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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 327

Mario Tassone: ritrovare le ragioni per ritrovarsi!

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 marzo 2017

corte costituzionaleIn questi giorni si sta sviluppando un confronto all’interno degli schieramenti politici che si smorza e si arena quando si dovrebbe passare alla definizione dei progetti politici. I messaggi che il responso referendario del 4 dicembre ci ha consegnato sono ignorati. Il sistema proporzionale, che sostanzialmente la Consulta ha delineato bocciando alcune parti della riforma costituzionale, viene visto con fastidio, come una improponibile conclusione di una lunga stagione di schiere di capi autoreferenziali e autosufficienti. Come nel passato sul banco degli accusati, anche per alcune note firme del giornalismo, vengono posti non quelli che hanno spezzato le strutture portanti della nostra democrazia ma quelli che operano per riannodare i fili di storie e di valori sopiti per troppo tempo. C’è il tentativo di restaurazioni che alimentano estremismi. In una situazione dove il confronto avviene fra cerchie ristrette, prendono corpo forze disgregatrici. L’assise del Pd, la “Leopolda”, che si è conclusa a Torino, lascia in sospeso interrogativi importanti e rende più impervio il percorso. Nel 2014, il nuovo CDU celebrava a Roma il suo congresso che aveva come tema “Dall’Io al Noi”. Oggi la parte del Pd del giovane Renzi per la Leopolda ha avuto lo stesso tema. Un tema, per dire la verità, affrontato è sviluppato con un ragionamento che ha portato a conclusioni opposte rispetto alle nostre. Infatti a Torino si è detto che senza l’lo non c’è il Noi. Noi dicemmo nel 2014 e diciamo che senza il Noi non c’è l’Io. Una comunità va ricomposta dove ci sono certo gli “Io” perché investiti di responsabilità dalla comunità per interpretarne i bisogni e assumere decisioni consequenziali. Alla comunità appartiene il controllo attraverso gli organi di rappresentanza democratica. Diciamo no ad una elegante riproposizione di un disegno, che comunque presentato, è elitario e divide! Così come diciamo no alle primarie che consolida sistemi di potere personale attraverso un itinerario che non allarga la base democratica ma, in una finzione, la restringe. La sinistra deve misurarsi con la sua storia e non con gli ingredienti del presente che non riscaldano i cuori. Parlare ancora di intellettuali organici si ritorna ad antiche velleità di una certa sinistra di egemonizzare la società. Il centro- destra è alle prese con variegate situazioni di difficoltà progettuali. Ma un centro- destra non esiste in quanto tale se il centro soffre di nanismo. Il centro non è la destra. La destra non è la parte estrema intollerante e xenofoba. Il 9 marzo dopo la riunione dell’ufficio politico del n. CDU, accogliendo un cortese invito, sono andato con moltissimi amici della segreteria politica del n. CDU al Consiglio Nazionale dell’UDC. Sono intervenuto per illustrare le nostre posizioni. L’augurio che facciamo è che quanti si richiamano all’esperienza del cattolicesimo democratico ritrovino le ragioni per ritrovarsi. Ragioni per molto tempo disperse e soffocate.

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