditoriali siciliane, affida a Boldini il compito di ritrarre sua moglie Franca, donna di singolare fascino e bellezza, chiamata “Donna Franca, la Regina di Sicilia” e definita da D’Annunzio “L’unica. Una creatura che svela in ogni suo movimento un ritmo divino”.
boldini2boldini3Boldini si reca a Palermo ed esegue il ritratto, che però non piace a Ignazio: lo giudica troppo sensuale e provocatorio, il vestito troppo scollato e decide quindi di non pagare il lavoro.Boldini si rimette all’opera eseguendo una seconda versione del dipinto, che questa volta piace a Don Ignazio. L’opera è presentata alla Biennale di Venezia nel 1903 ma nel tempo se ne perdono le tracce. A distanza di anni Boldini, su richiesta della stessa Donna Franca, riprende la prima versione del ritratto, conservata da sempre nel suo atelier, realizzando il dipinto nella sua forma definitiva, quella nota a tutti.
Tra il 1927 e il 1928, il quadro, in seguito alla rovina finanziaria della famiglia Florio, viene comprato dal Barone Maurice de Rothschild; dal 2006 fu esposto a Villa Igiea a Palermo.Destinata a far parlare di sé, oggi l’opera è coinvolta nella procedura giudiziaria che interessa il Gruppo Acqua Marcia (Francesco Bellavista Caltagirone) ed è eccezionalmente prestata alla mostra del Vittoriano: messa all’asta potrebbe dunque trattarsi, se il dipinto finisse in mani private, di una delle ultime occasioni per ammirare il ritratto di Donna Franca.Sotto l’egida dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT) e della Regione Lazio, la grande retrospettiva è organizzata e prodotta dal Gruppo Arthemisia in collaborazione con l’Assessorato alla Crescita culturale-Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale ed è curata da Tiziano Panconi e Sergio Gaddi.
La mostra vede come sponsor Generali Italia, sponsor tecnico Trenitalia e media partner Dimensione Suono Due. L’evento è consigliato da Sky Arte HD. Il catalogo è edito da Arthemisia/Skira. (foto: Boldini)

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International Open Data Day 2017

Posted by fidest press agency su sabato, 4 marzo 2017

campidoglioRoma Campidoglio, dalle 09:00 alle 17:30, in sala della Protomoteca. Oggi in occasione dell’International Open Data Day 2017 e della Settimana Nazionale dell’Amministrazione Aperta promossa dal Dipartimento della Funzione Pubblica, l’Assessorato Roma Semplice invita cittadini, imprese, organizzazioni della società civile, esperti di open data a partecipare a “RomaM’APPare”.A partire dai dati già disponibili sul portale Open Data e da altri che lo saranno in occasione dell’incontro, saranno formati gruppi di lavoro per definire quali siano i dati più significativi e il loro possibile utilizzo per promuovere innovazione sociale e processi di co-progettazione anche attraverso sperimentazioni pratiche sui dati disponibili.“Siamo convinti che trasparenza e partecipazione siano obiettivi imprescindibili per l’Amministrazione Capitolina e questo evento è l’occasione per coniugare le due priorità – dichiara l’assessora a Roma Semplice Flavia Marzano – Analogamente al percorso partecipativo adottato per la stesura dell’Agenda Digitale di Roma Capitale, coinvolgiamo cittadini, associazioni, imprese, startupper sull’apertura e il riuso dei dati pubblici per definire una roadmap condivisa”. “Il titolo dell’iniziativa, RomaM’APPare, è un gioco di parole – chiarisce l’assessora Marzano – chiediamo, infatti, ai partecipanti di dirci di quali dati pubblici hanno bisogno e quali APPlicazioni possono essere sviluppate a partire dalle loro esigenze e dai temi di maggiore interesse per far apparire nuove mappe della città. Flussi turistici, mobilità, accessibilità fisica e barriere architettoniche, sono solo alcuni dei temi di partenza che saranno integrati con quelli che emergeranno dal confronto”. La partecipazione all’evento è gratuita.

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I popoli indigeni sono fondamentali per proteggere la fauna selvatica e i mezzi di sussistenza rurale

Posted by fidest press agency su sabato, 4 marzo 2017

Fao-RomaROMA/ PRN Africa / Coinvolgere attivamente le popolazioni indigene e le comunità locali nella conservazione della flora e della fauna selvatiche è la chiave per mantenere la biodiversità e assicurare mezzi di sussistenza rurali sostenibili, afferma la FAO in occasione della Giornata Mondiale per la Natura (World Wildlife Day).Le sfide urgenti che il mondo si trova ad affrontare per mantenere la biodiversità richiede che alle popolazioni indigene sia dato il potere di agire a livello nazionale, con l’assistenza della comunità internazionale, afferma la FAO.Il rapporto tra uomo e fauna selvatica è evidenziato nella nuova edizione della pubblicazione forestale trimestrale della FAO Unasilva, in uscita oggi. La pubblicazione è prodotta congiuntamente dalla Collaborative Partnership on Sustainable Wildlife Management (CPW), che comprende 14 organizzazioni e segretariati internazionali, inclusa la FAO. La pubblicazione cita diversi casi di studio provenienti da vari paesi per illustrare come le popolazioni indigene possano ottimizzare i vantaggi per il proprio sostentamento, salvaguardando al tempo stesso la fauna selvatica, a condizione che sia dato loro il diritto di prendere decisioni nei territori in cui vivono.Nella parte settentrionale del Monte Kenya, per esempio, Il Lakipiak Maasai (“La gente della fauna selvatica”) possiede e gestisce l’unico santuario di proprietà della comunità del Paese, il Rhino Sanctuary, un’area protetta per i rinoceronti. Queste popolazioni indigene sono riuscite ad attenuare i conflitti uomo-fauna selvatica che sorgono nella zona a causa delle intrusioni di animali selvatici alla ricerca di acqua, di prede e di pascoli durante la siccità. Hanno raggiunto questo riducendo il taglio dei cespugli così da garantire più foraggio per la fauna selvatica sulle loro terre. Grazie a questa strategia di conservazione, i popoli indigeni hanno dimostrato che possono coesistere armoniosamente con la fauna selvatica, sostenendo la propria vita e le culture pastorali.
popoli indigeniDiverse specie di fauna selvatica possono causare danni significativi alle colture e agli allevamenti, minacciando la sicurezza alimentare, l’incolumità e il benessere delle persone. In casi estremi, attacchi da parte di specie selvatiche come elefanti o coccodrilli possono ferire le persone e portare alla morte, fa notare la pubblicazione.
I conflitti uomo-fauna selvatica sono diventati più frequenti e gravi in particolare in Africa, a causa della crescente competizione per la terra in aree precedentemente selvagge e disabitate. Questo è spesso il risultato della crescita della popolazione, dell’aumentata domanda di risorse naturali, e della pressione crescente per l’accesso alla terra, come l’espansione delle vie di trasporto, dei terreni agricoli e dell’industria.Più in particolare, la pubblicazione sottolinea che in Africa centrale e meridionale, la fauna selvatica e la gente continuerà a condividere terra e risorse e i conflitti possono peggiorare se non si interviene.In considerazione di ciò, la FAO, il Centro francese di ricerca agricola per lo sviluppo internazionale (CIRAD) e altri partner hanno sviluppato il primo Human-Wildlife Conflict (HWC) toolbox, che ha aiutato una comunità locale nel parco nazionale di Cristal Monte in Gabon.Gli agricoltori locali di questa zona erano particolarmente frustrati dal fatto che animali come i ratti di canna, le antilopi roane, i maiali selvatici e gli elefanti, continuavano a distruggere tutte le loro coltivazioni, mettendo a repentaglio il loro sostentamento. Allo stesso tempo però le leggi vietavano a questi agricoltori di intervenire dando la caccia a questi animali protetti sia per consumarne la carne o per proteggere i raccolti.Tra le soluzioni offerte dal kit di strumenti vi era recintare le piantagioni per impedire che gli animali potessero raggiungere le coltivazioni, accendere fuochi o fare rumore per spaventare gli animali, e mettere guardie per vegliare sulle piantagioni di notte – misure relativamente facili e poco costose da implementare.La caccia ai trofei animali potrebbe beneficiare i poveri delle aree rurali e la fauna selvatica. La pubblicazione tocca anche la controversia questione della caccia ai trofei animali, sostenendo che, se ben gestita, essa può svolgere un ruolo positivo nel sostenere sia la conservazione che i mezzi di sussistenza delle persone povere nelle aree rurali. Secondo la pubblicazione un divieto generalizzato può essere dannoso sia per le popolazioni indigene che per l’ambiente, ed è necessario un approccio più articolato.In molti contesti, la caccia ai trofei si sovrappone alla caccia per procurarsi cibo. Molti cacciatori di cervi, per esempio, possono cacciare gli animali con corna più grandi come trofei, ma se non riescono a trovarli daranno la caccia a tutti gli altri per la carne.Inoltre, i benefici per i proprietari di terreni dalla caccia possono fare della fauna selvatica un’attraente opzione di uso del territorio, incoraggiando i proprietari a mantenere e ripristinare l’habitat naturale e le popolazioni a svolgere attività anti-bracconaggio.Ad esempio, nel Pamir in Tagikistan, in zone dove viene consentita la caccia a pecore e capre selvatiche si rileva una densità maggiore di leopardi delle nevi (specie minacciata) rispetto ad aree circostanti, dove questo tipo di attività non è permessa. Ciò è probabilmente dovuto a una maggiore densità di prede e alla riduzione del bracconaggio.
Ci sono preoccupazioni valide circa la legalità, la sostenibilità e l’etica di alcune pratiche di caccia, e il contributo della caccia ai trofei animali al sostentamento delle comunità locali e alla fauna selvatica varia enormemente da regione a regione e dal contesto.In alcuni casi, ci possono essere alternative valide alla caccia ai trofei animali e in grado di fornire gli stessi benefici per la fauna selvatica e per le persone, ma la loro individuazione e attuazione richiede un impegno comune tra i governi nazionali, il settore privato e le comunità locali, conclude la pubblicazione.(SOURCE Food and Agriculture Organization delle Nazioni Unite (FAO)

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Christie’s results: 20th Century Results to Date

Posted by fidest press agency su sabato, 4 marzo 2017

20th-century-resultsLondon – 20th Century at Christie’s opened to high energy in the salerooms resulting in a total to date of £161,929,636 / $200,923,354 / €189,443,774 for the Impressionist & Modern sales that took place at Christie’s from 28 February to 3 March 2017. A world record price at auction was achieved for René Magritte’s La corde sensible, once in the collection of the esteemed art collector and patron Edward James, which sold for £14,441,348 / $17,936,155 / €16,896,378. Works from prestigious collections including the Personal Collection of Barbara Lambrecht, the Heidi Weber Museum Collection, the family of Max Ernst and the Art Institute of Chicago inspired spirited bidding. The Personal Collection of Barbara Lambrecht Sold to Benefit the Rubens Prize Collection in the Museum of Contemporary Art in Siegen was 100% sold and realised a total of £20,112,100 / $24,950,059 / €23,531,157. With outstanding overall sell through rates of 82% by lot and 94% by value, the launch of the 2017 season confirmed that the global market is confident, buoyant, and continually developing with significant participation from Asia. (foto: Christie’s results)

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Stadio Roma: Raggi, parere negativo con prescrizioni su vecchio progetto giunta Pd

Posted by fidest press agency su sabato, 4 marzo 2017

stadio-roma“Roma Capitale ha espresso un parere negativo con prescrizioni relativamente al progetto dello stadio di Tor di Valle presentato dalla giunta del Pd, per intenderci quello con oltre un milione di metri cubi di cemento. Come già detto, questa amministrazione è pronta a valutare positivamente i miglioramenti già definiti nel corso del confronto con la As Roma”. Così in una nota la sindaca di Roma Virginia Raggi. “Entrando nel merito della mancata sospensione della conferenza dei servizi, risulta che siano stati gli uffici della Regione Lazio a non volerla concedere, diversamente da quanto assicuratoci nei giorni precedenti – spiega -. Spiace che in Regione qualcuno cerchi di strumentalizzare questa vicenda che abbiamo sbloccato dopo sei anni di immobilismo. Nuovamente si cerca di fermare il cambiamento e creare confusione con vecchi trucchi, privando così la città ed i cittadini di una opportunità di crescita e sviluppo eco-sostenibile”.

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Leopoldo de’ Medici, principe dei collezionisti

Posted by fidest press agency su sabato, 4 marzo 2017

Firenze 7 novembre 2017 – 28 gennaio 2018 Palazzo Pitti, Tesoro dei Granduchi. In occasione del quattrocentenario della nascita di Leopoldo de’ Medici a cura di Valentina Conticelli, Riccardo Gennaioli, Maria Sframeli. Enciclopedica figura di erudito, divenuto cardinale all’età di cinquant’anni, Leopoldo de’ Medici spicca nel panorama del collezionismo europeo per la vastità dei suoi interessi e la varietà delle opere raccolte. Servendosi di abilissimi agenti, mercanti e segretari italiani e stranieri, radunò, nel corso della sua vita, esemplari eccellenti e raffinati nei più diversi ambiti: sculture antiche e moderne, monete, medaglie, cammei, dipinti, disegni e incisioni, avori, pietre dure e oggetti preziosi, ritratti di piccolo e grande formato, libri, strumenti scientifici e rarità naturali. Alla morte del cardinale, avvenuta nel 1675, la maggior parte delle sue opere entrarono nel nucleo delle collezioni granducali e molte di esse furono espressamente destinate dal nipote, il granduca Cosimo III, ad abbellire la Galleria degli Uffizi: l’ingresso sistematico delle opere di Leopoldo nelle raccolte del principale museo della casata toscana provocò uno dei più radicali rinnovamenti nella sua storia.
Nel 2017, in occasione del quarto centenario della nascita di Leopoldo, le Gallerie degli Uffizi, che conservano ancora la maggior parte della sua raccolta, desiderano mostrare taluni esempi significativi del suo gusto nei diversi campi in cui esercitò l’azione di conoscitore, per illustrare la natura poliedrica delle predilezioni collezionistiche del cardinale e mettere in luce il ricchissimo apporto da lui fornito ai tesori d’arte della famiglia.

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Ejzenštejn: la rivoluzione delle immagini

Posted by fidest press agency su sabato, 4 marzo 2017

Firenze 7 novembre 2017 – 7 gennaio 2018 Uffizi, Sala Edoardo Detti In occasione del centenario della Grande rivoluzione socialista in Russia a cura di Marzia Faietti, Gianluca Farinelli, Pierluca Nardoni ed Eike Schmidt. La rivoluzione narrativa del montaggio cinematografico sviluppato da Sergej Ejzenštejn ha influenzato i mezzi espressivi del Novecento fino ad oggi come poche altre innovazioni. La mostra, organizzata in collaborazione con il Museo Puškin di Mosca e la Cineteca Comunale di Bologna, ripercorre le ricerche di linguaggio e la riflessione visiva del grande regista e teorico del cinema in base ai sui disegni, che dimostrano una particolare attenzione per l’arte del rinascimento italiano.

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Lucas Cranach, i ritratti di Lutero dalla collezione medicea

Posted by fidest press agency su sabato, 4 marzo 2017

luteroFirenze 30 ottobre 2017 – 7 gennaio 2018 Uffizi, Sala del Camino In occasione del cinquecentenario della riforma luterana a cura di Francesca de Luca. Nel cinquecentenario dell’affissione sul portale della Schloßkirche di Wittenberg delle novanta cinque tesi di Lutero contro le indulgenze, le Gallerie degli Uffizi espongono il ritratto di Lutero di Lucas Cranach (1572-1553), pittore di corte dell’Elettore di Sassonia Federico il Savio. Divenuto titolare di una florida bottega nella capitale sassone, Cranach si legò molto al monaco agostiniano fino a diventare uno dei protagonisti della definizione della nuova iconografia protestante dell’arte. La sua rappresentazione dei volti del Riformatore, della moglie Caterina von Bora e dell’umanista protestante Filippo Melantone ebbe vastissima diffusione in tutto il mondo allora conosciuto, anche presso alcuni corti controriformati, come appunto quella fiorentina dei Medici.

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Il rinascimento giapponese: la natura nei dipinti su paravento dal XV al XVII secolo

Posted by fidest press agency su sabato, 4 marzo 2017

Firenze 26 settembre 2017 – 7 gennaio 2018 Uffizi, Aula Magliabechiana a cura di Rossella Menegazzo In occasione del 150° anniversario dell’Amicizia tra Italia e Giappone.
Attraverso una selezione di circa quaranta grandi pitture di paesaggio e natura nel classico formato del paravento scorrevole, la mostra intende evidenziare il periodo d’oro della produzione artistica giapponese concentrata tra l’epoca Muromachi e l’inizio dell’epoca Edo (XV – XVII secolo). In particolare emergono le due grandi tendenze che hanno segnato l’intera produzione pittorica nipponica affermando quegli ideali estetici che ancora oggi riconosciamo al Giappone: da una parte la pittura monocroma ed evocativa, fatta di vuoti e linee essenziali e veloci, vicina alla tradizione cinese e legata alla filosofia zen che la classe guerriera sposa a partire già dall’epoca Kamakura e che decorava templi e residenze samuraiche; dall’altra la pittura autoctona, con fondi oro e campiture di colore piatte, più esplicita e di facile intendimento, adatta a decorare grandi spazi abitativi come residenze aristocratiche e borghesi e castelli. Da una parte opere di paesaggio legate a nomi come quello di Hasegawa Tōhaku, Kaihō Yūshō, Unkoku Tōgan con le loro atmosfere rarefatte e simboliche, dall’altra nomi della tradizione Kanō e Tosa con soggetti di fiori e uccelli, delle quattro stagioni, di luoghi divenuti celebri grazie alla letteratura e alla poesia, rappresentati con colori brillanti secondo le modalità dello yamatoe. La bellezza e la mutevolezza della natura espresse nelle dimensioni importanti di uno o più spesso due paraventi, a due o sei ante, comunicano il profondo legame che lega il popolo giapponese al mondo vegetale e animale, facendone parte integrante secondo il sentimento religioso panteistico shintoista alla base di tutta la cultura letteraria e visiva del Giappone. Prima grande esposizione di paraventi in Europa, provenienti da musei, templi e dall’Agenzia per gli Affari Culturali del Giappone, la mostra chiude le attività legate alla commemorazione del 150° anniversario dell’amicizia tra Italia e Giappone ed è organizzata in collaborazione con l’Agenzia per gli Affari Culturali del Giappone e con il supporto dell’Ambasciata del Giappone in Italia.

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I nipoti del re di Spagna

Posted by fidest press agency su sabato, 4 marzo 2017

Firenze 18 settembre 2017 – 7 gennaio 2018a Palazzo Pitticura di Matteo Ceriana Palazzo Pitti, Sala delle Nicchie. La mostra presenta il recente acquisto di un importante dipinto di Anton Raphael Mengs (Aussig, 1728 – Roma, 1779) da parte delle Gallerie degli Uffizi. La tela raffigura due dei figli di Pietro Leopoldo di Lorena, Federico e Maria Anna, vestiti in abito contemporaneo e colti in un interno di Palazzo Pitti. Eseguito durante il soggiorno fiorentino dell’artista, all’inizio degli anni Settanta del Settecento, il quadro non venne mai concluso; trattenuto dal pittore passò in eredità alla figlia, finché di recente è stato riscoperto presso un suo discendente. L’opera viene messa a confronto con la versione del ritratto dei giovanissimi figli di Pietro Leopoldo realizzata da Mengs nella medesima occasione per il nonno materno Carlo III, re di Spagna, raffigurante i principini in abito di corte spagnolo (Madrid, Prado), oltre che con un ritratto del loro fratello Francesco, futuro imperatore d’Austria, di Johann Zoffany (Francoforte sul Meno 1733 – Strand on the Green, 1810). Ciò per mettere in evidenza il modello ritrattistico espresso da Mengs nel nuovo dipinto delle Gallerie degli Uffizi, “illuminato” e vicino alla impostazione di Zoffany che pochissimi anni dopo ritrasse la famiglia lorenese regnante per la nonna paterna, l’imperatrice consorte Maria Teresa d’Austria, sempre a Palazzo Pitti, ma in abiti moderni e circondati da oggetti di studio e da libri. Un nuovo e moderno modello ritrattistico quindi che, pur sempre all’interno dell’Antico Regime, contrappone gl’infanti madrileni ai giovani, illuminati principi viennesi.

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Bozzetti di Luca Giordano e Taddeo Mazzi per due grandi complessi monastici

Posted by fidest press agency su sabato, 4 marzo 2017

Firenze 5 settembre – 15 ottobre 2017 Palazzo Pitti, a cura di Alessandra Griffo, Matilde Simar L’esposizione di due bozzetti di recente acquistati dalle Gallerie degli Uffizi, opera di Luca Giordano (Napoli 1634 -1705) e di Taddeo Mazzi (Palagnedra, Canton Ticino, seconda metà del XVII secolo – Firenze, prima metà del XVIII secolo), fornisce lo spunto per riflettere su un aspetto del collezionismo sei e settecentesco, espressione del gusto per una pittura veloce e di tocco che consentiva all’idea di esprimersi in modi più immediati e virtuosistici rispetto all’opera finita. Preparatori per la decorazione della cupola della Cappella Corsini al Carmine a Firenze il primo e per una tela della cappella del Santissimo Sacramento presso il Santuario di Montesenario il secondo, arricchiscono di nuovi episodi la fitta trama di relazioni che uniscono gli Uffizi al territorio. La piccola mostra è l’occasione per rendere noto il recente ingresso dei due bozzetti nelle collezioni delle Gallerie e al contempo focalizzare un brano dell’attività fiorentina di Luca Giordano insieme all’attività del meno noto Taddeo Mazzi.

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Helidon Xhixha: in Ordine Sparso

Posted by fidest press agency su sabato, 4 marzo 2017

Firenze 27 giugno – 29 ottobre 2017 Palazzo Pitti a cura di Diego Giolitti, Eike Schmidt Giardino di Boboli. Nella sua personale che sarà ospitata nel Giardino di Boboli, Helidon Xhixha – ricordato per le sue sculture galleggianti all’ultima Biennale di Venezia, e vincitore del Somerset House Prize a Londra con l’istallazione Bliss nell’anno scorso – mostra gli esiti del suo studio sull’idea di caos e ordine, tramite la tecnica della scultura iconica, e realizza la propria visione ispirandosi al mondo naturale. La Limonaia del Giardino di Boboli diventerà palcoscenico per un gruppo di elementi monumentali in acciaio inossidabile che traggono spunto dalla Cava dei Cristalli in Messico, proponendo un’alternativa contemporanea alla Grotta del Buontalenti, mentre il Giardino stesso farà da sfondo per le opere ispirate a forme geometriche che si trovano in natura. Attraverso le loro forme e le loro superficie riflettenti, le istallazioni scultoree di Xhixha si mettono in un dialogo diretto con l’ambiente e propongono nuove prospettive sull’intreccio tra arte e natura così caro ai Medici tra Cinque e Seicento.

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Omaggio al Granduca: i piatti d’argento per la festa di San Giovanni

Posted by fidest press agency su sabato, 4 marzo 2017

Firenze 24 giugno – 5 novembre 2017 Palazzo Pitti, Tesoro dei Granduchi a cura di Rita Balleri, Maria Sframeli. La mostra mette in luce un episodio tanto appassionante quanto poco noto dell’oreficeria italiana tra Sei e Settecento, che trae la sua origine dalla ricorrenza di San Giovanni Battista, solennemente festeggiata a Firenze già in antico il 24 giugno di ogni anno, e dalle relazioni diplomatiche intrattenute da Casa Medici tanto con le corti europee che con l’ambiente curiale romano. Queste circostanze portarono nelle collezioni medicee una straordinaria raccolta di piatti istoriati d’argento, eseguiti su disegno dei più significativi artisti romani del tempo. Difatti il cardinale Lazzaro Pallavicini, riconoscente per i molti favori ricevuti da Cosimo III, aveva disposto che il suo erede donasse al granduca fiorentino e ai suoi successori un argento lavorato il cui valore ammontasse a trecento scudi e così fu disposto dai suoi discendenti. Dal 1680, per ben cinquantotto anni, Cosimo III e il suo successore, il figlio Giangastone, ricevettero altrettanti pregiati bacili d’argento con storie relative ai fasti dinastici della casata fiorentina. Di questa collezione, dispersa con l’estinzione della dinastia medicea, si sarebbe persa memoria se la fabbrica Ginori di Doccia non avesse realizzato tra il 1746 e il 1748 calchi in gesso tratti dagli originali in argento, nell’intento di tradurli in porcellana. La mostra presenta accanto ai calchi settecenteschi molti disegni preparatori di artisti romani – fra i quali Carlo Maratta e Ciro Ferri – distribuiti fra vari musei e collezioni italiane ed estere, nonché le realizzazioni in porcellana e le riproduzioni in argento di recente realizzazione, quest’ultime particolarmente evocative, negli effetti di luce della materia, dello splendore originario.

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Giuliano da Sangallo: Disegni dagli Uffizi

Posted by fidest press agency su sabato, 4 marzo 2017

palazzo-pitti0Firenze 16 maggio – 20 agosto 2017 Uffizi, Sala Edoardo Detti e Sala del Camino a cura di Dario Donetti, Marzia Faietti, Sabine Frommel
Prima esposizione monografica degli Uffizi dedicata alla produzione grafica di Giuliano da Sangallo (Firenze, 1445 circa-1516), la mostra, oltre a ospitare una ragionata scelta del vasto corpus di disegni conservati in collezione, espone un numero limitato di altri manufatti artistici, accuratamente selezionati per dar conto della poliedricità dell’artista e delle molteplici implicazioni dei suoi interessi architettonici, nonché dell’attività della bottega. Il catalogo a stampa di corredo all’esposizione offrirà una valutazione complessiva dell’opera grafica di Giuliano da Sangallo, mettendo in luce la cronologia, i luoghi e la committenza degli ultimi decenni di attività; le ricerche compositive e le sperimentazioni tipologiche, nell’architettura sacra, civile e militare; la funzione degli studi antiquari e dei libri di disegni; i rapporti con il fratello Antonio il Vecchio, il nipote Antonio il Giovane e il figlio Francesco, nei codici e nei disegni di presentazione a più mani; la pratica della copia e la circolazione del sapere architettonico e antiquario e infine la funzione dei modelli lignei come strumenti operativi di progettazione in relazione al disegno.

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Fare marketing in un mondo che cambia

Posted by fidest press agency su sabato, 4 marzo 2017

barricaPadova giovedì 23 marzo alle ore 18.00 al Best Western Biri Hotel (Via A. Grassi, 2) con Mauro Baricca in un seminario gratuito dal titolo “Il marketing sta cambiando, gli strumenti anche. Vuoi continuare a perdere opportunità o darti una mossa?”. Baricca è direttore marketing di Casa Imbastita Campus, una società che opera nel campo della formazione manageriale e della consulenza di direzione per piccole e medie imprese con sedi in Veneto e in Sicilia. Casa Imbastita Campus, che ha organizzato l’evento, lavora da anni con il mondo dell’impresa per contribuire al miglioramento della mentalità e della cultura imprenditoriale. Le caratteristiche professionali dello speaker – che è imprenditore, formatore e autore di libri di successo sul marketing, sulla leadership e sulla crescita personale – conferiscono ai suoi interventi un taglio pratico e concreto, ricco di spunti operativi da applicare subito in azienda. Il seminario è rivolto a imprenditori che abbiamo voglia di mettersi in gioco e imparare nuove tecniche di comunicazione e marketing e, più in generale, ai marketer e a tutti coloro che intendono formarsi per essere sempre più competitivi sul mercato.
Baricca fornirà una bussola per orientarsi in un mercato sempre più liquido e governare il timone del cambiamento, illustrando le straordinarie opportunità offerte dai social media. “Scopriremo insieme le 9 parole del marketing per il 2017 – anticipa Baricca – Parleremo di social media come opportunità di business a costi sostenibili, smaschereremo le bufale e la realtà del social media marketing. Ci confronteremo e approfondiremo insieme gli argomenti che hanno incuriosito di più il pubblico”.Strumenti e modalità di applicazione del marketing si evolvono in continuazione e a una velocità sempre maggiore. Ecco perché, oggi più che mai, la formazione permanente e l’aggiornamento continuo nel settore rappresentano una risorsa strategica imprescindibile per gli imprenditori. L’incontro è gratuito ma il numero dei posti a disposizione è limitato. (foto baricca)

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