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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Il travagliato percorso della linea C della Metropolitana di Roma

Posted by fidest press agency su sabato, 1 aprile 2017

metropolitana-torinoRoma. “L’apertura della stazione San Giovanni sarà la penultima tappa del travagliato percorso della linea C della Metropolitana di Roma, un’opera che ha collezionato una serie di criticità senza precedenti nella storia delle infrastrutture europee. Un esorbitante costo di quasi quattro miliardi di euro, ritardi a ripetizione nella realizzazione delle varie tratte, un sistematico ricorso alla formula dei subappalti e, beffa delle beffe, problematiche al limite del risibile: dai binari che provocano un anomalo consumo del materiale rotabile all’eccessivo dislivello esistente tra vagoni e banchine, che costituisce una vera e propria barriera architettonica».Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA.«L’approdo a San Giovanni – prosegue Simoncini – consentirà lo scambio con la linea A, mentre la successiva tratta fino ai Fori Imperiali, già interamente finanziata, permetterà l’aggancio con la Metro B: si tratta dei due snodi fondamentali senza i quali l’idea stessa dell’opera perderebbe di qualunque senso. A quel punto, però, la cosa più saggia sarebbe quella di fermarsi, evitando lo sbocco al di là del Tevere che fu ipotizzato addirittura dal Piano Regolatore del 1962. Non solo si scongiurerebbero investimenti finanziari insostenibili nell’attuale congiuntura economica, ma sarebbe anche l’occasione per smantellare una società partecipata inutile come Roma Metropolitane e, cosa più importante, per un ripensamento dell’idea stessa di mobilità nella Capitale.Magari puntando in modo deciso e massiccio sull’implementazione della rete tranviaria, così come sperimentato con successo da tante grandi città europee. Si tratta di mezzi ecologici, che consentono un buon carico medio di passeggeri e che, grazie alle corsie dedicate, assicurano tempi di viaggio certi. Tra l’altro, per Roma si tratterebbe di un ritorno al passato, visto che già agli inizi degli Anni 50, ad esempio, si contavano ben 30 linee di tram. Un’operazione, oltretutto, che potrebbe essere portata a termine con risorse finanziarie assai contenute e in un arco di tempo più che accettabile: in molti casi i binari sono stati solo ricoperti da un velo di asfalto e potrebbero tornare immediatamente operativi».

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