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Come sarà la Chiesa dopo Papa Francesco?

Posted by fidest press agency su domenica, 26 marzo 2017

lateranense_ingressoMentre il Papa celebra la sua visita all’arcidiocesi di Milano alla Pontificia Università Lateranense si discute dei segni dei tempi e del suo magistero;”creativa” e “contenta”, la Chiesa in uscita del pontefice argentino sarà una Chiesa che non avrà paura di confrontarsi con la cultura del business: “Gesù ha detto a San Pietro “pasci le mie pecore”, non “conta le mie pecore”. Cosa metterà radici del pontificato di Papa Francesco? Mentre si celebra la visita apostolica del Santo Padre presso l’arcidiocesi di Milano se ne è discusso con padre Enzo Fortunato (Sacro Convento di Assisi); don Fabio Rosini (direttore della Pastorale vocazionale della Diocesi di Roma), Michael Castrilli (Docente di Church Management alla Villanova University, Pennsylvania) e don Stephen Fitcher (Centro di ricerca applicata all’Apostolato della Parrocchia del Sacro Cuore di Haworth, New Jersey) in una conferenza pluriprospettica, parte del programma del secondo giorno del Festival Internazionale della Creatività nel Management Pastorale: “La proposta della Chiesa è spesso volta a ricordare delle regole, non all’autonomia”, ha detto don Fabio Rosini: “Questo non va bene. Un buon padre spirituale non è colui che ti dice quale è la volontà del Signore: questo è paternalismo; un buon padre è colui che ti mostra il modo di trovare gli strumenti per camminare da solo”.
La Chiesa del futuro dovrà dunque essere creativa, che pratichi “la risposta d’amore ad una chiamata: perché la Chiesa non vive di progetti, ma di mete”, ha continuato don Rosini: “E i giovani di oggi sono una generazione senza padre che improvvisa la propria esistenza; un buon cuoco non è colui che cerca di fare un piatto perfetto, ma chi apre il frigorifero e improvvisa una cena con quel che c’è”. In questo senso, dunque, la Chiesa non deve avere paura di coltivare un dialogo con la cultura del mondo, del business, un dialogo fecondo: “La Chiesa fra vent’anni la penso come un luogo di coinvolgimento spirituale, di ascolto; che parli meno, che ascolti di più”, ha detto Mike Castrilli: “Che cammini nel senso dato da Papa Francesco: quando penso a lui penso subito alla frase “non abbiate paura”. E la Chiesa non deve avere paura di imparare dal business, e il business deve imparare dalla Chiesa: perché Gesù non ha detto a San Pietro “conta le mie pecore”, ma gli ha detto “pasci le mie pecore”; ciba il mio gregge, fallo crescere”.Papa Francesco sta ponendo l’attenzione sulla testimonianza: chiede che i pastori siano più esemplari che meritevoli. E le resistenze al cambiamento sono normali in ogni processo”, ha detto padre Enzo Fortunato: “Serve la consapevolezza di star facendo bene, di andare avanti nonostante tutto. Serve trovare un modo per far agire dentro di sé la grazia di Dio, trovare un modo perché si esprima nel mondo. Solo così la Chiesa potrà essere una chiesa contenta: voi siete contenti?”, ha interrogato il pubblico, nell’allegria, il frate francescano di Assisi. “La Chiesa non è perfetta, non esistono cristiani perfetti, nemmeno il Papa è perfetto; siamo tutti in cammino. Proprio per questo”, ha detto il rev. Steven Fitcher, “mi preoccupano le divisioni fra i vescovi”.

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