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BREXIT – BDO: sterlina debole, inflazione e IVA spine nel fianco della Gran Bretagna

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 aprile 2017

sterlinaLondra. Rallentamento dei consumi e inflazione galoppante sono i primi nodi che la Gran Bretagna in fase di transizione verso Brexit si trova a dover affrontare. Secondo BDO, network internazionale di revisione contabile e consulenza aziendale, infatti, l’impatto economico di una sterlina sempre più debole nei confronti dell’euro porterà più dolori che benefici.Il recente studio Manufacturing Outlook Q1 2017 di BDO rivela che la prima vera sfida per l’economia inglese si giocherà sul terreno dei salari e dei consumi. Il settore alimentare sarà quello che avrà un impatto maggiore sulle tasche dei consumatori inglesi: i costi di importazione, alla luce della debolezza della sterlina, faranno lievitare i costi retail del food&beverage tra il 5 e il 10%. Ci si aspetta che gli inglesi reagiscano a questo trend nella maniera più immediata, ovvero frenando il consumo di questi beni.
L’inflazione in aumento, a cui non sta corrispondendo un aumento dei salari, porterà quindi a un rallentamento dei consumi. La sterlina rimarrà debole, continuando a spronare l’export britannico ma anche il segmento del turismo. Per l’inflazione, in particolare, si stima un aumento del 2,8% nel corso del 2017. Bisognerà attendere il 2018, secondo BDO, perché l’inflazione faccia qualche passo indietro.
Il 2016 è stato un anno di crescita per la manifattura britannica, con un +0,7% fatto segnare dalla produzione industriale nazionale: un risultato oltre le aspettative. Negli ultimi mesi dell’anno scorso, le statistiche hanno mostrato un incremento in più della metà dei segmenti industriali, segno che il referendum su UE non ha causato danni irreparabili all’industria inglese. Gli indicatori di questo inizio d’anno fanno pensare che questi trend positivi siano stati trasportati anche nel 2017, con la sterlina debole che continua a gonfiare le vele dell’export britannico. Le aziende in Gran Bretagna pianificano investimenti e assunzioni per il prossimo futuro, segno che il manifatturiero inglese ha le capacità e le abilità per rispondere alle esigenze dei clienti a livello internazionale.Le previsioni di BDO per il primo trimestre del 2017 in UK sono tutte positive: sia il mercato domestico sia il mercato estero vengono stimati in crescita, così come la fiducia delle imprese, il livello occupazionale e gli investimenti. Esaminando i soli dati economici, i trend positivi dovrebbero continuare anche nel corso del secondo trimestre dell’anno, grande influenza sullo scenario generale la avranno i negoziati dopo l’attivazione dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona, prevista per il 29 marzo, che segnerà l’inizio della “Brexit” ufficiale, ovvero l’uscita ufficiale della Gran Bretagna dalla UE.Il report di BDO Business Trends ci dà un quadro preciso della situazione inglese in piena Brexit di questi primi mesi del 2017. Salvo l’indice relativo all’occupazione, rimasto stabile rispetto al mese precedente al valore di 101,9, tutti gli altri indici registrano in febbraio un calo rispetto al mese precedente. L’indice sull’occupazione rimane ai livelli più alti registrati dal maggio 2016, con un tasso di occupazione che rimane al livello record di 74,6% e un tasso di disoccupazione di solo il 4,8%. A ciò non corrisponde, tuttavia, un adeguato incremento della media dei redditi dei lavoratori. Si prevede un possibile indebolimento del mercato del lavoro nei prossimi mesi, a causa del clima di incertezza generale, che potrebbe portare a un ritardo nei processi di assunzione. “I rapidi cambiamenti dal punto di vista tecnologico e regolatorio, la crescita di movimenti politici populisti, un rapporto incerto con i Paesi UE e le opportunità nascenti di accordi commerciali in tutto il globo stanno facendo sì che i confini che una volta davano forma al modo di fare business del manifatturiero inglese stiano cambiando o scomparendo – prosegue Del Bianco di BDO Italia. – I risultati di questo Q1, tuttavia, mostrano quanto l’industria britannica si stia rivelando resiliente a tutti questi cambiamenti in atto.” Nel mese di febbraio, l’output index ha subito un leggero calo rispetto al mese precedente, passando dal 97,5 di gennaio al 97,2 di febbraio…[…]

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