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Elezioni francesi: cosa aspettarsi in caso di vittoria di Marine Le Pen

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 marzo 2017

le pen marineSe Marine Le Pen vincesse le elezioni presidenziali francesi, la reazione immediata dei mercati sarebbe probabilmente un picco di volatilità per gli asset francesi dovuto all’incertezza riguardo agli sviluppi futuri. Una vittoria di Le Pen accrescerebbe la probabilità di un abbandono dell’euro da parte della Francia, per cui ci aspetteremmo un marcato ampliamento dello spread tra le obbligazioni francesi e i Bund tedeschi.
Nell’eventualità di una disgregazione dell’UE e di un ritorno dei singoli paesi alle valute nazionali esistenti prima dell’euro, il sistema bancario interconnesso dell’Unione si troverebbe esposto a significative pressioni, con conseguenze a carico del settore finanziario globale.
Marine Le Pen è la leader del Front National (FN), un partito nazionalista conservatore francese. Dal2011 si è posta alla testa di un movimento volto a “decontaminare” il partito, rilassando alcune delle sue posizioni più estreme ed espellendo i membri più controversi, tra cui il suo stesso padre nel 2015. Nella sua campagna elettorale Marine Le Pen promette di curare e infine guarire i mali della Francia, che sono l’elevata disoccupazione, il forte indebitamento e la debolezza economica, mediante le sue proposte nazionalistiche eprotezionistiche. Se venisse eletta alla presidenza, il suo successo dipenderebbe in larga misuradalla composizione del parlamento e dallapresenza di un Primo ministro cooperativo. In ogni caso, la nomina a presidente di Marine Le Pen segnalerebbe una svolta potenzialmente in grado di cambiare il volto dell’UE.
Tra le principali proposte di Le Pen figurano:
Un termine di sei mesi per rinegoziare l’appartenenza all’UE o avviare potenzialmente una “Frexit”
La reintroduzione del franco
Il “protezionismo intelligente” e i dazi doganali
La riduzione della pressione fiscale e il
miglioramento del sistema di welfare
Una linea più dura sull’immigrazione e maggiori vantaggi per le persone di nazionalità francese
le pen marine2L’aumento della spesa per la sicurezza e per la difesa
Riecheggiando quanto accaduto durante le elezioni britanniche del 2015, la principale promessa di Le Pen sarà probabilmente quella di indire un referendum sull’Unione europea, unitamente alla proposta di reintrodurre il franco francese. Le sue promesse di negoziare un accordo migliore con l’UE suoneranno fin troppo familiari (specialmente alle orecchie deibritannici), ma non c’è dubbio che Le Pen si trovi in una posizione negoziale più forte di quella che occupata a suo tempo dal Regno Unito. La Francia è un membro primario dell’unione monetaria e Bruxelles è pienamente consapevole dei pericoli di una seconda defezione.
L’”asse franco-tedesco”, rappresentativo di poco meno di un terzo della popolazione e di quasi la metà del PIL dell’UE nel corso degli anni, è sempre stato parte integrante dell’Unione europea. Tuttavia, negli ultimi anni alcuni hanno suggerito che la Francia è diventata meno influente a causa della relativa debolezza della sua economia. Tra le difficoltà di cui risente l’economia francese figurano una spesa pubblica elevata e inefficiente, una ridotta performance economica, un processo di ribilanciamento incompleto e la palese esigenza di una riforma del mercato del lavoro. Il rapporto tra debito pubblico e PIL pari al 96% suggerisce che la Francia ha bisogno dell’UE, un punto enfatizzato dal barone David de Rothschild,che ha definito una “catastrofe” l’ipotesi di una Frexit. La relazione non dovrebbe tuttavia essere considerata a senso unico. L’UE, dal canto suo, ha chiaramente bisogno della Francia per molte ragioni: in particolare, il paese è il maggior produttore di energia nucleare dell’Unione (con una quota del 51%) e gioca un ruolo fondamentale nel sostenere la moneta unica.
La sfiducia nei confronti dell’eurozona si è accentuata. La risposta dell’UE alla crisi finanziaria globale si è concentrata sulle misure di austerità anziché sullo stimolo dell’attività economica, dando a molti l’impressione che la Francia sia governata da entità remote. Molti credono chei governi francesi succedutisi negli ultimi tempi abbiano delegato il potere alla Banca centrale europea (BCE), il che ha contribuito a rafforzare (portandolo perfino agli estremi) il sostegno a qualsiasi prospettiva diversa dal mantenimento dello status quo.
Serpeggia inoltre una sensazione generalizzata di diffidenza nei confronti dei temi internazionali, che va aumentando di pari passo con il crescere dei timori della gente riguardo alla globalizzazione. In Francia, in particolare, tali sentimenti sembrano essere avvertiti in misura maggiore rispetto ad altri paesi europei; inoltre, i recenti attacchi terroristici hanno acuito i timori per l’immigrazione, facendo apparire il FN come un’opzione più appetibile, per via delle promesse incentrate sul protezionismo.La disoccupazione giovanile resta un tema chiave, con gli ultimi dati che segnalano un tasso del 26,2% a fine 2016, un massimo storico per la Francia. Questo è uno dei nodi principali che Marine Le Pen dovrà affrontare. Sebbene il manifesto del FN non si concentri esclusivamente su questo tema, si spera che, multando di fatto le aziende che assumono personale non francese tramite imposte aggiuntive, si produca naturalmente un aumento delle assunzioni di giovani francesi. (fonte: Mark Burgess CIO EMEA and Global Head of Equities in abstract)

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