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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 307

La sfida pungente della Borragine

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 aprile 2017

borragineLa Borragine (Borago officinalis), pianta nota perché comune spontaneamente nelle nostre campagne proprio in questo periodo, è usata anche dal punto di vista alimentare, per insalate, ravioli, zuppe, fritture, ecc. Particolare non trascurabile: i suoi fiori splendidi alla vista. Pianta di suo uso tradizionale un tempo in ambito erboristico per tisane depurative, indicate anche in soggetti con disturbi della digestione, del fegato, della pelle, nonché dell’apparato respiratorio (Asadi-Samani, 2014), è poi fondamentalmente uscita dal mercato dei prodotti salutistici per la presenza, seppure in modeste quantità, di alcaloidi pirrolizidinici (AP). Tuttavia, oltre l’uso dell’olio dei semi, da sempre ammesso, la lista Belfrit prevede anche la possibilità dell’uso dei fiori, proprio quelli ricchi in pigmenti, sostanze potenzialmente anche molto utili. L’ unica clausola restrittiva che i preparati non contengano AP superiori a 1 microg/Kg.
Ebbene il possibile riscatto dell’umile quanto pungete Borragine viene anche dalla letteratura, che, proprio di recente, ci offre alcuni interessanti lavori clinici e di base. In uno RCT condotto in doppio cieco contro con placebo (Majid, 2016) su pazienti affetti da asma moderato un estratto di B. officinalis (5 ml tre volte al giorno) ottenuto con estrazione idroalcolica di fiori e foglie ha mostrato un miglioramento della sintomatologia clinica (tosse, dispnea, dispnea) con riduzione della iper-reattività bronchiale. Studio interessante, benché limitato dalla brevità del trattamento e dalla assenza di informazioni sulla quantità di AP nel prodotto. La risposta e il meccanismo d’azione sul TNF sono tuttavia stimolanti. Un lavoro proiettato nel futuro (Singh, 2016) vede già un estratto di foglie di Borragine in forma di nanoparticelle di argento, che sperimentalmente si sono dimostrate attive in vitro contro linee cellulari di tumore polmonare A549 e di tumore del collo dell’utero HeLa. Inoltre ricercatori spagnoli (Lozano-Baena 2016), dopo aver escluso la genotossicità del’uso alimentare alle dosi abituali della pianta, apportano studi in vitro sull’attività antigenotossica relativa in particolare ai composti fenolici di cui la pianta è ricca. Gli AA la segnalano come pianta tipica del bacino mediterraneo che per questo offre grandi opportunità al mercato agroalimentare e nutraceutico, anche nell’ambito della chemioprevenzione.Ferma restando la possibilità d’uso alimentare e i suddetti limiti regolatori per i prodotti salutistici, la sfida della Borragine è appena cominciata. E già raccolta. (foto: borragine) (By Fabio Firenzuoli – fonte: Fitoterapia33)

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