Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Debutto in prima nazionale di Carrozzerie n.o.t.

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 marzo 2017

carrozzerie-n-o-tRoma dal 16 al 18 marzo 2017 ore 21,00 Carrozzerie n.o.t Via Panfilo Castaldi 28/a (Ponte Testaccio) Biglietti: intero: 12 Euro – Tessera Obbligatoria 3 Euro Consigliata Prenotazione Telefonica – Ingresso Riservato ai Soci
ALKESTIS 2.1 scritto e diretto da Johannes Bramante. Protagonisti: Lucia Bianchi, Alessandro Lussiana, Francesca Accardi. Uno spettacolo che si ispira ad un mito che nella sua eternità resta vivo in noi. Un testo ambientato ai giorni nostri, in cui la dimensione tragica e mitologica è interiore ai protagonisti, i quali dimostrano come l’universalità del mito sia insita nell’uomo.
Un fotografo e una giovane modella. Lui tormentato da una vita senza grandi successi, lei al limite estremo dell’ultima speranza. L’incontro non è dei più felici, la rassegnazione del primo e la poca esperienza della seconda non sembrano inizialmente favorire una feconda collaborazione. Soltanto un gesto estremo e umiliante da parte di lei convincerà, alla fine del loro primo incontro, il fotografo a tentare qualche scatto. Il successo è immediato. Tuttavia come si presentano i primi traguardi, che i due taglieranno con facilità, così si presenta nella mente del fotografo una vecchia idea, un demone nascosto da anni di insuccessi: è la fotografia perfetta, quello scatto che trascenderà le copertine dei giornali e regalerà, a chi l’ha fatto, la gloria del grande artista. Il fantasma dell’ ipotetica fotografia è seducente. Molto. Troppo. Con il passare degli shooting fotografici, il corpo e la mente della giovane ambiziosa diventano per l’artista ossessivo sempre più una materia da modificare; carne e forma, nulla di più, nulla di meno. E lei accetta. È la fame di fama, l’immediato e volubile potere del denaro a facilitare alla ragazza un’umiliazione della propria persona a favore della gloria della fotografia, di se stessa. Gli scatti diventano torture. I corpi meri mezzi per uno scopo virtuale. Le parole si fanno più rade. Parla il flsh della macchina fotografica. Agisce il bisturi. Si consumano in una simbiosi malvoluta i due cercatori di fama. La mortificazione dei loro corpi soltanto alla fine si risolverà in una visione più profonda della loro condizione eternamente umana, eternamente anelante, ma sarà troppo tardi e il prezzo sarà già pagato. Non è con occhi umani che si può contemplare il proprio trasumanare.

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