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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 151

Archive for 6 marzo 2017

NeoArtGallery Abyssus ArtAnkara

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 marzo 2017

unnamedAnkara (Turchia) 15 Mart ziyaret saatleri: 16-19 Mart ziyaret saatleri: GİRİŞ BİLETİ Öğrenci: Tam: 14:00 – 21:00 (sadece davetliler) 10:00 – 20:00 (genel ziyaret, herkese açık) Congresium Söğütözü Mahallesi, Söğütözü Cd. No:1, Esposizione Eventoa cura di Giorgio Bertozzi e Ferdan Yusufi opere di Roberta Coni, Davide Frisoni, Hale Karaçelik.
Chiunque abbia volato in aereo durante una giornata invernale, con nuvole basse e grigie che conferiscono al paesaggio prospettive cupe e non rassicuranti, conosce la gioia con cui viene accolta dalla vista e dall’animo la luce che improvvisamente penetra negli oblò non appena l’aeromobile buca la coltre di nuvole che fa da tappo. Con la stessa forza le opere di Roberta Coni, Davide Frisoni e Hale Karaçelik bucano l’abisso in cui, negli anni che viviamo, si sta richiudendo il mondo. Roberta, Davide e Hale prendono su di loro la responsabilità che essere artisti comporta e ci descrivono la direzione che dovrebbe prendere il mondo, non la soluzione ma il percorso, non la statica rassegnazione a confondersi nel buio dell’abisso ma la consapevole capacità di muoversi verso la luce della bellezza, della conoscenza, della giustizia. Gli artisti, come Nautilus della sapienza, affiorano dalla coltre delle nubi. Mobilis in Mobili Ferdan Yusufi
Anyone who has flown by plane during a winter day, with low gray clouds that make the landscape not reassuring and a gloomy outlook, knows the joy with which is embraced by the sight and from the soul, the light that suddenly penetrates through portholes as soon as the aircraft pierces the clouds cover that acts as a stopper. With the same force the works by Roberta Coni, Davide Frisoni and Hale Karaçelik pierce the abyss in which, over the years we live, it is closing the world itself. Roberta, David and Hale take on themselves the responsibility that being an artist involves and they describe to us the direction that should be taken over by the world, not the solution but the route, not the static resignation that confuses in the abyss of darkness but the conscious ability to move into the light of beauty, knowledge, justice. The artists, like Nautilus of wisdom, emerge from the clouds cover. Mobilis in Mobili Ferdan Yusufi.

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Schema di decreto legislativo recante disciplina della scuola italiana all’estero

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 marzo 2017

nissoliIntervento dell’on.le Fucsia Nissoli Fitzgerald: “ho espresso alcune perplessità, perché tale provvedimento, più che riformare una legge ormai obsoleta, cioè la 153 del 1971, realizza più o meno una manutenzione ed un aggiornamento delle norme esistenti trattando più gli aspetti sindacali che le questioni di struttura.Pensavo che sarebbe stato importante creare una cabina di regia ma nel decreto questo non c’è, spero che venga inserito nelle osservazioni della Commissione esteri.
Una cabina di regia che serve a coordinare tutti gli interventi di promozione linguistica e scolastica all’estero in modo che siano più rispondenti alle esigenze degli italiani all’estero e di quelli che amano la lingua italiana e la vogliono imparare.
Una cabina di regia dove siano rappresentati i Ministeri interessati, con il contributo anche delle forze sociali e dei tanti organismi associativi e rappresentativi di milioni di nostri connazionali che vivono all’estero.Ritengo che nel decreto in questione ci dovrebbe essere un esplicito riferimento alla formazione linguistica degli italiani all’estero che devono essere i primi destinatari dell’insegnamento dell’italiano nel mondo, mentre qui non vi è distinzione tra italiani all’estero e stranieri.Inoltre, bisogna fare una riflessione approfondita sul ruolo degli enti gestori, per rafforzarne il loro ruolo nel quadro della promozione della nostra lingua nel mondo, accanto al lavoro svolto dagli Istituti di cultura.Spero che queste indicazioni vengano recepite nel parere definitivo che sarà dato dalla Commissione esteri, la prossima settimana.”

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Al teatro dei Conciatori con Cechov

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 marzo 2017

barbara-scoppaRoma dal 7 al 12 marzo 2017 ore 21 al teatro dei Conciatori Via dei Conciatori, 5 con un Cechov del tutto particolare. In scena accanto a Basile, autore, interprete e regista dello spettacolo “Cechov fa male! Sincopi deliqui infarti e altri mancamenti”, troviamo Barbara Scoppa, Claudia Natale e Yuri Napoli.
Mediato dal celebre monologo cecoviano Il tabacco fa male, il Cechov fa male di Sergio Basile vuole raccontare, in questa epoca distratta in cui il Teatro sembra aver smarrito il suo ruolo-guida nella formazione delle coscienze e sembra svolgere un ruolo molto subalterno ad altre forme di spettacolo, quanto invece sia importante; così importante che nello scontro tra chi vuole controllarlo (Stalin o altri dittatori che ne temono la forza dirompente e vogliono asservirlo ai loro fini propagandistici) e chi vuole farlo liberamente, lasciandosi guidare solo dalla propria fantasia e ispirazione (come Mejerchol’d e Serghiej e Varvara), si può anche morire.
1939: gli attori Serghiej Kozinkov e sua moglie Varvara vengono convocati presso gli uffici del GLAVREPERTKOM, organo istituito da Stalin e preposto al controllo delle rappresentazioni teatrali. Devono fornire chiarimenti circa il progetto di un loro spettacolo, intitolato Sincopi Deliqui Infarti e altri Mancamenti … che si ispira ad un lavoro su Anton Cechov –autore ormai poco claudia-natalerappresentato in Unione Sovietica e guardato con diffidenza dai fautori del “realismo socialista”- che nel 1934 Mejerchol’d – il grande regista della Rivoluzione d’Ottobre caduto in disgrazia e inviso a Stalin- aveva messo in scena nel suo teatro a Mosca. Il celebre spettacolo mejercholdiano riuniva tre atti unici cechoviani –La domanda di matrimonio, L’Orso e l’Anniversario sotto il titolo “33 Svenimenti” (a causa della presenza di numerosi svenimenti, trentatré appunto, individuati nei tre atti unici e diventati il filo conduttore dello spettacolo). Dopo una lunga attesa trascorsa nella sala d’aspetto del GLAVREPERTKOM, Serghiej e Varvara alla fine vengono ricevuti dal funzionario delegato all’esame della loro pratica. Inconsapevoli degli sviluppi degli eventi storici, ignari della feroce repressione – le sanguinose “purghe”- che si sta profilando ai danni di intellettuali e artisti non allineati alle direttive di Stalin, davanti al funzionario –dichiaratamente ostile-, esaltano Cechov, citano le parole del “Grande Maestro” Mejerchol’d, di cui Serghiej è anche collaboratore. Il verdetto del funzionario sarà ovviamente scontato: lo spettacolo non si farà. In linea con quello che accadrà dopo qualche tempo a Mejerchol’d – il quale sarà fucilato il 2 febbraio del 1940 per ordine di Stalin- Serghiej e Varvara saranno divisi e spazzati via dalla Storia: l’uno arrestato e giustiziato, l’altra costretta a fuggire in America dove si farà una nuova vita. Un identico destino accomuna il grande Mejerchol’d e loro, i piccoli, stralunati e poetici protagonisti di questa pièce. (foto. barbara scoppa, claudia natale)

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Cécile Hummel:La mémoire du temps dans l`espace

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 marzo 2017

cecil-hummelPalermo mercoledì 8 marzo 2017, ore 18.30 (durata: 8 marzo – 30 aprile 2017) Galleria Francesco Pantaleone arte Contemporanea, via Vittorio Emanuele 303. La mémoire du temps dans l`espace racconta in una sorta di dossier l’identità di un Mediterraneo contemporaneo che ha nella sua carne la memoria del passato e nel presente le contradizioni e le complessità di un sistema vivo. Hummel rilegge con il suo lavoro tracce che poi non sono altro che la quotidianità: oggetti di riuso, architetture, animali, scorci, giardini, elementi significativi di come l’uomo percepisce e subisce lo spazio e il tempo.
La selezione di opere per il progetto La mémoire du temps dans l`espace alla Galleria Francesco Pantaleone si compone di opere fotografiche, disegni e installazioni e nasce da una serie di viaggi tra Italia, Egitto e Marocco, una teoria di sguardi sulle città e di vite vissute nella loro apparente normalità. La Sicilia soprattutto è riletta attraverso piccoli dettagli che ingigantiscono, ripetono e dispongono immagini come tasselli di un puzzle. Grandi o piccole definizioni di universi in cui ogni cosa ha un preciso senso. Archivi appunto, identità recuperate da un passato sbiadito che sopravvive nel presente, s’intreccia con scene di vita reale, diventa alterità.
Il lavoro di Cécile Hummel è certamente metafisico, alcuni sguardi sfuggono ad una precisa classificazione, sono rappresentazioni del mondo: alcuni oggetti sono reali ma perdono la propria connotazione e finiscono per diventare astratti. Le opere fotografiche raccolgono ornamenti, reperti, paesaggi che Hummel ricompone come fossero documenti da mostrare, studiare, tenere sotto agli occhi. I disegni contribuiscono alla riflessione, sono pause per pensare, descrivono forme precise, replicate, e restano sospesi tra reale e tridimensionale. Sono un commento ulteriore, appunti quasi, di certo sono approfondimenti.
Questo sforzo sistematico e non necessariamente ordinato, la documentazione sentimentale di una bellezza percepita nel suo segno distintivo, il romantico tentativo di classificare una cultura che affonda il suo intimo significato nella comune appartenenza, fanno del lavoro di Hummel una versione collettiva di quello che è invece il suo processo cognitivo, la sua capacità di legarsi ai luoghi e alla loro storia, di percepire quella parte di verità che rende una e una sola l’esperienza. (A cura di: Agata Polizzi)

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World Jewish Congress praises US statement rejecting UNHRC’s discrimination against Israel

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 marzo 2017

new yorkNEW YORK – The World Jewish Congress has praised the United States’ envoy to the United Nations Human Rights Council for her remarks rejecting the body’s one-sided discrimination against Israel. WJC President Ronald S. Lauder, WJC CEO and Executive Vice President Robert R. Singer, WJC North America Chair Evelyn Sommer and WJC North America Executive Director Betty Ehrenberg sent a letter to US Deputy Assistant Secretary of State for International Organization Affairs Erin Barclay to express the organization’s appreciation of her remarks, and support for calls to denounce the UNHRC as long as it remains fixated on Israel.“The World Jewish Congress deeply appreciates your remarks in Geneva demanding that the United Nations Human Rights Council end its discrimination against Israel and remove Item 7 from its permanent agenda. We support the strong denunciation by the United States of this biased and one-sided body,” the WJC leaders wrote.“As the international organization representing more than 100 Jewish communities around the world, the WJC is deeply committed to the values of universal human rights and respect for human dignity. We believe that the Human Rights Council is an important mechanism within the United Nations, but are troubled and concerned that this particular Council has lost direction and become fixated on singling out Israel for condemnation. Since its establishment, this Council has approved a record-breaking number of resolutions condemning Israel – more than 65 resolutions, or over half of all country-specific resolutions.“The World Jewish Congress will continue to speak out against the UNHRC as long as this bias against Israel remains. We support the calls voiced both in the United States and other countries denouncing the UNHRC over this bias, and look forward to the day when the United Nations Human Rights Council resumes its focus on protecting human rights worldwide,” the letter concluded.

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The vote that could wreck the European Union

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 marzo 2017

IT HAS been many years since France last had a revolution, or even a serious attempt at reform. Stagnation, both political and economic, has been the hallmark of a country where little has changed for decades, even as power has rotated between the established parties of left and right. Until now. This year’s presidential election, the most exciting in living memory, promises an upheaval. The Socialist and Republican parties, which have held power since the founding of the Fifth Republic in 1958, could be eliminated in the first round of a presidential ballot on April 23rd. French voters may face a choice between two insurgent candidates: Marine Le Pen, the charismatic leader of the National Front, and Emmanuel Macron, the upstart leader of a liberal movement, En Marche! (On the Move!), which he founded only last year.The implications of these insurgencies are hard to exaggerate. They are the clearest example yet of a global trend: that the old divide between left and right is growing less important than a new one between open and closed. The resulting realignment will have reverberations far beyond France’s borders. It could france-elections1revitalise the European Union, or wreck it.The revolution’s proximate cause is voters’ fury at the uselessness and self-dealing of their ruling class. The Socialist president, François Hollande, is so unpopular that he is not running for re-election. The established opposition, the centre-right Republican party, saw its chances sink on March 1st when its standard-bearer, François Fillon, revealed that he was being formally investigated for paying his wife and children nearly €1m ($1.05m) of public money for allegedly fake jobs. Mr Fillon did not withdraw from the race, despite having promised to do so. But his chances of winning are dramatically weakened.
Further fuelling voters’ anger is their anguish at the state of France (see article). One poll last year found that French people are the most pessimistic on Earth, with 81% grumbling that the world is getting worse and only 3% saying that it is getting better. Much of that gloom is economic. France’s economy has long been sluggish; its vast state, which absorbs 57% of GDP, has sapped the country’s vitality. A quarter of French youths are unemployed. Of those who have jobs, few can find permanent ones of the sort their parents enjoyed. In the face of high taxes and heavy regulation those with entrepreneurial vim have long headed abroad, often to London. But the malaise goes well beyond stagnant living standards. Repeated terrorist attacks have jangled nerves, forced citizens to live under a state of emergency and exposed deep cultural rifts in the country with Europe’s largest Muslim community.
Many of these problems have built up over decades, but neither the left nor the right has been able to get to grips with them. France’s last serious attempt at ambitious economic reform, an overhaul of pensions and social security, was in the mid-1990s under President Jacques Chirac. It collapsed in the face of massive strikes. Since then, few have even tried. Nicolas Sarkozy talked a big game, but his reform agenda was felled by the financial crisis of 2007-08. Mr Hollande had a disastrous start, introducing a 75% top tax rate. He was then too unpopular to get much done. After decades of stasis, it is hardly surprising that French voters want to throw the bums out.
Mr Macron’s instincts are the opposite. He thinks that more openness would make France stronger. He is staunchly pro-trade, pro-competition, pro-immigration and pro-EU. He embraces cultural change and technological disruption. He thinks the way to get more French people working is to reduce cumbersome labour protections, not add to them. Though he has long been short on precise policies (he was due to publish a manifesto as The Economist went to press), Mr Macron is pitching himself as the pro-globalisation revolutionary.Look carefully, and neither insurgent is a convincing outsider. Ms Le Pen has spent her life in politics; her success has been to make a hitherto extremist party socially acceptable. Mr Macron was Mr Hollande’s economy minister. His liberalising programme will probably be less bold than that of the beleaguered Mr Fillon, who has promised to trim the state payroll by 500,000 workers and slash the labour code. Both revolutionaries would have difficulty enacting their agendas. Even if she were to prevail, Ms Le Pen’s party would not win a majority in the national assembly. Mr Macron barely has a party. Nonetheless, they represent a repudiation of the status quo. A victory for Mr Macron would be evidence that liberalism still appeals to Europeans. A victory for Ms Le Pen would make France poorer, more insular and nastier. If she pulls France out of the euro, it would trigger a financial crisis and doom a union that, for all its flaws, has promoted peace and prosperity in Europe for six decades. Vladimir Putin would love that. It is perhaps no coincidence that Ms Le Pen’s party has received a hefty loan from a Russian bank and Mr Macron’s organisation has suffered more than 4,000 hacking attacks.With just over two months to go, it seems Ms Le Pen is unlikely to clinch the presidency. Polls show her winning the first round but losing the run-off. But in this extraordinary election, anything could happen. France has shaken the world before. It could do so again. (by The Economist (abstract). This article appeared in the Leaders section of the print edition under the headline “France’s next revolution” (photo: france elections)

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Debutto in prima nazionale di Carrozzerie n.o.t.

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 marzo 2017

carrozzerie-n-o-tRoma dal 16 al 18 marzo 2017 ore 21,00 Carrozzerie n.o.t Via Panfilo Castaldi 28/a (Ponte Testaccio) Biglietti: intero: 12 Euro – Tessera Obbligatoria 3 Euro Consigliata Prenotazione Telefonica – Ingresso Riservato ai Soci
ALKESTIS 2.1 scritto e diretto da Johannes Bramante. Protagonisti: Lucia Bianchi, Alessandro Lussiana, Francesca Accardi. Uno spettacolo che si ispira ad un mito che nella sua eternità resta vivo in noi. Un testo ambientato ai giorni nostri, in cui la dimensione tragica e mitologica è interiore ai protagonisti, i quali dimostrano come l’universalità del mito sia insita nell’uomo.
Un fotografo e una giovane modella. Lui tormentato da una vita senza grandi successi, lei al limite estremo dell’ultima speranza. L’incontro non è dei più felici, la rassegnazione del primo e la poca esperienza della seconda non sembrano inizialmente favorire una feconda collaborazione. Soltanto un gesto estremo e umiliante da parte di lei convincerà, alla fine del loro primo incontro, il fotografo a tentare qualche scatto. Il successo è immediato. Tuttavia come si presentano i primi traguardi, che i due taglieranno con facilità, così si presenta nella mente del fotografo una vecchia idea, un demone nascosto da anni di insuccessi: è la fotografia perfetta, quello scatto che trascenderà le copertine dei giornali e regalerà, a chi l’ha fatto, la gloria del grande artista. Il fantasma dell’ ipotetica fotografia è seducente. Molto. Troppo. Con il passare degli shooting fotografici, il corpo e la mente della giovane ambiziosa diventano per l’artista ossessivo sempre più una materia da modificare; carne e forma, nulla di più, nulla di meno. E lei accetta. È la fame di fama, l’immediato e volubile potere del denaro a facilitare alla ragazza un’umiliazione della propria persona a favore della gloria della fotografia, di se stessa. Gli scatti diventano torture. I corpi meri mezzi per uno scopo virtuale. Le parole si fanno più rade. Parla il flsh della macchina fotografica. Agisce il bisturi. Si consumano in una simbiosi malvoluta i due cercatori di fama. La mortificazione dei loro corpi soltanto alla fine si risolverà in una visione più profonda della loro condizione eternamente umana, eternamente anelante, ma sarà troppo tardi e il prezzo sarà già pagato. Non è con occhi umani che si può contemplare il proprio trasumanare.

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L’equipaggio Canè-Galliani fa il bis e vince per la seconda volta la Winterace

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 marzo 2017

cane-gallianiCortina d’Ampezzo Il 13 e il 17 non portano certamente sfortuna a Giuliano Canè, che in queste annate si è piazzato sul podio più alto della WinteRace. Secondi, con 36 penalità di differenza, l’equipaggio Sisti-Gualandi su Lancia Aprilia del 1937 e terzi a soli 9 penalità, Piona- Battagliola su Austin Healey 100 BN1 del 1955. Nessuna sorpresa tra gli “Under 40” e tra i team della 2nd Porsche WinteRace: i giovani Gaggioli-Pierini su Lancia Fulvia Coupé del 1975 si confermano i più “regolari” tra i junior, mentre tra i porschisti si confermano primi Cicotti-Prata su Porsche 911 SC del 1978.
Primi tra gli stranieri gli svizzeri Burri-Rogger su Fiat 850 Coupé del 1971. Primo equipaggio femminile classificato Fanti-Serri su Alfa Romeo Giulietta Sprint del 1963 del Classic Team Eberhard.”Anche questa quinta edizione ha riservato delle sorprese” commenta Rossella Labate, presidente del Comitato Organizzatore, “i nostri equipaggi si sono sfidati fino all’ultima prova, regalando a tutti belle emozioni. Il meteo ci è stato favorevole e ha permesso ai partecipanti di godersi il meraviglioso panorama dolomitico, sia sotto il sole, sia sotto la neve. Professionalità, abilità, passione, ancora una volta questi ingredienti si sono mischiati dando vita ad una perfetta gara di regolarità.”Ai vincitori assoluti è andato l’ambito premio messo in palio dal Main Sponsor BSI (private bank svizzera appartenente al Gruppo EFG International): un lingotto d’oro di 100 piona-battagliolagrammi dal valore di 3500 euro. Il brand svizzero di Alta Orologeria GIRARD-PERREGAUX ha premiato il primo equipaggio “Under 40” con il cronografo “Competizione Stradale”.Emanuel Piona, pilota, ma anche fondatore del sito Garedepoca.com partner della gara, ha premiato con un Mini IPad Apple il team Gaggioli-Pierini estratto a sorte tra chi si è iscritto alla gara tramite il sito. Quindi pieno di premi per i due giovani.Il 1° Classificato della 2nd Porsche WinteRace si è aggiudicato il modellino da collezione “Porsche 919 Hybrid”, prodotto in edizione limitata e in scala 1:18. La vettura ha vinto La 24 ore di Le Mans nel 2015. Il premio è messo in palio dal Centro Porsche Padova. http://www.winterace.it (foto: canè-galliani, Piona- Battagliola)

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Milano: festival del volo

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 marzo 2017

festival-volofestival-volo1Milano. Dal 2 al 4 giugno prossimi, il Festival, che nel 2016 ha attirato visitatori da ogni parte d’Italia, coinciderà con la straordinaria apertura del primo weekend di giugno di EXPerience Milano 2017, il Parco divertimenti che offre a grandi e piccini la possibilità di partecipare a molte iniziative, mostre e spettacoli all’interno di un’area attrezzata, che quest’anno si estenderà sino a oltre 400.000 mq. Niente di più simbiotico per un evento esclusivo, che racchiude in sé fascino e adrenalina, stile ed eleganza, con le sue appassionanti gare aerostatiche, i suoi voli frenati, gli enormi aquiloni fino ai 18 metri dalle forme più svariate, i laboratori, i “bubble football”, i droni, le esposizioni di aeromobili, i simulatori di volo, oltre al corollario enogastronomico e alla sfilata di favolose auto d’epoca.
Principali attori le coloratissime mongolfiere ad aria calda, comprese quelle di RE/MAX Italia e i maestosi palloni a gas, tra cui l’unico esemplare italiano (I-OECM) di Aeronord Aerostati ed altri europei. A corollario l’entusiasmante performance in volo libero di un tris di mongolfiere a gas, festival-volo2festival-volo4insieme ad alcune ad aria calda, per sognare con il naso all’insù con i “giganti più leggeri dell’aria”.
Da segnalare poi la mostra che illustra la storia del volo, dall’aerostatica alle donne nello spazio, che in uno dei tre giorni di kermesse vedrà la partecipazione di un astronauta italiano di fama mondiale. “Libertà, rispetto dell’ambiente, innovazione. Le mongolfiere hanno rappresentato tutto questo nella storia dei trasporti e del volo. Un mix perfetto per rappresentare il Parco EXPerience suscitando interesse e curiosità da parte dei visitatori, che potranno vedere dall’alto l’Albero della Vita e il suo spettacolo. Un’esperienza che non vediamo l’ora di ripetere!” dice Giovanni Azzone – Presidente Arexpo.
Come ormai tradizione, le famiglie potranno vivere in diretta l’emozione del volo grazie ai voli frenati con le mongolfiere: tali prove verranno estratte tra i possessori del biglietto dei laboratori e della mostra. Una speciale mongolfiera sarà messa a disposizione dei disabili in una delle tre giornate. Un’emozione da prendere al.. volo!(foto: festival volo)

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Un asilo per i bimbi milanesi nel carcere di Opera?

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 marzo 2017

porta nuova milanoMilano potrebbe avere il suo prossimo asilo nido all’interno del carcere di Opera. Una struttura quasi pronta all’uso è presente nell’istituto ed è stata visionata ieri da Simonetta D’Amico, consigliera comunale PD a Milano insieme a Gianni Rubagotti, iscritto al Partito Radicale e l’avvocato Paola Ponte insieme al Direttore Giacinto Siciliano durante una visita all’istituto organizzata dal Partito Radicale.
“Uno spazio che è stato inaugurato 4 anni fa che è un asilo nido dedicato ai dipendenti del carcere e che è stato però utilizzato solo in parte.” ha dichiarato D’Amico “L’idea che secondo me è da portare avanti è quella di convenzionarlo col Comune di Milano e di poter aprire questo asilo nido anche ai cittadini milanesi.
E’ una struttura bellissima, bisogna visitarla per rendersene conto, e sarebbe una opportunità sia dal punto di vista delle famiglie, perché sarebbe un costo inferiore rispetto a un asilo nido in zona centrale, e per far vivere il carcere sotto un punto di vista diverso”
Lo spazio inoltre è videosorvegliato, dando quindi massime garanzie ai genitori sul comportamento degli educatori presenti, e avrebbe costi molto ridotti per il comune.
La delegazione ha incontrato alcuni dei detenuti che hanno digiunato durante la Marcia per l’Amnistia dello scorso novembre informandoli sullo sciopero della fame di oramai 3 settimane di Rita Bernardini e Lucio Berté per chiedere lo stralcio di alcune norme della riforma della giustizia per garantirne l’approvazione in questa legislatura.
Lucio Berté digiuna inoltre per chiedere il rispetto di una mozione votata all’unanimità dal Consiglio Regionale lombardo che chiede che la ASL durante le visite nelle carceri controlli anche le cartelle cliniche dei detenuti.
La delegazione ha visitato alcuni dei detenuti anziani, alcuni dei quali ultraottantenni e con forti problemi fisici, un detenuto marocchino su sedia a rotelle in seguito a un ictus e che ha problemi di memoria.
Nell’ottica di rieducare i detenuti attraverso il lavoro sta per essere ampliato il panificio interno del carcere e nella ex-gelateria verrà aperto un pastificio che servirà altri istituti penitenziari.
Grazie anche alla collaborazione con atenei milanesi alcuni detenuti seguono corsi universitari, in generale già dalla loro entrata nell’istituto si cerca di instradare i detenuti verso percorsi formativi. Nella foto: Simonetta D’Amico (PD), consigliere comunale a Milano.

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Il web e i pericoli per i giovani ipnotizzati dalla rete

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 marzo 2017

A modern smartphone and a old classic cell phone side by side.Chi oggi tra i giovani sopra i 12 anni non ha uno smartphone in Italia? Solo qualche mosca bianca, perché ormai il telefonino iperconnesso è divenuto un accessorio imprescindibile al pari di un paio di scarpe o di un qualsiasi indumento e tutti coloro che ne possiedono uno, utilizzano indistintamente i social network. Basti pensare che una recente statistica ha evidenziato che gli adolescenti nostrani, navighino in media 2 ore e mezza al giorno e 3 ore e 40 minuti nei fine settimana. Ciò al netto delle ore passate a scuola e quelle di sonno. Da questi impietosi numeri, discendono però dei fenomeni che stanno aumentando proporzionalmente con l’abbassamento dell’età dei fruitori delle reti sociali e degli strumenti tecnologici che ci consentono di stare sul web o condividere i nostri status. Il primo dei problemi è la carenza di consapevolezza, intesa proprio come capacità di comprendere che con il loro comportamento possono compiere atti offensivi o addirittura criminali. Reati come, l’ormai noto “sexting” – ovvero la condivisione di autoritratti fotografici sessualmente espliciti – e il cyber bullismo, sono in aumento anno dopo anno. Una tendenza rilevata in tutta Europa, con le magistrature dei minorenni sempre più impegnate a perseguire un numero crescente di ragazzi e ragazze per questo tipo di infrazioni. Crimini sottovalutati, spesso anche dalle famiglie, ma che possono avere ripercussioni gravi, anche per chi ne è vittima, specie a livello psicofisico e per le conseguenze nella vita futura.Ovviamente, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, il modo più banale ma anche più efficace per combattere questo fenomeno è grazie – soprattutto – alla prevenzione fatta in famiglia e nelle scuole. Prevenzione che vuol dire non solo più controlli e limitazioni nell’uso degli strumenti informatici, ma anche un ritorno a quella che una volta si chiamava educazione civica.

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Diamo la casa a chi non ce l’ha

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 marzo 2017

bertorotta-ornellaDi Ornella Bertorotta, MoVimento 5 Stelle Senato. Mentre la speculazione edilizia aggredisce il territorio, i centri storici delle nostre città vanno in malora. Il problema dell’abbandono degli immobili colpisce tutto il Paese, dalle metropoli come Roma fino ai piccoli e caratteristici paesini di provincia. La NON città si sostituisce alla città in un processo che sembra inarrestabile e che riduce le relazioni sociali ed economiche e porta alla perdita irreversibile dei centri storici e dell’intrinseco valore culturale e anche turistico che rappresentano. Un paradosso enorme, se consideriamo che la povertà crescente costringe milioni di cittadini in spazi angusti, spesso senza la disponibilità di una casa. I cittadini perdono così la fiducia nel futuro e sono costretti ad emigrare o peggio vengono spinti ai margini della società. A farne le spese sono anzitutto i giovani, costretti ad abitare a tempo indefinito con i propri genitori, cristallizati in una condizione di eterna sospensione della vita, impossibilitati a progettare un futuro a causa della precarietà del lavoro. L’emergenza abitativa e quella dell’abbandono degli immobili vanno affrontate insieme e con celerità. Per questo ho presentato un DDL che istituisce il Fondo per l’Autorecupero con una dotazione iniziale di 400 milioni per il primo anno. Il DDL autorecupero è finalizzato a garantire il diritto all’alloggio a chi non può accedere al mercato degli immobili e a quello delle locazioni, prevenire e ridurre il consumo di suolo, migliorare le prestazioni energetiche degli edifici e la sicurezza statica degli immobili. Attraverso questo fondo i comuni dovranno censire gli immobili abbandonati sia pubblici che privati e metterli a disposizione dei cittadini, che potranno organizzarsi in gruppi di autorecupero mettendo a disposizione il loro tempo e il loro lavoro. Il gruppo presenterà un progetto per ristrutturare l’immobile e una volta completati i lavori di recupero, ottenerlo in comodato d’uso per 18 anni con un contributo mensile minimo. I lavori di messa in sicurezza verranno affidati alle imprese specializzate, contribuendo così alla transizione dall’edilizia della nuova costruzione a quella del recupero degli immobili esistenti.L’autorecupero è un’opportunità anche per i privati proprietari di immobili che ricadono nelle aree soggette ad autorecupero, che potranno scegliere di mettere a disposizione il proprio immobile abbandonato, che verrà ristrutturato a spese del Fondo e riceveranno inoltre un contributo mensile per ogni unità abitativa per tutta la durata del comodato. I comuni potranno prevedere ulteriori incentivi, come ad esempio l’esenzione dal pagamento delle imposte sull’immobile. Insieme al reddito di cittadinanza, l’autorecupero degli immobili abbandonati si inserisce in un pacchetto di misure del M5S, che risponde in maniera concreta e immediata alla povertà dilagante nel nostro Paese. (fonte: blog di Grillo)

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Wilkie Collins: Basil

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 marzo 2017

basilDopo il successo de La donna in bianco, Senza nome, Armadale, La pietra di Luna, La Legge e la Signora, arriva in libreria il romanzo che rivelò Wilkie Collins al grande pubblico: la prima tappa che avrebbe fatto di lui il padre del poliziesco moderno. Sesso, violenza, critica sociale: con questo mix di elementi Basil scandalizzò la stampa benpensante e deliziò il pubblico facendo guadagnare fama e denaro al suo autore. Il libro Giovane rampollo di una famiglia aristocratica, Basil si innamora perdutamente e a prima vista della figlia di un commerciante, incontrata per caso su un omnibus. Da quel momento la sua vita cessa di scorrere sui quieti binari di sempre per imboccare la strada ignota e accidentata che conduce alla tragedia. La decisione di sposarsi in segreto con la giovane Margaret, tanto vanitosa quanto priva di scrupoli, per non scatenare le ire del padre, saldamente ancorato ai propri pregiudizi sociali; la condiscendenza con cui accetta, su richiesta del suocero, di aspettare un anno prima di consumare il matrimonio… ogni passo, ogni singola scelta fatta da Basil in buona fede si rivelerà un errore, e il cammino che avrebbe dovuto condurlo alla felicità gli spalanca improvvisamente di fronte un baratro di abiezione e di ferocia. E il lettore verrà trascinato con lui fino in fondo, oltre l’apparenza dell’ordinaria ma non per questo meno angosciosa normalità.
«È impossibile smettere di leggere Wilkie Collins». Alessandro Baricco
Wilkie Collins Nasce a Londra l’8 gennaio 1824. Dopo aver lavorato per qualche tempo come avvocato, scopre la vocazione per la scrittura. Pubblica quindi i suoi primi due romanzi: Antonina nel 1850 e Basil nel 1852. Nell’aprile dello stesso anno incontra Charles Dickens e comincia a scrivere per la sua rivista, il settimanale «Household Words»: è l’inizio di un rapporto di lavoro e d’amicizia lungo dieci anni. La donna in bianco e La pietra di Luna ne fanno un maestro della narrativa del mistero, e non è difficile riscontrare la sua influenza in parecchi romanzi successivi e in moltissimi film di oggi. Trad. Alessandra Tubertini / Collana Le Strade / pp. 350 ca. / euro 18 (foto: Basil)

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Sara Blaedel: Le bambine dimenticate

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 marzo 2017

le-bambine-dimenticate«Blaedel è una delle migliori scrittrici del momento». Michael Connelly «Sara Blaedel è al suo apice. Louise Rick è un personaggio che farà tornare i lettori, che ne vorranno di più». Camilla Läckberg La regina del crime danese arriva in libreria con il primo capitolo di una nuova trilogia in corso di traduzione in tutto il mondo. Un fenomeno editoriale da oltre due milioni di copie, pubblicato in 33 paesi, vincitore di numerosi premi letterari, che ha conquistato fin da subito autori del calibro di Michael Connelly e Camilla Läckberg. Il libro Il cadavere di una donna viene ritrovato in un bosco. Una lunga cicatrice sul volto dovrebbe facilitare l’identificazione, ma nessuno ha denunciato la scomparsa. Nel ruolo di nuovo capo del Dipartimento Persone Scomparse, Louise decide di far circolare una fotografia della vittima, nella speranza di trovare qualcuno che la conoscesse. Funziona: una donna anziana la riconosce. È Lisemette, una bambina di cui, molti anni prima, si occupava all’interno di un centro di salute mentale. Come le altre bambine dell’istituto, anche Lisemette era stata abbandonata dalla famiglia ed etichettata come “bambina dimenticata”. Ma Louise presto fa una scoperta ancora più agghiacciante: Lisemette aveva una sorella gemella, ed entrambe erano state dichiarate morte più di trent’anni prima. L’indagine porta Louise nei pressi della casa dov’è cresciuta, e prende una svolta inaspettata. L’investigatrice scopre che nella stessa foresta si sono consumati altri delitti, ed è costretta a fare i conti con un terribile segreto sepolto nelsuo passato.
Sara Blaedel Nata nel 1964, è stata editore e giornalista e ha debuttato come
scrittrice solo nel 2004, con Grønt støv, Polvere verde, il primo romanzo della serie sulla detective Louise Rick della squadra Omicidi della polizia di Copenaghen. A oggi ha pubblicato quattordici romanzi, tutti balzati al primo posto delle classifiche vendendo oltre due milioni di copie. I suoi romanzi sono tradotti in 33 paesi ed è conosciuta come la regina del crime danese. Trad. Alessandro Storti / Collana Darkside / pp. 280 ca. / euro 15.00 Fazi Editore. (foto: le bambine dimenticate)

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Giancarlo Governi: Totò vita, opere e miracoli

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 marzo 2017

totoIn libreria dal 6 aprile 2017 la Novità della Fazi editore Giancarlo Governi: Totò vita, opere e miracoli A cinquant’anni dalla morte di Totò (Napoli, 15 febbraio 1898, Roma 15 aprile 1967), Giancarlo Governi, uno dei massimi conoscitori del lavoro di de Curtis e autore per la Rai di alcune dei più bei programmi a lui dedicati, ricostruisce in questa documentata biografia la vita privata e pubblica di Totò, dall’infanzia, ai grandi amori, alla carriera (dal varietà, al teatro al cinema).
Il libro Cinquant’anni fa moriva Totò, il Principe della risata, lasciandoci un patrimonio culturale vastissimo: quasi un centinaio di film, canzoni come Malafemmena o Miss, mia cara miss, poesie – pensiamo a ’A livella –, e molte riviste teatrali a cui collaboravano i più grandi attori e registi dell’epoca. Con Totò. Vita, opere e miracoli, Giancarlo Governi, uno dei suoi più grandi conoscitori, vuole ripercorrere le tappe principali della sua carriera, raccontandoci le vicende personali che hanno portato il giovane Antonio Clemente – proveniente da un contesto di povertà ed emarginazione sociale – alla faticosa gavetta nei teatri di Roma, che gli ha garantito i primi successi e le prime importanti collaborazioni professionali. Governi, inoltre, dà conto della sua opera teatrale e cinematografica, delle sue poesie, delle canzoni e delle scene più celebri del suo repertorio, costantemente arricchite da gag improvvisate sul momento. Non viene trascurato l’aspetto umano di Totò, le sue debolezze, i suoi fallimenti amorosi, il suo precario stato di salute (in particolare la cecità, che lo costrinse a rinunciare al teatro) e il suo profondo senso di sconforto, poiché la critica lo accusava di mettere in scena sempre le solite “totoate”. Infatti, dopo l’incontro con Pasolini e l’esperienza in Uccellacci e uccellini, Totò si pentì di non essersi mai dedicato al cinema d’autore.
Per quanto riguarda l’aspetto più intimo di Antonio de Curtis, preziose sono le testimonianze della figlia Liliana, il nipote Antonello, la prima moglie Diana Rogliani; allo stesso modo, gli interventi di Nino Taranto, Nanni Loy, Carlo Ludovico Bragaglia, Cesare Zavattini e molti altri permettono di ricostruire i passi principali della sua carriera. Giancarlo Governi, grazie alla ricostruzione di tutto quello che è venuto dopo la prematura scomparsa di Totò, mette in evidenza quanto ancora oggi sia amato e venerato: una bella ricompensa per un Artista convinto di non aver fatto abbastanza.
Giancarlo Governi, scrittore e giornalista (tra i fondatori del secondo canale Rai), è autore e presentatore di trasmissioni di successo come Supergulp!, Ritratti, Laurel & Hardy: due teste senza cervello, Alberto Sordi, storia di un italiano (in collaborazione con Sordi) Ha curato le trasmissioni Rai Il Pianeta Totò, Totò, un altro pianeta e Totò Cento, e ha pubblicato una ventina di libri tra biografie e romanzi. Collana La Vite / pp. 280 / euro 15.00 (foto: totò)

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Elizabeth Von Armin: “Un incantevole aprile”

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 marzo 2017

un-incantevole-aprileIn libreria dal 1° aprile la Novità della Fazi editore di Elizabeth Von Armin: “Un incantevole aprile”. Pubblicato per la prima volta nel 1923, esce in una nuova traduzione il capolavoro di Elizabeth von Arnim: una storia di amicizia al femminile, un inno al coraggio di cambiare la propria esistenza, un romanzo irriverente e pieno di vita, che divenne subito un best-seller e dal quale sono stati tratti due film di successo: il primo, “The ladies meet”, nel 1935, diretto da Harry Beaumont con Ann Harding, Katharine Alexander e Frank Morgan; il secondo, “Enchanted april” diretto da Mike Newell nel 1992, con Miranda Richardson e ambientato nel Castello Brown di Portofino.

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Un’innocenza pericolosa

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 marzo 2017

innocenza-pericolosaIn libreria dal 20 aprile la Novità della Fazi editore “Un’innocenza pericolosa” di Elizabeth Jane Howard la prima, eccezionale biografia di una delle migliori scrittrici del Novecento inglese, che ha riscosso grande successo di critica e pubblico. Dietro a una donna bellissima e affascinante, protagonista dei salotti letterari e ammirata da chiunque avesse a che fare con lei, si celava in realtà una donna insicura che fino alla fine ha lottato per il proprio lavoro e la propria arte.
Questa biografia, frutto di numerosi incontri e interviste con Howard, nonché di corrispondenze epistolari, fa finalmente il punto sulla sua straordinaria vita, allontanando le ombre che finora ne avevano offuscato l’immagine e facendo luce sulle sue brillanti qualità umane e letterarie.

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Allontanarsi: La saga dei Cazalet, Vol. 4

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 marzo 2017

allontanarsiIn libreria dal 20 aprile la Novità della Fazi editore il quarto capitolo dell’avvincente saga familiare che sta appassionando migliaia di lettori. Dopo Gli anni della leggerezza, Il tempo dell’attesa e Confusione, Allontanarsi riprende le vicende dei Cazalet nel luglio del 1945: si apre all’indomani della pace e quella che dipinge è una vera e propria diaspora familiare. La fine della guerra, attesa e sognata nei volumi precedenti, ora pone ognuno davanti a delle scelte: dopo la lunga convivenza forzata, è quasi fisiologica la spinta centrifuga che porta i membri della famiglia ad allontanarsi l’uno dall’altro, con conseguenze sconvolgenti. (foto. allontanarsi)

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Musica, glamour e il Montecristo più esclusivo per la chiusura del XIX Festival del Habano

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 marzo 2017

avanaL’AVANA,/PRNewswire/ Durante la cena, è stata presentata la Línea 1935. La musica di Ara Malikian ha allietato la Notte di Gala In totale, sono stati raccolti 1.265.000 euro nella tradizionale Asta degli Humidores. Il piu’ grande incontro internazionale dedicato agli Habanos è giunto al termine. La Noche de Gala ha dato il tocco finale al Festival, con la presentazione della nuova Línea 1935, la proposta più esclusiva del marchio. Durante la cena, gli ospiti hanno potuto degustare le tre vitole della nuova Línea 1935: Maltés (53 x 153 mm), Dumas (49 x 130 mm) e Leyenda (55 x 165 mmm). Quest’ultima si presenta nel formato dell’edizione speciale Montecristo 80 Anniversario.
Gli Habanos di questa nuova linea sono stati elaborati Totalmente a mano con Tripa Larga, partendo da un’accurata selezione delle foglie di tabacco provenienti dalla piantagione di Vuelta Abajo* (Pinar del Río*). La Línea 1935 si presenta con un gusto e un sapore forte, per la prima volta per questo marchio. La serata ha visto la partecipazione di artisti come Haila, vincitore di un Grammy Latino, David Torrens, o Ballet de Litz Alfonso, una delle compagnie cubane di balletto più importanti a livello mondiale. Il violinista Ara Malikian ha chiuso la serata con il suo ensemble di musicisti.
La tradizionale Asta degli Humidores ha dato il tocco finale al Festival. Grazie all’asta sono stati raccolti 1.265.000 €, un importo che sarà devoluto interamente al sistema sanitario pubblico cubano Nella giornata di chiusura sono stati consegnati i premi Habanos 2016. Il premio per la Categoria Comunicazione è stato assegnato al giornalista, scrittore e collaboratore della rivista Cigar Aficionado, Gordon Mott; Edward Sahakian è stato premiato nella categoría Impresa, mentre Josefa Acosta Ramos è stata la vincitrice nella Categoria Produzione.
Puro Tabaco (Cile) con il suo rappresentante Felipe Rojas, è stato il vincitore all’unanimità del XVI Concorso Internazionale Habanosommelier. Mentre Slavomir Marek Bielicki (Regno Unito) e Krystian Hordejuk (Emirati Arabi Uniti) si sono aggiudicati il secondo e il terzo posto. L’appuntamento annuale con il miglior tabacco del mondo ha segnato una pietra miliare nella sua storia, in quanto questa diciannovesima edizione ha riunito più di 2.000 partecipanti provenienti da più di 50 paesi. (foto: avana)

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Quarta edizione del Congresso Nazionale sull’ictus Cerebrale “Stroke2017”

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 marzo 2017

ictus cerebraleA Napoli si è conclusa la quarta edizione del Congresso Nazionale sull’ictus Cerebrale “Stroke2017”. Gli argomenti trattati hanno riguardato la prevenzione, la cura dell’ictus cerebrale e delle sue conseguenze, cercando di dare particolare risalto alla ricerca di base per trovare nuovi trattamenti di protezione del cervello nelle fasi acute dell’ictus, così come la possibilità di disostruire meccanicamente le arterie cerebrali occluse, grazie all’introduzione di cateteri, per via arteriosa.
Le passate edizioni si sono svolte a Firenze, quest’anno è stata scelta la città di Napoli. L’idea di base è quella di proporre un congresso itinerante per facilitare, chi non può permettersi di seguire un congresso lungo tre giorni e la partecipazione di tutti i professionisti su questo importantissimo tema. Quest’anno hanno partecipato circa 400 delegati tra medici, fisioterapisti, logopedisti, infermieri, psicologi e altre figure professionali.
Si conferma come l’ictus cerebrale costituisce la seconda causa di morte e la terza causa di disabilità a livello mondiale, e la prima causa di disabilità negli anziani. Nel 35% dei pazienti colpiti da ictus, globalmente considerati, residua una disabilità grave. Nel nostro Paese, comunque, negli ultimi vent’anni si è assistito ad una sostanziale riduzione degli ictus cerebrali, sia ischemici, sia emorragici. Dai 180.000 casi all’anno, si è passati ai circa 120.000 e questo grazie soprattutto alle sempre più diffuse ed efficaci misure di prevenzione, nel controllo dei fattori di rischio, prima fra tutti l’ipertensione arteriosa.
Sul versante dell’imaging, la TC e la RM con le tecniche di diffusione e perfusione non hanno attualmente dimostrato chiari vantaggi nella selezione dei pazienti potenzialmente eleggibili per la terapia endovascolare. Le novità da attribuire all’area dei fattori di rischio/prevenzione primaria, sono sostanzialmente da riferire all’intensità del trattamento dell’ipertensione arteriosa, alla prevenzione dell’ictus cardioembolico con gli anticoagulanti diretti nella fibrillazione atriale e all’utilizzo dell’aspirina in prevenzione primaria.
Per quanto attiene all’impego dell’aspirina a 100 mg, nel Convegno è emersa una raccomandazione forte verso la possibilità che nella decisione di instaurare una terapia con aspirina in prevenzione primaria, si tenga conto anche del rischio di cancro.
L’area della fase acuta come principale novità si è concentrata su due aspetti: il dosaggio della trombolisi e le procedure interventistiche, basate sui trattamenti endoarteriosi.I risultati sostanzialmente negativi dello studio ENCHANTED, hanno consentito di rafforzare il messaggio relativo alla necessità di impego della trombolisi al dosaggio universalmente consigliato (0,9 infartomg/kg), ma la significativa riduzione, in una analisi di sottogruppo prespecificata, relativamente all’outcome funzionale (valutato tenendo conto dei vari gradi della scala Rankin), risultata favorevole della bassa dose di r-tPA (0,6 mg/kg) nel gruppo pretrattato con antipiastinici rispetto al gruppo dei non trattati con antiaggreganti (p=0.02), induce a considerare, in questa tipologia di pazienti, l’utilizzo della bassa dose, piuttosto che la non somministrazione in assoluto, della trombolisi.Sul versante del trattamento intraarterioso, una revisione sistematica ha valutato i risultati di alcuni studi su trombolisi intra-arteriosa o qualunque tipo di trombectomia in pazienti con occlusioni extra. e/o intracraniche (MR CLEAN, ESCAPE, EXTEND-IA, SWIFT-PRIME, REVASCAT). I pazienti con occlusione di carotide interna extra-cranica trattati con stenting ha avuto un tasso più alto di ricanalizzazione (87% vs 48%, p=0.001) e di esito clinico favorevole (68% vs 15%, p<0.001) ed un tasso minore di mortalità (18% vs 41%, p=0.048) rispetto ai pazienti trattati con trombolisi i.a. Nel gruppo di pazienti con occlusione tandem, la mortalità è risultata significativamente minore fra i pazienti trattati con trombolisi i.a. rispetto a quelli trattati con qualunque tipo di intervento meccanico dell’occlusione intracranica (0% vs 34%, p=0.002 e 0% vs 33%, p=0.001). Il confronto, tuttavia, non è randomizzato e gli studi sono molto eterogenei, per cui questi risultati non possono tradursi in una indicazione preferenziale ai trattamenti endoarteriosi in pazienti con occlusione di carotide interna extra-cranica. In sintesi, comunque, si è concluso che Pazienti con ictus esordito oltre le 4.5 ore possono trarre giovamento da trombectomia meccanica primaria in particolare se iniziata entro 5 ore dall’esordio dei sintomi, mentre Pazienti con ictus da occlusione di rami arteriosi distali possono trarre giovamento dal ricorso ad agenti trombolitici per via intra-arteriosa. Inoltre, Pazienti con ictus ischemico acuto e recente (1.7 possono trarre giovamento da trombectomia meccanica, previa valutazione del rapporto rischio/beneficio. L’intervento endoarterioso meccanico può essere preso in considerazione, previa valutazione del rapporto rischi/benefici, in pazienti trattati con anticoagulanti diretti e con alto rischio di emorragia, definito dai test di laboratorio specifici (o dall’impossibilità della loro esecuzione) e dal tempo dell’ultima assunzione, in quanto non sembra associato a un incremento del rischio di complicanze emorragiche. Con riferimento, invece, all’impiego della trombolisi sistemica, i Relatori hanno affrontato, come novità non presente nelle precedenti edizioni, la possibilità di somministrazione della terapia in pazienti con ictus ischemico acuto, in terapia con gli anticoagulanti diretti. In questi casi, La letteratura suggerisce la possibilità trombosi-1di prendere in considerazione la trombolisi e.v. in pazienti trattati con DOAC, con verosimile effetto sub terapeutico, evidenziato dalla storia clinica (dose e intervallo temporale dall’ultima assunzione, funzionalità renale) e da test specifici e standardizzati (Tempo di Trombina, Tempo di Ecarina o Hemoclot per il dabigatran, anti-Xa per il rivaroxaban o l’apixaban).
Infine, in pazienti con ictus ischemico acuto, l’uso degli ultrasuoni per potenziare l’effetto della trombolisi e.v. non è indicato routinariamente. Gli ultrasuoni per potenziare l’effetto della trombolisi e.v sono usati all’interno di studi clinici controllati, con particolare riferimento a pazienti con occlusione dei grossi vasi intracranici.
Innanzi tutto, se per convenzione derivata dagli studi clinici, una stenosi carotidea si definisce sintomatica se l’ultimo episodio ischemico cerebrale o retinico congruo si è verificato nei 6 mesi precedenti. Sulla base di recenti revisioni degli stessi studi nella sessione congressuale appositamente dedicata, si è ritenuto opportuno ridurre tale intervallo a non più di 3 mesi.
In caso di stenosi carotidea sintomatica con indicazione chirurgica è indicato considerare il punteggio di rischio di ictus del paziente se trattato con sola terapia medica (e quindi il potenziale beneficio della terapia chirurgica). Nel paziente con elevato punteggio di rischio, ≥4 secondo il modello ricavato dalle revisioni degli studi NASCET ed ECST, il beneficio dell’endoarteriectomia è massimo (NNT 3), mentre nel paziente con basso punteggio di rischio, Le attuali evidenze sul beneficio dell’endoarteriectomia nella stenosi carotidea asintomatica sottolineano l’importanza di valutare il vantaggio della terapia chirurgica nei confronti della miglior terapia medica. Il rischio di ictus nei pazienti trattati con la miglior terapia medica risulta oggi mediamente inferiore all’1% per anno (cioè inferiore al rischio della procedura chirurgica nell’ ACAS e nell’ ACST), pertanto l’intervento non può essere raccomandato di routine, ma indicato solo in pazienti selezionati, e in centri specialistici con documentato rischio perioperatorio di ictus/morte più basso possibile, inferiore a 2% e ancora meglio se inferiore a 1%.
Alcuni studi indicano sottogruppi di pazienti a più netto beneficio dall’intervento in quanto a maggior rischio di ictus se non operati, quali pazienti con pregressi infarti alla TC encefalo, più alto grado di stenosi carotidea o più rapida progressione di stenosi, presenza di occlusione carotidea controlaterale, morfologia di placca ulcerata o irregolare agli ultrasuoni o all’RM e/o presenza di segnali microembolici omolaterali all’ecodoppler transcranico. Altri studi indicano viceversa sottogruppi di pazienti a più scarso o senza beneficio dall’intervento in quanto a maggior rischio di complicanze se operati. Sono auspicabili quindi altre revisioni sistematiche e ulteriori studi che stratifichino i vari fattori di rischio medico e chirurgico, onde specificare meglio le indicazioni o controindicazioni all’intervento.
Per quanto riguarda la scelta del tipo di intervento, fra endoarterectomia classica o stent carotideo, le evidenze hanno finora dimostrato una certa equivalenza o non inferiorità dello stenting carotideo rispetto all’endoarteriectomia solo in centri di eccellenza e sono necessarie ulteriori evidenze, per cui ad oggi è raccomandata di scelta l’endoarteriectomia nella correzione chirurgica della stenosi carotidea. Pertanto, lo stenting carotideo, come alternativa all’endoarteriectomia, dovrebbe essere eseguito solo all’interno di sperimentazioni cliniche controllate o in centri e con operatori a casistica controllata per quanto riguarda il rischio periprocedurale che deve essere per lo meno non superiore a quello dell’endoarteriectomia.
Lo stenting carotideo, con adeguato livello di qualità procedurale e appropriata protezione cerebrale, è raccomandato in caso di significativa comorbidità cardiaca e/o polmonare o in cuorecondizioni quali la paralisi del nervo laringeo controlaterale, la stenosi ad estensione craniale o claveare, la restenosi, una precedente tracheotomia/chirurgia/radioterapia al collo.
Per convenzione, per importanti comorbidità cardiache si intendono:
a) scompenso cardiaco congestizio e/o disfunzione ventricolare sinistra
b) intervento cardiochirurgico nelle sei settimane precedenti
c) infarto miocardico nelle quattro settimane precedenti
d) angina instabile
In caso di stenosi carotidea asintomatica l’endoarteriectomia, comportando un beneficio modesto rispetto alla miglior terapia medica, è indicata nel paziente che è considerato “a rischio” se trattato solo con terapia medica e che presenta quindi almeno una di queste condizioni: pregresso infarto anche silente alla TC/RM encefalo, placca vulnerabile o ulcerata o a rapida crescita, stenosi pre-occlusiva, stenosi tra 70-80% (metodo NASCET) con occlusione della carotide controlaterale o con presenza all’ecodoppler transcranico di segnali microembolici omolaterali. E’ invece indicata la sola miglior terapia medica nel paziente con aspettativa di vita inferiore a quella presunta per ottenere il beneficio dall’endoarteriectomia, quale il paziente ultraottantenne o con diabete insulino-dipendente o cardiopatia grave o broncopatia grave o insufficienza renale cronica in trattamento dialitico.
La dimostrazione del razionale di efficacia di nuovi approcci riabilitativi sviluppati alla luce delle attuali conoscenze sui meccanismi di neuroplasticità è uno dei principali argomenti su cui si sta concentrando la ricerca relativa alla riabilitazione dell’ictus. Sulla scorta delle ampliate conoscenze dei meccanismi neurobiologici della plasticità cerebrale vengono attualmente privilegiati approcci che avvalorano l’intensità, la ripetitività, la significatività di un esercizio e la stimolazione multisensoriale. La realizzazione di questi presupposti avviene:
mediante esecuzione reiterata, supportata da strumenti robotici;
mediante un’esaltazione dell’informazione sensoriale di ritorno, prodotta da sistemi in realtà virtuale; mediante la realizzazione di un Ambiente Arricchito.
L’eziologia dell’emorragia cerebrale nei soggetti giovani è più eterogenea rispetto a quella dei soggetti in età adulta e anziana; in particolare, svolgono un ruolo importante le malformazioni vascolari, le coagulopatie e l’abuso di sostanze quali la cocaina e le amine simpaticomimetiche. La prognosi è migliore di quella degli anziani, senza sostanziali differenze di genere. La gravità dei sintomi all’esordio, la presenza di emorragia intraventricolare, di idrocefalo e di focolai emorragici multipli sono predittori di mortalità nel soggetto giovane.La patologia cerebrovascolare presenta un’elevata prevalenza nel genere femminile con peculiarità relative sia ai fattori di rischio che alle manifestazioni cliniche e agli esiti. Essa rappresenta una delle principali cause di morbidità e mortalità nella donna, tanto che le statistiche internazionali classificano l’ictus come la quinta causa di morte nel sesso maschile, ma la terza nel sesso femminile. Le proiezioni demografiche per il 2030 prevedono che circa il 20% della popolazione sarà rappresentato da soggetti di età superiore ai 65 anni con maggiore rappresentatività delle donne, in funzione dell’aspettativa di vita maggiore. Se consideriamo che circa la metà dei soggetti colpiti da ictus sopravvive con gradi variabili di deficit funzionale e/o cognitivo, è possibile prevedere che ci sarà un numero significativamente superiore di donne con esiti di evento cerebrovascolare rispetto agli uomini, con i prevedibili risvolti anche in termini di costi socio-sanitari. Nonostante ciò, molti vasi sanguigniaspetti del rapporto fra patologia cerebrovascolare e genere femminile sono tuttora sottostimati. I fattori di rischio vascolari presentano specificità di genere riconosciute e ben caratterizzate; le donne hanno spesso sintomi di presentazione di patologia cerebrovascolare non specifici e giungono più tardivamente all’attenzione medica rispetto agli uomini, fattori che contribuirebbero ad una minore probabilità di accesso a trattamenti riperfusivi in acuto. Differenze di genere sono presenti anche per quanto concerne la scelta e la risposta alle terapie di prevenzione primaria e secondaria. I risultati degli studi clinici sui farmaci cardiovascolari sono applicati nella pratica clinica indipendentemente dal genere, nonostante le donne siano numericamente sotto-rappresentate nella ricerca clinica e non sempre nel disegno degli studi sia prevista l’analisi per la differenza di genere. È importante che la comunità scientifica rivolga maggiore e dedicata attenzione alle differenze di genere nella patologia cerebrovascolare promuovendo lo sviluppo di programmi di ricerca e iniziative di servizi e percorsi che definiscano la medicina centrata sul paziente. L’attenzione alla medicina di precisione e personalizzata rappresenta la chiave di volta per contribuire a colmare il gap di conoscenza sulle differenze di genere nella prevenzione cardiovascolare, favorire l’uso appropriato dei farmaci, promuovere la ricerca clinica e il miglioramento generale del sistema salute con beneficio complessivo nella prospettiva della salute di genere.
L’organizzazione assistenziale per processi consiste nell’applicazione di un sistema in ambito organizzativo, che presuppone una esplicita identificazione del processo stesso e delle sue componenti, delle interazioni tra di essi, nonché delle loro modalità di gestione. Il maggiore vantaggio è quello di garantire il governo della continuità assistenziale controllandone la qualità, l’efficacia e l’efficienza.
Uno dei problemi principali di tutte le linee guida è l’implementazione sul territorio nella pratica clinica, in altre parole, la difficoltà a tradurre in azioni pratiche e atti medici competenti, le varie raccomandazioni. Le ragioni di queste difficoltà sono molteplici e vanno dalla scarsità dell’informazione, della formazione e dell’aggiornamento, alla oggettiva impossibilità di applicazione per mancanza di mezzi o di risorse, sino alla non condivisione delle raccomandazioni stesse per disaccordo o scelte differenti.

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