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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 16 marzo 2017

La chimera di Arezzo al Palazzo Vecchio di Firenze

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 marzo 2017

chimeraFirenze alla fine di marzo in concomitanza con il primo G7 della Cultura, la Chimera di Arezzo sarà esposta eccezionalmente in Palazzo Vecchio, in Sala Leone X, dove la volle esibire Cosimo I de’ Medici dopo il suo ritrovamento alla metà del Cinquecento. Una ricollocazione, quindi, in linea con quanto avvenuto negli ultimi due anni: si tratta infatti del terzo evento che vede impegnata l’amministrazione comunale nella riproposizione – seppure temporanea – di contesti originali della Reggia medicea, dopo il ritorno degli arazzi medicei di Bronzino, Pontormo e Salviati nel Salone dei Dugento e la rievocazione degli orticini pensili di Eleonora di Toledo sul Terrazzo di Saturno. Il nuovo progetto, promosso dal Comune di Firenze, è stato reso possibile grazie alla collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Firenze e ai generosi prestiti delle Gallerie degli Uffizi e della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.
Insieme al bronzo del V-IV secolo a.C., usualmente custodito al Museo Archeologico Nazionale di Firenze, troveranno posto nella sala di Leone X anche una lettera inviata a Baccio Bandinelli negli anni Cinquanta del XVI secolo, documento di eccezionale significato conservato alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze dove si trova tratteggiata velocemente a inchiostro la sagoma della Chimera (priva della coda come al suo rinvenimento). Terzo elemento in esposizione sarà un busto in bronzo raffigurante Cosimo I, opera dello stesso Bandinelli, in prestito dalle Gallerie degli Uffizi.
L’ultima apparizione della Chimera in Palazzo Vecchio risale all’epoca delle grandi celebrazioni medicee del 1980; sarà quindi data l’occasione a un nuovo pubblico di fiorentini e non di rivedere lo splendido manufatto d’arte etrusca nel contesto originario della Sala di Leone X, dove venne appunto collocato in seguito al suo fortuito ritrovamento nel Cinquecento.
La Chimera suggellò in modalità perfino spettacolari ed enfatiche il revival etrusco, promosso da Cosimo I de’ Medici con campagne e scavi archeologici, imprese letterarie ed erudite come quella dell’Accademia Fiorentina, con i contributi di Giovan Battista Gelli e Pierfrancesco Giambullari, o quella estranea all’ambiente toscano di Guillaume Postel, cui si deve la prima ‘monografia’ sull’Etruria nel 1551. Perfino Giorgio Vasari pescherà nella storia toscana, teorizzando una primazia dell’arte etrusca nei confronti di quella classica, affidando il suo giudizio alla presenza della Chimera rinvenuta ad Arezzo il 15 novembre 1553, “dieci braccia sottoterra“ in prossimità del baluardo che si stava costruendo presso la porta di San Lorentino. Un rinvenimento inaspettato che desterà grande sorpresa e che contribuirà efficacemente alla riscoperta della passata grandezza toscana e alla definizione della figura di Cosimo come nuovo principe etrusco. Ce lo ricorda Benvenuto Cellini: “essendo in questi giorni trovate certe anticaglie nel contado d’Arezzo, in fra le quali si era la Chimera, ch’è quel lione di bronzo il quale si vede nella camera vicino alla gran sala del Palazzo, ed insieme con la detta chimera si era trovato una gran quantità di piccole statuette pure di bronzo, le quali erano coperte di terra e di ruggine, ed a ciascuna di esse mancava o la testa o le mani o i piedi, il Duca pigliava piacere di ricettarsele de per se medesimo con certi cesellino da orefice.”
Giunta immediatamente nel palazzo ducale fiorentino insieme agli altri reperti, infatti, l’impressionante scultura etrusca (parte di un donario assai prestigioso che comprendeva anche la figura di Bellerofonte a cavallo) venne collocata su suggerimento del Vasari nella magniloquente cornice della Sala Leone X, a simboleggiare le forze negative – gli eventi più disastrosi e contrapposti, i malvagi nemici – dominate da Cosimo nella costruzione di un nuovo e ideale regno di Etruria: come non mancò di sottolineare lo stesso Vasari, “ha voluto il fato che la si sia trovata nel tempo del Duca Cosimo il quale è oggi domatore di tutte le chimere”.
Fin dal Cinquecento la Chimera è stata oggetto di studio erudito. Le fonti confermano che Benvenuto Cellini si sarebbe dovuto occupare di restaurare la statua, ricostruendo la coda di cui l’animale era privo. Tale integrazione verrà eseguita però solo nel 1784 dallo scultore Francesco Carradori su indicazione di Luigi Lanzi, quando ormai la fiera – dal 1712, dopo quasi due secoli di permanenza nel Palazzo di piazza, dove non aveva mancato di stupire viaggiatori e ospiti di ogni provenienza – si trovava agli Uffizi. Dal XIX secolo, il bronzo è conservato al Museo Archeologico Nazionale di Firenze. (foto: chimera)

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Imparare a vivere con il dolore cronico

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 marzo 2017

doloreNel 2003 la Società Internazionale per lo Studio del Dolore (IASP) ha stimato che circa il 20% della popolazione mondiale soffra di qualche forma di dolore cronico, includendo il dolore oncologico, quello post-chirurgico o post-traumatico e quello muscolo-scheletrico. In questo ultimo gruppo, la fibromialgia o sindrome fibromialgica riveste un ruolo importante, rappresentando una delle cause più frequenti di dolore cronico diffuso di tipo muscolo-scheletrico. Oltre al dolore, nella fibromialgia sono spesso presenti altri sintomi sia fisici sia di natura psicologica come astenia, disturbi del sonno, ansia, depressione, difficoltà di concentrazione e attenzione, parestesie, disturbi gastro-intestinali, rigidità soprattutto al risveglio e altri ancora a carico di diversi organi e apparati. Insieme al dolore diffuso, questi sintomi concorrono al peggioramento della qualità di vita dei pazienti.Il Italia è stato stimato che la fibromialgia colpisca circa 1,5 milioni di persone e in modo particolare le donne (rapporto maschi: femmine risulta di 1:9). Non è ancora chiaro il motivo di questa differenza di genere, ma è stato ipotizzato che dipenda da una diversa interazione nei due sessi tra fattori genetici, biologici, psicologici e socio-culturali. La prevalenza della fibromialgia aumenta con l’età, raggiungendo il picco nella fascia d’età tra i 40 e i 70 anni.
La fibromialgia spesso confonde poiché alcuni dei suoi sintomi possono essere riscontrati in altre condizioni cliniche. La diagnosi viene posta dal reumatologo secondo i criteri dell’American College of Rheumatology (ACR); essi includono la presenza di dolore cronico diffuso (che interessa cioè tutto il corpo) e dolorabilità alla pressione di almeno 11 punti specifici del corpo, definiti Tender Points, su 18. Al di là dell’esame obiettivo dei tender points, la diagnosi dipende principalmente dai sintomi che il paziente riferisce, come il dolore, l’astenia, il sonno non ristoratore, deficit cognitivi e così via. L’eziologia della fibromialgia risulta ad oggi sconosciuta, ma ciò che si può affermare con relativa certezza è la sua natura multi-fattoriale, nel senso che diversi fattori di natura biologica, psicologica e sociale interagiscono tra loro influenzandone insorgenza e decorso. Questo inquadramento permette di concettualizzare la fibromialgia come il risultato dell’interazione tra le esperienze di vita avverse, la capacità di gestione dello stress e i meccanismi di processazione e modulazione del dolore a livello del sistema nervoso centrale. In altre parole, la suscettibilità alla FM sembrerebbe dovuta a un’ iperattivazione del sistema dello stress geneticamente determinata, la quale, interagendo con esperienze precoci negative e fattori ambientali causa di distress, esiterebbe in alti livelli di stress fisico e psicosociale e nell’insorgenza della malattia.
La terapia farmacologica può dare risultati soddisfacenti, sebbene solo una percentuale limitata di pazienti risponda in modo efficace al trattamento. Diversi studi hanno dimostrato l’efficacia di approcci psicologici di tipo cognitivo-comportamentale nel trattamento della fibromialgia, in modo particolare quelli basati sulla meditazione mindfulness, definita come la capacità di prestare attenzione in modo intenzionale e non giudicante al momento presente (Kabat-Zinn, 1990).
Attraverso la meditazione è possibile acquisire la capacità di relazionarsi al dolore e agli altri sintomi in maniera più adattiva e flessibile, in modo da ridurre l’impatto che essi hanno nella vita dei pazienti migliorandone in questo modo la qualità di vita.
Ciro Conversano e Laura Marchi, nel volume “Vivere con la fibromialgia. Strategie psicologiche per affrontare il dolore cronico”, appena pubblicato da Eclipsi edizioni, offrono le informazioni scientifiche più aggiornate riguardo alle caratteristiche, alle cause e alle possibilità di cura della fibromialgia, e accompagnano il lettore passo per passo, attraverso esercizi e file audio per le meditazioni, in un percorso di auto-aiuto psicologico che lo aiuteranno ad affrontare più efficacemente il dolore, con conseguenti miglioramenti della propria qualità di vita.

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Da BertoLive tutto pronto per “Valori, etica, impresa, gruppo”

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 marzo 2017

Baricca, Vella, PisaniMeda (MB) Sabato 18 marzo alle ore 17.45 da BertoLive (Via Piave 18), lo showroom di Berto Salotti dedicato agli eventi, si terrà un incontro dal titolo “Valori, etica, impresa, gruppo”. Interverranno Salvatore Vella (magistrato), Mauro Baricca e Demetrio Pisani (imprenditori), autori del libro “La forza del gruppo, l’etica come chiave per il successo” (2011). Dialogheranno con loro Enrico Zappa (titolare della Falpe, storica azienda di serramenti e avvolgibili di Erba) e Filippo Berto (BertO). Modererà il giornalista Iacopo Tondelli, direttore di Glistatigenerali.com.
L’incontro prenderà le mosse dal libro, pubblicato dall’editore milanese Lupetti. Il testo, come nella migliore tradizione della letteratura motivazionale, si sostanzia di aneddoti ed esempi attinti all’esperienza degli autori. Vella parte dalla vicenda del pool antimafia di Palermo che ha messo a segno risultati “storici” nella lotta alla criminalità organizzata, facendo leva sulla condivisione delle informazioni e sulla forza del gruppo. Baricca e Pisani, invece, si rifanno all’esperienza di direttori vendite e imprenditori nel settore farmaceutico (Falorni Opificio del Farmaco) e della consulenza aziendale (Casa Imbastita Campus). Se per gruppo si intende un insieme di persone dotato di struttura, regole e mezzi per il raggiungimento di obiettivi, poco importa che sia una società per azioni, una piccola impresa, una procura della Repubblica o una squadra di rugby, perché le tecniche di leadership e di gestione saranno le stesse.
In particolare, secondo gli autori, un gruppo funziona se i valori etici del leader diventano quelli morali del gruppo. Per comunicare i propri valori al gruppo al leader servono passione, credibilità, competenza e professionalità. Ma anche capacità di delegare e di comunicare, di nutrire un interesse sincero e genuino per i collaboratori, di motivarli, di valorizzarli con incentivi e riconoscimenti pubblici. Inoltre, deve essere d’esempio, esigente e rigoroso con sé prima che con gli altri, assumersi la responsabilità delle scelte, ma anche farsi carico di eventuali errori e sconfitte. Senza trascurare il lavoro ordinario e metodico di pianificazione delle mete e degli obiettivi, di misurazione dei risultati, di controlli e verifiche, di compilazione di mansionari e statistiche. Solo così potrà trasformare un insieme di individui in un gruppo vincente. La sua forza consisterà nell’ottenere risultati straordinari da un gruppo di persone ordinarie. Seguiranno il dibattito con il pubblico e un gustoso aperitivo. (foto: baricca-vella-pisani)

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Campidoglio riacquisisce 8 immobili nel piano di zona Tor Vergata

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 marzo 2017

tor vergata“Ho inviato al prefetto di Roma Paola Basilone la delibera approvata venerdì scorso dalla Giunta capitolina. Con quel provvedimento il Comune riacquisisce otto alloggi stralciandoli dal piano di zona di Tor Vergata ed evitando così di fatto gli sfratti delle famiglie che abitano in quegli appartamenti. Stiamo lavorando per rispristinare la legalità sul tema dei piani di zona che per troppo tempo non è stato affrontato”. Così l’Assessore all’Urbanistica di Roma Capitale Luca Montuori. Ripristinare legalità e trasparenza, evitando lo sgombero di otto nuclei familiari. Con questi obiettivi la Giunta ha approvato una delibera che stabilisce la riacquisizione al patrimonio capitolino di otto porzioni immobiliari residenziali realizzati nel piano di zona di Tor Vergata.Le otto strutture vengono, contestualmente, riassegnate in diritto di superficie alle famiglie. Gli alloggi sono parte integrante di un fabbricato composto da 76 unità abitative, ma le otto famiglie destinatarie del provvedimento non avevano formalizzato tutti gli atti di acquisizione in quanto ritenevano che il prezzo di compravendita eccedesse il prezzo massimo di cessione stabilito dal Comune. In sostanza il consorzio aveva chiesto loro un importo aggiuntivo rispetto alla spesa iniziale. Per questo una sentenza del Tribunale di Roma, confermata nei successivi gradi di giudizio, aveva dichiarato le otto famiglie occupanti a nessun titolo. Ma, in seguito, un intervento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti decretava che l’applicazione di un aumento del prezzo era illegittima. Sulla base di ciò l’amministrazione ha quindi definito una soluzione finalizzata a contemperare la legalità e la tutela del diritto alla casa.

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Campidoglio: pubblicato bando Mercato agricolo di San Teodoro

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 marzo 2017

Circo MassimoRoma. Criteri di qualità per premiare la produzione a filiera corta e i produttori agricoli “romani doc”, frutta e verdura certificata, rifiuti “a impatto zero” anche per quanto riguarda i trasporti. È quanto prevede il bando pubblicato da Roma Capitale che consentirà la riapertura del Mercato agricolo di San Teodoro al Circo Massimo, con un affidamento trasparente in tempi brevi e nel rispetto delle norme e della legalità.L’avviso pubblico, consultabile sulle pagine del Dipartimento Sviluppo Economico, Attività Produttive e Agricoltura,definisce chiaramente le regole per la selezione delle proposte progettuali finalizzate all’organizzazione e alla gestione degli spazi di via San Teodoro (il sabato, la domenica e nelle altre festività tradizionali), diventati in questi anni un punto di riferimento per i consumatori romani e per la spesa di qualità.
Solo i produttori diretti saranno ammessi alla selezione. Il bando è riservato, infatti, agli imprenditori agricoli, singoli o associati, che oltre ad essere in regola con tutte le previsioni della normativa nazionale e regionale, realizzino la loro attività nel territorio del Comune di Roma, della Città Metropolitana e, comunque, nella Regione Lazio. Per garantire l’identità locale e la provenienza dei prodotti, il bando prevede un punteggio maggiore (40 punti) per chi realizza l’intero ciclo produttivo nel Comune di Roma.Il progetto sarà giudicato sulla base di altre caratteristiche di qualità: iscrizione delle imprese alla “Rete del lavoro agricolo di qualità” e al “Registro Aziende Biologiche della Regione Lazio”; produzioni con certificazioni di qualità (DOP, DOC, DOCG, IGP, IGT).Particolare attenzione è stata assegnata anche alla dimensione “green” e “sociale” dei progetti. Verrà valutato positivamente il basso impatto ambientale dei trasporti, l’“impatto zero” dei rifiuti, la predisposizione di progetti a carattere culturale e sociale, la disponibilità a sottoscrivere convenzioni per la distribuzione delle eccedenze alimentari ad associazioni umanitarie. Per garantire un aiuto alle imprese agricole in difficoltà un punteggio supplementare è riservato anche alla partecipazione di aziende provenienti da territori colpiti da calamità naturali.Le proposte progettuali per l’organizzazione e la gestione dovranno essere presentate da raggruppamenti di operatori in possesso dei requisiti previsti entro e non oltre le ore 12.30 di venerdì 28 aprile. La graduatoria avrà una durata di 3 anni e il raggruppamento vincitore dovrà versare un canone annuale di 111mila euro.“Avevamo promesso di riaprire il Mercato agricolo di San Teodoro nel pieno rispetto della legalità e della trasparenza per dare continuità ad un’esperienza apprezzata dai consumatori. Abbiamo predisposto in brevissimo tempo un bando che premia la qualità, le aziende agricole del territorio, i loro prodotti migliori, dando priorità ai progetti che propongo anche finalità culturali e artigianali. Il prossimo passo sarà l’elaborazione del regolamento per i Farmer’s Market cittadini che le precedenti amministrazioni non hanno mai realizzato”, dichiara l’assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale Adriano Meloni.

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