Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 155

Archive for 3 aprile 2017

Surfaces were invented by the devil

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 aprile 2017

università roma treRoma Lunedì 3 Aprile 2017, ore 15:00 Dipartimento di Scienze, Aula B Via della Vasca Navale 84 Nell’ambito dei seminari della Sezione Nanoscienze del Dipartimento di Scienze, il Dr. Adriano Verna del Dipartimento di Scienze dell’Università di Roma Tre terrà un seminario in cui verrà messo in luce come le proprietà delle superfici dei solidi e delle interfacce sono spesso molto diverse dalle proprietà di volume e utili da un punto di vista applicativo. In particolare, attraverso l’uso della tecnica di riflettività risonante da raggi X, si dimostrerà come sia possibile studiare, con una risoluzione al nanometro, il profilo di composizione in sistemi solidi complessi, ottenendo informazioni sulle proprietà elettroniche e magnetiche.

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Mostra per la ‘Giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo’

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 aprile 2017

ministero-pubblica-istruzioneRoma Lunedì 3 Aprile 2017, ore 9:00 / 28 Aprile 2017Sala della Biblioteca di Scienze della Formazione Via Milazzo 11 b y Esposizione di libri con bibliografia. Quest’anno il tema scelto dalle Nazioni Unite è Verso l’autonomia e l’autodeterminazione. Il Miur Ministero Istruzione Università Ricerca, dedica la settimana dal 27 al 31 marzo alla sensibilizzazione nelle scuole su questo disturbo (con la nota n.495 del 23/03/2017).
La settimana sarà un’occasione di confronto tra le scuole e di collaborazione tra enti, associazioni.
Si tratterà degli interventi informativi e/o formativi sul tema, agevolando la collaborazione e suscitando attenzione intorno all’argomento in diversi campi:
– innovazione metodologico-didattica inclusiva;
– ricerca e sperimentazione di modelli di cooperazione dei team docenti anche in collaborazione con università, centri di ricerca, associazioni e terzo settore;
– partenariati, anche in ambito europeo, caratterizzati da scambi e confronti di esperienze di didattica;
– condivisione di programmi di utilità sociale, finalizzati a migliorare l’inclusione scolastica.

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L’Olio della DOP Colline Pontine trionfa all’Ercole Olivario

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 aprile 2017

olio colline pontineL’Az. Agr. Iannotta Lucia di Sonnino, è arrivata 1° nella categoria DOP – Fruttato Intenso del concorso dedicato alle eccellenze olivicole italiane, indetto dall’Unione Italiana delle Camere di Commercio. 2^ nell’EXTRA – Fruttato Intenso l’Az. Agr. Tenuta Piscoianni di Gina Cetrone di Sonnino. La premiazione sabato 1° Aprile nella Sala dei Notari di Palazzo Priori a Perugia. L’olio della DOP Colline Pontine si era già messo in evidenza il 28 Marzo al XXIV Concorso Regionale ‘Orii del Lazio’, organizzato da Unioncamere Lazio. Nella sezione Fruttato Intenso, l’Az. Agr. Iannotta Lucia si era piazzata al 1° posto, aggiudicandosi anche il premio della critica e quello per l’Olio Monovarietale. 2^ l’Az. Agr. Alfredo Cetrone di Sonnino, vincitrice anche della sezione Olio ad Alto Tenore di Polifenoli e Tocoferoli. Menzioni speciali per l’Az. Agr. Cosmo Di Russo di Gaeta e per l’Az. Agr. Biol. Orsini di Priverno.Altra affermazione per l’olio della DOP Colline Pontine è datata 25 Marzo, nell’ambito della 15° edizione del Premio ‘Sirena d’Oro’ 2017 istituito nella città di Sorrento dalle associazioni regionali campane Coldiretti, Aprol, Federdop e Unaprol, rivolto alle migliori DOP e IGT d’Italia. La Sirena d’Argento è andata all’Az. Agr. Cosmo Di Russo, mentre la Sirena di Bronzo all’Az. Agr. Iannotta Lucia. Menzione di merito all’Az. Villa Pontina di Sonnino.“Questi successi premiano il territorio della Provincia di Latina e la sua naturale vocazione – commentano i responsabili di Aspol e Capol, Cosmo Di Russo e Luigi Centauri – la DOP Colline Pontine ha raggiunto una maturità tale da resistere anche ad annate difficili. Inoltre alla crescita qualitativa del nostro olio extravergine di oliva Itrana, si accompagna una sempre maggiore salubrità del prodotto ottenuto dalla cultivar autoctona, come riscontrato anche al 12° Concorso provinciale L’Olio delle Colline.” (foto: olio colline pontine)

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25 anni di 41 bis, 25 anni di tortura

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 aprile 2017

carcereFirenze Sabato 8 aprile 2017 Via Manzoni, 21 Sala del Centro Sociale Valdese convegno su 25 anni di 41 bis, 25 anni di tortura.
Ore 9,45 presentazione della giornata: Giuliano Capecchi, associazione Liberarsi; Letizia Tomassone, pastora chiesa valdese di Firenze;
Ore 10 intervento di Beniamino Deidda, Sandro Margara: il carcere speciale e l’ergastolo;
Ore 10,20 Venticinque anni di 41bis: interventi di: Riccardo De Vito, magistrato di sorveglianza di Nuoro e Presidente di Magistratura Democratica; Carlo Fiorio, ordinario di diritto processuale penale, università di Perugia; Carla Serra, avvocatessa; Giuseppe Mosconi, ordinario sociologia del diritto, università di Padova;
Ore 11,30 testimonianze di: Pasquale De Feo (una lettera), Jean Félix Kamba Nzolo, pastore valdese, Benedetto Labita, Maria Milazzo Labita, Carmelo Musumeci, Sebastiano Prino, Pepè Ritorto, Giovanni Farina (una lettera);
Ore 12,30 dibattito.
Ore 14,30 ripresa lavori, interventi sulla tortura: Emilio Santoro, ordinario sociologia, università di Firenze; Maria Rita Prette, Edizioni Sensibili alle Foglie; Gustavo Leone, avvocato; Alessio Scandurra, Associazione Antigone;
Ore 15,30 Allora che fare? Interventi di: Ornella Favero, Presidente Conferenza nazionale volontariato giustizia; Alessia Petraglia, senatrice; Luca Maggiora, camera penale di Firenze; Elisabetta Zamparutti, rappresentante del governo italiano nel Comitato Prevenzione Tortura del Consiglio di Europa; Elton Kalica, ricercatore Università di Padova; Ristretti Orizzonti di Padova.
Ore 16,30 dibattito;
Ore 17,30 interventi di: Caterina Calia, avvocatessa; Nicola Valentino, Edizioni Sensibili alle Foglie; tortura, ergastolo, pena di morte.
Aderiscono alla giornata: Associazione l’Altro Diritto; Associazione Antigone; Coordinamento fiorentino contro l’ergastolo; Commissione carcere camera penale di Firenze; Edizioni Sensibili alle foglie; Conferenza nazionale volontariato giustizia. Perché questa giornata di riflessione e dibattito sul regime di tortura democratica del 41 bis?
Perché con questo regime lo Stato sta perdendo una bella occasione per sconfiggere la cultura mafiosa. Molti non saranno d’accordo con questa mia affermazione e mi scuso con tutte le vittime della mafia, ma credo che lo Stato, da anni, abbia vinto militarmente la lotta contro la mafia. E su questo è d’accordo anche il magistrato Roberto Piscitello, della Direzione Generale Detenuti e Trattamento del DAP, che in un incontro pubblico con i detenuti della redazione di Ristretti Orizzonti del carcere di Padova, ha affermato: “Militarmente sono vent’anni che abbiamo sconfitto la mafia. Ma non è questo il punto, va sconfitto culturalmente il fenomeno.”
Il punto è questo: perché non si sta facendo nulla per sconfiggere culturalmente la cultura deviante, criminale e mafiosa?Anzi, penso che si stia facendo il contrario. Credo anche che questo disumano regime stia creando e formando i futuri mafiosi, insegnando ai figli che vanno ad incontrare i loro padri in carcere a odiare lo Stato.Penso che quando ti accorgi che i tuoi governanti sono più vendicativi di te, e in nome della sicurezza violano le leggi, non provi nessun senso di colpa per i reati che hai commesso o che potresti commettere in futuro. Penso anche che molte volte le peggiori ingiustizie le facciano i “buoni” con la scusa di fare giustizia e che il regime “democratico” di tortura del 41 bis equivalga alla giustizia del Medioevo o a quella americana di Guantánamo.

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Convegno internazionale sulla depressione

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 aprile 2017

ospedale bresciaBrescia 7 aprile in via Pilastroni 4 dalle 9.30 alle 13 in concomitanza con la Giornata mondiale della salute e vedrà intervenire Stefano Cappa (direttore scientifico Irccs Fatebenefratelli), Giovanni de Girolamo (Unità di Psichiatria epidemiologica e valutativa Irccs Fatebenefratelli), Diego De Leo (Emeritus professor di Psichiatria della Griffith University di Brisbane), Francesco Saviotti, direttore del dipartimento di salute mentale ASST del Garda e Vincenzo Zingaro, direttore del dipartimento di Salute Mentale ASST Valcamonica. Male oscuro, mal di vivere, la depressione ha assunto molti nomi pur di non farsi riconoscere: oggi però sappiamo che il tema scelto dall’Oms per la Giornata mondiale della Salute (7 aprile) è una delle principali cause dei disabilità a livello globale. La depressione è un disturbo mentale comune che può colpire chiunque, a tutte le età: incide sui rapporti interpersonali e sulla vita lavorative, sul tempo libero e in genere su tutte le attività delle persone che ne sono affette. Nei casi più gravi può condurre al suicidio, che rappresenta la seconda causa di morte dei giovani tra i 15 e i 29 anni in tutto il mondo. Del resto, proprio nei giovani, 6 delle 10 cause di disabilità o morte prematura sono ascrivibili a disturbi mentali. I centri di ricerca e di cura dei frati Fatebenefratelli lavorano da anni su questo problema e la conferenza internazionale di Venezia sulla salute mentale dei giovani nel 2014, organizzata dall’Ordine Ospedaliero San Giovanni di Dio, ha segnalato l’esistenza di un forte ritardo nella diagnosi di disturbi come la depressione: «per questo abbiamo aderito con convinzione alla campagna Depression let’s talk dell’Organizzazione mondiale della sanità – spiega fra Marco Fabello, presidente dell’Irccs Fatebenefratelli di Brescia – riunendo il 7 aprile alcuni dei maggiori esperti internazionali di questa problematica, allo scopo di sensibilizzare i professionisti del mondo sanitario e dare modo a utenti e famiglie di raggiungere una maggiore consapevolezza, anche con l’obiettivo di facilitare il riconoscimento dei segnali di sofferenza e favorire un intervento più tempestivo ed efficace».

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Ottavo anniversario del sisma dell’Aquila

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 aprile 2017

fiaccolataL’Aquila la notte del 5 aprile fiaccolata di commemorazione. Dona a chi ami ali per volare, radici per tornare e motivi per rimanere”: con questa frase del Dalai Lama il Comune dell’Aquila vuole commemorare l’ottavo anniversario del sisma che nel 2009 devastò la città provocando 309 morti. La fiaccolata commemorativa, a cura dei Comitati dei famigliari delle vittime, partirà il 5 aprile alle 22:30 da via XX settembre (bivio della Stazione). Dopo una sosta alla Casa dello Studente attraverserà Corso Federico II per arrivare in piazza Duomo dove saranno letti i 309 nomi. Seguirà la messa celebrata da monsignor Petrocchi, Arcivescovo Metropolita dell’Aquila, e la veglia di preghiera aspettando le 3:32 del 6 aprile, scandite dai rintocchi della campana del Suffragio.Le fiaccole saranno distribuite alla partenza dai volontari della Protezione Civile.
L’Ama metterà a disposizione bus navetta gratuiti per il deflusso del corteo. Le navette partiranno dal terminal di Collemaggio raggiungibile da piazza Duomo attraverso il tunnel che rimarrà aperto. (fonte: http://www.abruzzo24ore.tv) (foto: fiaccolata)

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Straordinario Workshop di Carlo III

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 aprile 2017

bussana1bussana vecchiaBussana Vecchia, in provincia di Imperia, Il 7 maggio nel celebre borgo degli artisti ci sarà una straordinario Workshop di Carlo III dal titolo “Celebrazione del desiderio e della fiducia”. Carlo III, attore e docente di teatro, danza ed espressione, spiega l’evento: “Fra gli elementi presenti in natura, il fuoco è l’unico che gli esseri umani da millenni riescono a ricreare; tant’è che le fiamme sono evocative di archetipi sentimentali profondamente radicati nel nostro mondo interiore. Per imparare a nutrirci di quelle ineffabili energie sottili che vengono generate da questo elemento, evocative di legami fra il divino ed il terreno, bisogna aprirsi a se ed agli altri; immergendosi nelle proprie sinergie sensoriali per riemergere ogni volta rinnovati e maggiormente consapevoli.
Il percorso, seppur breve, sarà un’intreccio fra l’olistico, il teatrale ed il mistico. Non risolvendosi pienamente in nessuno di questi aspetti singoli, vuole esserne una sintesi superiore centrata sulla capacità di trascendere e sull’inter-relazionalità. Una cerimonia laica, umana, in cui celebrare la vita attaverso la capacità di mettersi in gioco nella fiducia reciproca, per continuare a desiderare…”. (by Christian Flammia) (foto: bussana vecchia)

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Meditazioni su testi di padre Antonio Maria Sicari

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 aprile 2017

Santa_Maria_della_VittoriaRoma lunedì 3 aprile 2017, ore 21.00 e 10 aprile 2017 (ingresso libero) Chiesa di Santa Maria della Vittoria via XX Settembre 17. secondo appuntamento de I Ritratti di Santi: tre letture, spunto di meditazione prima della Pasqua, dedicate alla santità e affidate alla voce di attori.La regista e attrice Claudia Koll legge la vita di Elisabetta Leseur (1866 – 1914), moglie innamorata di Dio e del marito non credente. La lettura sarà intervallata dalle musiche dei Giovani allievi della Civica Scuola delle Arti.
Nella terza lettura, lunedì 10 aprile, il regista e attore Giulio Base, legge la vita di Clemente Vismara (1897 – 1988), missionario nelle foreste della Birmania. La lettura sarà intervallata dalle musiche di Katia Catarci. Gli incontri si svolgono nella chiesa di Santa Maria della Vittoria e si basano sugli scritti di padre Antonio Maria Sicari, teologo carmelitano, autore di più di cento biografie dedicate ai Santi di ieri e di oggi e fondatore del MEC, Movimento Ecclesiale Carmelitano, che ha organizzato l’evento.

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Il presidente del Niger Issoufou a Sant’Egidio

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 aprile 2017

IssoufouMahamadou Issoufou, presidente della Repubblica del Niger, ha visitato sabato mattina la Comunità di Sant’Egidio con una delegazione del governo di Niamey. Ad accoglierlo il presidente Marco Impagliazzo, con alcuni responsabili della Comunità. Tra i temi trattati nel colloquio, la pace nella regione del Sahel, il dialogo interreligioso e la lotta alla povertà come mezzo efficace per prevenire l’emigrazione: aiutare lo sviluppo dell’Africa rappresenta infatti un investimento necessario per permettere a tanti giovani africani di lavorare per il futuro dei loro paesi. “Il tema delle migrazioni è una priorità per il Niger – ha dichiarato Marco Impagliazzo – perché questo Paese è al centro delle rotte utilizzate dai trafficanti di uomini. Il presidente Issoufou ha manifestato una profonda sensibilità a questo tema e, primo tra i capi di Stato africani, ha espresso parole di cordoglio per le tante vittime dei viaggi nel Sahara e nel Mediterraneo”. (foto: Issoufou)

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Bilancio: Giunta Capitolina approva Rendiconto di gestione 2016

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 aprile 2017

campidoglioRoma. La Giunta Capitolina ha approvato ieri il Rendiconto di gestione di Roma Capitale per l’anno 2016. Il provvedimento sarà ora sottoposto alla discussione dell’Assemblea Capitolina che dovrà approvarlo entro il termine di legge del 30 aprile 2017.
“Il Bilancio consuntivo del Campidoglio, il primo approvato dall’attuale amministrazione, restituisce la fotografia di un ente stabile che governa i suoi conti – dichiara l’assessore al Bilancio e Patrimonio di Roma Capitale, Andrea Mazzillo – ed è in grado di fronteggiare eventuali criticità. Mentre molti altri Comuni sono ancora alle prese con l’approvazione dei bilanci di previsione, noi licenziamo con largo anticipo il Rendiconto per confermare l’impegno a riportare legalità e certezza nella gestione finanziaria. Prima i municipi e poi l’Assemblea Capitolina avranno così il tempo necessario ad approfondirne tutti gli aspetti in piena trasparenza”.Il Rendiconto si chiude con un risultato di amministrazione di 4.604.713.002 euro e con un saldo di disponibile di -726 milioni di euro, ben al di sopra del massimo consentito dalla legge (-773 milioni, che rappresenta il residuo disavanzo del riaccertamento straordinario ereditato dalla passata gestione, a fronte del quale il Comune dovrà impegnare risorse pari a 28,4 milioni annui fino al 2045): questo margine consentirà di destinare maggiori risorse alla salvaguardia degli equilibri di bilancio in sede di assestamento. Non solo: nel saldo vengono ricompresi maggiori accantonamenti per far fronte alle garanzie prestate per i Punti verdi qualità (+70 milioni), alle riserve fatte valere nei confronti di Roma Metropolitane in sede di contenzioso (+77,4 milioni), alla crisi di liquidità certificata da Farmacap (+10,4 milioni).
Altro capitolo importante riguarda la conciliazione delle partite creditorie e debitorie tra Roma Capitale e gli organismi partecipati. Il disallineamento è calcolato in 412.827.277 euro, ridotto di oltre la metà rispetto ai circa 900 milioni di euro registrati nel Rendiconto 2015 approvato dal Commissario straordinario Francesco Paolo Tronca. Il risultato è frutto di un lavoro di pulizia delle partite contabili reciproche presenti nei bilanci del Campidoglio e delle sue società partecipate, agevolato anche dal recente riconoscimento di un rilevante ammontare di debiti fuori bilancio. L’attuale amministrazione proseguirà con costanti e puntali verifiche tale attività di raccordo, al fine di pervenire alla chiarezza dei saldi di bilancio.“Col Rendiconto di gestione viene dunque certificato l’avvio di un percorso di assestamento del gruppo Roma Capitale – continua Mazzillo – che non riguarderà solo la pulizia dei bilanci delle partecipate ma anche la loro futura riorganizzazione e il rinnovo dei contratti di servizio, con cui daremo maggiore coerenza e certezza ai reciproci rapporti finanziari. Con il provvedimento approvato ieri – conclude l’assessore – chiudiamo definitivamente i ‘conti’ con le gestioni precedenti, gettando le basi per un rilancio dell’amministrazione capitolina ispirato ai principi di legalità, equità, trasparenza e sostenibilità già contemplati nel Bilancio previsione 2017-2019”.

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Informazione e informati in crisi: Come difendersi e come attaccare

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 aprile 2017

internetL’informazione e’ sempre stata il motore principale delle azioni di chiunque, a 360 gradi coinvolge tutto il nostro quotidiano. In passato in modo particolare, e ancora oggi molto, e’ stata appannaggio dei potenti per dominare chiunque. La nascita delle religioni e degli imperi, per esempio, e’ frutto di chi deteneva questo potere. Che sia qualcosa di potente, e’ dimostrato che teorie concepite in totale potere dell’informazione da parte di pochi, quando si credeva che oltre le colonne d’Ercole ci fosse il vuoto, sono ancora oggi una delle principali spine della comunita’ mondiale.
Da alcuni decenni c’e’ stato un po’ di sconvolgimento, grazie all’introduzione di massa di Internet. Ed ora cominciano a riflettere e capire perche’, anno 2017, parliamo di crisi. Quello che sarebbe il ruolo portante dell’informazione, non sembra -in molti casi e per fortuna non tutti- sia assolto. L’informazione tendente al dominio dell’individuo -quella di oggi, ma per l’appunto “tendente” perche’ ancora molto non in essere- ha alcuni aspetti che sono problematici e distorcenti rispetto alle funzioni primarie che invece si credeva dovessero essere assolte. Problematicita’ che nasce proprio dal mezzo tecnico e dall’uso dello stesso. Stiamo parlando dei cookie, file di servizio che vengono inviati da un sito Internet all’utente che vi si collega, allo scopo di registrarne l’accesso e di rilevare altri dati, per favorire l’interattività (usati anche in modo illecito, ma qui stiamo parlando dell’uso lecito, che’ per quello illecito ci sono le norme che -in teoria- tutelano gia’ i naviganti). Quando in Rete ci colleghiamo a notizie o articoli o video, o facciamo degli acquisti o interloquiamo con qualcuno, grazie ai cookie (tranne nostro specifico rifiuto, non sempre accettato) entriamo in banche dati di profilazione che, ogni volta che navighiamo (ovunque), o nella nostra posta elettronica (se non abbiamo rinunciato in modo esplicito), ci informano su tutto quello che potrebbe potenzialmente interessarci perche’ abbiamo, per l’appunto, gia’ mostrato interessi specifici. Ecco quindi che se abbiamo letto qualcosa di costume o di politica o di una qualche scienza, ci vengono proposte cose simili o novita’ sulle stesse; se abbiamo comprato, per esempio, un libro di narrativa contemporanea, ecco che ci verranno offerti altrettanti libri. E cosi’ via per tutte le materie e argomenti. Ci creiamo cosi’ un nostro microcosmo con tutto quello che ci e’ piaciuto una volta, e che chi ci manda queste informazioni crede che ci debba piacere sempre. Chi ci manda queste informazioni non e’ un filantropo, ma un’azienda commerciale che fa business sui nostri potenziali interessi, sia per rivendere la pubblicita’ a cui si presume che siamo interessati, sia per rivendere veri e propri servizi e/o prodotti. Contesto in cui, se non si ha una precisa consapevolezza e capacita’ di resistere e di alternativa, ci convinciamo sempre piu’ della giustezza e della universalita’ delle nostre scelte (che cominciano a non essere piu’ tali, ma si trasformano in gusti). Se un essere senziente lo fai crescere in uno specifico ambiente, senza altri contatti se non con quello a cui e’ abituato e verso cui ha mostrato i primi interessi, va da se’ che il nostro essere si convince che quello e’ l’Ambiente, l’universo. E gia’ ci sono le prime degenerazioni umane: quelli che convinti che tutto il mondo gira intorno a se’, vengono presi da una sorta di delirio di onnipotenza e intolleranza nei confronti dei diversi da questo Ambiente con cui, piu’ o meno casualmente, possono capitare di interloquire.
Ecco che l’informazione a 360 gradi ci si ritorce contro. Non perche’ la “troppa” informazione ci fa male (come forse potrebbe arguire un novello dittatore che fa occhiolino al passato), ma perche’ qualunque cosa esista, se non ha una regola stabilita’ in modo democratico, lasciata a se stessa degenera e diventa strumento dei piu’ forti contro i piu’ deboli. E la regola, nel nostro caso, parte dalla consapevolezza di chi, che cosa e come; consapevolezza del dubbio e curiosita’ del non-conosciuto. Il preciso contrario di cio’ che ci accade se siamo circondati da cookie che raccolgono i nostri gusti e ci propongono in continuazione cose ad essi collegate.
Domanda: e’ questo che volevamo con l’informazione a 360 gradi? Non e’ che da sudditi di chi deteneva le leve dell’informazione siamo diventati sudditi di noi stessi… che vuol dire comunque sudditi? Dalla religione imposta da altri siamo passati alla nostra specifica religione, alimentata e imposta da noi stessi?
Va da se’ che, acquisita consapevolezza di questo pericolo di ghettizzazione, volendo continuare a sviluppare la nostra coscienza, il senso critico e di avventura, possiamo serenamente continuare a farci sommergere da offerte di ogni tipo, immagazzinando cookie e quant’altro sui nostri sistemi di collegamento alla Rete. Ma se abbiamo consapevolezza o dubbi anche dei nostri limiti, librarci liberi da queste informazioni in Rete sarebbe la cosa migliore. Nel contempo, dovremmo/potremmo diventare sentinelle per e nella nostra comunita’, dandoci subito regole e perorando le stesse si’ che tutte le comunita’ abbiano opportunita’ di consapevolezza. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Riapre l’Edicola del Santo Sepolcro a Gerusalemme

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 aprile 2017

edicola del santoGiusto in tempo per la Pasqua, turisti e pellegrini potranno ammirare di nuovo l’Edicola del Santo Sepolcro, che custodisce la tomba di Gesù, nella città vecchia di Gerusalemme. Dopo circa un anno di intensi lavori di restauro, l’intera struttura è stata consolidata per prevenire ed evitare danni dovuti a scosse di assestamento o violenti terremoti nella regione, come ad esempio l’ultimo che ha colpito la città nel 1927 e che l’aveva fortemente danneggiata. Il restauro è stato curato da un team specializzato della National Technical University di Atene.
l’Edicola, in marmo e calcare, è una struttura del XII secolo edificata su dei resti del IV secolo, posti al centro della Chiesa del Santo Sepolcro, a Gerusalemme. Il restauro del reliquiario ha richiesto particolari cure, dopo anni di esposizione ad agenti atmosferici come acqua e umidità nonché all’esposizione ai fumi delle candele. Per la prima volta dal 1857, le comunità ortodosse, armene e francescane hanno finalmente raggiunto un accordo per la detenzione della custodia della Basilica, essenziale per procedere con i lavori di restauro. Gli ultimi lavori di consolidamento della Anástasis, infatti, risalivano a quelli progettati dagli inglesi nel 1947, che non riuscirono a portarli a termine proprio per via del mancato accordo tra le tre comunità cristiane.
A ottobre 2016, il team di restauro è entrato nella cripta del santuario, la camera mortuaria di Cristo, e ritrovato una lastra di marmo che ricopriva il letto su cui era stato posto il corpo di Gesù. Hanno scoperto poi altre due lastre di marmo: una datata al periodo Crociato del XIV secolo, e un’altra più antica, in marmo grigio, che proteggeva il letto funerario. Il mortaio sulla lastra risale, invece, al IV secolo, quando fu costruita la Chiesa per ordine dell’imperatore romano Costantino.
Visitatori e pellegrini, per la prima volta, potranno ammirare anche la pietra nuda dell’antica cripta attraverso una finestrella che è stata creata nelle mura di marmo del reliquiario.”L’edicola del Santo Sepolcro, il cuore della cristianità, ora risplende dopo un restauro di mesi che ne riconsegna la bellezza alla cristianità tutta. Un’occasione unica per recarsi in Israele in vista soprattutto delle prossime festività pasquali, alla scoperta della Terra dove tutto ha avuto inizio. Gerusalemme sa sempre stupire con le sue proposte turistiche. Il turista potrà scoprire i tesori di questa città unica al mondo, sempre al centro di un percorso turistico in Israele. Gerusalemme è sempre più vicina all’Italia con oltre 65 voli diretti nel periodo estivo e può essere visitata anche per pochi giorni, come city break” ha dichiarato Avital Kotzer Adari, direttore dell’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo. (edicola del santo)

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Apnee ostruttive del sonno, pubblicate le linee guida Usa

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 aprile 2017

Sono state appena pubblicate sul Journal of Clinical Sleep Medicine le nuove linee guida di pratica clinica per la diagnosi di apnea ostruttiva del sonno (Osa) negli adulti, scritta dagli esperti dell’American Academy of Sleep Medicine (Aasm), primo autore Vishesh Kapur della University of Washington di Seattle. «Il documento, basato sulla revisione sistematica della letteratura, offre numerosi suggerimenti importanti per la diagnosi di apnea ostruttiva del sonno, una malattia cronica dalle conseguenze potenzialmente gravi che affligge milioni di persone solo negli Stati Uniti» esordisce Kapur, ricordando che le apnee del sonno non trattate aumentano il rischio di malattie tra cui l’ipertensione e le patologie cardiovascolari, e che per questo una diagnosi accurata è essenziale per prevenire il deterioramento dello stato di salute migliorando il riposo notturno.
«Le nuove linee guida sostituiscono e aggiornano le precedenti raccomandazioni e gli orientamenti clinici che erano stati pubblicati nel 2005 e nel 2007» riprende Kapur, sottolineando che sia la polisonnografia completa, sia l’esame cardiorespiratorio domiciliare restano le principali opzioni diagnostiche nei pazienti non complicati con sospette apnee del sonno. Un rischio elevato di apnea ostruttiva del sonno è indicato dalla presenza di eccessiva sonnolenza diurna e di almeno due dei seguenti criteri: marcato russamento abituale, presenza di apnee durante il sonno riferita dal partner e ipertensione nota. Tuttavia, il documento rileva che l’esame cardiorespiratorio domiciliare non è adeguatamente validato come esame diagnostico in alcune sottopopolazioni di pazienti con comorbilità. Pertanto, la polisonnografia resta il test più indicato per la diagnosi di apnea ostruttiva del sonno nei soggetti con malattie cardiorespiratorie, con patologie neuromuscolari e con sospetta ipoventilazione correlata al sonno. «Ma lo è anche nelle persone che usano cronicamente oppiacei, con insonnia grave o con storia pregressa di ictus» concludono gli esperti. (fonte: doctor33 J Clin Sleep Med. 2017. doi: 10.5664/jcsm.6506 http://www.aasmnet.org/jcsm/ViewAbstract.aspx?pid=30972 (fonte: doctor)

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Revisione Cochrane, farmacisti sanno prescrivere i farmaci come i medici

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 aprile 2017

Farmacista donnaIn vari Paesi (fin dal 2006, nel Regno Unito) è stata introdotta la possibilità di prescrivere farmaci da parte di figure professionali non mediche, quali infermieri e farmacisti. Obiettivo: favorire l’accesso ai farmaci, liberare tempo per i clinici e sfruttare al meglio le capacità del personale non medico. Sono già stati pubblicati molti studi di confronto sulla capacità dei “prescrittori indipendenti” rispetto ai camici bianchi, valutandone la capacità di iniziare, cambiare o sospendere un trattamento senza una stretta supervisione medica. Esce ora una revisione Cochrane di 46 studi di questo tipo – condotti nel setting delle cure primarie, in relazione alla gestione di malattie croniche – con l’arruolamento di infermieri in 26 casi e di farmacisti nei restanti 20. La maggior parte delle ricerche sono state condotte in Usa (25), seguite da Uk (6), Australia, Canada, Irlanda e Olanda. Quattro studi sono stati condotti in Paesi a basso reddito: Colombia, Sud-Africa, Uganda e Tailandia. Dall’analisi dei dati è emerso che gli outcome dei pazienti, dopo prescrizione operata da infermieri o farmacisti, erano simili a quelli successivi a prescrizione medica. Viene inoltre offerto qualche dettaglio su misure specifiche. In relazione all’ipertensione, i pazienti trattati con farmaci ricevuti da infermieri e farmacisti hanno fatto registrare livelli pressori inferiori rispetto ai soggetti in terapia con medici (-5,31 mmHg in 12 trial per un totale di 4.229 pazienti). Situazioni analoghe si sono registrate riguardo ai valori di colesterolemia-Ldl (-0,21 mmol/L in 7 trial, per un totale di 1.469 partecipanti) ed emoglobina glicata (-0,62%) in 6 trial, con 775 arruolati). L’adesione al trattamento, la soddisfazione del paziente e la qualità di vita correlata alla salute sono risultate simili nei soggetti in terapia con farmaci prescritti tanto da medici quanto da infermieri o farmacisti. Non sono state invece riscontrate sufficienti evidenze per affermare con certezza se i prescrittori indipendenti abbiano effettivamente usato meno risorse, fatto risparmiare tempo ai medici o ridotto la comparsa di effetti avversi. Secondo gli autori, la revisione offre sufficienti rassicurazioni sul fatto che i prescrittori indipendenti, appropriatamente sottoposti a training, possano prescrivere in modo altrettanto efficace quanto i medici nel caso di pazienti in condizioni a lungo termine. In particolare, si suggerisce che infermieri e farmacisti potrebbero essere un utile supporto nei centri per la gestione di patologie croniche, quali per esempio cliniche diabetologiche o per il trattamento dell’ipertensione. Peraltro, si rileva, non è noto se tale attività prescrittiva indipendente determini un risparmio complessivo di costi considerando anche il training necessario e la sua durata. Infine, si ricorda come, sotto il profilo metodologico, la disomogeneità delle misure utilizzate nei vari studi abbia reso non sempre possibile o agevole il loro diretto confronto. (by Arturo Zenorini – fonte Farmacista33 – Cochrane Database Syst Rev, 2016 Nov 22;11:CD011227. (foto: farmacista donna) https://www.ncbi.nlm.nih. gov/pubmed/27873322)

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The Trump presidency is in a hole

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 aprile 2017

trump presidencyDONALD TRUMP won the White House on the promise that government is easy. Unlike his Democratic opponent, whose career had been devoted to politics, Mr Trump stood as a businessman who could Get Things Done. Enough voters decided that boasting, mocking, lying and grabbing women were secondary. Some Trump fans even saw them as the credentials of an authentic, swamp-draining saviour. After 70 days in office, however, Mr Trump is stuck in the sand. A health-care bill promised as one of his “first acts” suffered a humiliating collapse in the—Republican-controlled—Congress (see Lexington). His repeated attempts to draft curbs on travel to America from some Muslim countries are being blocked by the courts. And suspicions that his campaign collaborated with Russia have cost him his national security adviser and look likely to dog his administration (see article). Voters are not impressed. No other president so early in his first term has suffered such low approval ratings.
It is tempting to feel relief that the Trump presidency is a mess. For those who doubt much of his agenda and worry about his lack of respect for institutions, perhaps the best hope is that he accomplishes little. That logic is beguiling, but wrong. After years of gridlock, Washington has work to do. The forthcoming summit with Xi Jinping, China’s president, shows how America is still the indispensable nation. A weak president can be dangerous—picture a trade war, a crisis in the Baltics or conflict on the Korean peninsula.Mr Trump is hardly the first tycoon to discover that business and politics work by different rules. If you fall out over a property deal, you can always find another sucker. In politics you cannot walk away so easily. Even if Mr Trump now despises the Republican factions that dared defy him over health care, Congress is the only place he can go to pass legislation.The nature of political power is different, too. As owner and CEO of his business, Mr Trump had absolute control. The constitution sets out to block would-be autocrats. Where Mr Trump has acted appropriately—as with his nomination of a principled, conservative jurist to fill a Supreme Court vacancy—he deserves to prevail. But when the courts question the legality of his travel order they are only doing their job. Likewise, the Republican failure to muster a majority over health-care reflects not just divisions between the party’s moderates and hardliners, but also the defects of a bill that, by the end, would have led to worse protection, or none, for tens of millions of Americans without saving taxpayers much money.Far from taking Washington by storm, America’s CEO is out of his depth. The art of political compromise is new to him. He blurs his own interests and the interests of the nation. The scrutiny of office grates. He chafes under the limitations of being the most powerful man in the world. You have only to follow his incontinent stream of tweets to grasp Mr Trump’s paranoia and vanity: the press lies about him; the election result fraudulently omitted millions of votes for him; the intelligence services are disloyal; his predecessor tapped his phones. It’s neither pretty nor presidential.
That the main victim of these slurs has so far been the tweeter-in-chief himself is testament to the strength of American democracy. But institutions can erode, and the country is wretchedly divided (see article). Unless Mr Trump changes course, the harm risks spreading. The next test will be the budget. If the Republican Party cannot pass a stop-gap measure, the government will start to shut down on April 29th. Recent jitters in the markets are a sign that investors are counting on Mr Trump and his party to pass legislation.More than anything, they are looking for tax reform and an infrastructure plan. There is vast scope to make fiscal policy more efficient and fairer (see article). American firms face high tax rates and have a disincentive to repatriate profits. Personal taxes are a labyrinth of privileges and loopholes, most of which benefit the well-off. Likewise, the country’s cramped airports and potholed highways are a drain on productivity. Sure enough, Mr Trump has let it be known that he now wants to tackle tax. And, in a bid to win support from Democrats, he may deal with infrastructure at the same time.
Yet the politics of tax reform are as treacherous as the politics of health care, and not only because they will generate ferocious lobbying. Most Republican plans are shockingly regressive, despite Mr Trump’s blue-collar base. To win even a modest reform, Mr Trump and his team will have to show a mastery of detail and coalition-building that has so far eluded them. If Mr Trump’s popularity falls further, the job of winning over fractious Republicans will only become harder.Were he frustrated in Congress, the president would surely fall back on areas where he has a free hand. He has already made full-throated use of executive orders and promises to harness the bureaucracy to force through his agenda. In theory he could deregulate parts of the economy, such as finance, where the hand of government is sometimes too heavy. Yet his executive orders so far have been crudely theatrical—as with this week’s repeal of Barack Obama’s environmental rules, which will not lead to the renaissance of mining jobs that he has disingenuously promised coal country (see article). It is the same with trade. Mr Trump could work through the World Trade Organisation to open markets. More probably, the economic nationalists on his team will have the upper hand. If so, America will take a bilateral approach, trade protection will grow and foreign policy will become more confrontational.The Americans who voted for Mr Trump either overlooked his bombast, or they saw in him a tycoon with the self-belief to transform Washington. Although this presidency is still young, that already seems an error of judgment. His policies, from health-care reform to immigration, have been poor—they do not even pass the narrow test that they benefit Trump voters. Most worrying for America and the world is how fast the businessman in the Oval Office is proving unfit for the job. (By The economist) (photo the trump presidency)

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Galenici dimagranti, c’è intesa su decreto che ridurrà sostanze vietate

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 aprile 2017

GalenicoGalenici dimagranti, c’è intesa su decreto che ridurrà sostanze vietate Sarà un decreto – che il ministero della Salute dovrebbe varare nel giro di un paio di settimane – a correggere il provvedimento del 22 dicembre che aveva vietato a medici e farmacisti di prescrivere e allestire preparazioni magistrali contenenti sertralina e altre 40 sostanze. È questo al centro dell’intesa raggiunta al tavolo sui galenici dimagranti aperto a gennaio tra ministero e rappresentanze di farmacisti, quali Fofi, Federfarma, Assofarm, Sifap, Utifar e Asfi, e dei medici, Fnomceo, con l’obiettivo di mettere ordine, dopo una serie di interventi ministeriali, alla materia, ulteriormente complicata dalle sentenze di inizio anno. Il nuovo provvedimento, condiviso al tavolo, dovrebbe raccogliere le richieste portate avanti da Federfarma e dalle altre sigle della professione, riducendo di fatto le sostanze oggetto di divieto di oltre la metà e con un’indicazione chiara che i paletti riguarderanno soltanto le preparazioni magistrali prescritte a scopo dimagrante.Tra le sostanze su cui verrà tolto il divieto, spiega Manuela Bandi, farmacista preparatrice esperta in galenica, presente al tavolo accanto ad Alfonso Misasi, segretario nazionale di Federfarma, voce del sindacato, «ci sono tutti i fitoterapici, fenilalanina, teobromina e 5-idrossitriptofano». Nel nuovo decreto sarà poi previsto «l’obbligo per il medico che prescrive una preparazione con finalità dimagranti di riportare sulla ricetta le motivazioni del suo utilizzo (per esempio l’assenza di un determinato dosaggio in commercio, e così via) e verrà ribadita la necessità di ottenere il consenso informato del paziente, di spiegare che si tratta dell’uso off label del principio attivo, nonché di indicare diagnosi e uso delle preparazioni. Questo per permettere alle istituzioni un monitoraggio sulla materia con l’individuazione in maniera univoca delle ricette». Dall’altra parte «da parte del ministero ci sarà una maggiore vigilanza anche attraverso ispezioni dei Nas, sulle farmacie, che comunque sono tenute a trasmettere mensilmente le ricette all’Asl di competenza». Il tavolo «ha segnato un punto importante: anche da parte del Ministero c’è stato un riconoscimento dell’utilità di un confronto con chi utilizza e vive nel quotidiano le esigenze dei pazienti e l’auspicio di continuare il confronto anche in futuro». (by Francesca Giani fonte Farmacista33)(foto: galenico)

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La politica del non fare favorisce i populismi

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 aprile 2017

Palazzo chigi1Qui è tutto maledettamente fermo. Bloccato il Governo, che fatica ad andare oltre la piacevole sensazione di compostezza, riservatezza e anti presenzialismo che genera il presidente del Consiglio. Addormentato il Parlamento, che neppure prova, a quattro mesi di distanza dalla disfatta dell’Italicum, a costruire uno straccio di legge elettorale. Paralizzata la politica, che attende di sapere se il Pd sarà ancora nelle mani di Renzi, e da questo sembra far discendere qualunque cosa. Stagnante l’economia, che si gioca con quella greca l’ultima posizione, la ventisettesima, nella classifica europea. Siamo solo alla fine del primo trimestre, ma già si capisce che il 2017 rischia di essere nello stesso tempo l’anno migliore e peggiore del decennio.Partiamo dall’economia, che alla fine è la cosa che più conta. L’Italia è imballata e non riesce a superare la crisi: dopo la crescita del pil, nel 2016, sotto l’1% (+0,9% per l’esattezza), quest’anno dovremmo superarlo (+1,1%), ma sarà comunque il punto più alto della curva, perché già nel 2018 rallenteremo. Confcommercio, per esempio, stima per l’anno prossimo lo 0,8% (contro una precedente ipotesi dell’1,2%) perché vede i consumi, che già ristagnano (+0,8% quest’anno), tornare a contrarsi (+0,7% nel 2018). Ma se a Confindustria chiedete la proiezione degli investimenti, troverete le stesse indicazioni sconfortanti. In sostanza, un po’ di effetto trascinamento dall’anno scorso mantiene la nostra economia intorno al punto percentuale di crescita, ma senza interventi radicali e in previsione di cambiamenti internazionali – la politica neo-protezionistica di Trump e, soprattutto, la fine della stagione della politica monetaria espansiva da parte della Bce – che certo non saranno dei tonici per noi, non è difficile immaginare che si torni allo “zero virgola”, con tutto quel che significa, sia in termini di vincoli più stringenti nelle politiche di bilancio che di ulteriore calo della fiducia da parte di imprese e famiglie. È, tutto questo, l’inevitabile conseguenza di una politica economica poco pensata, arrangiata, priva di un respiro strategico. Un surf, anche un po’ dilettantesco, sulla congiuntura, che te la fa subire proprio mentre ci vorrebbe la capacità di aggredirla e governarla.In questo quadro, occorrerebbe da parte del Governo e in generale della politica ben altro approccio dell’attuale “wait and see”. Parliamo dell’attendismo che lascia le banche italiane – e non solo il Montepaschi e le due venete – in un limbo che potrebbe rivelarsi l’anticamera di un inferno sistemico se non si dovessero battere le resistenze europee che rischiano di impedirci, per mancanza di attributi da parte nostra, di spendere i 20 miliardi che seppur tardivamente sono stati stanziati. Parliamo dell’attendismo che lascia marcire i problemi deflagranti – dall’Alitalia all’Ilva – e nasconde quelli latenti. Per non parlare delle decisioni drammaticamente sbagliate, come quella (che abbiamo già commentato) sui voucher. Insomma, ci riferiamo a tutto ciò che impedisce all’esecutivo di darsi un profilo che sia qualcosa di più del minor tasso di ansia collettiva che Gentiloni promana rispetto a Renzi. E non è sufficiente nemmeno la stabilità fine a se stessa, che se da un lato ha impedito di commettere il pur grave errore di correre alle urne per risarcire il danno subito dal Pd e dal suo leader in occasione del referendum, dall’altro finisce per far perdere tempo prezioso dopo che già tutto il 2016 se n’è andato dietro alle manie di grandezza (riforma costituzionale e legge elettorale) renziste.Guardate che diciamo queste cose a malincuore, visto che fin dall’inizio siamo stati molto favorevoli al governo Gentiloni. Tuttavia, di fronte all’empasse, non possiamo tacere. Se questo esecutivo è nato per evitare che il Paese rimanesse vittima del risultato del referendum e della sconsiderata voglia di rivincita di chi l’aveva perso, ora non può attardarsi ad aspettare i risultati delle primarie e del congresso del Pd, né tantomeno finire impantanato nelle guerre che tra scissione, scontro tra candidati alla segreteria e pratiche barocche per la ridefinizione della geografia interna, stanno trasformando quel partito in un caso di harakiri collettivo. Né può farsi inghiottire in queste sabbie mobili il Parlamento, cui spettava (spetta) come compito fondamentale quello di dare subito al Paese una normativa decente, e coerente, tra Camera e Senato, per poter votare. Domanda polemicamente il nostro amico Gianfranco Pasquino: il Pd alla Camera ha la maggioranza assoluta dei seggi, perché non avanza la proposta del Mattarellum? Noi non siamo convinti che sia quella la legge migliore, continuando a preferire, specie in questo bipolarismo bastardo che divide i populisti-sovranisti da coloro che, almeno sulla carta, non lo sono, uno schema alla tedesca. Ma capiamo, e approviamo, la provocazione di Pasquino: il Pd si assuma la responsabilità di prendere l’iniziativa. Si dirà: ma finché non si saprà in che mani finisce il Pd, come si fa a prendere un’iniziativa così importante? Per carità, è vero, ma non meno vero è che quella decisione spetta al Parlamento e che i parlamentari Democrat possono e devono avere una loro autonomia rispetto al partito. Tanto più su un tema così basilare per il buon funzionamento della democrazia.Vedete, questo impasto micidiale di inerzie, lentezze, indecisionismi, vacuità programmatiche e fragilità politiche, non solo impedisce di governare il Paese come la dimensione e profondità dei problemi richiederebbe, ma rappresenta il migliore terreno di coltura per far crescere elettoralmente l’albero storto del populismo. I sondaggi valgono quel che valgono, ma quando segnalano tendenze pericolose, dovrebbero scattare tutti i campanelli d’allarme possibili. Invece sembra prevalere un fatalismo narcotizzante. A cui, noi, testardamente, non vogliamo piegarci. (by Enrico Cisnetto direttore http://www.terzarepubblica.it/)

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Corso di laurea in Fisioterapia

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 aprile 2017

università foggia“Un risultato importante che rende giustizia” all’azione intrapresa per “ristabilire regole certe”. Questo il commento di AIFI, l’Associazione italiana fisioterapisti, alla lettera con cui il ministero dell’Universita’ di concerto col ministero della Salute ha intimato all’università di Foggia “di provvedere al piu’ presto al ritiro del provvedimento” che ha consentito l’accesso al terzo anno del corso di laurea in Fisioterapia a circa 200 studenti senza il bisogno di superare il test di ammissione e senza rispettare il numero programmato di iscrizioni definito per l’ateneo e a livello nazionale.
Nel ringraziare i ministeri, l’AIFI segnala pero’ le “numerose criticita’” che comunque riguardano le richieste di iscrizione al terzo anno da parte di massofisioterapisti, accolte dall’universita’ di Catanzaro, oppure le richieste di trasferimento da studenti del corso di Biologia a quello di Fisioterapia, accolte dall’universita’ di Palermo. La situazione, infatti, “sta diventano insostenibile” e ne e’ dimostrazione “il fatto che anche gli studenti e le loro rappresentanze stanno chiedendo con forza di prendere posizione per dare certezze al proprio futuro”, manifestando con una lettera le proprie preoccupazioni al ministero della Salute e a quello dell’Istruzione.
La richiesta di AIFI ai due dicasteri, dunque, e’ quella di inviare “quanto prima una nota di indirizzo a tutti gli atenei circa le reali possibilita’ di accettazione di domande di iscrizione e/o trasferimento verso i corsi di laurea in Fisioterapia, secondo quanto previsto dalle normative vigenti, al fine di porre rimedio a questioni che mettono a rischio il futuro di tanti giovani studenti che hanno seguito le regole, la qualita’ della fisioterapia futura e, soprattutto, la salute dei cittadini”.

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Ritorna il ponte sullo stretto

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 aprile 2017

ponte sullo stretto“Il Ponte sullo Stretto non può non essere una priorità strategica per il Paese. Per Alternativa popolare si tratta di un punto chiave del proprio programma. Le parole del ministro Franceschini guardano in faccia la realtà: il Ponte si deve fare, in linea anche con i propositi dell’ex premier Renzi. E a quanti sostengono che prima viene l’Alta velocità, rispondiamo che le due cose non sono affatto alternative, né l’una esclude l’altra. Come lo stesso Franceschini ha spiegato bene: l’Av deve arrivare in Sicilia e il Ponte è parte organica di questo progetto. In questi mesi se n’è discusso molto, noi stessi abbiamo depositato una proposta di legge, abbiamo presentato emendamenti nell’ultima legge di Bilancio. Ma ora si passi una volta per tutte ai fatti: si dia in maniera ufficiale alle due aziende dello Stato Ferrovie e Anas il compito di definire un aggiornato quadro economico oltre che tecnico per dare un segnale concreto. Basta con i continui stop and go”. E’ quanto dichiara il vicepresidente della Commissione trasporti della Camera dei deputati, Vincenzo Garofalo, di Ap.

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Alternanza scuola-lavoro, sempre più episodi di sfruttamento

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 aprile 2017

scuolaIl problema esiste e persiste soprattutto per i licei che, a parte quelli con indirizzi già definiti, non fanno riferimento a specifiche realtà lavorative professionali, mentre gli istituti tecnici e professionali, già specializzanti, riescono a creare dei rapporti più diretti con le imprese. In questi ultimi giorni sono emerse esperienze di ragazzi che non hanno nulla di formativo. In Sicilia, dei giovani hanno denunciato di essersi ritrovati a fare i camerieri, i gelatai e le maschere del cinema. Oppur di servire hamburger ai tavoli e allevare cozze. O ancora, di fare i commessi per una nota casa di moda, in attesa che questa selezioni lavoratori all’altezza della situazione. La studentessa di un alberghiero di Bari è finita a lavare i bagni e a fare volantinaggio, per dodici ore consecutive. Non si tratta di casi isolati. L’Unione degli Studenti sta elaborando un dossier da presentare dopo Pasqua all’Usr della Puglia. Per il giovane sindacato è fondamentale che si realizzi a livello nazionale. Anche la Ministra si è detta d’accordo.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): è fondamentale che si approvi da subito il decreto contenente il Regolamento sui diritti e doveri degli studenti impegnati in azienda. Senza quel regolamento-base nazionale, indicante le regole organizzative per svolgere gli stage presso gli enti accrediti dalla Camera di Commercio, gli studenti rimangono esposti ai fenomeni di mancata formazione e sfruttamento. Riteniamo anche importante rimettere mano al Testo Unico sulla sicurezza, il D.L. 81 del 2008, riguardante i piani predisposti dalle scuole organizzatrici e dalle aziende ospitanti gli allievi. Oltre a incentivare le aziende, operando assieme al Ministero del Lavoro.

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