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Festival un organo per Roma

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 aprile 2017

paola quattriniGiorgio CarniniRoma mercoledì 19 aprile alle 19.00 nella Sala Accademica del Conservatorio “Santa Cecilia” (via dei Greci 18, ingresso gratuito fino ad esaurimento posti) nell’ambito della quarta edizione del Festival “Un Organo per Roma” concerto con l’attrice Paola Quattrini, gli organisti Giorgio Carnini e Alberto Pavone, i percussionisti Tommaso Sansonetti e Francesco Conforti e i live electronics di Gianluca Ruggeri.
Il festival è ideato e diretto da Giorgio Carnini e promosso dall’Associazione Camerata Italica in collaborazione con l’Istituzione Universitaria dei Concerti (IUC), il Conservatorio “Santa Cecilia” e l’Accademia Filarmonica Romana, con il patrocinio della Regione Lazio.
Questo appuntamento – intitolato “Il drammatico si minore”, in quanto tutte le musiche in programma ruotano intorno a questa tonalità – rispecchia l’ampio ventaglio di proposte del festival, che vuole sia far conoscere meglio la grande musica per organo del passato sia valorizzare la scrittura contemporanea per quello che è spesso definito il re degli strumenti, paragonabile a un’intera orchestra per le sue vastissime possibilità.
Il concerto inizia con un imprescindibile omaggio al più grande compositore per organo di tutti i tempi, Johann Sebastian Bach, di cui Giorgio Carnini eseguirà il Preludio e Fuga in si minore BWV 544, a cui farà seguito il 2° Corale, sempre in si minore, di César Franck, il più grande emulo di Bach nell’Ottocento.
La seconda parte del concerto si rivolge invece alla contemporaneità, con la prima esecuzione assoluta del monodramma La Ballata del silenzio per voce recitante, organo e percussioni di Gianluca Ruggeri su testo di Rocco Familiari, con la partecipazione straordinaria di Paola Quattrini (voce recitante). Alberto Pavoni sarà all’organo, Tommaso Sansonetti e Francesco Conforti alle percussioni e il compositore stesso ai live electronics.La Ballata del silenzio è un testo in versi sul tema della violenza, scritto da Familiari nel 1978. La protagonista è una ragazza, che viene brutalizzata e mutilata dai suoi aguzzini e da allora si limita a sopravvivere e il solo mezzo di comunicazione con il prossimo è un tamburo, su cui batte un colpo se ha fame, due colpi se ha sete, tre colpi se ha paura o prova dolore. E’ una potente allegoria della stupida ferocia umana e un richiamo a non rimanere sordi alle richieste di aiuto delle vittime. (foto: paola quattrini, Giorgio Carnini)

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