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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 229

Archive for 13 aprile 2017

Christie’s: Photographs, London

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 aprile 2017

Erwin BlumenfeldLondon. Christie’s Photographs auction on 18 May 2017 will showcase the broad spectrum of those practising in the medium from icons of 20th century photography such as Richard Avedon, Guy Bourdin and Erwin Blumenfeld, to the fashion photographers Steven Meisel and Patrick Demarchelier as well as contemporary artists Richard Mosse, Taryn Simon and Julie Cockburn. Highlights include Helmut Newton’s Private Property Suites I, II and III, the complete set from his personal collection, that capture familiar faces from the worlds of art and fashion – Andy Warhol and David Hockney and the models Charlotte Rampling and Raquel Welch (1984, estimate: £200,000-300,000). A contact sheet by Brian Duffy documents David Bowie evolving into the character Aladdin Sane for the album of the same title (1973, estimate: £10,000-15,000) while Miles Davis is immortalised by Irving Penn as he makes the note C with his hand (1986, estimate: £70,000-90,000). A group of works by the Japanese contemporary artist Nobuyoshi Araki is presented alongside the unmistakable vision of William Eggleston seen in Untitled, (1971-2012, estimate: £80,000-120,000) and to coincide with the retrospective at Tate Britain the sale offers photographs by David Hockney. Prices in the auction range from £2,000 to £200,000, providing opportunities for collectors at every level. The works will be on view in London from 13 to 17 May 2017. (photo: Erwin Blumenfeld)

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Derivati senza controlli

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 aprile 2017

Basilea. basileaLa Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea ha recentemente pubblicato due studi sui mercati dei derivati otc in cui evidenzia che il loro valore nozionale è salito in sei mesi, dal dicembre 2015 al giugno 2016, da 493 a 544 trilioni di dollari. E’ un’impennata significativa che interrompe la tendenza decrescente iniziata nel 2013, quando la montagna dei derivati aveva raggiunto la vetta di 710 trilioni!
Il dato più preoccupante è quello relativo al cosiddetto “gross market value” degli otc che nel periodo indicato è letteralmente esploso, passando da 14,5 a 20,7 trilioni di dollari. Questo valore sta ad indicare il costo per rimpiazzare al prezzo di mercato tutti i contratti aperti. Tale aumento riflette la grande tensione in certi settori, soprattutto quello dei cambi monetari dove i derivati relativi alla sterlina e allo yen sono più che raddoppiati a seguito delle significative oscillazioni delle due valute. Nei citati sei mesi lo yen si è apprezzato del 15% rispetto al dollaro, mentre la sterlina ha perso il 10%. Sono segnali di grande instabilità.
La crescita dei mercati dei derivati va di nuovo di pari passo con la loro opacità. E’ l’effetto visibile e misurabile del progressivo svuotamento delle regole per contenere i fenomeni speculativi, in vigore durante l’Amministrazione Obama..
In merito, anche Aitan Goelman, ex presidente della Commodity Futures Trading Commission (CFTC), l’agenzia americana che dovrebbe regolare le operazioni in derivati finanziari, ha dichiarato che vi sarebbe una “massiccia quantità di comportamenti irregolari” nel mercato dei futures, delle options e degli swaps, i vari nomi con cui si distinguono i derivati, troppo spesso speculativi.
Negli Usa ogni giorno vengono registrati circa 325 milioni di operazioni in derivati finanziari, di cui non poche sono truffaldine. Infatti, le manipolazioni spesso comportano l’uso di insider trading, di finanziamenti senza copertura, di capitali non propri, di piramidi finanziarie e di ordini fatti senza l’intenzione di portarli a termine. Secondo Goelman la CFTC è a conoscenza di molte frodi ma non riesce a combatterle efficacemente per mancanza di mezzi e di fondi. Ha un budget annuale di 250 milioni di dollari di cui soltanto il 20% per la lotta alle frodi. Di conseguenza almeno due terzi dei casi sospetti non vengono neanche indagati.
Una storia “molto italiana”. Nel nostro Paese le lungaggini della giustizia generano innumerevoli prescrizioni che creano impunità e sfiducia diffusa.
Anche in Europa le operazioni in derivati da parte delle banche sono state troppo consentite. La Bce è stata molto tollerante verso le banche, soprattutto verso la Deutsche Bank che negli anni è incredibilmente diventata leader mondiale nei mercati otc.
Per ben due volte, nel 2014 e nel 2016, la Bce avrebbe omesso di valutare il rischio dei derivati cosiddetti “Livello 3”. Questi titoli non hanno un prezzo affidabile in quanto vengono trattati fuori dai mercati regolamentati. Per esempio, a fine 2015 alla banca tedesca sarebbe stato permesso di iscrivere a bilancio tali titoli per un valore di ben 31 miliardi di euro.
La Bce non sarebbe stata in grado di dare una credibile valutazione dei titoli in questione per mancanza delle necessarie competenze e degli indispensabili sofisticati software. Cosa che, guarda caso, avrebbero soltanto gli stessi inventori dei derivati otc: le grandi banche come la Goldman Sachs. Non si può pretendere da loro una corretta valutazione. Sarebbe come affidare ai lupi la protezione del gregge!
In Europa il permissivismo verso i derivati riflette, purtroppo, anche la decisione delle banche di non far fluire la liquidità verso l’economia reale e l’imprenditoria produttiva. I dati parlano chiaro. Secondo uno studio dell’agenzia Bloomberg, le banche europee hanno depositato circa 1,16 trilioni di dollari presso la Bce, anche senza ricevere alcun interesse. Spesso sono soldi ricevuti dalla stessa Bce che acquista titoli di stato dei Paesi europei ed altri titoli in possesso delle stesse banche.
Nonostante la Bce abbia immesso nel sistema finanziario europeo 1,8 trilioni di dollari, i finanziamenti da parte delle banche verso l’economia, nel periodo del Qe sono aumentati di appena 175 miliardi, restando comunque ben al di sotto del livello del 2012.
Sembra di raccontare una storia vecchia e ripetuta. Essendoci ancora il rischio di nuove crisi sistemiche, meglio non tacere, per non trovarsi ancora una volta impreparati.” (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Terremoto negli aeroporti calabresi

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 aprile 2017

lamezia aeroportoIn queste ore un terremoto sta investendo la Sacal, con l’arresto dei suoi massimi esponenti, Presidente, Direttore generale e Dirigente dell’Ufficio Legale, con le accuse di peculato, corruzione, abuso di ufficio e altro, oltre alla sospensione dai pubblici uffici di altre 12 persone. Attendiamo che il lavoro della magistratura faccia il suo corso, ma se le accuse fossero confermate si avvalorerebbero le posizioni che USB ha da sempre denunciato, non ultimo quando due anni fa, nell’agosto 2015 avevamo richiamato l’attenzione su quanto stava accadendo in SACAL con una dirigenza che, benché indagata e, a nostro avviso assolutamente delegittimata, oltre che incapace, ha continuato imperterrita ad operare scelte con gravi ripercussioni sulla società stessa e sulla pelle dei lavoratori.
La Procura della Repubblica di Lamezia Terme con una nota spiega di aver proceduto all’arresto dei vertici Sacal in seguito alle indagini che hanno consentito di accertare la perpetrazione dei gravi atti fra cui il peculato concretizzatesi attraverso viaggi e pranzi e soggiorni a scopi personali, con indebita imputazione dei costi, spesso assai elevati al bilancio della Società a partecipazione Pubblica. Sono emersi anche episodi illeciti su consulenze ” Fantasma” per decine di migliaia di euro e artefatte selezioni di personale per incarichi interni vari- tutti lautamente retribuiti con soldi pubblici- affidati a soggetti che in generale, sono risultati in possesso di requisiti inferiori rispetto agli altri concorrenti illegittimamente esclusi, ricorrendo ad atti falsi. Secondo quanto dichiarato dalla Procura in tutta questa vicenda si evince “una gestione clientelare del mercato del lavoro in Calabria, con il consenso e la connivenza di esponenti della politica locale”.Una responsabilità politica precisa ce l’hanno le istituzioni regionali e locali che, a dispetto delle nostre denunce delle nostre azioni di lotta e dei nostri ripetuti scontri con i vertici dell’azienda, hanno sostenuto questa dirigenza permettendole di perpetrare lo scempio dello smembramento di Sacal (con la creazione di Sacal e Sacal GH), con pesanti conseguenze per i lavoratori.Analoga responsabilità politica, a nostro avviso, è di quelle organizzazioni sindacali complici che, anziché vigilare e tutelare i lavoratori, hanno di fatto consentito queste operazioni, fungendo da “pompieri”, coprendole attraverso dichiarazioni che ostentavano sicurezza, positività e approvazione al progetto, e permettendo anche la privatizzazione di diversi settori e la gestione totale dei 3 aeroporti calabresi. In particolare appaiono vergognose le dichiarazioni della Filt Cgil che oggi condanna quanto accaduto, ma che in tutta questa vicenda si è schierata a favore dell’azienda permettendo anche atti unilaterali contro chi ha provato a fermare quanto stava accadendo.
USB chiede alla Regione Calabria l’apertura immediata di un tavolo di crisi e alle istituzioni la massima celerità nel mettere in atto tutte le operazioni necessarie per tutelare i lavoratori e per garantire il prosieguo delle attività della SACAL negli aeroporti calabresi.

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“In Italia il Terzo Settore è strategico”

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 aprile 2017

maria teresa bellucciE’ forte delle circa 300 mila organizzazioni, 850 mila operatori, 5 milioni di volontari e 30 milioni di cittadini che fruiscono dei servizi sussidiari per un valore complessivo di 50 miliardi di euro. Un vero e proprio asset della Nazione che temiamo vada incontro a una privatizzazione di fatto del sociale».Lo dichiara Maria Teresa Bellucci, Presidente Nazionale del Modavi Onlus, intervenuta questa mattina in audizione nella Commissione Affari Sociali della Camera sulla riforma del Terzo Settore. «Pertanto – continua Bellucci – riteniamo più che giusto che il Governo si stia interessando di come sostenere il Terzo Settore, con finalità indiscutibilmente nobili, visto che quando parliamo di questo ambito entra in gioco il welfare, materia che ha un ruolo chiave per il benessere dei cittadini e la stabilità dell’Italia. D’altro canto non possiamo non rilevare che è singolare affidare per legge, a un ente di diritto privato, la Fondazione Italia Sociale, lo sviluppo di interventi innovativi da parte del Terzo Settore, dotandola al contempo di un finanziamento pubblico di base di un milione di euro e di organismi decisionali, all’interno dei quali, il mondo del non profit subisce una carenza di rappresentatività strutturale. Un solo membro sui dieci previsti nel comitato di gestione che andrà a decidere di questioni anche e soprattutto economico finanziarie. Avremmo preferito, viste anche le recenti inchieste giudiziarie che purtroppo minano la credibilità e l’etica dei tanti che operano nel sociale con onestà, sacrifici e comportamenti etici, che il Governo avesse proposto una Authority pubblica, cui affidare con maggiore trasparenza il delicato ruolo che si va configurando per la Fondazione, ma ormai il percorso è in dirittura di arrivo e non possiamo che premere affinchè qualche stortura macroscopica sia raddrizzata e alcune questioni affrontate. Tra queste – conclude Bellucci – la maggiore presenza di enti del Terzo Settore nel Comitato di gestione, la modalità elettiva dei membri degli organi direttivi, la previsione di modalità di gestione dei fondi di tipo pubblicistico, la sede della Fondazione che a nostro parere non può essere Milano, ma Roma, sia per una questione di rappresentatività che per una di operatività, dato che ad oggi è la questione del Mezzogiorno ad essere, ancora una volta, tra le emergenze più pressanti in ambito sociale e di governo». (foto: maria teresa bellucci)

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Sanità Lazio: Il problema delle liste di attesa

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 aprile 2017

Roma.Ospedale_SantAndrea Buone intenzioni da parte del Presidente della Regione Lazio Zingaretti che tenta di mettere mano su uno dei più annosi problemi della sanità italiana in genere, laziale nello specifico: le liste di attesa.E’ stato presentato il nuovo piano regionale per la gestione di queste ultime, il decreto cambia radicalmente il canale di accesso al sistema che non sarà più unico, saranno infatti due gli accessi: il primo contatto avverrà con il medico di base e sarà quest’ultimo o il medico a cui ci si è rivolti a prenotare la prestazione necessaria e ad assegnare al paziente luogo e data del controllo mediante un software che comunica con il Recup regionale.Rimane comunque un contesto di commissariamento per la sanità laziale ed un magro risultato che andrà innanzitutto monitorato nel tempo per vedere se funziona, ottenuto solamente grazie ad un “patto con i sindacati”e si dà una maggiore centralità al medico di base che rischiava di scomparire, anche perché più di un certificato di malattia e di una ricetta, ora invece potrà anche prenotare le prestazioni. Con questa modalità, non si risolverà il problema delle liste di attesa perché rimarrà la violazione delle stesse a causa dell’assenza di posti letto: se alle 9 del mattino, come avviene, i pazienti vengono dimessi, alle 9:30 quei posti letto saranno già occupati. Quindi come potrà un software risolvere questo tipo di problema che è il vero nodo delle liste di attesa, ovvero la carenza di posti letto?

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Ferdinando Scianna in conversazione con Walter Guadagnini

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 aprile 2017

Silvio BerlusconiTorino giovedì 13 aprile alle ore 19.00 nella sala Gymnasium del Centro di Via delle Rosine 18 del Centro Italiano per la Fotografia il fotografo di fama mondiale Ferdinando Scianna dialogherà con il direttore Walter Guadagnini in un incontro aperto al pubblico.
Fotografo tra i venti in esposizione a CAMERA per la mostra L’Italia di Magnum. Da Henri Cartier-Bresson a Paolo Pellegrin che, con oltre duecento immagini, racconta la cronaca, la storia e il costume del nostro paese negli ultimi 70 anni, Ferdinando Scianna è una pietra miliare della fotografia internazionale. Primo fotografo italiano a far parte dell’agenzia Magnum, Scianna ha iniziato la sua carriera fotografica da Palermo e gli scatti alla sua gente, passando per Milano e la collaborazione con L’Europeo, per continuare con la politica a Le Monde Diplomatique e la letteratura a La Quinzaine Littéraire. Si affaccia anche al mondo della moda e firma gli scatti alla top model Marpessa, per concentrarsi poi sui ritratti, come quello famoso dello scrittore Jorge Luis Borges, e ritornare, infine, alla sua Sicilia e agli scatti della gente di Bagheria.
Leonardo Sciascia che ha lavorato con Scianna per il volume Feste religiose in Sicilia lo descrive così: “È il suo fotografare, quasi una rapida, fulminea organizzazione della realtà, una catalizzazione della realtà oggettiva in realtà fotografica: quasi che tutto quello su cui il suo occhio si posa e il suo obiettivo si leva obbedisce proprio in quel momento, né prima né dopo, per istantaneo magnetismo, al suo sentimento, alla sua volontà e – in definitiva – al suo stile”.
L’incontro con Ferdinando Scianna si inserisce nel calendario degli appuntamenti “I giovedì in CAMERA” organizzati con l’obiettivo di aprire le porte del Centro al racconto, al dibattito, allo scambio intorno al variegato mondo della fotografia per offrire al pubblico l’occasione di scoprire nuovi orizzonti, incontrare personalità di spicco del settore e conoscere le sfaccettature della fotografia italiana ed internazionale, di ieri e di oggi. Il programma è realizzato con il supporto di Lavazza e Camera di Commercio di Torino.Ingresso incontro > 3 euro. Ingresso incontro + mostra > 10 intero, 6 euro ridotto. È richiesta la prenotazione. (foto: Silvio Berlusconi)

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Laboratorio di giardinaggio “Profumo di glicine”

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 aprile 2017

villa della pergola1villa della pergola2Alassio villa della pergola. Tutte le sfumature di viola, rosa, bianco e blu dei glicini, il fascino vittoriano senza tempo e la vista mozzafiato sul mare: uno scenario di incredibile bellezza che accoglie ad Aprile i visitatori.
Con i suoi 22.000 mq il parco è uno dei gioielli della Riviera ligure da scoprire tutti i weekend (fino alla fine di ottobre) con le visite guidate su prenotazione con inizio alle ore 9.30-11.30-15.00-17.00.
Meta ideale per una gita fuoriporta di primavera, il parco è aperto alle visite nel weekend di Pasqua, il lunedì di Pasquetta, il 24 e 25 aprile. Una no-stop tra i fiori e i colori della Riviera!
Accompagnati da guide esperte, sarà possibile passeggiare tra la vegetazione mediterranea e la flora esotica per scoprire la storia del parco e le sue collezioni, a partire dalle 28 varietà di glicine che hanno reso famoso il parco in fiore fino alla fine di maggio, quando sarà la volta della fioritura degli agapanti: 400 varietà, una chicca del parco e una collezione unica in Europa.
Per grandi e piccoli appuntamento con “Una domenica in giardino”: domenica 23 aprile è in programma“Profumo di glicine!” il laboratorio di giardinaggio per scoprire le varietà di Glicine coltivate a Villa della Pergola e il loro profumo. Guidati dall’inebriante profumo si scoprirà la storia di questa pianta, si impareranno alcuni segreti per coltivarla con successo e si affronterà un progetto utilizzando i suoi fiori.
I visitatori dei Giardini potranno anche fermarsi a pranzo o a cena al nuovo ristorante NOVE diretto dallo chef Giorgio Servetto. (foto: villa della pergola)

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Un progetto di AI WEIWEI per Palermo

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 aprile 2017

aiPalermo 23 aprile – 20 giugno 2017 Orari : da martedì a domenica dalle ore 9.30 alle ore 18.30.(Ultimo ingresso ore 18. Chiuso il lunedì) Zac – Zisa Arti Contemporanee Cantieri Culturali alla Zisa ospiterà la XXXII Assemblea generale di Amnesty International Italia, il massimo momento deliberativo dell’Organizzazione per la tutela dei diritti umani, che ha scelto quest’anno la Sicilia, approdo mediterraneo, sede d’incontro e di scambio tra popolazioni, lingue e culture millenarie diverse, per la cornice dei propri messaggi in favore dei diritti umani.
I lavori assembleari tradizionalmente a porte chiuse saranno preceduti da “Diritti in Cantiere”, una ricca serie di iniziative culturali ed educative che si svolgeranno a partire dal 21 aprile presso i Cantieri Culturali alla Zisa e vedranno le centinaia di soci delegati di Amnesty International provenienti da tutte le regioni italiane unirsi alla cittadinanza per partecipare a incontri, dibattiti, formazioni, concerti, proiezioni di film sui temi dell’accoglienza e della migrazione.
Odyssey nasce da un progetto di ricerca sui rifugiati e sui campi profughi nel mondo, avviato nel 2015 dal grande artista cinese che vive e lavora tra Berlino e Pechino. Il progetto è promosso da Amnesty International Italia nell’ambito della XXXII Assemblea generale di Amnesty International Italia e dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo. L’organizzazione è di ruber.contemporanea, in collaborazione con Accademia di Belle Arti di Palermo dICODA Dipartimento di Comunicazione e didattica dell’Arte.
Il progetto Odyssey, è il risultato di un’indagine attenta che, partendo dallo studio dei primi spostamenti di massa degli esseri umani che risalgono al Vecchio Testamento, analizza la cornice storica, politica e sociale in cui la “crisi dei rifugiati” – che rappresenta il focus della sua ricerca – si sviluppa.
Palermo-Panorama-bjs-2Un progetto di ricerca che ha radici profonde come spiega lo stesso artista: «Ho pensato alla mia esperienza come rifugiato. Quando sono nato, mio padre, Ai Qing, è stato denunciato come nemico del partito e del popolo. Siamo stati mandati in un campo di lavoro in una regione remota lontano da casa […] È un’esperienza terribile essere considerato straniero nel tuo paese, nemico della tua gente e delle cose che più mio padre amava» ( Laundromat, Jeffrey Deitch, New York, 2016). Il suo interesse per lo studio di questo tema nasce già nel 2011, quando Ai Weiwei viene arrestato, ma può concretizzarsi solo nel 2015 quando gli viene restituito il passaporto e la possibilità di viaggiare fuori dalla Cina per visitare i campi profughi di diversi paesi, tra cui Grecia, Turchia, Libano, Giordania, Israele, Gaza, Kenya, Afghanistan, Iraq, Pakistan, Bangladesh, Messico. Nel 2016 gira un documentario sulla situazione mondiale dei rifugiati.
Ai Weiwei, da sempre impegnato tra attivismo politico e ricerca artistica, è forse l’artista cinese oggi più famoso nel mondo e nel 2015 è stato nominato Ambasciatore della Coscienza di Amnesty International. Ha realizzato per Palermo un’istallazione di straordinaria forza realizzata attraverso una lunga ricerca iconografica alimentata da immagini tratte dai social media e dal materiale da lui raccolto nel corso dei suoi viaggi e durante le visite nei campi profughi, organizzato secondo stilemi che si ispirano agli elementi grafici e compositivi delle antiche civiltà. L’installazione Odyssey traduce in una grafica allo stesso tempo terribile – per la forza contenuti – e accattivante – per la pulizia della forma – , attraverso sei diversi motivi decorativi, le immagini raccolte in questi anni di ricerca. (foto: ai)

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Urbanizzazione e salute

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 aprile 2017

clima nel mondo1Provate a immaginare. Nel 10.000 a.C. la Terra ospita circa 1 milione di individui che diventano, ai tempi dell’Impero Romano, tra il 300 ed il 400 d.C., più o meno 150 milioni. Tra guerre, catastrofi naturali e pestilenze, si deve arrivare alle soglie del secondo millennio per raddoppiare la popolazione mondiale. Dicono gli studiosi che, intorno all’anno Mille, siamo circa 310 milioni sul pianeta. Durante la rivoluzione industriale, a partire dal XVIII secolo, i progressi della medicina e l’aumento della qualità della vita nei paesi sviluppati portano alla cosiddetta rivoluzione demografica; il tasso di mortalità scende vertiginosamente e cresce il tasso di natalità, portando al raddoppio della popolazione mondiale in solo due secoli: dagli 800 milioni del 1750 al miliardo e 650 milioni del 1900. Poi, in solo 75 anni, la popolazione mondiale triplica, raggiungendo i 4 miliardi di individui nel 1975 e anche l’apice del tasso di crescita che da allora rallenta. Ma non così tanto, visto che gli attuali 7,3 miliardi di cittadini del mondo saranno 8,5 miliardi entro il 2030, 9,7 miliardi nel 2050 e 11,2 miliardi nel 2100, come stima la revisione 2015 del rapporto World Population Prospects delle Nazioni Unite.Fenomeno parallelo alla tumultuosa crescita demografica degli ultimi decenni è il sempre più spinto inurbamento, ossia la fuga dalle campagne verso le città, e la conseguente urbanizzazione dei territori, che ha portato i ricercatori delle Università di Yale, dell’Arizona State, della Texas A&M e di Stanford, a calcolare che entro il 2030 le aree urbane si espanderanno di circa 1,5 milioni di chilometri quadrati, pari all’incirca alla superficie della Mongolia, o se si preferisce di Francia, Germania e Spagna messe assieme, per accogliere 1,47 miliardi di persone neo-inurbate.
Non solo. Se oggi vivono nel mondo 415 milioni di persone con diabete – due terzi delle quali risiedono nelle città – e l’International Diabetes Federation (IDF) stima un aumento del 50%, sino a 642 milioni tra 25 anni, e se negli ultimi 40 anni l’obesità è cresciuta del 600 per cento, dai 105 milioni di obesi nel 1975 ai 640 milioni di oggi, non va dimenticato il progressivo invecchiamento della popolazione. Le stime indicano, infatti, come la percentuale di persone sopra i 65 anni potrebbe raddoppiare da qui al 2050, dall’8 al 16 per cento della popolazione mondiale. “Sono semplici dati che sottolineano come uno dei fattori che gli amministratori di una città, oggi, devono affrontare sia il tema dei determinati della salute”, dice ancora Lenzi.
All’argomento, di estrema attualità, è dedicato il nuovo numero della rivista Health Policy in Non Communicable Diseases, edita da Italian Barometer Diabetes Observatory Foundation, presentato oggi a Roma, dal titolo “Healthy Cities – I determinanti della salute in città”. Ospita analisi di studiosi e ricercatori come Arpana Verma, Direttore della Division of Population Health, Health Services Research and Primary Care della University of Manchester, Ketty Vaccaro, Responsabile area salute e welfare del CENSIS, Roberta Crialesi, Direttore Sevizio Sanità e Assistenza presso la Direzione Centrale delle statistiche sulle Istituzione Sociali dell’ISTAT, Alessandro Solipaca, Direttore scientifico Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane.

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Emergenza immigrazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 aprile 2017

immigrazione-via-mareProsegue anche nel 2017 il massiccio flusso di ingressi via mare in Europa, in particolare verso l’Italia che ha visto sbarcare sulle proprie coste oltre 24mila migranti in tre mesi. Tra gli sbarcati, 2.293 minori non accompagnati (consulta la pagina dedicata ai MSNA). Questa la situazione al 5 aprile: per il nostro Paese si tratta di un nuovo aumento, il 30% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Oltre 10mila arrivi nel mese di marzo appena concluso. Il confronto con gli arrivi sulle isole Greche, limitati dopo l’accordo UE- Turchia, è notevole: in Grecia il flusso anche in questi primi tre mesi dell’anno resta contenuto, con 4mila sbarcati al 3 aprile. E in Spagna il numero è ancor più ridotto (1.500 arrivi via mare in tre mesi). Complessivamente sono dunque oltre 30mila i migranti giunti via mare in Europa attraverso il Mediterraneo. Rispetto alle provenienze prevalgono in Italia tra gli arrivi più recenti i migranti originari della Nigeria, della Guinea e del Bangladesh, quest’ultimo in notevole crescita.L’impatto degli sbarchi sul sistema di accoglienza italiano resta considerevole: al 5 aprile risultano presenti più di 176.470 migranti. In particolare il 78% dei migranti è ospitato in strutture di accoglienza temporanee, il 13,5 % nei centri del sistema SPRAR e il restante 8% negli hotspot e centri di prima accoglienza nelle regioni di sbarco.Continua seppur a rilento il meccanismo di ricollocamento dei richiedenti asilo in altri Paesi Membri: la situazione al 30 marzo indica che complessivamente sono stati ricollocati 16.025 migranti, di cui 4.746 dall’Italia (su un totale di 34.953 previsti) e 11.279 dalla Grecia (su 63.302 previsti per settembre 2017).E’ già molto significativo anche il numero dei morti e dispersi nel Mediterraneo dall’inizio dell’anno sino al 4 aprile scorso: 663 migranti hanno perso la vita nel viaggio verso l’Europa – 7 persone ogni giorno- e principalmente sulla più pericolosa rotta del Mediterraneo Centrale dal Nord Africa- Libia in particolare all’Italia (602 le vittime).
Nei primi due mesi del 2017 i richiedenti asilo nel nostro Paese sono stati 24mila, in aumento del 60% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Nel 2016 si era già registrato un record con il più alto numero di richieste mai registrato in un ventennio: oltre 123mila – 10mila ogni mese, il 47% in più rispetto al 2015 (consulta la pagina dedicata). Nel 2016 le Commissioni Territoriali hanno esaminato oltre 90mila domande, e per il 60% dei casi l’esito è stato negativo (nel 2015 la percentuale di dinieghi era stata del 39%).Le domande di asilo in Europa nel 2016 sono state 1.204.300. In Germania, il Paese che accoglie di più sia in termini assoluti che rispetto alla popolazione, si è registrato un vero e proprio boom: 722mila richiedenti, il 63% in più rispetto al 2015. In Italia migranti che hanno fatto richiesta di asilo per la prima volta sono stati oltre 121mila, + 46% rispetto al 2015. Il nostro Paese è al secondo posto come numeri assoluti, ma solo decimo in base al numero di abitanti (consulta i dati Eurostat)
Sono quasi 5milioni i siriani che hanno abbandonato il proprio paese: 2 milioni e 910mila sono rifugiati in Turchia, 1.011mila in Libano, e 656mila in Giordania: secondo l’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati si tratta della più grave crisi umanitaria degli ultimi 25 anni. In tutta Europa le richieste d’asilo presentate da siriani da aprile 2011 a ottobre 2016 sono state 885mila, di cui 867mila nei paesi dell’Unione più Svizzera e Norvegia. Tra i Paesi UE Germania e Svezia insieme rappresentano i due terzi delle domande presentate da siriani.

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“Cartellino rosso” alla disidratazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 aprile 2017

Sport a Miss Italia nel Mondo (1)Una leggera disidratazione (2% del peso corporeo) influisce non solo sul rendimento atletico ma anche sulle capacità cognitive influenzando le decisioni degli arbitri: a dimostrarlo è uno studio[1] apparso sulla rivista Journal of Athletic Training riportato da HydrationLab.it (www.hydrationlab.it/news). Gli studiosi hanno preso in esame i comportamenti degli arbitri in occasione dei Mondiali di Calcio che si sono svolti in Brasile nel 2014, mettendo in evidenza che il clima caldo e il conseguente aumento del rischio di disidratazione potrebbero aver influenzato le decisioni prese durante la competizione.Il cervello è infatti un organo ad elevata attività metabolica e come tale, per funzionare al meglio, necessita di una corretta e costante idratazione, soprattutto quando le attività svolte richiedono una particolare concentrazione, come per l’arbitraggio. Inoltre bisogna considerare che gli eventi sportivi, svolgendosi a diverse latitudini, sottopongono arbitri e giocatori a condizioni ambientali che possono essere molto diverse tra loro. Per questo motivo risulta fondamentale valutare e prestare attenzione alla quantità di acqua da assumere.
“La quantità di acqua necessaria per conservare l’equilibrio idrico dell’organismo per uno sportivo dipende da diversi fattori, come il tipo di attività praticata, la sua durata e le condizioni climatiche, e può oscillare tra il litro e mezzo e i tre al giorno” – spiega il Dott. Alessandro Zanasi, esperto dell’Osservatorio Sanpellegrino e membro della International Stockholm Water Foundation, e aggiunge – “Gli effetti che una scarsa idratazione produce sulle capacità cerebrali dell’individuo possono variare, a seconda del livello di disidratazione, dalla leggera stanchezza mentale, al mal di testa fino ad influenzare le abilità intellettive e ad ostacolare lo sviluppo dei processi cognitivi”.Ma idratarsi correttamente è fondamentale non solo per gli sportivi di professione, bensì anche per chi lo sport lo pratica solo per passione. L’acqua svolge infatti per il nostro organismo un’importantissima funzione di termoregolazione, che ci consente di mantenere la temperatura interna costante intorno ai 37 gradi.
“La temperatura corporea interna aumenta quando pratichiamo attività sportiva ma non solo, anche fattori ambientali, come il tasso di umidità, ad esempio, possono limitare la capacità del nostro corpo di eliminare il calore in eccesso per mezzo della sudorazione.” – afferma il Dott. Alessandro Zanasi, esperto dell’Osservatorio Sanpellegrino e membro della International Stockholm Water Foundation, e aggiunge – “Per comprendere l’importanza della funzione di termoregolazione assolta dall’acqua basti pensare che durante l’attività sportiva, in condizioni climatiche caldo umide il corpo può arrivare a produrre una quantità di calore fino a 10-15 volte superiore a quella prodotta a riposo, con un conseguente aumento dei livelli di temperatura corporea che senza la sudorazione potrebbe raggiungere il grado ogni 5 minuti”.Quando la temperatura corporea aumenta, la sudorazione consente quindi all’organismo di disperdere l’energia calorica in eccesso. Tale meccanismo provoca tuttavia anche l’eliminazione di acqua e sali minerali che se non reintegrati potrebbero portare il corpo a disidratarsi: bere è quindi fondamentale per controbilanciare la perdita di liquidi e sali minerali indotta dalla sudorazione. A questo va aggiunto che un corpo disidratato produce meno sudore e rallenta il tasso di svuotamento gastrico, accrescendo ancor di più il livello di disidratazione[2]. È bene quindi per chi pratica attività sportiva prestare attenzione all’idratazione anche prima dell’allenamento, possibilmente scegliendo la tipologia di acqua più adatta alle proprie esigenze “Se è importante bere prima e durante l’allenamento, per un recupero più efficace è consigliabile anche scegliere il tipo di acqua da assumere considerandone le specifiche proprietà. Per un reintegro idrico rapido sono ad esempio indicate acque con un apporto salino contenuto, perché assimilabili in tempi molto veloci” – suggerisce il Dottor Zanasi – “Diversa invece la tipologia di acqua consigliata al termine dell’attività fisica: sono da privilegiare acque minerali con un residuo fisso più elevato che permettono un maggior apporto di sali, la cui assimilazione avviene in tempi più lunghi, quindi ideali per il recupero”.

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Istat: famiglie non hanno fiducia

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 aprile 2017

istatL’Istat conferma di dati secondo i quali il potere di acquisto ed il reddito disponibile delle famiglie nel 2016 sono aumentati dell’1,6%, mentre la spesa per consumi finali è salita dell’1,3 per cento.
“Il fatto che la spesa per consumi sia salita in misura inferiore rispetto al reddito disponibile, dimostra che anche le famiglie che riescono ad arrivare a fine mese sono restie a mettere mano al portafoglio, non avendo fiducia nel futuro. L’incertezza per la propria condizione economica ed il rischio di manovre correttive non facilita la ripresa, riducendo la propensione al consumo” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Quanto al rialzo del potere d’acquisto, è merito solo della deflazione, che non si registrava dal 1959. La cosa più grave, comunque, è che la situazione peggiora invece di migliorare: la spesa per consumi finali, infatti, scende dal +1,5% del 2015 al + 1,3% del 2016” conclude Dona.

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Banche: costi e indebiti prelievi ai clienti

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 aprile 2017

banca-ditalia«Nei mesi passati abbiamo ricevuto diverse segnalazioni di comportamenti ritenuti scorretti, le evidenze raccolte ci hanno indotto ad approfondire il tema». I Comportamenti scorretti a cui fa riferimento Magda Bianco, Titolare del Servizio Tutela dei clienti e antiriciclaggio della Banca D’Italia a Cuore e Denari su Radio 24 sarebbero gli aumenti dei costi dei conti correnti, in corso da mesi e giustificati dalle banche dal fatto che queste stessero finanziando il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, tenuto a far fronte alle diverse crisi bancarie che si sono susseguite dalla fine del 2015 (ad esempio con il caso delle quattro banche risolte Banca Marche, Banca Etruria, Carichieti e Cariferrara, ndr).L’approfondimento ha portato la Banca d’Italia a intervenire con una nota, diffusa pubblicamente e datata 28 marzo, che fornisce alcune raccomandazioni agli istituti sul tema dello ‘ius variandi’, ovvero le norme che regolano la modifica unilaterale delle condizioni contrattuali applicate da una banca alla sua clientela. Magda Bianco a Cuore e Denari su Radio 24 spiega: «Non è che non si possano modificare le condizioni contrattuali. Quella con la banca è una relazione di lunga durata, il conto corrente è stato aperto da molti anni, quindi è previsto per legge che se intervengono dei fattori che non potevano essere prevedibili, ad esempio norme introdotte nel tempo o variazioni dei tassi di mercato, la banca possa modificare le condizioni. Ci sono, però, dei vincoli a tutela dei clienti: l’indicazione nel contratto, una comunicazione ai clienti due mesi prima, un giustificato motivo.” Magda Bianco a Cuore e Denari su Radio 24 in diretta dal Salone del Risparmio sottolinea: «Siamo intervenuti con questa nota per chiarire bene i limiti entro i quali le banche possono esercitare questo diritto: criteri in base ai quali il loro comportamento sia effettivamente corretto e quindi diventi più leggibile e chiaro per il cliente la cui forma di tutela principale è il recesso, cioè la possibilità, essendo avvisato due mesi prima, di chiudere il contratto e andarsene».
La Nota di Bankitalia recita testualmente, nella comunicazione dello scorso mese, di avere chiesto agli intermediari di valutare la coerenza delle modifiche unilaterali, realizzate dal gennaio 2016, con il quadro di riferimento in materia di modifiche unilaterali e di adottare, laddove necessario, iniziative correttive compresa l’eventuale restituzione delle somme alla clientela. Nei suoi controlli terrà conto anche delle indicazioni date con la nota descritta. Magda Bianco ha sottolineato ulteriormente durante il suo intervento a Radio 24 che «una comunicazione non chiara, una non corretta attribuzione degli incrementi o la giustificazione degli stessi con dei costi sostenuti precedentemente all’apertura del contratto sono chiaramente un’azione scorretta. Noi abbiamo dato queste indicazioni agli intermediari, cui a questo punto spetta ripetere una valutazione rispetto alle modifiche che hanno proposto a partire dal 2016, verificando che i criteri indicati fossero corretti». Magda Bianco conferma anche la possibilità, in caso di accertata scorrettezza, che si prendano in considerazione iniziative correttive, compresa la restituzione delle somme alla clientela.

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Ordine di Malta: Nomina

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 aprile 2017

bettiolL’avvocato padovano Francesco Giuseppe Bettiol, nipote dell’insigne Giuseppe giurista e uomo politico, già Capo Raggruppamento Veneto Orientale, è stato nominato Capo Area Nord dal Consiglio Direttivo del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta (CISOM), Fondazione Melitense la cui sede operativa è in Piazza del Grillo a Roma e che è inserita nell’elenco delle organizzazioni di Protezione Civile di rilevanza nazionale presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile.
Bettiol, 41 anni, volontario del Gruppo di Padova dal 2003 per rispondere ad una personale esigenza di una fede concretamente vissuta nell’aiuto agli altri, tra gli ultimi interventi ha coordinato, per il tramite della Sala Operativa di Raggruppamento, l’invio di numerose squadre di soccorritori in occasione del recente sisma di Amatrice. “Ringrazio il Consiglio per la fiducia – così commenta l’incarico nazionale – questa nomina testimonia la dedizione di tutti i volontari del Raggruppamento Veneto Orientale”.
Dirigente della società Tenaris Dalmine Spa (leader mondiale nella produzione di tubi in acciaio), l’Avv. Bettiol è Cavaliere di Grazia Magistrale del Sovrano Militare Ordine di Malta e Cavaliere dell’Ordine di San Silvestro Papa. Abilitato alla professione anche in Inghilterra e nelle Isole Vergini Britanniche, ha conseguito un master in diritto tributario presso l’Università di Bologna e uno in diritto finanziario internazionale presso il King’s College di Londra.
Nel corso degli anni il CISOM, Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta, il cui atto di istituzione risale al 24 giugno 1970, è intervenuto in tutte le calamità naturali che hanno colpito l’Italia, dal terremoto in Irpinia, a quelli dell’Abruzzo, dell’Emilia Romagna e dell’alto Lazio ed anche all’estero come ad Haiti nel 2010, potendo sempre contare sul generoso impegno e sulle diverse specializzazioni dei suoi più di 4.000 volontari. (foto: bettiol)

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Ztl Anello Ferroviario, in un mese 1.299 sanzioni per bus turistici senza permesso

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 aprile 2017

meleoRoma. Primi risultati dell’attivazione dei 21 nuovi varchi elettronici, dotati di telecamere, a presidio della Ztl Anello Ferroviario 1 VAM. Sono 1.299 le sanzioni rilevate dal 14 gennaio al 20 febbraio per i bus turistici entrati senza permesso nella zona a traffico limitato in questione in cui è in vigore, dalle 5.00 alle 24, il divieto di accesso e circolazione per i veicoli non autorizzati di lunghezza superiore ai 7,5 metri che producono maggiore criticità in termini di emissioni e di congestione. Per i trasgressori è prevista una multa di 450 euro.La regolamentazione dell’accesso all’Anello Ferroviario, prevista da una delibera della Giunta capitolina approvata lo scorso 11 novembre, ha il duplice obiettivo di limitare il traffico privato e di incrementare la mobilità sostenibile e il trasporto pubblico. “Il nostro obiettivo è di tutelare e preservare sempre più le aree centrali della Capitale, evitando così che le strade siano congestionate a causa dei bus turistici. I risultati della sperimentazione avviata dalla nostra amministrazione confermano che siamo sulla strada giusta. Queste 1.300 multe, in un solo mese, costituiranno un deterrente per tutti i torpedoni senza permesso che pensano di poter di circolare indisturbati nella nostra città”, commenta l’Assessora alla Città in Movimento di Roma Capitale Linda Meleo.

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Semplificata per i cittadini la consultazione degli atti amministrativi su portale di Roma Capitale

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 aprile 2017

campidoglioPer i cittadini è ora più facile consultare gli atti amministrativi di Roma Capitale dal 1993 ad oggi disponibili sul portalewww.comune.roma.it.
Nella sezione “Deliberazioni e atti” accessibile dalla homepage del sito istituzionale adesso è possibile effettuare la ricerca attraverso una nuova modalità che non obbliga più l’utente a dover conoscere l’esatta tipologia di atto né ad indicare la data di approvazione o il numero dello stesso.Semplicemente selezionando la voce “Tutte le tipologie” nel campo “Tipologia” e indicando l’oggetto di interesse, gli utenti anche non autenticati al portale accederanno all’elenco di tutti gli atti istituzionali relativi alla tematica prescelta.“La semplificazione della procedura di ricerca è stata realizzata attraverso una reingegnerizzazione del sistema che non ha comportato oneri aggiuntivi – dichiara l’Assessora a Roma Semplice Flavia Marzano – Si tratta di una piccola ma significativa miglioria, identificata di concerto con la Vice Presidente della Commissione capitolina di Controllo, Garanzia e Trasparenza Monica Montella, che si inserisce nel più ampio progetto di ristrutturazione del portale istituzionale su cui siamo a lavoro e che risponde all’obiettivo prioritario di garantire maggiore trasparenza nel rapporto tra cittadini e amministrazione, facilitando l’accesso alle informazioni. In futuro sarà prevista inoltre la possibilità di fare ricerche anche sui testi che saranno resi disponibili in formato aperto”.

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P.A: stipendi dipendenti, persi 4.049 euro da 2010

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 aprile 2017

ministero-finanzeSecondo i dati resi noti oggi dall’Ocse, se il costo del lavoro medio in Italia è maggiore della media Ocse, il reddito netto in busta paga è molto più basso.
“Gli italiani sono sottopagati rispetto agli altri paesi sviluppati. Questo ci dicono i dati Ocse di oggi. Inoltre, ci confermano che quanto il Governo sta per stanziare nel Def per il pubblico impiego, con un aumento contrattuale medio di 85 euro, è a dir poco insufficiente” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori
“Se i dipendenti pubblici, per via del blocco della contrattazione, hanno perso in media, dal 2010 al 2015, 899 in termini nominali, considerando anche l’aumento del costo della vita, la cifra sale a 4049 euro in termini reali” prosegue Dona.
“I dipendenti pubblici più danneggiati sono i dipendenti delle amministrazioni locali. Se dal 2010 al 2015 hanno avuto una riduzione secca di 1.351 euro, considerando l’andamento dei prezzi la perdita sale a 4.641 euro” conclude Dona.

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Scuola: Rinnovo graduatorie Istituto per 320mila supplenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 aprile 2017

ministero-pubblica-istruzioneÈ un evento importante che riguarda 320 mila precari, a cui viene offerta la possibilità di presentare ulteriori titoli e servizi, oltre che di spostarsi di sede. Il problema è che l’amministrazione si appresta a fornire tale diritto dei lavoratori, però penalizzandone un enorme numero, anche coloro che avrebbero piena facoltà d’inserirsi nelle graduatorie per la prima volta. Per non parlare di chi è in prima fascia e dovrà attendere il 2018. Possono ricorrere per l’inserimento nella seconda fascia diverse categorie: candidati con diploma magistrale a indirizzo linguistico, Insegnanti tecnico pratici, personale educativo che chiede l’inserimento per la scuola primaria, diplomati accademici di conservatorio fino al 2001/02, abilitati all’estero in attesa di riconoscimento del titolo. Anief ha inoltre attivato il ricorso per l’inserimento in terza fascia per la disciplina Diritto (ex A019) dei laureati in Scienze Politiche – vecchio ordinamento – dopo l’anno accademico 2000/01. È anche possibile ricorrere per ottenere la valutazione del servizio militare prestato non in costanza di nomina.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): l’amministrazione continua a trattare il personale precario in modo superficiale e approssimativo. Noi, che da statuto difendiamo i lavoratori della scuola, precari e di ruolo, non possiamo permettere tali abusi: per questo siamo pronti a dare battaglia nelle sedi legali idonee a ristabilire le norme su un piano di correttezza e di equità delle regole che disciplinano il precariato scolastico italiano.

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Cedacri annuncia i risultati finanziari 2016

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 aprile 2017

CollecchioCollecchio (Parma), 11 aprile 2017 – Cedacri S.p.A., società leader in Italia per lo sviluppo di soluzioni in outsourcing rivolte agli istituti bancari, assicurativi e alle società di servizi, annuncia l’approvazione del bilancio di esercizio della Società e del bilancio consolidato di Gruppo per il 2016.
Cedacri S.p.A. ha chiuso l’esercizio fiscale 2016 con un fatturato di 225,5 Mln di Euro (+7,36% rispetto all’anno precedente). L’EBITDA si è attestato a 30,5 Mln di Euro (-14,28% rispetto al 2015), mentre l’utile netto è stato di 13,5 Mln di Euro (+6,48% rispetto al 2015).Il bilancio consolidato del Gruppo riporta un valore della produzione pari a 274,5 Mln di Euro (+ 6,4% rispetto al 2015), mentre l’EBITDA è stato di 40,9 Mln di Euro (-7,8% rispetto al 2015) e l’utile netto si è attestato sui 16,7 Mln di Euro (+1,8% rispetto all’anno precedente).L’andamento positivo del 2016 e la crescita del valore della produzione rispetto all’esercizio precedente sono dovuti principalmente all’acquisizione di nuovi clienti in Facility Management e in Full Outsourcing, oltre all’incremento delle attività di system integration per i progetti di migrazione e personalizzazione. La flessione dell’EBITDA è da ricondurre agli investimenti effettuati per l’innovazione della piattaforma applicativa e tecnologica finalizzati all’avviamento dei nuovi clienti. La crescita significativa dell’utile risente delle operazioni straordinarie legate alla cessione di partecipazioni non strategiche.Per continuare a crescere e a rappresentare il punto di riferimento degli istituti bancari clienti nel processo di Trasformazione Digitale, Cedacri ha previsto un piano di investimenti di 90 Mln di euro sulla piattaforma applicativa e infrastrutturale nel triennio 2016-2018, di cui oltre un terzo già realizzati nel corso del 2016 (35,1 milioni di euro).“Nell’anno del suo quarantesimo compleanno, uno tra i più difficili della storia del sistema bancario italiano, Cedacri ha consolidato la propria posizione di leadership proseguendo con successo un percorso di crescita che l’ha portata all’acquisizione di nuovi importanti clienti. Gli ottimi risultati del 2016 confermano la realtà Cedacri player di riferimento per il mercato dell’outsourcing bancario italiano”, commenta Renato Dalla Riva, Presidente di Cedacri. “Possiamo affrontare il futuro con la consapevolezza di essere un’azienda solida che, grazie ai forti investimenti nell’innovazione, è sempre più attrattiva sul mercato anche per banche di dimensioni rilevanti. Abbiamo maturato l’esperienza e le professionalità necessarie per vincere le sfide dell’era digitale e supportare i nostri clienti in questa fase di grandi cambiamenti”.

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Internet non deve essere una rete alternativa a quella dell’assistenza

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 aprile 2017

internet“L’uso di Internet può senz’altro agevolare il paziente nell’accesso alle prestazioni sanitarie, ma occorre fare in modo che si riproducano le stesse condizioni di sicurezza garantite dal contatto diretto con il medico o il farmacista. E occorre soprattutto che si proceda a un’integrazione delle informazioni sull’uso del farmaco nella storia clinica del paziente come previsto dallo schema del Fascicolo sanitario elettronico” dice il presidente della FOFI, Senatore Andrea Mandelli commentando quanto emerso in Inghilterra a proposito dell’attività di alcune farmacie-cliniche virtuali. Infatti, l’ultimo numero del British Medical Journal ha riportato la notizia dell’intervento dell’ente regolatore, la Care Quality Commission, su quattro farmacie on-line che avevano dispensato farmaci soggetti a prescrizione, cosa fattibile in Gran Bretagna anche attraverso prescrizioni ottenute attraverso visite telematiche, senza accertarsi dell’identità del richiedente, procedendo a verifiche della durata di pochi secondi e senza comunicare eventuali irregolarità delle richieste, per esempio ripetizioni della prescrizione, al medico curante del cittadino che aveva richiesto la dispensazione. Le irregolarità rilevate hanno coinvolto farmaci particolarmente delicati come antiasmatici e analgesici oppioidi. “E’ evidente che l’esistenza dell’e-commerce non possa essere ignorata, così come la possibilità di interazione con medici e farmacisti attraverso Internet ma, come ha dichiarato la stessa presidente del Royal College of General Practitioners Helen Stokes-Lampard, non si può non mettere in campo un sistema di controlli che permetta di stabilire con certezza l’identità del paziente e soprattutto una comunicazione puntuale con il medico curante. C’è il rischio che mentre si sta cercando di costruire una rete che si prenda carico del paziente sul territorio, mettendo in comunicazione i diversi protagonisti del processo di cura, sia proprio la rete di Internet a costituire un circuito “autonomo” che può interferire con l’aderenza alla terapia, con la farmacovigilanza e, in una parola, con la sicurezza dell’uso del farmaco. Quella che il farmacista in carne e ossa garantisce da sempre”.

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