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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Apnee ostruttive del sonno, pubblicate le linee guida Usa

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 aprile 2017

Sono state appena pubblicate sul Journal of Clinical Sleep Medicine le nuove linee guida di pratica clinica per la diagnosi di apnea ostruttiva del sonno (Osa) negli adulti, scritta dagli esperti dell’American Academy of Sleep Medicine (Aasm), primo autore Vishesh Kapur della University of Washington di Seattle. «Il documento, basato sulla revisione sistematica della letteratura, offre numerosi suggerimenti importanti per la diagnosi di apnea ostruttiva del sonno, una malattia cronica dalle conseguenze potenzialmente gravi che affligge milioni di persone solo negli Stati Uniti» esordisce Kapur, ricordando che le apnee del sonno non trattate aumentano il rischio di malattie tra cui l’ipertensione e le patologie cardiovascolari, e che per questo una diagnosi accurata è essenziale per prevenire il deterioramento dello stato di salute migliorando il riposo notturno.
«Le nuove linee guida sostituiscono e aggiornano le precedenti raccomandazioni e gli orientamenti clinici che erano stati pubblicati nel 2005 e nel 2007» riprende Kapur, sottolineando che sia la polisonnografia completa, sia l’esame cardiorespiratorio domiciliare restano le principali opzioni diagnostiche nei pazienti non complicati con sospette apnee del sonno. Un rischio elevato di apnea ostruttiva del sonno è indicato dalla presenza di eccessiva sonnolenza diurna e di almeno due dei seguenti criteri: marcato russamento abituale, presenza di apnee durante il sonno riferita dal partner e ipertensione nota. Tuttavia, il documento rileva che l’esame cardiorespiratorio domiciliare non è adeguatamente validato come esame diagnostico in alcune sottopopolazioni di pazienti con comorbilità. Pertanto, la polisonnografia resta il test più indicato per la diagnosi di apnea ostruttiva del sonno nei soggetti con malattie cardiorespiratorie, con patologie neuromuscolari e con sospetta ipoventilazione correlata al sonno. «Ma lo è anche nelle persone che usano cronicamente oppiacei, con insonnia grave o con storia pregressa di ictus» concludono gli esperti. (fonte: doctor33 J Clin Sleep Med. 2017. doi: 10.5664/jcsm.6506 http://www.aasmnet.org/jcsm/ViewAbstract.aspx?pid=30972 (fonte: doctor)

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